Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘3KVolt’ Category

Pubblicato il 26 gennaio 2019

Abbiamo visto di recente quali “trucchi” si dovessero adottare per mettere in marcia e poi regolare le velocità delle locomotive elettriche a trazione continua: combinazioni serie/parallelo, gradi di shunt o di indebolimento di campo, dissipazione reostatica.

Tutto questo è stato drammaticamente semplificato dall’avvento dell’elettronica di potenza a metà anni ’70, che ha avuto da noi la sua palestra in casa delle motrici di punta dell’epoca: le E.444. Si è così aperta la strada per una nuova generazioni di motrici, sempre basate su alimentazione e motori a corrente continua. La prima incarnazione di questo nuovo paradigma furono le E.632/633 del 1983 e le successive E.652. Seguendo ancora questa strada, si giunse poi nel 1994 alle prime locomotive veramente moderne: le E.402 che abbandonarono il motore a corrente continua per tornare… al trifase! (ovviamente migliorato e modificato).

Vediamo di seguire qui i primi passi di questa evoluzione: le sperimentazioni con le E.444.

E.444.005 Foto © Ciancio da Tranzitalia.it

(altro…)

Annunci

Read Full Post »

Pubblicato il 17 Novembre 2018, ultima modifica 17 gennaio 2019

Non abbiamo sbagliato titolo: la E.403 è parte dell’evoluzione storica delle E.402. E’ probabilmente la meno nota e meno riconoscibile tra le locomotive FS, e probabilmente anche una delle meno fortunate.

Disegno della E.403, da leferrovie.it di Daniele Neroni

Vediamo di conoscerla un po’ meglio.

La macchina nasce come evoluzione delle E.402B, ed infatti inizialmente era destinata ad entrare nel gruppo 402 con la denominazione di E.402C. Poi le FS cambiarono idea, e la assegnarono al nuovo gruppo E.403. Scelta forse curiosa, visto che le motrici sono esteticamente e meccanicamente assai simili alle E.402B, tanto che l’occhio non esperto le può confondere, e che in precedenza nel gruppo erano entrate macchine vistosamente differenti (le P, le A e le B).

E.402.156 “Francia” accanto alle E.403.003 e E.403.005 nel 2009 a Milano – foto © Karl70 da bahnbilder.de. Come si può notare, il gruppo della motrice si riconosce soprattutto…dai tergicristalli!

(altro…)

Read Full Post »

Pubblicato il 1 settembre 2018

In una nota precedente abbiamo parlato dell’inizio dell’avventura delle nuove motrici della serie E.402, macchine veloci (220 km/h) e potenti (6 MW erogabili per 20 minuti, e 5200 kW di potenza continuativa) con alimentazione classica a 3 kV in continua ma con motori trifase.  Abbiamo raccontato del simulacro E.402.000 e dei cinque prototipi, noti come E.402P ma immatricolati come E.402.001-005. Avevamo visto come a partire dal giugno 1994, e quindi dopo una sperimentazione assai lunga (ben 9 anni dall’arrivo sui binari del simulacro, e quasi 6 dopo l’entrata in funzione del primo prototipo), fossero iniziate le consegne delle macchine di serie E.402.006-045, in genere note come E.402A. In effetti la durata della sperimentazione aveva sollevato non poche polemiche da parte di chi sosteneva che la macchina di serie sarebbe nata già vecchia. Altri pensavano che l’innovazione era talmente grande, che tempi di sperimentazione così lunghi fossero giustificati. Comunque sia, le 40 macchine ordinate vennero consegnate tra il 1994 e il 1996.

E402A a Firenze (lato sinistro) – Foto © Sanmarco Bartolomeo da trenomania

Le prime assegnazioni andarono al deposito di Firenze. Vennero fatte varie prove, incluso avviamento e slittamento sulla linea del Brennero, e poi si iniziò ad usarle affiancandole alle E.444R sulla Direttissima, in testa ad IC impostati a 200 km/h.
(altro…)

Read Full Post »

Pubblicato il 4 agosto 2018

Recentemente si é sviluppata sul forum ASN una discussione riguardante la scelta fatte da Fratix di produrre delle articolate in scala N caratterizzate dal fatto di… non essere articolate, ovvero di avere le due semicasse realizzate in un unico pezzo rigido.

Cassa (rigida) di un caimano, preproduzione Fratix, foto Fraticelli

Ne sono nate obiezioni fortissime “ma come, un articolata che non articola?”, e repliche quasi offese: “ma quando mai si è vista una articolata articolare veramente?”, con tanto di evidenza fotografica.

E.656.607 in curva in spinta, Foto © Alessandro Ruelè da flickr

E.656.607 in curva, Foto © Michele Sacco da flickr

Dopo una prima reazione istintiva, abbiamo pensato di affrontare la questione in modo razionale: facendo due conti. Le risposte ci sembrano piuttosto interessanti, anche se lasciano comunque spazio ad interpretazioni personali. Vediamole.

(altro…)

Read Full Post »

Pubblicato il 7 luglio 2018, ultima modifica 23 ottobre 2018

L’inizio dell’era dell’alta velocità ferroviaria italiana coincide con il superamento della fatidica soglia dei 200 km/h, che si ha nel 1967 con il viaggio inaugurale della prima Tartaruga sulla Roma-Napoli. Uno sguardo sul futuro era stato dato 30 anni prima, con l’ETR 200 che aveva in prova superato tale barriera – ma in mezzo c’erano poi state la dolorosa guerra e la faticosa ricostruzione. Il boom degli anni ’60, la costruzione delle autostrade e il nuovo impulso alle ferrovie aveva reso pensabile di intraprendere la via dell’alta velocità – ma ancora mancavano linee adatte (eccetto la Roma-Napoli). Fu allora progettata e costruita la direttissima Firenze-Roma, aperta a spezzoni fin dal 1977 ma completata solo nel 1992. Dunque a fine anni ’80 le FS si preparavano all’esercizio sistematico di treni veloci su una importante dorsale lunga circa 500 km nel cuore della Penisola. Il parco vetture aveva le Gran Confort, già usate per i TEE e i Treni Bandiera, che con gli smorzatori di oscillazioni erano atte ai 200 km/h, anche se l’esercizio vedeva come velocità massima i 180 km/h. Di atto ai 200 c’erano però anche le UIC-X 1982 con filetto rosso, le Eurofima, se dotate di smorzatori, e le nuove UIC-Z1 che dal 1985 erano entrate nel parco, già nativamente veloci. Per quanto riguarda le motrici invece, di sufficientemente veloce c’erano solo le Tartarughe, che peraltro erano ormai un po’ invecchiate, essendo ormai passati 20 anni dalla loro entrata in servizio. Le FS si posero quindi il problema di costruire una nuova generazione di motrici. Con l’occasione, e grazie alla rivoluzione tecnologica apportata dall’elettronica di potenza, si richiese che esse non solo fossero veloci, ma anche universali: dovevano quindi essere adatte sia al traffico passeggeri a 200 km/h che a quello dei merci pesanti a 100 km/h. Il 29 ottobre 1982 fu così ordinato alle Officine Reggiane per la parte meccanica e ad Ansaldo per quella elettrica il pre-prototipo di una nuova macchina, che venne consegnato il 25 marzo 1985. Era la E.402.000.

E.402.000 nella primissima livrea, da leferrovie.it, archivio OMI

(altro…)

Read Full Post »

Pubblicato il 19 maggio 2018, ultima modifica il 23 maggio 2013

In passato abbiamo parlato del Progetto IC 901 e dei suoi successori (IC270 e IC300) che hanno ridisegnato la mappa delle carrozze Trenitalia destinate alla lunga percorrenza. Abbiamo esaminato le varie livree che si sono succedute (ECI, ESCIFrecciabiancaThello.). E’ ora giunto il momento di vedere in dettaglio l’applicazione della nuova livrea, IC Giorno, ai vari rotabili. Infatti nel giro dell’anno trascorso dall’introduzione della nuova livrea legata al nuovo contrato di servizio Intercity (ne parlammo lo scorso anno) molte varietà di carrozze hanno indossato il nuovo vestito, ed i tempi sono ormai maturi per una panoramica che copra tutte le tipologie, come già abbiamo fatto per tutti i precedenti casi.

Convoglio composto da una E.402B nella nuova livrea IC, con due carrozze IC Sun e a seguire IC Notte

Convoglio composto da una E.402B nella nuova livrea IC, con due carrozze IC Sun e a seguire IC Notte

L’adozione della nuova livrea tende a completare l’abbandono del XMPR (anche se ciò avverrà in modo progressivo) con una contestuale più marcata differenziazione estetica tra i convogli della Divisione passeggeri nazionale/internazionale (Frecce varie, Intercity e treni espresso) e quelli della Direzione passeggeri regionale, ex “Divisione trasporto regionale”, più comunemente nota come “DTR”. I rotabili DTR stanno progressivamente lasciando l’XMPR per migrare verso quella che abbiamo chiamato “livrea DTR” (non ci pare abbia un nome ufficiale). Le Frecce hanno i loro tre colori (Rosso, Argento e Bianco), ed ora gli IC (che assorbiranno progressivamente i FrecciaBianca non passati a FrecciaRossa) passano dall’XMPR alle nuove livree Sun e Notte che discutemmo brevemente nella nota dello scorso anno. (altro…)

Read Full Post »

Pubblicato il 14 aprile 2018

Recentemente il parco FS si è arricchito di una nuova motrice monocabina: la E.401. Ora inizia a essere facile, almeno in alcune zone d’Italia, di incontrare tali macchine. A noi, recentemente, è capitato di vederne ben tre nello spazio di poche ore, tra Napoli Centrale e Roma Termini.

FS E.401.026 Foto © Vincenzo Russo da Ferrovie.info

La storia delle monocabine italiane risale a fine anni ’80, con la consegna delle E.453/454 che non ebbero gran fortuna, ma aprirono la strada alle più diffuse motrici FS di sempre: le E.464. Abbiamo già avuto modo di dire che le ragioni nella scelta non furono tecniche, ma economico-sindacali: l’agente unico è ammesso, da contratto, solo se la cabina di guida è raggiungibile dal capotreno. Questa è pertanto la ragione principale della trasformazione delle E.402A bicabina in E.401 monocabina.

(altro…)

Read Full Post »

Pubblicato il 24 marzo 2108

L’attribuzione ad un rotabile di una sigla identificativa del tipo è una questione complessa. Ce ne siamo resi conto parlando della classificazione delle locomotive a vapore FS. Si vorrebbe che la sigla potesse convogliare più informazioni possibili sul tipo. Ad esempio la scelta tradizionale Svizzera (ora non più in uso) era semplice e razionale: La prima lettera classificava la velocità, la seconda il tipo di trazione, seguiva poi la specifica degli assi motori e totali, e chiudeva con un progressivo storico che distingueva motrici diverse ma con identiche caratteristiche fin lì identificate: abbiamo visto ad esempio di recente i casi delle varie Ce 6/8.

SBB De 6/6, Ce 6/8 III ed Eb 2/4  – foto © smily12 da https://smily12.wordpress.com/alte-loks/

Anche la razionalità elvetica però giungeva a compromessi: ad esempio la prima lettera poteva essere G ad indicare non la velocità ma lo scartamento ridotto, e poteva essere seguita da una seconda (H) che specificava la presenza di cremagliera, come in GHe.

In Francia, la nomenclatura dei locomotori esordisce con la specifica del rodiggio (2D2, BB, CC ecc.).

SNCF D2D 5544 – Foto da http://www.railpictures.net – © Jean Marc Frybourg

In Germania, dopo il 1968, la prima cifra identifica il tipo di trazione: 0 per il vapore, 1 elettrico, 2 Diesel, 3 diesel a bassa potenza (da manovra), 4 automotrice elettrica ecc. Quindi la BR 103 è ovviamente un locomotore elettrico, e la BR 425 una elettromotrice.

DB BR 103, foto © Patrick Schadowski da railpictures.net

Non sempre è facile però raggiungere e mantenere coerenza e completezza, anche perchè la scelta della classificazione dovrebbe sopravvivere per almeno un secolo, nonostante le innovazioni tecnologiche che ne permeano il periodo. Ad esempio, la regola che “battezzò” le E.626 come tali a fine anni ’20 dovrebbe essere responsabile anche per la classificazione delle motrici costruite oggi.

In questa nota vediamo quali siano le “regole” in Italia per i vari tipi di (auto)motrici. Qui passeremo in rassegna i locomotori elettrici trifase, i successivi a corrente continua e policorrente, ed i locomotori diesel. In una prossima occasione discuteremo i vari tipi di automotrice.

(altro…)

Read Full Post »

Pubblicato il 20 gennaio 2018

Eccoci tornati da Luigi Voltan, con l’intenzione di proseguire la visita che ripercorre la storia delle motrici elettriche FS. Nella prima puntata abbiamo seguito il percorso che ci ha portato dalle E.626 alle E.424. (Ricordiamo che in passato ne abbiamo visto anche le motrici a vapore e diesel). Oggi ci aspetta un piatto sostanzioso: le articolate, e qualcosa a seguire. Iniziamo ovviamente con la prima: E.636.

Parrebbe naturale ricavarla dalla E.636 di Del Prado, anche se quella… non è una E.636, ma una E .645 di prima serie etichettata erroneamente! Comunque come base va bene, anche se i lavori da fare sono molti. Non ne parleremo in dettaglio, perché lo abbiamo già fatto ampiamente nel 2013, e rimandiamo a quella nota, mostrando qui solo un paio di immagini del risultato finale.

La E.636 di Luigi Voltan, lato AT, quello con maggiori modifiche. Foto Voltan dal forum

La E.636 di Luigi Voltan, lato corridoio. Foto Voltan dal forum

(altro…)

Read Full Post »

Pubblicato il 2 dicembre 2017

Fare un giro virtuale a casa di Luigi Voltan è ripercorrere buona parte della storia delle ferrovie. In note precedenti abbiamo visto macchine a vapore e diesel. Oggi torniamo metaforicamente a prendere un caffè da lui, e diamo un’occhiata alle macchine a trazione elettrica.

La prima macchina elettrica a corrente continua delle FS è la  E.626, e dunque da questa dobbiamo iniziare. Quando Gigi se ne è occupato c’erano solo le Tibidabo o (per chi sa saldare, ed il nostro non si ritene appartenente a questo “club”) le lastrine Malinverno. La Tibidabo è una pietra miliare nella storia della N italiana, ma ha certo tantissimi limiti sia estetici che dinamici.

Porvi rimedio è stato un lavoro impegnativo. L’operazione effettuata è descritta in dettaglio sul forum di NParty (occorre iscriversi per poter leggere questa sezione) con dovizia di dettagli e di immagini catturate nel corso dei lavori. Qui ci limitiamo a riassumere dicendo che è stato cambiato… beh, tutto!

La cassa é stata lisciata, i finestrini chiusi e riaperti in posizione e dimensione corretta. Per inciso, è interessante la tecnica usata per chiuderli: si mette del nastro adesivo esternamente alla cassa, sul finestrino da tappare; da dentro si versa un goccio di cianoacrilato e si attende la sua asciugatura, poi si rimuove il nastro: il finestrino già  tappato e stuccato alla perfezione!.  Sono state applicate nuove visiere ai finestrini frontali, rifatte porte di accesso, portelli lato AT e prese d’aria. Sono stati modificati i portelloni degli avancorpi per rifletterne la diversa organizzazione sulle terze serie. Il telaio è stato rifatto ex-novo, e vi è stata posto un carrello motorizzato con motore G Lima. I carrelli sono stati corretti, e le prese di corrente rifatte. Lo avevamo detto: è stato cambiato tutto…

E’ quindi stata verniciata a pennello con colori puravest (tre mani), e sono state applicate decals di Danifer-Borzellino-Di Fabio.

E.626 terza serie di Gigi Voltan, derivata dalla Tibidabo

Vista dei due lati della E.626 di Gigi Voltan

Oggi avere un bel modello di E.626 è assai più semplice, visto che Locomodels propone una bella seconda serie. Anche la terza serie esiste, prodotta da Safer, ma averla è un’impresa, come ben sanno molti che l’hanno ordinata da anni e ancora devono riceverla.
(altro…)

Read Full Post »

Older Posts »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: