Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Ferrovie estere’ Category

Pubblicato il 7 maggio 2022

La Deutsche Bahn ha creato una rete logistica per il trasporto di aiuti dalla Germania direttamente all’Ucraina. L’iniziativa Ukraine Aid della Deutsche Bahn Stiftung (Fondazione Deutsche Bahn) mette fianco a fianco i team logistici di DB Cargo, DB Schenker e DB Transa-Spedition.  Merci urgenti come cibo, acqua potabile, indumenti caldi, articoli sanitari e prodotti medici vengono trasportate direttamente nel paese scelleratamente attaccato dai vicini con un treno merci attraverso un “ponte ferroviario”. Le donazioni vengono raccolte su camion in Germania, imballate in container e infine trasportate attraverso il confine con l’Ucraina con un treno merci nella rete ferroviaria europea di DB Cargo.

L’iniziativa è denominata Schienenbrücke Ukraine (Ponte ferroviario per l’Ucraina). Il “ponte”  è stato incarnato con successo da numerosi convogli. Una locomotiva è stata dedicata a questo scopo, ed ha ricevuto una scritta speciale:

Schienenbrücke Ukraine – #WeStandWithUkraine

SchienenBrücke Ukraine

(altro…)

Read Full Post »

Pubblicato il 16 aprile 2022

Abbiamo di recente parlato di Giuseppe Parato e della sua collezione di modelli in scala N, citando il fatto che Giuseppe (e la sua collezione) si trovava a Kiev (per inciso, Giuseppe è tornato da poco in Italia – abbiamo aggiornato la nota in cui ne parlavamo).

A seguito della nota, siamo stati contattati da un modellista ucraino: Eugenij Titov (Евгений Титов). La cosa ci ha sorpreso non poco: Eugenij vive a Dnipro sulla riva ovest del grande fiume Dnepr che taglia più o meno a metà la terra ucraina. Dnipro si trova a circa 500 km a sud-est di Kiev e circa solo 100 km a nord della purtoppo ora famosa Zaporizhzhia.

Eugenij ci ha inviato un breve messaggio: “In Ucraina esiste una piccola comunità di dilettanti e produttori di attrezzature ferroviarie sovietiche in scala N. Siamo molti meno degli amanti HO, ma siamo abbastanza uniti e attivi. E’ difficile per me scrivere un articolo completo ora, ma spero di farlo in seguito. In allegato alcune foto del lavoro mio e di altre persone.

Ho quindi pensato che potesse essere interessante per gli ennisti italiani stringere virtualmente in un abbraccio la piccola comunità ennistica ucraina, esprimere loro solidarietà ed augurare loro la Pace della Pasqua, sapendo purtroppo che il cammino per raggiungerla non sarà purtroppo né breve né indolore.

Ecco quindi le immagini ricevute da Eugenij. Tutti i modelli sono realizzati partendo da zero, con varie tecniche: modellazione e stampa 3D, fresatura, colate di resina ecc..

Locomotori:

(altro…)

Read Full Post »

Pubblicato il 2 aprile 2022

 Alle vetture dei tipi da 1921 a 1937 abbiamo dedicato varie note (Tipo 1921: [1][2], 1931: [3], 1933 e 1937: [4], alcuni modelli in scala H0 [5] e N [6]). Qui ci occupiamo di quelle che durante la la seconda guerra mondiale passarono le Alpi, ed in gran parte non fecero più ritorno.

Varie carrozze infatti andarono all’estero, vuoi per il trasporto di soldati verso il fronte russo, vuoi perché usate dai tedeschi, e non fecero più ritorno, specie quelle finite oltre quella che allora si chiamava “la cortina di ferro”, ovvero nell’Europa dell’Est che era sotto il controllo dell’Unione Sovietica.  Furono incorporate nelle amministrazioni locali: Jugoslavia, Polonia, Romania, DDR (Germania Est).

Di quelle rumene (e di una polacca) abbiamo trovato immagini, mentre per quelle finite altrove alcune immagini erano reperibili in rete fino a qualche anno fa, ma ora sono scomparse, per cui per ricostruirne almeno in parte la storia dobbiamo rifarci ai modelli in H0.

CFR – Romania

Iniziamo con le Tipo 1921 presso le CFR, in Romania. Presentano delle modifiche, come i doppi corrimano agli accessi, e la chiusura dei vetri sulle pareti di fondo.

CFR A 50 53 17-22 092-7 a Timisoara nel 1990. E’ una ex FS Bz 20.000, Foto Hubert G. Königer da drehscheibe-online.de

(altro…)

Read Full Post »

Pubblicato il 26 marzo 2022, ultimo aggiornamento 13 aprile 2022

Era da un po’ che volevamo parlare della scala N a Kiev, e l’argomento è divenuto di scottante attualità…

Giuseppe Parato è noto nel mondo della scala N per la sua collaborazione con Bodo Fonfara (di Euromodell FP: la P sta proprio per Parato). Nel 2005 anni fa ha deciso di vendere l’avviatissima e storica farmacia di famiglia di Manduria (in Salento) della quale era titolare per trasferirsi in Ucraina. A Kiev ha la sua collezione di modelli, mostrata in un libro del quale abbiamo trovato immagini in un forum russo.

Copertina del volumetto in cui Giuseppe Parato descrive la sua collezione

Alcune immagini sono degli scan di qualità bassa, ma questo è quel che si trova.

(altro…)

Read Full Post »

Pubblicato il 5 marzo 2022

La complicata orografia elvetica richiede spesso, per congiungere i diversi cantoni, di scavalcare montagne, cosa che d’inverno può divenire molto complicata. Tenere aperti i passi tra bufere di neve richiede un sacco di lavoro non facile e non privo di pericoli. Spesso invece per la costruzione di ferrovie non vi è stata altra scelta che scavare lunghi tunnel che hanno fatto la storia delle ferrovie: Gottardo, Lötschberg, Sempione… A questo punto, una possibilità era quella di far usare questi tunnel anche alle auto – ovviamente imbarcandole sui treni: nasce così il concetto dei cosiddetti “treno navetta per auto”.

Autozug della Matterhorn–Gotthard-Bahn (MGB) a Oberalp, trainato dalla Deh 4/4 22 “St. Niklaus”. I passeggeri viaggiano nella carrozza passeggeri B 2282. Foto Kecko da wikimedia

La Svizzera è ovviamente la regina del settore, ma esempi in Europa ne abbiamo anche altrove.

In Austria l’Autoschleuse Tauernbahn ha recentemente festeggiato i 101 anni di esercizio, correndo tra Böckstein (Salisburgo) e Obervellach (Carinzia) attraverso il Tunnel dei Tauri.

In Slovenia  attraverso la galleria di Piedicolle (Bohinjski predor) vengono congiunte Santa Lucia d’Isonzo (Most na Soči) e Bohinjska Bistrica. Famosissimo è ovviamente l’Eurotunnel della Manica dove oltre ai passeggeri anche le loro auto possono essere “traghettate” tra Francia e Gran Bretagna. In Germania lo Sylt Shuttle (DB) e l’Autozug Sylt (RDC Deutschland) trasportano auto non in in tunnel, ma sulla Hindenburgdamm tra Niebüll e Westerland sull’isola di Sylt.

Un servizio di navetta di questo genere era attivo anche tra Italia e Francia, sul Frejus, e Italia e Svizzera via Sempione.

Treno navetta per trasporto auto sul Frejus nel 1979, al traino della E.626.272 – Foto Luigi Iorio da tranzitaliafoto

Nella nostra penisola ne avevamo, negli anni ’60, un esempio analogo con la navetta tra Pontremoli e Borgotaro per evitare di passare dal Passo della Cisa, fortunatamente visibile in un video.

La navetta della Cisa (clicca sull’immagine per vedere il filmato)

Anche il vicino Passo del Bracco era evitabile con soluzione analoga, con navette tra La Spezia e Riva Trigoso (almeno per un periodo, direttamente tra Genova e La Spezia).

(altro…)

Read Full Post »

Pubblicato il 12 febbraio 2022

Le ferrovie statunitensi hanno sempre avuto un fascino particolare: l’epopea della costruzione della transcontinentale, le locomotive del West, i grandi mostri articolati come le Big Boy e le Challenger, il fascino dei lunghissimo treni merci chiusi dai Caboose, i nomi esotici delle compagnie ferroviarie e le relative, colorate livree, il mito delle carenate…

Di varie di queste cose abbiamo già avuto modo di parlare in altre note. Ne ricordiamo alcune:

Per gli amanti di 1:160 abbiamo segnalato in passato anche la “N Scale Locomotive Encyclopedia”.

Ora, per gli estimatori del settore, indichiamo dove trovare una miriade di fotografie di epoca, come la seguente:

Denver, Rio Grande and Western 3602. Foto Ron V. Nixon – Copyright Museum of the Rockies Photo Archive

(altro…)

Read Full Post »

Pubblicato il 28 dicembre 2021

Proseguiamo il racconto dei treni corridoio in Pusteria. Nella prima parte ci siamo occupati delle origini, e dei Korridorzüge degli anni della ricostruzione dopo il termine del primo conflitto mondiale, quella che abbiamo chiamato l’epoca della automotrici bianco-azzurre. Queste si erano rivelate adatte finché il traffico era limitato, ma con il crescere della domanda di mobilità fu necessario, nel 1970, passare a composizioni almeno un poco più corpose, e si passò a materiale ordinario.

Cartello di percorrenza di un Korridorzug con destinazione Innsbruck, foto di autore non noto.

Visto che la Pusteria non era elettrificata, per il traino di convogli ordinari la scelta fu obbligata: locomotori diesel, anche se quegli anni vedevano ancora le ultime vaporiere correre lungo la valle. Le ÖBB usarono a questo scopo le motrici Rh 2043. Per quasi trent’anni sarebbero state ospiti fisse della linea che percorreva la valle, anche dopo che la linea fu elettrificata: la tensione ferroviaria austriaca e quella italiana sono differenti, e non vi erano a disposizione locomotori elettrici policorrente.

Una Rh2043 a fianco di una E.424 alla stazione di Fortezza-Franzensfeste. Foto tratta da http://www.scalatt.it – autore ignoto

(altro…)

Read Full Post »

Pubblicato il 27 novembre 2021, ultima modifica 3 dicembre 2021

Questa nota è dedicata a Marta, che il 1 dicembre compie 100 anni (auguri!). Nata a Villach e vissuta a Bolzano, la Val Pusteria l’ha percorsa innumerevoli volte.

A volte capita che il percorso ferroviario più breve o più agevole tra due città o regioni della stessa nazione passi al di là dei confini statali. In Italia ad esempio capita tra Ventimiglia e Cuneo: la spettacolare linea che connette nel modo più diretto le due località (Ferrovia del Col di Tenda) passa attraverso la Francia.

Altri Paesi hanno vari altri casi del genere, e quello che ne ha il record è l’Austria:

  • la linea tra Innsbruck e Salisburgo passa attraverso la Germania, così come quella tra Scharnitz e Ehrwald (entrambi in Tirolo);
  • tra Vienna e Deutschkreutz si passa per l’Ungheria;
  • tra Lavamünd e Bleiburg (entrambi in Carinzia) si transitava per la Jugoslavia
  • tra Innsbruck e Lienz si entra in Italia, via Brennero – Pusteria.

Cartello di percorrenza del Transalpin, con indicazione di “Korridorzug” tra Salisburgo e Kufstein – Foto CC Roman Klementschitz, Wien

Treni nazionali che varchino il confine passando su territorio straniero sono detti treni-corridoio (in tedesco Korridorzug, anche se il termine ufficiale è Privilegierter Eisenbahn-Durchgangsverkehr: transito ferroviario privilegiato). In epoca pre-Schengen erano sottoposti ad un particolare regime giuridico che li sottraeva alle normali disposizioni doganali e di polizia. Per godere di tale regime, non facevano servizio passeggeri sul territorio straniero, ovvero non si poteva salire o scendere durante il transito all’estero. In genere non erano proprio previste fermate in territorio straniero, anche se in alcuni casi erano indispensabili per invertire la direzione di marcia: avveniva per esempio a Rosenheim (sulla Innsbruck-Salzburg) prima che fosse costruito un raccordo ad hoc che evitava tale operazione.

Al confine salivano a bordo agenti di polizia per sorvegliare. Ad esempio si controllava che non venissero lanciate merci dal finestrino: sarebbe stata una semplice forma di contrabbando! – anzi, almeno in alcuni casi i finestrini erano bloccati.

Talvolta non era l’intero convoglio ad effettuare il percorso, ma solo una o più carrozze che venivano aggregate a treni della nazione “ospitante”, dette in tedesco Sperrwagen (carrozze “chiuse a chiave”). In tal caso personale di polizia vigilava affinché nessuno salisse o scendesse da esse al di fuori del paese di origine e destinazione, ed ovviamente gli intercomunicanti con il resto del convoglio erano disabilitati.

Il 1 dicembre 1997, con la applicazione degli accordi di Schengen sottoscritti dall’Austria due anni prima, fissa lo spartiacque oltre il quale i treni-corridoio perdono la loro raison d’ètre, almeno nell’Europa comunitaria. Prima di allora però quei treni erano (quasi) l’unica occasione di vedere materiale motore estero sui nostri binari, cosa che da noi avveniva, come detto, nella tratta Brennero-Fortezza-Prato alla Drava, interessando quindi la parte più settentrionale della parte italiana della Ferrovia del Brennero, e l’intera Ferrovia della Val Pusteria. Proprio dei transiti austriaci su questo percorso ci vogliamo occupare oggi.

(altro…)

Read Full Post »

Pubblicato l’11 settembre 2021

Abbiamo di recente discusso la storia del convoglio svizzero denominato Swiss Express e basato su vetture di tipo EW III. Riprendiamo il discorso per vederne le realizzazioni modellistiche in scala N.

Il Swiss Express è stato riprodotto da Minitrix a più riprese.

SBB Re IV II 11112 Minitrix

In particolare, la Re 4/4 in livrea Swiss Express è stata realizzata da Minitrix in più versioni con diversi numeri di esercizio:

  • 11108 (art. 12335)
  • 11103 (art. 12511)
  • 11112 (art. 12976)

(altro…)

Read Full Post »

Pubblicato il 21 agosto 2021

Abbiamo di recente riepilogato la storia dei TEE sui binari italiani e ci eravamo ripromessi di fare una simile riassunto per quel che riguarda i loro modelli in scala N: di questo ci occupiamo questa volta. Tutti i TEE che hanno corso in Italia sono ora possibili in questa scala.

La recente uscita dei francesi RGP-1 ad opera di Mikadotrain ha  infatti completato il panorama dei TEE che hanno circolato sui binari italiani. Ripercorriamo quindi nuovamente a storia dei TEE in Italia elencandone i modelli, ed iniziamo proprio dall’automotrice francese.

RGP-1

Il modello francese che riproduce il TEE che aprì la storia dei Trans Europe Express nella Penisola è stato recentemente prodotto in piccole quantità, e con un po’ di fortuna lo si può ancora (al momento) trovare (scontato per fine serie) presso qualche negozio on-line tedesco: è forse l’ultima occasione per non lasciarselo scappare, a meno di ripensamenti del produttore. In una nota ad-hoc abbiamo visto in dettaglio le varie versioni di RGP1 di REE Models/Mikadotrain. Qui riepiloghiamo quel che riguarda la versione TEE.

Il modello comprende due elementi, motrice e rimorchiata. Realizzato in plastica, la prima impressione che dà non è di particolare solidità, ma poi, messo sui binari, il modello, ben dettagliato, si comporta bene.

NW-131 visto dai sue lati, da http://www.referencement-n.com/

NW-131 rimorchiarta vista dai due lati, da http://www.referencement-n.com/

Interessante il gancio magnetico conduttivo tra le due unità.

Dettaglio dei ganci dei modelli di REE di RGP 1 – Foto © piston93 da https://le-forum-du-n.1fr1.net/

L’idea pare buona e interessante, ma non ci è chiarissima l’utilità. Comunque a bordo della rimorchiata occorre mettere un decoder, se di vogliono avere le luci in digitale, e allora perché non prendere direttamente l’alimentazione dalle rotaie? Diverso sarebbe il discorso se almeno questo servisse ad evitare di aggiungere il decoder in rimorchiata. Tanto più che, contrariamente a quanto riportato su vari forum francesi,  nella nostra esperienza  la conduzione del gancio magnetico non è perfetta: già su curve di raggio R3U (ovvero nella fascia 240-260 mm) il contatto si interrompe occasionalmente per poi riprendere a fine curva.

La versione più corretta per il servizio TEE in Italia è il modello NW-162, il livrea TEE e senza il faro centrale che fu aggiunto solo in un secondo tempo: tutti i filmati e le immagini che abbiamo reperito mostrano infatti i TEE RPG-1 senza faro centrale. E’ possibile che poco prima della sostituzione  con il Binato Breda, l’ultimo periodo abbia visto arrivare a Milano degli RPG-1 modificati con il terzo faro, nel quel caso andrebbero bene anche i modelli NW-130 e NW-131.

Il prezzo di listino era di 250 Euro, quello di saldo a fine disponibilità fatto da DM-Toys era di 200 Euro.

(altro…)

Read Full Post »

Older Posts »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: