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Pubblicato il 15 febbraio 2020

Abbiamo di recente affrontato la discussione degli scambi a forbice (“Scissors crossover”) in scala N, ed abbiamo avuto modo di constatare come i Peco, con i loro cuori metallici, siano interessanti modellisticamente, sia dal punto di vista estetico che da quello funzionale, quest’ultimo per per quanto riguarda la continuità di alimentazione elettrica dei rotabili che li percorrono.

Peco Crossover

Al tempo stesso, proprio la continuità elettrica va gestita, il che non è del tutto banale. Abbiamo visto come, usando lo scambio così come è fornito dalla fabbrica, sia suddiviso in diverse zone elettriche:

Zona centrale delle “forbici” Peco

  • due “V” orizzontali: una blu scuro a sinistra, ed una viola a destra.
  • il rombo centrale, suddiviso in una zona gialla in alto ed una arancio in basso.

Queste quattro zone sono connesse con quattro fili metallici di alimentazione elettrica che fuoriescono dalla sua parte inferiore.

Le otto rotaie che fuoriescono dal blocco (quattro binari) sono elettricamente separate tra loro, ma noi consideriamo che i due binari paralleli in cui la “forbice” si inserisce abbiamo la stessa corrente, che riassumiamo in due polarità che denominiamo “rossa”e “verde”.

Vi sono poi altre quattro “V” asimmetriche, che abbiamo colorato in turchese ed in marrone: sono i cuori dei quattro scambi. I cuori sono alimentati “meccanicamente”dagli aghi quando questi vanno a contatto con rispettivi i contraghi.

Qui vedremo dapprima come gestire in modo semplice ed efficace la “forbice”. Lasceremo ad una prossima nota la discussione di come fare se i due binari paralleli non hanno la stessa corrente.

Infine, ci occuperemo qui anche di rendere “digital-friendly” la forbice stessa.

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Pubblicato il 9 febbraio 2020

Proseguiamo con il tema delle “Antologie”, passando in rassegna i modelli di locomotori elettrici a corrente continua del millennio precedente acquistabili attualmente da produttori diversi da LoCo (quest’ultimo lo abbiamo trattato nella puntata precedente). Facciamo riferimento solamente a produttori definiti come operatori del settore che abbiano un sito web o un catalogo disponibile, e/o che siano generalmente presenti a fiere di settore. Solo per i modelli attualmente non in produzione citiamo una realizzazione del passato.

Ma entriamo in dettaglio.

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Pubblicato il 6 febbraio 2020

Questa mattina un terribile incidente ha colpito il trasporto ferroviario italiano. L’ETR.400 n. 21 si è schiantato dopo essere deragliato mentre viaggiava a velocità presumibilmente sostenuta (i giornali parlano di 290 km/h). Incredibilmente, vi sono state solo due vittime, gli sfortunati macchinisti, Giuseppe Cicciù e Mario Dicuonzo, di 51 e 59 anni, di origine rispettivamente calabrese e casertana, residenti a Pioltello e Cologno Monzese: sincere condoglianze alle famiglie. “Tutti i feriti, tranne uno con una frattura, sono usciti dal convoglio con le loro gambe. Poteva essere una strage”.

Con il massimo rispetto per i defunti ed i feriti, e per il lavoro magistratura inquirente, e anche della ministra  De Micheli che ha detto “Non abbiamo ancora le informazioni di questo incidente: inviterei tutti a non lasciare spazio a fantasie e a ricostruzioni inidonee”, noi vorremmo cercare comunque di capire cosa può essere successo. Ci basiamo su quel che l’evidenza fotografica mostra e su qualche semplici principio di Fisica.

Nell’ovale giallo di sinistra la carrozza2, in quello di destra la 1.

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Pubblicato il 1 febbraio 2020

Abbiamo di recente discusso degli incroci (intersezioni), ed abbiamo sostenuto che nelle ferrovie reali la loro presenza sia piuttosto limita. Abbiamo visto che c’è pero una configurazione nella quale l’incrocio è immancabile: il cosiddetto “scissors crossover” (incrocio a forbice, detto anche “scissors crossing“, “double crossover” o “overlapping crossover with diamond crossing“).

Scissor crossover alla stazione di Madrid Atocha

Si tratta di una conformazione di binari che, date due linee parallele, permette di passare dall’una all’altra e viceversa.

Anmazione che mostra uno scissors crossing, tratta da https://dccwiki.com/

 

Scissor crossover in costruzione in Austria nel 1926 – da http://www.voestalpine.com/

Spesso al posto di uno o più scambi semplici si trovano degli scambi inglesi: questi possono anche diventare parte di una “forbice”. La seguente immagine mostra una interessante configurazione dove si contano ben nove scissors crossings (tutti con scambi inglesi), ed un singolo incrocio non riconducibile a tale configurazione (in altro a destra). Vista la presenza di un TGV supponiamo che sia in Francia, anche se quei convogli viaggiano un po’ in tutta l’Europa occidentale.

Sequenza di scambi inglesi e scissors crossovers – da Pinterest.

La stessa funzionalità della “forbice”si può ottenere con il “cappello del prete”(cosi chiamato per la forma che l’insieme dei quattro scambi assume, che richiama appunto i copricapi usati dai sacerdoti nel secolo scorso – ricordate don Camillo ad esempio?), ma la configurazione a forbice riesce ad offrirla riducendo lo spazio necessario di circa il 50%.

Cappello del prete (in alto) confrontato con lo scissors crossing.

Don Camillo con il "cappello del prete", da wikimedia

Don Camillo con il “cappello del prete”, da wikimedia

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Pubblicato il 25 gennaio 2020

Riprendiamo il tema delle “Antologie”: di recente abbiamo presentato una lista dei locomotori elettrici da trazione a corrente continua del millennio precedente. Nel tempo, tutte le motrici presenti sono state riprodotte in scala N (si veda ad esempio un vecchio post che le lista, anche se avrebbe bisogno di qualche aggiornamento). Non tutte però sono reperibili oggi, essendo varie di esse fuori produzione. Qui ci proponiamo di vedere cosa sia acquistabile attualmente, concentrandoci però solo sul nuovo: per quanto riguarda la produzione passata, nelle borse-scambio, sui forum e su ebay si riesce a trovare dell’usato, ma non ce ne occupiamo qui.

Dividiamo la rassegna in due puntate: questa dedicata ai modelli di LOrenzo COlli (nomen omen: LoCo!), reperibili sul sito locomodes oltre che alle fiere di settore, l’altra ai restanti produttori attivi. Abbiamo scelto questa divisione anche per evidenziare che larga parte dello spettro delle motrici italiane sia coperto dal meritorio lavoro di Lorenzo: una immagine val più di cento parole!

La produzione attuale LoCo (vetture escluse) in un sol colpo d’occhio!

Ricordiamo che per tutti i modelli LoCo è garantita la circolazione sul più stretto raggio commerciale: 192 mm.

Ma entriamo in dettaglio.

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Pubblicato il 18 gennaio 2020

Quelli che di solito sono chiamati “incroci” andrebbero più correttamente detti “intersezioni”. Si hanno quando due binari si incrociano a raso senza possibilità di cambiare binario di percorrenza. Tutti i sistemi commerciali di binari modellistici ne presentano almeno uno, ma spesso anche più, a diversi angoli di incrocio (tipicamente 15º, 30º e 90º). Nei plastici sono spesso presenti, specie quando due linee con correnti diverse si incontrano. Nella realtà sono invece molto più rari: fateci caso! Al vero, infatti, quando due binari si incrociano, lo fanno nella gran maggioranza dei casi con uno scambio inglese che permette di cambiare linea.

Incroci e doppi scambi inglesi, Foto © SBB

Anche nell’immagine sopra, gli incroci “semplici” che si vedono sono riconducibili ad una “forbice”: tipica configurazione applicata a due binari paralleli che permette, in uno spazio limitato, di spostarsi da sinistra a destra o viceversa.

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Pubblicato l’11 gennaio 2020

Riprendiamo il tema delle “Antologie”: rassegne su un tema ferroviario dato, per raggruppare in una sorta di catalogo i rotabili italiani. Abbiamo già affrontato l’argomento delle automotrici FIAT anteguerra e quello dei locomotori del nuovo millennio che circolano in Italia. Questa volta facciamo una lista, in ordine cronologico, dei locomotori elettrici a corrente continua da trazione del millennio precedente: è un modo per ripercorrere tre quarti di secolo di storia FS, e può servire da indice per le note di dettaglio dedicate a ciascun tipo di motrice.

Integriamo la rassegna includendo anche le motrici nate dopo il cambio di millennio sulla base di motrici precedenti (E.401 ed E.414), o come varianti di progetti preesistenti (E.403). Per le altre rimandiamo all’antologia già citata. Restano invece escluse le motrici da manovra (E.321, E.621).

Per ciascuna motrice indichiamo il periodo di costruzione e l’anno di ultima dismissione.

Per esigenze di sintesi, ometteremo in questa breve storia molti dettagli, e incorreremo inevitabilmente in qualche imprecisione: rimandiamo alle note dedicate alle singole motrici per dettagli e approfondimenti.

1927-1939 -> 1999: E.626

La storia inizia con la sperimentazione, effettuata nel 1927 sulla Benevento-Foggia, della trazione elettrica in corrente continua a 3 kV, con i prototipi delle E.626 appositamente costruiti. In breve tempo la sperimentazione dà eccellenti risultati, e le FS decidono di puntare su questa forma di elettrificazione, anche se per vari anni altre linee resteranno alimentate in trifase.

E.626.001 da trenoincasa.it. Si notano i pantografi Tipo 12

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Pubblicato il 4 gennaio 2020

Proseguiamo nella discussione relativa agli scambi usati come elemento di controllo nei plastici. Nella prima parte ne abbiamo discusso l’idea, nella seconda abbiamo esaminato gli scambi Peco, nella terza abbiamo introdotto i relé (relais, relay) come strumento per modificare il comportamento dei Peco ed applicare il concetto di scambio “pensante” anche a quelli che non lo sono, nella quarta abbiamo visto come ottimizzarne il controllo di accesso usando sensori. Questa volta generalizziamo il concetto, introducendo il controllo delle rotaie esterne invece di quelle interne, e vediamo come questa generalizzazione sia utile per gestire binari con blocco bidirezionale, applicandolo al caso di raddoppi in stazione nei quali effettuare raddoppi e sorpassi.

Raddoppio in stazione per effettuare incroci e sorpassi

Il tutto verrà controllato semplicemente attraverso il “routing“o instradamento dei convogli, ma in maniera più sofisticata e soddisfacente di quanto non fosse possibile fare con la soluzione standard discussa nella prima puntata.

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Pubblicato il 28 dicembre 2019

Dedicato a Pietro, nel giorno che sarebbe stato il suo 95mo compleanno.

Se le locomotive per antonomasia della Gardena sono le R.410 (ne abbiamo parlato di recente) , quelle della Val di Fiemme sono le R.600, ovvero le possenti Mallet a scartamento bosniaco dotate di due terne di assi motrici: rodiggio 1-3-3-0, o secondo la notazione tedesca (1C)Cn4vt.

FS 6046

R.600 è la denominazione che dettero al loro gruppo le FS, ma in origine le motrici erano denominate HB Vcl. Nacquero come macchina di guerra, poiché furono ordinate nel 1916 alla Henschel & Sohn, in numero di 46, dalle kuk Heeresbahn (ferrovie dell’esercito imperiale e reale austroungarico) per rispondere alle esigenze militari di movimentare grandi quantità di materiali (prevalentemente munizioni e vettovaglie) e truppe sul fronte, lungo il quale erano state costruite ad hoc varie ferrovie: quelle sul fronte italiano sono quelle delle valli Gardena e di Fiemme. Se per la Val Gardena erano state sufficienti le più piccole Krauss tipo K (FS R.410), per l’impegnativo percorso di 50 km della Val di Fiemme erano state necessarie le imponenti Mallet.

Quelle che non furono impiegate in Val di Fiemme vennero utilizzate in Serbia.

KukHB VI, Lok Nr. 6025 della k.u.k. Heeresbahn. Motrice gemella di quelle fiamazze ma impiegata altrove.

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Bun Nadé (Buon Natale)

Pubblicato il 21 dicembre 2019

Scalaenne ves aoda de beles festes da Nadé y n bun Ann Nü 2020 (In tema con la Gardena, gli auguri li facciamo in ladino!)

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