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Posts Tagged ‘AGM Treni’

Pubblicato il 30 novembre 2019

Dell’affascinante ferrovia gardenese abbiamo parlato di recente. L’esercizio bellico di questa linea richiedeva il trasporto quotidiano di grandi quantità di materiale (prevalentemente vettovaglie e munizioni): un gruppo composto di treni (secondo Muscolino da 6 a 10) raggiungeva Plan di prima mattina a pieno carico, per poi tornare a Chiusa e ripetere l’operazione una seconda volta nel pomeriggio (e a volte una terza di notte, se necessario). Serviva dunque un bel parco macchine, che venne costituito inizialmente mettendo assieme quel che era disponibile, e poi costruendo delle motrici ad hoc, che sono quelle che furono incorporate, dopo la fine della guerra, nel parco FS.

Possiamo individuare tre fasi:

  1. la costruzione (1915-1916), nel corso della quale si utilizzarono due (o probabilmente più) piccole locomotive a due assi, oltre a motrici provenienti dalla Mori-Arco-Riva (Sicuramente la Lago di Garda, ma secondo Perathoner anche altre due).
  2. il primo esercizio (1916-1918), durante il quale ci si affidò primariamente a macchine ungheresi a quattro assi (cinque  MAVÁG 490.0 e due 490.95), con l’integrazione di tre motrici Krauss kuk HV III a tre assi e di due piccole Mallett B+B Orenstein & Koppel kukHV IVl.
  3. L’esercizio definitivo (1919-1960), basato sulle sette Krauss tipo K costruite appositamente per la val Gardena, e poi inquadrate nel gruppo FS R410 e coadiuvate da due Ungheresi a tre assi (MAVÁG 394, poi inquadrate nel gruppo FS R310). Dal 1929 anche le due 490.95 ripresero sevizio in Gardena, accompagnate da una simile 492.95. Queste tre motrici furono classificate come R400 in ambito FS.

La FS R400 alla stazione di Chiusa, dove i binari della Gardena si trovavano affiancati a quelli del Brennero con la trifase.

Delle fasi 1 e 2 si occupò la kuk HB (kaiserliche und königliche Heeresbahn o Heeresfeldbahn, Ferrovia -da campo- dell’Esercito imperiale e reale), che recuperò motrici  per la Gardena qua e là, ed in particolare come abbiamo visto dalla vicina Mori-Arco-Riva (MAR) e dall’Ungheria.

La kuk HB si occupò anche di ordinare le macchine definitive, che tuttavia furono consegnate pressochè nuove agli italiani vincitori del conflitto. Così la fase 3 fu gestita dalle FS.

Qui cerchiamo di raccogliere ed omogeneizzare informazioni sulle varie motrici gardenesi, basandoci prevalentemente sui libri di Muscolino (Ricordi ferrotramviari delle Dolomiti), Delladio (Vapore in Val di Fiemme), Cornolò (Locomotive di Preda Bellica), Perathoner (Il trenino della val Gardena), ed integrando con il prezioso database di posphical e con altre notizie.
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Pubblicato il 26 ottobre 2019

La Ferrovia della Val Gardena (Ferata de Gherdëina nella lingua locale, il ladino) è una delle molte ferrovie dismesse. Tra di esse è una delle più affascinanti, un pò per le meravigliosa valle che attraversa, un po’ perché ne è rimasta una ricca documentazione, in termini di immagini e persino di filmati.

Il treno passa a Selva in un paesaggio incantato.

La vista del Sassolungo dalla Val Gardena è stupefacente, e la presenza della vaporiera riesce ad aggiungere ulteriore fascino.

Transito del treno nei pressi del cimitero di Santa Cristina attorno al 1920. Sullo sfondo il Sassolungo. Foto Arturo Demetz

Lo stesso posto visto oggi, con una ricostruzione dell’edificio della stazione di Santa Cristina (che però era altrove). Foto da facebook

Qui vogliamo ripercorrere brevemente la storia di questa ferrovia, che ci servirà come quadro di riferimento per parlarne in maggior dettaglio in prossime note: le motrici, il parco vetture e le stazioni.

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