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Archive for the ‘Foto ferroviarie’ Category

Pubblicato il 12 febbraio 2022

Le ferrovie statunitensi hanno sempre avuto un fascino particolare: l’epopea della costruzione della transcontinentale, le locomotive del West, i grandi mostri articolati come le Big Boy e le Challenger, il fascino dei lunghissimo treni merci chiusi dai Caboose, i nomi esotici delle compagnie ferroviarie e le relative, colorate livree, il mito delle carenate…

Di varie di queste cose abbiamo già avuto modo di parlare in altre note. Ne ricordiamo alcune:

Per gli amanti di 1:160 abbiamo segnalato in passato anche la “N Scale Locomotive Encyclopedia”.

Ora, per gli estimatori del settore, indichiamo dove trovare una miriade di fotografie di epoca, come la seguente:

Denver, Rio Grande and Western 3602. Foto Ron V. Nixon – Copyright Museum of the Rockies Photo Archive

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Pubblicato il 3 Aprile 2021

Di tanto in tanto segnaliamo delle collezioni di fotografie ferroviarie che ci paiono particolarmente interessanti e meritorie. Probabilmente il primo sito fotografico che abbiamo conosciuto è il mitico photorail di Stefano Paolini (peccato però le filigrane un po’ invadenti), ma poi ci siamo avventurati in molti altri siti preziosissimi, e ne abbiamo parlato in Orizzonte ferrovia ed altre gallerie di foto di ferrovie italiane.

Abbiamo così incontrato le opere di Johannes Smit su flickr quello dello scomparso Alessandro Albè sulla stessa piattaforma, e poi le tante, preziosissime immagini di Ernesto Imperato, Emiliani Maldini, Arnaldo Vescovo, Alessandro Muratori, Franco Pepe, Luca Catasta, Marco Minù, Giorgio Iannelli, Manuel Paa, Simone Aveta, Vincenzo Russo solo per citarne alcuni (e chiedo scusa ai non menzionati).

Abbiamo dedicato delle note a Werner Hardmeier, Bruno CividiniLuigi Iorio.

Oggi vogliamo porre l’attenzione su un altro fotografo: Hansjürg Rohrer. Si tratta di una persona proprio speciale, perché è autore di oltre 200.000 foto a tema ferroviario italiano. Ci è già capitato di includere delle foto sue o della sua collezione: esempi recenti sono quelle sulla Lana Postal e quella della “Saturno” della Rete Mediterranea.

La motrice della Lana Postal lungo la linea a fianco della carrozzabile. Foto Hansjürg Rohrer 1974

Locomotiva Saturno (Gruppo 103) della Rete Mediterranea – Foto dalla Collezione Ferroviaria Rohrer

Hansjürg è ingegnere e professore di elettrotecnica e trazione ferroviaria. Per pura passione, per oltre 40 anni ha fotografato ogni aspetto delle ferrovie italiane, da quelle statali a quelle private, senza trascurare le reti tramviarie e metropolitane delle città.

Hansjürg Rohrer in Calabria

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Pubblicato il 13 Marzo 2021, ultima modifica 16 marzo 2021

Abbiamo di recente raccontato la bella storia della donazione di locomotive diesel dallo Stato Italiano all’Eritrea. Tra le motrici vi erano due “Ranzi”: non sono macchine notissime, come non lo è il produttore. Eppure una Ranzi figura anche tra le motrici immatricolate FS: nel gruppo eterogeneo 213, noto soprattutto per i Köf, la n.920 è proprio una macchina prodotta da Ranzi, ed è l’unica non tedesca del gruppo a parte la 919 Ansaldo, e le serie 4000 di Fipem. Ne abbiamo reperito una immagine, che proponiamo qui.

FS 213.920, motrice Ranzi.

Si può notare il singolare allargamento della cabina più o meno all’altezza dei finestrini, caratteristica che ritroveremo in altre “Ranzi”.

L’unica Ranzi delle FS fu costruita nel 1957. Aveva un motore OM CH2D da 11.600 cc da 150 CV, ed un cambio meccanico a due marce, con la prima corrispondente a 6 km/h e la seconda a 17 km/h. La sua caratteristica principale era la trasmissione a “giunto fluidometallico” brevettato, per l’appunto, da Ranzi (ne parliamo dopo). Tra il 1969 ed il 1970 il motore fu sostituito da un Fiat 355C che erogava 75 CV, e il giunto idrometallico fu sostituito da un tradizionale giunto idraulico, mentre il cambio restava invariato. Le prestazioni decrebbero, ma la velocità massima fu innalzata a 19 km/h.

Figurino quotato della 213.920

Era a due assi, rodiggio B, con ruote da 620 mm, passo 2020 mm. La lunghezza totale era di 6050 mm e la massa di 14 t. Fu radiata nel 1987, e demolita l’anno dopo. I dati tecnici sono tratti da “Materiale a trazione termica, vol. 1” di Luca Vanni: in quel libro due immagini ne documentano la presenza a Verona e a Mezzocorona (TN)

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