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Pubblicato il 24 ottobre 2015

Da un po’ mi frulla per la testa un’idea: visto che lo spazio é sempre poco per un plastico, un modo per far circolare un convoglio in più é… metterlo sotto terra: una metropolitana!

La cosa é semplice: più o meno sotto la stazione principale, a bordo del plastico dovrebbero essere in vista una stazione sotterranea: due semplici binari di corsa sui quali far alternate (con un temporizzatore) due convogli della metropolitana. Mi sono quindi chiesto se qualcuno lo avesse fatto.

Ho trovato un esempio in scala H0, che rende l’idea:

Esempio di metropolitana in scala H0. Da un post di Phoebe Vet su cs.trains.com

Esempio di metropolitana in scala H0. Da un post di Phoebe Vet su cs.trains.com

La realizzazione é semplicissima e lo spazio richiesto minimo: un ovale a doppio binario con un rettilineo di una cinquantina di cm per la stazione, un temporizzatore per far restare i convogli nascosti per un poco, e per farli sostare per un altro po’ in stazione. Usando raggi di curvatura R2U e R3U il tutto occupa uno spazio di 110 x 55 cm.

Un problema c’é: come fare a raggiungere i binari interni e nascosti se per caso un convoglio deraglia o non riparte? come pulirli periodicamente?

La soluzione é semplice: in un caso come quello prospettato non ci sono interconnessioni con altri “pezzi”, dunque la “metropolitana” potrebbe stare in una mensola scorrevole, o estraibile: come un cassetto.

In alternativa, il metrò potrebbe essere collegato con il plastico soprastante (ma allora l’accessibilità dei recessi va ben progettata). Un esempio di una stazione sotterranea sotto la stazione principale si ha nel grande e bel plastico (in H0) di stayathome.ch. In questo caso l’idea é più o meno la stessa: la stazione mostra due binari paralleli. In realtà sono un raddoppio di una linea a binario singolo:

La stazione sotterranea della S-Bahn di stayathome.ch

La stazione sotterranea della S-Bahn di stayathome.ch

La parte alta del tracciato é un elicoidale che raggiunge il piano superiore, dove si trova il plastico vero e proprio:

La parte visibile (piano alto) del plastico di stayathome.ch

La parte visibile (piano alto) del plastico di stayathome.ch

Vi é poi un terzo piano contenente le stazioni nascoste, ma per questo rimandiamo al sito che lo descrive (in tedesco). Forse torneremo a parlarne però perché il design di questo plastico è interessante e merita una presentazione più accurata.

Per la realizzazione della stazione della metropolitana, la soluzione più semplice (ma meno bella) è di preparare un semplice fondale disegnato (se ne trovano in scala 0 ed H0, basta ristamparli ridotti, o farseli con un programma di disegno al computer). Un venditore su ebay ne ha diversi tipi, tutti in ambientazione USA.

Fondale per stazione Metro

Fondale per stazione Metro

Volendo, un produttore giapponese (Permil) nel 2012 ha realizzato delle stazioni della metropolitana in scala N in lasercut e plexyglass.

Stazione Permil con banchina centrale

Stazione Permil con banchina centrale

Stazione Permil con banchina laterale

Stazione Permil con banchina laterale

In realtà farsi da sé le cose é meno complicato che fare il plastico soprastante…

Si potrebbe poi miniaturizzare una scala mobile (magari funzionante?) per collegare la stazione della metropolitana con il piano superiore. Una bella sfida, no?

A questo punto… cosa farci girare? La scelta é ampia. Stayathome più che a una metropolitana pensa ad una stazione di S-bahn posta al piano inferiore, come e ne trovano tante all’estero: vado a memoria e cito (potrei sbagliare) per esempio la stazione di Monaco, o anche (mi pare) la Gare de Lyon a Parigi. Ci fa quindi circolare – essendo l’ambientazione elvetica – treni mossi dalla monocabina Re450.

Volendo fare davvero una “metropolitana” in scala N si possono trovare dei convogli Kato, come il Tokyo Metro Subway Series 02 Marunouchi Line (Kato 10-1126), che ha l’aspetto di una metropolitana classica che si potrebbe trovare un po’ ovunque:

Tokyo Metro Subway Series 02 Marunouchi Line - 6 Cars Set - Kato 10-1126

La vettura pilota del Tokyo Metro Subway Series 02 Marunouchi Line

Sempre da Kato, vi sono (almeno) altre due confezioni:  KA-10-877 ( Tokyo Metro Subway Series 16000 Chiyoda Line) e KA-10-1109 (Tokyo Metro Subway Series 500/300 Marunouchi Line). La prima é di un epoca più moderna:

La vettura pilota del Tokyo Metro Subway Series 16000 Chiyoda Line Kato 10-877

La vettura pilota del Tokyo Metro Subway Series 16000 Chiyoda Line Kato 10-877

La seconda invece ha un look più antico

La vettura pilota del Tokyo Metro Subway Series 500/300 Marunouchi Line 10-1109

La vettura pilota del Tokyo Metro Subway Series 500/300 Marunouchi Line 10-1109

Certo, si tratta di confezioni piuttosto abbondanti per l’uso che abbiamo prospettato: tre vetture sarebbero sufficienti, qui in tutti e tre i csai sono ben sei.

I tre set di metropolitana citati

I tre set di metropolitana citati

Chi fosse interessato ai modelli USA può fare riferimento alle stampe 3D Shapeways di islandmodelworks

Modello in scala N della metropolitana di Boston (solo chassis), da Island Modelworks

Modello in scala N della metropolitana di Boston (solo chassis), da Island Modelworks

Volendo restare in Europa, potrebbero andar bene anche la S-Bahn di Berlino che abbiamo lungamente descritto altrove, nella versione d’antan Arnold-Rivarossi, o in versione moderna con i modelli Kato-Hobbytrain della 481-482 attesi a breve.

Minitrain Rivarossi ET/ES 165, la S-Bahn berlinese

Minitrain Rivarossi ET/ES 165, la S-Bahn berlinese

L’ipotesi che più mi piace però é quella della bella S-Bahn/U-Bahn di Monaco, prodotta da Arnold Rapido in una varietà di livree, che é quella che ha ispirato l’idea iniziale di questo articolo. Si tratta del convoglio ET 420 chiamato in origine “Olympiazug” perché prese servizio nel 1972 in occasione delle (tragiche) Olimpiadi di Monaco. Il modello ha una bellissima illuminazione interna, e quindi si presta particolarmente bene allo scopo. Anche la sua lunghezza complessiva (420 mm) è perfetta per lo scopo indicato.

ET 420 Arnold

ET 420 Arnold

ET 420 Arnold in tre diverse livree, da hornby-deutschland.de

ET 420 Arnold in tre diverse livree 8con pubblicità AEG, Lavamat e Dornkaat), da hornby-deutschland.de/Arnold_Rapido_Club

Il modello, presentato nel 1972, a quaranta anno di distanza é ancora a catalogo, e di tanto in tanto appare con una nuova livrea. Credo che le versioni realizzate siano state oltre 10 – la seguente immagine ne mostra 6.

6 versioni dell'ET 420 Arnold, da hornby-deutschland.de

6 versioni dell’ET 420 Arnold, da hornby-deutschland.de/Arnold_Rapido_Club. Dall’alto: “Handelsblatt”, “Dornkaat”, S-Bahn Munchen blau, Airport München, “AEG”, S-Bahn München rot

Attualmente vi sono almeno in commercio almeno cinque versioni: HN2162 (arancio e bianco, senza pubblicità), HN2163 (Verkehrsrot), HN2164(blu e bianco, senza pubblicità), HN2192 (rosso vino e bianco), HN2193 (arancio-giallo-bianco), tutte con slot per il decoder, ma anche in versione già digitalizzata i in versione sound.

Arnold BR 420, HN2162

Arnold BR 420, HN2162

E volendo restare nel Bel Paese? Ci si può ispirare alla metropolitana di Napoli, che ha utilizzato materiale ordinario per quella che dal 1997 é chiamata “linea 2”. Nel 1925 fu infatti inaugurato il primo “passante ferroviario urbano” d’Italia, noto come “metropolitana FS di Napoli”. Collega la periferia ovest (Bagnoli) con quella est (San Giovanni – Barra) passando per il centro cittadino (Fuorigrotta, Mergellina, piazza Amedeo, Montesanto, piazza Cavour e piazza Garibaldi).

La Linea 2 di Napoli

La Linea 2 di Napoli

Inizialmente fu l’epoca di convogli trainati dalle E.321 a terza rotaia.

La E.321 conservata al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano. Foto Cretaive Commons di Friedrichstrasse, da mediawiki

La E.321 conservata al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano. Foto Creative Commons di Friedrichstrasse, da mediawiki

Poi, nel 1940, venne il tempo delle E.624

E.624

E.624

Nei primi anni sessanta fu la volta di 14 unità  automotrici ALe 803, dotate di gancio automatico. Saranno i treni che resteranno per il maggior numero di anni (oltre tre decenni) in funzione come “metropolitane” tra Pozzuoli e Gianturco.

Nel 1984 le ALe 724 sono a fianco delle ALe 803. Dettaglio da una foto © Francesco Capezza da photorail.com

Nel 1984 le ALe 724 sono a fianco delle ALe 803. Dettaglio da una foto © Francesco Capezza da photorail.com

Dal 1983 il servizio toccò alle ALe.724, ALe.582, ALe.642, come si vede anche in alcuni filmati youtube.

Circa dieci anni dopo furono affiancate dai TAF

TAF a Napoli

TAF a Napoli

In un plastico in scala N ad ambientazione italiana ci sarebbe quindi ampia scelta: per citare alcuni modelli si potrebbe quindi usare la E.624 di ACAR (Achille Carminati), l’ALe 803 di Danifer,  l’ALe 582 di Pirata, il TAF di Trenomodel (Stefano Depietri).

E allora, forza con al metropolitana nel plastico!

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pubblicato: 21 aprile 2012, ultima modifica: 30 ottobre 2013

ACME, ben noto produttori in H0, aveva fatto sperare gli ennisti in occasione dell’annuncio del Frecciargento che però non ha mai raggiunto il mercato. Successivamente, sempre in N aveva commercializzato dei carri merce prodotti da Hobbytrain: non era tantissimo, ma almeno iniziavano a sondare il mercato. Ora a marchio ACME sono usciti dei modelli statici ma decisamente interessanti: una serie di otto tram di Milano della serie 1500.

I Tram de Milan di ACME

C’è un precedente illustre: Rivarossi, in H0, aveva prodotto nel 1962 dei tram milanesi in H0. Del tram c’era la versione gialla e verde, con e senza una rimorchiata. Si trattava di modelli degli “Edison”.

Il Tram di Milano di Rivarossi

“Edison” 218 al Deposito Vittoria negli anni ’60, foto © Stefano Paolini da photorail.com

Non era il primo modello “stradale” della casa di Como, che già in precedenza aveva realizzato dei filobus a inizio anni ’50: i “Minobus”.

Negli anni successivi il “tramway” fu realizzato anche in una versione più economica che poteva prendeva corrente anche solo dai binari, eliminando la necessità di acquistare la (costosa) linea aerea. Un’altra modifica fu la sostituzione dell’asta dotata di un manicotto cavo per la presa di corrente dal filo con un archetto, che allontanava il modello dal suo originale ma permetteva di utilizzare gli scambi più facilmente.

I binari erano affogati nell’asfalto, e il tram correva a centro carreggiata (così gli elementi di binario erano simmetrici e non si creavano complicazioni).

Sistema “Rivarossi Tramway”

Per quanto il sistema si basasse su solo 5 elementi circuitali a base quadrata (un rettilineo, una curva, incrocio a 90°, scambio sinistro e destro), le geometrie che si riuscivano a costruire erano interessanti. Il tutto era facilitato (nella versione dotata di linea aerea) dalla caratteristica di prendere una polarità di corrente da entrambi i binari, e l’altra dalla catenaria. Questo permetteva di costruire cappi di ritorno senza doversi preoccupare di problematiche elettriche.

Un’idea della semplice fantasiosità dei tracciati è resa dalla seguente immagine tratta da un catalogo Trix dell’epoca (tra Trix e Rivarossi c’era una proficua collaborazione commerciale, ed il tramway Rivarossi diventava in Germania uno Strassenbahn Trix con la semplice sostituzione delle scritte italiane con analoghe tedesche).

Esempi di geometrie per tracciati, dal catalogo Trix (clicca per ingrandire).

I tram li ricordo sui cataloghi d’epoca: l’idea di un plastico con ferrovia e tram a fianco era affascinante… Rivarossi aveva realizzato il bel dimostrativo “Plastico Tramway“, nel quale il tram viaggiava su due livelli percorrendo una strada in salita.

Il “plastico Tramway”, da Rivarossi Memories

Un filmato mostra il materiale Rivarossi (assieme a vetture autocostruite) in esercizio. Materiale e plastico sono descritti su Stagniweb.

Sempre in H0, del tram di Milano c’è la realizzazione in lastrina di ottone fotoinciso del modello della serie 1500, realizzato da Carlo Mezzanotte.

Modello del 1500 in fotoincisione, di Carlo Mezzanotte.

Scala N

Ma torniamo ai giorni nostri ed alla scala N. Questa è il dettaglio dei modelli disponibili da ACME:

  •  T001 – LINEA 20 – ANNO 1927 – Numero di serie 1501
  •  T002 – LINEA 1 – ANNO 1928 – Numero di serie 1508
  •  T003 – LINEA 23 – ANNO 1929 – Numero di serie 1636
  •  T004 – LINEA 24 – ANNO 1964 – Numero di serie 1651
  •  T005 – LINEA 8 – ANNO 1970 – Numero di serie 1853
  •  T006 – LINEA 5 – ANNO 2000 – Numero di serie 1978
  •  T007 – LINEA 13 – ANNO 1964 – Numero di serie 1758
  •  T008 – LINEA 9 – ANNO 2000 – Numero di serie indicato dal produttore 1853, numero di serie effettivamente sul modello 1951 (grazie a Marco Lambruschi per la segnalazione)

Riproducono tram della serie 1500 comunemente noti come Ventotto, anche se il primo prototipo, prodotto dalla Carminati & Toselli immatricolato con il numero 1501, risale ad un anno prima. Si tratta di tram ancor oggi in esercizio non solo a Milano: alcuni esemplari, dismessi dalla ATM, hanno varcato l’Atlantico e sono in servizio a San Francisco.

La caratteristica delle prime tre vetture, tutte ambientate alla fine degli anni ’20 con tre diverse livree, è la presenza di due solo porte laterali.

ACME T001: Linea 20, versione del 1927

ACME T002: Linea 1, versione del 1928

ACME T003: Linea 23, versione del 1929

Le due vetture del 1964 (in versione riproducenti due diverse linee) e quella del 1970 sono tra loro uguali, a parte la livrea che passa dal verde degli anno ’60 all’arancione dell’epoca successiva.

ACME T004 e T007: Linee 24 e 13, versione del 1964

ACME T007: Linea 8, versione del 1970

1909 a Piazza Reale nel 1973, foto © Reinhardt Studer, da photorail.com

Le vetture del 2000 sono caratterizzate dal pantografo a braccio:

ACME T006 e T0008: Linee 5 e 9, versione del 2000

Tutte le confezioni comprendono anche un cartello di fermata (ben visibile ad esempio nel modello del 1928).

In un video su youtube ci si può fare una idea anche migliore di quanto non lo permettano le foto. Per vederli bisogna andare al minuto 3:10.

Rimando inoltre al dettagliato post di Marco Lambruschi (uscito quasi in contemporanea a questo) con varie interessanti informazioni addizionali sui modelli e sulle linee.

I modelli sono disponibili presso i rivenditori ACME, come ad esempio Navitren a Milano (cha ha anche un negozio ebay), Tecnomodel o, per stare nella comunità degli ennisti, dai Pirati e Maurizio Casini Ropa. Costano 16 Euro l’uno, con sconto di un Euro a modello se si acquista l’intero set.

Segnalo una thread sul forum ASN che discute questi modelli. Ad un esame fatto da vari appassionati risulterebbero essere perfettamente in scala, un po’ strettini per permettere una facile motorizzazione. In vari hanno iniziato a smontarlo per vedere di poterlo mettere in movimento. Aggiornamenti in proposito sono attesi sul forum. Se poi, dopo averlo motorizzato, ci si ponesse il problema di come realizzarne i binari, c’è un’altra thread in proposito.

In realtà il tram di Milano in N c’era già, ed anche motorizzato. Si tratta di un prodotto da Lorenzo Colli e realizzato in collaborazione con Carminati. E’ tuttora in produzione  a marchio LO.CO con un prezzo al pubblico di € 160,00 nelle due livree verde e arancio. Ė  in fotoincisione, motorizzato e con il faro anteriore è illuminato.

Tram di Milano serie 1500, di Carminati-Colli (LoCo – ACAR) in scala N

Per chi invece fosse interessato a filobus e autobus (statici), segnalo di averi visti in fotoincisione (lastrine da montare) alla fiera di Verona 2012 presso lo stand di EuroTrainSL.

Filobus visto allo stand EuroTrains SL. Sullo sfondo si vede la lastrina.

Nel frattempo Eurotrain SL è sparita dal mercato – a Verona 2013 però gli stessi bus erano presenti nello stand di Stefano Depietri (Trenomodel), questa volta in versione dinamica, azionati con  un sistema analogo al Faller Car System. Nel seguente video si possono intravedere i bus in movimento tra i  Coradia Meridian (Minuetto e Malpensa Express) di Stefano Depietri.

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pubblicato il 3 marzo 2012, ultima modifica 14 marzo 2012

Il Model Expo di Verona è come sempre interessante. Il padiglione del ferromodellismo è il 4, e la scala N non passa inosservata, con ben due modulari di ampie dimensioni. Oltre a quello storico di ASN, lo scorso anno era nato anche quello del Forum Scala N, e i progressi fatti in quest’anno sono impressionanti. Ne parleremo in un post dedicato (ma comunque ci ha pensato Massimo Tironi a mettere un bel numero di foto del modulare sul forum Scala N).

Le novità ormai arrivano in rete e sui forum prima di apparire alle fiere, quindi di quasi tutto già si sapeva e si erano viste le foto sui forum. Le foto che ho fatto in fiera hanno come sempre un problema di luce, riflessi sulle vetrine ecc. – quindi la qualità lascia a desiderare, ma meglio che niente…

Cominciamo dalla vetrina di ASN, che esponeva le Aln668  di Carlo Maldifassi (una coppia verniciata a spruzzo da Mario Malinverno, ed una verniciata a mano). Tantissimi dettagli nei post sul forum ASN. Io aggiungo solo che viste dal vivo, e verniciate con maestria, sono davvero stupende. Cinquanta kit di realizzazione sono stati venduti, e pare che le prenotazioni per la seconda serie fiocchino…

Le Aln 668 in vetrina

C’era poi le E.636 di N-kit (Fabrizio Mungai). Sul forum ASN se ne è ampiamente parlato, ed altrettanto sul forum Scala N – peccato che non mi riesca più di trovare il post relativo, visto che il sito non è indicizzato dai motori di ricerca.

La E.636 N-kit

Sempre nella vetrina ASN c’erano i bellissimi carri DDm di Nino Rizzo Borriello. Si tratta di una riedizione migliorata di un modello (molto richiesto, pare) di cui sul forum ASN si parla da oltre un’anno, e al quale Giuseppe Risso ha dedicato pagine molto dettagliate sul suo sito, con anche le istruzioni per il montaggio a partire dalla lastrina.

Nuovi carri DDM di Nino Rizzo Borriello

Anche se non è italiana. la DRG-91-3 di Giorgio Donzello merita una foto perchè è uno spettacolo…

DRG-91-3

Anche Pirata aveva cose già viste in rete, anche se la Ne120 in versione giallo-verde non l’avevo ancora vista. Peraltro della Ne120 abbiamo già parlato ampiamente di recente.

Ne.120 in livrea giallo-verde di Pirata

Lineamodel ha portato le varie motorizzazioni annunciate e presenti sul suo sito.

Lorenzo Colli aveva la E.428 – per adesso quella con carrozzeria Del Prado, che credo si sia già vista a Norimberga. Anche di questa si sono già viste delle preview sul forum ASN.

E.428 di Lorenzo Colli

Nello stesso stand c’erano Achille Carminati e Alfonso Scoppetta,: fa piacere vedere i tre mettere assieme le forze, pur mantenendo ciascuno la propria individualità. Carminati aveva le nuove realizzazioni dei bagagliai 1934 derivati dai Tibidabo, ma fatti in nuovi stampi con moderne tecniche, e vari carri merce: carri botte di varie fatture, tra cui il fortunato carro Osborne di grande successo in Spagna, che avevo già visto in rete. Bel colpo Achille! Certo, la cosa ha un retrogusto  un po’ amaro: un bravissimo artigiano italiano fa dei pezzi soprattutto FS, ma quello di maggior successo commerciale è un carro RENFE (oltre 300 pezzi venduti sul mercato spagnolo) e non, ad esempio, il carro della “Soc. Chimica dell’Aniene”…

Carro RENFE di Acar

Nello stand ho trovato quella che per me era una novità non annunciata (nel senso che non ne sapevo nulla): la 444R di Alfonso, ancora in versione pre-prototipale. La mostro da più punti di vista proprio perchè (almeno per me) è proprio nuova.

La "ribollita" con Alfonso e Caterina fuori fuoco sullo sfondo

E.444R

E.444.081 (R)

Alfonso non ha ancora deciso se farà nell’immediato un’altra locomotiva a vapore – ora sta pensando alla possibilità di un cofanetto con una terna di tartarughe: prototipo, seconda serie e ribollita.

Altre novità (per me) assolute arrivano da Eurotrain SL. Le loro  Casaralta doppio piano erano già state presentate a Novegro, ma a Verona la produzione è stata completata presentando la semipilota e la testa-convoglio (che in Italia non c’è, ma nelle SNCF è la prima carrozza a ridosso della motrice, ed è un pò rastremata).

Confezione con convoglio di doppio piano SNCF: in alto la semipilota e in basso la "téte du train".

Semipilota delle Ferrovie Nord Milano di Eurotrain SL

In versione italiana le semipilota sono disponibili in due livree FS-Trenitalia e in due livree FNM. Anche le Centoporte 1949R erano già state presentate anche se io le vedevo per la prima volta (l’anno scorso c’erano solo le 1928R). Idem per le Centoporte in livrea straniera (che saranno oggetto di un prossimo articolo).

Altra novità di Eurotrain SL la E444 seconda serie, già fatta da Rivarossi ma ricercatissima sul mercato dell’usato. Il modello è in resina (i pantografi verranno rifatti). In verità a guardare bene bene il modello grezzo ci si legge E.447.

E.444 di Eurotrain SL

Sempre Eurotrain SL aveva in vetrina dei carri merce G in preproduzione.

A Verona sono stato dalle 10 alle 17, e il tempo mi è a malapena bastato per un giro, un pò di foto, il piacere di stringere la  mano a tante persone conosciute nei forum ma mai incontrate fin’ora. Sono praticamenete sicuro che qualcosa di bello da vedere mi sia scappato, non ho avuto tempo di guardare le meraviglie delle scale maggiori, nè di mettere il naso fuori dal Padiglione 4 (se non per un caffè).

Un grande grazie al gruppo del Forum Scala N raccolto attorno a Marco Gallo per l’ospitalità, il clima di amicizia e il pranzo assieme, con ottimi affettati vari e del buon vino (anche tutto questo è documentato nelle già citate foto di Massimo Tironi). Peccato che alla fine non sono nemmeno riuscito a fotografare i modelli che Paolo Angioy aveva portato, ma che comunque sono sempre ben documentati nello spazio dedicato sul fianco di questo blog.

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pubblicato: 7 gennaio 2012;  ultima modifica 11 febbraio 2013

Il nome di Achille Carminati è presente nella scala N da oltre un quarto di secolo. I suoi primi modelli risalgono al 1984, quando le carrozze tipo 1921 e relativo bagagliaio di Tibidabo vengono aggiornate con il gancio standard NEM (“Arnold Rapido”) ed arricchite con arredamento interno in metallo.  In precedenza le Tibidabo avevano il gancio ad occhiello, come le Lima. Le carrozze, in livrea grigio ardesia con logo FS a televisore, vengono commercializzate con il marchio “CDM Tibidabo N“. L’anno prima Achille aveva preso la rappresentanza per l’Italia della francese Jouef, e poco dopo aveva rilevato il magazzino di parti della vecchia Tibidabo.

Bagagliaio Dz95000 ACAR (ex Tibidabo), dalla Collezione Angioy

La collaborazione con Jouef termina dopo tre anni, ed è allora (1986) che nasce il marchio  “Acar Models” (da Achille CARminati) che focalizza sulla sola scala N.

Logo ACAR Models

Per i primi quattro anni (fino al 1990) l’attività si concentra solo sulla riproposizione dei prodotti Tibidabo aggiornati. Le carrozze 1921 escono in livrea castano/isabella e castano, e vengono affiancati dai vari carri merce ex Tibidabo (carri F, Ltm con carbone e senza, e cisterna).

Due carri F per trasporto banane, dalla Collezione Angioy

Nel 1991 arriva la E.626, anch’essa ex Tibidabo ma rimotorizzata, ma soprattutto arriva la prima vera novità originale: una ALn 663  in ottone fotoinciso motorizzata Tomix.

E.626 ACAR ex Tibidabo rimotorizzata, dalla Collezione Angioy

L’anno successivo è il momento di un’altra automotrice: la ALn 880 in ottone fotoinciso, sia singola che con rimorchiata.

ALn 880 Acar, dalla Collezione Angioy

ALn 880 Acar, dalla Collezione Angioy

Le fanno compagnia la Gr.835 folle (ex Tibidabo), un paio di derivazioni Graham Farish (La Gr.737 e un diesel da manovra industriale) e vari altri carri merce derivati da base Tibidabo: il carro cereali Ugkkls, una serie di carri pianali a due assi con stanti e senza (vuoti e con diversi carichi). Assieme a Transmondia Paris dà inzio alla realizzazione di vari carri merce SNCF: ne seguiranno altri negli anni successivi, e vi saranno anche dei carri SBB, ÖBB, MAV, FL (Ferrovie della Lorena).

Gr.835 folle ACAR, dalla Collezione Angioy

ACAR Gr.737

La Gr.737 c’è anche in versione con tender a nafta

Carro SNCF di ACAR

Il 1993 vede la realizzazione della E.424 motorizzata Graham Farish in quattro versioni (anni’50, anni ’60, anni ’80 castano/isabella e completamente castano). Di questa realizzazione non abbiamo reperito foto.

Nel 1995 viene realizzato un tram milanese, in versione verde ed arancione.

Tram ATM di ACAR, foto da freeforumzone.leonardo.it

Tra il 1996 e il 2001 è il turno di un pò di nuovi carri merce italiani: un carro cisterna a due assi con terrazzino “Ausiliare Milano” e 5 diverse versioni di carro tramoggia a carrelli FS.

Tre versioni del carro tramoggia di ACAR, dalla collezione Angioy

Nel 2003 nuova edizione della ALn 663,  ridisegnata in collaborazione con Lorenzo Colli (cassa in alpacca fotoincisa, tetto in metallo, telaio motore su base Greenmax).

Ale.663 ACAR sul plastico di Alex La Torre

Negli anni successivi, fino ad oggi, segue la versione folle della stessa, la elettromotrice E624 “Piacentina” (cassa in ottone fotoinciso, tetto in resina, pantografi Sommerfeldt, telaio motore Greenmax), in due versioni: castano/isabella e grigio ardesia. Arrivano anche dei nuovi merci FS: un carro pianale a carrelli trasporto acido FS (telaio in fotoincisione, carrelli in plastica, cisterna in resina) e un carro F con porta metallica.

E.624 “Piacentina” ACAR

Vista frontale della E.624

Tra la produzione recente vi sono alcuni carro merce: LT in due versioni, un carro trasporto cloro della Società Solvay,

AC3451- Carro trasporto cloro della Società Solvay

AC3451- Carro trasporto cloro della Società Solvay

Art3450 Carro della Soc. Chimica dell’Aniene

Art3450 Carro della Soc. Chimica dell’Aniene

AC3256 CarroLT -Cornigliano SpA

AC3256 CarroLT -Cornigliano SpA

Grazie al solito google, qualche tempo fa abbiano reperito un vecchio listino 2004: ACAR2004, nel quale si vede come oltre ai rotabili, Achille avesse ripreso anche degli accessori ex Pocher: torre dell’acqua, colonna idraulica, sagoma limite. Il listino 2011 è reperibile in rete, così come quello del 2012.

Fino a poco tempo fa Carminati non aveva una presenza stabile in rete, ma appare di tanto in tanto su ebay.it, dove vende i suoi modelli nel negozio Achi50.  Da qualche mese è diventato più facile contattarlo grazie al suo nuovo sito acarmodels.wordpress.com sul quale si possono trovare anche foto di vari suoi modelli.

A fine 2012 Carminati e Colli hanno collaborato alla realizzazione dello splendido Binato Breda del quale parliamo altrove.

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pubblicato il 16 luglio 2011, ultima modifica 23 settembre 2011

I carri FS di MW-Modell in scala N (il cui annuncio era stato riportato su questo blog qualche mese fa) sono ora disponibili. La notizia è un buon pretesto per parlare di carri F, e per vedere cosa sia stato realizzati in proposito in scala N.

Prima del 25 gennaio 1965, la marcatura dei carri FS prevedeva una sigla letterale ed un numero di sei o sette cifre. Le sigle definivano la tipologia del carro, così come la prima cifra del numero (o la seconda per alcune famiglie).  Tutti i carri con centinaia pari erano dotati di freno a vite e di garitta del frenatore, quelli con le centinaia dispari ne erano sprovvisti o erano dotati del solo freno a mano di stazionamento.  I carri chiusi avevano lettera F, G o H. Gli F erano i carri per derrate, avevano sportellini o grigliette, i G avevano sportelli un pò più grandi ed erano adibiti a trasporto bestiame, mentre gli H (completamente chiusi) erano carri isotermici o frigo.

I carri F sono (stati) molto diffusi: nel periodo tra le due guerre (e nei primissimi anni del secondo dopoguerra) ne sono stati costruiti più di 10.000 esemplari in diverse versioni: con e senza un frenatore, con passo lungo e corto, e con 2+2 o 1+1 fori di ventilazione per ogni lato della vettura.

A seguito della la standardizzazione europea di denominazione avvenuta nel 1965, presero il nome di  Ghms (per la versione standard) o Ghkkms, mentre  la sigla Ghkrs è per la versione allungata (precedentemente FF). Nota: sigle e immagini sono desunte da “I nostri carri per le vostre merci (ed. 1972)“.

Carro F (Ghms) a cassa metallica

Carro FF (Ghkrs)

Schema del carro F (Ghms)

Schema del carro FF (Ghkrs)

La sigla Ghms sta per: G = carro coperto di tipo corrente, h  = munito di apposite aperture di aerazione poste a livello del pavimento,  m = munito di piano di carico di lunghezza inferiore ai 9 m, s = atto al regime di circolazione a 100 Km/h. L’aggiunta del kk indica  “limite di carico compreso tra le 20 e le 25 tonnellate”, quindi il carro corto ma con maggior capacità di carico diventa Ghkkms.

I primi carri avevano struttura a doghe di legno, che dapprima erano orizzontali, poi furono verticali. Successivamente furono realizzati in metallo.

Carro F 1924 a doghe orizzontali, foto Stefano Paolini da photorail.com

Carro F 1925 a doghe verticali, foto Stefano Paolini da photorail.com

Confrontando i Ghms a cassa metallica come quello mostrato all’inizio (foto in bianco e nero) con i carri a cassa in legno riportati qui sopra si può osservare come nel passaggio dalle strutture in legno a quelle in metallo il passo si sia allungato (anche se esistono carri in metallo costruiti su telai di carri in legno, oltre a prede di guerra per cui l’eterogeneità di passi e forme non manca…)

Circa la metà dei carri era dotato di garitta per il frenatore, come nelle immagini seguenti. Anche qui si può notare la differenza di passo tra carri in legno e carri in metallo.

Carro F in legno con garitta (foto Stefano Paolini)

Carro F (Ghkkms) in metallo con garitta (foto Stefano Paolini)

Per quanto i carri F siano in genere identificati con quelli con il tetto a 2 falde, vi erano dei carri F anche di forma diversa, come il cosiddetto “Cupolone” o “a monta alta” del 1925. Un esemplare è preservato a Milano Smistamento, un altro è in corso di recupero presso l’Associazione Carrozza Matta.

Carro F a monta alta preservato a Milano Smistamento, foto Stefano Paolini

Schema di Carro F a monta alta (Fma), poi classificato Ghms

Altri carri F con monta non a falde sono quelli costruiti nel 1957, come nell’esempio mostrato in foto.

carro F serie 1957 2183 160 0 024, dal fotostream flick’r di fmd40

Con l’avvento della marcatura UIC, la parte letterale dei carri a monta classica a 2 falde divenne Gh(kk)(m)s, e quella dei carri a tetto tondo Gs. Ma dei carri Gs parleremo un’altra volta.

Carri F con monta a falde in Scala N

In scala N la lunghezza fuori respingenti di questi carri dovrebbe andare dai 57,4 mm del Ghms ai 72,4 mm del Ghkrs. Le versioni con garitta sono di circa 4.5 mm più lunghe.
La produzione industriale di modelli si è occupata in passato di questi carri, e successivamente vari artigiani e piccoli produttori hanno affrontato il tema, per cui la varietà è tanta.

Arnold negli anni ha realizzato varie versioni senza garitta: cat.0375, 0429, 0443 (“Motta”), 4431, 4685, 4689… Alcuni hanno porte bloccate in posizione semiaperta. Come osserva Gigi Voltan “il carro F Arnold è fuori misura, allungato artificiosamente per sfruttare qualche telaio già esistente” – in effetti la lunghezza eccede del 10% la misura in scala dell’F, ma è del 15% troppo corta per essere un FF. Quelli con porta chiusa sembrerebbero un pò meglio, ma dalla foto che ho non si riesce a prendere le misure per controllare.

Arnold 4685

Carro F di Arnold (cat.0408)

Arnold 4689 a porte semiaperte (dalla collezione di Cristian Cicognani)

Carro F 1925 di Arnold (cat.4431)

Anche Minitrix ne ha realizzate varie versioni, che sono in una scala più esatta. Ci sono sia in classica livrea rosso vagone (cassa in legno e cassa in ferro, ad es. cat.3526, ma tutti a passo corto) che nei colori di varie aziende: Martini, Cinzano…

carro F Minitrix cassa in legno (ce ne sono versioni varie, con iscrizioni di altre epoche)

Carro F “Cinzano” di Minitrix (cat.13603), cassa in metallo

Carro F Minitrix “Martini”, cassa in metallo

Tibidabo ne aveva a catalogo in livrea rosso vagone, e in colore giallo per trasporto banane. I modelli Tibidabo, che riproducono carri a cassa in legno, sono poi stati ripresi da Acar.

Carri F Tibidabo da un catalogo d’epoca

Carro F Trasporto Banane – ACAR da stampo Tibidabo – Foto dalla Collezione Angioy

F Tibidabo rosso vagone – dalla collezione Carlo Mercuri

Riviermodel, negozio genovese e noto produttore artigianale agli albori della N, modificava i carri Tibidabo aggiungendo la garitta.

Rarissimo carro F Riviermodel su base Tibidabo, dalla collezione Mercuri

Una piccola curiosità: si osservi come il numero di serie dei due Tibidabo e del Riviermodel sia lo stesso (F 102031) nonostante le diverse livree del carro rosso e di quello per le banane. Il numero permane uguale nel Riviermodel a cui è stata aggiunta la garitta: ma in questo caso la cifra delle centinaia non potrebbe essere “0” dovendo essere dispari!

Il piccolo produttore svizzero Swisstoys (Romeo Pianezzi) aveva prodotto negli anni ’70 tre versioni del carro F FS a doghe in legno: rosso vagone, bianco e grigio. A catalogo avevano numero 51, 52 e 53.

Carri F SwissToys rosso vagone e bianco

Carro F SwissToys grigio

Euromodellismo (di F. Vescovo), un negozio di Milano ormai scomparso, in anni ora lontani e per un breve periodo aveva proposto modelli del carro in cassa metallica a passo lungo con e senza garitta nelle versioni rosso vagone, giallo con bande blu (soccorso), grigio postale  e  grigio di servizio.

Carro F di servizio (saldature) – Euromodellismo – dalla collezione Angioy

Carro F con garitta – Euromodellismo, dalla collezione di Carlo Mercuri

Sottocassa di un F senza garitta – Euromodellismo, dalla collezione di Carlo Mercuri. I ganci (Roco invece che NEM) sono stati sostituiti da Carlo

La leggera imbarcatura del tetto che si nota nel carro con garitta di Euromodellismo la si ritrova in vari dei modelli dello stesso produttore posseduti da Paolo Angioy e visibili nel suo fotostream su Flick’r.

HiTech Railroad Modelling ha carri F (tutti senza garitta) bianchi con loghi pubblicitari Cinzano, Alemagna e Motta (varie versioni) a 25 €, e un carro rosso vagone con luci fine convoglio a 40 €. Anche questi sono modelli rappresentanti carri con cassa in legno.

Carro F “Motta” di HiTech RR Modelling

Assoenne produce lastrine per tre diversi carri F: versione 1912, 1925 e 1942 (tutte senza garitta) a prezzi tra gli 8 e i 10 € (ma gli acquisiti sono riservati ai soci).

Carro F 1912 (cassa in legno)  di Assoenne – passo corto

Carro F 1925 (cassa in legno)  di Assoenne – passo corto

Carro F 1942 di Assoenne – passo lungo

Bellissimi poi i carri prodotti in alpacca e ottone da Sagi. A guardare le foto si stenta a credere siano oggetti in scala N… Sono stati realizzati sia con che senza garitta, a prezzi tra i 50 e i 60€ (ma con forti riduzioni per i possessori di SagiCard).

Carro F senza garitta – Sagi 

Carro F con garitta – Sagi

Carro FFI di Sagi – dalla collezione Angioy

Veniamo quindi ai carri di MW Modell, appena giunti sul mercato (ma verranno prodotti in piccola quantità: 200 esemplari per pezzo). Un set di due carri (con numeri di serie diversi) costa 50 €.

Carro F senza garitta di MW Modell (foto Sven Franz, clicca sull’immagine per ingrandire)

Davvero notevole l’agganciamento ravvicinatissimo! Sono disponibili sia con che senza garitta (lunghezze rispettivamente 62 mm e 57,5 mm), in varianti epoca 3 ed epoca 4.

Le tre versioni (corrispondenti a tre diverse epoche) del carro F con garitta di MW Modell (foto Sven Franz)

Ricordo infine che a Verona sono stati presentati dei carri F di Pirata ancora non completi. Ora sono a catalogo. Anche questi sono venduti a 50 € la coppia, e ci sono tre versioni con Garitta e tre senza, consegna 2011… insomma, sono proprio un “rebranding” dei carri di MW Modell! (Coincidono anche i numeri di catalogo: N-IT-401a/b/c e N-IT-402a/b/c, che seguono lo standard di numerazione di MW Modell).

Carro F di Pi.r.a.t.a. (ancora senza respingenti e decals) assieme alla d341 in esposizione al ModelExpo 2011 a verona

Anche se abbiamo detto che dei carri Gs parleremo in futuro, citiamo qui il carro offerto da Fine Scale München perchè esplicitamente dichiarato come “carro F”. si tratta di una elaborazione di un carro Minitrix a cui sono state aggiunte delle lanterne di fine convoglio lampeggianti e molto curate: 96 € per averlo… Peccato il tipo di logo FS scelto, piuttosto improbabile su un carro a doghe in legno di questo tipo che sarebbe certamente più “a tono” con logo di altra epoca. Sotto, un filmato del carro in azione.

Elaborazione su base Minitrix di Fine Scale München.

Grazie a Paolo Angioy, Carlo Mercuri e Cristian Cicognani per le loro foto, a Carlo Mercuri e a Gigi Voltan per commenti e correzioni, e a tutti i partecipanti alla menzionata thread sul forum ScalaN per le informazioni senza le quali questo post sarebbe stato molto meno ricco.

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Artigiani di un tempo

Pubblicato 8 ottobre 2009, ultimo aggiornamento: 7 marzo 2015

Negli ultimi anni la costante presenza degli artigiani ha tenuto viva la produzione di rotabili italiani in scala N. Cercando un pò con Google sono riuscito a trovare qua e là varie indicazioni che mi hano permesso di ricostruire buona parte di questa produzione, fino ad ottenere un panorama che se anche forse non è completo al 100% può dare una buona idea di quanto ci sia.

Di recente ho poi scoperto sul forum di ferroamatori.it che già un quarto di secolo fa il contributo degli artigiani aveva disegnato uno scenario ricco. Cito testualmente:
Non è vero che c’è poco o nulla; esclusa la E 326 e il 95% del Vapore, il resto è stato prodotto tutto o quasi. Se trovate il n° 8 di “Fermodel News” (1984) c’è un brillante articolo su come iniziare una collezione in “N”. Oltre alle ditte ARNOLD, LIMA, RIVAROSSI, TIBIDABO, ROCO, TRIX, ROCO, FLEISCHMANN; c’erano i vari: “Cestaro”, “Carminati” “Riviermodel” “Navitren”, “Luzietti” ecc. (dimenticherò sicuramente qualcuno) producevano artigianalmente locomotive italiane elettriche, Automotrici ed Elettromotrici. C’erano le “Cento porte”, le “Corbellini”, e le “X”. Carri merce tantissimi. E 626,636,424,444,656,645,646,428 (in tutte e tre le serie); D 341, (tutte e due le serie) 342 e 345. Aln 880, 668, 990; Ale 840“.

In un vecchio forum si trova anche un commento (del 1998) sulla qualità di vari pezzi dell’epoca. Non incoraggiantissimo,  per la verità, ma pare di capire che l’estensore fosse piuttosto esigente.

Ma dove è finito tutto questo?
Carminati è ancora attivo con la sua “ACAR” (vedi la pagina dedicata agli artigiani attivi oggi). “Navitren” è un negozio a Milano, ma non ho trovato informazioni sulla sua produzione in N. Di altri alcune (poche) cose sono riuscito a scoprirle soprattutto scavando nel vecchio Forum di ASN, o aiutandomi con google. Non è stato facilissimo anche perché parte della produzione é avvenuta prima che la Web diventasse diffusa come lo è oggi. Sempre grazie al Forum, alcuni hanno raccolto il mio invito a aggiungere informazioni- grazie! – se qualcuno ne ha altre sarebbe bello che lasciasse ulteriori commenti. Ecco quel che ho trovato (ovviamente relativo alla sola scala N):


ARMO di Claudio Cantarella

Logo di ARMO

Logo di ARMO

ARMO = Artigiana Modelli. Difficile ricostruire la produzione di Claudio Cantarella, bresciano, purtroppo scomparso nel 1998 per un male incurabile. Nel web sono rimaste pochissime tracce, ad esempio il fatto che nel 1995 presentò a Norimberga un modello di ALn 668 (dal Bollettino FIMF del Maggio 1996). Oltre a vari carri merce, ha prodotto almeno i seguenti modelli di motrici

  1. D.213 (derivata da un modello Arnold)
  2. D.236 (derivata da un modello Minitrix)
  3. D.245
  4. D.250 (motorizzate Euromodell)
  5. ALn 668
  6. ALn 556
  7. E.428
  8. E.633 (lastrine in ottone)
  9. Badoni (in almeno 5 diverse versioni)
  10. un Köf italianizzato (due livree)
D.245 ARMO

D.245 ARMO

E.428 ARMO

E.428 ARMO – Molto dettagliata. poteva circolare solo di curve di ampio raggio

Recentemente Carlo Mercuri ha pubblicato sul suo sito alcune foto dei carri merce prodotti da Ar.Mo.

Si veda inoltre su questo blog l’articolo relativo alle macchine a vapore realizzate da Cantarella in piccolissimo numero (forse esemplari unici).


Claudio Cestaro

D345 Cestaro (motrice e foto di Alex Corsico)

D345 Cestaro (motrice e foto di Alex Corsico)

Definito da vari “uno dei miti della scala N”. Credo non sia più attivo da inizio millennio. Chi ha visto i suoi prodotti li definisce “oggetti di gioielleria”. Di molti modelli non esistono più di una ventina di copie.

  1. D 143 (dal bollettino FIMF Gen 2001)
  2. D345 (altre foto sul Blog di Alex Corsico)
  3. E 633
  4. E 636
  5. E 645
  6. E 646
  7. E 656.301
  8. ETR 250 Arlecchino
  9. ALn 663
  10. Ale 840 + Le 840

COMFER

E.636 di Comfer

E.636 di Comfer

Di questo produttore (Montorsi-Merin? di San Vito di Modena), attivo pare negli anni 70, ho inizialmente trovato solo una traccia in un sito francese (rc-truck) che non pare più aggiornato da qualche anno, e in un vecchio post del 2001 sul forum ASN. Secondo quest’ultimo pare che la E636 avesse motorizzazione Lima simile a quella dell’E424 di seconda serie (Buhler), con trasmissione solo su una delle due semicasse.
Successivamente ho trovato una bellissima foto che mostra vari altri modelli di questo poco noto, o poco ricordato, produttore. non è chiaro se i modelli fossero autoprodotti, o se si tratto della commercializzazione di macchine fatte da artigiani vari.

  1. E 636
  2. E 428
  3. E 626
  4. Gr 835
Produzione Comfer

Produzione Comfer


Euromodellismo di Fabrizio Vescovo

 

E444R di Euromodellismo

E444R di Euromodellismo

Ha cessato l’attività da qualche anno. La sua pagina web è ancora attiva, ma le informazioni sono obsolete. Aveva prodotto delle casse in resina di motrici che erano montate su meccaniche industriali. Erano caratterizzate da una estetica accettabile e un ottimo funzionamento, a quanto si legge sul vecchio forum di ASN.

  1. E 412 cassa in resina (prodotta da Laser, come Fratix) su meccanica Roco e/o Fleischmann – circa 200 esemplari prodotti (in due diverse versioni – con e senza scritta E412 sulla fiancata)
  2. E 444R cassa in resina su meccanica Rivarossi
La E.412 di Euromodellismo

La E.412 di Euromodellismo


MFAL di Mario Luzzietti
Mario Luzzietti (prematuramente scomparso nel 1998) aveva fondato la ditta MFAL a Ostia Lido. Dopo la sua dipartita  la produzione MFAL è proseguita in UTE.CA.. In Scala N UTECA produce alcuni vagoni e vari accessori per plastici (gru, cabina di manovra, deviatoi…) ma nessuna motrice (mentre hanno bellissime motrici in scala H0). Di recente (Novegro 2009) UTECA ha lanciato il marchio TriNacria, con il quale presenterà la propria produzione N (almeno per il momento ancora vetture e non motrici). Della produzione di Luzzietti invece non ho trovato per la N altra citazione che quella succitata del forum di ferroamatori.it. Ma davvero aveva prodotto delle cose in N?


Angelo Pozzati

ALn 880 di Pozzati

ALn 880 di Pozzati

Di Angelo Pozzati avevo raccolto notizie da Paolo Angioy e da Mario (cipio88). Produsse poi vari modelli, molto pesanti e grazie all’inerzia causata dal loro peso con eccellenti proprietà di marcia. Recentemente Angelo mi ha contattato, dandomi un sacco di informazioni “di prima mano”. Le ho riportate in un post apposito, al quale rimando.


Riviermodel
E’ un negozio genovese, 25 anni fa di proprietà Cereda. Aveva sede in viale Garbieri prima, e successivamente in Corso Europa. Produceva modelli di automotrici ed elettromotrici. Ha prodotto (in lamierino) anche le uniche centoporte in scala N prima di quelle di Lidia Santi (Eurorail Models – Eurotrain SL).

  1. ALn 880
  2. ALn 990
  3. ALe 840
  4. E 636
Centoporte di Riviermodel (in metallo)

Centoporte di Riviermodel (in metallo)

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Pubblicato il 27 settembre 2009, ultimo aggiornamento 24 gennaio 2015

In varie pagine ho raccolto informazioni sui modelli prodotti. Penso sia utile centralizzare qui la lista dei riferimenti ai produttori (artigianali e industriali) con indicazione del sito web se disponibile o altre informazioni di contatto.

NOTA: la presente lista cerca di raccogliere tutti i produttori, ma quasi certamente non è completa. Siamo felici di ricevere segnalazioni di eventuali assenze per integrarla.

Produttori artigianali attivi

A rischio di qualche omissione, la lista comprende sia piccole aziende registrate con una importante presenza sul mercato della scala N ed una significativa produzione che hobbisti evoluti che producono modelli (ed eventualmente anche accessori per plastico) prevalentemente per uso personale, ma che ne cedono esemplari a terzi.

nome descrizione ne parliamo qui
ACAR Models di Achille Carminati, Milano.  acarmi@libero.it  –  Tel 335 6266009 – per maggiori dettagli vedi il loro sito web. Alcuni modelli sono commercializzati assieme a LoCo. ACAR models: i modelli di Achille Carminati
Borrello di Nino Rizzo Borrello I segnali (e alto) di Nino Rizzo-Borrello
Brennero Models di Pietro Sanguini Brenneromodels (Pietro Sanguini)
DANIfer di Giuseppe Borzellino. Non ha un sito, ma varie informazioni e indirizzo sono reperibili qui. DANfer di Giuseppe Borzellino
DecalEnne di Blaine Bachmann. Decals per la modifica di rotabili.  Articoli taggati decalenne
Euromodell FP di Bodo Fonfara, produttore tedesco. Modelli (principalmente italiani) realizzati a mano in piccola serie
Fine Scale Muenchen di Helmuth Schwinghammer – Modelli di precisione in ottone in serie limitate (da 5 a 50 pezzi).
Fratix di Guido Andrea Fraticelli. Attivo in scala N vari anni fa, ha di recente (2015) ripreso a produrre modelli di carrozze italiane in scala N. Articoli taggati Fratix 
Hitech-rr-modelling di Alfonso Scoppetta e Caterina Mancuso. – Via Bolognese Nord, 63/A 59024 Vernio, località Sasseta (Prato). In N produce alcune locomotive (con cassa in resina), una ventina di carri merci, oltre ad accessori vari. Nasce un nuovo produttore: Hitech-RR-Modelling (Alfonso Scoppetta)
Irmodel di Nino Iraci. Irmodel si autodefinisce “nè un produttore nè di un artigiano ma una sigla creata da un semplice appassionato di modellismo ferroviario.” E’ comunque un  piccolo produttore hobbistico “disposto a condividere con un ristretto numero di amici la propria collezione  a fronte di una partcipazione alle spese”.  In passato ha realizzato casse in resina di motrici, attualmente (febbraio 2013) il sito riporta motrici, carrozze e accessori come decals. Articoli taggati Irmodel 
La Torre di Alex La Torre Alex La Torre: segnali ma non solo
Lineamodel di Vincenzo Pisano. Piazza IV Novembre N°39 – 51015 – Monsummano Terme – Pistoia. Modelli  e accesori in kit di montaggio in ottone – disponibili anche montati in serie limitata. Attivo dal 1994.
LoCo di Lorenzo Colli – nata nel 1989 come “Riproduzioni Artigianali.” – modelli realizzati principalmente in metallo in un numero limitato di copie.  I modelli di Lorenzo Colli (LoCo)
Locomodel di Giorgio Donzello – costruzioni esclusive in piccolissime tirature di modelli ferroviari costruiti a mano, in tutto metallo, per collezionisti
N-Kit N-Kit – di Fabrizio Mungai – Luca Petruzzo N-kit (Fabrizio Mungai – Luca Petruzzo)
Malinverno di Mario Malinverno Le lastrine di Mario Malinverno
naldinivittorio di Vittorio Naldini. Artigiano romano, offre modelli di treni e tram sia in scatola di montaggio, sia completati e verniciati  Articoli taggati Naldini
Pirata Models PIccole Riproduzioni Artigianali di Treni e Affini – Modelli ferroviari italiani in scala N
Prin Derre di Gianni Prin Derre gianni.prinderre@fastwebnet.it  I modelli di Gianni Prin-Derre
RCR di Stefano Ramunno e Maurizio Casini Ropa (mcr160@libero.it)
Via Montonale Basso 25015 DESENZANO D/G – Brescia – elaborazioni su base di modelli industriali (Minitrix, Fleischmann, Arnold) rcrmodels@msn.com mcr160@libero.it – non ha sito web
Randgust di Randall D. Gustafson. Piccolo produttore USA che tra vari modelli americani produce la versione italiana della 65-ton Withcomb, arrivata nella seconda guerra mondiale e rimasta qui come D143.  Le Truman
SAGI Fa principalmente H0, ma ha degli splendidi carri anche in scala N
Tecnomodel Principalmente si occupa di commercializzazione, ma c’è anche un modello (D143) prodotto con il suo marchio.
Trenomodel di Stefano Depietri. trenomodel@libero.it  Il Minuetto
Uteca – TriNacria Principalmente H0, ma nella linea TriNacria anche vari bei modelli in N  Trinacria-Uteca

Sempre senza pretesa di completezza, la seguente lista riguarda produttori di soli accessori per plastico (a tema italiano in scala N), ma non rotabili.

nome descrizione ne parliamo qui
Il Treno Segnali, palificazioni ed altri acccessori per plastici
Stefano Mencaroni Palificazioni ed altri acccessori per plastici
Ninive Accessori vari per plastici
Simplonmodel Accessori vari per plastici

Produttori artigianali non più attivi

Abbiamo dedicato un articolo ai produttori di un tempo. Produttori attivi nel recente passato sono listati nel seguente elenco:

nome descrizione ne parliamo qui
ALMA Models di Alessandro Pone c/o MCAuto SRL Via del Gelso 11 59100 Prato – Realizzazione di modelli ferroviari ed accessori in scala N. Alma Models nasce dalla fusione di Digitaltrain ed Ennemodelli. Da qualche anno però non esiste più, ed il sito http://www.almamodels.it/ è scomparso.
CLMHitech Articolate FS realizzate con carrozzeria in fusione metallica. Non più attivo. Il loro sito http://www.clmhitech.com ora appartiene a una compagnia giapponese che si occupa di … perdita di capelli! (2013)
Eurorail Models di Lidia Santi – dal sett. 09 ha terminato la produzione e si è trasformata in “Eurotrain SL”. Il sito web www.eurorailmodels.eu non è più attivo dal 6/9/9. Vedi qui per approfondimenti.  Articoli su Eurorail Models
Eurotrain SL di Lidia Santi e Alberto Casiraghi.
Via Adolfo Venturi, 17, 41041-Formigine Fraz. Casinalbo (MO) / Telefono: +39 327 1776645 vecchia sede: Via Vignali, 138 27010-Miradolo Terme (PV). Nuovo nome di Eurorail Models di cui aveva ripreso la produzione di alcuni modelli migliorando la qualità dei prodotti ed adeguando (in alto) i prezzi. Dall’inizio del 2013 non più attivi nella produzione di modelli in scala N, il loro dominio web http://www.eurotrainsl.eu non è più registrat
Che succede a Eurotrain SL?Articoli su Eurotrain SL
Ferrovia del Caimano di Ilario Baccari. A fine ottobre 09 il suo sito è sparito, ingoiato dal naufragio di geocities. Un anno dopo è stato recuperato da oocities (ma non è più mantenuto da Ilario) Ilario baccari e la Ferrovia del Caimano

Produttori industriali

ACME S.r.l. Via Lombardia 27 – 20131 Milano. Produttore di modelli in H0, dopo aver commercializzato dei modelli di Fratix, nel 2010 ha iniziato a mettere a catalogo modelli in scala N, che però non sono mai arrivati in produzione. Nel 2013 ha collaborato con Pirata per la realizzazione delle Gran Confort.
Arnold Rapido Inventore della scala N commerciale, ora assorbito da Hornby International per conto del quale concentra tutta la produzione in N
Atlas Produttore USA, negli anni 70-90 ha prodotto modelli italiani ed europei in collaborazione con Rivarossi. Ora fa solo modelli USA.
CIL “Compañia International del Libro”, editore. Ha prodotto una serie di locomotive in scala N vendute in edicola in Spagna, Germania e Portogallo. Due modelli erano italiani.
Del Prado Produttore spagnolo di materiale da hobby venduto prevalentemente in edicola. Ha pubblicato la collezione “Trains of the world” comprendente 100 modelli in scala N, di cui una decina italiani.
Fleischmann Un pilastro della storia della scala N internazionale, ora appartenente alla Modelleisenbahn-Holding
Lematec Prestige Models Produttore svizzero, ha ripreso il cammino di Lemaco dal 2006. Quest’ultima, dopo un’attività ventennale, ha cessato la produzione, ed è ora presente solo come importatore di giocattoli.
Hobbytrain Produttore austriaco, negli anni ha collaborato con Lima e Kato prima di diventare nel 2002 una divisione di Lemke.
Ibertren Produttore spagnolo, vari anni fa ha prodotto un modello di una loco industriale (ex DB) di una ditta italiana,
Kato Produttore giapponese, di interesse perchè ha prodotto dei treni europei (SBB RAe e SNFC TGV) che hanno circolato in Italia.
Lima Marchio storico e primo produttore di scala N in Italia, ora assorbito da Hornby International produce ormai solo H0
Mehano Produttore sloveno, ha prodotto materiale italiano usando anche il marchio Tibidabo.
Minitrix Uno dei grandi produttori tedeschi, dal 1998 è parte di Märklin
NewRay Produttore di giocattoli di Hong Kong. Nella produzione passata anche alcuni treni a batteria in plastica in scala N, usabili come base per elaborare modelli. Sul sito non c’è traccia dei modelli ferroviari, che tuttavia ancora si trovano occasionalmente in grandi magazzini o supermercati.
Rivarossi Marchio storico del modellismo italiano, ha prodotto in scala N negli anni 70-90 anche con il marchio Atlas. Ora il marchio Rivarossi fa parte della collezione Hornby International e produce solo H0
Roco Marchio austriaco, acquisito da Modelleisenbahn-Holding dopo un fallimento. Dopo l’acquisto di Fleischmann da parte di Modelleisenbahn-Holding nel 2009 produce solo H0
Tibidabo Storico marchio torinese, poi rilevato dallo scomparso Gianfranco Bianco e usato da Mehano per parte della sua produzione. Non ha sito web.
Tomytec Produttore giapponese, interessante per la produzione di carrelli motorizzati usabili per motorizzare modelli statici

Vedi anche la lista di Modellismo ferroviario (comprende anche produttori in scale diverse dalla N)

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ultimo aggiornamento: 20 marzo 2011

Elettrotreni e automotrici hanno, almeno per me, un fascino particolare. Prima di iniziare questo blog e quindi di guardare in giro in modo sistematico la disponibilità di modelli di questa categoria in scala N pensavo non ci fosse nulla di italiano. Negli anni 70 l’unico oggetto disponibile era la affascinante elettromotrice svizzera RBe 4/4 della Lima, che però essendo Lima andava come andava, e poi non era italiana… “Littorine”, quindi, niente…

SBB RBe 4/4 Lima

SBB RBe 4/4 Lima

Oggi, grazie alla produzione artigianale, c’è una buona copertura del parco di automotrici (diesel o elettriche) italiane. Ecco la lista dei modelli con i relativi produttori:



AUTOMOTRICI DIESEL



ALn 442-448 (TEE)

ALn-442-448 di Lematec

ALn-442-448 di Lematec

  1. Pozzati
  2. Fine Scale Munchen
  3. Lematec
  4. Locomodel (Giorgio Dinzello)
  5. LoCo (Locomodels, Lorenzo Colli)

ALn556 (“Littorina”)

ALn 556 statica di Del Prado

ALn 556 statica di Del Prado

  1. Del Prado (modello statico)

ALn663

ALn663-1142

ALn663-1142 motorizzata di ACAR

  1. ACAR – realizzata in metallo fotoinciso, telaio motorizzato di produzione giapponese con trazione su ambedue i carrelli. Il modello folle è dotato di arredamento interno. Numeri di servizio: Aln 663-1142 (motorizzato) e Aln 663-1199 (folle). Articoli n. AC1601 e AC1601F della Acar Models.

ALn668

ALn 668 di Danifer dal sito di Alessandro Corsico

ALn 668 di Danifer dal sito di Alessandro Corsico

  1. Danifer
  2. ASN (Associazione Amici Scala N

ALn 772

Aln772 di Almamodel

  1. ALMA
  2. Vittorio Naldini

ALn 990

ALn 990 di Fine Scale Munchen

  1. Fine Scale Munchen
  2. Linemodel

ALn 1205 (Ferrovie Reggiane)

ALn1205 Ferrovie Reggiane, Arnold 1998-2002

ALn1205 Ferrovie Reggiane, Arnold 1998-2002

  1. Arnold (a listino dal 1998 al 2002)

Stadler GTW 2/6 (SAD – Treno Alto Adige)

GTW 6/2 Ferrovia della Val Venosta

GTW 6/2 Ferrovia della Val Venosta

  1. Fine Scale Munchen (in due livree)


ELETTROMOTRICI



ALe426-Le736-Ale506 TAF

Treni ad Alta Frequentazione

  1. EuroTrainSL


ALe501-Aln501 Minuetto

Il Minuetto ALe 501 di Locomodel

Il Minuetto ALe 501 di Locomodel

  1. Locomodel

ALe582/Le763/Le562

ALe582 di Pirata

  1. Pirata

ALe 601

ALe 601  di Vittorio Naldini

ALe 601 di Vittorio Naldini

  1. Vittorio Naldini

ALe 803

ALe 803 di DANIfer, da La stazione di Cretaz

ALe 803 di DANIfer, da “La stazione di Cretaz”

  1. Danifer

ALe 840

ALe840 di ALMA

ALe840 di ALMA

  1. ALMA
  2. Assoenne (anche la Le840)
  3. CLM
  4. Danifer
  5. LoCo

ALe 880 – Ale790

  1. ALMA
  2. LoCo

E623

e623 Varesina di LoCo

e623 Varesina di LoCo

  1. LoCo

E624
E624 "Piacentina" di ACAR

  1. ACAR – automotrice elettrica E 624-006 “Piacentina” delle F.S., versione anni 50′-60′ Castano-Isabella. Art. Nr. AC1802 della Acar Models. Carrozzeria in ottone fotoinciso, pantografi Sommerfeldt, telaio motorizzato giapponese con trazione su entrambi i carrelli.


AUTOTRENI ED ELETTROTRENI



ATR100

ATR 100 di LocoModel nella versione rinnovata dopo la prima grande revisione

  1. LocoModel

ETR 200

  1. LoCo

ETR 250

ETR 250  di Vittorio Naldini

ETR 250 di Vittorio Naldini

  1. Vittorio Naldini

ETR 300 – Settebello

ETR 300 Settebello di Euromodell FP

ETR 300 Settebello di Euromodell FP

  1. Euromodell FP (treno completo, 7 carrozze)
  2. Del Prado (modello statico della vettura di testa)

ETR 450

ETR450 TrenoOK

  1. Vittorio Naldini (Rosso e bianco/TrenoOK

ETR 480 – Pendolino

ETR480 statica di Del Prado

ETR480 statica di Del Prado

  1. NewRay (giocattolo composto di due motrici e due vetture intermedie)
  2. Del Prado (modello statico della vettura di testa)

ETR500

ETR500 di New Ray

ETR500 di New Ray

  1. NewRay (giocattolo composto di due motrici e due vetture intermedie)
  2. Del Prado (modello statico della motrice, E404)
  3. Euromodell FP

ETR600/ETR610

ETR600 di ACME

ETR600 FrecciaArgento di ACME

  1. ACME (ETR600 FrecciaArgento Trenitalia / ETR610 Cisalpino) – produzione 2010


AUTOMOTRICI STRANIERE SUI BINARI ITALIANI



Due TEE stranieri (svizzero e tedesco) hanno percorso i binari italiani, e sono stati riprodotti industrialmente in scala N (anche se ora sono entrambi fuori produzione). Inoltre è disponibile il TGV che collega Milano e Torino a Parigi.

SBB RAe II (TEE)

SBB RAe (TEE) di Hobbytrain

SBB RAe (TEE) di Hobbytrain

  1. Hobbytrain

SBB RABe Gottardo

SBB RABe Gottardo di Hobbytrain-Kato

SBB RABe Gottardo di Hobbytrain-Kato

  1. Hobbytrain-Kato

DB VT-11 (TEE)

DB VT-11 di Roco

DB VT-11 di Roco

  1. Roco
  2. Del Prado (la sola motrice, statica)

TGV
Ci sono varie realizzazione di TGV in scala N, specie ad opera di Kato. Per una lista si veda railfaneurope. Mi pare che nessuna delle versioni corrisponda esattamente al TGV Artesia che fa servizio a Milano e Torino, ma che quello in versione “ligne du coeur”, o forse meglio nella POS commercializzata ad esempio da Tecnomodel sia quello che più si avvicina.

TGV Kato

  1. Kato


LINK AI PRODUTTORI CITATI



Per gli indirizzi dei produttori vedi la pagina Produttori di rotabili italiani in scala N

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Pubblicato il 13 giugno 2009, ultimo aggiornamento: 25 giugno 2016

Wikipedia riporta una lista di locomotive a vapore in forza alle FS di ben 68 modelli a scartamento normale e 5 a scartamento ridotto. La lista riportata da “il mondo dei treni” (che distingue anche le sottoserie aventi lo stesso numero) arriva a contare 136 tipi solo per lo scartamento normale.   In scala N se trova solo un piccolo sottoinsieme. Per la maggior parte si tratta di loco tedesche rimaste in Italia come prede belliche. Ecco la lista (probabilmente incompleta?) dei modellini che sono riuscito a rintracciare. Come per le altre liste, vengono elencati solo i modelli che sono o sono stati prodotti per la commercializzazione, e non i modelli unici di hobbisti. Alcuni modelli unici sono riportati in altri post:

Segnalo anche la interessante raccolta dei disegni quotati di gran parte delle loco a vapore italiane, e una lista di loco in H0 (utile per confronto e riferimento).



Gr. 60

Gr.60 FIne Scale München FS Nebenbahn-Dampftriebwagen mit Post-/GepŠckabteil (grŸn) Reihe 60 (Ansicht von vorne und von hinten) FINESCALE M†NCHEN Exclusive Kleinstserien-Eisenbahnmodelle Helmuth Schwinghammer Fichtenstra§e 2a D-82065 Baierbrunn bei MŸnchen Telefon +49 (0)89 / 74485119 Fax +49 (0)89 / 79369344 eMail:  finescalemuc@web.de Internet:  www.finescalemuc.de

Gr.60 Fine Scale München

 

  1. Fine Scale Muenchen

Gr. 271/Gr. 272
rodiggio 0-3-0

R53 Fleischmann, italianizzabile in Gr 271/Gr272

BR53 Fleischmann, italianizzabile in Gr 271/Gr272

  1. Fleischmann (Br53)
  2. RCR

Gr. 422/Gr. 423
rodiggio 0-4-0 – vedi l’articolo dedicato

Arnold Rapido 2515

Arnold Rapido 2515, italianizzabile come Gr.422

  1. Arnold (001, prodotta come 422 dal 1980 al 1983 e come 423 nel 1983/4, ex Preußische G 8, a catalog con il n. 2516 ha decals FS )

Gr. 460
rodiggio 0-4-0 – vedi l’articolo dedicato

RCR Gr460 ottenuta modificando una BR55 Fleischmann, foto di Deltaforce

RCR Gr460 ottenuta modificando una BR55 Fleischmann, foto di Deltaforce

  1. Fleischmann art. 715502- FS Gr.460
  2. Fleischmann art. 7153 (ex Br55 25-56, ex Preußische G 8.1)
  3. RCR

Gr. 473

rodiggio 0-5-0 – vedi l’articolo dedicato

Hobbytrain 10572

Hobbytrain 10572 – Italianizzabile come Gr473 – Modello della G10 prussiana- al termine della prima guerra mondiale 9 unità furono consegnata all’Italia come parziale riparazione dei danni di guerra.

  1. Hobbytrain
  2. Minitrix 12248

Gr. 650

SFAI 1811 Del Prafo - foto da digilander.libero.it/sportinglife

SFAI 1811 Del Prafo – foto da digilander.libero.it/sportinglife

rodiggio 2-3-0

  1. Del Prado (modello statico, nella versione SFAI)

Gr. 675
rodiggio 2-3-0

 Gr 675 ottenuta da RCR modificando una Fleischmann DR 38 10-40, foto di Deltaforce

Gr 675 ottenuta da RCR modificando una Fleischmann DR 38 10-40, foto di Deltaforce

  1. Fleischmann art.7167 (ex DR 38 10-40, ex Preußische P 8 )
  2. RCR

Gr. 677

rodiggio 2-3-0

FS Gr677 di Minitrix

FS Gr677 di Minitrix

  1. Minitrix (ex Preußische S 10) Art. 51 2082 00
  2. RCR

Gr. 685

rodiggio 1-3-1

Gr685 - Pezzi ottenuti dagli stampi Tibidabo

GR.685 Rivarossi in H0, riportata qui per dare l'idea

GR.685 Rivarossi in H0, riportata qui per dare l’idea

  1. Tibidabo – modello per il quale furono realizzati stampi, ma che non era mai andato in produzione
  2. ACAR Models – modelli in resina ricavati dallo stampo Tibidabo

Gr. 691

rodiggio 2-3-1 (Pacific)

La Gr691 di Bodo Fonfara (Euromodell FP)

La Gr691 di Bodo Fonfara (Euromodell FP)

  1. Euromodell FP (022)
  2. Del Prado (modello statico)

GR. 737

rodiggio 1-4-0

Gr.737 di ACAR

Gr.737 di ACAR

  1. CMM – Pozzati (vedi articolo dedicato)
  2. ACAR Models (001 e 003), ottenute modificando una base Graham Farish inglese ex F8 della LMS. Articolo n.1402/A e n.1402/B della Acar Models. Carrozzeria in metallo pressofuso, motore a 5 poli. Anche in versione con tender a gasolio
Gr.737 a gasolio, di ACAR

Gr.737 a gasolio, di ACAR

Si veda anche l’articolo di Giuseppe Risso come trasfomare una Graham Farish 8F in una FS Gr.737.


Gr. 740

rodiggio 1-4-0

Euromodell FP- FS 740

Euromodell FP- FS 740

  1. Euromodell FP

Gr. 743

rodiggio 1-4-0

Euromodell FP- FS 743

Euromodell FP- FS 743

  1. Euromodell FP

Gr. 800 “Cubo”
rodiggio 0-2-0

Gr.800 "Cubo" FIne Scale München

Gr.800 “Cubo” FIne Scale München

  1. Fine Scale Muenchen


Gr. 835

rodiggio 0-3-0

La Gr. 835 di HiTech RR Modelling, foto di Christian CIcognani

La Gr. 835 di HiTech RR Modelling, foto di Christian CIcognani

  1. Tibidabo (prodotta nel 1966)
  2. ACAR Models (non motorizzata)
  3. Atlas/Rivarossi (Modello 2190, discretamente simile anche se con biellismo semplificato e duomo invertito)
  4. HiTech RR Modelling, prodotta nel 2010, (290€ su prenotazione)

Gr. 875
rodiggio 1-3-0

Gr. 875 di JMT

Gr. 875 di JMT, Foto di Marco Emili dal forum ASN

  1. JMT, presentata nel 2012

Gr. 880

rodiggio 1-3-0

FS Gr.880 CIL

FS Gr.880 CIL

  1. CIL (non motorizzata)
  2. Fine Scale Munchen

Gr. 897

rodiggio 0-5-0

Fleischmann italianizzata in  Gr. 897 "Pierina"

Fleischmann Br 94 italianizzata in Gr. 897 “Pierina”

 

Sul sito di pescaraferr una guida a come italianizzare il modello Fleischmann.

  1. Fleischmann art.7095 (ex Br 94 5-18, ex Preußische T 16)
  2. RCR

Gr. 899
rodiggio 0-3-0

Gr.899. da Pescaraferr

Gr.899. da Pescaraferr

 

Le Gruppo 899 erano delle locomotive austriache del Gruppo k.k.St.B 294.xx, divenuto FS Gruppo 899 in seguito alla incorporazione della linea Bolzano-Merano (Bozen-Meranen Bahn) e delle sue dotazioni infrastrutturali nella rete nazionale delle Ferrovie dello Stato alla fine della guerra in numero di 8 unità. La locomotiva 899.006 Merano (ex k.k.St.B 294.09) è conservata al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa.
La Gr.899 è simile alla BR 89. (sul sito di pescaraferr la documentazione del lavoro da fare per trasformare in Gr.899).

  1. Arnold (BR 89 come base)

Gr. 940
rodiggio 1-4-1

GR.940 Fine Scale Muenchen, dal forum.spur-n-schweiz.ch

GR.940 Fine Scale Muenchen, dal forum.spur-n-schweiz.ch

  1. Fine Scale Munchen (in preparazione)
  2. UTECA (in preparazione)

Gr. 999
rodiggio 0-3-0

Minitrix T3

Minitrix T3

ll gruppo 999 nacque allo scopo di raggruppare sotto un’unica voce un certo numero di locomotive eterogenee, differenti tra loro, anche se di prestazioni simili e tutte a tre assi accoppiati, che non erano inquadrabili in nessuno dei gruppi omogenei.
In particolare, la Gr999.005 era derivate dalla T3 tedesca. Di quest’ultima vi sono modelli prodotta da Arnold e Minitrix, che quindi forniscono una buona base di partenza per ottenere la motrice italiana.

  1. RCR
  2. Arnold T3 come base)
  3. Minitrix T3 come base)

Br 52 italiana
rodiggio 1-5-0

Br 52 Minitrix, Foto da trains.manvell.org.uk

Br 52 Minitrix, Foto da trains.manvell.org.uk

Br52 Minitrix

Tra il 1945 e il 1949 l’amministrazione delle Ferrovie dello Stato utilizzò in varie parti di Italia (Udine, Verona, Firenze, Pisa, Foligno…) delle motrici tedesche rimaste sul territorio nazionale alla fine della guerra: le BR52. In un post sul forum di ASN si trova un documento di Roberto Bracciante contenente alcune notizie storiche, e istruzioni per la modifica del modello Minitrix per “italianizzarlo”.

  1. Minitrix


LINK AI PRODUTTORI CITATI



Per gli indirizzi dei produttori vedi la pagina Produttori di rotabili italiani in scala N

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Pubblicato il 9 giugno 2009, ultimo aggiornamento: 6 ottobre 2015

Il panorama delle locomotori elettrici italiani FS/Trenitalia in Scala N è decisamente soddisafacente (nota: considero qui solo i modelli che sono stati costruiti per la commercializzazione, e non quelli realizzati da appassionati modellisti come modelli unici –  i locomotori da manovra sono qui esclusi  e verranno discussi in un articolo dedicato). Qualche assenza però c’è. In particolare, l’intero periodo della trifase è molto scoperto – ma di questo parliamo altrove.

Dell’epoca più recente esiste (o almeno è stato prodotto in passato) quasi tutto, ad eccezione di:

  1. E.646 prima serie (ma Euromodell produce la E.645.021 che ha la stessa forma e livrea della E.646.001)
  2. E.666 (peraltro esistita al vero solo a livello prototipale)

Ma ecco la lista dei modelli (trifase e manovra esclusi). Nota: i modelli prodotti da artigiani degli anni meno recenti sono discussi nel post “Artigiani di un tempo“.


E.326 (v. articolo dedicato)

E326 di Euromodell FP

E326 di Euromodell FP

  1. Euromodell FP (prodotta nel 2001 – vedi TuttoTreno Novegro 2001 – ora fuori produzione )

E.400

E.400 ALMA Models

E.400 ALMA Models

  1. Pozzati
  2. ALMA Models

E.402a (rosso-bianco/bigrigio-rossa/XMPR)

E.402A Lineamodel

E.402A Lineamodel

  1. Euromodell FP
  2. Fine Scale Muenchen
  3. Fratix
  4. Lineamodel (in kit o montato e collaudato)
  5. LoCo
  6. Pirata

E.402b (originale/originale con fascia rossa/XMPR/Multicliente)

E402B Del Prado (motorizzata Fleischmann e con pantografi Sommerfeldt)

E402B Del Prado (motorizzata Fleischmann e con pantografi Sommerfeldt)

  1. ALMA Models
  2. La Ferrovia del Caimano (Ricoloritura del modello Del Prado, con pantografi Lineamodel)
  3. Fine Scale Muenchen
  4. Fratix
  5. Del Prado (non motorizzata)

 


E.403

FS E.403 IRMODEL

FS E.403 IRMODEL

  1. IRmodel

E.404/E.414

E404 Del Prado (modello non motorizzato) (foto da http://digilander.libero.it/sportinglife)

E404 Del Prado (modello non motorizzato) (foto da http://digilander.libero.it/sportinglife)

  1. Del Prado (non motorizzata)
  2. New Ray (nell’ETR500 “giocattolo”)
  3. Euromodell FP (versione Frecciarossa)

E 405

E405 di La Ferrovia del Caimano

E405 di La Ferrovia del Caimano

  1. La Ferrovia del Caimano
  2. Eurorail Models (anche nella versione marcata EU-11 del 2003)
  3. Gianni PrinDerre

E.412

E412 Brennero di Ferrovia del Caimano

E412 “Brennero” di Ferrovia del Caimano

  1. Euromodellismo
  2. Eurorails Models
  3. La Ferrovia del Caimano
  4. Gianni PrinDerre

E.424 (castano/castano-isabella/navetta arancione panna viola/XMPR) (v. articolo dedicato)

E.424 di Euromodell FP

E.424 di Euromodell FP

  1. Lima (castano-isabella/navetta)
  2. Mehano(castano-isabella/navetta/XMPR)
  3. Euromodell FP
  4. Hitech-rr-modelling (castano/castano-isabella/navetta/XMPR)
  5. Del Prado (navetta, non motorizzata)
  6. Marchese-Pozzati (castano-isabella)

E.428 (v. articolo dedicato)

  • prima/seconda serie ( a cassoni)
La E.428 Prima Serie di Colli

La E.428 Prima Serie di Colli (LoCo)

    1. ARMO
    2. Euromodell FP
    3. Vittorio Naldini (Castano-isabella/navetta)
    4. LoCo
  • terza serie (semiaerodinamica)
E.428 "Pirata" III serie di Naldini

E.428 “Pirata” III serie di Naldini

    1. Euromodell FP
    2. Vittorio Naldini (Castano-isabella/navetta)
    3. Del Prado (non motorizzata)
    4. LoCo
  • quarta serie (aerodinamica)
E.428 IV serie (aerodinamica) di Euromodell FP

E.428 IV serie (aerodinamica) di Euromodell FP

    1. Pozzati
    2. Euromodell FP

E.434 (castano-isabella) (v. articolo dedicato)

E 434.068 Hitech-rr-modelling vista di tre quarti

  1. Hitech-rr-modelling (castano/castano-isabella/navetta/XMPR)

E.444

  • prima serie
E.444 prototipo di Lima

E.444 prototipo di Lima

    1. Lima
  • seconda serie (baffo blu/baffo rosso)
E.444 Euromodell FP

E.444 Euromodell FP

    1. Atlas/Rivarossi
    2. Rivarossi (con varie numerazioni)
    3. La Ferrovia del Caimano
    4. Euromodell FP

Nota: Arnold (modello ex Rivarossi con diversi numeri) la mise a catalogo dal 2000 al 2002 ma non arrivò mai alla commercializzazione

  • E.444R (ESCI / XMPR1 / XMPR2 /rossa-grigia)
E.444R - Mehano

E.444R – Mehano

    1. Mehano
    2. Euromodellismo
    3. Alma Models
    4. La Ferrovia del Caimano
    5. Euromodell FP (prodotta nel 2001 – vedi TuttoTreno Novegro 2001 – ora fuori produzione )
    6. HiTech Modelling RR

E.447

E447 di Rivarossi

E447 di Rivarossi

    1. Rivarossi
    2. Arnold (modello ex Rivarossi, figura a catalogo dal 2000 al 2002 ma è stata mai commercializzata?))

E.453/454 (v. articolo dedicato)

E454 (davanti a una E444R) di Ferrovie del Caimano

E454 (davanti a una E444R) di Ferrovie del Caimano

    1. La Ferrovia del Caimano
    2. Irmodel

E.464 (XMPR / TILO) (v. articolo dedicato)

E.464 di Gianni PrinDerre motorizzata Arnold, lato A

E.464 di Gianni PrinDerre motorizzata Arnold, lato A

    1. Eurorails Models
    2. LoCo
    3. Gianni PrinDerre

E.483 (2 o 4 pantografi)

E483 con 4 pantografi di Eurorail Models

E483 con 4 pantografi di Eurorail Models

    1. Eurorails Models

E.623 Varesina

E.623 "Varesina"

E.623 “Varesina” di LoCo

    1. LoCo (castano isabella / grigio ardesia)

E.624 Piacentina (grigio/castano/castano-isabella)

E.624 Piacentina di Achille Carminati (ACAR)

    1. ACAR models

E.626  (v. articolo dedicato)

E626 Tibidabo

E626 Tibidabo

    1. Tibidabo
    2. Mario Malinverno (lastrina)
    3. Safer
    4. Colli

E.632 / E.633 (v. articolo dedicato)

E632 Fine Scale Munchen

    1. Cestaro
    2. Fine Scale Munchen
    3. Irmodel (produce la sola carrozzeria da verniciare, ma è facimente motorizzabile con il telaio di un modello Tomix)
    4. Mario Malinverno (in lastrina)
    5. LoCo

E.636

  • Carrozzeria standard (castano-isabella/castano/XMPR)
Confezione della E.636 CLM in scala N

Confezione della E.636 CLM in scala N

    1. Cestaro
    2. Riviermodel
    3. Pozzati
    4. CLM
    5. Euromodell FP
    6. N-kit (in lastrina)
  • “Camilla”
E636 Camilla di La Ferrovia del Caimano

E636 “Camilla” di La Ferrovia del Caimano

    1. La Ferrovia del Caimano
    2. N-kit (in lastrina)

E.645

  • Prima serie (castano/castano-isabella/verde e bianco)
E645.025 prima serie di Euromodell-fp

E645.025 prima serie di Euromodell-fp

    1. Euromodell FP
    2. CIL (non motorizzata)
    3. N-kit (in lastrina)
  • Seconda serie (castano/castano-isabella/castano-isabella con modanature/navetta arancione panna viola)
E645 LoCoModels (Lorenzo Colli)

E645 LoCoModels (Lorenzo Colli)

    1. Cestaro
    2. Pozzati
    3. CLM
    4. Euromodell FP
    5. LoCo

Curiosità: dopo la fusione di Lima e Rivarossi, nella gamma Minitrain fu messa a catalogo la prossima produzione di E645 ed E646. Peccato che l’azienda fallì prima di realizzare il progetto…


E.646

  • Prima serie
E645.021 prima serie di Euromodell-fp - uguale alla E.646.001

E645.021 prima serie di Euromodell-fp – uguale alla E.646.001

    1. Nessuno produce la prima serie di E.646, ma la E.645.021 di Euromodell-FP ha la stessa forma e livrea della E.646.001)
  • Seconda serie (verde magnolia-grigio perla\navetta\XMPR\treno azzurro)
E.646 Navetta CLM (art. n. 1206)

E.646 Navetta CLM (art. n. 1206)

    1. Cestaro
    2. CLM
    3. Euromodell FP
    4. La Ferrovia del Caimano
    5. LoCo

E.652 (Blu orientale grigio nebbia / XMPR)  (v. articolo dedicato)

FS E.652 XMPR IRModel

FS E.652 XMPR IRModel

    1. IRmodel
    2. Mario Malinverno (in lastrina)

E.655/E.656 (Blu orientale grigio nebbia / XMPR)  (v. articolo dedicato)

E.656 Cestaro in scala N

E.656 Cestaro in scala N

    1. Cestaro
    2. CLM
    3. La Ferrovia del Caimano
    4. LoCo


LINK AI PRODUTTORI CITATI



Per gli indirizzi dei produttori vedi la pagina Produttori di rotabili italiani in scala N

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