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Archive for the ‘DR, DB e Ferrovie tedesche’ Category

Pubblicato il 20 aprile 2019

Lindau è una graziosa cittadina tedesca su un isola sul lato nord del lago di Costanza (Bodensee).

Lindau vista dall’aereo, foto di Christian Henning da wikipedia

E’ interessante da un punto di vista ferroviario perché la parte occidentale dell’isola è occupata dalla stazione ferroviaria che confina a sud con il porto, dove in passato venivano imbarcati carri ferroviari su dei ferry boat.

Ferry Boat con cari merce a bordo al porto di Lindau, da una cartolina postale di Stephan Beständig, tratta da bahnhof-lindau.de

La vista dall’alto degli anni 30 è deliziosamente ferromodellistica, e pare quasi un diorama

Vista aerea della stazione e del porto di Lindau nel 1930. Si può norate il ferry in fase di carico/scarico. Da bahnhof-lindau.de

Avendone scoperto per caso queste caratteristiche, abbiamo deciso di saperne qualcosa in più, e lo raccontiamo nel seguito.
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Pubblicato il 9 marzo 2019

E.405 ed E.412 sono due moderne macchine cugine che si somigliano molto. Appartengono alla stessa famiglia “Eco2000” dell’odierna Bombardier, anche se all’epoca della costruzione vennero realizzate da ADTranz, su piattaforma sviluppata nei primi anni’90 da ABB-Henschel.

Un Lokzug italiano, con due E.412 e due E.405 a Terme di Brennero. Foto © Fabio Miotto da trainpixel.com

Sono quindi parenti assai strette delle nobili tedesche BR 101, motrici costruite in 145 esemplari tra il 1996 e il 1999 per rimpiazzare le celeberrime Br 103 in testa agli InterCity.

DB Br 101 in testa a un InterCity, foto CC Sese_Ingolstadt da wikimedia

Stanno inoltre nello stesso “albero genealogico” delle Bombardier TRAXX. Tra i loro parenti più prossimi, perché appartenenti tutto alla piattaforma Eco2000, si sono le  EU11 di PKP e le EU43 di PKP e di RTC, ma anche le molto più note e comuni E.464 e persino le greche OSA DE2000: diesel queste ultime, ma sappiamo ormai che macchine elettriche e diesel-elettriche possono derivare da una piattaforma unica.

OSA 220, Foto © Nick Fotis da http://www.mainlinediesels.net

E.405 ed E.412 sono relativamente poco note perché la loro diffusione è geograficamente piuttosto limitata: tutte le venti E.412 e 39 delle 24 E.405 sono di stanza a Verona. Tra le E.405 fanno eccezione le 005 e 015 assegnate Milano Smistamento, mentre la 032 fu demolita a seguito di un grave incidente ad Avio (TN) nel dicembre 2006.

Qui ci occupiamo delle E.412, rimandando a un prossimo articolo le E.405.
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Pubblicato il 23 febbraio 2019

Le locomotiva TRAXX di Bombardier viaggiano, in varie vesti, sui binari italiani. Prima di parlare in dettaglio della loro presenza da noi, occorre conoscerne storia e caratteristiche fondamentali. E poiché la storia nasce e si sviluppa in Germania, questa nota sarà prevalentemente legata alle ferrovie della terra della birra e dei crauti.

La fortunata serie TRAXX di Bombardier (Transnational Railway Applications with eXtreme fleXibility) ha le sue radici nel prototipo AEG 12X (DB Br.128) del 1994, e nei suoi successivi sviluppi.

AEG 12X, foto DB

La 12X deriva il suo nome dal fatto di essere stata concepita come macchina candidata a  sostituire le Br.120, motrici da 200 km/h alle quali erano affidati gli IC tedeschi. Sui rulli la 12X raggiunse i 330 km/h, ma la potente macchina (6400 kW) era pensata come motrice universale, in grado di adeguarsi a qualunque tipo di servizio, dagli IC veloci ai merci pesanti. Nel prenderla in prova, le DB la immatricolarono sostituendo la X con un 8, e il prototipo divenne 128.001. Non passò mai alla produzione, ma gettò un seme che negli anni avrebbe dato frutti. Oggi è conservata nell’Eisenbahnmuseum Weimar.

La storia che vogliamo seguire, e che ci porterà ai TRAXX parte da qui, e si si intreccia con quella dell’evoluzione delle società ferroviarie.

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Pubblicato il 29 settembre 2018

L’ibridizzazione tra ferrovia e strada ha avuto, nel tempo, tantissimi aspetti diversi: dalla costruzione di mezzi ferroviari ispirati a quelli stradali (es. le FIAT ALb 25 o le automotrici Narizzano) ai mezzi stradali messi su rotaie (es. varie draisine) passando per le accoppiate binario per la guida e gomma per la trazione (es. le Micheline o le autoguidovie Laviosa) o i Culemeyer usati per scarrozzare rotabili su strada, e giungendo all’intermodalità (come nel caso della Rollende Bahn tedesca).

I casi però più curiosi sono quelli dei mezzi cosiddetti “anfibi” (anche se la parola è solo una metafora), ovvero quelli che, con qualche operazione non lunghissima potevano trasformarsi da veicoli stradali a ferroviari e viceversa. Un esempio di questa capacità camaleontica lo abbiamo incontrato parlando degli autoblindo ferroviari, nei quali si potevano smontare le ruote ferroviarie e montare quelle stradali. Ci occupiamo oggi di un caso simile: quello dei bus tedeschi NWF BS 300 (Nordwestdeutscher Fahrzeugbau Wilhelmshaven – Bus Super) che, montati su appositi carrelli, erano in grado di muoversi autonomamente anche su rotaia.

NWF BS 300 Foto © Günther Rehbock, tratta da marklinfan.net

Due NWF BS 300, ed uno dei carrelli usati per farli correre su rotaia. Foto © Klaus Wedde tratta da marklinfan.net

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Pubblicato l’8 settembre 2018

Tra i tantissimi musei presenti a Berlino, non ce n’è uno ferroviario. Tuttavia l’enorme Deutsches Technikmuseum ha una sezione molto ampia dedicata ai treni, al punto da essere comparabile con i maggiori musei ferroviari continentali. Forse non potrebbe essere altrimenti, visto che lo spazio del Technikmuseum era occupato prima della guerra dalla Anhalter Bahnhof, bombardata durante il secondo conflitto mondiale e definitivamente dismessa nel 1952 (mappe dei binari in varie epoche si trovano su bahnstatistik.de). Lo abbiamo visitato di recente (agosto 2018) e lo raccontiamo qui.

La parte ferroviaria del museo occupa gli spazi delle due grandi rimesse circolari di locomotive (Ringlokschuppen) con le rispettive piattaforme girevoli (Drehscheiben) che facevano parte della stazione.

Vista aerea della Anhalter Bahnhof di Berlino prima della guerra.

Vista aerea della Museo della Tecnica oggi

Si tratta di spazi ragguardevoli, giacché ciascuna rimessa offre spazio per una ventina di binari di ricovero.

Vista della prima rimessa

Vista della seconda rimessa – spunta una carrozza ristorante “Kakadu”

A nord dal museo, una certa distanza e oltre un canale, si trova quel che resta del fabbricato viaggiatori della Anhalter Bahnhof.

Il rudere della Anhalter Bahnhof

Il rudere è conservato in memoria dei circa 15000 ebrei che lì furono caricati su carri merci tra il 1943 e il 1945 per essere inviati ai campi di concentramento nazisti.
Ma torniamo nel museo.
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Pubblicato il 28 luglio 2018

In una precedente nota abbiamo già discusso delle principali locomotive tedesche con rodiggio 2C che al termine della prima guerra mondiale entrarono nel parco FS come preda di guerra o risarcimento di danni bellici: le P8, divenute da noi Gr.675. Ve ne furono anche altre, di importanza minore, se non altro perché mentre le P8 giunsero in una pattuglia consistente ed omogenea (25 esemplari), le altre giunsero in un totale 29 esemplari, suddivisi però in 4 diversi tipi: sedici SB 32f e tredici SB 109, entrambe dalla Südbahngesellschaft del dissolto impero austroungarico, una S10-1 ed una S10-2, queste ultime entrambe prussiane. Furono inquadrate in 4 diversi gruppi FS: rispettivamente 652, 653, 676 e 677. Di queste locomotive discuteremo in questa nota.

SB 109.13, preservata in Austria. Foto CC Moschitz da wikimedia

Iniziamo dalle prussiane.

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Pubblicato il 16 giugno 2018

E’ curioso e divertente notare che a volte anche al vero si vengano a realizzare situazioni che potrebbero sembrare irreali. Ne segnalammo ad esempio una quando ci capitò, a bordo di un ICE tedesco, di doverci fermare al comando di un segnale ad ala, trovandoci così proiettati in uno strano ibrido temporale.

Qui ne raccontiamo un’altra, esemplificata da un accostamento di rotabili non esattamente canonico.

Spesso gli acquisti dei ferromodellisti non seguono un rigore filologico, e così i parchi dei rotabili finiscono col non avere una coerenza storica. A volte si acquistano dei modelli solo perché piacciono e affascinano, anche se non sono aderenti al tema che un plastico o una collezione dovrebbe avere. Così ci si può trovare a creare composizioni o accostamenti improbabili. Ad esempio, può accadere che a un modellista che ha scelto di farsi un plastico a tema italiano piaccia l’eleganza delle carrozze blu e crema di Arnold Rapido che riproducono le vetture anteguerra del Rheingold, e che poi le faccia circolare, magari al traino di una E.428 di Colli.

Arnold Rapido 3390

Che pasticcio!, direbbe un purista. Eppure…

A chi dica: “quella composizione è impossibile, e fa storcere il naso” suggeriamo di proseguire nella lettura di questa nota…
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Pubblicato il 31 marzo 2018

Flixbus nasce nel 2013 come startup dall’idea di tre giovani imprenditori bavaresi (André Schwämmlein, Jochen Engert e Daniel Krauss), è oggi leader europeo del trasporto tramite bus, ed ha annunciato l’espansione al mercato USA. Dopo l’enorme successo che ha profondamente rivoluzionato il trasporto europeo su gomma di passeggeri a lunga distanza, la compagnia ha annunciato il suo ingresso nel mondo ferroviario, per ora solo in Germania, ma in futuro chissà…

Viaggio inaugurale del Flixtrain, 23 marzo 2018 – Foto © Jens Rohde da https://bahnblogstelle.net

Vediamo come si è giunti a questo punto.
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Pubblicato il 3 febbraio 2017

Che cosa accomuna le quattro locomotive mostrate in foto?

DB DR 194 e 193, ÖBB 1189 e SBB Ce 6/8 II – Foto da http://www.voba-medien.de/

Facile: il nomignolo. Sono quattro diversi Coccodrilli. Non sono però tutti i rettili diapsidi ferroviari. Ce ne sono molti altri.

Di quello del Gottardo abbiamo già parlato in un’altra nota. Qui ci proponiamo di fare una panoramica più completa possibile, elencandone i diversi tipi (anche se, come vedremo, l’appartenenza alla categoria non è universalmente condivisa) e dando qualche dettaglio addizionale per i “minori”, mentre alle principali famiglie dedicheremo esami più approfondito in altre note.
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Pubblicato il 25 novembre 2017

Questa volta ci occupiamo di un rotabile davvero curioso. Era immatricolato presso le DB come carro Sgmss 700 (ex Sggoorrss 700), ed il suo aspetto è davvero singolare.

Cargo Sprinter DB Sgmss 700 nel 1997. Foto © Hans Ulrich Diener, da http://dybas.de/

Cargo Sprinter DB Sgmss 700 nel 1998
. Foto © Hans Ulrich Diener, da http://dybas.de/ Foto: 7.11.2003, Anselm F. Daniel

Cargo Sprinter DB Sgmss 700 nel 1997. Foto © Hans Ulrich Diener, da http://dybas.de/

Lo si direbbe un carro merci… semipilota! Vediamo di scoprirne qualcosa in più.
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