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Archive for the ‘Ferrovie estere’ Category

Pubblicato il 24 agosto 2019

Abbiamo recentemente dato un’occhiata ai castelli sui plastici ferromodellistici. Qui parliamo di un castello particolare, suggerendone l’eventuale realizzazione modellistica, e come sempre lo guardiamo con in primo piano i treni.

Iniziamo con un insolito transito di un ICE tedesco nell’austriaca Carinzia.

Un ICE in Carinzia -Foto © Georg Simetsberger da
kaernten.orf.at

Il nostro castello si trova in cima al cucuzzolo a centro foto. Lo intravediamo un pochino più ravvicinato in un transito di inizio secolo passato, riportato su una cartolina dalla quale scopriamo il nome: Hochosterwitz (pronunciato come un toscano, con la C aspirata, pronuncerebbe Cocoster viz).

Un transito a inizio ‘900

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Pubblicato il 1 giugno 2019

Abbiamo recentemente discusso delle macchine svizzere (SBB e BLS) che hanno preso servizio nel primi dieci anni del nuovo millennio: era uno sguardo interessato perché alcune di queste viaggiano anche in Italia. Diamo seguito a quella nota, esaminando quali di queste (pressoché tutte, come vedremo) siano state riprodotte in scala N.

Nessuno dei principali produttori europei\poteva lasciarsi scappare la ghiotta occasione, anche perché con uno stampo si possono realizzare tante versioni che possono essere interessanti per modellisti di più mercati nazionali… Così troviamo le motrici SBB Cargo e SBB riprodotte da Arnold,  Fleischmann, Hobbytrain e Minitrix. Abbiamo cercato di individuarne la lista soprattutto grazie a spur-n-schweiz, modellbau-wiki e ovviamente google.

Pre-TRAXX

SBB Re 481

Nonostante sia una macchina marginale nella storia, circolante solo in Germania, o in un primo periodo su MThB, Fleischmann l’ha riprodotta ben tre volte come Re 481, e persino una come Re.486 di MThB (art 907320).

Fleischmann 907320, MThB Re 486

Dal 2001 al 2007 vi è stata a catalogo la 481 005-7, art 7323

Fleischmann 7323

Dal 2008 è stata realizzata la versione 481 002-4, art. 732301.

Fleischmann 732301

Dal 2009 c’è anche la versione 481 006-5, art. 732303.

Fleischmann 732303 – SBB Re 481

Ricordiamo che queste macchine a due pantografi erano abilitate a circolare solo in Germania (e non in Svizzera!).

TRAXX-1

BLS RE 485

La Re 485 di BLS è riprodotta da Minitrix nella livrea “Connecting Europe”. Il modello, art. 12159 BLS, rappresenta la Re 485 485 005-3.

Trix 12159, Foto © Huerz da spur-n-schweitz

La stessa famiglia di macchine è riprodotta anche da Fleischmann, sempre in livrea “Connecting Europe”. E’ l’art. 86.7386 e riproduce la BLS Re 485 011-1.

Fleischmann 86.7386, Foto © Huerz da spur-n-schweitz

Fleischmann ne ha fatta anche una seconda versione con numero di serie diverso: art. 7386.01 per la BLS Re 485 019-4.

Fleischmann 7386.01 BLS Re 485 019-4 – Foto © Huerz da spur-n-schweitz

Sempre da Fleischmann c’è anche un modello in livrea “Die Alpinisten/Gli Alpinisti” : art, 7385.07, BLS 485 003-8.

Fleischmann 7385.07 – Re 485.003-8 -Foto © Heitersberg da spur-n-schweitz

La nuova versione “2017” della livrea Alpinisti (quella con il passaggio su un crepaccio) non ci risulta presente tra i modelli in scala N.

SBB Re 482.0

Anche la 482 è stata interpretata da  Fleischmann in più versioni:

art. 7386, SBB Re 482 019-1

Fleischmann 7386, Foto © Huerz da spur-n-schweitz

7388.04 SBB Re 482 039-5 blau/rot – Cargo, e lo stesso modello come art. 7388.74 in versione digitale con sound.

Fleischmann 738804

Anche Minitrix ne ha realizzato dei modelli, sia in versione 482.0 (TRAXX 1) che 482.2 (TRAXX 2). Nella livrea standard SBB Cargo abbiamo la SBB Re 482 011-4, art. 12188.

Trix 12188, Foto © Huerz da spur-n-schweitz

Tra le TRAXX1 di Trix c’è anche la 482 in livrea”Alpäzähmer”: art. 16903,  SBB Re 482 022-1

Minitrix 16903 – Re 482 SBB Alpäzähmer

TRAXX 1 a noleggio

Fleischmann ha riprodotto per il solo mercato svizzero la ATC 185 525-3 – affittata a BLS art.87.7386), modello dell’anno 2007.

Fleischamann 87.7386 BLS BR 185 525-3 – Mietlok ATC – Foto © Huerz da spur-n-schweitz

Ne ha realizzato anche una versione con numeri di esercizio differenti: 185 535-2 (art. 7385.6).

Le TRAXX 2

SBB Re 482.2

Ricordiamo che le TRAXX 2 differiscono esteriormente dalle TRAXX 1 per pochi particolari: il più evidente è la forma della parte bassa del frontale, che non ha lo “spigolo” della versione precedente ed ha differenti respingenti. Vi sono poi differenze nei mancorrenti sul frontale e nei tergicristalli.

Il modello Trix 12195,  SBB Re 482 046-0  appartiene a questa seconda serie (TRAXX 2 AC)

Trix 12195, Foto © TomTom da spur-n-schweitz

SBB Re 484

Con le Re 484 entriamo nel dominio più interessante per il modellista italiano, perché queste macchine policorrente circolano da noi. Si tratta di TRAXX MS. Questa macchina è stata oggetto dell’attenzione di Arnold, che l’ha riprodotta con due diversi numeri di serie:

  • Arnold HN2326 SBB Re 484 484 021-1
  • Arnold HN2327 SBB Re 484 484 008-8

Arnold HN 2326 – Re 484 021-1

HN 2326 (in alto) e HN 2327 (in basso)

Arnold ne ha fatto anche una versione “Cisalpino” non venduta però individualmente, ma solo nel set HN2325 comprendente anche tre carrozze.

Re484-016-1 Arnold Rapido da trenini.jimdo.com

Anche Minitrix ha prodotto la versione Cisalpino: anche in questo caso commercializzata solo nel set 11629 comprendente tre carrozze. La macchina è la 484 016-1, stesso numero di serie della Arnold.

Minitrix Cisalpino Re 484 016-1

BLS Re 486

La livrea “Alpinisti” è stata applicata da BLS anche alle Re 486, e la troviamo offerta sia da Arnold che da Trix. Ques’ultima ha realizzato la BLS Re 486 503-6 (art. 16871).

Trix 16871

Minitrix 16871 – Re 486 “Alpinisti”

Arnold ne ha fatte due versioni con numeri di serie differenti: 503 e 501. La 503 (art. HN2109) però è nata con un difetto: su entrambe le fiancate le scritte sono in italiano, mentre su una delle due dovrebbe essere in tedesco. Il problema è successivamente stato risolto dal costruttore, credo applicando una decal coprente.

HN2109 visto sui due lati dopo la correzione

Il modello uscito successivamente e correttamente ha numero di serie 501, ed è a catalogo come art.2116.

Arnold HN2116

Notiamo come tutte le realizzazioni presentino la figura dell’alpinista in prima versione e non in seconda (si veda la nota sulle macchine reali in proposito).

Le Siemens ES 64 F4

Re 474

Anche queste macchine policorrente transitano sui binari italiani, e quindi sono interessanti per l’ennista che si interessa ai treni della Penisola. La motrice Siemens è stata a catalogo Minitrix (art.12327) dal 2010, riproducendo la 014-8.

Trix 12327 – Re 474.014 – Foto © da n-treni.jimdo.com

Hobbytrain ne ha realizzato ben cinque versioni: due SBB e tre noleggiate da SBB.

La prima è la Re 474 016-9 (art.2903)

Hobbytrain H2903 Re 474 016

Con differenti numeri di esercizio c’è l’art. 2919 (SBB Re 474 017-7).

Hobbytrain 2919

Tra le noleggiate, vi è la DIspolok in livera giallo-blu. (art.2904) ES 64 F4-095

Hobbytrain 2904 – Foto © Huerz da spur-n-schweitz

Ci sono poi due MRCE noleggiate, in livrea nera: la prima è la ES 64 F4-112 con scritta SBB Cargo International (art. 2912).

Hobbytrain 2921 – MRCE ES 64 F4-112 – Foto © Huerz da spur-n-schweitz

La seconda ha scritta “Alpäzähmer”, ed è la ES 64 F4-115, art. 2923 e 2923S in versione digitale con Sound

Hobbytrain 2923

Le macchine… inesistenti!

SBB Re 845 – Bombardier TRAXX DE ME

Nel 2017 Arnold ha presentato la SBB Cargo Re 845: una TRAXX 2 DE ME (Diesel elettrica Multi Engine).

Arnold HN2415: ipotetica (e falsa) TRAXX P160 ME DE in livrea SBB Cargo

Dell’offerta Diesel Elettrica  queste motrici diesel abbiamo parlato nella nota dedicata a TRAXX 1 e 2. Non avevamo però parlato della loro esistenza quando abbiamo esaminato le TRAXX di SBB. Perché? Semplice, perché non esiste: è una pura invenzione Arnold, come le D.341 italiane con livrea New Haven di Lima…

SBB ES 64 U2

Un’altra “perla” sono le “Taurus” svizzere di Hobbytrain. Ricordiamo che “Taurus” è il nome dato dalle ferrovie austriache ÖBB alle Siemens ES 64 U2 ed ES 64 U4.
Hobbytrain le ha riprodotte sia in versione SBB Cargo che in versione BLS. Si tratta di un altro falso: sebbene di ES 64 U2 abilitate per il servizio in Svizzera ve ne siano, nessuna ha mai vestito livree SBB o BLS. Hobbytrain le definisce “Designstudie”…

Hobbytrain 2789 – ES 64 U2-097 – inesistente al vero – Foto © Tomtom da spur-n-schweitz

Hobbytrain 2789 – ES 64 U2-097 – inesistente al vero – Foto © Lemke da spur-n-schweitz

Ma ce n’era bisogno? e soprattutto: si trovano davvero dei polli pronti a spendere oltre 150 Euro per un modello in livrea di pura fantasia? Evidentemente sì… Del resto, non è la prima volta che fatti del genere avvengono (si pensi ad esempio ai Coccodrilli bianco e nero di Märklin): segno di una ben povera cultura ferroviaria…

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Pubblicato l’11 maggio 2019

Abbiamo spesso scritto note sulle Ferrovie Svizzere, tra le più affascinanti del mondo. Questa volta lo facciamo in salsa italiana, perché ci occupiamo di alcune alcune motrici elettriche di proprietà di compagnie svizzere (SBB Cargo e BLS Cargo) entrate in servizio tra il 2000 e il 2010 che sono state di casa sui nostri binari negli anni recenti.

Si tratta di motrici simili tra loro per aspetto, anche se appartenenti a due ben distinte famiglie: le TRAXX di Bombardier (delle quali abbiamo recentemente raccontato la parte di storia che arriva fino alle TRAXX 2) e le EuroSprinter di Siemens.

Re.484 e Re.474 fianco a fianco a Chiasso – foto da http://www.4rail.net

Per capirci qualche cosa dobbiamo ripercorrere almeno una parte della complessa storia di queste due famiglie. Non discuteremo dell’intera evoluzione e delle moltissime varianti, ma ci limiteremo a quelle necessarie per inquadrare le motrici svizzere nel panorama globale. Delle TRAXX 1 e 2 abbiamo peraltro discusso  in dettaglio di recente.
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Pubblicato il 27 aprile 2019, ultima modifica 7 maggio 2019

Negli ultimi 20 anni è comparsa sui binari italiani una serie di nuove locomotive elettriche da trazione. Sono caratterizzate da molte nuove sigle, e una pletora di livree. Un’assaggio della varietà di tipi circolanti si ha su uno dei vari filmati su youtube

Lo scopo di questa nota è di cominciare ad orizzontarsi in questo “mondo”, così da saper distinguere una E.186 da una E.483, ed essere familiari con la dozzina sigle presenti. Seguiranno approfondimenti più specifici.

Elenchiamo quindi qui quelle che definiamo “locomotive moderne”, ovvero quelle aderenti all’architettura descritta in una nota recentemente pubblicata, e basate su motori elettrici trifase ed elettronica di controllo. Ci limiteremo però alle policorrente, o a famiglie nelle quali siano presenti elementi policorrente, includendo in qualche caso anche motrici non circolanti sui nostri binari (che segnaleremo come tali).

Le livree per ora le lasciamo da parte – le combinazioni tipo di macchina/livrea sono troppe per essere riunite in una sola nota. Ci concentriamo quindi sui tipi, ricostruendo brevemente la storia che ha portato alla situazione odierna.
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Pubblicato il 20 aprile 2019

Lindau è una graziosa cittadina tedesca su un isola sul lato nord del lago di Costanza (Bodensee).

Lindau vista dall’aereo, foto di Christian Henning da wikipedia

E’ interessante da un punto di vista ferroviario perché la parte occidentale dell’isola è occupata dalla stazione ferroviaria che confina a sud con il porto, dove in passato venivano imbarcati carri ferroviari su dei ferry boat.

Ferry Boat con cari merce a bordo al porto di Lindau, da una cartolina postale di Stephan Beständig, tratta da bahnhof-lindau.de

La vista dall’alto degli anni 30 è deliziosamente ferromodellistica, e pare quasi un diorama

Vista aerea della stazione e del porto di Lindau nel 1930. Si può norate il ferry in fase di carico/scarico. Da bahnhof-lindau.de

Avendone scoperto per caso queste caratteristiche, abbiamo deciso di saperne qualcosa in più, e lo raccontiamo nel seguito.
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Pubblicato il 9 marzo 2019

E.405 ed E.412 sono due moderne macchine cugine che si somigliano molto. Appartengono alla stessa famiglia “Eco2000” dell’odierna Bombardier, anche se all’epoca della costruzione vennero realizzate da ADTranz, su piattaforma sviluppata nei primi anni’90 da ABB-Henschel.

Un Lokzug italiano, con due E.412 e due E.405 a Terme di Brennero. Foto © Fabio Miotto da trainpixel.com

Sono quindi parenti assai strette delle nobili tedesche BR 101, motrici costruite in 145 esemplari tra il 1996 e il 1999 per rimpiazzare le celeberrime Br 103 in testa agli InterCity.

DB Br 101 in testa a un InterCity, foto CC Sese_Ingolstadt da wikimedia

Stanno inoltre nello stesso “albero genealogico” delle Bombardier TRAXX. Tra i loro parenti più prossimi, perché appartenenti tutto alla piattaforma Eco2000, si sono le  EU11 di PKP e le EU43 di PKP e di RTC, ma anche le molto più note e comuni E.464 e persino le greche OSA DE2000: diesel queste ultime, ma sappiamo ormai che macchine elettriche e diesel-elettriche possono derivare da una piattaforma unica.

OSA 220, Foto © Nick Fotis da http://www.mainlinediesels.net

E.405 ed E.412 sono relativamente poco note perché la loro diffusione è geograficamente piuttosto limitata: tutte le venti E.412 e 39 delle 24 E.405 sono di stanza a Verona. Tra le E.405 fanno eccezione le 005 e 015 assegnate Milano Smistamento, mentre la 032 fu demolita a seguito di un grave incidente ad Avio (TN) nel dicembre 2006.

Qui ci occupiamo delle E.412, rimandando a un prossimo articolo le E.405.
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Pubblicato il 23 febbraio 2019

Le locomotiva TRAXX di Bombardier viaggiano, in varie vesti, sui binari italiani. Prima di parlare in dettaglio della loro presenza da noi, occorre conoscerne storia e caratteristiche fondamentali. E poiché la storia nasce e si sviluppa in Germania, questa nota sarà prevalentemente legata alle ferrovie della terra della birra e dei crauti.

La fortunata serie TRAXX di Bombardier (Transnational Railway Applications with eXtreme fleXibility) ha le sue radici nel prototipo AEG 12X (DB Br.128) del 1994, e nei suoi successivi sviluppi.

AEG 12X, foto DB

La 12X deriva il suo nome dal fatto di essere stata concepita come macchina candidata a  sostituire le Br.120, motrici da 200 km/h alle quali erano affidati gli IC tedeschi. Sui rulli la 12X raggiunse i 330 km/h, ma la potente macchina (6400 kW) era pensata come motrice universale, in grado di adeguarsi a qualunque tipo di servizio, dagli IC veloci ai merci pesanti. Nel prenderla in prova, le DB la immatricolarono sostituendo la X con un 8, e il prototipo divenne 128.001. Non passò mai alla produzione, ma gettò un seme che negli anni avrebbe dato frutti. Oggi è conservata nell’Eisenbahnmuseum Weimar.

La storia che vogliamo seguire, e che ci porterà ai TRAXX parte da qui, e si si intreccia con quella dell’evoluzione delle società ferroviarie.

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Pubblicato il 3 novembre 2018

Oggi sono cento anni di Trento italiana. Il 3 novembre 1918 le truppe italiane entrarono nel capoluogo tridentino, salutate da una folla festante.  Ricordiamo gli eventi di un secolo fa discutendo di una parte delle locomotive che, a seguito della fina della guerra, uscirono dal parco delle kaiserlich-königlichen Staatsbahnen (kkStB – ferrovie imperiali austriache) per entrare in quello delle Ferrovie dello Stato.

Stazione di Trento appena abbandonata dagli austriaci, Novembre 1918

Lo facciamo riprendendo la storia delle locomotive a vapore che si succedettero sulla linea dell’Arlberg, per le quali avevamo annunciato che il discorso fatto aveva una valenza italiana. Infatti la grande maggioranza dei tipi di motrici discusse furono assegnate, a volte in singoli esemplari, altre in lotti piuttosto cospicui, alle FS come riparazione dei danni di guerra dopo il disastroso (per l’Impero) esito del primo conflitto mondiale. Ben 10 tipi di motrici protagoniste della storia dell’Arlberg passarono alle FS (non proprio le macchine che erano o erano state in servizio sull’Arlberg, ma esemplari degli stessi gruppi). Furono solo parte di una grande varietà, ma la useremo com filo conduttore di questa nota.
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Pubblicato il 29 settembre 2018

L’ibridizzazione tra ferrovia e strada ha avuto, nel tempo, tantissimi aspetti diversi: dalla costruzione di mezzi ferroviari ispirati a quelli stradali (es. le FIAT ALb 25 o le automotrici Narizzano) ai mezzi stradali messi su rotaie (es. varie draisine) passando per le accoppiate binario per la guida e gomma per la trazione (es. le Micheline o le autoguidovie Laviosa) o i Culemeyer usati per scarrozzare rotabili su strada, e giungendo all’intermodalità (come nel caso della Rollende Bahn tedesca).

I casi però più curiosi sono quelli dei mezzi cosiddetti “anfibi” (anche se la parola è solo una metafora), ovvero quelli che, con qualche operazione non lunghissima potevano trasformarsi da veicoli stradali a ferroviari e viceversa. Un esempio di questa capacità camaleontica lo abbiamo incontrato parlando degli autoblindo ferroviari, nei quali si potevano smontare le ruote ferroviarie e montare quelle stradali. Ci occupiamo oggi di un caso simile: quello dei bus tedeschi NWF BS 300 (Nordwestdeutscher Fahrzeugbau Wilhelmshaven – Bus Super) che, montati su appositi carrelli, erano in grado di muoversi autonomamente anche su rotaia.

NWF BS 300 Foto © Günther Rehbock, tratta da marklinfan.net

Due NWF BS 300, ed uno dei carrelli usati per farli correre su rotaia. Foto © Klaus Wedde tratta da marklinfan.net

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Pubblicato il 22 settembre 2018

Tra le varie versioni di Pendolino che hanno circolato in Italia, una è meno nota delle altre. Pur essendo stretto parente di ETR460/680/485, è di questi assai più corto, essendo composto di tre sole vetture. Ha circolato in Italia tra Venezia e Villa Opicina, pur non appartenendo al parco FS/Trenitalia.

Indovinato di cosa stiamo parlando? E’ lo Slovenske Železnice 310, che tra il 15 Dicembre 2003 e il 31 marzo 2008 effettuò l’EuroCity Casanova tra Ljubljana e Venezia.

Pendolino SŽ 310-002 in “piega” a Dolga-Gora, dettaglio da una Foto © K O da flickr

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