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Archive for the ‘Accessori’ Category

Pubblicato il 16 maggio 2020

Già nel 1959 l’azienda tedesca Trix fornisce modelli in scala 1:180 non motorizzati (Schiebetrix: “schieben” significa “spingere”), ma senza un corrispondente sistema di binari. Nel 1964, seconda dopo Arnold e a pari merito con Piko, inizia a produrre trenini elettrici in scala N. Il sistema di binari offerto all’epoca non ha tante pretese ma ha già una sua articolazione interessante: comprende due raggi di curvatura, due scambi basati sul raggio R1 con angolo di 24º e interasse di 33,6 mm.

Aggiungendo una curva di 6º e compensando con una controcurva R1 di 30º si ha un interasse di 52,1 mm, utile per realizzare la banchina di una stazione.

SIstema di binari Minitrix originale, dal catalogo Minitrix del 1967.

Il sistema esordisce quindi in modo semplice e razionale.

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Pubblicato il 18 aprile 2020

I treni reversibili sono quelli che possono viaggiare sia in avanti che all’indietro. Il caso più curioso è forse quello del Suburban Steam Shuttle effettuato nel novembre ’18 dall’operatore storico britannico “Steamrail Victoria“, che per tutto il giorno fece viaggiare avanti e indietro un convoglio avente una locomotiva a vapore in testa ed una, rivolta in direzione opposta, in coda, come documentato dal seguente filmato.

Anche senza giungere a questi estremi però il caso di convogli reversibili è tutt’altro che raro, come ne caso di automotrici, elettromotrici ed elettrotreni, o convogli ordinari con locomotore e carrozza semipilota.

Un IC reversibile – foto © Lele H da flickr

Un regionale reversibile – foto © Lele H da flickr

Abbiamo già discusso come li si possa gestire nel plastico, facendoli fermare automaticamente grazie all’accoppiata di sensori e scambi intelligenti.

Ci proponiamo ora di presentare un’ulteriore soluzione che prescinda dall’azione degli scambi. Dovrà essere in grado di gestire automaticamente e correttamente le fermate sia per convogli tradizionali che per treni reversibili, e sarà basata su sensori che rilevino la presenza del convoglio. Tali sensori potranno essere magnetici, ottici o di altro tipo. La cosa essenziale è che venga dato un segnale sia a inizio che a fine convoglio, così da funzionare sia che questo marci “in avanti” che “all’indietro”. Eventuali segnali intermedi (come nel caso di pedali azionati da ogni asse) non dovranno creare disturbi.

Assumeremo che il binario sia percorso in una direzione data, lasciando ad una prossima nota l’estensione al caso bidirezionale.

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Pubblicato il 29 febbraio 2020

Per realizzare automatismi su un plastico ferroviario occorre rilevare la posizione dei rotabili. Potremo allora prevedere degli effetti legati al transito di un treno, come ad esempio abbassare le sbarre, far scattare un segnale o commutare uno scambio, rallentare o fermare il treno stesso o farne partire un altro.

La rilevazione di posizione è basata su sensori, che possono essere di varia natura: meccanici, ottici, magnetici. Qui ci concentriamo su quelli magnetici:  i reed (piuttosto diffusi in ambito ferromodellistico) e quelli ad effetto Hall (usatissimi i molti contesti, che vanno dal controllo di chiusura delle finestre al blocco del portello della lavatrice).

Cerchiamo di esaminarli entrambi, e di confrontarli tra loro.

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Pubblicato il 18 gennaio 2020

Quelli che di solito sono chiamati “incroci” andrebbero più correttamente detti “intersezioni”. Si hanno quando due binari si incrociano a raso senza possibilità di cambiare binario di percorrenza. Tutti i sistemi commerciali di binari modellistici ne presentano almeno uno, ma spesso anche più, a diversi angoli di incrocio (tipicamente 15º, 30º e 90º). Nei plastici sono spesso presenti, specie quando due linee con correnti diverse si incontrano. Nella realtà sono invece molto più rari: fateci caso! Al vero, infatti, quando due binari si incrociano, lo fanno nella gran maggioranza dei casi con uno scambio inglese che permette di cambiare linea.

Incroci e doppi scambi inglesi, Foto © SBB

Anche nell’immagine sopra, gli incroci “semplici” che si vedono sono riconducibili ad una “forbice”: tipica configurazione applicata a due binari paralleli che permette, in uno spazio limitato, di spostarsi da sinistra a destra o viceversa.

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Pubblicato il 4 gennaio 2020

Proseguiamo nella discussione relativa agli scambi usati come elemento di controllo nei plastici. Nella prima parte ne abbiamo discusso l’idea, nella seconda abbiamo esaminato gli scambi Peco, nella terza abbiamo introdotto i relé (relais, relay) come strumento per modificare il comportamento dei Peco ed applicare il concetto di scambio “pensante” anche a quelli che non lo sono, nella quarta abbiamo visto come ottimizzarne il controllo di accesso usando sensori. Questa volta generalizziamo il concetto, introducendo il controllo delle rotaie esterne invece di quelle interne, e vediamo come questa generalizzazione sia utile per gestire binari con blocco bidirezionale, applicandolo al caso di raddoppi in stazione nei quali effettuare raddoppi e sorpassi.

Raddoppio in stazione per effettuare incroci e sorpassi

Il tutto verrà controllato semplicemente attraverso il “routing“o instradamento dei convogli, ma in maniera più sofisticata e soddisfacente di quanto non fosse possibile fare con la soluzione standard discussa nella prima puntata.

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Pubblicato il 14 dicembre 2019

Nelle precedenti puntate ([1], [2] e [3]) abbiamo visto come tramite gli scambi cosiddetti “pensanti” (o “power routing“) sia possibile semplificare la gestione elettrica, facendo sì che lo scambio diventi un elemento elettricamente attivo che decide dove di deve essere corrente. Il meccanismo può essere usato sia in analogico che in digitale per fare delle semplici automazioni, che possono semplificare la gestione del traffico su un plastico.

Questa volta ci occupiamo del problema della protezione di uno scambio a via impedita.

Scambio disposto secondo il corretto tracciato.

Vogliamo cioè evitare che un treno proveniente dal ramo deviato, nell’immagine sopra, possa procedere forzando lo scambio (tallonandolo), ma vogliamo che si fermi ordinatamente, magari davanti ad un segnale di via impedita, e che lo faccia automaticamente.

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Pubblicato il 16 Novembre 2019

Abbiamo discusso di recente degli scambi “pensanti” di Fleischmann, e della versione Peco. Come abbiamo auto modo di osservare, gli scambi Peco sono molto più “belli” per il loro realismo (cuore senza plastica, geometrie varie, possibilità di averli in Code 55) ma, specie se li si vuole utilizzare in digitale, più complessi perché occorre metterci mano e prendere varie precauzioni. In analogico si può evitare di modificarli, ma comunque il loro comportamento elettrico non è privo di grattacapi.

Come combinare la loro eleganza con un comportamento “tipo Fleischmann”? Indichiamo qui una semplice soluzione che ci permetterà di dare quel tipo di comportamento anche a scambi di altre marche (come Roco, Minitrix o altro). Per farlo discuteremo di relè bistabili, e già che ci siamo parliamo anche di un altro utile accessorio per ottimizzare il comportamento degli scambi, e prolungarne la vita: le CDU.

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Pubblicato il 19 ottobre 2019

Abbiamo recentemente iniziato una discussione sugli “scambi intelligenti” o “pensanti” nel ferromodellismo, e l’abbiamo sospesa appena giunti a discutere dei deviatoi con cuore metallico. Ripendiamo ora da qui, discutendo cosa avviene con questo tipo di cuore, ed esaminando l’armamento Peco. La casa inglese ha a catalogo scambi con il cuore in plastica: è la linea Insulfrog, come lo scambio SL-395 in codice 80. Questi scambi si comportano come gli scambi “normali” (es. Rivarossi o Roco), e non esibiscono il comportamento “pensante”dei Fleischmann. Attenzione però: quasi tutta la documentazione reperibile in rete sugli Insulfrog parla di quelli in H0, che rispetto a quelli in scala N hanno un elemento in più: un microswitch posto tra gli aghi che permette di scegliere tra il comportamento “normale” e quello “pensante” a la Fleischmann, e che Peco chiama “Power routing”. Ribadiamo che gli insulfrog in N non hanno questa opzione, e si comportano sempre come scambi “normali”.

Peco SL-395, scambio insulfrog

Peco ha però anche un’altra linea di prodotti: gli Electrofrog, come lo scambio SL-E395F con il cuore metallico (e in codice 55).

Peco SL-E395F, scambio electrofrog

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Pubblicato il 28 settembre 2019, ultima modifica 11 dicembre 2019

Fleischmann fu, se non andiamo errati, il primo produttore a introdurre la commercializzazione di “Scambi pensanti” (denkende Weichen in tedesco). Si tratta di una tecnica intesa a semplificare il cablaggio elettrico di un plastico, nata nell’epoca del comando analogico.

Ne parliamo qui, dopo una breve introduzione per ricordare la terminologia in uso per identificare le parti dei deviatoi (volgarmente noti come scambi).

Nomenclatura delle parti dello scambio

Lo scambio è una biforcazione di percorso, con una linea denominata “Corretto tracciato” e l’altra detta “Deviata“.  Il punto di intersezione dove le due rotaie interne dei due cammini si incontrano è denominata “cuore” (ma in inglese si chiama invece “frog“, ovvero “rana“, per via della forma triangolare).

Cuore o rana? Elaborazione di una foto tratta dal blog Ago e Contrago

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Pubblicato il 24 agosto 2019

Abbiamo recentemente dato un’occhiata ai castelli sui plastici ferromodellistici. Qui parliamo di un castello particolare, suggerendone l’eventuale realizzazione modellistica, e come sempre lo guardiamo con in primo piano i treni.

Iniziamo con un insolito transito di un ICE tedesco nell’austriaca Carinzia.

Un ICE in Carinzia -Foto © Georg Simetsberger da
kaernten.orf.at

Il nostro castello si trova in cima al cucuzzolo a centro foto. Lo intravediamo un pochino più ravvicinato in un transito di inizio secolo passato, riportato su una cartolina dalla quale scopriamo il nome: Hochosterwitz (pronunciato come un toscano, con la C aspirata, pronuncerebbe Cocoster viz).

Un transito a inizio ‘900

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