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Posts Tagged ‘ALn442’

ultimo aggiornamento: 20 marzo 2011

Elettrotreni e automotrici hanno, almeno per me, un fascino particolare. Prima di iniziare questo blog e quindi di guardare in giro in modo sistematico la disponibilità di modelli di questa categoria in scala N pensavo non ci fosse nulla di italiano. Negli anni 70 l’unico oggetto disponibile era la affascinante elettromotrice svizzera RBe 4/4 della Lima, che però essendo Lima andava come andava, e poi non era italiana… “Littorine”, quindi, niente…

SBB RBe 4/4 Lima

SBB RBe 4/4 Lima

Oggi, grazie alla produzione artigianale, c’è una buona copertura del parco di automotrici (diesel o elettriche) italiane. Ecco la lista dei modelli con i relativi produttori:



AUTOMOTRICI DIESEL



ALn 442-448 (TEE)

ALn-442-448 di Lematec

ALn-442-448 di Lematec

  1. Pozzati
  2. Fine Scale Munchen
  3. Lematec
  4. Locomodel (Giorgio Dinzello)
  5. LoCo (Locomodels, Lorenzo Colli)

ALn556 (“Littorina”)

ALn 556 statica di Del Prado

ALn 556 statica di Del Prado

  1. Del Prado (modello statico)

ALn663

ALn663-1142

ALn663-1142 motorizzata di ACAR

  1. ACAR – realizzata in metallo fotoinciso, telaio motorizzato di produzione giapponese con trazione su ambedue i carrelli. Il modello folle è dotato di arredamento interno. Numeri di servizio: Aln 663-1142 (motorizzato) e Aln 663-1199 (folle). Articoli n. AC1601 e AC1601F della Acar Models.

ALn668

ALn 668 di Danifer dal sito di Alessandro Corsico

ALn 668 di Danifer dal sito di Alessandro Corsico

  1. Danifer
  2. ASN (Associazione Amici Scala N

ALn 772

Aln772 di Almamodel

  1. ALMA
  2. Vittorio Naldini

ALn 990

ALn 990 di Fine Scale Munchen

  1. Fine Scale Munchen
  2. Linemodel

ALn 1205 (Ferrovie Reggiane)

ALn1205 Ferrovie Reggiane, Arnold 1998-2002

ALn1205 Ferrovie Reggiane, Arnold 1998-2002

  1. Arnold (a listino dal 1998 al 2002)

Stadler GTW 2/6 (SAD – Treno Alto Adige)

GTW 6/2 Ferrovia della Val Venosta

GTW 6/2 Ferrovia della Val Venosta

  1. Fine Scale Munchen (in due livree)


ELETTROMOTRICI



ALe426-Le736-Ale506 TAF

Treni ad Alta Frequentazione

  1. EuroTrainSL


ALe501-Aln501 Minuetto

Il Minuetto ALe 501 di Locomodel

Il Minuetto ALe 501 di Locomodel

  1. Locomodel

ALe582/Le763/Le562

ALe582 di Pirata

  1. Pirata

ALe 601

ALe 601  di Vittorio Naldini

ALe 601 di Vittorio Naldini

  1. Vittorio Naldini

ALe 803

ALe 803 di DANIfer, da La stazione di Cretaz

ALe 803 di DANIfer, da “La stazione di Cretaz”

  1. Danifer

ALe 840

ALe840 di ALMA

ALe840 di ALMA

  1. ALMA
  2. Assoenne (anche la Le840)
  3. CLM
  4. Danifer
  5. LoCo

ALe 880 – Ale790

  1. ALMA
  2. LoCo

E623

e623 Varesina di LoCo

e623 Varesina di LoCo

  1. LoCo

E624
E624 "Piacentina" di ACAR

  1. ACAR – automotrice elettrica E 624-006 “Piacentina” delle F.S., versione anni 50′-60′ Castano-Isabella. Art. Nr. AC1802 della Acar Models. Carrozzeria in ottone fotoinciso, pantografi Sommerfeldt, telaio motorizzato giapponese con trazione su entrambi i carrelli.


AUTOTRENI ED ELETTROTRENI



ATR100

ATR 100 di LocoModel nella versione rinnovata dopo la prima grande revisione

  1. LocoModel

ETR 200

  1. LoCo

ETR 250

ETR 250  di Vittorio Naldini

ETR 250 di Vittorio Naldini

  1. Vittorio Naldini

ETR 300 – Settebello

ETR 300 Settebello di Euromodell FP

ETR 300 Settebello di Euromodell FP

  1. Euromodell FP (treno completo, 7 carrozze)
  2. Del Prado (modello statico della vettura di testa)

ETR 450

ETR450 TrenoOK

  1. Vittorio Naldini (Rosso e bianco/TrenoOK

ETR 480 – Pendolino

ETR480 statica di Del Prado

ETR480 statica di Del Prado

  1. NewRay (giocattolo composto di due motrici e due vetture intermedie)
  2. Del Prado (modello statico della vettura di testa)

ETR500

ETR500 di New Ray

ETR500 di New Ray

  1. NewRay (giocattolo composto di due motrici e due vetture intermedie)
  2. Del Prado (modello statico della motrice, E404)
  3. Euromodell FP

ETR600/ETR610

ETR600 di ACME

ETR600 FrecciaArgento di ACME

  1. ACME (ETR600 FrecciaArgento Trenitalia / ETR610 Cisalpino) – produzione 2010


AUTOMOTRICI STRANIERE SUI BINARI ITALIANI



Due TEE stranieri (svizzero e tedesco) hanno percorso i binari italiani, e sono stati riprodotti industrialmente in scala N (anche se ora sono entrambi fuori produzione). Inoltre è disponibile il TGV che collega Milano e Torino a Parigi.

SBB RAe II (TEE)

SBB RAe (TEE) di Hobbytrain

SBB RAe (TEE) di Hobbytrain

  1. Hobbytrain

SBB RABe Gottardo

SBB RABe Gottardo di Hobbytrain-Kato

SBB RABe Gottardo di Hobbytrain-Kato

  1. Hobbytrain-Kato

DB VT-11 (TEE)

DB VT-11 di Roco

DB VT-11 di Roco

  1. Roco
  2. Del Prado (la sola motrice, statica)

TGV
Ci sono varie realizzazione di TGV in scala N, specie ad opera di Kato. Per una lista si veda railfaneurope. Mi pare che nessuna delle versioni corrisponda esattamente al TGV Artesia che fa servizio a Milano e Torino, ma che quello in versione “ligne du coeur”, o forse meglio nella POS commercializzata ad esempio da Tecnomodel sia quello che più si avvicina.

TGV Kato

  1. Kato


LINK AI PRODUTTORI CITATI



Per gli indirizzi dei produttori vedi la pagina Produttori di rotabili italiani in scala N
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Pubblicato il 9 maggio 2009, ultimo aggiornamento manutentivo: 9 marzo 2017

TEE significava un’altra cosa – Trans Europ Express, ma l’acronimo avrebbe potuto significare Train d’Elite Exclusive. Treni veloci, confortevoli, di sola prima classe, in livrea rosso-crema.

tee_map

Congiungevano le principali città europee formando una rete sovranazionale. Spesso erano Diesel, per evitare cambi di motrice ai confini quando si passava tra reti ferroviare gestite con diverse correnti ( ad esempio fino ai primi anni sessanta sulla tratta Milano Monaco c’erano i 3000 Volt in continua fino a Bolzano, poi corrente alternata trifase 3,6 KV, 16 2/3 Hz da Bolzano al Brennero, e quindi i 15000 Volt in alternata in Austria e Germania). Successivamente furono introdotte alcune motrici ed elettrotreni policorrente.


Questi bellissimi filmati d’epoca mostrano vari TEE

 

La composizione dei vari TEE è riportata in una tabella realizzata da Blaine Bachmann.

Interessante anche l’articolo di Paolo Monti su miotreno.


E in scala N?

 

Varie delle automotrici (diesel ed elettriche) sono state prodotte industralmente. Di queste tre hanno percorso i binari italiani:


  • l’elettrotreno TEE SBB RAe prodotto da Hobbytrain (articolo 1400)
SBB Rae prodotto da Hobbytrain

SBB Rae prodotto da Hobbytrain

Ne parliamo in una nota dedicata.


  • l’elettrotreno VT-11 prodotto da Roco (in due articoli: le due motrici con due vetture intermedie, e ed altre tre vetture intermedie

tee_vt11
tee_vt11_2

Anche a questo abbiamo dedicato un articolo.


Il Binato Breda è proposto anche (in meglio, e in piccolissima produzione) da Locomodel.

Una terza edizione dello stesso è proposta – nella sola versione Mediolanum, ma anche con una carrozza intermedia opzionale – da Fine Scale Muenchen (quest’ultimo propone anche la versione post-era-TEE usata sulla Roma-Calalzo.)
Ovviamente tutte queste soluzioni sono, visti i nomi, fuori dalla portata della maggior parte delle tasche…

A prezzo più abbordabile la versione di Colli (Lo.Co. o Locomodels, da non confondere con la citata Locomodel di Donzello).

Il Binato di Lorenzo Colli (foto concessa da Susy Warger – fli2000)

Oppure rimane la soluzione dell’autocostruzione come fatto da Carlo Maldifassi (vedi la voce Mediolanum su questo blog), ma bisogna essere un Maestro!

Per maggiori dettagli sul Binato Breda, si veda la nota dedicata.


  • Dell’automotrice francese SNCF X 2780 – X2778 che arrivava a Milano invece in scala N sembra non esserci traccia – c’erano due modelli (Lima e Roco) in H0.

SNCF X 2780 Lima in H0


Il treno TEE SBB-NS RAm prodotto da Minitrix invece sui binari italiani non viaggiava (congiungeva la Svizzera con l’Olanda).

 

TEE RAm prodotto da Minitrix

TEE RAm prodotto da Minitrix

Peraltro la fattura del modello lascia a desiderare, come discusso in inglese da Blaine Bachmann in un suo articolo.


Una lista dettagliata dei modelli di TEE (inclusi quelli composti da locomotore più carrozze) riprodotti in varie scale è mantenuta da Max Kleiner nel suo sito dedicato ai TEE.

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Pubblicato il 29 marzo 2009, ultimo aggiornamento: 21 novembre 2015

Dal terrazzo di casa vedevo i treni passare sul ponte. In un epoca in cui tutti i treni erano grigi, o al più bruno-isabella, quello rosso e crema spiccava tra tutti. Era un treno corto, composto da due automotrici a nafta, le ALn 442-448 (ne parliamo diffusamente altrove).

ALn 442 – Foto Pedrazzini dal sito modellbahndiskont.com

Dal 1957 al 1969 viaggiavano tra Milano e Monaco di Baviera. Il treno aveva un nome (accadeva per pochi treni allora): “Mediolanum”.

Tabella del Mediolanum

Tabella del Mediolanum

Faceva parte di una famiglia di treni esclusivi: i Trans-Europe Express. Treni di sola prima classe, mirati a fare concorrenza al nascente trasporto aereo servendo imprenditori e dirigenti (e chissà se qualche volta tra i passeggeri del Mediolanum ci sarà stato anche Alessandro Rossi che ne produsse il modellino in H0?). In genere erano diesel per ovviare al problema dei diversi sistemi elettrici presenti in Europa, e in composizione reversibile per minimizzare i tempi tecnici. Non avevano il logo delle compagnie nazionali, ma quello del TEE.

Logo Trans Europe Express

Logo Trans Europe Express

Tra il 1960 e il 1964 nella tratta Milano-Verona le ALn erano accoppiate con delle ALe 601 (elettriche) che, sganciate a Verona, proseguivano per Venezia.

ALe601 (da digilander.libero.it/sportinglife)

Dopo il 1969, le ALn442 furono sostituite per pochi anni, fino al 1972, dai BR601 tedeschi, ex VT115. Sembravano delle locomotive americane, con quel nasone! (Le date, che coincidono con quel che ricordo, le ho desunte dalla bellissima tabella sulle composizioni dei TEE che ha pubblicato Blaine Bachman).

Mediolanum (VT11.5 con logo TEE) alla stazione di Monaco

Dopo il 1972 e fino alla cessazione del servizio, nel 1984, il Mediolanum prese una configurazione più tradizionale, con le eleganti vetture di prima classe Grand Comfort trainate da motrici elettriche: in Italia una Tartaruga, un Caimano o una E.633.

Nella neve del febbraio '84, una E633 al traino del Mediolanum tra Colle Isarco e Fleres (19 Feb 1984). Immagine da marklinfan.it, originale © H. Roher.

Nella neve del febbraio ’84, una E633 al traino del Mediolanum tra Colle Isarco e Fleres (19 Feb 1984). Immagine da marklinfan.it, originale © H. Roher.

La composizione classica era basata su 5 carrozze, ma poteva arrivare fino a 8 come testimoniato dalla seguente immagine del 1977.

Mediolanum trainato dalla DB 111 065-9 a Großkarolinenfeld, il 7 maggio 1977. Foto © Ulrich Budde da mediawiki

Mediolanum trainato dalla DB 111 065-9 a Großkarolinenfeld, il 7 maggio 1977. Foto © Ulrich Budde da mediawiki

In Austria e Germania venivano usate le motrici DB 110.3 fino al 1974, quindi la 111 fino al 1982 e successivamente la austriaca OeBB 1044.

Su youtube si può vedere un bel video del treno nel 1977

Una bella sequenza di foto dei TEE italiani, e tra queste molte immagini del Mediolanum, si trova sul forum di ferrovie.it.

Il Mediolanum nel modellismo

L’ultima incarnazione del TEE Mediolanum nell’interpretazione (H0) di Rivarossi

Su un plastico in scala N si possono riprodurre tutte le fasi della storia del Mediolanum. Per la fase più recente c’è la motrice E444 seconda serie nella realizzazione Rivarossi-Atlas (ma anche Assoenne e Euromodell FP), o la E.633 realizzata da vari produttori, ed attualmente a catalogo Colli (LoCo). Le motrici tedesche e austriaca adatte a trainare il Mediolanum in territorio austro-tedesco sono state tutte realizzate da Minitrix, Roco, Arnold e Fleischmann.

Le vetture Grand Comfort sono state riprodotte industrialmente da Lima – come spesso però erano poco rispondenti al vero: versione accorciata e approssimativa, sostanzialmente inguardabile.

Le GranComfort di Lima con una E444 Rivarossi e una Re4/4 svizzera Lima

Meglio erano le carrozze riprodotte in piccola quantità da Eurorail Models (non più disponibili dopo la cessazione dell’azienda). C’erano sono sia la vettura a scompartimenti che quella salone – mancavano bagagliaio e ristorante). Bellissimi (e ovviamente assai cari) modelli artigianali delle vetture Grand Comfort sono stati prodotti da Locomodel. In anni più recenti sono apparse le splendide carrozze realizzate da Pirata, con le targhe di percorrenza del Mediolanum anche se sfortunatamente con un logo FS poco adatto.

Le Gran Comfort di Pirata

Le Gran Comfort TEE di Pirata

Per la fase intermedia c’è  il VT11.5 prodotto da Roco, e successivamente da Fleischmann.

TEE VT 11.5 di Roco

TEE VT 11.5 di Roco

Far correre sul plastico l’automotrice della prima fase è anche. Recentemente vari artigiani hanno iniziato una (piccola) produzione del “Binato Breda”, ovvero proprio l’ALn 442-448: si tratta di LocoLocomodel, Lematech e Fine Scale Muenchen. Precedentemente Carlo Maldifassi aveva costruito uno splendido modello unico in scala N del ALn 442-448con il quale ha vinto l’edizione 2006 del Premio Muzio. L’ALe 601 invece mi era riprodotto da Naldini.

La confezione del Binato di Colli, dal negozio ebay fli2009

La confezione del Binato di Colli, dal negozio ebay fli2009

Maggiori informazioni sul Mediolanum sulla pagina della wikipedia tedesca, olandese e francese (quest’ultima tradotta in inglese da Speedylook). Curiosamente le tre pagine di wikipedia riportano informazioni complementari e (su qualche dettaglio) contrastanti.

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