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Archive for the ‘Treni reali’ Category

Pubblicato il 13 gennaio 2018

I treni,  la guerra l’hanno per lo più subita, con la distruzione di linee ferroviarie e rotabili (esordio con anacoluto foscoliano). L’hanno però anche fatta. Christian Wolmar ad esempio, nel ricostruire la storia delle ferrovie, mostra quale potenziale strategico che esse potevano avere, permettendo di muovere rapidamente uomini (tradotte), armamenti e vettovaglie, e come questo fu decisivo per favorire il loro sviluppo. Descrive poi come, nella guerra civile statunitense, il nord prevalse anche in virtù di una migliore organizzazione ferroviaria.

Ricordiamo che in ambito bellico, i treni fornivano anche supporto come mezzi di soccorso o ospedali mobili. Di carrozze-barellate, sanitarie e treni ospedale abbiamo già parlato in un’altra nota.

Vi sono poi treni propriamente belligeranti: i convogli e i mezzi corazzati. Anche l’Italia ebbe i suoi, alcuni, come le “Tobruk” di cui parleremo un’altra volta, molto… italiani. Tra i mezzi più “seri” si annoverano invece le autoblindo ferroviarie, le autocarrette blindate ed anche una particolare versione di littorina: le LiBli, Littorine Blindate.

Proprio di questi trattiamo in questa nota.

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Pubblicato il 6 gennaio 2018

Conoscete una locomotiva elettrica più affascinante del Coccodrillo Svizzero?

Ce 6/8 III 14305 + Ce 6/8 II 14253 alla testa di un treno celebrativo nel 2011. Foto © Thomas Stuzt da eisenbahnfotos.ch

Oggi ci occupiamo proprio di questo.
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Natale 2017

Pubblicato il 23 dicembre 2017

Ecco che arriva un altro Natale. Dickens aveva parlato dello “Spirito del Natale” nella sua bellissima “Christmas Carol”, realizzata poi al cinema in varie versioni tra cui quella di Disney con i suoi paperi – e di fatto in inglese zio Paperone si chiama proprio “Uncle Scroodge”, che è il nome del protagonista del racconto di Dickens.

Lo Spirito del Natale, che rende tutti buoni.: in suo nome c’è chi ha pensato di far passare un giorno speciale alle famiglie con bambini affetti da malattie serie o incurabili, ed ha fondato l'”Operation North Pole” – perché si sa che Babbo Natale, a.k.a. Santa Claus, vive al Polo Nord.

Vabbè, che c’entra questo con i treni? C’entra, c’entra. Fidatevi…

Il treno di Operation North Pole

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Pubblicato il 2 dicembre 2017

Eccoci ad una nuova puntata sulla storia delle automotrici FIAT  prima generazione. Trattiamo di quelle costruite fino al 1940 che appartenevano alle Ferrovie in Concessione, escludendo quelle sarde e siciliane delle quali abbiamo già detto in altre note.

Santhià-Biella (Prog. FIAT 005 del 1933 e 009 del 1934)

Cominciamo dal 1933, anno di apparizione delle ALb 48, ALb 64 e ALb 80, che erano i progetti FIAT 004 A, B e C rispettivamente. In quell’anno la casa torinese aveva sviluppato anche il progetto 005: si trattava di una automotrice analoga alla ALb 48 di serie (stessa lunghezza – 14.800 mm- e stessa capienza: 48 posti), ma sprovvista della ritirata, così come lo erano i prototipi della ALb 48, che però erano più corti. La macchina era stata costruita per la ferrovia concessa Santhià-Biella.

Mappa della Ferrovia Santhià-Biella CC Arbalete da wikipedia

Ne abbiamo recuperato in rete alcune immagini.

FIAT Mod.005 per la Santhià-Biella, Foto Centro Documentazione Storica FIAT

FIAT Mod.005 per la Santhià-Biella, Foto Centro Documentazione Storica FIAT

FIAT Mod.005 per la Santhià-Biella nel 1933, Foto Centro Documentazione Storica FIAT

FIAT Mod.005 per la Santhià-Biella nel 1933, Foto Centro Documentazione Storica FIAT

Altra immagine della FIAT Mod.005 per la Santhià-Biella – Foto FIAT

FIAT Mod.005 nel 1933 circa, in compagnia di due ALb 48 – Foto Centro Storico FIAT. Da notare l’assenza dei vetri poligonali frontali che avrebbero successivamente caratterizzato la maggior parte delle littorine FIAT

Sempre per la Santhià-Biella, ma nel 1934, fu realizzato il progetto FIAT 009: una macchina analoga alla ALb 80: stessa lunghezza: 22.000 mm, ma con 64 posti (16+32 di terza classe e 16 di seconda).

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Pubblicato il 25 novembre 2017

Questa volta ci occupiamo di un rotabile davvero curioso. Era immatricolato presso le DB come carro Sgmss 700 (ex Sggoorrss 700), ed il suo aspetto è davvero singolare.

Cargo Sprinter DB Sgmss 700 nel 1997. Foto © Hans Ulrich Diener, da http://dybas.de/

Cargo Sprinter DB Sgmss 700 nel 1998
. Foto © Hans Ulrich Diener, da http://dybas.de/ Foto: 7.11.2003, Anselm F. Daniel

Cargo Sprinter DB Sgmss 700 nel 1997. Foto © Hans Ulrich Diener, da http://dybas.de/

Lo si direbbe un carro merci… semipilota! Vediamo di scoprirne qualcosa in più.
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Pubblicato il 28 settembre 2017

Parlando del “Le Capitole” e dei TEE a servizio interno francese, abbiamo incontrato le carrozze Grand Confort, coetanee e quasi omonime delle italiane Gran Confort. Al di là del nome e di qualche somiglianza concettuale non vi è però parentela tra i due progetti. Di quelle italiane abbiamo discusso approfonditamente in più note [1], [2], [3], qui diamo un’occhiata alle “cugine” francesi.

Le Capitole con la CC6500 e le carrozze Gran Confort SNCF

Vediamo le somiglianze con le nostre GC:

  • come quelle, anche le GC d’oltralpe erano state concepite per i TEE, anche se in questo caso solo interni;
  • erano abilitate ai 200 km/h ed offrivano, ça va sans dir, un livello di confort assi elevato;
  • offrivano posti sia in vetture a salone che a compartimenti;
  • comprendevano carrozze ristorante;
  • avevano carrozze con un generatore a bordo per l’alimentazione elettrica.

Tra le differenze, mentre le GC italiane erano abilitate per il servizio all’estero, ed avevano bisogno della vettura generatore proprio per renderle indipendenti dalle varie alimentazioni elettriche nazionali, quelle francesi viaggiavano sono internamente. Nelle GC francesi i servizi di bordo erano alimentati a  660 V 50 Hz, in quelle italiane a  650 V. Le transalpine avevano anche carrozze bar. Per le francesi si era pensato in origine ad un sistema basculante (stile Pendolino) che però non fu mai realizzato.

Consegnate a partire dal dicembre 1969, le 103 (90+13) carrozze “Grand Confort” erano in origine tutte prima classe. Dotate di carrelli Y28F, erano lunghe 25.500 mm.

Vi erano 5 tipi di carrozze, tutte in livrea grigio – rosso – arancio:

  • A8u  a corridoio laterale, con 8 scompartimenti da 6 posti, prodotte in 40 esemplari classificati 61 87 18-99 e numerati  001-012 e 026-053.

A8u, Foto © Jean-Pierre Vergez-Larrouy da railfaneurope

  • A8tu a salone con corridoio centrale e 46 posti, realizzate inizialmente  in 21 esemplari classificati 61 87 18-99 e numerati 013-025 e 054-061. 13 carrozze “A8tu” addizionali classificazione con numerazione 062 a 074 furono consegnate tra settembre 1973 e febbraio 1974, portando il totale delle A8tu a 34. La n. 20 fu trasformata nel 1972 in vettura presidenziale, assumendo marcatura 60 87 89-99 001.

A8tu, Foto © Jean-Pierre Vergez-Larrouy da railfaneurope

  • VRu, 10 carrozze ristorante marcate 61 87 89-99 e numerate 001 a 010.

Modello LSModels della Vru – Foto da traintamarre.tassignon.be- originale da http://www.brochardy-online.com

  • A3rtu, 6 carrozze bar con classificazione 61 87 84-99 e numerazione 001-006. Oltre alla zona bar, offrivano 18 posti a salone. Una unità è preservata alla Citè du Train a Mulhouse.

A3rtu, da jobiwan.over-blog.fr

L’altro lato della A3rtu

  • A4Dtux, 13 carrozze passeggeri (21 posti a salone) con zona bagagliaio e generatore, classificazione 61 87 81-99 e numerazione 001-013.

A4Dtux, Foto © Michel Lavertu da railfaneurope

Il materiale “Gran Confort” era originariamente impiegato sulla rete Sud-Ovest: Parigi-Tolosa per i treni rapidi del “Capitole” (du matin e du soir) e Parigi-Bordeaux per i TEE “Aquitanie” ed “Etendard”. Una parte del materiale fu poi impiegato a  Ovest per il TEE “Jules Verne”. Successivamente le carrozze vennero destinate anche alla rete Est (Parigi-Strasburgo) con i TEE interni “Kleber” e “Stanislas”.

Targa TEE sulle Grand Confort SNCF – dettaglio da un foto di Steve J. Morgan da wikimedia

A seguito della sparizione dei TEE, le targhe Trans Europe Express furono rimosse. Una trentina di carrozze vennero declassate (1981-1984). Le A8u divennero B8u, e le A8tu assunsero il nome di B9½tu. Le A4Dtux, rumorose per la presenza del generatore, divennero B3½Dtux.

B8u a fine carriera nel 2000. Foto © Michel Lavertu da raifaneurope-

Dal ’90 le vetture passarono alla livrea Euroaffaires, che conservava la mascheratura di colore originale sostituendo al rosso il granata, al giallo il bianco e al grigio una tonalità più scura. 6 Vru furono trasformate in A3rtu, le altre vennero dismesse.

GC in livrea Euoaffaires accanto a una GC in livrea d’origine

A8rtu in livrea Euroaffaires nel 1995. Foto da http://mes.gares.free.fr/

Le vetture restarono in servizio fino al 29 agosto 1999.

Su Railfaneurope è disponibile una collezione di foto delle carrozze. Ampi dettagli sulle carrozze si trovano su www.trains-europe.fr.

Vetture Grand Confort SNCF in N
I francesi sono più fortunati di noi, perché hanno avuto almeno parte della serie delle Grand Confort prodotte industrialmente da Minitrix già molto tempo fa, mentre le GC italiane sono state prodotte solo recentemente (e parzialmente) da Pirata e Fratix. Il primo set (cat. 11032 del 1983, riedito nel 1999 con il numero di catalogo 15902) comprendeva una motrice CC 6535 e quattro vetture:

  • 15902-1 A8tu 61 87 19-99 014-5;
  • 15902-2 A8tu ; 61 87 18-99 022-8;
  • 15902-3 Furgone generatore A4Dtux : 61 87 81-99 003-0;
  • 15902-4 Carrozza Ristorante Vru : 61 87 88-99.

Confezione Minitrix 15902, da ebay

Il solo set di vetture (senza motrice) è stato nuovamente prodotto nel 2003, e costava 125€.

Set di 4 vetture Minitrix

Le carrozze furono disponibili anche individualmente

A8tu Minitrix

Vru Minitrix

Altro lato della Vru Minitrix

A4Dtux Minitrix

Non sono riprodotte dalla casa tedesca le A8u e le A3rtu.  Recentemente Minitrix ha rimesso in produzione la motrice, che si può attualmente (2017) trovare su vari siti on-line ad un prezzo di circa 170 € in versione digitale.  Sono tornate disponibile anche le carrozze (almeno le A8tu).

Per il modellista interessato solo ai nostri binari nazionali non si tratta però di vetture particolarmente interessanti, in quanto non circolarono mai da noi (l’unica escursione in terra straniera fu, a fine carriera, in Belgio).

 

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Pubblicato il 14 ottobre 2017

Seguendo la tumultuosa storia delle Littorine FIAT degli anni ’30 siamo passati dai primi  prototipi e la loro evoluzione alle prime macchine telecomandabili. Abbiamo visto quelle a scartamento ridotto in Sardegna, Sicilia e nelle colonie africane, ed anche quelle a scartamento largo destinate all’estero. Oggi ripercorriamo la storia di quelle a completa aderenza, ovvero con tutti gli assi motori: in termini automobilistici le chiameremmo delle “8×8”.

Si trattava di mezzi FS destinati ad una linea molto particolare: la calabrese Paola-Cosenza. Erano le ALn 56 c.a., che furono seguite nel dopoguerra delle ALn 64 c.a.

Una ALn 56 c.a. seguita da una ALn 64 c.a. scende da San Fili – Immagine tratta da marklinfan (originale © Udo Geum da: Mondo Ferroviario 55)

Ma procediamo con ordine.

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Pubblicato il 23 settembre 2017

Le Capitole” é uno dei treni che hanno un posto nella storia delle ferrovie, e che di conseguenza è piuttosto famoso. L’appellativo era attribuito ad un treno rapido delle SNCF che a partire dagli anni ’60 collegò le stazioni di Parigi Austerlitz e Tolosa Matabiau effettuando servizio di sola prima classe.

Le Capitole in corsa, da una cartolina

Lo abbiamo citato parlando delle UIC-Y francesi: qui ne approfondiamo storia e dettagli.

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Pubblicato il 9 settembre 2017

Nel 1937 FIAT riprese il progetto 026 del precedente anno (quello della Littorina ALn 56 di cui abbiamo parlato in un’altra nota) e lo rielaborò adattandolo allo scartamento ridotto per generare le automotrici omonime per Società Siciliana di Lavori pubblici esercente la “Ferrovia Circumetnea” (FCE). Fossero state FS, probabilmente avrebbero assunto la sigla di RALn 56, invece le automotrici del progetto FIAT 030 non fecero nella sigla alcuna menzione al fatto che lo scartamento non fosse quello standard, ma ridotto a 950 mm, e furono denominate FCE AL 56.

Due FCE AL 56 davanti al deposito appena entrate in servizio. Foto Centro Storico FIAT

Le rare foto d’epoca sono in bianco e nero, ma la livrea d’origine era assai vivace: rosso amaranto e crema. In anni successivi adotto il “colore delle ferrovie”: castano e isabella, con fascione rosso frontale.

Coppia di AL56, Foto da http://www.forum-duegieditrice.com/

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Pubblicato il 26 agosto 2017

Le carrozze UIC-Y concepite nel 1957 in Italia da FIAT e adottate dalla UIC come standard con il bollettino 567 del 1961 non ebbero gran fortuna in patria (nemo profeta…), ma furono invece adottate in grande scala dai cugini transalpini, che ne fecero il corpo vetture degli anni ’60, e dalla Germania Est (DDR). L’Italia optò per le UIC-X di concezione tedesco-occidentale, definite nello stesso bollettino, delle quali invece i francesi non ebbero nemmeno un esemplare.

Delle poche UIC-Y italiane abbiamo parlato ampiamente in una nota dedicata: le francesi, pur con alcune differenze, sono assai simili, mentre quelle tedesco-orientali hanno varie differenze, tra cui un imperiale di foggia completamente diversa.

UIC-Y italiana (FIAT) di prima classe in livrea originaria, Dettaglio da Foto © Centro Ricerche Fiat, da http://www.drehscheibe-online.de

UIC-Y A9r francese di prima classe in livrea rossa- Foto © Georges Grenier

UIC-Y della DDR (Germania Est) – Foto da drehscheibe-online.de

Anche varie altre amministrazioni ferroviarie dell’Europa dell’Est adottarono le UIC-Y di costruzione tedesca (solidarietà socialista), mentre in Europa Occidentale l’unico altro caso di presenza di UIC-Y è in Lussemburgo, che aveva un piccolo numero di vetture provenienti dagli stessi lotti dei francesi, ed il Belgio che acquistò 15 carrozze di seconda classe ex SNCF.

Sebbene in queste noti ci interessino prevalentemente le ferrovie italiane, il fatto che Lima produsse varie UIC-Y francesi  in scala N ci motiva ad approfondire il tema.
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