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Archive for the ‘Motrici italiane’ Category

Pubblicato il 12 ottobre 2019

Nella tradizione FS hanno un posto assai importante gli ETR, iniziati con il mitico ETR.200. ETR sta per “ElettroTReno”. Meno diffusi gli ATR (AutoTReni, dotati di motori a combustione interna): in epoca “storica” solo l’ATR.100, mentre in anni recenti la sigla ATR è riapparsa.

Da quest’anno nasce una nuova sigla: BTR.  Alfabeticamente sta tra ATR ed ETR, e semanticamente pure: si tratta di Auto/Elettrotreni ibridi, o più precisamente “Bimodali”. Il primo (e per ora unico) esempio in Italia è la serie di treni Stadler per la Valle d’Aosta BTR 813.

BTR.813, foto dalla brochure Stadler

Come le chiameremo? Elettromotrici o automotrici sarebbe riduttivo: forse dovremmo denominarle “bimotrici”.

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Pubblicato il 5 ottobre 2019, ultima modifica 11 ottobre 2019

Quest’anno ci pare che Novegro sia stato “col botto”: in N davvero molte le novità viste, come testimonia la lunghezza di questa nota, anche se vi sono opinioni che la fase di decadimento rispetto agli anni d’oro non sia finita, come parrebbe dalla riduzione del numero di  espositori, a vantaggio delle associazioni che hanno potuto espandere i loro spazi per i plastici. Beh, verrebbe da dire che se c’è una contrazione questa non riguarda certo la scala N!

Apriamo il racconto con il consueto disclaimer, e i dovuti ringraziamenti:

Il disclaimer: a Novegro non c’ero – non ci sono mai stato – e questa nota quindi può contenere errori ed omissioni: me ne scuso e prego come sempre di mandarmi segnalazioni per poter correggere o integrare.

I ringraziamenti: in primo luogo a Paolo Imperiali, che con grande gentilezza e tempismo mi ha inviato, già il giorno di apertura della fiera, un ampio set di fotografie dalle quali ho potuto evincere quali fossero le principali novità, e ritagliare la maggior parte delle immagini qui riportate (tutte quelle senza autore specificato sono sue). Grazie Paolo!

Poi a Luca Di Pinto: anche lui mi ha inviato a fiera appena chiusa molte foto, ed un utilissimo testo nel quale ho potuto ottenere varie informazioni addizionali qui riportate.

Infine a coloro che hanno postato sui soliti forum (NParty e ASN) immagini e informazioni che ho potuto “saccheggiare”: grazie!

Veniamo quindi alla fiera, iniziando dai produttori ormai consolidati, e iniziando dal più prolifico: il solito Lorenzo Colli (nomen omen: “LoCo“).

E.428 Aerodinamiche di Lorenzo Colli – LoCo

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Pubblicato il 21 settembre 2019

Siemens aveva affrontato il nuovo millennio con una offerta basata sulle motrici della classe “Eurosprinter”, progettate per essere adattabile alle diverse esigenze del cliente, e permettendo di volta in volta di produrre macchine a corrente continua o alternata, o politensione e di adeguarne le caratteristiche alle richieste del committente.

Il livello di customizzabilità raggiunto non era però completamente soddisfacente, poiché più che essere un singolo progetto modulare si trattava di una base progettuale sulla quale sviluppare delle varianti. Si passò quindi ad un nuovo progetto, anche sulla spinta della necessità di potersi adeguare alla continua evoluzione delle normative europee in tema di trazione ferroviaria. Il prototipo fu presentato nel 2010.

Prototipo della Vectron. Foto Siemens

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Pubblicato il 13 luglio 2019

La guerra, che tante distruzioni aveva portato alle Ferrovie, oltre che al Paese tutto, portò anche dei rotabili singolari, alcuni dei quali permasero a lungo sulle rotaie nostrane nella delicata fase della ricostruzione del sistema ferroviario italiano. Alcune riuscirono anche a varcare la soglia del nuovo millennio, come nel caso delle americane Whitcomb 65 DE 14, divenute D.143 “Truman”, mentre altre passarono più o meno fugacemente. Ricordiamo le D.236 (in origine WR 360 C 14 tedesche) e le Ne.700 (ex LMS D 3/7 inglesi) alle quali abbiamo già dedicato delle note.

Vita ovviamente più breve dei diesel la ebbero le vaporiere, che presto raggiunsero il confine ultimo della loro epoca storica. Anche qui troviamo macchine tedesche: Br. 52, anche se non acquisirono mai una matricola FS.

BR52.3281 in Italia nel primissimo dopoguerra, con la scritta “D.to VER” (Desposito di Verona) sul portellone frontale della camera da fumo – Foto Archivio F. Guberti

Vi erano poi motrici americane (divenute in FS  Gr.736, Gr.747, Gr.831 ) ed inglesi, che da noi furono le Gr.293 e le Gr.737. Proprio quest’ultimo gruppo è l’oggetto della nota di oggi.

Stanier 8F, analoga alle FS 737. Foto Andrew da http://www.flickr.com CC BY 2.0

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Pubblicato il 29 giugno 2019

Le forniture di automotrici FS erano sempre state affidate a FIAT e Breda, ma nel 1936 le ferrovie nazionali decisero di rivolgersi ad Ansaldo per due commesse di tre esemplari ciascuna. Ansaldo aveva esperienza sia nel settore ferroviario che in quello dei grandi motori termici, ma fino ad allora non aveva mai messo assieme i due aspetti.

Ebbe così origine la serie “4” delle ALn 56: ricordiamo che il prefisso del numero di serie identifica il costruttore, così la serie “1” era FIAT e la “2” Breda.

Depliant Ansaldo - Foto Sistema Archivistico Nazionale, postata da pamwagner sul forum.ferrovie.it

Depliant Ansaldo – Foto Sistema Archivistico Nazionale, postata da pamwagner sul forum.ferrovie.it

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Pubblicato il 18 maggio 2019

Nel raccontare la storia delle ALe di prima generazione, abbiamo visto come esse siano nate come ALe.792/882, evolute poi nelle varie versioni di ALe.780/880 per risolvere il problema della intercomunicazione anche se questo qualche complicazione l’aveva creata. Il terzo passo fu di cercare di razionalizzarne le composizioni introducendo l’idea di composizione bloccata: fu così che si giunse alle ALe.883 di cui discutiamo qui.

ALe 883.013 + Le 883.006 + ALe 883.003 – Lecco nel 1990 – Foto © Franco Pepe da littorina.net

Ricordiamo che ci siamo occupati anche delle versioni “speciali” di questa famiglia di elettromotrici: la ALse.10 e le sue evoluzioni e le “vivandiere” ALe.400/402 e relative trasformazioni.
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Pubblicato il 4 maggio 2019

Delle Littorine FIAT abbiamo diffusamente parlato in una serie di articoli. Sono davvero di tantissimi tipi! Abbiamo così pensato di compilare un compendio visuale che le elenchi cronologicamente, mostrandone nel contempo l’immagine. Le date possono generare discussioni ed equivoci: vi sono la data di progetto, quella di ordine e quella di prima consegna, e possono differire di anni. Noi facciamo riferimento a quelle riportate nella cronologia di Nico Molino pubblicata alle pag. 64 e seguenti di Mondo Ferroviario 55 del gennaio 1991.

Per approfondimenti sui singoli modelli qui elencati rimandiamo alle note già pubblicate ed listate in appendice.

1931

Il primo tentativo FIAT di produrre delle automotrici mette un bus su rotaie. Nasce così la ALb.25, sperimentata sula Cerignola-Bari e poi usata anche dalle Tranvie Provinciali Cremonesi.

FIAT ALb25 delle Tranvie Provinciali Cremonesi alla consegna: A1 e rimorchiata R1

1932

La ALb.48,  prototipo di quella che sarebbe divenuta la lunga serie di automotrici FIAT, esordì nel viaggio da Roma verso Littoria (oggi Latina) il 18 dicembre 1932. Fu a causa di tale viaggio che venne chiamato “Littorina”, un nome che avrebbe contraddistinto tutte le automotrici FIAT (e non solo) fino al termine della guerra, e per la verità anche oltre. Venne impropriamente attribuito almeno fino agli anni ’70 anche a delle elettromotrici, come le ALe 840.

 

Uno dei tre prototipi da ALb 48, tratto da “Le foto di Corrado”

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Pubblicato il 27 aprile 2019, ultima modifica 7 maggio 2019

Negli ultimi 20 anni è comparsa sui binari italiani una serie di nuove locomotive elettriche da trazione. Sono caratterizzate da molte nuove sigle, e una pletora di livree. Un’assaggio della varietà di tipi circolanti si ha su uno dei vari filmati su youtube

Lo scopo di questa nota è di cominciare ad orizzontarsi in questo “mondo”, così da saper distinguere una E.186 da una E.483, ed essere familiari con la dozzina sigle presenti. Seguiranno approfondimenti più specifici.

Elenchiamo quindi qui quelle che definiamo “locomotive moderne”, ovvero quelle aderenti all’architettura descritta in una nota recentemente pubblicata, e basate su motori elettrici trifase ed elettronica di controllo. Ci limiteremo però alle policorrente, o a famiglie nelle quali siano presenti elementi policorrente, includendo in qualche caso anche motrici non circolanti sui nostri binari (che segnaleremo come tali).

Le livree per ora le lasciamo da parte – le combinazioni tipo di macchina/livrea sono troppe per essere riunite in una sola nota. Ci concentriamo quindi sui tipi, ricostruendo brevemente la storia che ha portato alla situazione odierna.
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Pubblicato il 13 aprile 2019

Abbiamo recentemente discusso delle E.412 – EU 43, ed abbiamo visto come la macchina, derivata dalla piattaforma Eco2000, abbia una “sorella” derivata dalla stessa piattaforma. E’ la E.405: una macchine molto ben riuscita, apprezzatissima dai macchinisti, ma poco diffusa sul territorio nazionale, essendo tutti gli esemplari (o quasi) concentrati a Verona.

E.405.002 a Bolzano nel 2007 – Foto © Ernesto imperato da trenomania

Se la E.412 ha un pezzo di storia in Polonia, la E.405 vi trova radici profonde. Vediamo come andò.
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Pubblicato il 23 marzo 2019

Nel 1987, la Società Nazionale Ferrovie e Tramvie (SNFT) decise di acquistare due nuove automotrici per al sua linea Brescia-Iseo-Edolo. Poiché a quel tempo le ALn 668 non erano più in produzione, si decise di ordinare delle automotrici della successiva generazione, esteticamente identiche alle ALn 663 di Trenitalia. Da queste ultime differiscono per il differente aspetto del frontale (l’intercomunicante è a una sola porta invece he a due, ed il passaggio è protetto da un cancelletto invece che dal soffietto) e per un leggero incremento di potenza dei motori (175 kW invece di 170). Internamente varia l’organizzazione dei posti, che sono portati a 68, per cui le motrici sono immatricolate come 668 invece che 663.

ALn 668.131 nel 1992 a Malonno- Foto © Franco Faglia da ilportaledeitreni

Entrate in servizio il 21 novembre 1987, le prime due ebbero numero 131 e 132. Furono seguite nel 1991 da una ulteriore unità, la 133. Altre otto automotrici praticamente identiche furono ordinate l’anno successivo (1992): furono immatricolate nella serie 140 (141-148). Assunsero i colori standard di SNFT, bianco e arancio.

ALn 668.131 nel 1994 a Brescia lato ritirata – Foto ©Johannes Smit da fickr

ALn 663 131+132 a Edolo nel 1996 – Foto © Franco Pepe da littorina.net

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