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Archive for the ‘Livree Ferroviarie’ Category

Pubblicato il 19 aprile 2014, ultima modifica 2 febbraio 2017

Cercare di capire qualcosa riguardo alle tinte usate dalle FS può essere interessante sia per l’appassionato di treni che per l’hobbista, ma per quest’ultimo le cose possono essere davvero un po’ complicate.

Una cosa è infatti riconoscere e catalogare i colori delle varie livree (“la Tartaruga è grigio perla e blu orientale, con il baffo rosso segnale), ma un’altra è trovare il modo di riprodurre correttamente le tinte sui modelli: si finisce rapidamente con l’inoltrarsi in una selva di sigle e nomi quasi incomprensibili: Lechler 006, Pantone, FS595, RAL, Humbrol, Puravest… Ad esempio, ci si può trovare di fronte a tabelle come questa:

Una tabella misteriosa…

Quel Cod. FS sembra interessante… e invece no, perché qui non sta per Ferrovie dello Stato, ma per ma Federal Standard… Si tratta di una codifica arbitraria di un insieme di colori (FS 595), che inizialmente ne comprendeva 358 e che oggi (in revisione C) ne conta 650, e definisce i colori usati negli appalti pubblici in U.S.A. La penultima colonna, il codice RLM, sta per Reichsluftfahrt Ministerium, Ministero dell’Aviazione del Reich, ed è un’altra tabella di colori: quelli usati per gli aerei tedeschi. Quanto a RAL, è un’altro standard, e ne parleremo tra poco: fin qui mi pare sufficiente a rendere l’idea.

Insomma, ogni volta che occorreva definire un insieme di colori (una palette), qualcuno la definiva, per un particolare scopo. Realizzava un campionario, e lo usava per dimostrazione e confronto: un po’ come quando si sceglie il colore della macchina, o le mattonelle per la cucina.

Campionario (mazzetta) delle palette Pantone©

Riprodurre esattamente un colore è generalmente complicato: si tratta di trovare corrispondenze tra due diversi insiemi di colori: quello di origine (per esempio, i colori FS) e quello delle vernici o smalti che si possono trovare in un negozio di hobbistica, o in un colorificio (es. Tamiya). Non sempre è facile (o possibile!) trovare corrispondenze esatte, a volte si passa attraverso equivalenze con standard intermedi (e in più ci si mette in mezzo la teoria del colore). Allora si fanno approssimazioni, si tentano miscele, e ci si affida all’occhio. L’occhio però inganna! Lo dimostra ad esempio la cosiddetta “illusione di White”: nell’immagine seguente lo stesso grigio (#B4B6B5) sembra essere più o meno chiaro a seconda di dove si trova!

Illusione di White: i grigi sono tutti della stessa tonalità, ma a causa del diverso quelli di sinistra sembrano più scuri!

Illusione di White: i grigi sono tutti della stessa tonalità, ma a causa del diverso contorno quelli di sinistra sembrano più scuri!

Insomma, é un bel guazzabuglio. Da neofita ho provato a fare un po’ di ordine in tutto questo, e ora mi pare di capirne un pò di più. Così provo anche a spiegarlo. La prendo un po’ alla lontana, ma così possiamo capire vari dettagli.


TEORIA DEL COLORE (SEMPLIFICATA!)

Quanti sono i colori? I sette dell’arcobaleno: rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco, violetto…

Un treno a vapore passa sotto l'arcobaleno - Foto CC Alan Mitchell da wikimedia

Un treno a vapore passa sotto l’arcobaleno – Foto CC Alan Mitchell da wikimedia

No, troppo semplice. I colori sono molti di più, Ad ogni lunghezza d’onda di una segnale elettromagnetico (in un certo intervallo, detto “del visibile”) corrisponde un colore “puro”, che indicativamente è una variazione di quelli che chiamiamo i colori dell’arcobaleno.

Lo spettro del visibile

Lo spettro del visibile

E il nero, e il bianco? Beh, come si sa il nero è “assenza di colore” e il bianco “somma di tutti i colori”. Ma il castano o l’isabella? Non ci sono… e non ci sono tanti altri colori, che si ottengono “mescolando” più colori  “dell’arcobaleno”. Il tutto deriva da come noi percepiamo i colori: nell’occhio abbiamo tre diversi fotorecettori. Ognuno di essi genera un segnale nervoso, e la combinazione dei tre segnali viene interpretata nel nostro cervello come “colore”. Su questo fondamento si basa la tecnologia video: sovrapponendo sorgenti dei tre colori di opportune intensità, è possibile riprodurre qualunque sensazione di colore percepita dall’occhio. I colori possono essere quindi catalogati misurando le loro componenti di rosso, verde e blu ( o RGB dalle iniziali in lingua inglese:  Red, Green, Blue), o usando una base diversa, come YCM (Yellow, Cyan, Magenta: Giallo, Ciano – un blu verdastro – e Magenta – un rosso violaceo), o usando la scala chiamata HSB (da Hue, Saturation, Brightness, tonalità, saturazione e luminosità) – ma ve ne sono anche altre.

E’ comune oggi indicare i colori con un codice a 24 bit basato su tre numeri compresi tra 0 e 255, ognuno dei quali esprime il valore della relativa componente di colore: in genere il riferimento è alla scala RGB. Spesso tale valore è espresso in esadecimale (o base 16), cosicchè il codice di colore è rappresentato da una sequenza di 6 caratteri che comprendono  le cifre tra 0 e 9 e le lettere tra A ed F (che stanno al posti dei numeri da 10 a 15): se volete non è altro che una sorta di “trucco matematico” per scrivere i numeri da 0 (00) a 255 (FF) usando due caratteri invece che tre cifre. Nella versione a 24 bit le differenti sfumature di colore possibili sono 2 alla 24: la combinazione di 256 intensità di rosso, 256  intensità di verde e 256 intensità di blu, che combinati danno un totale di circa 16 milioni di colori differenti (per la precisione, 16.777.216).

I primi due caratteri si riferiscono al rosso, i centrali al verde, gli ultimo due al blu. Quindi il bianco è FFFFFF (cioè intensità massima di tutte e tre le componenti), il nero 000000 (intensità nulla per tutte e tre le componenti), mentre F23B1C è la tonalità di arancione corrispondente all’Arancio Eurofima RAL 2004. Per inciso, i codici di colore usati nelle pagine web (in HTML) sono propro i codici esadecimali RGB, con un diesis davanti: #F23B1C.

La granularità di gamma delle RGB è molto  fine, cosicché  non è facile distinguere tra loro due valori RGB molto vicini, a meno di non vederli accostati.

colore #00f000 colore #00f020 colore #00f040 colore #00f060 colore #00f080

Fare riferimento ai codici RGB sembrerebbe la soluzione che serve per definire con certezza un colore. In realtà però le cose non sono così semplici…  Quale “rosso” (“verde”, o “blu”) va usato come base per l’RGB? Di “rossi puri” ce n’è tanti, e corrispondono alle varie lunghezze d’onda tra 630 e 700 milionesimi di metro – idem per i verdi e i blu…

I colori "dell'arcobaleno" e le loro lunghezze d'onda

I colori “dell’arcobaleno” e le loro lunghezze d’onda

Cambiando uno dei tre colori di base con uno di lunghezza d’onda (tonalità) un po’ diversa il risultato della miscela cambia… quindi cambia il colore che pensavamo di aver catturato con esattezza in realtà! Ecco perchè monitor diversi o fotocamere diverse ci danno rese cromatiche differenti… Avete presente quando si va in un negozio di televisori, con TV di varie marche accese sullo stesso canale, ma con rese cromatiche differenti? Ma questo significa che non possiamo fidarci nemmeno delle macchine fotografiche, e che la resa di colore di una foto digitale dipende dalla macchina che ha fatto la foto e dal monitor sul quale la guardiamo…

Anche qui una soluzione ci sarebbe, ed è la definizione precisa del valore di riferimento per i colori di base. Si usa allora quello che si chiama uno “spazio di colori assoluto RGB”, ovvero una convenzione basata su un preciso valore di rosso, verde e blu. Gli spazi di colore assoluti più noti sono RGBs e Adobe RGB. Alcuni computer permettono una accurata taratura dei monitor su un profilo di uno spazio di colori assoluto RGB. (ad esempio con la Utility Color Sync degli Apple Macintosh). In parte per questa ambiguità e in parte per ragioni storiche i “professionisti del colore” preferiscono continuare ad appoggiarsi su delle “palette” di colore, come quella Pantone vista sopra.

Ci sono però ancora altre variabili che entrano in gioco, come le condizioni di luce in cui l’immagine è stata ripresa: la stessa superficie si presenta in maniera diversa se illuminata dalla luce di mezzogiorno piuttosto che da quella del tramonto, o da una lampada artificiale. Diversi sfondi, o diversi accostamenti,  ci fanno percepire lo stesso colore in modo diverso (lo abbiamo mostrato sopra, con l’illusione di White). E per finire, il castano di una E.424 appena riverniciata è diverso dal castano slavato che la stessa macchina esibisce dopo innumerevoli giornate di esposizione a sole e pioggia.  Insomma, trovare il colore “perfetto” è pressochè impossibile!

Ma dopo aver affrontato questa scoraggiante verità, apprestiamoci a vedere quali siano i colori “di fabbrica” dei rotabili FS.


I COLORI ORIGINALI FS

Storicamente la colorazione dei rotabili FS è definita usando una palette definita dal fornitore ufficiale di vernici: la ditta Lechler di Como, un’azienda di origine tedesca fondata nel 1858, e la cui filiale italiana divenne indipendente nel 1910. Il catalogo Lechler ha una sezione (006) dedicata ai colori ufficiali FS: ogni colore ha un codice (006/xxx) e un nome ufficiale (es. Verde Vagone, Rosso Fegato, Viola…).

In tempi più recenti (anni ’70), alcuni dei colori Lechler  hanno fatto riferimento anche ad un diverso standard. Questo è avvenuto per la prima volta con i colori usati per le UIC-Z Eurofima, che dovevano avere gli stessi colori usati da ÖBB, SNCB, SBB-CFF-FFS. Si fece perciò riferimento ad uno standard tedesco (RAL).

In epoca XMPR si è passati dalla verniciatura dei rotabili alla loro pellicolatura. Le pellicole sono stampate, e si rifanno ad uno standard di colore per la grafica (Pantone).

Vi è poi qualche caso di tinta non riconducibile a nessuno dei tre standard.

Vediamo brevemente questi tre standard.

– Lechler

Il catalogo Lechler ha 58 (+25) colori FS. I colori ufficiali sono 58 (codice 006/xxx), mentre gli altri 25 comprendono colori delle FNM, Ferrovia Circumvesuviana, Carrozze Pullman, codice ETR, vagon lit…

La lista dei colori è esaminabile sul sito Lechler (occorre registrarsi, ma l’operazione è gratuita), ed è possibile ottenere lì anche la formula di composizione dei colori. Peccato che il sistema non mostri il colore scelto, facendo sempre vedere un campo con una specie di rosso indipendentemente dalla scelta fatta. Ad esempio, la seguente schermata mostra che l’Arancio M.D.V.E. MAC-5 si ottiene con il 70% di Macrofan Top Coat Binder, il 14,28% di Light Orange, l’8,69% di Cool Yellow, il 3,65% di Intense White e il 3,38% di Brilliant Orange. Recandosi in un colorificio, la tinta desiderata viene composta a partire da questa formula. Il modellista quindi potrebbe, volendo, usare i colori originali – il problema è che in genere la quantità minima ordinabile è molto più di quanto serva per verniciare qualche modello in scala N.

Composizione del colore “Arancio M.D.V.E.”

In realtà le vernici originarie erano al nitro extralucido, ma le nuove normative ambientali in vigore dall’1.1.2008 le hanno messe fuorilegge. Come sostituzione ho trovato consigliate le vernici MAC 5 dette anche M5000 (sempre di Lechler). Si tratta di vernici monostrato che possono essere diluite con uno specifico diluente (thinner) o con un diluente nitro. Il consiglio proseguiva con l’indicazione di evitare invece le vernici Lechler Hydrofan (vernici ad acqua a doppio strato: una base opaca su cui si deve successivamente applicare un trasparente lucido o satinato). Comunque usando lo strumento on-line della Lechler si possono trovare i prodotti monostrato giusti.

— I colori Lechler delle FS 

La seguente tabella riporta il nome ufficiale dei colori, il relativo codice Lechler, e qualche esempio (non la lista esaustiva!) di applicazione del particolare colore.

AZZURRO LE006/19
GRIGIO 2C FS307973 LE006/21
VERDE LE006/22
BLEU LE006/26
VIOLA LE006/096 fasce decorative livrea MVDC
ARANCIO M.D. LE006/097 E.646 navetta, Porte, testate e fascia laterale carrozze MDVC
BEIGE LE006/098 fondo livrea MVDC
GRIGIO GRAFITE LE006/099 tetto e fiancate telaio livrea MVDC
BIANCO LE006/102
ROSSO FUOCO LE006/105 fascia finestrini livrea MDVE
GRIGIO POLVERE LE006/106 fondo livrea MDVE
ARANCIO MDVE LE006/107 fasce decorative livrea MDVE, E.424 Navetta
BIANCO AVORIO LE006/108 Scritte in genere; striscia identificativa I classe ep. IV-V
BIANCO PANNA LE006/109 ricasco imperiale ALn 668/663/773/873 ep. IV-V
BEIGE PERGAMENA LE006/110 cassa ALn 668/663/773/873 ep. IV-V
AVORIO ANTICO LE006/111 fascia carrozze Gran Conforto
GIALLO AVORIO LE006/112
BRUNO LE006/114 carrelli locomotive negli anni ‘70
CASTANO LE006/116 cassa e telai locomotive, ALn, ETR e ALe
GIALLO ZOLFO OPACO LE006/120
GIALLO SABBIA LE006/121 fondo cassa ALe 803, fasce carrozze TEE
GIALLO COLONIALE LE006/122 coloritura delle ALn 668 1400/2400 ep. III
GIALLO SEGNALE LE006/123 mancorrenti e fasce locomotive da manovra, scritte ep. III…
GRIGIO NEBBIA LE006/126 fondo cassa E 646 (fino inizio anni ‘80), ALe 601, ETR
GRIGIO PERLA LE006/127 fondo cassa E 646 anni ‘80, E 656, E 444
GRIGIO DELTA LE006/128  testate tronche ALe801-803-940; tetto E402A
MARRONE ISABELLA LE006/130 cassa locomotive, ALn, ETR e ALe
GRIGIO ARDESIA LE006/132 carrozze fino anni 70′
GRIGIO AZZURRO LE006/133 fascia finestrini e telaio ALn 668/663/773/873 ep. IV-V
GRIGIO CHIARO LE006/134 (RAL 7035) fascia decorativa UICZ Eurofima
NERO LUCIDO LE006/139
ARANCIO LE006/145 (RAL 2004) cassa carrozze UICZ Eurofima
ROSSO BACHELITE LE006/143
ROSSO OSSIDO LE006/146 vecchio colore cassa per carri (sostituito da: LE006/470)
ROSSO SEGNALE LE006/147 frontali locomotive, ALn ALE ed ETR, fasce carrozze Gran Conforto
ROSSO BORDEAUX LE006/148 fasce decorative cassa e telaio ALe 803
ARANCIO LE006/150 fasce decorative cassa e telaio ALe 801/940
GIALLO COLORADO LE006/151 cassa ALe 801/940
SENAPE LE006/152
VERDE SEGNALI LE006/154
VERDE VAGONE LE006/155 cassa automotori e locomotive da manovra, cassa carrozze ep. II
VERDE LICHENE LE006/156 fasce decorative cassa ALn 668 1400/2400 ep. III
VERDE MAGNOLIA LE006/158 fasce cassa E 646, ALe 601, ETR e ATR
VERDE MACCHINA OPACO LE006/160
ORO LE006/161
ROSSO FEGATO CHIARO LE006/162 fasce cassa carrozze UICX e tipo 57/59
ROSSO FEGATO LE006/163 fasce cassa carrozze UICX (sperimentale, poi abbandonata)
GRIGIO BEIGE LE006/164 cassa carrozze UICX e tipo 57/59
GRIGIO ANTRACITE LE006/165 tetto e fianchi telaio carrozze UICX e tipo 57/59
BEIGE OPACO LE006/166
BEIGE TORTORA LE006/172 interni vecchie carrozze
BLEU CHIARO LE006/225
BLEU SCURO LE006/226 carrozze treno presidenziale
BLEU ORIENTALE LE006/227 fasce cassa E 444, E 656, E 633/652
GRIGIO CELESTE LE006/228
GRIGIO VAIO LE006/399 (RAL 7000) imperiale e carenature carrozze UICZ Eurofima
BEIGE MAROCCO LE006/426/S
ROSSO OSSIDO LE006/470 (RAL 3009) nuovo colore cassa per carri
GRIGIO CENERE LE006/561 mezzi di servizio; cassa E 636 284; imperiale carrozze ep. II

A proposito, una piccola curiosità: da dove viene il nome “isabella” per quel marroncino chiaro che tanta parte ha nella storia delle FS? Secondo una tradizione, la voce deriverebbe dall’infanta Isabella, moglie di Alberto Arciduca d’Austria.  L’arciduchesa avrebbe fatto voto di non cambiarsi la camicia durante l’assedio di Ostenda fino alla vittoria del marito, avvenuta dopo tre anni (1601-1603), per cui la camicia assunse il colore che da lei prese il nome…. Un’altra tradizione racconta una storia analoga, con protagonista Isabella di Castiglia che avrebbe fatto il medesimo voto durante l’assedio di Granada del 1491.

– RAL

RAL, acronimo di Reichsausschuss für Lieferbedingungen (Comitato del Reich Tedesco per termini e condizioni di vendita, istituito nel 1925 della Repubblica di Weimar), è un termine oggi usato per definire due scale di colore (la RAL 840 HR per colori opachi, e la RAL 841 GL per colori brillanti) usate principalmente nell’ambito delle vernici e dei rivestimenti. RAL definisce un totale di circa 2000 colori. Quelli di interesse per FS (alcuni con equivalenza Lechler) sono:

BEIGE RAL 1014 beige fiancate carrozze gran confort
ARANCIO RAL 2004 carrozze Z Eurofima – Fascia sottile Sleeperette
Giallo RAL 1018 Scritte e logo FS Z1 bigrigio
ARANCIO MDVC RAL 2010 (LE006/097) MDVC: e646 navetta, porte, testate e fascia laterale carrozze MDVC
Rosso RAL 3000 Filetto Sleeperette
ROSSO OSSIDO RAL 3009 (LE006/470)nuovo colore cassa per carri merce
Blu TEN RAL 5002 o Pantone 280c  Cassa carrozze letti pool TEN
Blu scuro RAL 5011 o Pantone 296C 006/26 Carrozze letti XMPR
Blu RAL 5013 Fascia finestrini Sleeperette
GRIGIO VAIO RAL 7000 (LE006/399)
GRIGIO DELTA RAL 7004 (LE006/128) testate tronche ALe801-803-940; tetto E402A
GRIGIO GRAFITE RAL 7012 (LE006/099) MDVC: tetto e646 navetta, tetto e fascia bassa telaio carrozze
Grigio scuro RAL 7015 Cassa Z1 bigrigio
GRIGIO ANTRACITE RAL 7016 grigio fiancate e tetto carrozze gran confort
Grigio Ombra RAL 7022 Imperiale e carenature carrozze Eurofima
Grigio RAL 7024 Imperiale Sleeperette
GRIGIO SCURO RAL 7031 frontale E412, Imperiale carrozze XMPR
GRIGIO CHIARO RAL 7035 (LE006/134) fascia decorativa UICZ Eurofima, Cassa Sleeperette
Grigio RAL 7038 Scritte XMPR
Grigio RAL 7042 Fascia finestrini ESCI
Nero RAL 9005 (006/139) Carrelli e sottocassa escluso livrea castano
GRIGIO ARGENTO RAL 9006 tetto carri merce (Gabs, ecc..) , tetto carrozze metallizzato
Bianco RAL 9010 Fascia obliqua carrozze letti e cuccette XMPR

Il sito www.ralcolor.com presenta una lista con un sottoinsieme dei colori RAL, con la relativa corrispondenza RGB.

– Pantone

Il nome Pantone si riferisce a un sistema di identificazione di colori per la grafica definito dall’azienda statunitense Pantone Inc. e divenuto uno standard internazionale per quanto riguarda la grafica. Recentemente viene utilizzato anche per gestire i colori nel mondo dell’industria e della chimica.

Il sistema Pantone è stato messo a punto negli anni cinquanta per poter classificare i colori e “tradurli” nel sistema di stampa a quadricromia CMYK (ciano, magenta, giallo e nero) tramite un codice identificabile grazie a quella specie di libro di campioni di colori che abbiamo già incontrato e che viene chiamato “mazzetta”. A differenza del CMYK il codice pantone è un codice arbitrario composto da due campi, nel primo dei quali può (o meno) essere presente una parola (ad esempio “RED” – rosso- ) o un numero di due cifre dove i primi due numeri si riferiscono alla famiglia di appartenenza (es. 18 per la famiglia dei Rossi). I colori (arbitrariamente) definiti dal catalogo Pantone sono 1144.

Come detto, la codifica Pantone è quella che domina a partire dall’epoca XMPR. I colori Pantone usati in ambito Trenitalia sono i seguenti:

ARANCIO PANTONE 172 riga su Aln 663
ARANCIO PANTONE 137 XMPR
AZZURRO PANTONE 658
BLU PANTONE 293c XMPR
BLU SCURO PANTONE 296 XMPR fascia finestrini carrozze cuccette
GIALLO PANTONE 116 XMPR
GRIGIO COOLGRAY 2 PANTONE 2c XMPR
ROSSO PANTONE 199 XMPR
ROSSO PANTONE 194 XMPR
VERDE PANTONE 329c XMPR
VERDE PANTONE 363 XMPR fascia diagonale self service
GRIGIO PANTONE 431c Parte inferiore cassa ESCI – 2a livrea
ROSSO PANTONE 1805C Righe longitudinali ESCI -2a livrea

I siti www.pantone-colours.com  e www.markdvl.com mostrano delle tabelle con tutti i colori Pantone.

– Altre tinte

Vi sono poi alcune tinte che hanno un codice di colore che non  è nessuno dei tre già visti, ma non so a quale tabella si riferisca. Sono le seguenti:

Rosso Amaranto 5080 Carrozza Press& Conference
Melograno Metalizzato 5081 Carrozza Press& Conference
Grigio Chiaro 5083 Cassa Z1 bigrigio
Azzurro 5978 Filetti carrozze Z seconda classe livrea GC

In conclusione, segnaliamo che può risultare utile la lettura di un documento FS dal titolo “MARCHIO FS,  LOGO FS TRENITALIA, CARATTERI DI STAMPA,  PITTOGRAMMI E COLORI ISTITUZIONALI PER ROTABILI” che, al 2008, definisce le forme e le caratteristiche cromatiche alle quali devono

essere conformi:
– il marchio FS ed il logo FS TRENITALIA;
– i pittogrammi;
– i caratteri di stampa per etichette, targhette ed iscrizioni esterne;
– le coloriture esterne dei rotabili.

Segnaliamo anche che sul tema che abbiamo trattato c’è una pubblicazione del 2008 di Nascimbene e Voltan (TuttoTreno Tema 23 – I colori dei treni FS: estetica e livree). Delle note si trovano anche in testi come quelli di Voltan sulle carrozze FS.

Riportiamo anche una risorsa correlata: i colori delle ferrovie tedesche.


In una prossima puntata ci occuperemo dei colori per modellismo che riproducono le tinte FS – Trenitalia

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Pubblicato il 15 marzo 2014, ultimo aggiornamento 12 giugno 2020

XMPR addio? C’è da essere contenti… o forse no?

Tranitalia ha presentato la nuova livrea per la DTR,  in blu-grigio con porte verdi. La nuova livrea, ancora senza un nome ufficiale, era nota da giugno 2013, ma ora (marzo 2014) è arrivata sui binari.

Foto © DavidPorciello da blog.tuttotreno.it

Foto © DavidPorciello da blog.tuttotreno.it

Foto © DavidPorciello da blog.tuttotreno.it

Foto © DavidPorciello da blog.tuttotreno.it

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Pubblicato il 1 marzo 2014, ultima modifica 25 settembre 2014 

E’ ripartito a metà febbraio il “Treno Verde”.

Treno Verde 2014

Treno Verde 2014

Treno Verde 2014

Treno Verde 2014

Vediamo la storia ferroviaria di questo convoglio.
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Pubblicato il 14 dicembre 2013

Abbiamo recentemente parlato delle carrozze “Medie Distanze – Vestiboli (para)Centrali)” che introdussero la nuova livrea destinata ad individuare i convogli vicinali. Qui passiamo in rassegna i vari rotabili che vestirono questa livrea.

Sulla nascita della livrea circola una storiella, che si dice fosse narrata a lezione all’università di Firenze dal Prof. Vinicio Brandani nel corso di tecnica ed economia dei trasporti. Nella stagione di serie A di calcio 1980-1981, dopo un derby fra Fiorentina e Pistoiese (vinto da quest’ultima), un operaio addetto alla verniciatura tifoso della Pistoiese applicò una striscia arancione orizzontale – colore di questa squadra – lungo la fiancata di una carrozza di prova verniciature. Il giorno seguente un’altro operaio, tifoso della Fiorentina, vi applico sotto per ripicca un’altra striscia uguale ma nel colore viola della squadra gigliata. Ai tecnici di FS l’accostamento piacque, e  decisero che quella sarebbe stata la nuova livrea per i mezzi navetta.

Se la vicenda abbia qualche fondo di verità non lo sappiamo, né sappiamo se vi siano analoghi racconti riguardo alla variante della livrea (la navetta MDVE) che fu applicata alle carrozze sorelle delle MDVC: di quest’ultima parleremo altrove.

MDVC in livrea originale - foto da tbelluno.altervista.org

MDVC in livrea originale – foto da tbelluno.altervista.org

MDVC Piilota passante - Foto © Graziano da trainzitaliafoto

MDVC Piiota passante – Foto © Graziano da trainzitaliafoto

Semipilota MDVC TD + Semipilota Piano Ribassato - Foto Ale724 dal forum di www.ferrovie.it

Semipilota MDVC TD + Semipilota Piano Ribassato, entrambe in livrea MDVC – Foto Ale724 dal forum di http://www.ferrovie.it

In un epoca in cui il grigio ardesia era ubiquo, e mentre ancora restavano circolavano delle carrozze in castano-isabella, la nuova livrea immise sui binari italiani una nota di colori insoliti: Beige (Lechler LE006/098), Arancio MDVC  (Lechler  LE006/097 (RAL2010), Viola MDVC  (Lechler  LE006/096) e Grigio Grafite (Lechler  LE006/099, imperiale e fascia bassa del telaio).

Fu intesa come elemento distintivo per i treni di interesse locale rispetto a quelli a lunga percorrenza. Come tale fu poi applicata anche ad altre carrozze progettate per il traffico vicinale: le Tipo Vicinale (Piano Ribassato) (che furono convertite dal precedente grigio) e le Doppio piano Casaralta, che questa livrea la vestirono alla nascita (entrambi i tipi con le rispettive pilota).

P.R. in livrea navetta a Rapallo nel 1997 - Foto © Fabrizio Tellini da Trenomania

P.R. in livrea navetta a Rapallo nel 1997 – Foto © Fabrizio Tellini da Trenomania

Casaralta il livrea Navetta - foto © F.Tellini da Trenomania

Casaralta il livrea Navetta – foto © Fabrizio Tellini da Trenomania

Per ottenere convogli cromaticamente omogenei, la colorazione fu poi applicata anche ad alcuni bagagliai-postali:  Tipo 1978R nDu (ex Bz 30.000), e Tipo 1964T nDU.

Bagagliaio-postale nDU livrea MDVC a Messina nel 2005 - foto da trenoincasa.forumfree.it

Bagagliaio Tipo 1978 R nDU livrea MDVC a Messina nel 2005 – foto da trenoincasa.forumfree.it

L'altro lato di un 1978R Dz-nDU - Messina, 2007, Foto © B.Liali

L’altro lato di un 1978R Dz-nDU – Messina, 2007, Foto © B.Liali

Bagagliaio-postale 1964T - 50 83 91-78 215-0 nDU a Pisa nel 1994, Foto © Raffaele Bonaca da trenomania

Bagagliaio 1964T – 50 83 91-78 215-0 nDU a Pisa nel 1994, Foto © Raffaele Bonaca da trenomania

Altro lato di un Bagagliaio-postale 1964T -Foto © Ernesto Imperato da trenomania

Altro lato di un Bagagliaio 1964T – Foto © Ernesto Imperato da trenomania

Nel 1968, con la consegna delle prime carrozze intermedie e pilota, pensate appositamente per treni navetta, erano state modificate alcune locomotive della classe E.646 (dalla 187 alla 210) per fare i primi esperimenti di treni bidirezionali. Date le loro doti di alta affidabilità, l’esito fu più che positivo, al punto che, dopo l’entrata in servizio delle nuove E656, tutte le E646 vennero trasformate in locomotive  in grado operare in push-pull per treni navetta. Per esse nel 1981 fu adottata la livrea navetta-MDVC. L’imperiale della motrice era inizialmente in color grafite come le carrozze, e a partire dal 1985 fu modificato in color alluminio per facilitare lo smaltimento del calore.
nello stesso grigio della carrozzeria, ma a partire dal 1985 fu modificato in color  argento. Contestualmente sul frontale il rettangolo arancione divenne il “baffo” arancio-viola. (Su trainsimsicilia.net si trova una curiosa foto che mostra la livrea navetta riemergere da una 646 XMPR “spellicolata”)

E.646 Navetta a Rogoredo, ancora con rettangolo arancio sul frontale ed imperiale grigio ardesia ne 2002 - Foto © Maurizio Messa da flickr.

E.646 Navetta a Rogoredo, ancora con rettangolo arancio sul frontale ed imperiale grigio grafite nel 2002 – Foto © Maurizio Messa da flickr.

E646.046 Navetta nel 1997sulla Firenze-Pisa. Foto © Fabrizio Sozzi da flickr

E646.046 Navetta nel 1997 in coda ad un convoglio di MDVC sulla Firenze-Pisa. Foto © Fabrizio Sozzi da flickr

E.646.121 con le doppio piano - Foto © Maurizio Messa da flickr

E.646.121 in testa ad un treno di doppio piano – Foto © Maurizio Messa da flickr

Per le linee non elettrificate, fu la D.445 ad essere resa omogenea al convoglio. Per la trazione diesel le semipilota dovevano essere le MDVC non passanti TD, mentre le passanti, con la sola eccezione di una carrozza sperimentale, erano usabili solo con la trazione elettrica. Le non passanti TE invece erano solo in livrea MDVE.

D.445.1080 a Monte Antico nel 1996 - foto © Fabrizio Sozzi da flickr

D.445.1080 a Monte Antico nel 1996 con le MDVC – foto © Fabrizio Sozzi da flickr

D.445 a Saline Joniche nel 1995 - SI distinguono due carrozze nAB dietro la motrice - Foto © Stefano Paolini da photorail.com

D.445 a Saline Joniche nel 1995 – SI distinguono due carrozze nAB dietro la motrice – Foto © Stefano Paolini da photorail.com

D.445.1109 e convoglio eterogeneo in livrea MDVC nei pressi di Novara nel 1991. Foto © Franco Pepe da littorina.net

D.445.1109 e convoglio eterogeneo in livrea MDVC nei pressi di Novara nel 1991. Foto © Franco Pepe da littorina.net

La D.445 è dotata di REC, quindi non aveva bisogno di carri ausiliari che provvedessero a fornire l’energia necessaria per il riscaldamento delle carrozze. Tuttavia, alcune di questi (dei Carri Motogeneratori Tipo 1983R nVrec 60 83 99-39 815…833 e dei Furgoni-Bagagliai Generatori Tipo 1983 nVDRec60 89 99-79 902..929 ) vennero verniciati in livrea MDVC, al fine di poter comporre dei convogli trainabili anche da altre motrici diesel (come ad esempio la D.443) che però non furono mai verniciate in MDVC.

Una coppia di nDVRec mostra le due fiancate: a vettura di destra mostra il lato del corridoio e della porta per l'accesso dall'esterno al vano generatore. La vettura di sinistra, invece, mostra il lato con il vano del generatore con le griglie di ventilazione e quello per il capotreno e del bagagliaio. Foto © Giancarlo Giacobbo da www.ilmondodeitreni.it

Una coppia di Tipo 1983 nDVRec mostra le due fiancate: Foto © Giancarlo Giacobbo da http://www.ilmondodeitreni.it

Nella foto sopra, la nDVRec di destra mostra il lato del corridoio e della porta per l’accesso dall’esterno al vano generatore.
Quella di sinistra, invece, mostra il lato con il vano del generatore con le griglie di ventilazione e quello per il capotreno e del bagagliaio.

nVrec 99 79 816-4 ad Alessandria nel 2006 - Foto © Emiliano Maldini da www.immaginiferroviarie.com

Tipo 1983R nVrec 99 79 816-4 ad Alessandria nel 2006 – Foto © Emiliano Maldini da http://www.immaginiferroviarie.com

L'altro lato di un nVRec (60 83 99-79 815-6) Foto © SanMarco1 da www.trenomania.org

L’altro lato di un nVRec (60 83 99-79 815-6). Verona 2002. Foto © SanMarco1 da http://www.trenomania.org

Un nVrec con una D.345 - Foto © Raffaele Bonaca da Trenomania

Un nVrec con una D.345 – Foto © Raffaele Bonaca da trenomania

Vi fu un’altra singola motrice elettrica che ricevette la livrea MDVC: la povera E.428.226 soprannominata “Pirata”, che veramente faceva una misera figura vestita da arlecchino! Aveva subito importanti modifiche nel 1986, quando era stata attrezzata presso le Officine Gallinari di Reggio Emilia per il servizio navetta. Venne equipaggiata con l’accoppiatore a 78 poli, ma solo per avere lo sblocco e il controllo delle porte in chiusura sul materiale per medie distanze (MDVC, MDVE, PR). Il telecomando integrale non era possibile a causa dell’inadeguatezza del circuito di comando e blocco: quindi come quarant’anni prima, ai tempi del “Perego“, in spinta la motrice doveva essere presenziata, ed il macchinista doveva eseguire i comandi che riceveva dal suo collega seduto nella vettura pilota. Per rendere la macchina effettivamente telecomandabile sarebbe stato necessario effettuare un gran numero di modifiche al circuito di comando, e si sarebbe dovuto installare anche un impianto antincendio. Secondo quanto si legge su alcuni forum pare mancasse anche il controllo delle sospensioni pneumatiche, con conseguente limitazione a 60 km/h con le doppio piano, e l’avviatore automatico – ma non è certo che così fosse. Fatto sta che le varie limitazioni fecero sì che di carrozze con la sua livrea ne abbia condotte solo occasionalmente.

Rarissima immagine della E.428 Pirata con carrozze con la stessa livrea - Rimini, Locale 8507 per Pesaro il 14/10/86 - Foto da http://digilander.libero.it/GFRIMINESE/rimini4/02.jpg

Rarissima immagine della E.428 Pirata con carrozze con la stessa livrea – Rimini, Locale 8507 per Pesaro il 14/10/86 – Foto da http://digilander.libero.it/GFRIMINESE/rimini4/02.jpg

In compenso pare che abbia trainato di tutto il resto, dai merci ai celeroni, alle carrozze 1959, Corbellini, UIC-X… Mah, davvero una strana revampizzazione!

E.428.226

E.428.226 “Pirata” ad Arquà Polesine nel 1986 in una bellissima foto di Enrico Paulatti © da photorail.com

Tra le elettromotrici e le automotrici, solo una serie ricevette la livrea MDVC: le ALe.724/Le.884/(A)Le724 delle quali abbiamo recentemente parlato. Ricordiamo che, ordinate a fine 1979, furono consegnate nel 1982 in due diverse composizioni di 4 vetture ciascuna. 30 treni erano composti di 2 elettromotrici del tipo “ALe.724” e 2 rimorchiate intermedie “Le.884”. Altri 30 treni con una sola ALe.724 e un rimorchiata pilota “Le.724” al posto della corrispondente elettromotrice.

ALe.724.052 con le rimorchiate a Bardonecchia nel 1999 - foto © Stefano Paolini da photorail.com

ALe.724.052 con le rimorchiate a Bardonecchia nel 1999 – foto © Stefano Paolini da photorail.com

ALe.724- e rimorchiate nel 1992 - Foto © Roberto Bonetti da photorail.com

ALe.724+Le.884+Le.884+Le.724 1992 – Foto © Roberto Bonetti da photorail.com

Come sempre, grazie a Gigi Voltan per alcune preziose precisazioni e correzioni!

Nel modellismo in scala N

Le carrozze passeggeri in livrea MDVC sono state tutte riprodotte. La scomparsa EuroTrain SL aveva realizzato le doppio piano con le relative pilota. Ne riportiamo qui una sola immagine  perché ne abbiamo parlato diffusamente altrove.

P6 - Seconda classe, livrea navetta, logo inclinato

Casaralta di seconda classe, livrea navetta, logo inclinato, modello di Eurotrain SL

Le Tipo Vicinale – Piano Ribassato in livrea MDVC sono state prodotte da Colli (sono ancora a catalogo LoCo) e da Irmodel. Anche a queste abbiamo dedicato un articolo, e rimandiamo ad esso per approfondimenti.

npBz semipilota LoCo, art 3003002, dalla Collezione Angioy

npBz semipilota, LoCo, art 3003002, dalla Collezione Angioy

Irmodel - semipilota Gallinari

Irmodel – semipilota Gallinari

Anche delle carrozze MDVC abbiamo parlato di recente un articolo – ricordiamo che attualmente sono a catalogo LoCo (anche queste con le relative pilota), e che recentemente sono state realizzate in kit da Massimo Fantechi. Come discusso nell’articolo citato, anche Fratix e Eurorail Models le avevano prodotte in passato.

Carrozza MDVC di Colli, interamente realizzata in ottone

Carrozza MDVC di Colli, interamente realizzata in ottone

Ancora le MDVC di Fantechi, nelle due livree. Quella in livrea Navetta ha gli aeratori sull'imperiale in corrispondenza dei vestiboli. Foto M.Fantechi.

Le MDVC di Fantechi, in livrea MDVC e XMPR. Foto M.Fantechi.

Brennero Models ha recentemente realizzato in resina la carrozzeria del carro VRec, ma è il prima serie, non adatto alla verniciatiura MDVC.

La carrozzeria del VRec di Brennero Models

La carrozzeria del VRec di Brennero Models

Stesso discorso per quello realizzato in precedenza, sempre in resina, da Ilario Baccari (Ferrovie del Caimano).

Carro riscaldo VRec di Ferrovie del Caimano

Carro riscaldo VRec di Ferrovie del Caimano

Non mi pare invece che nè il nVDrec, nè i due bagagliai siano mai stati realizzati in N (o almeno non ve ne sono tra quelle fatte per essere ceduti a terzi: non posso escludere che qualche modellista le abbia realizzate per se stesso).

Per le motrici, la E.646 navetta è a catalogo LoCo (Colli) ed è in passato stata realizzata da Cestaro e da CLM.

Una rara E.646 Navetta realizzata da Cestaro

Una rara E.646 Navetta realizzata da Cestaro

Vista frontale della e.646.129 realizzata da Cestaro

Vista frontale della e.646.129 realizzata da Cestaro

E.646 Navetta Loco,Foto Collezione Angioy

E.646 Navetta Loco – versione imperiale color grafite, Foto Collezione Angioy

E646 Navetta CML (art. n. 1206)

E646 Navetta CLM (art. n. 1206)

E.646 Navetta CLM, prima serie senza numeri sul pancone

E.646 Navetta CLM, prima serie priva di alcuni dettagli e senza numeri sul pancone

La D.445 si è vista da Locomodel (Giorgio Donzello, da non confondere con Locomodels, Lorenzo Colli), che l’ha realizzata in ottone nel 2008. Non so se ve ne siano state verniciate in MDVC, ma certo l’applicazione della livrea non sarebbe un problema per molti.

La cassa in ottone della D.445 di Locomodel (da rotaie.it)

La cassa in ottone della D.445 di Locomodel (da rotaie.it)

Nel 2008, l’allora neonata “ditta” Pi.R.A.T.A. aveva prodotto e venduto la D445. Fu realizzata solo in livrea XMPR. Alcuni decisero di riverniciarla in MDVC. Tra questi Mario Vason e Mario Malinverno. Mario V. ne parla sul suo blog cretaz-station.blogspot.it. Il lavoro di verniciatura fatto da Mario M. è invece documentato in una cartella di foto sul vecchio forum ASN (per accedere credo occorra registrarsi).

LA D.445 Pi.r.a.t.a. ridipinta da Mario Vason (foto sua)

LA D.445 Pi.r.a.t.a. ridipinta da Mario Vason (foto sua)

nB MDVC Fratix - Foto Alessandro Chite dal forum ASN

La D.445 (Pirata, verniciata da Mario Malinverno)  traina una nB MDVC Fratix – Foto Alessandro Chite dal forum ASN

La 445 è realizzata anche da NParty in resina (solo per i soci). Sono state realizzate tutte e tre le serie: la seconda e la terza sono adatte ad essere verniciate in livrea navetta,

D.445 ancora grezza, prodotta da NParty

D.445 terza serie ancora grezza, prodotta da NParty

Dell’Ale.724 si è visto il prototipo in lavorazione, presentato da Nino Rizzo Borrello a Novegro 2013. I progressi del modello sono documentati sul forum ASN.

La E.428 aerodinamica in livrea “Pirata” è ottenibile da Vittorio Naldini. La realizzazione è in resina, e a giudicare dalle foto ha tutti i limiti del materiale scelto.

E.428.226

E.428.226 “Pirata” realizzata da Vittorio Naldini (foto dal suo sito)

Per finire, come curiosità, riportiamo che Lima, che ne ha fatta una più di Bertoldo, è riuscita a produrre (in H0) una (ovviamente mai esistita) Tartaruga prima serie nei colori navetta… Ma davvero qualcuno ne sentiva il bisogno?

Lima E.444.001 H0 negli improbabili colori MDVC...

Lima E.444.001 H0 negli improbabili colori MDVC…


Articoli sulle livree FS e Trenitalia su questo blog

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