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Archive for the ‘3KVolt’ Category

Pubblicato il 27 giugno 2020

Quando, qualche anno fa, ci occupammo delle E.626 avevamo messo in programma di scrivere un articolo sui modelli in scala N di questa motrice. Poi, presi da altri temi, non l’abbiamo fatto. Recentemente Gianfranco Visentin ce lo ha ricordato – e per una buona ragione: la realizzazione di una sorprendente motorizzazione in scala Z della stessa motrice – ne parleremo presto.

Ci siamo allora messi all’opera, e strada facendo abbiamo chiesto a Achille Carminati (ACAR Models) di raccontarci di quando lui rilevò il magazzino di Gianfranco Bianco (anima di Tibidado). Ne è disceso tanto materiale che abbiamo deciso di dividere in due parti quel che volevamo fare: qui, nella prima, parliamo della E.626 Tibidabo, e poi continueremo in una prossima puntata con le altre realizzazioni.

E.626 Tibidabo

E.626 Tibidabo

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Pubblicato il 22 febbraio 2020, ultima modifica 24 febbraio 2020

La Camilla può essere definita come una fuoriserie FS (Il suo secondo soprannome fu peraltro “Testarossa“!): un modello unico sia come forme che come livrea, anche se sotto il vestito si trova un “banale” E.636.

FS E.636.284 “Camilla” – Foto © Maurizio Messa da flickr

È ben nota ed amata da modellisti e appassionati di ferrovie. Ha una storia interessante, che inizia con una tragedia.
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Pubblicato il 9 febbraio 2020

Proseguiamo con il tema delle “Antologie”, passando in rassegna i modelli di locomotori elettrici a corrente continua del millennio precedente acquistabili attualmente da produttori diversi da LoCo (quest’ultimo lo abbiamo trattato nella puntata precedente). Facciamo riferimento solamente a produttori definiti come operatori del settore che abbiano un sito web o un catalogo disponibile, e/o che siano generalmente presenti a fiere di settore. Solo per i modelli attualmente non in produzione citiamo una realizzazione del passato.

Ma entriamo in dettaglio.

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Pubblicato il 25 gennaio 2020

Riprendiamo il tema delle “Antologie”: di recente abbiamo presentato una lista dei locomotori elettrici da trazione a corrente continua del millennio precedente. Nel tempo, tutte le motrici presenti sono state riprodotte in scala N (si veda ad esempio un vecchio post che le lista, anche se avrebbe bisogno di qualche aggiornamento). Non tutte però sono reperibili oggi, essendo varie di esse fuori produzione. Qui ci proponiamo di vedere cosa sia acquistabile attualmente, concentrandoci però solo sul nuovo: per quanto riguarda la produzione passata, nelle borse-scambio, sui forum e su ebay si riesce a trovare dell’usato, ma non ce ne occupiamo qui.

Dividiamo la rassegna in due puntate: questa dedicata ai modelli di LOrenzo COlli (nomen omen: LoCo!), reperibili sul sito locomodes oltre che alle fiere di settore, l’altra ai restanti produttori attivi. Abbiamo scelto questa divisione anche per evidenziare che larga parte dello spettro delle motrici italiane sia coperto dal meritorio lavoro di Lorenzo: una immagine val più di cento parole!

La produzione attuale LoCo (vetture escluse) in un sol colpo d’occhio!

Ricordiamo che per tutti i modelli LoCo è garantita la circolazione sul più stretto raggio commerciale: 192 mm.

Ma entriamo in dettaglio.

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Pubblicato l’11 gennaio 2020

Riprendiamo il tema delle “Antologie”: rassegne su un tema ferroviario dato, per raggruppare in una sorta di catalogo i rotabili italiani. Abbiamo già affrontato l’argomento delle automotrici FIAT anteguerra e quello dei locomotori del nuovo millennio che circolano in Italia. Questa volta facciamo una lista, in ordine cronologico, dei locomotori elettrici a corrente continua da trazione del millennio precedente: è un modo per ripercorrere tre quarti di secolo di storia FS, e può servire da indice per le note di dettaglio dedicate a ciascun tipo di motrice.

Integriamo la rassegna includendo anche le motrici nate dopo il cambio di millennio sulla base di motrici precedenti (E.401 ed E.414), o come varianti di progetti preesistenti (E.403). Per le altre rimandiamo all’antologia già citata. Restano invece escluse le motrici da manovra (E.321, E.621).

Per ciascuna motrice indichiamo il periodo di costruzione e l’anno di ultima dismissione.

Per esigenze di sintesi, ometteremo in questa breve storia molti dettagli, e incorreremo inevitabilmente in qualche imprecisione: rimandiamo alle note dedicate alle singole motrici per dettagli e approfondimenti.

1927-1939 -> 1999: E.626

La storia inizia con la sperimentazione, effettuata nel 1927 sulla Benevento-Foggia, della trazione elettrica in corrente continua a 3 kV, con i prototipi delle E.626 appositamente costruiti. In breve tempo la sperimentazione dà eccellenti risultati, e le FS decidono di puntare su questa forma di elettrificazione, anche se per vari anni altre linee resteranno alimentate in trifase.

E.626.001 da trenoincasa.it. Si notano i pantografi Tipo 12

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Pubblicato il 23 novembre 2019

Per riconoscere la macchina presente in questa foto bisogna stropicciarsi un po’ gli occhi…

Una motrice misteriosa – Foto Bruno CIvidini da ilportaledeitreni

Eppure questo coso dall’aspetto tedesco (Bundesrepublik), con i loghi della fittizia società ferroviaria TTT (?!?) è proprio lei: una Tartaruga mascherata! Anzi, per la precisone la E.444.046 in un improbabile travestimento.

Ma vediamone la storia…

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Pubblicato il 12 ottobre 2019

Nella tradizione FS hanno un posto assai importante gli ETR, iniziati con il mitico ETR.200. ETR sta per “ElettroTReno”. Meno diffusi gli ATR (AutoTReni, dotati di motori a combustione interna): in epoca “storica” solo l’ATR.100, mentre in anni recenti la sigla ATR è riapparsa.

Da quest’anno nasce una nuova sigla: BTR.  Alfabeticamente sta tra ATR ed ETR, e semanticamente pure: si tratta di Auto/Elettrotreni ibridi, o più precisamente “Bimodali”. Il primo (e per ora unico) esempio in Italia è la serie di treni Stadler per la Valle d’Aosta BTR 813.

BTR.813, foto dalla brochure Stadler

Come le chiameremo? Elettromotrici o automotrici sarebbe riduttivo: forse dovremmo denominarle “bimotrici”.

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Pubblicato il 27 aprile 2019, ultima modifica 7 maggio 2019

Negli ultimi 20 anni è comparsa sui binari italiani una serie di nuove locomotive elettriche da trazione. Sono caratterizzate da molte nuove sigle, e una pletora di livree. Un’assaggio della varietà di tipi circolanti si ha su uno dei vari filmati su youtube

Lo scopo di questa nota è di cominciare ad orizzontarsi in questo “mondo”, così da saper distinguere una E.186 da una E.483, ed essere familiari con la dozzina sigle presenti. Seguiranno approfondimenti più specifici.

Elenchiamo quindi qui quelle che definiamo “locomotive moderne”, ovvero quelle aderenti all’architettura descritta in una nota recentemente pubblicata, e basate su motori elettrici trifase ed elettronica di controllo. Ci limiteremo però alle policorrente, o a famiglie nelle quali siano presenti elementi policorrente, includendo in qualche caso anche motrici non circolanti sui nostri binari (che segnaleremo come tali).

Le livree per ora le lasciamo da parte – le combinazioni tipo di macchina/livrea sono troppe per essere riunite in una sola nota. Ci concentriamo quindi sui tipi, ricostruendo brevemente la storia che ha portato alla situazione odierna.
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Pubblicato il 13 aprile 2019

Abbiamo recentemente discusso delle E.412 – EU 43, ed abbiamo visto come la macchina, derivata dalla piattaforma Eco2000, abbia una “sorella” derivata dalla stessa piattaforma. E’ la E.405: una macchine molto ben riuscita, apprezzatissima dai macchinisti, ma poco diffusa sul territorio nazionale, essendo tutti gli esemplari (o quasi) concentrati a Verona.

E.405.002 a Bolzano nel 2007 – Foto © Ernesto imperato da trenomania

Se la E.412 ha un pezzo di storia in Polonia, la E.405 vi trova radici profonde. Vediamo come andò.
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Pubblicato il 16 marzo 2019, ultima modifica 21 marzo 2019

Eccoci al solito appuntamento annuale con un report dallo HobbyModel di Verona, al quale nemmeno quest’anno ho partecipato – ho però buoni informatori, che ringrazio: oltre al solito Gigi Voltan anche Luca Di Pinto e Max Icardi. Il tutto poi viene arricchito da una spruzzatina di immagini recuperate da facebook, la piaga del secolo che però ogni tanto a qualcosina serve.

Iniziamo con la produzione industriale, anche se i grandi marchi non avevano stand (almeno quelli che producono anche in N), eccezion fatta per Piko, i cui modelli erano esposti dall’importatore italiano Emmemodel, ma che in N aveva ben poco, e nulla di italiano, ed Hornby, che concentra la produzione in N con lo storico marchio Arnold Rapido. A voler vedere il bicchiere mezzo pieno, quest’ultima aveva ben due motrici “italiane”, entrambe delle E.483, in livrea Mercitalia e NordCargo. Della prima conosciamo codice e prezzo di listino: HN2435, Euro 169,90 analogica, HN2435D Euro 219,90 digitale.

E.483 Mercitalia di Arnold Rapido, foto Luca Di Pinto

E.483 NordCargo di Arnold Rapido, foto Luca Di Pinto

Esponeva anche dei carri merce Trenitalia: degli  Habills nelle due livree FS e Mercitalia (set HN6415: due Mercitalia e un FS, Euro 102), e poi i soliti carri Eaos su cui è presente un carico di rottami (set HN6414, Euro 102).

Arnold Rapido – Habills in livrea FS, foto Luca Di Pinto

Arnold Rapido – Habills in livrea Mercitalia, foto Luca Di Pinto

Arnold Rapido – Carro Eaos FS con carico di rottami, foto Luca Di Pinto

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