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Archive for the ‘Accessori’ Category

Pubblicato il 5 marzo 2016, ultima modifica 8 marzo 2016

I segnali ferroviari luminosi vanno di norma collocati alla sinistra del binario a cui si riferiscono. In tal caso il loro aspetto è “a vela tonda”:  un disco nero con bordo bianco, ed al centro la zona luminosa. In genere sono posti su un palo (detto anche “stante”). Talvolta però non c’è lo spazio per collocare lo stante: in tal caso si può porre lo stesso sulla destra del binario, ed il segnale assume la “vela quadra”, con la zona luminosa al centro di un quadrato nero con bordo bianco.

Vla tonda e vela quadra

Vla tonda e vela quadra

Segnali a detra e sinistra dei binari, da www.segnalifs.it

Segnali a detra e sinistra dei binari, da http://www.segnalifs.it

Quando possibile, si preferisce però non far ricorso alle vele quadre. Per poter porre il segnale a sinistra  anche quando non c’è lo spazio sufficiente per uno stante, si ricorre dunque all’ancoraggio del segnale dall’alto invece che dal basso tramite il  “portale a sbalzo”. Un esempio è all’uscita della piccola  stazione di Lomello, sulla Pavia-Alessandria. (Giorgio Stagni ne discute degli aspetti economici sul suo interessantissimo sito Stagniweb).

Segnali a Lomello -Foto © Giorgio Stagno da Stagniweb

Segnali a Lomello -Foto © Giorgio Stagno da Stagniweb

Per inciso, notiamo come in foto il segnale più a sinistra soprasti un triangolo bianco su sfondo nero, indicatore di velocità di percorrenza limitata a 30 Km/h poiché la linea è deviata.
(altro…)

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Pubblicato il 26 dicembre 2015

Segnalo questa volta un interessante sito, ricco di indicazioni sulla realizzazione di dettagli dei plastici: “La Bottega dei Plastici“.

Varie delle cose presentate hanno dei disegni scaricabili come pdf, e possono essere usati sia per realizzare oggetti in cartoncino, che come dime per costruirli in legno o plasticard.

Esempi di quel che viene offerto includono cabine del telefono FS, caselli ENEL, Tabelle dei ranghi di velocità.

Cabina ENEL realizzata con i disegni de La bottega dei plastici

Cabina ENEL realizzata con i disegni de La bottega dei plastici

Cabina telefonica realizzata con i disegni de La bottega dei plastici

Cabina telefonica realizzata con i disegni de La bottega dei plastici

Tabelle dei Ranghi di Velocità ottenibili da La bottega dei plastici

Tabelle dei Ranghi di Velocità ottenibili da La bottega dei plastici

Il sito é dedicato alla scala TT (1:120) ma basta ridurre immagini e misure di 3/4 (moltiplicare per 0,75) per ottenerli in scala N.

Contiene anche varie altre sezioni, con articoli interessanti. Trattano di realizzazione di vegetazione, di tecniche di invecchiamento dei rotabili, di aspetti elettrici. C’é molto da leggere (e da fare!).

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Pubblicato il 31 ottobre 2015

Che la stampa 3D sia promettente non c’é alcun dubbio. Ne abbiamo già parlato in un paio di occasioni: una era la realizzazione della FS 218.6098 in scala N, l’altra fu quando segnalammo la realizzazione del curioso rimorchio VB 141 ad un asse per gli Schienenbus tedeschi. In entrambi i casi si trattava di stampe ordinabili da shapeways, che ha molte cose (soprattutto americane) etichettate come “N Gauge”. Il carrello dello Schienenbus é prodotto da RailNScale. Dietro questo nome si trovano due giovani modellisti tedeschi, Maurice e Joris, che hanno iniziato la loro avventura nel 2009 lavorando al proprio plastico ambientato nella Germania del periodo 1920-1940.

Maurice e Joris di RailNScale

Maurice e Joris di RailNScale

Non riuscendo a trovare accessori adatti alle loro esigenze, hanno deciso di “fare da sé”, sperimentando con la stampa 3D. La loro prima creatura fu un bus della Reichspost.

Reichspostbus di RailNSCale

Reichspostbus di RailNSCale

Il risultato fu soddisfacente, e seguirono altri modelli, costruiti per se ma poi messi a disposizione degli altri nel loro store on line su  Shapeways. Evidentemente la cosa deve aver avuto successo, perché Maurice e Joris hanno proseguito per la loro strada fino ad avere una produzione tale da raccoglierla in un catalogo di quasi 80 pagine! Il catalogo è scaricabile on line dal loro sito. Già che ci siamo, diamogli un’occhiata.

Contiene una sezione di rotabili, per ora piccola: quello che viene fornito sono le carrozzerie da verniciare e montare su dei telai ricavati da altri modelli, come nel caso del tram di Basilea in scala NM (binari della scala Z) mostrato nel seguente video

I tram possono avere a complemento i pali della linea aerea.

Palo della linea aerea del tram.

Palo della linea aerea del tram.

Anche la pavimentazione che si vede é realizzata con un loro prodotto: una specie di timbro cilindrico che serve a dare la forma a del DAS, che lasciato asciugare e dipinto genera la  pavimentazione.

Stampo cilindrico per pavimentazione

Stampo cilindrico per pavimentazione

Il seguente video ne mostra il processo.

Un altro creativo marchingegno é uno stampino per produrre, sempre con il DAS, dei mattoni in scala N (!)

Stampo per i mattoni, e risultato del processo

Stampo per i mattoni, e risultato del processo

La produzione di automobili include una ricca scelta di modelli anteguerra, e vari interessanti macchine degli anni 60-70: NSU Prinz, Citroen 2CV, Zündapp Janus, Ford Transit, VW Maggiolino… Tra le autovetture a noi interessano in particolare quelle italiane: la Topolino e varie versioni di Fiat 600, presenti come “600”, “600 D” (più nota come “750”) e Abarth 850.

FIAT Topolino di RailNSCale

FIAT Topolino di RailNSCale

Le varie versioni di Fiat 600

Le varie versioni di Fiat 600

L’accessoristica include ponti pedonali, casotti vari, facciate di edifici, tende da esterno per edifici, panchine di varia foggia, cabine telefoniche (purtroppo solo estere), fondi stradali, stampi per segnaletica stradale orizzontale, materiale per scene di campeggio ed altro.

Fontanella cittadina

Fontanella cittadina

Ponticello pedonale

Ponticello pedonale

Ponte coperto

Ponte coperto

Pensiamo di aver reso l’idea… per approfondimenti, rimandiamo al sito di RailNScale ed al già citato catalogo.

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Pubblicato il 17 ottobre 2015

La prendo un po’ alla lontana: prima di affrontare il tema “sound e analogico” spendo un po’ di tempo a parlare di sistemi di alimentazione, in corrente continua o alternata, e analogico o digitale. Cose ovvie ma che ci permetteranno poi di parlare del sound in modo un po’ più chiaro.

La tradizionale alimentazione dei motori dei modelli ferromodellistici si basa su due diversi modelli di alimentazione elettrica: corrente continua (con i due poli associati ai due binari) o corrente alternata, con le due rotaie che hanno il ruolo del “neutro” mentre la “fase” viene convogliata da una serie di punti di contatto in rilievo, posti tra le due rotaie (chiamati anche “terza rotaia“); i rotabili prendono la corrente dai punti di contatto tramite un pattino posto sotto la locomotiva. La seconda opzione é quella scelta da Märklin in H0, ed ebbe anche una breve parentesi in scala N, quando nel 1973 Ibertren introdusse modelli in scala N basati sulla terza rotaia. La produzione Ibertren in N3 terminò nel 1985 (già nel 1982 la ditta spagnola aveva iniziato a produrre modelli convenzionali a corrente continua).

Binari e motrici Ibertren N3. La presa di corrente centrale sui bunari normali avviene facendo scorrere il pattino su delle punte metalliche poco visibili. In corrispondenza di scambi e incroci però la presa di corrente avviene su antiestetici scivoli.

Binari e motrici Ibertren N3. La presa di corrente centrale sui bunari normali avviene facendo scorrere il pattino su delle punte metalliche poco visibili. In corrispondenza di scambi e incroci però la presa di corrente avviene su antiestetici scivoli.

I sistemi a 3 rotaie, rispetto ai sistemi a 2 rotaie, presentano un paio di vantaggi:

  • è estremamente semplice creare cappi di ritorno. In un sistema a 2 rotaie il cappio (come il triangolo) fa sì che la rotaia positiva si congiunga a quella con polarità opposta, generando un corto circuito. E’ quindi necessario risolvere il problema con opportuni interventi elettrici (sezionamento, diodi…)
  • é possibile alimentare, in alcune tratte, solo uno dei due binari, e usare l’altro come sensore per rilevare la presenza di un rotabile (giacché le ruote su uno stesso asse non sono elettricamente isolate). Il segnale ottenuto può essere usato per segnalare l’occupazione del binario su un quadro di controllo, o per inserire meccanismi di retroazione (es.: quando un treno arriva su un binario, un’altro treno parte da un’altro binario).

In comune però sia il metodo Märklin che quello a corrente continua hanno una caratteristica: sono analogici, ovvero la velocità del treno é proporzionale al voltaggio della corrente che circola.

Negli ultimi due decenni é stato introdotto un meccanismo di controllo alternativo: il digitale. Nel digitale a due rotaie (che é quello usato in scala N) la corrente continua é sostituita da corrente alternata. Le problematiche connesse ai cappi di ritorno permangono uguali, anche se hanno soluzione più semplice (ne parleremo altrove prima o poi). Nel digitale, essenzialmente, i comandi verso le locomotive vengono inviate come segnali elettrici che si sovrappongono alla corrente alternata “portante”. Ogni locomotiva é dotata di decoder, ovvero di un microchip programmabile che le permette di selezionare solo i messaggi destinati a lei. Quindi é possibile far marciare in modo indipendente più locomotive sullo stesso binario. Non é un vantaggio da poco, ma soprattutto non é l’unico! Infatti é possibile dare anche comandi che il decoder utilizza ad altri scopi: é possibile per esempio accendere o spegnere le luci e a volte variarne l’intensità.  Il decoder può essere posto in una carrozza passeggeri, e può comandare individualmente le luci degli scompartimenti, come già avevamo segnalato nel lontano 2009.

Il decoder può comandare altri dispositivi a bordo, come nel caso dei carri Leig di Fleischmann Piccolo: quattro carri merci con porte apribili individualmente tramite un servomeccanismo ospitato a bordo (art. 830684 e 830662).

Un’altra caratteristica pilotabile tramite decoder é il “sound“: a bordo della motrice si trova un piccolissimo altoparlante, a cui il chip fa riprodurre svariati suoni (motore, freni, annunci ecc.).

Dunque il mondo ferromodellistico é bipartito tra la versione moderna (e costosa) basata sul digitale, e quella tradizionale (costosa anch’essa, ma meno…) basata sull’analogico. In origine i due mondi erano incompatibili: ad esempio con il sistema Fleischmann FMZ, una delle prime versioni di digitale disponibili, le motrici digitali non potevano essere usate su un plastico analogico, e viceversa. Esisteva per la verità un dispositivo che permetteva di usare una sola motrice analogica su un plastico digitale, anche se il povero motore analogico sottoposto alla corrente alternata ronzava come un moscone anche a macchina ferma.

Nel tempo le cose sono evolute, ed oggi, salvo poche eccezioni, i decoder DCC permettono la marcia anche in analogico, anche se a volte con qualche limite (ad esempio relativo all’accensione delle luci, che con alcuni decoder si illuminano solo dal lato dell’ultima direzione del digitale, mentre quelli più recenti sono più “intelligenti” e riescono a gestirle in modo corretto). Dunque oggi è possibile una transizione graduale verso il digitale, digitalizzando le motrici (o acquistandole già digitali) anche possedendo un plastico analogico, in vista di future evoluzioni.

Se la possibilità di usare motrici digitali in analogico era assodata, meno ovvio é tutto quel che riguarda le funzioni addizionali, che risultano “tagliate fuori”: compreso il sound. Ma anche qui le cose evolvono progressivamente: se fino a poco tempo fa pensavo che il sound fosse ad appannaggio del solo digitale, ho poi scoperto che non é necessariamente così!

Prendiamo un caso abbastanza estremo: quello delle Big Boy e Challenger di Aethern.

La 4-6-6-4 Challenger di Aethern

La 4-6-6-4 Challenger di Aethern

Questo bellissimo modello é ovviamente “full digital”, e presenta una lunga serie di suoni

  • Campana
  • Fischio
  • Iniettore dell’acqua
  • Rilascio dell’aria
  • Soffio
  • Rumore del portellone della caldaia
  • Stridio dei freni
  • voce del macchinista
  • rilascio della sabbia
  • rumore di cilindri e flange

Un video su youtube rende l’idea

La cosa interessante è che la motrice, se messa su binari analogici si muove emettendo il più classico dei “ciuf ciuf”. Fa in realtà molto di più, perché é dotato di telecomando (da usarsi solo in analogico). Tramite il telecomando é possibile pilotare la motrice modificandone velocità e direzione senza toccare il reostato del trasformatore, e si possono anche far emettere alla motrice un alcuni suoni oltre al “choo choo” del vapore.

Il telecomando Aethaern

Il telecomando Aethaern

  • Il bottone 1 fa iniziare e terminare il suono della campana.
  • Il bottone 2 attiva il fischio.
  • Il bottone 3 rallenta la locomotiva, ma se questa é già ferma effettua il suono dell’iniettore dell’acqua.
  • Il bottone 4 accelera lo motrice, ma una volta raggiunta la velocità massima attiva il suono del portellone del forno.
  • Il bottone 5 inverte la direzione, ma se la vaporiera é ferma si sente il sibilo dello sfiatatoio,

Non sono tutte le possibilità del digitale, ma per essere su un plastico analogico non c’é male! Naturalmente tutto ciò ha un prezzo: siamo a 480 US$, attualmente 430 €.

Passiamo a vedere qualcosa di un po’ meno costoso. Le motrici Fleischmann con sound costano, a listino, attorno ai 250€. Il primo modello con sound in scala N della casa tedesca era, se non ricordo male, una doppia Br.218 che é a catalogo dal 2004 (art.77236). Credo che il fatto fosse che all’epoca in una motrice in scala N non si riusciva e inserire decoder, chip del suono e altoparlante: quindi la doppia motrice serviva perché una delle due era folle ed ospitava l’elettronica. Non so se funzionassero in analogico, ma ne dubito.

Successivamente, a seguito di una ulteriore miniaturizzazione dell’elettronica, é stato possibile introdurre il sound anche senza ricorrere al trucco della falsa doppia trazione. Oggi sono varie le motrici dotate di sound anche in scala N. Tra queste ve ne sono alcune che possono essere interessanti anche per chi ha un plastico a tema italiano: si tratta delle Taurus ÖBB 1216. (attenzione: non le 1016 o le 1116, che non sono policorrente e non possono circolare da noi! Le 1216 si riconoscono facilmente perché sono quelle a 4 pantografi). C’é la scelta: sui binari italiani hanno circolato le ÖBB in livrea rossa, quelle rosse con la bandiera italiana, quella con una locomotiva a vapore disegnata sulla fiancata e la bellissima Verdi-Wagner, tutte riprodotte da Fleischmann anche in versione sound.

La ÖBB Taurus Wagner-Verdi in uno scenario inequivocabilmente italiano. Foto © FrecciaDellaLaguna dal forum di FOL

La ÖBB Taurus Verdi-Wagner in uno scenario inequivocabilmente italiano. Foto © FrecciaDellaLaguna dal forum di FOL

La cosa interessante é che il loro sound  funziona anche in analogico. Sostanzialmente il decoder, a fronte di una corrente continua, non solo gestisce correttamente motore e luci, ma in base al voltaggio applicato, aziona anche vari suoni. Dando poca corrente la motrice resta ferma ma accende le luci e si sente il rumore dei tiristori. Aumentando la tensione, la motrice parte e viene riprodotto il suono del motore, che viene adeguato alla velocità del modello. Rallentando si sente lo stridio dei freni.  Naturalmente si tratta di una soluzione che ha i suoi limiti, ad esempio non viene mai azionato il fischio: l’unica alternativa sarebbe di azionarlo in corrispondenza di una certa situazione, per esempio alla partenza, ma allora suonerebbe ogni volta che parte, e solo allora. Questo alla lunga potrebbe venre a noia, e quindi si é deciso di non metterlo.

Il seguente video mostra il funzionamento di una Taurus Fleischmann con sound in analogico. Per molti la dettagliata narrazione in tedesco può risultare ostica, ma quando finalmente la motrice si muove e “canta”, parla una lingua universale…

Un limite del sound in analogico é il fatto che non lo si può spegnere quando ci si stufa di sentirlo…

Tra gli altri modelli che possono circolare in uno scenario italiano senza stonare c’è il Mediolanum VT11-5 – Br 601 di Fleischmann e le Occhialute di Trix. Non so se la Trix riproduca i suoni anche in analogico, anche se immagino che questa caratteristica tenda a diventare ormai standard.

Quanto ai suoni veramente  italiani, purtroppo non c’é molto. Per la verità, Zimo, un produttore dei decoder sound, ha nel suo database una serie di suoni di macchine italiane che includono locomotive a vapore, diesel ed elettriche. I decoder sono commercializzati da Portigliatti, che aveva raccolto i suoni tra il 2008 e il 2009. Purtroppo si tratta di decoder per la H0, quindi grandi per la N. In qualche caso é possibile usarli comunque: e quanto ha fatto Stefano Depietri (Trenomodel) con i minuetti diesel ed elettrico: naturalmente lì lo spazio per ospitare i decoder lo si é potuto trovare: fatto sta che, a nostra conoscenza e salvo errori, quelli sono ad oggi é gli unici modelli FS dotati di sound in scala N. Anche per questi, non so se il sound funzioni anche in analogico.

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