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Archive for the ‘Elettromotrici italiane’ Category

Pubblicato il 2 aprile 2016, ultima modifica 9 ottobre 2016

CLM-Hi tech di Gianfranco Lavagetto s.n.c. di Genova era un azienda che produceva modelli, ora non più attiva. Il suo ambito era prevalentemente ferromodellistico, con rotabili motorizzati (in H0 ALe.801 e Gr.640, in scartamento H0m il locomotore diesel  della ferrovia Genova/Casella con relative carrozze Breda ricostruite, ed un tram di Genova tipo 600) oltre a molti accessori in scala H0 (passaggi a livello, edifici, ringhiere, fioriere, cartelli e molto altro), ma non solo: c’erano ad esempio modelli di motocicli in scala 1:32.

Gr. 620 in H0 di CLM

Gr. 640 in H0 di CLM

Vecchia pubblicità CLM su MondoTreno

Vecchia pubblicità CLM su MondoTreno

Motrice ex DB della Ferrovia Genova Casella con le carrozze Breda. Foto tratta da marklinfan.com, originale © Hans Joachim Stroh da bahnbilder.de (?)

Motrice ex DB della Ferrovia Genova Casella con le carrozze Breda. Foto tratta da marklinfan.com, originale © Hans Joachim Stroh da bahnbilder.de (?)

Aveva un sito web, www.clmhitech.com, ma é inutile cercarlo perché scomparso nel digital oblivion. Anzi, per la verità non è proprio “sparito”: ora appartiene a una ditta giapponese che si occupa di… perdita di capelli!

A noi interessa parlarne perché CLM ha avuto una storica importanza nella scala N, in quanto é stata la prima a realizzare (quasi) tutte le articolate FS (non c’era la Camilla!) su scala abbastanza vasta.

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Pubblicato il 19 marzo 2016

Nel 1993 FS si pose il problema di migliorare i servizi suburbani, gestiti fino ad allora con le  Ale.801 + 2xLe.108 + Ale.940 ormai vecchie di 20 anni, e derivate dalle ALe.803 di fine anni ’50. Il principale obbiettivo era di aumentare la capacità dei convogli  parità di lunghezza, e quindi venne presa in considerazione la soluzione “a doppio piano” già sperimentata in Italia con le carrozze Casaralta di derivazione francese, ma che risale agli albori della storia ferroviaria. Il concept fu realizzato da Pininfarina, e la realizzazione fu affidata a ABB Tecnomasio per la costruzione dei motori, Ansaldo Trasporti per l’elettronica di trazione e gli impianti elettrici, Firema per la maggior parte degli impianti di bordo e i banchi di manovra e Breda Costruzioni Ferroviarie, capofila della commessa, per le casse, i carrelli e gli allestimenti interni. Nacque così il TAF, acronimo di Treno ad Alta Frequentazione, che venne acquistato, oltre che da FS, anche da Ferrovie Nord Milano (FNM, poi divenuta Trenord e LeNord).

TAF FS 48, Foto © Marco Sebastiani da trenomania

TAF FS n.48, Foto © Marco Sebastiani da trenomania

Entrò in servizio nel 1997. La capacità dei convogli passò così dai 390 posti a sedere delle ALe.801/Le.108/ALe.940 ai 475  del TAF.
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Pubblicato il 14 marzo 2015

Due anni fa avevamo dedicato un articolo ai Coradia Italiani, una versione dei quali è il notissimo Minuetto. Quando nel 2014 la famiglia si era arricchita dei nuovi ETR.425 a cinque casse avevamo modificato l’articolo includendo la notizia. Avevamo anche parlato della nuova livrea DTR che vestiva questi nuovi convogli chiamati Jazz.

Qui approfondiamo un poco, con qualche notizia in più e delle immagini addizionali.

Cominciamo con alcune foto dell’elettrotreno reale.

Il primo dei 4 Jazz della Regione Marche - Foto © G. Senese - Creatività  e Broadcasting, FS Italiane, da www.fsnews.it

Il primo dei 4 Jazz della Regione Marche – Foto © G. Senese – Creatività e Broadcasting, FS Italiane, da http://www.fsnews.it

Il primo dei 4 Jazz della Regione Marche - Foto © G. Senese - Creatività  e Broadcasting, FS Italiane, da www.fsnews.it

Il primo dei 4 Jazz della Regione Marche – Foto © G. Senese – Creatività e Broadcasting, FS Italiane, da http://www.fsnews.it

Jazz, che non é altro che un’altra incarnazione del Coradia Meridian, è stato realizzato a Savigliano (Cuneo), Sesto San Giovanni (Milano) e Bologna da Alstom Ferroviaria. Il design é di Bertone. Il convoglio è dotato di quattro motori e può raggiungere i 160 km orari. La sua composizione può variare da 4 a 5 casse, per una lunghezza massima di 82,2 metri. Offre fino a un massimo di 292 posti a sedere (più 2 dedicati a persone con disabilità) e, se necessario, può viaggiare in composizione doppia, aumentando così la sua capacità di trasporto. Tre le principali versioni, che differiscono per l’arredamento interno: quella base, con più posti a sedere, quella metropolitana, con aree più ampie per brevi viaggi in piedi e meno posti a sedere, e quella aeroportuale, con spaziose aree destinate ai bagagli. Il layout interno può essere riconfigurato secondo le necessità e le esigenze del servizio da svolgere, variando il numero dei posti a sedere e l’ampiezza degli spazi da destinare, ad esempio, al trasporto di biciclette o sci.

Varie caratteristiche sono mostrate in un video di presentazione del treno:

Chi vuole saperne di più può leggere la nota stampa di FS, dalla quale sono tratte le informazioni sopra riportate.

In totale saranno 70 i Jazz che arriveranno nei prossimi mesi nelle Regioni italiane che ne hanno richiesto l’acquisto a Trenitalia con il Contratto di Servizio 2009-2014. Non sarà difficile incontrarne uno!

A molti verrà quindi voglia di vederli correre anche sul plastico. Facile immaginare che Stefano Depietri (Trenomodel), che già aveva realizzato in scala N i minuetti ed i più lunghi ETR.245 (Malpensa Express) , ci avrebbe pensato.

C’era però un problema. A Verona 2014 Stefano mi aveva detto che i Minuetti sarebbero usciti di produzione, perché la motorizzazione Tomix TM03 su cui si basavano non era più disponibile. Per fortuna, un anno dopo le cose sono cambiate: la nuova motorizzazione TM05, più potente, e dotata di un doppio volano in ottone, risulta essere adattabile al Minuetto, ed usando questa é sufficiente avere una sola delle due testate motorizzate.

La nuova motorizzazione dei Minuetti

La nuova motorizzazione dei Minuetti

Quindi i minuetti (ed anche l’altro Coradia, L’ETR.245 del Malpena Express) sono tornati ad essere disponibili per il modellista interessato. Assieme ad essi ecco giunto anche l’ultimo arrivato della famiglia Meridian. Ne abbiamo dato veloce notizia nel report su Verona 2015.

Il Jazz di Trenomodel

Il Jazz di Trenomodel

Qui mostriamo qualche immagine addizionale dei modelli presentati.

Jazz - prima carrozza

Jazz – prima carrozza

Jazz - seconda carrozza

Jazz – seconda carrozza

Jazz - carrozza centrale

Jazz – carrozza centrale

Jazz - quarta carrozza

Jazz – quarta carrozza

Jazz - quinta carrozza

Jazz – quinta carrozza

Per il Jazz, la disponibilità è come quella de Malpensa Express: unica versione, a cinque casse, completamente finito e con decoder sound ESU.
Prezzo Jazz 800 €, prezzo Malpensa Express 700 €.

 

 

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Pubblicato il 27 dicembre 2014

Di rotabili costruiti su licenza dell’americana Budd circolanti sui binari italiani non vi furono solo quelli costruiti da Piaggio e discussi fin qui in questa serie dedicata agli “Streamliners”: ce ne fu anche un tipo di origine belga. Alcune automotrici a trazione elettrica costruite tra il ’54 e il ’57 per assecondare il programma di elettrificazione della rete ferroviaria del Belgio pervennero infatti ad alcune concesse italiane dopo la dismissione da parte delle SNCB. Una serie di queste erano caratterizzate delle fiancate in acciaio Inox realizzate con lamiera ondulata, che non richiedeva verniciatura, costruite secondo il metodo sviluppato Budd: e il nome della fabbrica statunitense divenne il loro soprannome in Belgio.

A fine della loro carriera nel paese della bière blanche e della cioccolata, tutte le “Budd” belghe (meno una) vennero in Italia, e furono impiegate in Piemonte (SATTI/GTT), Toscana (LFI) e Abruzzo (FAS), con una recente capatina in Puglia.

GTT Ale 056.010 Foto © Simone Feriotto da Flickr

GTT Ale 056.010 Foto © Simone Feriotto da Flickr

La loro storia però si intreccia con quella delle sorelle non Inox, e quindi partiamo dall’inizio e seguiamola.

AM 54, 55 e 56 in Belgio

Nel 1954 vennero ordinati 79 binati AM54, numerati da 051 a 128. Si trattava di coppie di elettromotrici permanentemente accoppiate e dotate entrambe di carrelli motorizzati in un asse (rodiggio (A1)'(1A)’+(A1)'(1A)’). Uno dei due elementi (AB, quello dotato di pantografi) era misto di prima e seconda classe dotata di pantografi mentre nell’altro (BD), di sola seconda classe, trovavano alloggiamento il motocompressore e un bagagliaio di estremità (BD). Derivavano dai prototipi di successo AM50, AM51 e AM53. Erano inquadrate nel gruppo 228.

L’anno successivo seguirono 36 AM55. Erano simili alle AM54, dalle quali differivano per le porte, e per la disposizione interna, che prevedeva  un elemento di sola seconda classe (B) ed uno misto di prima e seconda classe con bagagliaio (ABD).

Nel 1956 entrarono in servizio 22 AM56, che hanno lo stessa disposizione delle 54 ma si distinguono per le fiancate “Budd” e la parte superiore dei finestrini a scorrimento orizzontale.

AM54 057 nel 1992 a Berchem. Foto © Gerald Buis da flickr

AM54 057 nel 1992 a Berchem. Foto © Gerald Buis da flickr

Un AM55 il Lussemburgo nel 1988. Foto da www.kbs-670.de

Un AM55 il Lussemburgo nel 1988. Foto da http://www.kbs-670.de

AM56 a Bruxelles nel 1999. Foto © Peter Schokkenbroek da flickr

AM56 a Bruxelles nel 1999. Foto © Peter Schokkenbroek da flickr

Con una potenza di 620 KW, i binati potevano raggiungere i 120 Km/h. Avevano lunghezza di 22.640 + 22.640 mm = 45.280 mm, con passo 2500 mm, interperno 15.250 mm e ruote da 1.010 mm. La 56 era leggermente più alta e di quasi il 10% più leggera (40+39 t contro le 43+42t delle serie precedenti). I numeri di immatricolazione erano rispettivamente da 050 a 128 per le 54,da 129 a 150 per le 56, mentre le 55 (che erano destinate a servizi diretti anziché locali) appartenevano ad una sequenza differente, e andavano da 502 a 539.

Nel 1988 15 tipo 54 vennero convertite in convogli postali (APT 54 951-975).

APT 54 - da www.belrail.be

APT 54 – da http://www.belrail.be

Dopo quarant’anni di servizio, tra il 1993 e il 1995 gli ultimi esemplari delle 54 e 55 cessarono l’esercizio, mentre le 56 resistettero fino al ’99. Alcune APT restarono in esercizio fino al 2009.

Schema delle AM 54-56. Archivio S.Pautasso © da tuttotreno

Schema delle AM 54-56. Archivio S.Pautasso © da tuttotreno

Il periodo italiano

Appena cessato il servizio sui binari belgi, alcune unità si trasferirono nel BelPaese. Giunsero in Italia 15 AM54, 2 AM55 e 13 AM56, acquistate da varie concesse: SATTI, LFI, ATCM, ATC e FAS. La seguente tabella ne riepiloga l’allocazione:

54 55 56
SATTI / GTT  7  1  3
LFI / TFT  3  0  6
ATCM / FER /  4  1  0
ATC / FER /  3  0  0
FAS  0  0  12

Come si vede, si tratta in totale di diciassette 54, due 55 e ventun 56. L’ultimo dato é notevole, considerando che il totale delle BUDD era 22: solo una non ha raggiunto la penisola! Altre 7 unità (sei 54 e una 55) furono ordinate ma non vennero mai consegnate. Anche tra le consegnate, non tutte entrarono in esercizio.

In letteratura, di queste motrici si parla in un articolo di Francesco Bloisi “AM 54/55/56 Le doppie dal Belgio” pubblicato in due parti su Tutto Treno (n. 244, settembre 2010, pp. 22-27 e n. 246, novembre 2010, pp. 24-30).

Vediamo ora il dettaglio.

ATCM (Azienda Trasporti Collettivi e Mobilità S.p.A. – Modena) – ALe 228

Nel 1992, le 056, 064, 072 e 101 (delle AM54) furono acquistate nel 1992 da ATCM (poi divenuta FER nel 2009, ed infine Tper nel 2012) per la Modena-Sassuolo (la 101 era destinata a fornire pezzi di ricambio per le altre tre, e fu poi demolita). Un anno dopo a queste si é aggiunta la AM55 505. Furono immatricolate ALe 228, mantenendo il numero di serie belga. Fu una scelta arbitaria: nella convenzione italiana, le prime due cifre identificano il numero di posti (e qui non é il caso). Inizialmente di colore blu, grigio e bianco con qualche nota gialla, assunsero poi il colore di Modena (giallo canarino) che conservarono anche in epoca FER.

ATCM ALe 228.064 nel 2006 Foto © Ernesto Imperato da Trenomania

ATCM ALe 228.064 nel 2006 Foto © Ernesto Imperato da Trenomania

ATCM ALe 228.064 nel 2006, con livrea gialla con lo stemma ATCM Foto © RobbyBart1953 da trenomania

ATCM ALe 228.064 nel 2006, con livrea gialla con lo stemma ATCM Foto © RobbyBart1953 da trenomania

ALe228.064 Foto © Zappaterra 2013 da Flickr

ALe228.064 Foto © Zappaterra 2013 da Flickr

Insolita immagine di "mezza" 228.072. L'altra metà era in officina. Foto © Ralph Dissinger da www.RalphDissinger.de

Insolita immagine di “mezza” 228.072 nel 2009, Lo stemma ATCM é sostituito da quello FER. L’altra metà era in officina. Foto © Ralph Dissinger da http://www.RalphDissinger.de

Si tratta di macchine rimaste pressoché allo stato originale: gli interventi fatti a cassa e interni furono primariamente di mantenimento. La parte elettrica subì degli interventi più significativi, ed i pantografi vennero sostituiti.

SATTI/GTT ALe 054.0 e ALe 056.0

SATTI (poi divenuta GTT) acquisì nel 1993 le 058, 061 e 099 (delle AM54) e la 529 (una AM55). Le modifiche effattuate furono più importanti dei quelle di ATCM: tra le altre cose, oltre a risanare casse e interni, venne spostato a sinistra il banco di guida, e la fanaleria fu modificata. Venne aggiunto il faro centrale sopra la cabina. I treni entrarono in servizio a partire dal 1994. Nel 1996 il parco fu integrato con le 073, 078, 083 e 098, e nel 1998 si aggiunsero tre AM56: le 133, 145 e 148.  Le 11 coppie vennero immatricolate incorrettamente come ALe+Le 054.001-008 e ALe+Le 056.009-011 (qui le carrozze senza pantografo non sono rimorchiate, ma motrici anch’esse!). Successivamente l’errore venne corretto, rinominandole Ale 054 01-08 M1+M2 e Ale 056 09-11 M1+M2.

AM 54 SATTI nel 1999 - foto © neil Pulling

AM 54 SATTI nel 1999 – foto © neil Pulling

GTT 056 11 nel 2005 - FOto © Massimo RInaldi da www.railfaneurope.net/

GTT ALe 056 11 – Foto © Massimo RInaldi da http://www.railfaneurope.net/

Nel 2002 RFI pubblicò un documento contenente norme specifiche per la circolazione delle ALe 054 e 056 SATTI.

Nel 2003 SATTI fu assorbita dal Gruppo Torinese Trasporti(GTT), e la livrea cambiò nello schema bianco-blu-giallo tipico dei mezzi di tale gestore. Le 056 mantennero però la fiancata INOX.

GTT ALe 056 09 nel 2005 - Foto © Massimo RInaldi da www.railfaneurope.net/

GTT ALe 056 09 nel 2005 – Foto © Massimo RInaldi da http://www.railfaneurope.net/

GTT 056 10 e 054 06 nel 2013 - Foto © Alessio Luchini da flickr

GTT 056 10 e 054 06 nel 2013 – Foto © Alessio Luchini da flickr – LA 10 aveva mantenuto le porte nel colore della livrea precedente

Con l’arrivo sui binari torinesi di alcuni nuovi convogli Coradia Meridian, nel 2013 le 4 unità GTT ALe 056 furono accantonate, mentre le unità ALe 54 02, 03 e 07 vennero cedute alla TFT, mentre le ALe 54 04 e la ALe 56 10 passarono a TPER, che contestualmente accantonò 4 unità ex AM 56.

LA GTT ALe 054.04 passata a Tper ma ancora in livrea torinese. Formingine (MO) 2013. Foto © Alessandro Destasi da flickr

LA GTT ALe 054.04 passata a Tper ma ancora in livrea torinese. Formingine (MO) 2013. Foto © Alessandro Destasi da flickr

ATC ALe 054.200

Nel 1996 le 077, 095 e 107 (tutte AM54) entrarono nel parco della ATC di Bologna, concessionaria della ferrovia Casalecchio-Vignola ed entrata anch’essa successivamente nella FER e poi in Tper). La prima e la terza vennero revisionate, e modificate con la rimozione degli intercomunicanti frontali.Vennero immatricolate ALe 054 201+202 e 203+204. La 095 fu accantonata a Casalecchio per ottenere pezzi di ricambio.

AM 54 095 accantonta a Casalecchio in livrea belga originale. Foto © Guido Antonio da flickr

AM 54 095 accantonta a Casalecchio in livrea belga originale. Foto © Guido Antonio da flickr

Nel 2005 furono dotati di una vistosa livrea argento/blu/rossa completata dalla scritta “Suburbana”,

AM54 appena ristrutturata nel 2005 -Foto © Cancio da trainzitaliafoto

AM54 appena ristrutturata nel 2005 -Foto © Cancio da trainzitaliafoto

AM54 nel 2005 ancora senza marcatura -Foto © Cancio da trainzitaliafoto

AM54 nel 2005 ancora senza marcatura -Foto © Cancio da trainzitaliafoto

ALe054 202 ER nel 2009 - Foto Guido Antonio da flickr

ALe054 202 ER nel 2009 – Foto Guido Antonio da flickr

ATC aveva ottenuto dal Belgio la disponibilità delle AM 54 057, 092, 104 e 108, che però non vennero mai trasferite in Italia.

LFI/TFT ALe 056.100 e ALe 054.900

La società Trasporto Ferroviario Toscano (TFT) acquistò nel 1998 le AM 56 142, 144 e 149 che, previa risanamento degli interni e parziali modifiche alla fanaleria e agli equipaggiamenti elettrici, entrarono in servizio a partire dall’anno successivo con una numerazione anch’essa basata sull’errato uso dei prefissi “ALe+Le” seguiti dal progressivo numerico originale. La livrea Inox venne completata con una banda verde all’altezza dei finestrini e la colorazione in blu delle porte di accesso ai vestiboli.

LFI Ale 056.144+149 nel 1999 - Foto © Stefano Paolini da Photorail.com

LFI Ale 056.144+149 nel 1999 – Foto © Stefano Paolini da Photorail.com

LFI Ale 056.149 - Foto Cristoforo Milanesio da railfaneurope

LFI Ale 056.149 – Foto Cristoforo Milanesio da railfaneurope

A tali complessi si aggiunsero, nel 2000, le AM 56 137 e 143. Un’ulteriore unità, la 138, dopo l’acquisizione venne danneggiata da un incendio e accantonata a S.Giuliano d’Arezzo.

Nel 2004 tre esemplari provenienti dal gruppo delle AM 54 trasformate in convogli postali raggiunsero anch’essi il parco TFT. Si trattava delle unità 961, 965 e 969 (rispettivamente ex 080, 117 e 091). Destinati ad una profonda trasformazione per renderle simili alle motrici analoghe a quelle già in servizio in Toscana, raggiunsero il centro Italia solo nel 2009 a causa del fallimento dell’impresa belga incaricata del lavoro Furono classificate  Ale+Le 054 961, 965 e 969, e vestirono direttamente la nuova livrea sociale basata su fasce ondulate blu-azzurre (soprannominata sarcasticamente “Aquafresh“). Al binato 969 fu assegnato il soprannome di Leprina. In questa seconda serie di convogli, le unità 961 e 965 possiedono una sola cabina di guida risultando dunque monodirezionali. Nel 2013 sono pervenute anche le ALe 054 02, 03 e 07 provenienti dalla GTT.

TFT ALe 054.969 - Foto © Michele Sacco da flickr

TFT ALe 054.969 – Foto © Michele Sacco da flickr

FAS – Ferrovia Adriatico Sangritana – ALe 056.400

La Sangritana, è stata quella che ha maggiormente rimaneggiato, in fase di revamping, le elettromotrici belghe, ed in particolare le “Budd”, affidando i lavori alla Ansaldo Breda di Napoli. Erano state acquisite 12 coppie, ma poi, in base a considerazioni economiche, si decise di ristrutturarne solo 5 (ex 129, 136, 140, 146 e 150), mentre le restanti 7 (ex130, 132, 134, 135, 139, 141 e 147) furono accantonate a Ostellato e Codigoro e presso la Decotrain.

LA AM 139 accantonata. Foto del 2007 © Giu da flickr

LA AM 139 accantonata a Ostellato. Foto del 2007 © Giu da flickr

Il primo convoglio revampizzato da Ansaldo Breda é stato consegnato alla Sangritana nell’Aprile del 2000. Il treno è stato formalmente messo in esercizio il 27 maggio dello stesso anno, anche se di fatto la sperimentazione si é poi protratta per diversi anni.

Le elettromotrici, dotate di aria condizionata con i ThermoKing sull’imperiale,  sono state dotate di cabine ridisegnate con profilo aerodinamico, e dotate un sistema di localizzazione satellitare del mezzo con la possibilità di inviare all’utenza le informazioni sulla corsa. Sono rimaste invariate le fiancate caratterizzate dalle lamiere ondulate in acciaio inox. Per via dell’installazione dell’impianto di condizionamento, i finestrini sono stati sostituiti con quelli fissi alternati con alcuni apribili a vasistas. Le marcature sono ALe 056.401+ALe 056.402 … 409+410. I treni hanno un nomignolo ufficiale: “Orsetto” (ricordiamo che quello dei Minuetti -Coradia Meridian-  della FAS è invece “Lupetto”, mentre l’ALn776 é denominato “Aquilotto”. “Orsetto” è il nomignolo non ufficiale anche dei Coradia Meridian di Trentino Trasporti).

Orsetto Sangritano. Foto © Daniele Neroni, www.leferrovie.it

Orsetto Sangritano. Foto © Daniele Neroni, http://www.leferrovie.it

FAS "CIttà Di2Lanciano" -Foto © Ernesto Imperato 2006, da trenomania

FAS “CIttà Di Lanciano” -Foto © Ernesto Imperato 2006, da trenomania

Nel settembre 2014 un Orsetto é stato noleggiato dalle FSE baresi per effettuare una prova dei lavori di elettrificazione della linea Bari-Putignano.

Nel modellismo

Le AM belghe sono state riprodotte in H0 da Jocadis (un piccolo produttore belga non più attivo) tra il 1996 e il 2013. Vi sono state varie versioni, ma tutte più recenti delle 54, 55 e 56 di interesse italiano.

Una AM Jocadis in H0, da forum.modelspoormagazine.be

Una AM Jocadis in H0, da forum.modelspoormagazine.be

Non sono a conoscenza di realizzazioni in scala N.


In questa serie:
1) Gli streamliners americani
2) Gli streamliners italiani. Parte 1: Le carrozze Inox FS
3) Gli streamliners italiani. Parte 2: I Tolloni FNM
4) Gli streamliners italiani. Parte 3: Le Emmine Inox FCL
5) Gli streamliners italiani. Parte 4: I binati FCV – LFI (questo articolo)
6) Gli streamliners italiani. Parte 5: Le ALe 056 (SATTI/GTT, LFI/TFT, FAS)
7) Gli streamliners italiani. Parte 6: Hüttenfiltzer (SATTI D.51)
8) Gli streamliners italiani. Parte 7: Altre carrozze in acciaio Inox 
9) Gli streamliners italiani. Parte 8: SNFT An 70.231 Faruk (non ancora pubblicato)


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