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Archive for the ‘Ferrovie austriache’ Category

Pubblicato il 3 novembre 2018

Oggi sono cento anni di Trento italiana. Il 3 novembre 1918 le truppe italiane entrarono nel capoluogo tridentino, salutate da una folla festante.  Ricordiamo gli eventi di un secolo fa discutendo di una parte delle locomotive che, a seguito della fina della guerra, uscirono dal parco delle kaiserlich-königlichen Staatsbahnen (kkStB – ferrovie imperiali austriache) per entrare in quello delle Ferrovie dello Stato.

Stazione di Trento appena abbandonata dagli austriaci, Novembre 1918

Lo facciamo riprendendo la storia delle locomotive a vapore che si succedettero sulla linea dell’Arlberg, per le quali avevamo annunciato che il discorso fatto aveva una valenza italiana. Infatti la grande maggioranza dei tipi di motrici discusse furono assegnate, a volte in singoli esemplari, altre in lotti piuttosto cospicui, alle FS come riparazione dei danni di guerra dopo il disastroso (per l’Impero) esito del primo conflitto mondiale. Ben 10 tipi di motrici protagoniste della storia dell’Arlberg passarono alle FS (non proprio le macchine che erano o erano state in servizio sull’Arlberg, ma esemplari degli stessi gruppi). Furono solo parte di una grande varietà, ma la useremo com filo conduttore di questa nota.
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Pubblicato il 15 settembre 2018

Nel parco FS sono stati presenti vari gruppi di imponenti locomotive a cinque assi accoppiati: quelli tra 470 e 482, oltre alle locotender 897. Solo alcune di esse (470, 471, 472 e 480) sono di concezione italiana.

Gr.480 al museo di Pietrarsa, Foto © Stefano Paolini da photorail.com

Tutte le altre sono motrici ex austriache o tedesche ottenute a seguito della prima guerra mondiale, sia come riparazione dei danni che come prede di guerra. Ricordiamo che la prima categoria comprende quelle assegnate all’Italia a seguito dei trattati di pace, proprio come contributo a rimborsare il danno subito nel conflitto dal vincitore, mentre la seconda si riferisce alle motrici presenti nel territorio al momento della conquista militare dello stesso.

Tra queste vi è la Südbahn 530, divenuta poi FS 482, della quale parleremo in futuro. Delle FS 473 (G10 Prussiane) abbiamo invece già detto in un’altra nota, nella quale abbiamo anche brevemente raccontato della solitaria FS 474.001 (Sächsische XI HV). Abbiamo dedicato un articolo pure alle locotender 879 “Pierina”.

Le restanti motrici a cinque assi, da 475 a 479, risalgono tutte ad un comune ceppo austriaco: le kkStB 180, e le sue evoluzioni 280, 380 ed 80.

kkStB 280 in testa a un convoglio – da marklinfan

In una nota precedente abbiamo raccontato l’origine e la parte austriaca della storia, in questa vediamo queste stesse motrici sui binari italiani.  (altro…)

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Pubblicato il 18 agosto 2018

Alcune delle motrici a cinque assi accoppiati del parco FS hanno origine austriaca o tedesca. Furono ottenute a seguito della prima guerra mondiale, sia come riparazione dei danni che come prede di guerra. Tra queste figurano le motrici  che in casa FS furono classificate nei gruppi da 475 a 479, e che risalgono tutte ad un comune ceppo austriaco: le kkStB 180, e le sue evoluzioni 280, 380 ed 80 che abbiamo già incontrato nella nota che trattava della Ferrovia dell’Arlberg.

Un rapido trainato da una 380 nel 1935, foto da ebay

In questa “puntata” raccontiamo l’origine e la parte austriaca della storia di queste macchine, mentre in una prossima ne seguiremo le vicende italiane.  (altro…)

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Pubblicato il 28 luglio 2018

In una precedente nota abbiamo già discusso delle principali locomotive tedesche con rodiggio 2C che al termine della prima guerra mondiale entrarono nel parco FS come preda di guerra o risarcimento di danni bellici: le P8, divenute da noi Gr.675. Ve ne furono anche altre, di importanza minore, se non altro perché mentre le P8 giunsero in una pattuglia consistente ed omogenea (25 esemplari), le altre giunsero in un totale 29 esemplari, suddivisi però in 4 diversi tipi: sedici SB 32f e tredici SB 109, entrambe dalla Südbahngesellschaft del dissolto impero austroungarico, una S10-1 ed una S10-2, queste ultime entrambe prussiane. Furono inquadrate in 4 diversi gruppi FS: rispettivamente 652, 653, 676 e 677. Di queste locomotive discuteremo in questa nota.

SB 109.13, preservata in Austria. Foto CC Moschitz da wikimedia

Iniziamo dalle prussiane.

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Pubblicato il 23 giugno 2018, ultima modifica 13 luglio 2018

L’Austria giace quasi interamente nel bacino del Danubio, ad eccezione della sua “provincia” più occidentale: il Vorarlberg che, adiacente alla Svizzera, si trova nel bacino del Reno. Il massiccio dell’Arlberg, che è poco distante dall’altoatesino Passo Resia, é all’origine della divisoria tra i due bacini, e separa il Tirolo dal Vorarlberg. Su di esso sono situate rinomate stazioni sciistiche come Lech e St. Anton.

Quando nella seconda metà dell’800 l’Impero di Austria e Ungheria diede un forte impulso alla costruzione delle ferrovie, una delle linee progettate era la Arlbergbahn, connessione est-ovest tra Innsbruck in Tirolo e Bludenz nel Vorarlberg, che era la porta verso la Svizzera.

Arlbergbahn, CC Pechristener, da wikipedia. Clicca sull’immagine per ingrandire.

Poiché il passo si trova a 1793 m.s.l.m., venne concepita un opera per l’epoca mirabile: un tunnel ferroviario di oltre 10 km posto a quota 1300 m.s.l.m. Due giorni prima di Natale 1880 il contratto di affidamento lavori fu firmato, e il 19 novembre 1883 (due anni dopo) l’ultimo frammento fu fatto brillare, con ben 13 mesi di anticipo sul termine previsto. Per confronto, il tunnel del Gottardo aveva richiesto dieci anni di lavoro terminati nel 1881, anche se è vero che è più lungo di 5 km, mentre il primo grande tunnel ferroviario, quello del Moncenisio o del Frejus, aperto nel 1871, aveva richiesto 9 anni di lavoro per 13,6 km. Il tunnel dell’Arlberg fu dunque il terzo grande traforo ferroviario alpino sia in ordine di tempo che di lunghezza.

I lavori erano stati assegnati a due diverse ditte, una per l’accesso da ovest ed un per quello da est. I due semitrafori, una volta ultimati, risultarono disallineati di solo 4 cm.

Ingresso dei minatori dal portale ovest durante i lavori di scavo, da wikipedia

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Pubblicato il 3 febbraio 2017

Che cosa accomuna le quattro locomotive mostrate in foto?

DB DR 194 e 193, ÖBB 1189 e SBB Ce 6/8 II – Foto da http://www.voba-medien.de/

Facile: il nomignolo. Sono quattro diversi Coccodrilli. Non sono però tutti i rettili diapsidi ferroviari. Ce ne sono molti altri.

Di quello del Gottardo abbiamo già parlato in un’altra nota. Qui ci proponiamo di fare una panoramica più completa possibile, elencandone i diversi tipi (anche se, come vedremo, l’appartenenza alla categoria non è universalmente condivisa) e dando qualche dettaglio addizionale per i “minori”, mentre alle principali famiglie dedicheremo esami più approfondito in altre note.
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Pubblicato il 25 novembre 2017

Questa volta ci occupiamo di un rotabile davvero curioso. Era immatricolato presso le DB come carro Sgmss 700 (ex Sggoorrss 700), ed il suo aspetto è davvero singolare.

Cargo Sprinter DB Sgmss 700 nel 1997. Foto © Hans Ulrich Diener, da http://dybas.de/

Cargo Sprinter DB Sgmss 700 nel 1998
. Foto © Hans Ulrich Diener, da http://dybas.de/ Foto: 7.11.2003, Anselm F. Daniel

Cargo Sprinter DB Sgmss 700 nel 1997. Foto © Hans Ulrich Diener, da http://dybas.de/

Lo si direbbe un carro merci… semipilota! Vediamo di scoprirne qualcosa in più.
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