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Posts Tagged ‘Arnold Rapido’

Pubblicato il 19 novembre 2016

A catalogo Rivarossi in scala N, già nel 1970/71 erano apparsi dei carri merci marcati FS ma piuttosto colorati, e con la scritta MIGROS. Costavano parecchio all’epoca per le finanze di un ragazzino, e così non entrarono mai a far parte del parco rotabili di Querceto.

carr Migros sul catalogo-rivarossi del 1970/1

carri Migros sul catalogo-rivarossi del 1970/1

Oggi ne ripercorriamo la vita, cercando di collocarli al posto giusto della storia ferroviaria.

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Pubblicato il 29 ottobre 2016

Se c’è una cosa di cui si sente la mancanza nella scala N italiana è un po’ di vapore in più. Sul fronte industriale c’è una discreta popolazione di “prede di guerra”, che però nella maggior parte dei casi sono motrici esistite al vero in pochi esemplari, e che non rappresentano affatto lo stile delle locomotive d’Italia. Contrariamente a quanto avviene per le motrici elettriche, anche la produzione artigianale offre poco, e quel poco è davvero a caro prezzo. Qualcosa, in numeri assai piccoli, c’è stato in passato (le Vaporiere di Cantarella e, in numeri altrettanto piccoli, la produzione di Spinelli). Dunque chi vuole il vapore a 1:160 sul plastico o in vetrina deve ingegnarsi, come a suo tempo aveva fatto Muzio.

Mostriamo quindi con piacere il lavoro di Gigi Voltan, al secolo Luigi. Gigi non ha bisogno di presentazione: è noto come un’autorità nel campo della conoscenza della storia dei rotabili FS: al suo attivo ha vari libri (la Bibbia delle carrozze FS!) e anni di collaborazione con “TuttoTreno”. Offre volentieri la sua conoscenza a modellisti e artigiani affinché ogni griglia sia al posto giusto ed ogni scritta corretta – basta  chiedere! Lo sappiamo bene in questo blog che si giova delle sue sistematiche correzioni, integrazioni e suggerimenti, al punto che lo consideriamo anche un po’ suo.

Gigi è anche modellista raffinato ed esperto. Il suo primo approccio alla N è stato a fine anni ’70 con quel che offriva Lima (D.341, E.444, carrozze, carri e accessori come la stazione e la pensilina). Dopo un lungo periodo in cui la passione modellistica ha viaggiato su binari di altre scale (H0 e 0), e’ tornato alla N in anni relativamente recenti, ripartendo nell’autunno del 2007 con la D.341 Rivarossi ed una UIC-X FS di seconda classe.

Oggi vediamo quali fiori neri siano nati dalle sue pazienza e passione. Li mostriamo anche perche’ di ciascun modello è possibile trovare una descrizione del lavoro fatto per ottenerlo, e quindi altri possono seguire la via aperta.
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Pubblicato il 23 luglio 2016

Le carrozze Gran Comfort (pre-sventramento IC 901) sono le più confortevoli ed eleganti della storia FS. In livrea giallo-rossa, hanno effettuato servizio TEE internazionale per un decennio circa. Sono state molto ben riprodotte in scala N da Pirata (anche se in molti rimpiangono la scelta di averle fatte con il logo inclinato invece che con quello a televisore…). Volendole far girare sul plastico (e chiudendo un occhio sul logo), da cosa le si possono far trainare? Vediamo cosa è avvenuto al vero, per poi esaminare le opzioni in scala N.

La prima motrice a trainarle, e quella più frequentemente usata, è stata la Tartaruga (E.444), in diverse versioni.

Innanzitutto abbiamo le “prototipo”, sia in epoca “logo a televisore” che nella successiva “logo inclinato”.

E.444 prototipo a Torino in testa a un rapido con carrozze TEE con logo a televisore - Foto © Johannes Smit da glockr

E.444 prototipo a Torino in testa a un rapido con carrozze TEE con logo a televisore – Foto © Johannes Smit da flickr

Convoglio di Gran Comfort in transito a Isola del Cantone, courtesy of Giorgio Stagni

IC “Tirreno” di Gran Comfort in transito a Isola del Cantone, courtesy of Giorgio Stagni. Aveva in composizione 5 TEE (2 compartimenti, due salone, furgone generatore), una self service e 6 UIX-X tipo 1970 climatizzate in livrea rosso fegato. Le TEE in foto hanno logo inclinato

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Pubblicato il 9 luglio 2016, ultima modifica 28 gennaio 2017

Quando nel nel 1985 le FS avevano deciso di dare seguito al filone UIC-Z che inaugurato nel decennio predente con le Eurofima, sembravano avere le idee ben chiare: le carrozze ordinate erano di seconda e andavano a far coppia con le GC Bandiera di prima: assunsero quindi la livrea Bandiera.

Di lì a pochissimo vi fu un cambio di idea, e le successive carrozze della serie inaugurarono una nuova elegante livrea: la cosiddetta “Bigrigio” o “Finanziera” (per la somiglianza di aspetto con la divisa della Guardia di Finanza). Le carrozze passeggeri nate con questa livrea furono tantissime: circa 800, un corpo circa paragonabile per numerosità a quello che oggi veste la livrea Frecciabianca (per le prime delle 625 carrozze di seconda nacquero ancora in livrea Bandiera, mentre tutte le 100 di prima e le 80 BH vestirono le grisaglie). Sarebbe quindi logico pensare che buona parte dei convogli del tempo abbiano circolato con un uniforme, elegante aspetto in due toni di grigio. Non fu così. Non ci è infatti ben chiaro quale fosse la “missione” della livrea, e in che misura identificasse una proposta commerciale diversa da quella della livrea Bandiera – forse non lo era nemmeno in casa FS. Era stato chiaro l’uso principale della livrea C1, usata prevalentemente in convogli internazionali, con l’eccezione di treni per la Sicilia. Altrettanto chiaro era stato il passaggio dai TEE Nazionali Bandiera di sola prima classe, agli IC di prima e seconda. Ma i convogli in bigrigio, cosa avrebbero identificato?  Sportinglife sottolinea la coincidenza con la livrea a due toni di grigio usata dalle ferrovie elvetiche per il RABe a partire dal 1988 (si veda il commento). Tuttavia, anche se di fatto furono molto usate per convogli internazionali, ci pare difficile che in origine fossero pensate per il solo servizio Eurocity: troppe carrozze!  Quindi non siamo riusciti a capire cosa fosse nelle intenzioni delle FS. In effetti, è estremamente difficile trovare foto di un convoglio tutto in livrea bigrigio, nonostante che vi fossero sia bagagliai che ristoranti (Snack bar) che assunsero tale livrea.

Siamo riusciti a trovare un treno (corto, quattro carrozze) a Taormina nel 1997. Probabilmente si congiungeva poi a Messina con uno spezzone proveniente da Palermo, ma chissà se aveva uguale livrea?

Convoglio interamente in bigrigio a Taormina nel 1997 - Foto Stefano Paolini da photorail.com

Convoglio interamente in bigrigio a Taormina nel 1997 – Foto Stefano Paolini da photorail.com

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Pubblicato il 23 maggio 2016

Quest’anno il classico appuntamento veronese  si è spostato di qualche mese: invece del classico fine febbraio-inizio marzo è traslocato verso questa fine di maggio. E’ stato un bene? Difficile giudicare. Al mattino, fino allo scorso anno, gran coda per entrare ai parcheggi, quest’anno invece no. L’impressione che lo spazio commerciale si sia un pochino ridotto, ma è un ‘impressione.

Di certo non è calato lo spazio occupato dalla scala N, presidiato come ormai da tradizione dai megaplastici modulari di ASN ed Nparty, sempre più belli e ricchi, con i gruppi di soci-amici impegnati come sempre tra piacevoli chiacchiere, manutenzione tecnica e attività conviviali.

La curiosa ambientazione marina dell'Eremo di San Colombano (l'originale è in Vallarsa, presso Rovereto in provincia di Trento)

NParty: la curiosa ambientazione marina dell’Eremo di San Colombano (l’originale è in Vallarsa, presso Rovereto in provincia di Trento)

Eremo di San Colombano di Stefano Dalli sul modulare NParty.

Eremo di San Colombano di Stefano Dalli sul modulare NParty – modulo realizzato da Alberto Fontana.

Un po' di Francia sul modulare ASN, mentre una Picasso sfreccia davanti al tipico paesino d'oltralpe

Un po’ di Francia sul modulare ASN, mentre una Picasso sfreccia davanti al tipico paesino d’oltralpe

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Pubblicato il 27 febbraio 2016

Chi non ha presente le famose vetture tedesche del Rheingold con cupola panoramica? Non tutti però forse sanno che per un periodo furono abbastanza di casa anche sui nostri binari.

Rheingold Aussichtswagen (carrozza panoramica) . Foto © Marc Steiner da www.bahnbilder.de

Rheingold Aussichtswagen (carrozza panoramica) . Foto © Marc Steiner da http://www.bahnbilder.de

Lo vedremo in questa “nota sparsa”, nella quale  dapprima risaliamo alle origini americane dell’idea, e poi ne passiamo in rassegna le diverse  incarnazioni nella Vecchia Europa, esaminando le realizzazioni tedesche, appunto, ma anche francesi e perfino italiane!

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Pubblicato il 12 dicembre 2015, ultima modifica 3 novembre 2016

In quest’articolo trattiamo di una livrea che non fu solo FS, ma che, come quella del Trans Europe Express, può essere considerata una vera livrea europea, poiché fu vestita da carrozze di cinque diverse nazioni.  A metà anni ’70 l’arancio avrebbe infatti dovuto diventare il colore distintivo di tutti i mezzi di trasporto. Così quasi tutte le  compagnie ferroviarie europee che avevano aderito alla iniziativa EUROFIMA per un nuovo tipo di vettura, la UIC-Z, la vestirono con una livrea chiamata C1 e basata sull’arancio (LE006/145 -RAL 2004) con fascia di un grigio chiarissimo (Grigio Chiaro LE006/134 -RAL 7035) ed imperiale e carenatura grigio (ufficialmente Grigio Ombra RAL 7022, anche se modellisticamente sono usabili anche dei grigi più chiari, come il Grigio Vaio LE006/399 – RAL 7000).

Colori Puravest per la livrea C1

Colori Puravest per la livrea C1- il Grigio Ombra tra i Puravest non c’è

Vari tono di grigio negli imperiali

Vari tono di grigio negli imperiali

Delle carrozze di questo lotto (FS e non, ma in maggior dettaglio delle prime) parliamo estesamente in un’altra nota, dato che qui il fuoco è prevalentemente sul loro “vestito” d’origine.

E’ bene precisare che non tutte le carrozze in livrea C1 sono delle EUROFIMA: in Italia ad esempio i bagagliai in livrea C1 erano degli UIC-Z, ed all’estero la livrea fu attribuita anche a vetture di costruzione sia precedente che successiva a quelle EUROFIMA. Questo porta molti a parlare (erroneamente) di “carrozze EUROFIMA” anche con riferimento a vetture che con l’iniziativa non avevano nulla a che fare.
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Pubblicato il 7 novembre 2015, ultima modifica 19 dicembre 2015

Bellezza ed eleganza sono sicuramente categorie soggettive, quindi sappiamo di esprimere un giudizio arbitrario, anche se convinto, nel dire che una delle più belle livree viste correre sui binari italiani é quella denominata “Bandiera”, che venne adottata nei primi anni ’70 per i cosiddetti “TEE interni”.

E444.002 in testa a un Treno Bandiera a Roma nel 1983 - foto © LotharBehlau da www.drehscheibe-online.de

E444.002 in testa a un Treno Bandiera a Roma nel 1983 – foto © LotharBehlau da http://www.drehscheibe-online.de

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Un “Treno Bandiera” 1983 a Faenza – Foto © Garelli da photorail.com

La rete del Trans Europe Express, nata nel 1957, si era inizialmente basata su automotrici diesel per evitare i problemi (e le relative perdite di tempo) legate alle diverse alimentazioni ferroviarie. Aveva, con qualche eccezione, adottato la bella livrea giallo-rossa della quale abbiamo già parlato, ed in Italia aveva visto l’impiego delle italiane ALn 442-448, delle francesi RGP1-X 2770, delle tedesche Br 601 – VT11.5 ed anche dell’elettrotreno svizzero policorrente RAe1050. Il grande successo di questi eleganti ed efficienti mezzi di trasporto ne aveva fatto crescere la popolarità negli anni ’60 fino al punto da richiedere rotabili di capacità maggiore, e maggiormente modulabile. La risposta delle FS a questa esigenza fu l’affidamento alla FIAT della progettazione delle carrozze Gran Confort (GC), e nel contempo la decisione di estendere il servizio TEE anche treni che non uscivano dai confini nazionali, che erano appunto i TEE interni. Mentre le GC per i TEE internazionali riprendevano la livrea giallo-rossa vestita in precedenza dalle automotrici, per le carrozze in servizio interno si scelse un’inedita  livrea composta da grigio ardesia nella parte inferiore della fiancata e sull’imperiale, avorio antico nella parte superiore della fiancata ed una fascia rossa sopra e sotto i finestrini. Il logo fu inizialmente quello a televisore, poi sostituito da quello inclinato, per finire con quello Trenitalia: tutti i loghi in questione possono essere visti nelle foto che documentano questo post.

Carrozza Gran Comfort Ristorante in livrea Bandiera nel 1981 a Napoli - Foto © Fondazione FS da Facebook

Carrozza Gran Comfort Ristorante in livrea Bandiera nel 1981 a Napoli – Foto © Fondazione FS da Facebook

La livrea fu vestita da cinque tipologie di carrozze, quattro fin dall’origine e una aggiunta in epoca IC:

  • Carrozza GC a scompartimenti: due versioni: Tipo 1970 con tetto liscio, tipo 1985 con tetto cannellato (vedi più sotto)
Carrozza GC a scompartimenti, Milano 1994 - Foto © Raffaele Bonaca

Carrozza GC a scompartimenti, lato corridoio Milano 1994 – Foto © Raffaele Bonaca

 GC Compartimenti vista dal lato ritirata. Dattaglio da uno foto © Alberto Perego di un transito del TEE Adriatico a Giulianova nel 1978, da IlPortaleDeiTreni

GC Compartimenti vista dal lato ritirata. Dattaglio da uno foto © Alberto Perego di un transito del TEE Adriatico a Giulianova nel 1978, da IlPortaleDeiTreni

  • Carrozza GC salone:  tre versioni: Tipo 1970 con tetto liscio, tipo 1985 con tetto cannellato, Tipo 1970 AH
GC Salone - Foto © Centro Storico Fiat

GC Salone, lato ritirata – Foto © Centro Storico Fiat

 GC Salone vista dal lato opposto alla ritirata. Dattaglio da uno foto © Alberto Perego di un transito del TEE Adriatico a Giulianova nel 1978, da IlPortaleDeiTreni

GC Salone vista dal lato opposto alla ritirata. Dattaglio da uno foto © Alberto Perego di un transito del TEE Adriatico a Giulianova nel 1978, da IlPortaleDeiTreni

Due delle salone furono predisposte per accogliere passeggeri con handicap, e classificate AH. Sono riconoscibili per l’aspetto asimmetrico lato ritirata: sulla parte destra è assente il piccolo finestrino del lavatoio. Per maggiori dettagli si veda il post sulle Gran Comfort.

  • Carrozza ristorante:  tre versioni: Tipo 1970 con tetto liscio, Tipo 1983-87 con tetto cannellato, ex Pizza Express
GC Ristorante Tipo 1979 nel 1997, lato corridoio. Foto © BalazsCsuzi da railfaneurope.net

GC Ristorante Tipo 1970 nel 1997, lato corridoio. Foto © BalazsCsuzi da railfaneurope.net

GC Ristorante Tipo 1979 nel 19977, lato cucina Foto © Accomando da railfaneurope.net

GC Ristorante Tipo 1970 nel 19977, lato cucina Foto © Accomando da railfaneurope.net

GC Ristorante in livrea Bandiera - Foto Werner Hardmeier da www.drehscheibe-online.de

GC Ristorante in livrea Bandiera Tipo 1983-87 (tetto cannellato) lato cucina – Foto Werner Hardmeier da http://www.drehscheibe-online.de

Curiosamente la Fondazione FS ha deciso di preservare una carrozza particolare: la “Pizza Express” (61 83 88-90-999-5 WR). Si tratta di un esemplare unico, una carrozza GC TEE furgone generatore ristrutturata nel 1995 (ex  95-90 903 Dz). Nel suo breve esercizio non ebbe mai la livrea Bandiera, che le fu attribuita quando se ne decise la preservazione.

Carrozza Ristorante - Foto © Andrea DeBerti, Milano 2013

Carrozza ex Pizza Express – Foto © Andrea DeBerti, Milano 2013

61 83 68-90-999 5 - ex PizzaExpress, immagine da un filmato youtube

61 83 68-90-999 5 – ex PizzaExpress, immagine da un filmato youtube

  • Bagagliai di tre diverse serie: D Tipo GC 1975, Dz Tipo 1970 UIC-X (95-80 238-244), D Tipo 1982 UIC-X (95-98 100-106)
Bagagliaio GC - Trieste Campo Marzio 2010 -FOto © Andrea De Berti

Bagagliaio GC – Trieste Campo Marzio 2010 -Foto © Andrea De Berti

L'altro lato del bagagliaio GC - Firenze 2006 -Foto © Ernesto Imperato da Trenomania

L’altro lato del bagagliaio GC – Firenze 2006 -Foto © Ernesto Imperato da Trenomania

Bagagliaio GC di profilo - Firenze Castello 2006 -Foto © Ernesto Imperato da Trenomania

Bagagliaio GC di profilo – Firenze Castello 2006 -Foto © Ernesto Imperato da Trenomania

Bagagliaio UIC-X Tipo 1982 GC - Foto da forum-duegieditrice

Bagagliaio UIC-X Tipo 1982 GC – Foto da forum-duegieditrice

Dz Tipo 1970X-518395-80244-1 - Foto © Gigi Voltan

Dz Tipo 1970X-518395-80244-1 – Foto © Gigi Voltan

Dz Tipo 1970X a Lindau al traino di una Re 4/4 - forse l'unica carrozza in livrea Bandiera fuori dai confini italiani! - Foto padbergj da www.drehscheibe-online.de

Dz Tipo 1970X a Lindau al traino di una Re 4/4 – Foto padbergj da http://www.drehscheibe-online.de

  • Carrozza UIC-Z1 di seconda classe, che come detto vennero aggiunte in una seconda fase, quando si passò dai TEE nazionali e i rapidi di sola prima classe agli Intercity con prima e seconda, e per le quali la livrea fu leggermente modificata tramutando in blu le righe rosse, così da distinguere a colpo d’occhio la sezione di prima da quella di seconda.
UIC Z1 in livrea Bandiera di seconda classe. Foto da http://www.drehscheibe-online.de/

UIC Z1 in livrea Bandiera di seconda classe. Foto da http://www.drehscheibe-online.de

I TEE a servizio interno avevano dunque in composizione le sole carrozze con riga rossa. Entrati in servizio nel 1972, erano l’Adriatico, il Cycnus e il Vesuvio. Nel 1974 si aggiunsero TEE Ambrosiano e l’Aurora (poi trasformato in rapido dopo meno di un anno di esercizio). Sul sito Ferroamatori di Imola c’è indicazione della composizione del TEE Bandiera “Adriatico”,

A partire dal 1975, grazie alla disponibilità delle nuove carrozze che erano ancora in consegna, le carrozze GC in livrea Bandiera iniziarono ad essere usate per la sezione di prima classe al posto delle più modeste carrozze UIC-X anche in treni non TEE: fu questo il caso ad esempio di alcuni rapidi Napoli-Torino, Roma-Torino e Milano-Sestri Levante.

Nel 1982 iniziò la fine dei servizi TEE, sostituiti dagli InterCity che avevano in composizione anche carrozze di seconda classe: vennero dismessi i TEE Lemano e Ligure. Le carrozze giallo-rosse del TEE vennero allora impiegate sull’Adriatico e in alcuni rapidi, in composizione con alcune Bandiera

R 906 ad Arquà nel 1982 - composizione comprendente GC TEE e CD Bandiera - Foto © Paulatti

R 906 ad Arquà nel 1982 – composizione comprendente GC TEE e CD Bandiera – Foto © Paulatti

Si noti come le GC TEE abbisognavano della carrozza generatore: erano pensate per il traffico internazionale e non utilizzavano direttamente il REC della motrice. Si dovette procedere all’adeguamento, rendendole omogeee alle Bandiera (che invece, progettate per il traffico nazionale, non potevano viaggiare all’estero).  Nel 1984 anche il Mediolanum cessò il servizio TEE. Anche le sue carrozze vennero impiegate nei treni nazionali, e con il 1990 tutte le GC TEE vennero anche esteticamente omologate alle Bandiera, modificandone la livrea.

Sebbene le carrozze fossero progettate per i 200 Km/h, fino al 1985 furono limitate ai 180. Con l’orario estivo del 1985 fu istituita la coppia di rapidi Roma-Firenze 918/919 composta da 5 Gran Confort, un bagagliaio ed un locomotore E.444. Le carrozze avevano ricevuto smorzatori dei moti di serpeggio, e grazie a questi il convoglio poteva raggiungere i 200Km/h. Visto il successo dell’esperimento, gli smorzatori furono applicati a tutte le carrozze GC.

Simultaneamente giunsero le carrozze relative ai nuovo ordini (Tipo 1985), che differiscono dalle precedenti per il tetto cannellato.

GC 1985 nel 2002 - Si nota il tetto cannellato ed il logo Trenitalia - Foto © D. Pialorsi da trenomania

GC compartimenti Tipo 1985 nel 2002, vista lato ritirate – Si nota il tetto cannellato ed il logo Trenitalia – Foto © D. Pialorsi da trenomania

GC compartimenti Tipo 1985 vista lato corridoio a Firenze nel 1993 -Foto © Durvaux Christophe

GC compartimenti Tipo 1985 vista lato corridoio a Firenze nel 1993 -Foto © Durvaux Christophe

Carrozze così prestigiose non venivano trainate solo dalle Tartarughe, macchine per eccellenza dedicate a questi servizio, ma anche da umili Diesel, come avveniva al TEE Adriatico nella tratta Bari-Lecce non ancora elettrificata.

IC Adriatico a trazione Diesel nel 1991 a Lecce - Foto Roberto Bonetti da photorail.com

IC Adriatico a trazione Diesel nel 1991 a Lecce – Foto Roberto Bonetti da photorail.com

In casi non troppo rari il ruolo di carrozza ristorante era affidato a delle vecchie carrozze CIWL Tipo 1925R acquisite dalle FS nel 1971 e dotate di carrelli Minden M4P in luogo dei PP originari. Alcune di queste vennero autorizzate alla velocità  di 180 km/h e dal 1972 ebbero gli intercomunicanti a soffietto sostituiti con quelli tubolari. Tali carrozze erano caratterizzate dalla presenza di un filetto rosso (analogamente a quanto era avvenuto per le UIC-X “veloci”).

Ristorante CIWL con le Bandiera - Foto Werner Hardmeier da www.drehscheibe-online.de

Ristorante CIWL con le Bandiera – Foto Werner Hardmeier da http://www.drehscheibe-online.de

Un altro scatto con una ristorante CIWL con le Bandiera - Foto Werner Hardmeier da www.drehscheibe-online.de

Un altro scatto con una ristorante CIWL con le Bandiera – Foto Werner Hardmeier da http://www.drehscheibe-online.de

La nuova ordinazione di carrozze GC era mirata alla flotta IC, che aveva bisogno anche di carrozze di seconda classe: per rendere queste ultime esteticamente omogenee alle Bandiera, alcune UIC-Z1 vennero quindi dipinte in livrea Bandiera, sostituendo come detto le righe rosse con uguali righe blu.

Una GC compartimenti e una Z1 a Reggio Calabria nel 1995, foto Stefano Paolini da photorail.com

Una GC compartimenti e una Z1 a Reggio Calabria nel 1995, foto Stefano Paolini da photorail.com

IC Vesuvio interamente il livrea Bandiera nl 1992. Foto G.Sparacio da IlPortaleDeiTreni

IC Vesuvio interamente il livrea Bandiera nl 1992. Foto G.Sparacio da IlPortaleDeiTreni

Nel seguente video l’Intercity Roma Termini – Cosenza nel 1993, tutto in livrea Bandiera.

Il periodo dei convogli cromaticamente omogenei durò tutto sommato poco, e con gli IC, al di là delle buone intenzioni iniziali, si andò presto verso composizioni aventi livree fortemente eterogenee, nelle quali le carrozze in livrea Bandiera venivano mescolate con delle UIC-X dapprima in grigio ardesia e poi anche in rosso fegato e con le UIC-Z in livrea arancio e bigrigio.

Una GC Bandiera salone in una composizione etroegenea - Foto Werner Hardmeier da www.drehscheibe-online.de

Una GC Bandiera salone in una composizione eteregenea – Foto Werner Hardmeier da http://www.drehscheibe-online.de

Una bigrigio fa capolino tra carrozze in livrea Bandiera al traini di una E402A nel 1999 - Foto © Stefano Paolini da photorail.com

Una bigrigio fa capolino tra carrozze in livrea Bandiera al traini di una E402A nel 1999 – Foto © Stefano Paolini da photorail.com

Carrozze in livrea Bandiera in composizione eterogenea in Val di Fleres nel 1999 al traino di una E.652 - Foto © Marco Cantini da photorail.co m

Carrozze in livrea Bandiera in composizione eterogenea in Val di Fleres nel 1999 al traino di una E.652 – Foto © Marco Cantini da photorail.co m

Tra il 1991 e il 1992 quattro GC salone noleggiate vennero usate per un periodo, in composizione con la carrozza “Girotondo” (ex vagone Gril Express francese) per treni speciali della società Italy Express che effettuava viaggi giornalieri in partenza da Torino e Milano verso le principali località turistiche del nord Italia.

Foto © A.Riccardi da Tutto Treno n.39

Foto © A.Riccardi da Tutto Treno n.39

Viaggio Cuneo-Omegna - Foto © C.Dutto da I Treni n. 121

Viaggio Cuneo-Omegna – Foto © C.Dutto da I Treni n. 121

La livrea Bandiera all’estero si é vista pochissimo: le GC Bandiera infatti non erano abilitate al traffico internazionale, a differenza delle sorelle TEE. Tuttavia abbiamo visto sopra come almeno un bagagliaio Bandiera sia stato fotografato al confine tra Svizzera e Germania. Anche le carrozze ristorante erano abilitate al traffico internazionale, e la prossima immagine ne mostra una in Svizzera in composizione all’IC “Canaletto”.

IC Canaletto a Melide nel 1995, foto © Johannes Padberg da www.drehscheibe-online.de

IC Canaletto a Melide nel 1995, foto © Johannes Padberg da http://www.drehscheibe-online.de

Le UIC-Z erano abilitate al servizio all’estero, così non é difficile trovarle in composizioni fuori dall’Italia.

IC 453 Basel-Milano a Melide nel 1995, foto © Johannes Padberg da www.drehscheibe-online.de

IC 453 Basel-Milano a Melide nel 1995, foto © Johannes Padberg da http://www.drehscheibe-online.de

La bella livrea Bandiera sopravvisse per un po’ all’avvento del XMPR: l’unico impatto fu la modifica del logo. Nel 2003 fu intrapresa una ristrutturazione degli interni, che si accompagnò all’adozione della livrea ECI (EuroCity Italia). La successiva storia delle carrozze esula da quella della livrea, e la tratteremo altrove.

Nel 2006, la triste livrea EuroCity Italia (ECI) applicata alla GC 61 83 19 90 350-5 - Foto © Ernesto Imperato da trenomania

Nel 2006, la triste livrea EuroCity Italia (ECI) applicata alla GC 61 83 19 90 350-5 – Foto © Ernesto Imperato da trenomania

Veniamo a i giorni nostri. Abbiamo già visto come nell’ambito del recupero vetture storiche sia stata recuperata la “Pizza Express”, dandole la livrea GC. Nella foto seguente possiamo veder riemergere la livrea Bandiera da una carrozza a compartimenti da sotto la pellicola XMPR. Una volta restaurata, la carrozza entrerà nel parco storico, ma verrà verniciata con la livrea TEE.

Recupero di una GC a compartimenti. Fofo © da milanosmistamento.com

Recupero di una GC a compartimenti. Fofo © da milanosmistamento.com

In scala N

Le carrozze Bandiera sono state assai desiderate dagli N-isti, che infatti hanno per un pò provato ad arrangiarsi come potevano, come nel seguente esempio che mostra una “ripittura” di carrozze Arnold per avere qualcosa da far correre sul plastico che somigliasse ad un TEE Nazionale.

Elaborazione di carrozze Arnold per avere delle simil-Bandiera - Collezione Angioy.

Elaborazione di carrozze Arnold per avere delle simil-Bandiera – Collezione Angioy.

C’erano anni in cui questa era considerata un prelibatezza, ma ora il gusto si é affinato, e si cerca qualcosa di più realistico. Vari N-isti si diedero da fare autocostruendosi le carrozze con varie tecniche. Per esempio, Christian Corradi si basò su carta fotografica per pellicolare carrozze commerciali (Fleischmann, Rivarossi, Roco). Il suo lavoro é descritto sul vecchio forum scalan.org.

Un treno Bandiera realizzato da Christian Corradi

Un IC Bandiera realizzato da Christian Corradi

Gigi Voltan si era autocostruito una salone su base Roco (ne parla sul forum ASN)

GC Salone - autocostruzione di Gigi Voltan

GC Salone – autocostruzione di Gigi Voltan

Pietro Sanguini le realizzò in resina (sono descritte in Il Brennero in Danimarca).

Due Bandiera autocostruite da Pietro Sanguini

Due Bandiera autocostruite da Pietro Sanguini

Blaine Bachmann (decalenne) mise a disposizione degli hobbysti decals che permettevano di decorare un Bagagliaio UIC-X Tipo 1970 da realizzarsi con tecnica kitbash (taglia e cuci di modelli commerciali).

Bagagliaio UIC-X Tipo 1970 di Blaine Bachmann

Bagagliaio UIC-X Tipo 1970 di Blaine Bachmann

Per avere delle GC Bandiera commerciali si dovette attendere il 2005, quando apparvero a Novegro le GC di Fratix-ACME, sia in versione compartimenti che salone. Si trattava di carrozze in metallo, assai dettagliate. Erano disponibili in livrea XMPR e Bandiera. Di queste carrozze parliamo in dettaglio in un articolo ad hoc.

GC a compartimenti a Novegro 2005. Foto © Giorgio Donzello da rotaie.it

GC Fratix a compartimenti a Novegro 2005, ancora senza scritte. Foto © Giorgio Donzello da rotaie.it

Le Gran Comfort Bandiera Fratix. In alto quella a salone, in basso quella a compartimenti. Foto Fratix da facebook

Le Gran Comfort Bandiera Fratix. In alto quella a salone, in basso quella a compartimenti. Foto Fratix da facebook

Poco dopo (2008) apparvero le carrozze realizzate da Eurorail Models. Si trattava di modelli in resina, con una certa tendenza ad incurvarsi, come tutta la produzione dell’azienda che di lì a poco cambiò marchio sociale e tipo di produzione. I modelli (GC a salone e a compartimenti) erano disponibili con i tre loghi: a televisore, inclinato e Trenitalia.

Le GC salone di EurorailModels. Dall'alto: logo a televisore, logo inclinato, logo Trenitalia

Le GC Bandiera salone di EurorailModels. Dall’alto: logo a televisore, logo inclinato, logo Trenitalia

Le GC Bandiera a Compartimenti di EurorailModels. Dall'alto: logo a televisore, logo inclinato, logo Trenitalia

Le GC Bandiera a Compartimenti di EurorailModels. Dall’alto: logo a televisore, logo inclinato, logo Trenitalia

Nel 2012 erano apparse immagini di una versione di GC che SAFER intendeva produrre – se i tempi sono quelli della loro E.626, chissà quando se ne la commercializzazione…

Il prototipo della GC Bandiera di SAFER privo del tetto. Immagine da www.amiciferroviact.it

Il prototipo della GC Bandiera di SAFER privo del tetto. Immagine da http://www.amiciferroviact.it

Recentemente sono apparse su ebay le carrozze di Original Trains. Potevano apparire un interessante complemento ma le prime edizioni erano completamente sbagliate: al posto della UIC-Z c’era una UIC-X, le ristorante avevano la fiancata delle Tipo 1983-87 ma l’imperiale liscio, il bagagliaio aveva la struttura di un bagagliaio tedesco…

Le Bandiera di OriginalTrains

Le Bandiera di OriginalTrains

Quest’anno si trovano, sempre su ebay, delle versioni migliorate, e quegli errori sono stati corretti. Per la verità non si capisce bene dalle immagini disponibili se il tetto della UIC-Z sia cannellato (sembrerebbe liscio).

GC Bandiera Origina Trains edizione 2015.

GC Bandiera Origina Trains edizione 2015.

La carrozza GC ristorante di Original Trains - foto da ebay

La carrozza GC ristorante di Original Trains – foto da ebay

Per quanto siano stati fatti progressi significativi, la realizzazione continua ad essere basata su fiancate in carta stampata plastificata ed incollata sul telaio. E’ una tecnica che può essere soddisfacente per l’autocostruzione, ma per modelli del costo di oltre 50 Euro a pezzo non ci pare adeguata, anche perché i  modelli OT che ci é capitato di toccare con mano non ci hanno convinto (de gustibus).

La grande notizia é stata che a gennaio 2014 sono state annunciate le Bandiera prodotte da Pirata, comprendenti Salone, Compartimenti, Ristorante e Bagagliaio.

La GC Salone Bandiera di Pirata Tipo 1979 in versione prototipo senza scritte - Foto dal profilo facebook dei Pirati

La GC Salone Bandiera di Pirata Tipo 1970 in versione prototipo senza scritte – Foto dal profilo facebook dei Pirati

La Ristorante Tipo 1979 Bandiera di Pirata in versione prototipo senza scritte - Foto dal profilo facebook dei Pirati

La Ristorante Tipo 1970 Bandiera di Pirata in versione prototipo senza scritte – Foto dal profilo facebook dei Pirati

Visto il successo delle sorelline TEE, é immediatamente nato un clima grande di attesa per questi modelli. Nel febbraio 2014 sono state raccolte le prenotazioni: poi però si sa come é andata. Di annuncio in annuncio sono state date per certe ad ogni fiera, ma lavorare con i cinesi non é facile: ne sa qualcosa anche TriNacria che aveva in programma delle Corbellini made in Cina, mai arrivate… Ad oggi le voci che girano sono che ci vorrà ancora un annetto se tutto va bene: se sarà così, faranno quasi tre anni da annuncio e prenotazioni… L’unica giunta a destinazione per ora é la Bagagliaio, che é un modello “made in Italy” realizzato in metallo, mentre le altre tre carrozze sono una produzione industriale disegnata dai Pirati ma stampata in Cina: si tratta essenzialmente di un rilascio in nuova livrea di modelli già realizzati (le GC TEE, arrivate anche in altre livree: XMPR, ECI).

Il Bagagliaio GC Bandiera di Pirata - Foto dal profilo facebook dei Pirati

Il Bagagliaio GC Bandiera di Pirata – Foto dal profilo facebook dei Pirati

L'altro lato del Bagagliaio GC Bandiera di Pirata, foto © Susanna Warger

L’altro lato del Bagagliaio GC Bandiera di Pirata, foto © Susanna Warger

Un diverso bagagliaio (UIC-X Tipo 1970 Dz) é ottenibile in kit dall’Ennegozio di ASN: si tratta del lavoro di taglia e cuci di Maurizio Chivella, completo delle paretine realizzate in taglio laser da montare su una base Rivarossi. Il kit contiene anche le decals appropriate.

La Dz di Maurizio Chivella su base Rivarossi

La Dz di Maurizio Chivella su base Rivarossi

L'altro lato della Dz UIC-X in livrea Bandiera di Maurizio Chivella

L’altro lato della Dz UIC-X in livrea Bandiera di Maurizio Chivella

Una ristorante in livrea Bandiera è stata prodotta da Euromodell FP

Ristorante GC di Euromodell FP - foto © di Ale-scala-N da flickr

Ristorante GC di Euromodell FP – foto © di Ale-scala-N da flickr

Le UIC-Z in livrea bandiera furono prodotte da Arnold Rapido nel 1996, e sono assai difficili da trovare. Si tratta va di due modelli, (3801 e 3802) che differivano per il numero di serie: 61 83 21-90 213-1 e 61 83 21-90 386-5.

Arnold Rapido 3802

Arnold Rapido 3802

Arnold Rapido 3801

Arnold Rapido 3801

In sostanza, in linea di principio riprodurre un convoglio Bandiera in scala N é possibile, anche senza attendere futuri arrivi, e con qualche distinguo. Come abbiamo visto, le componenti di buona qualità effettivamente prodotte si limitano alle Fratix Salone e Compartimenti, la Pirata Bagagliaio e le Arnold UIC-Z. Il bel bagagliaio di Chivella richiede l’autocostruzione, le altre carrozze di Pirata chissà quando arriveranno… Il problema é che sia le Arnold che le Fratix sono difficilissime da trovare (delle difficoltà di procurarsi le Fratix si parlava in una thread sul forum ASN).

La buona notizia é che le Fratix sono da pochissimo (Novegro 2015) tornate disponibili in una riedizione a numero limitato delle ricercatissime carrozze del 2005! Possono essere acquistate contattando Susanna Warger che ne ha l’esclusiva (sito ottoperotto, o negozio ebay fli2009).

BandieraFli2009

Presto dedicheremo un post all’esame di queste carrozze.

Come abbiamo visto, non necessariamente va riprodotto un intero convoglio Bandiera: le carrozze possono essere usate in composizioni eterogenee, per le quali il traino può essere una Tartaruga prototipo (Lima), di serie (Rivarossi) o ribollita in livrea rosso-grigia (Euromodellismo, Tibidabo, Mehano), o un Caimano, o una Tigre (E.632/633/652) o una E.402A (tutte e tre queste disponibili per esempio da. Colli), o una D.445 (es. Pirata, però da riverniciare in livrea navetta). Naturalmente tutte le motrici devono avere livree pre-XMPR!

E volendo fare un convoglio Bandiera, con la ristorante come si fa? Ce lo insegna la realtà: usando una WR CIWL (Rivarossi o Arnold). Volendo essere precisi si può imitare Gigi Voltan (v. forum NParty): occorre sostituire i carrelli e gli intercomunicanti (prendendo quelli di una UIC-X Rivarossi: operazioni elementari che non richiedono particolare manualità e che si effettuano in cinque minuti). La cosa più delicata é coprire lo stemma CIWL, perché occorre azzeccare il colore giusto. Gigi suggerisce Blu Scuro FS Puravest, leggermente schiarito con un goccio di Celeste Pantone XMPR Puravest.

WR ex CIWL di Luigi Voltan

WR ex CIWL di Luigi Voltan

Gigi applica anche un filetto rosso (una decal) che volendo si può anche omettere, poiché some si vede dalla foto non é  particolarmente evidente, come pure avveniva al vero.


Articoli sulle livree FS e Trenitalia su questo blog

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Pubblicato il 24 ottobre 2015

Da un po’ mi frulla per la testa un’idea: visto che lo spazio é sempre poco per un plastico, un modo per far circolare un convoglio in più é… metterlo sotto terra: una metropolitana!

La cosa é semplice: più o meno sotto la stazione principale, a bordo del plastico dovrebbero essere in vista una stazione sotterranea: due semplici binari di corsa sui quali far alternate (con un temporizzatore) due convogli della metropolitana. Mi sono quindi chiesto se qualcuno lo avesse fatto.

Ho trovato un esempio in scala H0, che rende l’idea:

Esempio di metropolitana in scala H0. Da un post di Phoebe Vet su cs.trains.com

Esempio di metropolitana in scala H0. Da un post di Phoebe Vet su cs.trains.com

La realizzazione é semplicissima e lo spazio richiesto minimo: un ovale a doppio binario con un rettilineo di una cinquantina di cm per la stazione, un temporizzatore per far restare i convogli nascosti per un poco, e per farli sostare per un altro po’ in stazione. Usando raggi di curvatura R2U e R3U il tutto occupa uno spazio di 110 x 55 cm.

Un problema c’é: come fare a raggiungere i binari interni e nascosti se per caso un convoglio deraglia o non riparte? come pulirli periodicamente?

La soluzione é semplice: in un caso come quello prospettato non ci sono interconnessioni con altri “pezzi”, dunque la “metropolitana” potrebbe stare in una mensola scorrevole, o estraibile: come un cassetto.

In alternativa, il metrò potrebbe essere collegato con il plastico soprastante (ma allora l’accessibilità dei recessi va ben progettata). Un esempio di una stazione sotterranea sotto la stazione principale si ha nel grande e bel plastico (in H0) di stayathome.ch. In questo caso l’idea é più o meno la stessa: la stazione mostra due binari paralleli. In realtà sono un raddoppio di una linea a binario singolo:

La stazione sotterranea della S-Bahn di stayathome.ch

La stazione sotterranea della S-Bahn di stayathome.ch

La parte alta del tracciato é un elicoidale che raggiunge il piano superiore, dove si trova il plastico vero e proprio:

La parte visibile (piano alto) del plastico di stayathome.ch

La parte visibile (piano alto) del plastico di stayathome.ch

Vi é poi un terzo piano contenente le stazioni nascoste, ma per questo rimandiamo al sito che lo descrive (in tedesco). Forse torneremo a parlarne però perché il design di questo plastico è interessante e merita una presentazione più accurata.

Per la realizzazione della stazione della metropolitana, la soluzione più semplice (ma meno bella) è di preparare un semplice fondale disegnato (se ne trovano in scala 0 ed H0, basta ristamparli ridotti, o farseli con un programma di disegno al computer). Un venditore su ebay ne ha diversi tipi, tutti in ambientazione USA.

Fondale per stazione Metro

Fondale per stazione Metro

Volendo, un produttore giapponese (Permil) nel 2012 ha realizzato delle stazioni della metropolitana in scala N in lasercut e plexyglass.

Stazione Permil con banchina centrale

Stazione Permil con banchina centrale

Stazione Permil con banchina laterale

Stazione Permil con banchina laterale

In realtà farsi da sé le cose é meno complicato che fare il plastico soprastante…

Si potrebbe poi miniaturizzare una scala mobile (magari funzionante?) per collegare la stazione della metropolitana con il piano superiore. Una bella sfida, no?

A questo punto… cosa farci girare? La scelta é ampia. Stayathome più che a una metropolitana pensa ad una stazione di S-bahn posta al piano inferiore, come e ne trovano tante all’estero: vado a memoria e cito (potrei sbagliare) per esempio la stazione di Monaco, o anche (mi pare) la Gare de Lyon a Parigi. Ci fa quindi circolare – essendo l’ambientazione elvetica – treni mossi dalla monocabina Re450.

Volendo fare davvero una “metropolitana” in scala N si possono trovare dei convogli Kato, come il Tokyo Metro Subway Series 02 Marunouchi Line (Kato 10-1126), che ha l’aspetto di una metropolitana classica che si potrebbe trovare un po’ ovunque:

Tokyo Metro Subway Series 02 Marunouchi Line - 6 Cars Set - Kato 10-1126

La vettura pilota del Tokyo Metro Subway Series 02 Marunouchi Line

Sempre da Kato, vi sono (almeno) altre due confezioni:  KA-10-877 ( Tokyo Metro Subway Series 16000 Chiyoda Line) e KA-10-1109 (Tokyo Metro Subway Series 500/300 Marunouchi Line). La prima é di un epoca più moderna:

La vettura pilota del Tokyo Metro Subway Series 16000 Chiyoda Line Kato 10-877

La vettura pilota del Tokyo Metro Subway Series 16000 Chiyoda Line Kato 10-877

La seconda invece ha un look più antico

La vettura pilota del Tokyo Metro Subway Series 500/300 Marunouchi Line 10-1109

La vettura pilota del Tokyo Metro Subway Series 500/300 Marunouchi Line 10-1109

Certo, si tratta di confezioni piuttosto abbondanti per l’uso che abbiamo prospettato: tre vetture sarebbero sufficienti, qui in tutti e tre i csai sono ben sei.

I tre set di metropolitana citati

I tre set di metropolitana citati

Chi fosse interessato ai modelli USA può fare riferimento alle stampe 3D Shapeways di islandmodelworks

Modello in scala N della metropolitana di Boston (solo chassis), da Island Modelworks

Modello in scala N della metropolitana di Boston (solo chassis), da Island Modelworks

Volendo restare in Europa, potrebbero andar bene anche la S-Bahn di Berlino che abbiamo lungamente descritto altrove, nella versione d’antan Arnold-Rivarossi, o in versione moderna con i modelli Kato-Hobbytrain della 481-482 attesi a breve.

Minitrain Rivarossi ET/ES 165, la S-Bahn berlinese

Minitrain Rivarossi ET/ES 165, la S-Bahn berlinese

L’ipotesi che più mi piace però é quella della bella S-Bahn/U-Bahn di Monaco, prodotta da Arnold Rapido in una varietà di livree, che é quella che ha ispirato l’idea iniziale di questo articolo. Si tratta del convoglio ET 420 chiamato in origine “Olympiazug” perché prese servizio nel 1972 in occasione delle (tragiche) Olimpiadi di Monaco. Il modello ha una bellissima illuminazione interna, e quindi si presta particolarmente bene allo scopo. Anche la sua lunghezza complessiva (420 mm) è perfetta per lo scopo indicato.

ET 420 Arnold

ET 420 Arnold

ET 420 Arnold in tre diverse livree, da hornby-deutschland.de

ET 420 Arnold in tre diverse livree 8con pubblicità AEG, Lavamat e Dornkaat), da hornby-deutschland.de/Arnold_Rapido_Club

Il modello, presentato nel 1972, a quaranta anno di distanza é ancora a catalogo, e di tanto in tanto appare con una nuova livrea. Credo che le versioni realizzate siano state oltre 10 – la seguente immagine ne mostra 6.

6 versioni dell'ET 420 Arnold, da hornby-deutschland.de

6 versioni dell’ET 420 Arnold, da hornby-deutschland.de/Arnold_Rapido_Club. Dall’alto: “Handelsblatt”, “Dornkaat”, S-Bahn Munchen blau, Airport München, “AEG”, S-Bahn München rot

Attualmente vi sono almeno in commercio almeno cinque versioni: HN2162 (arancio e bianco, senza pubblicità), HN2163 (Verkehrsrot), HN2164(blu e bianco, senza pubblicità), HN2192 (rosso vino e bianco), HN2193 (arancio-giallo-bianco), tutte con slot per il decoder, ma anche in versione già digitalizzata i in versione sound.

Arnold BR 420, HN2162

Arnold BR 420, HN2162

E volendo restare nel Bel Paese? Ci si può ispirare alla metropolitana di Napoli, che ha utilizzato materiale ordinario per quella che dal 1997 é chiamata “linea 2”. Nel 1925 fu infatti inaugurato il primo “passante ferroviario urbano” d’Italia, noto come “metropolitana FS di Napoli”. Collega la periferia ovest (Bagnoli) con quella est (San Giovanni – Barra) passando per il centro cittadino (Fuorigrotta, Mergellina, piazza Amedeo, Montesanto, piazza Cavour e piazza Garibaldi).

La Linea 2 di Napoli

La Linea 2 di Napoli

Inizialmente fu l’epoca di convogli trainati dalle E.321 a terza rotaia.

La E.321 conservata al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano. Foto Cretaive Commons di Friedrichstrasse, da mediawiki

La E.321 conservata al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano. Foto Creative Commons di Friedrichstrasse, da mediawiki

Poi, nel 1940, venne il tempo delle E.624

E.624

E.624

Nei primi anni sessanta fu la volta di 14 unità  automotrici ALe 803, dotate di gancio automatico. Saranno i treni che resteranno per il maggior numero di anni (oltre tre decenni) in funzione come “metropolitane” tra Pozzuoli e Gianturco.

Nel 1984 le ALe 724 sono a fianco delle ALe 803. Dettaglio da una foto © Francesco Capezza da photorail.com

Nel 1984 le ALe 724 sono a fianco delle ALe 803. Dettaglio da una foto © Francesco Capezza da photorail.com

Dal 1983 il servizio toccò alle ALe.724, ALe.582, ALe.642, come si vede anche in alcuni filmati youtube.

Circa dieci anni dopo furono affiancate dai TAF

TAF a Napoli

TAF a Napoli

In un plastico in scala N ad ambientazione italiana ci sarebbe quindi ampia scelta: per citare alcuni modelli si potrebbe quindi usare la E.624 di ACAR (Achille Carminati), l’ALe 803 di Danifer,  l’ALe 582 di Pirata, il TAF di Trenomodel (Stefano Depietri).

E allora, forza con al metropolitana nel plastico!

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Pubblicato il 19 settembre 2015, ultima modifica 7 ottobre 2015

Visto il ruolo di “Kultlok” giocato dalla Br 103 della quale abbiamo parlato di recente, i produttori di modelli ne hanno realizzato molte varianti per riprodurre anche in piccolo l’eterogeneità di dettagli che fanno differire tra loro gli esemplari della 103. Un’idea la si può avere dando un’occhiata a queste immagini tratte dal forum “Arnold Rapido club“.

Alcune versioni della 103. All'occhio attento non sfuggiranno le differenze. Foto di N-Harry

Alcune versioni della 103. All’occhio attento non sfuggiranno le differenze. Foto di N-Harry

Le versioni di 103 di ET 420Fan

Le versioni di 103 di ET 420Fan

Ci proponiamo qui di ricostruire la storia e la varietà dei modelli della Schnelle Blondine. Come abbiamo visto nell’articolo dedicato a questa motrice, già nel 1967 la E 03 era a catalogo Arnold.

La DB E03 sulle pagine del catalogo Arnold del 1967/68

La DB E03 sulle pagine del catalogo Arnold del 1967/68

Con la sua evoluzione Br 103.1 Sarebbe rimasta la “flagship” della compagnia per decenni, restando a catalogo sempre, dagli esordi ad oggi. Minitrix e Fleischmann seguirono presto, mentre l’austriaca Roco, che tentò sempre di differenziare la propria produzione rendendola complementare a quella dei tre maggiori produttori tedeschi, non ne mise mai in produzione un modello.  Difficile che un plastico tedesco non avesse almeno una Blondine… Ne devono essere state prodotte enormi quantità, ed una ricerca su ebay.de in una giornata qualunque individua facilmente almeno un centinaio di modelli in asta, alcuni a prezzi molto contenuti. Ma come distinguere un modello vecchissimo da uno più recente? Per scoprirlo, facciamo una panoramica sulla (vasta) produzione in scala N delle 103.0 e 103.1 nelle varie livree.

Prototipi 103.0

Stando a modellbau-wiki.de, Arnold ha prodotto cinque diversi modelli dei prototipi. Tra il 1967 e il 1971 commercializzò l’art. 0236 rappresentante la E03 004.

Arnold 0236, immagine dalla Collezione Ebel tratto da www.103er.de

Arnold 0236, immagine dalla Collezione Ebel tratto da http://www.103er.de

Nel 1996 rimise a catalogo col n. 2370 e 82370 la versione prototipo (ovviamente basata su un nuovo stampo) rappresentante la  E03 001 con pantografi monobraccio. Restò a catalogo fino al 2004.

Tra il 1997 ed il 2000 fu affiancata dalla E03 002 con pantografi Scheren (Art .n. 2372 e 82372). Tra il 2001 e il 2002 fu la volta del prototipo con la nuova numerazione: 103 004-8. A partire dal 2007 é stata commercializzato l’articolo HN2018, la E03 004 con pantografi Scheren.

Arnold HN2018, da http://www.josenfeld.de/

Arnold HN2018, da http://www.josenfeld.de/

Al 1967 risale anche il primo modello della Minitrix, la E03 001 (a catalogo col num. 2945, divenuto dal 1969 51 2945).

Minitrix 02945, immagine dalla Collezione Ebel tratto da www.103er.de

Minitrix 02945, immagine dalla Collezione Ebel tratto da http://www.103er.de

La produzione proseguì fino al 1975. Il prototipo venne ripreso nel solo 2005, con la  E03 004 (cat. n. 12434), e a partire dal 2008 con la 103 001-4. Fino al 2005 tutti i modelli avevano pantografi Scheren, quelli prodotti dal 2008 i monobraccio.

Minitrix 12590, da http://www.josenfeld.de/

Minitrix 12590, da http://www.josenfeld.de/

Nel 2014 Fleischmann, che non aveva mai prodotto i prototipi in precedenza, ha presentato la 004, con i pantografi di origine. Il modello è disponibile in versione analogica (art. 737801) e digitale con sound (art.737871).

La 004 di Fleischmann

La 004 di Fleischmann

I suoni si possono ascoltare nel seguente video su youtube.

Macchine di servizio – Br 750

Nel 2006 Arnold affiancò alla 2370 che riproduceva un prototipo l’art. 2371 (82371 digitale) che rappresentava la versione DB Bahndienst immatricolata come 750 001-0. Rimase in produzione fino al 2000 .

Arnold Rapido Br 750

Arnold Rapido Br 750

Anche Minitrix derivò una 750 da un prototipo, e lo commercializzò in una confezione (art.11607) contenente un “bahndiesntzug” (convoglio di servizio)

Minitrix Br 750

Minitrix Br 750

Confezione Minitrix 11607, treno di servizio

Confezione Minitrix 11607, treno di servizio

Fleischmann invece pare si sia lasciato sfuggire l’occasione di produrre con poco sforzo una nuova versione. Nessuno dei tre, inoltre, riprodusse la versione derivata dalle macchine di serie (la 750 003, ex 103 222).

Macchine di serie 103.1 – livrea giallo-rossa

Il primo modello delle macchine di serie appare nel 1972 ad opera di Arnold Rapido, che fa una scelta davvero sfortunata. Decide di riprodurre la prima macchina entrata in servizio, la 103 109-5 senza accorgersi che si tratta dell’UNICA motrice con una livrea differente (la Silberpfeil di cui abbiamo parlato nell’articolo sulla Schnelle Blondine), mentre il modello Arnold adotta la livrea standard. Erano altri anni, e se per i produttori non era facile documentarsi, meno ancora lo era per gli acquirenti: non c’erano miriadi di foto su Internet sulle quali verificare i dettagli, né c’erano i forum sui quali discutere. Le uniche sorgenti erano l’osservazione diretta, le riviste specializzate e le monografie. Così nessuno, o quasi, si accorse dell’inconsistenza, ed il modello rimane in produzione fino al 1998, passando attraverso evoluzioni che mai però toccarono quel piccolo particolare che avrebbe rimesso le cose a posto: il numero di serie della motrice!

Il modello originale aveva il pantografo Scheren e loghi DB nero sia frontale che sulla fiancata. Successivamente ricevette con i pantografi monobraccio e logo DB rosso sul fianco e nero frontale. A catalogo ha i numeri 0235 (1972-1974), 2350 (1975-1998) e 82350 (1989-98, digitale).

Prima versione del modello Arnold 0235 con pantografi Scheren (da ebay)

Prima versione del modello Arnold 0235 con pantografi Scheren (da ebay)

Seconda versione del modello Arnold 0235 con pantografi monobraccio (da ebay)

Seconda versione del modello Arnold 0235 con pantografi monobraccio (da ebay)

La versione corretta della 109-5 Silberpfeil viene prodotta da Minitrix tra il 2004 e il 2006 (cat. 12539).

La versione Minitrix della 103 109-5 (art.12539)

La versione Minitrix della 103 109-5 (art.12539)

Se con la 109-5 Arnold aveva commesso un errore, stette poi ben attenta quando nel 1984 si trattò di mettere in produzione una motrice con la striscia rossa invece che nera, e scelse la 113-7. Si trattava dell’unica scelta che non richiedeva di modificare lo stampo: tutte le altre macchina con quella livrea ebbero la carenatura frontale sotto la fascia dei respingenti rimossa. Il modello rimase in produzione nel periodo 1984-1991 (art. 2351) e nel 1989 fu disponibile anche in digitale (art. 82351).

Nel 1985 vi fu un’edizione speciale (art.2352) che raffigurava la 103 150-9 con l’adesivo celebrativo dei 150 anni delle ferrovie tedesche posto a fianco della porta di accesso destra.

Arnold 2152, modello della 103 150-9 celebrativa dei 150 anni delle ferrovie tedesche - foto da ebay

Arnold 2152, modello della 103 150-9 celebrativa dei 150 anni delle ferrovie tedesche – foto da ebay

Nel 2001 e 2002 vi furono due ultime edizioni dell’epoca Arnold-Rivarossi prima dell’avvento di Hornby. Credo si sia trattato di un nuovo stampo. Purtroppo, a causa del fallimento, furono pochi i modelli dell’art. 2373 che interpretava la 103 149-1.

Arnold 2373

Arnold 2373

Dopo una pausa, la 103.1 tornò in catalogo in una nuova edizione in epoca Hornby, a partire dal 2011; art. HN 2131 interpreta ancora la 103 149-1. Questo modello presenta una interessante caratteristica: la carenatura frontale inferiore può essere rimossa, mimando quanto al vero avvenne tra il 1981 e il 1982.

Arnold Rapido HN2131

Arnold Rapido HN2131

Minitrix ha prodotto varie versioni della 103.1 giallo-rossa. Una di queste é la 109-5 Silberpfeil già vista. Le altre differiscono esteticamente per colore dei loghi, tipo e colore dei pantografi, colore della striscia in basso e lunghezza della cassa: riamndiamo alle immagini per tali differenze. Tra le varie versioni, la prima é la 51 2057 00 (1976-85) – 12057 (1986-1996), analogica, con la corrispondente versione digitale (EMS) 51 2157 00 (1976-85) – 12157 (1986-1996). Rappresenta la 103 113-7 prima del cambio di colore della fascia bassa da nero a rosso, e con pantografi Scheren.

Minitrix 512057

Minitrix 512057

La 103 113-7 é stata realizzata (tra il 1986 e il 1984, art.12930) anche nella versione con fascia rossa e con con pantografi monobraccio.

Minitrix 12930 foto da www.spurweite-n.de

Minitrix 12930 foto da http://www.spurweite-n.de

Tra il 2003 e il 2006 c’é stata la 103 132-7 (Minitrix 12514)

Minitrix 12514, Br 103 132-7,

Minitrix 12514, Br 103 132-7,

Dal 2009 é stata prodotta la 103 107-9 (Minitrix 12194).

Minitrix 12194, Br 103 107-9, immagine da http://www.mobahn.de

Minitrix 12194, Br 103 107-9, immagine da http://www.mobahn.de

Gli anni recenti hanno visto un revival della 103.1 in livrea TEE.

Nel 2013 é stata introdotta una versione digitale con sound (Minitrix 16301)

Minitrix 16301, Br 103 103-6

Minitrix 16301, Br 103 203-6, foto da http://www.modellbahn-voigt.de

Sempre nel 2013, é stata introdotta la  103 235-8 (Minitrix 16341), caratterizzata dalla carrozzeria allungata, logo DBAG, assenza di carenatura inferiore e da due pantografi di diverso colore (al vero uno atto alla circolazione in Germania, l’altro per la Svizzera).

Minitrix 16341

Minitrix 16341

Nel 2014, con lo stesso stampo e anch’essa in digitale e sound, é stata presentata la 103 245-7 (Minitrix 16342) della quale non abbiamo ancora trovato fotografie.

Ricostruire con esattezza la produzione Fleischmann é più complesso, perché il produttore ha l’abitudine di mantenere lo stesso numero di catalogo per versioni diverse dello stesso modello, il che inevitabilmente crea una certa confusione.

Da quanto siamo riusciti a ricostruire, la 103.1 é apparsa con il numero di catalogo 7375 fin dall’inizio della produzione dei “Piccolo” nel 1972. Si trattava della 118-6.Restò in produzione fino al 1979 (dal 1975 al 1979 con una piccola variante al pantografo).

Fleischmann Piccolo 7375, Br 103 118-6

Fleischmann Piccolo 7375, Br 103 118-6

A partire dal 1980, e fino al 1982, con lo stesso numero di catalogo fu riprodotta la 142-6. Entrambi i modelli avevano la fascia nera in basso, ma il primo aveva pantografi Scheren e logo nero, il secondo monobraccio e logo rosso.

Fleischmann Piccolo 7375, Br 103 142-6

Fleischmann Piccolo 7375, Br 103 142-6

Tra l’82 e il ’95 entrò a catalogo il n.7376 riproducente la 155-8, caratterizzata dalla fascia rossa invece che nera. Era offerta anche in versione digitale FMZ (n. 67376) tra il 1990 e il 1996.

Fleischmann Piccolo 7375, Br 103 155,8

Fleischmann Piccolo 7376, Br 103 155-8

In versione FMZ il modello avera numero di catalogo 67375 e restò in produzione fino al 2002.

Solamente nel 2001 viene prodotta la confezione “30 Jahre InterCity”, art. 7802, con motrice 110-3, con fascia nera e pantografi Scheren e tre carrozze tutte dotate, come la motrice, di ganci Profi.

Confezione Fleischmann Piccolo 7802

Confezione Fleischmann Piccolo 7802

Dal 1996 al 2003 si tornò al numero di catalogo 7375: la fascia restò rossa ed il numero di serie fu 116-0. Erano rossi anche i pantografi.

Fleischmann Piccolo 7375, Br 103 116-0

Fleischmann Piccolo 7375, Br 103 116-0

Nel 2003 vi fu anche una ulteriore edizione digitale della 7375 (83 7375).  Una delle funzioni permetteva l’illuminazione del “Maschinenraum”; il numero di serie era 163-2, aveva fascia nera e pantografi monobraccio rossi.

Fleischmann Piccolo 83 7375, Br 103 163-2

Fleischmann Piccolo 83 7375, Br 103 163-2

Nel 2002 riappare l’art. 7376 che resterà a catalogo fino al 2009: il numero di serie é 150-9, la livrea ha la fascia bassa rossa. I pantografi monobraccio sono rossi.

Fleischmann Piccolo 7376, Br 103 150-9, immagine da http://www.josenfeld.de

Fleischmann Piccolo 7376, Br 103 150-9, immagine da http://www.josenfeld.de

Nel 2011 diviene 737602 e riproduce la versione museale 184-8, con fascia nera e pantografi monobraccio rossi.

Fleischmann Piccolo 737602, 103 184-8 Immagine da da http://rheinmainscale.blogspot.it/

Fleischmann Piccolo 737602, 103 184-8 Immagine da da http://rheinmainscale.blogspot.it/

Nel 2014 Fleischmann ha rinnovato il modello della sua 103 a catalogo, Assieme al prototipo 004 visto prima, ha messo in produzione una “Neukonstruktion” rappresentante la versione lunga della 103. Il modello é lungo 126 mm, e rappresenta la n. 225-9. Curiosamente il catalogo Fleischmann (che mostra sempre dei disegni, e mai foto dei modelli), la presenta con la colorazione con banda inferiore rossa, ma il modello reperibile in commercio ha invece la banda inferiore nera. Il modello è disponibile in versione analogica (art. 737802) e digitale con sound (art.737872).

Fleischmann 737802, immagine da http://www.aandhmodels.co.uk/

Fleischmann 737802, immagine da http://www.aandhmodels.co.uk/

Tra le novità dell’autunno 2015 anche Fleischmann presenta la 103.245-7, ovvero la macchina del parco storico DB già realizzata l’anno prima da Minitrix. A catalogo é il numero 737902 in analogico, e  737972 in digitale con sound.

103.245-7 di Fleischmann

103.245-7 di Fleischmann

Livrea Orientrot

Poche le varianti di questa livrea, essenzialmente limitate al colore della grigliatura (argento o nero). Di conseguenza, pochi i modelli proposti: molti meno che nella livrea TEE.

Arnold produce una versione Orientrot a partire dal 1988: è la 115-2, e resta a catalogo (art. 2353) fino al 1993, dal 1989 fudisponibile in digitale, cat. 82353. Il numero di serie non é casuale: la 115 fu la prima ad assumere la nuova livrea, nel giugno 1987. Nel 1994 lo stesso articolo appare con un diverso numero di serie: 170-2, che viene usato anche per uno startset (cat. 0400). Successivamente scompare dalla produzione.

Arnold Rapido 2353

Arnold Rapido 2353

Anche Minitrix esordisce nel 1988 con una versione Orientrot, ed anche in questo caso è la 115-2. (art. 12933).

Minitrix 12933

Minitrix 12933

Resta in produzione fino al 1995. Nel 1996 e 1997  l’art.12890 é associato all’esemplare 172-3, usato anche per lo startset 11425 .

Minitrix 12890

Minitrix 12890

Dal 1997 al 1999 cambia il numero a catalogo, che diviene 12651, e la versione riprodotta: la 147-5, ma anche la 165-7.Quest’ultima é in versione DBAG con griglie nere

Minitrix 12651, BR 103 165-7

Minitrix 12651, BR 103 165-7

Anche per Minitrix la versione in livrea Orientrot non raggiunge il nuovo millennio.

L’anno 1998 e la motrice 115-2 segnano anche l’esordio di Fleischmann con la livrea Orientrot. L’art.7377 rimane a catalogo fino al 1998,  mentre in versione digitale FMZ (n. 67377) é prodotto tra il 1990 e il 1998. La versione analogica faceva parte anche dello Startpackung 9377 dal 1988 al 1999.

Fleischmann 7377

Fleischmann 7377 115-2

Tra il 1999 e il 2006 l’art. 7377 passò a rappresentare la 197-0, sempre in Orientrot. La corrispondente versione FMZ fu in produzione nel solo 1999. La livrea Orientrot resta a catalogo dunque fino al 2007, ma poi anche questa sparisce: segno evidente che le preferenza per la livrea TEE non é solo di chi scrive.

Fleischmann 7377 197-0

Fleischmann 7377 197-0

Nel 2015 la livrea però riappare, vestendo una motrice “lunga” (art. 737803), numero di serie 229-1. Anche questa é in versione DBAG con griglie nere.

Fleischmann 737803 - foto da www.haertle.de

Fleischmann 737803 – foto da http://www.haertle.de

Livrea Verkehrsrot

E’ prodotta, dal 2010, solamente da Fleischmann (che ha assorbito Roco, lo sponsor dell’iniziativa). Si tratta dell’art. 737601, e la macchina riprodotta é ovviamente la 233-3. All’epoca perè Fleischmann non aveva ancola lo stampo “lungo”, e quindi il modello non é fedele al vero. Ora che lo stampo esiste ci pare probabile una riedizione corretta.

Fleischmann Br 103 233-3 Verkehrsrot

Fleischmann Br 103 233-3 Verkehrsrot

Lufthansa

Nel 1992 sia Arnold che Fleischmann hanno riprodotto la 101-2 nei colori della compagnia aerea tedesca. Il modello Arnold (cat. 1354, digitale 82354) é rimasto in produzione fino al 2004, rispecchiando il periodo reale di vita della livrea.

Arnold rapido Br 103 in livrea Lufthansa

Arnold Rapido Br 103 101-2 in livrea Lufthansa

Il modello Fleischmann (art. 9351) era in una confezione comprendente anche tre carrozze il livrea Airport Express ed é rimasto in produzione fino al 1997.

Confezione Fleischmann 9351

Confezione Fleischmann 9351

Touristikzug

La DB AG 103 220-8 é stata riprodotta di tre maggiori produttori. Arnold la aveva a catalogo nel 1996 (art. 0307 e 80307). Disponibile anche in confezione con quattro carozze nella stessa livrea (un bagagliaio e tre passeggeri). Si tratta di una riverniciatura dello stampo della versione “corta” (122 mm, corrispondenti a 19,5 m invece dei 126 mm della corretta rappresentazione delle macchine “lunghe”, da 20,2 m, che sono tutte quelle con numero di serie maggiore o uguale a 216, quindi anche la “Touristik”). I toni di colore usati sono troppo omogenei e non sfumati come al vero, quindi l’effetto complessivo non é molto realistico.

Arnold0307

Arnold0307

Arnold 0307 Touristikzug

Arnold 0307 Touristikzug

Con l’avvento del nuovo stampo per la carrozzeria allungata (lunghezza 126 mm) nel 2014, Fleischmann ha messo a catalogo la “Touristik” in versione analogica (781401) e digitale con sound (781471).

Fleischmann 781401 Touristik

Fleischmann 781401 Touristik

Anche Minitrix ha a catalogo (art.16343) una 103 220-8 con il corpo correttamente allungato (126 mm). E’ dotata di decoder Selectrix compatibile Selectrix 2, analogico e sound.

Minitrix 16343 Sound

Minitrix 16343 Sound

Le colorazioni di Minitrix e Fleischmann sono inoltre più convincenti di quella Arnold.

Aprilscherz & Rheingold

Nel 2012 Fleischmann produsse un’edizione a tiratura limitata (500 pezzi) denominata “Aprilscherz” (pesce d’aprile) con la 103 104-12 (anche la numerazione é inesistente al vero, e riproduce la data del 1 aprile 2012) verniciata nella livrea Kreme-Ozeanblau che al vero non le fu mai applicata. A catalogo era l’art. 737603.

Fleischmann 737603 Aprilscherz

Fleischmann 737603 Aprilscherz

Lo scherzo rischiò di anticipare la realtà: abbiamo infatti visto come il museo di Norimberga ci sia andato vicino, proponendo nel 2014 per una motrice della famiglia una livrea nei colori del Rheingold (simili, ma differenti: violetto invece che Ozeanblau). La motrice poi era una E03 e non una 103.1.

Nell’autunno 2015 Fleischmann ha prontamente realizzato proprio la versione Rheingold. A catalogo é il numero 781504 in analogico, e 781574 in digitale + sound. La distribuzione del modello avviene solo attraverso la rete di venditori “Die Wilde 13”.

La 103 "Rheingold" museale di Fleischmann - foto da http://www.modellbahn-kramm.com/

La 103 “Rheingold” museale di Fleischmann – foto da http://www.modellbahn-kramm.com/

Del Prado

Per completezza citiamo che, nella serie “locomotive del mondo”, Del Prado ha un modello statico della 103.1.

Modello statico Del Prado

Modello statico Del Prado


Dove abbiamo reperito le informazioni?

In rete si trovano delle liste visuali ma parziali dei modelli prodotti:

Su www.spurweite-n.de si trovano informazioni sui vari modelli, e come sempre anche modellbau-wiki.de é una preziosa fonte.

Chiudiamo con due immagini che mostrano affiancati un modello Arnold 113-7 (HN2131) del 2013 sullo sfondo, Fleischmann 142-6  (7375) del 1982 al centro e Minitrix 132-7  (12514) del 2002 in primo piano. Sono prese da su rheinmainscale.blogspot.de, al quale rimandiamo per un confronto critico (in inglese) tra alcuni modelli dei tre produttori.

Confronto tra i modelli delle tre marche: arnold, Fleischmann e Minitrix immagine © da rheinmainscale.blogspot.de

Confronto tra i modelli delle tre marche: Arnold, Fleischmann e Minitrix
immagine © da rheinmainscale.blogspot.de

Confronto tra i modelli delle tre marche: arnold, Fleischmann e Minitrix immagine © da rheinmainscale.blogspot.de

Confronto tra i modelli delle tre marche: Arnold, Fleischmann e Minitrix
immagine © da rheinmainscale.blogspot.de

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