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Archive for the ‘Segnalazioni’ Category

Pubblicato il 12 maggio 2018

Non è un caso che il blog di Paolo Farina, scartamento9mm.wordpress.com, abbia come banner una bella Gr.746.

Il banner del Blog di Paolo Farina

La sua collezione di locomotive a vapore italiane in scala N è probabilmente la più originale e ricca che vi sia. Come mai? Per una ragione semplice: da anni costruisce da sé, solo per proprio uso personale, modelli nella piccola scala.

Costruttori di vaporiere in scala 1:160 ne abbiamo incontrati vari in queste “note sparse”: abbiamo parlato delle  locomotive autocostruite da Giovanni Muzio negli anni ’70 e ’80, della collezione di Paolo Angioy, che ha tutte quelle prodotte dal compianto Cantarella (e che è integrata da alcune locomotive costruite da Salvatore Spinelli), per arrivare alle macchine a vapore di Gigi Voltan. Abbiamo accennato alla Gr.690 costruita da Donzello, parlato diffusamente della Gr.682 di Salvatore Spinelli e tentato di elencare tutto ciò che a vapore (italiano) è stato commercializzato in N.

Eppure la collezione di Paolo Farina (forse dovremmo dire “la sua opera”) spicca per ricchezza e originalità, toccando modelli non considerati altrove.
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Pubblicato il 21 aprile 2018

Questo blog è nato, alcuni anni fa, dalla curiosità di vedere cosa la scala N potesse offrire ai ferromodellisti interessati alle Ferrovie della Penisola. Strada facendo l’interesse si è spostato più sulla storia delle ferrovie italiane, pur tenendo sempre ben d’occhio il modellismo in scala N. Quello che davvero non ci saremmo aspettati, è di arrivare un giorno a raccontare cosa c’è di italiano in scala Z: e invece il momento è giunto.

FS E.424 in scala Z accanto al “grande” fratello in scala N – Foto e modello di Gianfranco Visentin

Non è un caso che iniziamo con un E.424: fu la motrice il cui modello diede origine alla scala N italiana, dunque ci pare un buon inizio anche per un discorso sulla Z. Ma quanto è ricca la scala Z italiana? Davvero non poco, per chi abbia voglia di giocare a costruirsi i modelli. Lo scopriremo nel corso di questa nota.
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Pubblicato il 31 marzo 2018

Flixbus nasce nel 2013 come startup dall’idea di tre giovani imprenditori bavaresi (André Schwämmlein, Jochen Engert e Daniel Krauss), è oggi leader europeo del trasporto tramite bus, ed ha annunciato l’espansione al mercato USA. Dopo l’enorme successo che ha profondamente rivoluzionato il trasporto europeo su gomma di passeggeri a lunga distanza, la compagnia ha annunciato il suo ingresso nel mondo ferroviario, per ora solo in Germania, ma in futuro chissà…

Viaggio inaugurale del Flixtrain, 23 marzo 2018 – Foto © Jens Rohde da https://bahnblogstelle.net

Vediamo come si è giunti a questo punto.
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Pubblicato il 18 marzo 2018

Quest’anno per me niente Verona, dunque un report basato sul sentito dire – e quindi suscettibile di errori e omissioni. Segnalazioni integrative e correttive sono come sempre più che benvenute! Devo in apertura ringraziare Gianfranco Visentin per avermi prontamente inviato varie foto che mi hanno permesso di corredare questa nota.

Iniziamo passando in rassegna i produttori “storici”: Locomodels, Fratix e Pirata.

La prima grande novità riguarda Locomodels. Lorenzo Colli diceva che alla stragrande maggioranza dei suoi clienti del digitale non importava molto: per questo la sua produzione era rigorosamente analogica. Evidentemente ora le cose sono cambiate, e a catalogo LoCo sono apparse un gran numero di macchine digitali o digitalizzabili. I modelli sono stati “aggiornati” con l’inserimento di un circuito stampato che presenta la “slot” per l’inserimento di un decoder standard, e sono ottenibili anche con decoder  già presente.

LoCo da oggi è anche Digitale!

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Pubblicato il 4 novembre 2017

In una delle prime note pubblicate su questo blog nel lontano 2009 citammo l’iniziativa di ASN  che organizzava “seminari” sul “come si fa a…” in ambito modellistico, e l’opera di Giorgio Donzello che aveva raccolto sul suo nel sito rotaie.it  la documentazione sui “Master” organizzati dalla ASN tra il 2002 e il 2006 in occasione dell’evento “Giornate Fiorentine”. Vi erano link anche ad altre risorse utili a chi volesse avvicinarsi al ferromodellismo.

I Master erano terminati con la fine delle “Giornate Fiorentine” che coincise con la trasformazione della Leopolda (che come sappiamo, da allora ha avuto la ribalta della cronaca per altre ragioni).

Torniamo ora sull’argomento, perché da qualche anno ASN ha ripreso la meritoria tradizione in occasione delle principali fiere di settore: lo Hobby Model di Novegro e di Verona. Ora si chiamano “Clinics & Workshops“. Chi frequenta ASN sa che sul sito sono archiviati i materiali relativi a tali eventi. Il formato è quello della copia, in pdf, delle slides di PowerPoint usate dai relatori. Interessante, ma parziale.

Ne riparliamo ora per segnalare che a Novegro 2017 c’é stata un importante discontinuità. Non ci sono più le slides, ma i video caricati su youtube! Quindi ora anche chi non era presente, o alla fiera era troppo occupato a fare altro, può godere appieno delle interessantissime presentazioni.

Riportiamo i link ai video anche qui, suddividendoli in sezioni tematiche, per aiutare a dare diffusione a questa meritoria iniziativa. Buona visione!

 

Tecniche modellistiche di base

“Una montagna di polistirolo” a cura di Antonio Rampini – ASN

“Costruiamoci il binario” a cura di Antonio Rampini – ASN

“Lavorare il Forex” a cura di Max Icardi – Ich Models

“Costruiamo i ponti in Forex” a cura di Max Icardi – Ich Models

“La saldatura” a cura di Giorgio Di Modica – FIMF

 

Ferromodelismo digitale

“DCC: scegliere la giusta centrale” a cura di Nuccio Ranieri – DCC World

 

Le nuove tecnologie

“Laser cutter” a cura di Danilo Verderi – Nscalecars

“Fermodellisti e Marker” a cura di Antonello Lato – FIMF

 

Esempi di ferromodellismo

“Il diorama in una scatola” a cura di Andrea Sottile – FIMF

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Pubblicato il 7 ottobre 2017

Del plastico che riproduce Stoccarda (la stazione principale e i suoi dintorni, ed alcune stazioni secondarie) abbiamo parlato per la prima volta nel lontano 2009, alle origini di questo blog. Segnalammo l’esistenza di un incredibile, gigantesco plastico che si trovava in uno scantinato di Stoccarda, opera di una singola persona. L’avevamo scoperto per caso nel magico mondo di Internet.

Scalo di Stoccarda in scala N, con un impressionante il numero di binari e di convogli. Immagine da http://www.stellwerk-s.de/

Aveva iniziato a costruirlo nel 1978, e vi aveva lavorato per tutta la vita. Essendo un plastico privato, era difficilissimo poter visitare quest’opera che rasentava la follia.

Aggiornammo la nota nel 2015, quando casualmente venimmo a sapere che l’autore e proprietario di questo megaimpianto, Wolfgang Frey, era prematuramente scomparso nel 2012: contestualmente avevamo trovato altre immagini, ed anche dei filmati. La nota è raggiungibile qui.

Ci chiedemmo che ne sarebbe stato del plastico e del parco rotabili: lo immaginavamo smontato e venduto a lotti su ebay. Invece…
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Pubblicato il 1 ottobre 2017, ultimo aggiornamento 7 ottobre 2017

Anche quest’anno non ci siamo smentiti: non siamo potuti andare a Novegro, e tuttavia come sempre proviamo a scriverne un report, anche se mai come quest’anno sono mancate sui forum notizie della prima ora. Passati i tempi in cui si facevano anche delle dirette streaming? Qualcosa abbiamo trovato su facebook (che non è esattamente la nostra passione…).

Novegro, Foto Massimo Icardi da facebook

Contiamo sulle segnalazioni di che legge per poter correggere ed arricchire questa nota. Ecco perché il titolo è “dalla A alla U” e non “dalla A alla Z”: è sicuramente incompleta! Ma procediamo, ed incominciamo con la prima lettera dell’alfabeto.

A come ASN.

L’Associazione era presente come sempre, con le lodevoli attività seminariali/laboratoriali (le “ASN Clinics”). C’è stato il Premio Mennucci che ha visto vincere il bravissimo Luca Bassi con la stupefacente realizzazione della stazione RhB di Gruna: un vero Artista!

Stazione di Gruna in scala N, realizzata da Luca Bassi, vincitore del Premio Mennucci

Sul sempre spettacolare modulare ASN  si è vista circolare tra l’altro una E.636, la 234, il che ci porta alla prossima lettera.

La E.636 di Borzellino in transito sul modulare ASN

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Pubblicato il 13 maggio 2017

Abbiamo già trattato le carrozze FS di tipo Z in tre note: le Eurofima, le Z1 A e B, e le Z1 BH. E’ giunto il momento di occuparci dei Bagagliai Tipo UIC-Z1.

Abbiamo visto come nella seconda metà degli anni ’80 le FS abbiano deciso di investire in modo importante sul nuovo tipo di carrozze, le Z1, con le quali comporre treni veloci (capaci di correre a 200 Km/h) di prima e seconda classe, sia per il servizio interno che internazionale. Quando nel 1987 fecero il secondo ordine di Z1 che portava il numero delle stesse a 360 unità, si decise di complementare il parco con i necessari bagagliai, e ne vennero ordinati 40: furono le ultime carrozze bagagliaio entrate in servizio sulla rete nazionale.

Come le vetture che accompagnavano, erano abilitati ai  200 Km/h ed avevano carrelli Fiat a collo di cigno (F85 a-1). La marcatura fu 61 83 95-90 100-139.

Figurino del bagagliaio UIC-Z

Figurino del bagagliaio UIC-Z

Avevano un compartimento per il capotreno dotato di aria condizionata, un ampio vano per i bagagli, un compartimento per supportare la logistica della ristorazione basata su carrelli che venivano condotti lungo il treno per offrire snack e bevande ed una ritirata. Erano percorsi da un corridoio laterale.

In anni relativamente recenti, con l’eliminazione del servizio “bagaglio appresso” da parte delle FS, i bagagliai sono scomparsi dalle composizioni. Trenitalia offre oggi un servizio sostituivo chiamato “Bagaglio Facile” che permette l’invio di bagagli porta a porta, in convenzione con un corriere (TNT) che opera su gomma… I bagagliai esistenti sono quindi stati accantonati o riciclati per altri servizi. Gli Z sono in parte stati riutilizzati per trasporto biciclette, in parte attribuiti alla divisione Unità Tecnologica Materiale Rotabile (UTMR), mentre alcuni sono stati usati trasformati in vagoni infermeria, o usati per il treno esposizione viaggiante.
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Pubblicato il 6 maggio 2017

Il Brennero (o meglio, la sua linea ferroviaria) fa 150 anni ad agosto. Sarà festa, ma in tono un po’ minore rispetta ai festeggiamenti per i 125 anni che videro un ICE tedesco incontrare un ETR 500 italiano al Brennero.  Ne parleremo a tempo debito, ma anticipiamo in parte l’argomento perché l’Austria i festeggiamenti li ha già iniziati, con una sponsorizzazione ferromodellistica.

Le ferrovie austriache (ÖBB) hanno postato il 2 maggio sulla loro pagina facebook la foto di una Taurus (la 159) con livrea celebrativa per il 150 Jahre Brennerbahn (150 anni della Ferrovia del Brennero).

Taurus in livrea celebrativa “150 Jahre Brennerbahn”, foto © ÖBB dal loro profilo facebook

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Pubblicato l’8 aprile 2017, ultimo aggiornamento 22 giugno 2017

Abbiamo recentemente visto come, a meno di 100 giorni dalla sua comparsa, la prima motrice con la livrea di Mercitalia Rail sia stata riprodotta in scala N da Maurizio Chivella su base Minitrix (in sette esemplari, di cui uno venne esposto nella vetrina di Pirata allo Hobbymodel Expo 2017 di Verona).

E.483 Mercitalia in scala N di Maurizio Chivella (foto sua). Modello su base Minitrix

Ci proponiamo oggi di sapere qualcosa di più su Mercitalia, nuova protagonista dei binari italiani, e di vederne la livrea.
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