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Posts Tagged ‘Arnold Rapido’

Pubblicato il 1 giugno 2019

Abbiamo recentemente discusso delle macchine svizzere (SBB e BLS) che hanno preso servizio nel primi dieci anni del nuovo millennio: era uno sguardo interessato perché alcune di queste viaggiano anche in Italia. Diamo seguito a quella nota, esaminando quali di queste (pressoché tutte, come vedremo) siano state riprodotte in scala N.

Nessuno dei principali produttori europei\poteva lasciarsi scappare la ghiotta occasione, anche perché con uno stampo si possono realizzare tante versioni che possono essere interessanti per modellisti di più mercati nazionali… Così troviamo le motrici SBB Cargo e SBB riprodotte da Arnold,  Fleischmann, Hobbytrain e Minitrix. Abbiamo cercato di individuarne la lista soprattutto grazie a spur-n-schweiz, modellbau-wiki e ovviamente google.

Pre-TRAXX

SBB Re 481

Nonostante sia una macchina marginale nella storia, circolante solo in Germania, o in un primo periodo su MThB, Fleischmann l’ha riprodotta ben tre volte come Re 481, e persino una come Re.486 di MThB (art 907320).

Fleischmann 907320, MThB Re 486

Dal 2001 al 2007 vi è stata a catalogo la 481 005-7, art 7323

Fleischmann 7323

Dal 2008 è stata realizzata la versione 481 002-4, art. 732301.

Fleischmann 732301

Dal 2009 c’è anche la versione 481 006-5, art. 732303.

Fleischmann 732303 – SBB Re 481

Ricordiamo che queste macchine a due pantografi erano abilitate a circolare solo in Germania (e non in Svizzera!).

TRAXX-1

BLS RE 485

La Re 485 di BLS è riprodotta da Minitrix nella livrea “Connecting Europe”. Il modello, art. 12159 BLS, rappresenta la Re 485 485 005-3.

Trix 12159, Foto © Huerz da spur-n-schweitz

La stessa famiglia di macchine è riprodotta anche da Fleischmann, sempre in livrea “Connecting Europe”. E’ l’art. 86.7386 e riproduce la BLS Re 485 011-1.

Fleischmann 86.7386, Foto © Huerz da spur-n-schweitz

Fleischmann ne ha fatta anche una seconda versione con numero di serie diverso: art. 7386.01 per la BLS Re 485 019-4.

Fleischmann 7386.01 BLS Re 485 019-4 – Foto © Huerz da spur-n-schweitz

Sempre da Fleischmann c’è anche un modello in livrea “Die Alpinisten/Gli Alpinisti” : art, 7385.07, BLS 485 003-8.

Fleischmann 7385.07 – Re 485.003-8 -Foto © Heitersberg da spur-n-schweitz

La nuova versione “2017” della livrea Alpinisti (quella con il passaggio su un crepaccio) non ci risulta presente tra i modelli in scala N.

SBB Re 482.0

Anche la 482 è stata interpretata da  Fleischmann in più versioni:

art. 7386, SBB Re 482 019-1

Fleischmann 7386, Foto © Huerz da spur-n-schweitz

7388.04 SBB Re 482 039-5 blau/rot – Cargo, e lo stesso modello come art. 7388.74 in versione digitale con sound.

Fleischmann 738804

Anche Minitrix ne ha realizzato dei modelli, sia in versione 482.0 (TRAXX 1) che 482.2 (TRAXX 2). Nella livrea standard SBB Cargo abbiamo la SBB Re 482 011-4, art. 12188.

Trix 12188, Foto © Huerz da spur-n-schweitz

Tra le TRAXX1 di Trix c’è anche la 482 in livrea”Alpäzähmer”: art. 16903,  SBB Re 482 022-1

Minitrix 16903 – Re 482 SBB Alpäzähmer

TRAXX 1 a noleggio

Fleischmann ha riprodotto per il solo mercato svizzero la ATC 185 525-3 – affittata a BLS art.87.7386), modello dell’anno 2007.

Fleischamann 87.7386 BLS BR 185 525-3 – Mietlok ATC – Foto © Huerz da spur-n-schweitz

Ne ha realizzato anche una versione con numeri di esercizio differenti: 185 535-2 (art. 7385.6).

Le TRAXX 2

SBB Re 482.2

Ricordiamo che le TRAXX 2 differiscono esteriormente dalle TRAXX 1 per pochi particolari: il più evidente è la forma della parte bassa del frontale, che non ha lo “spigolo” della versione precedente ed ha differenti respingenti. Vi sono poi differenze nei mancorrenti sul frontale e nei tergicristalli.

Il modello Trix 12195,  SBB Re 482 046-0  appartiene a questa seconda serie (TRAXX 2 AC)

Trix 12195, Foto © TomTom da spur-n-schweitz

SBB Re 484

Con le Re 484 entriamo nel dominio più interessante per il modellista italiano, perché queste macchine policorrente circolano da noi. Si tratta di TRAXX MS. Questa macchina è stata oggetto dell’attenzione di Arnold, che l’ha riprodotta con due diversi numeri di serie:

  • Arnold HN2326 SBB Re 484 484 021-1
  • Arnold HN2327 SBB Re 484 484 008-8

Arnold HN 2326 – Re 484 021-1

HN 2326 (in alto) e HN 2327 (in basso)

Arnold ne ha fatto anche una versione “Cisalpino” non venduta però individualmente, ma solo nel set HN2325 comprendente anche tre carrozze.

Re484-016-1 Arnold Rapido da trenini.jimdo.com

Anche Minitrix ha prodotto la versione Cisalpino: anche in questo caso commercializzata solo nel set 11629 comprendente tre carrozze. La macchina è la 484 016-1, stesso numero di serie della Arnold.

Minitrix Cisalpino Re 484 016-1

BLS Re 486

La livrea “Alpinisti” è stata applicata da BLS anche alle Re 486, e la troviamo offerta sia da Arnold che da Trix. Ques’ultima ha realizzato la BLS Re 486 503-6 (art. 16871).

Trix 16871

Minitrix 16871 – Re 486 “Alpinisti”

Arnold ne ha fatte due versioni con numeri di serie differenti: 503 e 501. La 503 (art. HN2109) però è nata con un difetto: su entrambe le fiancate le scritte sono in italiano, mentre su una delle due dovrebbe essere in tedesco. Il problema è successivamente stato risolto dal costruttore, credo applicando una decal coprente.

HN2109 visto sui due lati dopo la correzione

Il modello uscito successivamente e correttamente ha numero di serie 501, ed è a catalogo come art.2116.

Arnold HN2116

Notiamo come tutte le realizzazioni presentino la figura dell’alpinista in prima versione e non in seconda (si veda la nota sulle macchine reali in proposito).

Le Siemens ES 64 F4

Re 474

Anche queste macchine policorrente transitano sui binari italiani, e quindi sono interessanti per l’ennista che si interessa ai treni della Penisola. La motrice Siemens è stata a catalogo Minitrix (art.12327) dal 2010, riproducendo la 014-8.

Trix 12327 – Re 474.014 – Foto © da n-treni.jimdo.com

Hobbytrain ne ha realizzato ben cinque versioni: due SBB e tre noleggiate da SBB.

La prima è la Re 474 016-9 (art.2903)

Hobbytrain H2903 Re 474 016

Con differenti numeri di esercizio c’è l’art. 2919 (SBB Re 474 017-7).

Hobbytrain 2919

Tra le noleggiate, vi è la DIspolok in livera giallo-blu. (art.2904) ES 64 F4-095

Hobbytrain 2904 – Foto © Huerz da spur-n-schweitz

Ci sono poi due MRCE noleggiate, in livrea nera: la prima è la ES 64 F4-112 con scritta SBB Cargo International (art. 2912).

Hobbytrain 2921 – MRCE ES 64 F4-112 – Foto © Huerz da spur-n-schweitz

La seconda ha scritta “Alpäzähmer”, ed è la ES 64 F4-115, art. 2923 e 2923S in versione digitale con Sound

Hobbytrain 2923

Le macchine… inesistenti!

SBB Re 845 – Bombardier TRAXX DE ME

Nel 2017 Arnold ha presentato la SBB Cargo Re 845: una TRAXX 2 DE ME (Diesel elettrica Multi Engine).

Arnold HN2415: ipotetica (e falsa) TRAXX P160 ME DE in livrea SBB Cargo

Dell’offerta Diesel Elettrica  queste motrici diesel abbiamo parlato nella nota dedicata a TRAXX 1 e 2. Non avevamo però parlato della loro esistenza quando abbiamo esaminato le TRAXX di SBB. Perché? Semplice, perché non esiste: è una pura invenzione Arnold, come le D.341 italiane con livrea New Haven di Lima…

SBB ES 64 U2

Un’altra “perla” sono le “Taurus” svizzere di Hobbytrain. Ricordiamo che “Taurus” è il nome dato dalle ferrovie austriache ÖBB alle Siemens ES 64 U2 ed ES 64 U4.
Hobbytrain le ha riprodotte sia in versione SBB Cargo che in versione BLS. Si tratta di un altro falso: sebbene di ES 64 U2 abilitate per il servizio in Svizzera ve ne siano, nessuna ha mai vestito livree SBB o BLS. Hobbytrain le definisce “Designstudie”…

Hobbytrain 2789 – ES 64 U2-097 – inesistente al vero – Foto © Tomtom da spur-n-schweitz

Hobbytrain 2789 – ES 64 U2-097 – inesistente al vero – Foto © Lemke da spur-n-schweitz

Ma ce n’era bisogno? e soprattutto: si trovano davvero dei polli pronti a spendere oltre 150 Euro per un modello in livrea di pura fantasia? Evidentemente sì… Del resto, non è la prima volta che fatti del genere avvengono (si pensi ad esempio ai Coccodrilli bianco e nero di Märklin): segno di una ben povera cultura ferroviaria…

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Pubblicato il 16 marzo 2019, ultima modifica 21 marzo 2019

Eccoci al solito appuntamento annuale con un report dallo HobbyModel di Verona, al quale nemmeno quest’anno ho partecipato – ho però buoni informatori, che ringrazio: oltre al solito Gigi Voltan anche Luca Di Pinto e Max Icardi. Il tutto poi viene arricchito da una spruzzatina di immagini recuperate da facebook, la piaga del secolo che però ogni tanto a qualcosina serve.

Iniziamo con la produzione industriale, anche se i grandi marchi non avevano stand (almeno quelli che producono anche in N), eccezion fatta per Piko, i cui modelli erano esposti dall’importatore italiano Emmemodel, ma che in N aveva ben poco, e nulla di italiano, ed Hornby, che concentra la produzione in N con lo storico marchio Arnold Rapido. A voler vedere il bicchiere mezzo pieno, quest’ultima aveva ben due motrici “italiane”, entrambe delle E.483, in livrea Mercitalia e NordCargo. Della prima conosciamo codice e prezzo di listino: HN2435, Euro 169,90 analogica, HN2435D Euro 219,90 digitale.

E.483 Mercitalia di Arnold Rapido, foto Luca Di Pinto

E.483 NordCargo di Arnold Rapido, foto Luca Di Pinto

Esponeva anche dei carri merce Trenitalia: degli  Habills nelle due livree FS e Mercitalia (set HN6415: due Mercitalia e un FS, Euro 102), e poi i soliti carri Eaos su cui è presente un carico di rottami (set HN6414, Euro 102).

Arnold Rapido – Habills in livrea FS, foto Luca Di Pinto

Arnold Rapido – Habills in livrea Mercitalia, foto Luca Di Pinto

Arnold Rapido – Carro Eaos FS con carico di rottami, foto Luca Di Pinto

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Pubblicato il 13 ottobre 2018, ultima modifica 24 marzo 2019

Un mio amico, quando ero ragazzino, aveva dei trenini Märklin. Non che mi entusiasmassero (la presa di corrente centrale mi pareva proprio brutta), ma alcune cose avevano un fascino particolare. Aveva un SBB Ae 6/6 (che ho sempre trovato essere una motrice di eleganza rara), e due belle carrozze passeggeri svizzere che avevano una particolarità: gli aeratori sul tetto erano in realtà dei perni rotabili che aprivano le porte delle carrozze. Mi pareva una meraviglia. Aveva poi un’altra cosa piuttosto curiosa: un vagone-trasformatore.

Märklin 4617, Tiefladewagen mit Trafo

Pur essendo molto diverso, richiamava alla mente un vagone trasformatore verde che si poteva vedere lungo le linee ferroviarie, in genere fermo su un tronchino all’interno di una zona recintata, e collegato alla linea aerea. C’e n’era uno anche vicino a Bolzano, e mi era capitato spesso di vederlo. Oggi so che quello che vedevo sul tronchino era una sottostazione elettrica ambulante.

Sottostazione Ansaldo-B, da UnFerroviereMacchinista.it

In questa nota parliamo proprio di questi particolari rotabili.
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Pubblicato il 16 giugno 2018

E’ curioso e divertente notare che a volte anche al vero si vengano a realizzare situazioni che potrebbero sembrare irreali. Ne segnalammo ad esempio una quando ci capitò, a bordo di un ICE tedesco, di doverci fermare al comando di un segnale ad ala, trovandoci così proiettati in uno strano ibrido temporale.

Qui ne raccontiamo un’altra, esemplificata da un accostamento di rotabili non esattamente canonico.

Spesso gli acquisti dei ferromodellisti non seguono un rigore filologico, e così i parchi dei rotabili finiscono col non avere una coerenza storica. A volte si acquistano dei modelli solo perché piacciono e affascinano, anche se non sono aderenti al tema che un plastico o una collezione dovrebbe avere. Così ci si può trovare a creare composizioni o accostamenti improbabili. Ad esempio, può accadere che a un modellista che ha scelto di farsi un plastico a tema italiano piaccia l’eleganza delle carrozze blu e crema di Arnold Rapido che riproducono le vetture anteguerra del Rheingold, e che poi le faccia circolare, magari al traino di una E.428 di Colli.

Arnold Rapido 3390

Che pasticcio!, direbbe un purista. Eppure…

A chi dica: “quella composizione è impossibile, e fa storcere il naso” suggeriamo di proseguire nella lettura di questa nota…
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Pubblicato il 12 maggio 2018, ultima modifica 11 settembre 2018

Non è un caso che il blog di Paolo Farina, scartamento9mm.wordpress.com, abbia come banner una bella Gr.746.

Il banner del Blog di Paolo Farina

La sua collezione di locomotive a vapore italiane in scala N è probabilmente la più originale e ricca che vi sia. Come mai? Per una ragione semplice: da anni costruisce da sé, solo per proprio uso personale, modelli nella piccola scala.

Costruttori di vaporiere in scala 1:160 ne abbiamo incontrati vari in queste “note sparse”: abbiamo parlato delle  locomotive autocostruite da Giovanni Muzio negli anni ’70 e ’80, della collezione di Paolo Angioy, che ha tutte quelle prodotte dal compianto Cantarella (e che è integrata da alcune locomotive costruite da Salvatore Spinelli), per arrivare alle macchine a vapore di Gigi Voltan. Abbiamo accennato alla Gr.690 costruita da Donzello, parlato diffusamente della Gr.682 di Salvatore Spinelli e tentato di elencare tutto ciò che a vapore (italiano) è stato commercializzato in N.

Eppure la collezione di Paolo Farina (forse dovremmo dire “la sua opera”) spicca per ricchezza e originalità, toccando modelli non considerati altrove.
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Pubblicato il 7 aprile 2018

Negli articoli precedenti di questa serie abbiamo discusso dei Coccodrilli Svizzeri a scartamento normale, individuandone tre categorie: Gottardo, Seetal, Rangier. Qui ci occupiamo dei loro modelli in scala N.


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Pubblicato il 30 dicembre 2017

Contenti di quanto trovato sotto l’albero? Facciamo un salto indietro di cinquantasette anni, e vediamo cosa trovò qualche fortunato bimbo dell’epoca.

Ogni tanto ci divertiamo a fare un po’ di archeologia ferromodellistica, e così oggi ripercorriamo un particolare della paleostoria della scala N.

L’immagine della copertina della rivista Miniaturbahnen del novembre ’60 é ben nota, ed é una pietra miliare, in quanto segna il preannuncio della scala 1:160. Si trattava della “Arnold Rapido 200”, che ancora non era proprio la vera scala N: aveva uno scartamento da 8 mm invece che da 9 mm, e la scala dichiarata era 1:200, ma era il seme dal quale, meno di due anni dopo, sarebbero arrivati gli Arnold Rapido “Neun”, nove millimiteri.

Il prim plastico Arnold, su una copertina di MiBa (Miniaturbahnen) del 1960

Il primo plastico Arnold, su una copertina di MiBa (Miniaturbahnen) del 1960

Quel vecchio plastichetto, archetipo di quelli che lo avrebbero seguito, era indubbiamente affascinante. Ebbe vita breve, poiché fu commercializzato solo per un anno e mezzo, fino al cambio di scartamento, ma fu in grado di dare un’impronta al futuro che lo avrebbe seguito.
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Pubblicato il 2 dicembre 2017

Fare un giro virtuale a casa di Luigi Voltan è ripercorrere buona parte della storia delle ferrovie. In note precedenti abbiamo visto macchine a vapore e diesel. Oggi torniamo metaforicamente a prendere un caffè da lui, e diamo un’occhiata alle macchine a trazione elettrica.

La prima macchina elettrica a corrente continua delle FS è la  E.626, e dunque da questa dobbiamo iniziare. Quando Gigi se ne è occupato c’erano solo le Tibidabo o (per chi sa saldare, ed il nostro non si ritene appartenente a questo “club”) le lastrine Malinverno. La Tibidabo è una pietra miliare nella storia della N italiana, ma ha certo tantissimi limiti sia estetici che dinamici.

Porvi rimedio è stato un lavoro impegnativo. L’operazione effettuata è descritta in dettaglio sul forum di NParty (occorre iscriversi per poter leggere questa sezione) con dovizia di dettagli e di immagini catturate nel corso dei lavori. Qui ci limitiamo a riassumere dicendo che è stato cambiato… beh, tutto!

La cassa é stata lisciata, i finestrini chiusi e riaperti in posizione e dimensione corretta. Per inciso, è interessante la tecnica usata per chiuderli: si mette del nastro adesivo esternamente alla cassa, sul finestrino da tappare; da dentro si versa un goccio di cianoacrilato e si attende la sua asciugatura, poi si rimuove il nastro: il finestrino già  tappato e stuccato alla perfezione!.  Sono state applicate nuove visiere ai finestrini frontali, rifatte porte di accesso, portelli lato AT e prese d’aria. Sono stati modificati i portelloni degli avancorpi per rifletterne la diversa organizzazione sulle terze serie. Il telaio è stato rifatto ex-novo, e vi è stata posto un carrello motorizzato con motore G Lima. I carrelli sono stati corretti, e le prese di corrente rifatte. Lo avevamo detto: è stato cambiato tutto…

E’ quindi stata verniciata a pennello con colori puravest (tre mani), e sono state applicate decals di Danifer-Borzellino-Di Fabio.

E.626 terza serie di Gigi Voltan, derivata dalla Tibidabo

Vista dei due lati della E.626 di Gigi Voltan

Oggi avere un bel modello di E.626 è assai più semplice, visto che Locomodels propone una bella seconda serie. Anche la terza serie esiste, prodotta da Safer, ma averla è un’impresa, come ben sanno molti che l’hanno ordinata da anni e ancora devono riceverla.
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Pubblicato l’8 novembre 2017

Nel giugno 2017 si è celebrato il cinquantenario della “Tartaruga”, la E.444 delle FS. Non vi sono stati grandi clamori, ma l’evento non è passato inosservato. TuttoTreno le ha dedicato uno speciale, che fa seguito a quello che le dedicò nel 1997 per il trentennale, ed è apparso un bellissimo libro di quasi 400 pagine, subito vendutissimo, autori Luigi Voltan e Mario Di Fabio, Tiziano Edizioni.

Il libro di Luigi Voltan e Mario Di Fabio

Un altro “mezzo secolo” si compie oggi, 8 novembre 2017: è il cinquantesimo della comparsa del primo modello in scala N della Tartaruga, ad opera della vicentina Lima che l’anno prima aveva dato il via, con la sua linea “Micromodels”, alla scala N italiana. Per inciso, fu un caso in cui il modello in scala N precedette quelli nelle altre scale.

Lima 206, prima versione con i ganci ad occhiello

Qui vogliamo celebrare questo compleanno, ripercorrendo la storia della Tartaruga in scala N.

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Pubblicato il 23 settembre 2017

Le Capitole” é uno dei treni che hanno un posto nella storia delle ferrovie, e che di conseguenza è piuttosto famoso. L’appellativo era attribuito ad un treno rapido delle SNCF che a partire dagli anni ’60 collegò le stazioni di Parigi Austerlitz e Tolosa Matabiau effettuando servizio di sola prima classe.

Le Capitole in corsa, da una cartolina

Lo abbiamo citato parlando delle UIC-Y francesi: qui ne approfondiamo storia e dettagli.

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