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Archive for the ‘Rotabili automotori’ Category

Pubblicato il 13 luglio 2019

La guerra, che tante distruzioni aveva portato alle Ferrovie, oltre che al Paese tutto, portò anche dei rotabili singolari, alcuni dei quali permasero a lungo sulle rotaie nostrane nella delicata fase della ricostruzione del sistema ferroviario italiano. Alcune riuscirono anche a varcare la soglia del nuovo millennio, come nel caso delle americane Whitcomb 65 DE 14, divenute D.143 “Truman”, mentre altre passarono più o meno fugacemente. Ricordiamo le D.236 (in origine WR 360 C 14 tedesche) e le Ne.700 (ex LMS D 3/7 inglesi) alle quali abbiamo già dedicato delle note.

Vita ovviamente più breve dei diesel la ebbero le vaporiere, che presto raggiunsero il confine ultimo della loro epoca storica. Anche qui troviamo macchine tedesche: Br. 52, anche se non acquisirono mai una matricola FS.

BR52.3281 in Italia nel primissimo dopoguerra, con la scritta “D.to VER” (Desposito di Verona) sul portellone frontale della camera da fumo – Foto Archivio F. Guberti

Vi erano poi motrici americane (divenute in FS  Gr.736, Gr.747, Gr.831 ) ed inglesi, che da noi furono le Gr.293 e le Gr.737. Proprio quest’ultimo gruppo è l’oggetto della nota di oggi.

Stanier 8F, analoga alle FS 737. Foto Andrew da http://www.flickr.com CC BY 2.0

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Pubblicato il 1 giugno 2019

Abbiamo recentemente discusso delle macchine svizzere (SBB e BLS) che hanno preso servizio nel primi dieci anni del nuovo millennio: era uno sguardo interessato perché alcune di queste viaggiano anche in Italia. Diamo seguito a quella nota, esaminando quali di queste (pressoché tutte, come vedremo) siano state riprodotte in scala N.

Nessuno dei principali produttori europei\poteva lasciarsi scappare la ghiotta occasione, anche perché con uno stampo si possono realizzare tante versioni che possono essere interessanti per modellisti di più mercati nazionali… Così troviamo le motrici SBB Cargo e SBB riprodotte da Arnold,  Fleischmann, Hobbytrain e Minitrix. Abbiamo cercato di individuarne la lista soprattutto grazie a spur-n-schweiz, modellbau-wiki e ovviamente google.

Pre-TRAXX

SBB Re 481

Nonostante sia una macchina marginale nella storia, circolante solo in Germania, o in un primo periodo su MThB, Fleischmann l’ha riprodotta ben tre volte come Re 481, e persino una come Re.486 di MThB (art 907320).

Fleischmann 907320, MThB Re 486

Dal 2001 al 2007 vi è stata a catalogo la 481 005-7, art 7323

Fleischmann 7323

Dal 2008 è stata realizzata la versione 481 002-4, art. 732301.

Fleischmann 732301

Dal 2009 c’è anche la versione 481 006-5, art. 732303.

Fleischmann 732303 – SBB Re 481

Ricordiamo che queste macchine a due pantografi erano abilitate a circolare solo in Germania (e non in Svizzera!).

TRAXX-1

BLS RE 485

La Re 485 di BLS è riprodotta da Minitrix nella livrea “Connecting Europe”. Il modello, art. 12159 BLS, rappresenta la Re 485 485 005-3.

Trix 12159, Foto © Huerz da spur-n-schweitz

La stessa famiglia di macchine è riprodotta anche da Fleischmann, sempre in livrea “Connecting Europe”. E’ l’art. 86.7386 e riproduce la BLS Re 485 011-1.

Fleischmann 86.7386, Foto © Huerz da spur-n-schweitz

Fleischmann ne ha fatta anche una seconda versione con numero di serie diverso: art. 7386.01 per la BLS Re 485 019-4.

Fleischmann 7386.01 BLS Re 485 019-4 – Foto © Huerz da spur-n-schweitz

Sempre da Fleischmann c’è anche un modello in livrea “Die Alpinisten/Gli Alpinisti” : art, 7385.07, BLS 485 003-8.

Fleischmann 7385.07 – Re 485.003-8 -Foto © Heitersberg da spur-n-schweitz

La nuova versione “2017” della livrea Alpinisti (quella con il passaggio su un crepaccio) non ci risulta presente tra i modelli in scala N.

SBB Re 482.0

Anche la 482 è stata interpretata da  Fleischmann in più versioni:

art. 7386, SBB Re 482 019-1

Fleischmann 7386, Foto © Huerz da spur-n-schweitz

7388.04 SBB Re 482 039-5 blau/rot – Cargo, e lo stesso modello come art. 7388.74 in versione digitale con sound.

Fleischmann 738804

Anche Minitrix ne ha realizzato dei modelli, sia in versione 482.0 (TRAXX 1) che 482.2 (TRAXX 2). Nella livrea standard SBB Cargo abbiamo la SBB Re 482 011-4, art. 12188.

Trix 12188, Foto © Huerz da spur-n-schweitz

Tra le TRAXX1 di Trix c’è anche la 482 in livrea”Alpäzähmer”: art. 16903,  SBB Re 482 022-1

Minitrix 16903 – Re 482 SBB Alpäzähmer

TRAXX 1 a noleggio

Fleischmann ha riprodotto per il solo mercato svizzero la ATC 185 525-3 – affittata a BLS art.87.7386), modello dell’anno 2007.

Fleischamann 87.7386 BLS BR 185 525-3 – Mietlok ATC – Foto © Huerz da spur-n-schweitz

Ne ha realizzato anche una versione con numeri di esercizio differenti: 185 535-2 (art. 7385.6).

Le TRAXX 2

SBB Re 482.2

Ricordiamo che le TRAXX 2 differiscono esteriormente dalle TRAXX 1 per pochi particolari: il più evidente è la forma della parte bassa del frontale, che non ha lo “spigolo” della versione precedente ed ha differenti respingenti. Vi sono poi differenze nei mancorrenti sul frontale e nei tergicristalli.

Il modello Trix 12195,  SBB Re 482 046-0  appartiene a questa seconda serie (TRAXX 2 AC)

Trix 12195, Foto © TomTom da spur-n-schweitz

SBB Re 484

Con le Re 484 entriamo nel dominio più interessante per il modellista italiano, perché queste macchine policorrente circolano da noi. Si tratta di TRAXX MS. Questa macchina è stata oggetto dell’attenzione di Arnold, che l’ha riprodotta con due diversi numeri di serie:

  • Arnold HN2326 SBB Re 484 484 021-1
  • Arnold HN2327 SBB Re 484 484 008-8

Arnold HN 2326 – Re 484 021-1

HN 2326 (in alto) e HN 2327 (in basso)

Arnold ne ha fatto anche una versione “Cisalpino” non venduta però individualmente, ma solo nel set HN2325 comprendente anche tre carrozze.

Re484-016-1 Arnold Rapido da trenini.jimdo.com

Anche Minitrix ha prodotto la versione Cisalpino: anche in questo caso commercializzata solo nel set 11629 comprendente tre carrozze. La macchina è la 484 016-1, stesso numero di serie della Arnold.

Minitrix Cisalpino Re 484 016-1

BLS Re 486

La livrea “Alpinisti” è stata applicata da BLS anche alle Re 486, e la troviamo offerta sia da Arnold che da Trix. Ques’ultima ha realizzato la BLS Re 486 503-6 (art. 16871).

Trix 16871

Minitrix 16871 – Re 486 “Alpinisti”

Arnold ne ha fatte due versioni con numeri di serie differenti: 503 e 501. La 503 (art. HN2109) però è nata con un difetto: su entrambe le fiancate le scritte sono in italiano, mentre su una delle due dovrebbe essere in tedesco. Il problema è successivamente stato risolto dal costruttore, credo applicando una decal coprente.

HN2109 visto sui due lati dopo la correzione

Il modello uscito successivamente e correttamente ha numero di serie 501, ed è a catalogo come art.2116.

Arnold HN2116

Notiamo come tutte le realizzazioni presentino la figura dell’alpinista in prima versione e non in seconda (si veda la nota sulle macchine reali in proposito).

Le Siemens ES 64 F4

Re 474

Anche queste macchine policorrente transitano sui binari italiani, e quindi sono interessanti per l’ennista che si interessa ai treni della Penisola. La motrice Siemens è stata a catalogo Minitrix (art.12327) dal 2010, riproducendo la 014-8.

Trix 12327 – Re 474.014 – Foto © da n-treni.jimdo.com

Hobbytrain ne ha realizzato ben cinque versioni: due SBB e tre noleggiate da SBB.

La prima è la Re 474 016-9 (art.2903)

Hobbytrain H2903 Re 474 016

Con differenti numeri di esercizio c’è l’art. 2919 (SBB Re 474 017-7).

Hobbytrain 2919

Tra le noleggiate, vi è la DIspolok in livera giallo-blu. (art.2904) ES 64 F4-095

Hobbytrain 2904 – Foto © Huerz da spur-n-schweitz

Ci sono poi due MRCE noleggiate, in livrea nera: la prima è la ES 64 F4-112 con scritta SBB Cargo International (art. 2912).

Hobbytrain 2921 – MRCE ES 64 F4-112 – Foto © Huerz da spur-n-schweitz

La seconda ha scritta “Alpäzähmer”, ed è la ES 64 F4-115, art. 2923 e 2923S in versione digitale con Sound

Hobbytrain 2923

Le macchine… inesistenti!

SBB Re 845 – Bombardier TRAXX DE ME

Nel 2017 Arnold ha presentato la SBB Cargo Re 845: una TRAXX 2 DE ME (Diesel elettrica Multi Engine).

Arnold HN2415: ipotetica (e falsa) TRAXX P160 ME DE in livrea SBB Cargo

Dell’offerta Diesel Elettrica  queste motrici diesel abbiamo parlato nella nota dedicata a TRAXX 1 e 2. Non avevamo però parlato della loro esistenza quando abbiamo esaminato le TRAXX di SBB. Perché? Semplice, perché non esiste: è una pura invenzione Arnold, come le D.341 italiane con livrea New Haven di Lima…

SBB ES 64 U2

Un’altra “perla” sono le “Taurus” svizzere di Hobbytrain. Ricordiamo che “Taurus” è il nome dato dalle ferrovie austriache ÖBB alle Siemens ES 64 U2 ed ES 64 U4.
Hobbytrain le ha riprodotte sia in versione SBB Cargo che in versione BLS. Si tratta di un altro falso: sebbene di ES 64 U2 abilitate per il servizio in Svizzera ve ne siano, nessuna ha mai vestito livree SBB o BLS. Hobbytrain le definisce “Designstudie”…

Hobbytrain 2789 – ES 64 U2-097 – inesistente al vero – Foto © Tomtom da spur-n-schweitz

Hobbytrain 2789 – ES 64 U2-097 – inesistente al vero – Foto © Lemke da spur-n-schweitz

Ma ce n’era bisogno? e soprattutto: si trovano davvero dei polli pronti a spendere oltre 150 Euro per un modello in livrea di pura fantasia? Evidentemente sì… Del resto, non è la prima volta che fatti del genere avvengono (si pensi ad esempio ai Coccodrilli bianco e nero di Märklin): segno di una ben povera cultura ferroviaria…

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Pubblicato il 18 maggio 2019

Nel raccontare la storia delle ALe di prima generazione, abbiamo visto come esse siano nate come ALe.792/882, evolute poi nelle varie versioni di ALe.780/880 per risolvere il problema della intercomunicazione anche se questo qualche complicazione l’aveva creata. Il terzo passo fu di cercare di razionalizzarne le composizioni introducendo l’idea di composizione bloccata: fu così che si giunse alle ALe.883 di cui discutiamo qui.

ALe 883.013 + Le 883.006 + ALe 883.003 – Lecco nel 1990 – Foto © Franco Pepe da littorina.net

Ricordiamo che ci siamo occupati anche delle versioni “speciali” di questa famiglia di elettromotrici: la ALse.10 e le sue evoluzioni e le “vivandiere” ALe.400/402 e relative trasformazioni.
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Pubblicato l’11 maggio 2019

Abbiamo spesso scritto note sulle Ferrovie Svizzere, tra le più affascinanti del mondo. Questa volta lo facciamo in salsa italiana, perché ci occupiamo di alcune alcune motrici elettriche di proprietà di compagnie svizzere (SBB Cargo e BLS Cargo) entrate in servizio tra il 2000 e il 2010 che sono state di casa sui nostri binari negli anni recenti.

Si tratta di motrici simili tra loro per aspetto, anche se appartenenti a due ben distinte famiglie: le TRAXX di Bombardier (delle quali abbiamo recentemente raccontato la parte di storia che arriva fino alle TRAXX 2) e le EuroSprinter di Siemens.

Re.484 e Re.474 fianco a fianco a Chiasso – foto da http://www.4rail.net

Per capirci qualche cosa dobbiamo ripercorrere almeno una parte della complessa storia di queste due famiglie. Non discuteremo dell’intera evoluzione e delle moltissime varianti, ma ci limiteremo a quelle necessarie per inquadrare le motrici svizzere nel panorama globale. Delle TRAXX 1 e 2 abbiamo peraltro discusso  in dettaglio di recente.
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Pubblicato il 4 maggio 2019

Delle Littorine FIAT abbiamo diffusamente parlato in una serie di articoli. Sono davvero di tantissimi tipi! Abbiamo così pensato di compilare un compendio visuale che le elenchi cronologicamente, mostrandone nel contempo l’immagine. Le date possono generare discussioni ed equivoci: vi sono la data di progetto, quella di ordine e quella di prima consegna, e possono differire di anni. Noi facciamo riferimento a quelle riportate nella cronologia di Nico Molino pubblicata alle pag. 64 e seguenti di Mondo Ferroviario 55 del gennaio 1991.

Per approfondimenti sui singoli modelli qui elencati rimandiamo alle note già pubblicate ed listate in appendice.

1931

Il primo tentativo FIAT di produrre delle automotrici mette un bus su rotaie. Nasce così la ALb.25, sperimentata sula Cerignola-Bari e poi usata anche dalle Tranvie Provinciali Cremonesi.

FIAT ALb25 delle Tranvie Provinciali Cremonesi alla consegna: A1 e rimorchiata R1

1932

La ALb.48,  prototipo di quella che sarebbe divenuta la lunga serie di automotrici FIAT, esordì nel viaggio da Roma verso Littoria (oggi Latina) il 18 dicembre 1932. Fu a causa di tale viaggio che venne chiamato “Littorina”, un nome che avrebbe contraddistinto tutte le automotrici FIAT (e non solo) fino al termine della guerra, e per la verità anche oltre. Venne impropriamente attribuito almeno fino agli anni ’70 anche a delle elettromotrici, come le ALe 840.

 

Uno dei tre prototipi da ALb 48, tratto da “Le foto di Corrado”

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Pubblicato il 27 aprile 2019, ultima modifica 7 maggio 2019

Negli ultimi 20 anni è comparsa sui binari italiani una serie di nuove locomotive elettriche da trazione. Sono caratterizzate da molte nuove sigle, e una pletora di livree. Un’assaggio della varietà di tipi circolanti si ha su uno dei vari filmati su youtube

Lo scopo di questa nota è di cominciare ad orizzontarsi in questo “mondo”, così da saper distinguere una E.186 da una E.483, ed essere familiari con la dozzina sigle presenti. Seguiranno approfondimenti più specifici.

Elenchiamo quindi qui quelle che definiamo “locomotive moderne”, ovvero quelle aderenti all’architettura descritta in una nota recentemente pubblicata, e basate su motori elettrici trifase ed elettronica di controllo. Ci limiteremo però alle policorrente, o a famiglie nelle quali siano presenti elementi policorrente, includendo in qualche caso anche motrici non circolanti sui nostri binari (che segnaleremo come tali).

Le livree per ora le lasciamo da parte – le combinazioni tipo di macchina/livrea sono troppe per essere riunite in una sola nota. Ci concentriamo quindi sui tipi, ricostruendo brevemente la storia che ha portato alla situazione odierna.
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Pubblicato il 13 aprile 2019

Abbiamo recentemente discusso delle E.412 – EU 43, ed abbiamo visto come la macchina, derivata dalla piattaforma Eco2000, abbia una “sorella” derivata dalla stessa piattaforma. E’ la E.405: una macchine molto ben riuscita, apprezzatissima dai macchinisti, ma poco diffusa sul territorio nazionale, essendo tutti gli esemplari (o quasi) concentrati a Verona.

E.405.002 a Bolzano nel 2007 – Foto © Ernesto imperato da trenomania

Se la E.412 ha un pezzo di storia in Polonia, la E.405 vi trova radici profonde. Vediamo come andò.
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Pubblicato il 23 marzo 2019

Nel 1987, la Società Nazionale Ferrovie e Tramvie (SNFT) decise di acquistare due nuove automotrici per al sua linea Brescia-Iseo-Edolo. Poiché a quel tempo le ALn 668 non erano più in produzione, si decise di ordinare delle automotrici della successiva generazione, esteticamente identiche alle ALn 663 di Trenitalia. Da queste ultime differiscono per il differente aspetto del frontale (l’intercomunicante è a una sola porta invece he a due, ed il passaggio è protetto da un cancelletto invece che dal soffietto) e per un leggero incremento di potenza dei motori (175 kW invece di 170). Internamente varia l’organizzazione dei posti, che sono portati a 68, per cui le motrici sono immatricolate come 668 invece che 663.

ALn 668.131 nel 1992 a Malonno- Foto © Franco Faglia da ilportaledeitreni

Entrate in servizio il 21 novembre 1987, le prime due ebbero numero 131 e 132. Furono seguite nel 1991 da una ulteriore unità, la 133. Altre otto automotrici praticamente identiche furono ordinate l’anno successivo (1992): furono immatricolate nella serie 140 (141-148). Assunsero i colori standard di SNFT, bianco e arancio.

ALn 668.131 nel 1994 a Brescia lato ritirata – Foto ©Johannes Smit da fickr

ALn 663 131+132 a Edolo nel 1996 – Foto © Franco Pepe da littorina.net

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Pubblicato il 9 marzo 2019

E.405 ed E.412 sono due moderne macchine cugine che si somigliano molto. Appartengono alla stessa famiglia “Eco2000” dell’odierna Bombardier, anche se all’epoca della costruzione vennero realizzate da ADTranz, su piattaforma sviluppata nei primi anni’90 da ABB-Henschel.

Un Lokzug italiano, con due E.412 e due E.405 a Terme di Brennero. Foto © Fabio Miotto da trainpixel.com

Sono quindi parenti assai strette delle nobili tedesche BR 101, motrici costruite in 145 esemplari tra il 1996 e il 1999 per rimpiazzare le celeberrime Br 103 in testa agli InterCity.

DB Br 101 in testa a un InterCity, foto CC Sese_Ingolstadt da wikimedia

Stanno inoltre nello stesso “albero genealogico” delle Bombardier TRAXX. Tra i loro parenti più prossimi, perché appartenenti tutto alla piattaforma Eco2000, si sono le  EU11 di PKP e le EU43 di PKP e di RTC, ma anche le molto più note e comuni E.464 e persino le greche OSA DE2000: diesel queste ultime, ma sappiamo ormai che macchine elettriche e diesel-elettriche possono derivare da una piattaforma unica.

OSA 220, Foto © Nick Fotis da http://www.mainlinediesels.net

E.405 ed E.412 sono relativamente poco note perché la loro diffusione è geograficamente piuttosto limitata: tutte le venti E.412 e 39 delle 24 E.405 sono di stanza a Verona. Tra le E.405 fanno eccezione le 005 e 015 assegnate Milano Smistamento, mentre la 032 fu demolita a seguito di un grave incidente ad Avio (TN) nel dicembre 2006.

Qui ci occupiamo delle E.412, rimandando a un prossimo articolo le E.405.
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Pubblicato il 23 febbraio 2019

Le locomotiva TRAXX di Bombardier viaggiano, in varie vesti, sui binari italiani. Prima di parlare in dettaglio della loro presenza da noi, occorre conoscerne storia e caratteristiche fondamentali. E poiché la storia nasce e si sviluppa in Germania, questa nota sarà prevalentemente legata alle ferrovie della terra della birra e dei crauti.

La fortunata serie TRAXX di Bombardier (Transnational Railway Applications with eXtreme fleXibility) ha le sue radici nel prototipo AEG 12X (DB Br.128) del 1994, e nei suoi successivi sviluppi.

AEG 12X, foto DB

La 12X deriva il suo nome dal fatto di essere stata concepita come macchina candidata a  sostituire le Br.120, motrici da 200 km/h alle quali erano affidati gli IC tedeschi. Sui rulli la 12X raggiunse i 330 km/h, ma la potente macchina (6400 kW) era pensata come motrice universale, in grado di adeguarsi a qualunque tipo di servizio, dagli IC veloci ai merci pesanti. Nel prenderla in prova, le DB la immatricolarono sostituendo la X con un 8, e il prototipo divenne 128.001. Non passò mai alla produzione, ma gettò un seme che negli anni avrebbe dato frutti. Oggi è conservata nell’Eisenbahnmuseum Weimar.

La storia che vogliamo seguire, e che ci porterà ai TRAXX parte da qui, e si si intreccia con quella dell’evoluzione delle società ferroviarie.

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