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Posts Tagged ‘Decalenne’

Pubblicato: 8 giugno 2013, ultima modifica 30 novembre 2016

Le carrozze a cuccette tipo X hanno attraversato tutta la penisola in composizione ai grandi espressi notturni Nord-Sud. Hanno viaggiato anche  all’estero in composizione a treni EuroNight ed Espressi internazionali. A partire dal 1996 sono state sottoposte a revampig. Hanno avuto livrea Grigio Ardesia, Rosso Fegato, XMPR Treno Notte (con variazioni sul tema) e Artesia.

I Tipi originali

  • Cuccette Bcz (cuccette di 2°classe) 11 compartimenti, ciascuno dei quali con 6 posti a sedere in versione giorno e 6 cuccette in posizione.
    • Terza serie – Tipo 1968 –  (1968/70) 92 unità + (1970/73) 160+30 unità
    • Quarta serie – Tipo 1970 – (1973-75) 60 unità
    • Quinta serie – Tipo 1975 – (1977-78) 30 unità
    • Sesta serie – Tipo 1979-82 – (1981/82) 25 unità+  (1982-1985) 150 unità

Bcz – Tipo 1968 Cuccette – entrate in servizio 68-70

Bcz – Tipo 1968 Cuccette – entrate in servizio 71-72

Bcz – Tipo 1968 Cuccette – entrate in servizio 71-72

Bcz – Tipo 1970 Cuccette – entrate in servizio 73-75

Bcz – Tipo 1975 e 1979 Cuccette – entrate in servizio dal 1978

  • Cuccette AcBcz (cuccette miste di 1°e 2°classe) 10 compartimenti, di cui 4 adibiti a cuccette di 1°classe, con 6 posti a sedere in versione giorno e 4 cuccette in posizione notte, e i restanti 6 adibiti a cuccette di 2°classe. In 1°classe si trovano scompartimenti un po’ più larghi e imbottiture dei sedili e delle cuccette più spesse; i materiali utilizzati per gli arredamenti sono tessuti di colore rosso a quadretti neri, con bordature in similpelle. Pareti in finto legno.
    • Quarta serie – Tipo 1970 – (1974-75) 35 unità;
    • Quinta serie – Tipo 1975 – (1976/78) 30 unità.

Cuccette AcBc Tipo 1970

Cuccetta AcBcz Tipo 1975

Il revamping

  • Carrozze a cuccetta – livrea Artesia
    • 1970T 20 unità ricavate da cuccette Bc 1970. Trasformazione avvenuta nel 2005/6. Dotate di condizionamento, sostituzione finestrini.
    • 1975T 25 unità ricavate da cuccette Bc 1975. Trasformazione avvenuta nel 2005/6. Dotate di condizionamento, sostituzione finestrini.
    • 1982 T A partire dal 2008 è iniziato un progressivo adattamento delle 1982. Dotate di condizionamento, sostituzione finestrini.
  • Carrozze a cuccetta “comfort” – livrea TrenoNotte
    • 1995R Comfort 58+58 unità ricavate da Az Tipo 1968/70/75. Trasformazione effettuata nel 1996/2000. Dotate di condizionamento, sostituzione finestrini. Realizzate in due versioni da usarsi a coppie: una con locale macchine, compartimento accudiente e 8 compartimenti, l’altra con locale macchine e 9 compartimenti (un cuccettista ogni due vetture). I locali macchine hanno finestrino soppresso. Porte a libretto con telechiusura.
    • 1998R  Comfort 57+57 unità ricavate da Az Tipo 1979/82. Trasformazione effettuata nel 2000/2001. Dotate di condizionamento, sostituzione finestrini. Realizzate in due versioni da usarsi a coppie: una con locale macchine, compartimento accudiente e 8 compartimenti, l’altra con locale macchine e 9 compartimenti (un cuccettista ogni due vetture). I locali macchine hanno finestrino soppresso. Porte a espulsione.

Come riconoscere i tipi

In primo luogo, come distinguere facilmente le cuccette dalle carrozze ordinarie? Beh, in epoca recente (XMPR) è facilissimo: la livrea (“notte”, “artesia”, “thello”, “trasposervizi”… si veda il post sulle varie livree delle UIC-X). In epoca grigio-ardesia e rosso fegato: a parte le scritte o il logo “cuccette ” accanto alle porte, basta guardare il numero di finestrini. Se è 11, o sono cuccette (Bcz), o sono miste (ABz), ma nelle livree in questione le miste si riconoscono a colpo d’occhio per la fascia che indica la prima classe in metà vetture.

Per le grigio ardesia, c’è un indicatore veramente immediato, che risparmia di contare i finestrini: il logo FS. Se i finestrini sono pari (Az e Bz), il logo non si trova sotto un finestrino, ma a metà tra i due finestrini centrali. Se sono dispari (11 appunto per Bcz), allora il logo è sotto il finestrino centrale. Le ABz invece, pur avendo 11 finestrini non presentano il logo sotto un finestrino, perché i sei finestrini di seconda occupano mezza carrozza, ed altrettanto spazio occupano i cinque compartimenti di prima che sono più grandi ( i finestrini di seconda sono quindi più “fitti” di quelli di prima) ed il logo si trova tra le due semicarrozze – quindi non sotto un finestrino!

Le rosso fegato hanno il logo decentrato, e non si può più fare affidamento su di quello, ma si può fare riferimento alla marcatura che rimane a centro vettura per fare considerazioni analoghe a quelle delle grigio-ardesia (attenzione però che la presenza di una grata di areazione prossima al centro vettura potrebbe spostare un poco la marcatura…).

Quanto alle AcBcz, che di finestrini ne hanno 10 e sono miste, sono facilissime da identificare: i compartimenti di prima sono solo 4 (sulle miste ABz sono 5) ed il finestrino accanto alla porta (lato seconda classe) è grande, e non piccolo come in tutte le altre UIC-X.

Una volta capito che è una vettura a cuccette, le regole usabili per identificarne il tipo sono più o meno le stesse di quelle generali per le UIC-X ordinarie, ma qui le cose sono un po’ più semplici perchè vi sono meno serie.

Le più facili da riconoscere sono le 1968, che sono prive di carenatura e hanno aeratori sul tetto.

Le Bc 1970 sono le uniche cuccette carenate con carrelli Minden-Deutz, tutte le successive montano carrelli a collo di Cigno (Fiat). Inoltre all’origine la carenatura era più grande e avvolgente – ma poi le carrozze furono modificate con riduzione della carenatura.

Carrello MD – Foto © E.Imperato da trenomania

Carrello Fiat – Foto © E.Imperato da trenomania

Le Bc 1975, 1979 e 1982 sono simili – ma le ultime si riconoscono facilmente dal tetto: le 1982 lo hanno cannellato, mentre le prime due sono distinguibili credo solo dalla marcatura.

Le AcBc hanno, come già detto, un particolare schema di finestrini: sul lato della seconda classe il finestrino piccolo è sostituito da uno grande, poi c’è uno spazio ampio prima di riprendere la sequenza dei 10 finestrini grandi, e si chiude con un finestrino piccolo accanto alla porta sl lato della prima classe.

Tutte le revamping hanno finestrini sigillati e  a vasistas. Le 1970T hanno carrelli Minden Deutz, le 1975T hanno i collo di cigno. Le 1995R e le 1998R presentano 10 finestrini invece di 11. Le 1995R hanno porte a libretto, le 1998R a espulsione.

Le immagini

Il set di immagini mostra ove possibile le carrozze nelle varie livree e dalle due fiancate. Quando è risultato impossibile reperire immagine delle carrozze reali, siamo ricorsi a modelli in H0.

  • Tipo 1968 Bc

Cuccetta Tipo 1968 Bc 51 83 50-70 226-3 lato corridoio nel 1991 a Köln – Foto © Rolf Wiemann

Cuccetta Bc Tipo 1968 lato compartimenti in livrea Rosso Fegato – foto da trainzitaliafoto

Cuccetta Bc Tipo 1968 in livrea XMPR lato compartimenti – Foto © E. Imperato da Trenomania

Cuccette Tipo 1968 in XMPR lato corridoio – Foto © E.Imperato

I due tipi di carrello sulle Tipo 1968: a destra gli Au24 (con freni a ceppi), a sinistra gli MDfd (con freni a disco)

  • Tipo 1970 Bc
Tipo 1970 X - 51 83 50-70 234-7 Bcz - Foto FS ottenuta da Gigi Voltan

Tipo 1970 X – 51 83 50-70 234-7 Bcz – lato compartimenti – Foto FS ottenuta grazie a Gigi Voltan

UIC-X Bc Tipo 1970 lato compartimenti. Foto © Jacopo Fioravanti da railfaneurope.net

Nella prima immagine si vede la carrozza con carenatura di origine, nella seconda con carenatura ridotta.

  • Tipo 1970 AcBcz
AcBc 50 83 40-78 010 7, Tipo 1970 dopo la riduzione della carenatura - Foto © Carlo Pezzoni, gentilmente concessa, ottenuta da Luigi Voltan

AcBc 50 83 40-78 010 7, Tipo 1970 dopo la riduzione della carenatura – Foto © Carlo Pezzoni, gentilmente concessa, ottenuta da Luigi Voltan

In rete era impossibile trovare una immagine delle AcBcz 1970 (poi AcBc). Un grandissimo ringraziamento a Gigi Voltan per averne procurata una, e a Carlo Pezzoni autore di questa rarissima immagine! 

  •  Tipo 1975 Bc

UIC-X Bc Tipo 1975 lato compartimenti in livrea grigio ardesia, foto da amicitreni.net

UIC-X Bc Tipo 1975 lato corridoio in XMPR

  • Tipo 1975 AcBcz

UIC-X AcBcz Tipo 1975 lato corridoio a Sibari nel 2010 – Foto © Vittorio Lascala

UIC-X Tipo 1975 AcBcz lato corridoio

  • Tipo 1979-82 Bc

UIC-X Bc Tipo 1979 lato corridoio – Foto da trainzitaliafoto

UIC-X Bc Tipo 1982 lato compartimenti – Foto da trainzitaliafoto

Bc Tipo 1982 lato corridoio a Roma nel 2010 (61 83 50-70 662-7 Foto © M.Sebastiani

  • Tipo 1970T Bc

UIC-X Bc Tipo 1970T lato cabine – Foto © E.Imperato da trenomania

UIC-X 61 83 50 70 810-2 tipo 1970T lato corridoio – Foto © E.Imperato da Trenomania

Nota – un dettaglio che permette di distinguere le 1970T dalle 1975T anche quando il carrello è poco visibile perchè la foto è scura è il dente davanti al carrello: grosso e davanti alla ruota interna per le 1975T, piccolo e a centro carrello per le 1970T.

  • Tipo 1975T Bc

UIC-X Bc Tipo 1975R lato corridoio – Foto © E.Imperato da trenomania

UIC-X 61 83 50 70 870-6 Tipo 1975T lato cabine – Foto ©E.Imperato da trenomania

  • Tipo 1982T Bc

UIC-X Bc Tipo 1982 lato cabine – il primo finestrino dopo la ritirata, più piccolo degli altri, corrisponde alla cabina del cuccettista

Tipo 1982 T 61 83 50-70 508-2 Bc lato corridoio nella nuova livrea Thello nel 2016, Foto © ALn 668-015 da trainsimhobby.net

Tipo 1982 T 61 83 50-70 508-2 Bc lato corridoio nella nuova livrea Thello nel 2016, Foto © ALn 668-015 da trainsimhobby.net

  • Tipo 1995R Bc

50 83 50 78 048-5 Bc- Tipo 1995R Comfort lato cabine – porte a libretto – carrello Fiat – Foto © E.Imperato da Trenomania

50-83-59-78-007-1 Bc Tipo 1995R lato corridoio – porte a libretto – carrello MD -Foto © E-Imperato da Trenomania

  • Tipo 1998R Bc

61 83 59 90 018-9 Bc Tipo 1998R lato corridoio – porte a espulsione – tetto cannellato – Foto © E.Imperato da Trenomania

61 83 59 90 155-9 Bc-1998R lato cabine – porte a espulsione – tetto liscio- Foto © E.Imperato da Trenomania

In scala N

Abbiamo già visto la Minitrix in versione Bc, e come le altre Minitrix di seconda si prestino a una ragionevole trasformazione in cuccette tramite l’applicazione di decals.

Minitrix15868 c – UIC-X Bc Tipo 1968

Anche una ripittura di una Fleischmann 8111 può dare, con piccoli altri interventi, interessanti risultati come vettura a cuccette italiana (Maestro Voltan docet):

Bcz di Gigi Voltan

Maurizio Chivella ha mostrato sul forum ASN come ottenere le cuccette comfort a partire da delle UIC-X 1964 Rivarossi e delle Tipo 1975 partendo da UIC-X Fleischmann a 11 compartimenti. E’ gentilmente disponibile a passare gratuitamente a soci ASN i files per realizzare le necessarie decals da lui disegnate.  Le griglie di aerazione sono realizzate come decals.

Bc Tipo 1975 di Maurizio Chivella

Bc Tipo 1975 di Maurizio Chivella

Bc GranComfort di Maurizio Chivella

Bc GranComfort di Maurizio Chivella

Per quanto riguarda le decals, quelle per le UIC-X che abbiamo visto parlando delle Brz hanno anche elementi utili per le Bcz. Come già detto, sono realizzate da Blaine Bachmann e reperibili presso l’Ennegozio (solo soci ASN) o direttamente da Blain (www.decalenne.com). Griglie di aerazione in fotoincisione sono prodotte da Danifer.

Decals per Bc e Bz, da decalenne


Anche per questo articolo il contributo consulenziale di Luigi Voltan è stato preziosissimo, come sempre lo è il suo libro “Fs carrozze 2. Dalle tipo UICY alle progetto 901“.


Tutti gli articoli di questa serie sulle UIC-X:

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Pubblicato: 16 marzo 2013, ultima modifica 24 novembre 2016

Negli anni ’60 e ’70, a seguito della realizzazione della nuove vetture UIC-X destinate prevalentemente alle lunghe percorrenze, si decise di realizzare un certo numero di carrozze di accompagnamento con un limitato servizio ristoro. Non erano delle vere carrozze ristorante, ma avevano una cucina, un po’ sul modello delle Buffet-Bar tedesche. Sono entrate in composizione a vari treni espressi, ma oggi risultano quasi tutte accantonate a causa della presenza di amianto. Furono costruite in 2 tipi: con posto ristoro grande, sopprimendo una ritirata e tre scompartimenti, e con posto ristoro piccolo, sopprimendo una ritirata e uno scompartimento. Alcune unità erano dotate di cucina a carbone, altre di cucina elettrica. Erano contrassegnate esternamente da un logo. Sono esistite del Tipo 1964, (40 unità, serie Br 50 83 85-88 200-239, con posto ristoro piccolo e 20 unità, serie 85-88 300-319, con posto grande, tutte poi passate alla serie 85-78) e del Tipo 1970 (20 carrozze con climatizzazione Friedmann, 49 con climatizzazione FER). Dal 1987 le Tipo 1970 hanno avuto la carenatura ridotta, e l’impianto di condizionamento è stato sostituito con aria soffiata. A seconda dell’epoca, le carrozze hanno vestito le principali livree: Grigio Ardesia, Rosso Fegato, XMPR-PAX.

Le UIC-X ristoro presentano il finestrino accanto alla porta sinistra, lato compartimenti (quello che corrisponde ad una delle due ritirate) accecato. Sotto la prima finestra si trova una botola per il caricamento viveri. Le finestre interessate alla zona ristoro (tre nel caso della zona ristoro “grande”, una nel caso della zona ristoro “piccola”) sono opacizzate (talvolta solo alcune di esse).

Dal 1970 una decina di unità Tipo 1964 con comparto ristoro piccolo fu autorizzata ai 180 km/h e di conseguenza furono dotate di filetto rosso. Dal 1973 al 1977 ebbero il freno a 3 stadi di pressione, così avvenne (anche in questo caso  fino al 1977) per altrettante Tipo 1970 tra quelle del sottogruppo atto al servizio internazionale (85-70).

Le serie

  • Prima serie – Tipo 1964 – 40 (1966-68) unità con posto ristoro piccolo +30 (1966-67) unità con posto ristoro grande

Br Tipo 1974 – Carrozza con posto ristoro piccolo

Br Tipo 1974 – Carrozza con posto di ristoro grande

  • Quarta serie – Tipo 1970 – 20 (1973-74) + 49 (1974-76) unità, con due diversi tipi di climatizzazione.

Br Tipo 1970 – Carrozza con posto di ristoro grande – climatizzazione FER

Br Tipo 1970 – Carrozza con posto di ristoro grande – climatizzazione Friedmann

Carrozza Ristoro BRz Tipo 1970 in lavorazione presso lo stabilimento SNIA di Colleferro -Si noti il "camino" sull'imperiale Foto del produttore

Carrozza Ristoro BRz Tipo 1970 in lavorazione presso lo stabilimento SNIA di Colleferro -Si noti il “camino” sull’imperiale Foto del produttore

Interno del comparto di servizio della BRz Tipo 1970 - Foto del produttore

Interno del comparto di servizio della BRz Tipo 1970 – Foto del produttore

Corridoio a fianco del comparto di servizio della BRz Tipo 1970 - Foto del produttore

Corridoio a fianco del comparto di servizio della BRz Tipo 1970 – Foto del produttore

Le livree

  • Grigio Ardesia

Le foto delle carrozze ristoro nella originaria livrea Ardesia sono rarissime. Suppliamo mostriando i modelli ACME in H0 per il Tipo 1964 e 1970, entrambi con posto ristoro grande.

Carrozza Ristoro Tipo 1964 – Modello ACME in H0

Carrozza ristoro Tipo 1970 con carenatura completa – Modello ACME in H0

Qualche immagine comunque l’abbiamo reperita: di seguito una Tipo 1970- posto ristoro grande

Rara immagine di una UIC-X 1970 Ristoro in grigio ardesia - dettaglio da una foto del Rapido Aurora reperita su www.forum-duegieditrice.com, originale da Mondo Ferroviario n° 84, giugno 1993

Rara immagine di una UIC-X 1970 Ristoro in grigio ardesia – dettaglio da una foto del Rapido Aurora reperita su http://www.forum-duegieditrice.com, originale da Mondo Ferroviario n° 84, giugno 1993

BRz Tipo 1970, da un depliant del produttore

BRz Tipo 1970 compartimento grande, da un depliant del produttore

BRz Tipo 1970, compartimento ristoro grande, sul pronte trasbordatore. Foto del produttore

BRz Tipo 1970, compartimento ristoro grande, sul pronte trasbordatore presso lo stabilimento SNIA di Colleferro. Foto del produttore

Qui vediamo una Tipo 1970 con carenatura ridotta rispetto all’origine.

Tipo 1970 Ristoro (compartimento grande) con carenatura ridotta nel 1994 a Bari - Foto © Marcello La Penna da Flickr

Tipo 1970 Ristoro (compartimento grande) con carenatura ridotta nel 1994 a Bari – Foto © Marcello La Penna da Flickr

  • Rosso Fegato

Carrozza Ristoro Tipo 1964, Foto del 2007 © E.Imperato da http://www.trenomania.org

Lato corridoio di una Servizio Ristoro Tipo 1970 nel 1999 a Udine, dopo la riduzione della carenatura – Foto © Graziano da http://www.trainzitaliafoto.com

  • XMPR- PAX

Ristoro Tipo 1964. Si nota il portellino carica vivande. I primi due finestrini non sono opacizzati – foto © Ernesto Imperato da http://www.trenomania.org.

Ristoro Tipo 1970. Si nota il portellino carica vivande. Tutti e e tre i finestrini della zona ristoro sono opacizzati – foto © Ernesto Imperato da http://www.trenomania.org.

Ristoro Tipo 1964 nel 2005 – foto © Ernesto Imperato da http://www.trenomania.org.

Ristoro Tipo 1970 nel 2005 – si nota la carenatura ridotta rispetto all’origine. Foto © Ernesto Imperato da http://www.trenomania.org.

In scala N

Non vi sono a nostra conoscenza modelli industriali o artigianali delle ristoro, che possono però con poco sforzo essere ottenute a partire dalle carrozze di seconda classe. Una interessante esempio è mostrato da Blaine Bachmann, che modificando le Tipo 1964 Rivarossi ha realizzato una ristoro, accecando un finestrino e utilizzando decals autoprodotte. A voler essere pignoli, bisognerebbe incidere gli sportelli per il carico vivande, e andrebbero opacizzati alcuni finestrini.

Carrozza Rivarossi modificata in Br Tipo 1964. Si noti il finestrino accecato sulla sinistra.

Le decals di Blaine sono reperibili presso l’Ennegozio (solo soci ASN, anche se recentemente a Verona non erano più disponibili) o direttamente da Blain (www.decalenne.com). Invece griglia di aerazione (per la 1970, lato corridoio) e porte in fotoincisione sono prodotte da Danifer.

Decals per Bcz e Brz, da decalenne

Il sito francese trains160.com h realizzato in piccolissima serie le ristoro italiane. Sembra aver utilizzato esattamente le decals di Blaine – o una loro copia – per decorare delle carrozze Minitrix riverniciate.. Il risultato finale ha un bell’aspetto – peccato che la Minitrix di partenza sia stata scelta a 11 compartimenti invece che a 12…

LA BRz di www.trains160.com - foto dal loro sito

LA BRz di http://www.trains160.com – foto dal loro sito


Grazie a Gigi Voltan per la revisione ed integrazione dell’articolo.


Tutti gli articoli di questa serie sulle UIC-X:

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Pubblicato: 19 gennaio 2013, ultima modifica 24 novembre 2016

Nei precedenti articoli (parte prima e seconda) abbiamo visto come la versione italiana delle UIC-X, derivata da un progetto tedesco, sia stata prodotta nell’arco di un ventennio in sei serie. Queste differiscono all’origine per vari particolari: carrelli (24Au, Minden-Deutz con o senza freni a disco, varie versioni di Fiat a collo di cigno), porte (in acciaio o in lega), carenatura, tetto (con e senza aeratori, liscio o cannellato) e tipo di riscaldamento/condizionamento (con implicazioni estetiche relative alla presenza e posizione di una griglia di aerazione sulla fiancata lato corridoio, e sull’attrezzatura presente nel sottocassa). Inoltre tra una vettura e l’altra ci sono differenze che dipendono della velocità massima ammessa (evidenziata da presenza/assenza di un filetto rosso sulla cassa) e della tipologia (Az, Bz, cuccette…). Queste ultime riguardano principalmente la struttura e l’arredamento interno, ma hanno implicazioni visibili dall’esterno (es. numero finestrini, numero aeratori sul tetto, loghi…). Come abbiamo già anticipato, delle carrozze ristrutturate ci occuperemo la volta prossima. Qui trattiamo solo le versioni d’origine. Riassumiamo in una tabella generale le varie caratteristiche, così da permettere il riconoscimento del tipo di carrozza, tenendo presente alcune note:

  • nella colonna di categoria è indicata la marcatura pre-UIC se esistente (carrozze in esercizio prima del 1968), altrimenti solo la indicazione del tipo: Az (prima), Bz, (seconda), ABz (mista), AcBcz (mista a cuccette), Bcz (cuccette di seconda), BRz (ristoro), K (cellulare), e dopo il 78 senza il suffisso z: A, Bc, AB….
  • L’indicazione dei finestrini indica il numero di finestrini piccoli (ritirate, o corrispondente finestrino sul lato corridoio) e di finestrini grandi (compartimenti o posizione equivalente lato corridoio)
  • il numero relativo alla griglia indica sotto quale finestrino grande (lato corridoio, contando da destra) si trova la presa d’aria, se presente (non sono certissimo che l’indicazione sia accurata al 100%: potrebbero forse esserci vetture della sottoserie con griglia posizionata in altro modo, ma non credo)
  • il numero di aeratori indica quanti aeratori sono presenti sul tetto. In genere, se presenti, sono in numero pari agli scompartimenti e in corrispondenza degli stessi, ma ci possono essere variazioni. Le vetture con aria condizionata sono prive di aeratori.
  • tutte le carrozze hanno tetto liscio, eccetto le 1982 che lo hanno cannellato (ma le prime consegne delle 1982 avevano tetto liscio).
  • nella colonna “note” si trovano numeri che rimandano a commenti riportati sotto la tabella (che per facilità di lettura delle note è spezzata in più tronconi). “FR” nelle note indica che alcune delle carrozze del lotto furono adattate tra il 1970 e il 1977/8 circa ai 180 Km/h e ricevettero il filetto rosso al longherone del telaio (nel caso delle 1982 si tratta di adattamento ai 200 Km/h avvenuto nel periodo tra il 1985 e primi anni ’90).
  • Le prime tre serie hanno porte originali in acciaio con finestrini semiapribili, mentre a partire dal Tipo 1970 le porte sono in alluminio anodizzato (e in colore oro chiaro, e in alcuni casi in colore argento), ed i relativi finestrini sono un po’ più piccoli e fissi. In tabella, l’indicazione del tipo di porte (acciaio o lega) si riferisce all’origine: a partire dal 1982 carrozze che in origine avevano porte in acciaio hanno progressivamente ricevuto porte in lega.
  • il codice di colore usato per la categorie intende far identificare a colpo d’occhio la tipologia
  • per tutte le serie, a parte la 1982, la livrea originale era grigio ardesia. Le 1982 invece furono consegnate in livrea rosso fegato, e con porte in tinta.
Tipo Serie categoria finestrini carrelli Carenatura Aeratori griglia porte note
1964 1a Az15000 Az15500 2+10 MD50 No 10 nessuna in acciaioin tinta 1FR
Az15000 2+10 MD50 No 10 4

Bz25000

Bz25500

2+12 24AuMD50 No 12 nessuna
ABz55000 2+11 MD50 No 11 nessuna
BRz 25800 2+12 MD50 No 12 nessuna 2
BRz 25900 2+12 MD50 No 12 nessuna 3
  1. alcune (probabilmente una sola) in livrea sperimentale azzurra;
  2. locale cucina/ristoro piccolo, sulla destra guardando dal lato corridoio (occupa un compartimento e una ritirata), finestrino piccolo accecato sul lato cucina-compartimenti;
  3. locale cucina/ristoro grande, sulla destra guardando dal lato corridoio (occupa tre compartimenti e una ritirata), due aeratori sul tetto in zona ristoro ravvicinati, finestrino piccolo accecato sul lato cucina-compartimenti;
Tipo Serie Categoria finestrini carrelli carenatura aeratori griglia porte note
1966 /68 2a Bz25100 2+12 MD50 No 12 nessuna in acciaio in tinta FR
Bz 2+12 MD50 No 12 5 FR
1968 3a Az 2+10 MD50 No 10 4 FR
Bz 2+12 MD50 No 12 5 FR
Bcz 2+11 24Au No 11 5
Bcz 2+11 MDfd2 No 11 4
1970 4a Az 2+10 Mdfd3 Avvolgente NO/AC centrale in lega oro chiaro 4,FR
Bz 2+12 MDfd3 Avvolgente NO/AC 5 5,FR
Bz 2+12 MDfd2 Avvolgente 12 5 5
ABz 2+11 MDfd2 Avvolgente 11 5 5
Bcz 2+11 MDfd-3 Avvolgente NO/AC 4 5
AcBcz 1+11 MDfd-3 Avvolgente NO/AC centrale 5
BRz MDfd-3 Avvolgente NO ? 5 5,6
  1. carenatura ridotta a metà anni 80;
  2. carenatura ridotta nel 1978;
  3. locale cucina/ristoro grande, sulla destra guardano dal lato corridoio (occupa tre compartimenti e una ritirata), finestrino “ritirata” accecato sul lato cucina-compartimenti;
Tipo Serie Categoria finestrini carrelli carenatura aeratori griglia porte note
1975 5a Az 2+10 MDfd-3 Ridotta NO centrale in lega oro chiaro
Az 2+10 F75.2 poi F79 Ridotta NO 4
Bz 2+12 F75.2 poi F79 Ridotta NO/AC centrale
Bz 2+12 MDfd-2 Ridotta NO 5
Bz 2+12 F75.2 poi F79 Ridotta NO 5
ABz 2+11 F75.2 poi F79 Ridotta NO 5
Bcz 2+11 F75.2 poi F79 Ridotta NO/AC 4
AcBcz 1+11 F75.3 poi F79 Ridotta NO/AC centrale
1978 Bm 9 MD fd Ridotta 10 3 in lega in tinta 7
1979 6a Az F79.2 Ridotta NO centrale in lega oro chiaro
Bz F79.2 Ridotta NO centrale
Bcz 2+11 F79.3 Ridotta NO 4
1982 6a A F.82.2 Ridotta NO 5 in lega in tinta 8,FR
B F.82.2 Ridotta NO 5 o centrale 8,FR
  1. Porta standard a una sola estremità, modulo finestre come le Az ma con una delle finestre centrali sostituita da una doppia porta per l’accesso barelle;
  2. Tetto cannellato (a parte le prime unità consegnate con tetto liscio).

UIC-X Italiane: le tavole

Vediamo ora il dettaglio delle singole sottoserie di carrozze. Su rotaie.it si trovano le tavole con i disegni di moltissimi rotabili. Della sezione vetture abbiamo raccolto i disegni delle UIC-X, e li abbiamo riportati qui fianco a fianco per evidenziare le differenze tra le varie serie. Cliccando sulle immagini è possibile ingrandirle per esaminare i dettagli. Per le Ristoro, Cuccette e le Postali-Bagagliaio rimandiamo a prossimi articoli dedicati.

  • Seconda Classe

Iniziamo con le Bz perchè sono le uniche presenti in tutte e sei le serie di UIC-X. Le Bz sono caratterizzate da 12 compartimenti, e quindi 12 finestrini ampi (oltre ai due più piccoli accanto alle porte, che sul lato compartimenti corrisponde alle ritirate.

  • Prima serie – Tipo 1964 – 100 (1966-68) +160 (1966-68) unità
  • Seconda serie – Tipo 1966-68 – 74 (1967/69) + 197 (1970/72) unità
  • Terza serie – Tipo 1968- 135 (1970-72) + 83 (1971-72) unità;
  • Quarta serie – Tipo 1970 – 35 (1972-74) + 204 (1973-76)
  • Quinta serie – Tipo 1975 – 50 (1978/79) + 280 (1975/80) unità
  • Sesta serie – Tipo 1979-82 -320 (1979/80) + 670 (1982-1987) unità

Bz prima serie – Tipo 1964 con scaldiglie

Bz seconda serie – Tipo 1966 ad aria soffiata

Bz terza serie – Tipo 1968 ad aria soffiata o condizionamento – griglie leggermente diverse da quelle delle 1966

Bz quarta serie – Tipo 1970 – carenata, griglia decentrata, un aeratore centrale

Bz quarta serie – Tipo 1970 – carenata, griglia centrale

Bz quinta serie – Tipo 1975 – carenatura ridotta, griglia centrale, carrelli F79 (ce n’erano anche con carrelli MD)

Bz quinta serie – Tipo 1975 – carenatura ridotta, griglia decentrata, carrelli F79, , un aeratore centrale

Bz sesta serie – Tipo 1979 – carenatura ridotta, griglia centrale, carrelli F79/F82

  • Prima Classe

Le Az sono caratterizzate da 10 compartimenti, e quindi 10 finestrini ampi (oltre ai due più piccoli accanto alle porte, che sul lato compartimenti corrisponde alle ritirate. Sono state costruite:

  • Prima serie: 40 (1966-67) +195 (1967-68) unità;
  • Terza serie – Tipo 1968 – 85(1970) + 93 (1970-72) unità;
  • Quarta serie – Tipo 1970 – 123 (1972-75) unità;
  • Quinta serie – Tipo 1975 – 50 (1976/77) + 50 (1978/79) unità
  • Sesta serie – Tipo 1979 – 82 – 50 (1979-81) + 170 (1982-87) unità;

Az prima serie, Tipo 1964 con scaldiglie

Az prima serie, Tipo 1964 ad aria soffiata. Si noti la griglia sulla fiancata.

Az terza serie, Tipo 1970, con carenatura completa

Az quarta serie, Tipo 1975, con carenatura ridotta

Az quinta serie, Tipo 1979, con carenatura ridotta e carrelli F79

Az Tipo 1982

  • Miste

Non tutte le serie hanno avuto delle ABz: solo le 1964, 1970 e 1975. Le ABz sono caratterizzate da 11 finestrini: i 5 della prima classe presentano una spaziatura più larga dei 6 della seconda, a causa della maggor ampiezza dei compartimenti di prima. Ovviamente anche qui abbiamo i due finestrini di dimensione ridotta accanto alle porte, in corrispondenza delle ritirate. Guardando dal lato corridoio, la prima classe è sempre a sinistra.

  • Prima serie – Tipo 1964 – 110 (1966-68) unità;
  • Quarta serie – Tipo 1970 – 149 (1972-75) unità;
  • Quinta serie – Tipo 1975 – 40 (1976/78) unità.

ABz 55000 – Tipo 1964

ABz Tipo 1970, un aeratore decentrato

ABz Tipo 1975, un aeratore decentrato

Segnaliamo anche una serie di disegni delle varie combinazioni serie-tipo-livrea usabili per gli screen saver su MLGTraffic.


Come riconoscere i tipi e le tipologie d’origine

La prima indicazione per riconoscere la tipologia basilare di origine è il numero di finestrini: 10 per le prime, 11 per miste e cuccette, 12 per le seconde. Come abbiamo visto la tipologia esclude alcune serie (ad esempio per le prime non c’è la serie 1968, le miste possono essere solo di serie 64, 70 o 75) il che semplifica il compito successivo, che è appunto l’indicazione della serie. Per quanto riguarda quest’ultima, le cose non sono semplici. I parametri da tenere presenti per la disambiguazione sono:

  1. carenatura (presente o assente, avvolgente o ridotta)
  2. carrelli (24Au, Minden Deutz o Fiat, in varie versioni)
  3. imperiale (cannellato o liscio)
  4. aeratori sull’imperiale (presenza o assenza)
  5. porte
  6. griglie di aerazione (che però va preso solo come parametro vagamente indicativo)
  7. sottocassa

La combinazione di questi elementi aiuta a individuare la serie e persino al sottoserie, ma non sempre. in alcuni casi non resta che fare riferimento alla marcatura (che dà nome e cognome della vettura), che permette (previa consultazione della Bibbia di Voltan) di ottenere tutte le indicazioni.

Vediamo ora in dettaglio questi indicatori.

– 1) La prima e più immediata discriminante è la presenza o meno di carenatura: se non c’è siamo in presenza una delle prime tre serie (64, 66-68 e 68), se c’è si tratta di una delle serie successive (70, 75, 79-82). La carenatura delle tipo 1970 è più avvolgente, ma questo non è un criterio particolarmente utile per individuare le 1970 in epoca successiva, perché nel giro di pochi anni esse subirono una riduzione di carenatura.

Confronto carenature: in alto la 1970, sotto le successive

Confronto carenature: in alto la 1970, sotto le successive. L’inconfondibile il “dente” davanti alla seconda ruota è una delle caratteristiche che permette di riconoscere al volo la carenatura ridotta.

In composizione si vedono: una UIC-X ’70 ABz con carenatura rimossa, poi due ’70 con carenatura avvolgente originale (la prima lato compartimenti e la seconda lato corridoio: si vede la grata), mentre la quinta vettura ha carenatura ridotta.

– 3) Chiara è anche l’indicazione data dal carrello: fino alle 70 incluse era Minden Deutz (in un paio di versioni, a parte alcune cuccette, che avevano i 24Au), poi diventa Fiat a collo di cigno (in varie versioni). Unica eccezione (se no che regola sarebbe?), alcune Az che pur essendo 1975 montano il Minden Deutz.

Carrelli Minden Deutz. Dall’alto: 24Au, MD50 con freno a ceppi, MDfd (freno a disco)

Carrello Fiat F.75

– 3) Un altro chiaro indicatore è il tetto cannellato, la cui presenza individua la serie 1982.

Con questi primi tre criteri (carenatura, carrello ed imperiale) si distinguono chiaramente quattro gruppi:

  • [1964, 1966/68 e 1968] senza carena
  • [1970] Minden Deutz e carena
  • [1975 e 1979] Fiat e carena, tetto liscio
  • [1982] Fiat e carena, tetto cannellato

-4) Aeratori sull’imperiale. Sono sempre presenti sulle serie da 1964 a 1968, sempre assenti dal Tipo 1975 in avanti, mentre per le 1970 sono in genere assenti, ma ci sono sulle ABz e su una sottoserie di Bz.

– 5) Allo stato di origine anche le porte facevano la differenze: per le prime tre serie erano in acciaio con finestrino apribile, in tinta con la carrozzeria, mentre per le serie successive avevano finestrini non apribili e un po’ più piccoli ed erano in alluminio  anodizzato (color oro chiaro, salvo che per cuccette, bagagliai e postali pre-1970 e i DUz 1970 che le avevano in color argento). Il critero delle porte può però essere fuorviante per varie ragioni. Innanzitutto a partire dalla livrea rosso fegato anche le porte di alluminio potevano essere dipinte (allo stato di origine solo per le Tipo 1982, ma a seguito di manutenzione anche per serie precedenti). Inoltre, a a partire dal 1982, anche sulle serie più vecchie si iniziò a sostituire le porte in acciaio con quelle in alluminio.

Una ABz Tipo 1964 lato compartimenti con porte oro chiaro nel 2007 a Bologna poco prima della demolizione, foto ©Andrea De Berti da trainsimhobby.net

– 6) Il sottocassa non aiuta moltissimo (a parte che nelle foto è quasi sempre scuro e poco visibile).  Si possono tuttavia identificare due macrocategorie:

  • tipo 1: con cassoni del REC in aggiunta alle batterie per le carrozze con riscaldamento a scaldiglie (e in questo caso non c’è griglia sulla fiancata);
  • tipo 2: senza cassone REC e griglia con aria soffiata o clima (presenza di motoalternatori o GS e motocondensanti).

Confronto tra i sottocassa delle Bz 1964-66-68. Dall’alto  verso il basso: due versioni del tipo 2 e tipo 1.

Dai figurini ricaviamo tre sottocassa, di cui due molto simili (1 e 2, associati alla presenza di una griglia di aerazione sulla fiancata), ed uno diverso (il 3 – riscaldamento a scaldiglie, senza grata sulla fiancata). Ammettendo di potersi fidare dei figurini ufficiali (che però non erano dei progetti prescrittivi…), le 1968 avrebbero tutte sottocassa di tipo 2, mentre le 1964 sarebbero tutte di tipo 1 – a parte una sottoserie di Az e di ABz.  Le 1966-68 presentano sottocassa di entrambi i tipi.

Una tipo 1968 vista da un insolito punto di vista ci mostra i dettagli del sottocassa (già parzialmente demolito). Foto © Daniele Vitali da trainsimsicilia.net

– 7) Griglie di aerazione. La presenza e la posizione di una griglia di aerazione sulla fiancata della vettura, lato corridoio è una discriminante la cui validità ed efficacia sono però discutibili.  Gigi Voltan sconsiglia di utilizzare questa caratteristica per disambiguare le serie. Noi ci siamo comunque divertiti a tentare di dare una regoletta che ha retto l’esame di tutte le foto che abbiamo reperito in rete, ma che non si può garantire sia effettivamente corretta in generale. Va certamente tenuto in conto che oltre alla eterogeneità di origine, vi sono stati interventi manutentivi di ogni sorta che hanno dato origine a ibridi che sfuggono ad ogni tentativo di classificazione che non sia basato sull’identità della vettura stessa.

Griglia di aerazione a centro vettura lato corridoio su una UIC-X Tipo 1970 – Foto ©E.Imperato da Trenomania

Ad ogni buon conto, con le cautele suddette, avventuriamoci nel tentativo di classificazione delle varie tipologie, trattando qui le ABz, le Az e le Bz, e rinviando la discussione di BRz (ristoro) e di Bcz (cuccette) discuteremo in articoli dedicati.

Iniziamo dalle più facili, la ABz, che sono solo di tre tipi: 1964, 1970 e 1975. Bastano le regolette di base (carrelli e carenatura) per disambiguarle completamente e con facilità:

  • 1964: Minden Deutz e nessuna carena, assenza di griglia di aerazione. (attenzione però che non si tratti du una 1970 con carena rimossa! in tal caso se é una 1970 ha gli scalini ancora parzialmente carenati, e la griglia di aerazione sul lato corridoio)
  • 1970: Minden Deutz e carena. Presenza di griglia di aerazione 
  • 1975: Fiat e carena

Un elemento addizionale è il fatto che le ABz 1964 e 1970 hanno aeratori sul tetto, mentre le ABz 1975 no.

Passiamo alle Az, presenti in tutte le serie con la sola eccezione delle 1966-68. Come primo passo riapplichiamo le prime tre regolette (carrello+carena+tetto), ottenendo una prima separazione:

  • [1964 e 1968] senza carena
  • [1970] carena e Minden Deutz
  • [1975 e 1979] carena, Fiat e tetto liscio
  • [1982] carena, Fiat, tetto cannellato

Rimane in realtà qualche piccolo ambiguità. Una riguarda alcune delle prime 1982, prodotte con il tetto liscio anzichè cannellato (e non ci possiamo fare nulla….).

Un’altra riguarda la piccola sottoserie di Az 1975 che montano i Minden Deutz in epoca in cui la carenatura delle 1970 era già stata ridotta: abbiamo carrozze di due diverse serie con uguale carenatura e uguale carrello. Un piccolo particolare però le distingue: nelle 1970 le scalette di accesso non sono carenate (grazie a Gigi Voltan per la dritta!) .

Dettaglio delle scalette di accesso: carenate a sinistra (Tipo 1975), non carenate a destra (Tipo 1970)

Dettaglio delle scalette di accesso: carenate a sinistra (Tipo 1975), non carenate a destra (Tipo 1970 dopo riduzione della carenatura avvolgente d’origine)

A questo punto, per le Az ci resta da distinguere le 1964 dalle 1968, e le 1975 dalle 1979. Per le seconde il gioco è facile, a patto di vedere il lato corridoio e di fidarsi della ipotesi sulle griglie. Se c’è una griglia sotto il finestrino 4 è una 1975. Se la griglia è a centro vettura è una 1979 se i carrelli sono Fiat, ed è una 1975 se i carrelli sono Minden Deutz.

Per le Az 1964 vs. 1968 invece non c’è una ricetta completa. Se sul lato corridoio non c’è grata, allora è certamente una 1964. Se invece c’è… non riusciamo a distinguere: potrebbe trattarsi di una 1968  (tutte le 1968 hanno la grata) come di una sottoserie sperimentale di 1964 con impianto ad aria soffiata.

Le Bz sono le più complicate. Ripartiamo dalle quattro aggregazioni di sopra (carena-carrello-imperiale),  e cominciamo con la distinzione tra 1975 e 1979. Se la griglia lato corridoio non è a centro vettura, si tratta di una 75. Se invece lo è, potrebbe trattarsi sia di una 75 che di una 79. Analoga la situazione tra 1964, 1966-68 e 1968. Le Bz Tipo 1964 sono tutte senza grata di aerazione sul lato corridoio mentre le Tipo 1968 la hanno. Le 66-68 stanno nel mezzo: alcune la hanno, altre no. Se non ci sono griglie quindi siamo in presenza di una 1964 o di una  1966/68. Se le griglie sono presenti,  si tratta di una 1968 o di una 1966/68.


Fotografie

Riportiamo alcune foto dei vari tipi. Omettiamo le 1966-68 per le quali non siamo riusciti a trovare immagini. Delle foto si possono comunque vedere sul libro di Voltan.

Tipo 1964

Tipo 1964- Bz  lato corridoio

Tipo 1964 - ABz 55000 del parco storico, lato corridoio - Foto © Luchino_81 da www.trenomania.org

Tipo 1964 – ABz 55000 del parco storico, lato corridoio – Foto © Luchino_81 da http://www.trenomania.org

Tipo 1966-68

Bz UIC-X Tipo 66-68 (si noti la griglia) - Foto del produttore (SNIA Colleferro)

Bz UIC-X Tipo 66-68 lato corridoio (si noti – ingrandendo l’immagine – la griglia) – Foto del produttore (SNIA Colleferro)

Bx UIC-X Tipo 66-68 lato ritirata - Foto del produttore (SNIA Colleferro)

Bx UIC-X Tipo 66-68 lato ritirata – Foto del produttore (SNIA Colleferro)

Tipo 1968

Tipo Az 1968, lato ritirate. Foto da un libretto sui carrelli Minden-Deutz

Az Tipo 1968, lato ritirate. Foto da un libretto sui carrelli Minden-Deutz

Bz Tipo 1968 nel 1970. Foto © Arnaldo Vescovo da Facebook

Bz Tipo 1968 nel 1970, lato corridoio. Foto © Giorgio Vescovo dal profilo Facebook di Arnaldo Vescovo

Tipo 1970

UIC-X Tipo 1970 di seconda classe in versione originale, con carenatura completa. Foto del produttore (CFC - Colleferro)

Bz Tipo 1970 in versione originale, con carenatura completa. Foto del produttore (CFC – Colleferro)

Az Tipo 1970 lato corridoio, vettura storica 50 83 10-78 014-5 nel 2010, foto © Ernesto Imperato da trenomania

Az Tipo 1970 lato corridoio, vettura storica 50 83 10-78 014-5 con carenatura ridotta nel 2010, foto © Ernesto Imperato da trenomania

Bz Tipo 1970 lato compartimenti, vettura storica nel 2007 con carenatura ridotta, foto © Fausto Gervasoni da trenomania

ABz 1970 in Sicilia – si notano bene gli aeratori sull’imperiale – dettaglio da una foto © B.Studer da photorail.com

ABz Tipo 1970 con carenatura rimossa, Lato Corridoio nel 1990, particolare da una foto © Jacopo Fioravanti da railfaneurope.net

Tipo 1975

ABz Tipo 1975 in grigio ardesia – Foto © Cherubini dalla Collezione Voltan

ABz Tipo 1975 lato compartimenti nel 2006 – Foto © E.Imperato da Trenomania

Bz Tipo 1975 lato corridoio a Napoli nel 2008 – Griglia sotto il finestrino 5 – Foto © Manfredi da trainsimsicilia.net

Tipo 1979

Bz Tipo 1979 lato compartimenti nel 2007 – Foto © E.Imperato da Trenomania

Az Tipo 1979 lato corridoio – si nota la griglia centrale – foto da trainzitaliafoto.com

TIpo 1982

Tipo 1982 lato compartimenti, Foto © Niki90 da trenomania

Tipo 1982 lato corridoio nel 2007, Foto © E. Imperato da trenomania


In scala N

Rivarossi

La produzione Rivarossi riguardante le UIC-X italiane è piuttosto ricca, e comprende ben 13 modelli (inclusi due bagagliai):

  • 9522 (ex 2689) 1a cl ardesia Filetto Rosso
  • 9523 (ex 2690) 2a cl ardesia Filetto Rosso
  • 9524 (ex 2680) 1a cl ardesia
  • 9526 (ex 2682) 2a cl ardesia
  • 9590 1a cl azzurra sperimentale
  • 9618 1a cl rosso fegato
  • 9619 2a cl rosso fegato
  • 9622 1a cl rosso fegato con carenature
  • 9623 2a cl rosso fegato con carenature
  • 9624 bagagliaio rosso fegato
  • 9648 1a cl ardesia carenata Filetto Rosso
  • 9649 2a cl ardesia carenata Filetto Rosso
  • 9650 bagagliaio ardesia

Le prime carrozze prodotte (quelle poi numerate 9524 e 9526) riproducono abbastanza bene delle Tipo 1964. Infatti il sottocassa somiglia abbastanza a quello delle Tipo 1964 ma è piuttosto diverso da quello delle Tipo  1968/68 e 1968. Inoltre le 1968 dovrebbero avere a griglia di aerazione sul lato corridoio, che non è presente nel modello: concludiamo quindi che le Rivarossi sono delle Tipo 1964. I finestrini delle porte sono correttamente ampi e apribili.

Rivarossi 9524 – lato b

Rivarossi 9524 – lato a

La 9590 riproduce sempre il Tipo 1964 nella livrea sperimentale azzurra, e anche qui la fedeltà non è male.

Rivarossi 9590 lato a

Rivarossi 9590 lato b

Le 9522 e 9523 aggiungono il filetto rosso e la verniciatura oro chiaro delle porte. E qui nascono alcuni problemi. Poiché lo stampo rimane quello precedente, le porte riproducono ancora la forma del finestrino (grande e apribile) delle porte in acciaio: sulle porte in lega dovrebbe essere più piccolo e non apribile (la riga a mezza altezza non ci dovrebbe essere). E’ un piccolo dettaglio, e passi. Il guaio è che sulle Bz 1964 il filetto rosso non ci va proprio, mentre sulle Az ci può stare, così come sulle 1968  (ma per queste ultime  anche ignorando il differente sottocassa, occorrerebbe correggere la fiancata apponendo la griglia di aerazione. E comunque le porte oro chiaro ed il filetto rosso sulle 1964 non possono coesistere: le prime arrivano solo attorno al 1982 (quando ormai la livrea inizia a essere rosso-fegato), il filetto rosso invece su queste vetture ci può essere solo nel periodo tra il 1970 e il 1978 al massimo… Quindi nel tentativo di fare delle carrozze di effetto (di fatto sono molto eleganti e fanno un splendida figura sul plastico) Rivarossi ha un po’ perso di vista la realtà…

Rivarossi 9522 lato a

Rivarossi 9522 lato b

Rivarossi 9523 lato a

Rivarossi 9523 lato b

Forse tuttavia, anche se non “ufficialmente”, carrozze Tipo 1964 o 1968 con porte in lega potrebbero essere esistite nel tardo periodo delle grigio ardesia. Si tratterebbe di “scambi di officina” che vedevano montare delle porte appartenenti ad altre serie al posto delle prescritte. Ci sono testimonianze che riportano di aver visto “delle X che su una testata avevano porte verniciate e sull’altra porte in lega…sono i risultati di lavori frettolosi, quando si ha fretta di rimettere in servizio una vettura, o riparazioni dopo incidenti che hanno tenuta ferma la vettura fin troppo tempo e pur di rimetterla in marcia non si guarda troppo all’estetica”. Beh sì, ma ci stiamo un po’ arrampicando sui vetri…

Una 1964 (o 1968) con porte oro chiaro e finestrino non apribile. Dettaglio da una foto © Ernesto Imperato da trenomania.

Proseguiamo: restando in Grigio Ardesia, le 9648 e 9649 aggiungono alle precedenti una carenatura abbastanza simile alle Tipo 1970. Porte color oro e filetto rosso vanno così a posto, ma… nascono altri problemi. Le Az e Bz 1970 che hanno ricevuto il filetto rosso avevano aria condizionata: niente aeratori sull’imperiale, che era liscio! I modelli Rivarossi invece mantengono il tetto con gli aeratori… Delle Bz 1970 con gli aeratori sull’imperiale c’erano – ma non ricevettero il filetto rosso! Un altro problema lo abbiamo sulla fiancata, dove viene omessa la griglia di aerazione lato corridoio (sia per le Az che per le Bz). Permane la già discussa questione dei finestrini delle porte.

Rivarossi 9648 lato a

Rivarossi 9648 lato b

Completano il panorama le rosso fegato – sia in versione 1964 (Az 9618 e Bz 9619) che 1970 (Az 9622 e Bz 9623), e le considerazioni fatte per le omologhe carrozze grigio ardesia vanno riportate pari pari: ok le 1964, mentre le 1970 mancano di griglia laterale, e i finestrini sulle porte non dovrebbero essere apribili. Inoltre, le Az 1970 non dovrebbero avere gli aeratori sul tetto, mentre una sottoserie di Bz 1970 gli aeratori sul tetto li ha, e quindi in rosso fegato sarebbe a posto (sempre fatto salvo quanto detto di griglie e porte).

Rivarossi 9618 (dalla collezione di Cristian Cicognani)

Rivarossi 9619 lato a

Rivarossi 9619 lato b

Rivarossi 9622 (dalla collezione di Carlo Mercuri)

Rivarossi 9623 (dalla collezione di Carlo Mercuri)

Lima

A parte le pseudo UIC-X accorciate (che come abbiamo discusso altrove si avvicinano di più a delle UIC-Y), la casa di Vicenza ha realizzato due UIC-X italiane di lunghezza corretta.

  • 320852 1a cl rosso fegato con carenature
  • 320349 bagagliaio rosso fegato (senza carene)

Lima 320852, Carrozza Az lato corridoio. Si noti la presa d’aria sul fianco

Lima 320852, Carrozza Az lato compartimenti. Vetri delle ritirate opacizzati

Secondo Gigi Voltan la carrozza è “uno sconcertante ibrido tra una 1970 dopo la riduzione delle carenature ed una tipo 1975 non climatizzata”. In effetti la griglia di aerazione andrebbe spostata a sinistra di un finestrino (chissà perché le cose venivano fatte in modo così approssimativo…). Tuttavia la carrozza a me non dispiace, apprezzo lo sforzo di averci almeno messo la griglia (cosa che alla più blasonata Rivarossi è sempre sfuggita, e il fatto di aver opacizzato i finestrini delle ritirate. Inoltre il tetto è correttamente liscio e senza aeratori. I finestrini sono forse un po’ piccoli, ma quelli delle porte sono decisamente meglio dei Rivarossi (sia come dimensione che per il fatto di non essere apribili). Peccato quindi sia stata realizzata solo la Az e non anche la Bz.

Arnold Rapido

Gli stampi Rivarossi furono ripresi e leggermente migliorati da Arnold negli anni ’90, aggiungendo un cinematismo di aggancio. Peccato che le cornici dei finestrini siano color argento invece che color oro. Vennero riproposte vetture Tipo 1964 Az e Bz in grigio ardesia (con logo FS di epoca più recente del Rivarossi), in livrea rosso fegato con logo XMPR (con finestrini delle porte un pò grandi, ma correttamente non apribili) e in livrea XMPR-PAX. Di queste ultime presentiamo le foto, ma ne discuteremo la prossima volta quando parleremo del revamping delle UIC-X.

confronto tra la carrozza Arnold (a sinistra) e la Rivarossi (a destra)

Nel complesso, Arnold ha prodotto tre coppie di carrozze (prima e seconda classe) in tre livree (grigio ardesia, rosso fegato e XMPR) corrispondenti ai seguenti modelli:

  • 3644 1a cl rosso fegato logo XMPR
  • 3645 1a ardesia
  • 3646 2a cl rosso fegato logo XMPR
  • 3647 2a ardesia
  • 3651 1a cl XMPR
  • 3652 2a cl XMPR

Arnold 3645

Arnold 3644, Foto di Andrea Quatrini da n-treni.jimdo.com. L’effetto “banana” non dipende dalla vettura, ma dall’aberrazione sferica dell’obiettivo usato.

Arnold 3644, Foto di Andrea Quatrini da n-treni.jimdo.com

Arnold 3651, dalla collezione di Cristian Cicognani

Arnold 3652, dalla collezione di Cristian Cicognani

Le Arnold Rosso Fegato sono le uniche con il logo XMPR, come quello nella seguente foto (che però non è una 1964 come le Arnold ma una 1975)

UIC-X Tipo 1975 con logo XMPR – Foto da Trenomania

Fleischmann

Le recentissime carrozze Fleischmann sono state realizzate quattro versioni: la Az e la Bz, vendute in confezioni singole, più una confezione doppia contenente una Bz e una ABz. La Bz in confezione singola ha le porte color oro, quella venduta in coppia con la ABz ha porte grigie. Si tratta purtroppo della riverniciatura di carrozze tedesche in livrea italiana: ad esempio la ABz è una ottenuta della AB4üm (Fleischmann 8642). Si avvicinano a delle Tipo 1964 (sempre quelle!) ma il sottocassa è notevolmente diverso da quello corretto, molto meglio il Rivarossi (e passi, sul plastico si vede poco). Purtroppo l’imperiale (che in N è una delle cose che si notano di più!) è completamente sbagliato… presenta visibilissime nervature trasversali tipiche di alcune carrozze tedesche, ma che non sono mai presenti sulle UIC-X italiane. Sono inoltre assenti le casse dell’acqua. Considerando che il tetto delle carrozze in N è una delle cose più visibili quando circolano sul plastico, si tratta di un brutto scivolone. Questo non aiuterà a venderle sul mercato italiano, con la conseguenza di rafforzare l’idea che hanno i produttori industriali che l’Italia sia un mercato marginale da non seguire. Certo che se tutte le poche cose che fanno sono sbagliate… Peccato davvero, anche perchè la AB sarebbe davvero interessante, con la spaziatura corretta tra i finestrini (tra i cinque di prima classe è maggiore di quella tra i finestrini di seconda). I finestrini delle porte non sono apribili – e qui invece dovrebbero esserlo, a parte la carrozza on porte color oro.

Fleischmann Az – cat.811102

Fleischmann Bz – cat. 811405

Fleischmann ABz, venduta solo nel set 811301

L’altro lato della ABz Fleischmann, scala N

Fleischmann set 811301 composto di una carrozza di seconda ed una mista. Foto da Tecnomodel.it Si noti che questa Bz ha le porte di acciaio, e non di alluminio come l’art. 811405

Il pregio maggiore delle Fleischmann è l’agganciamento davvero ravvicinato.

Aggancio ravvicinato tra due UIC-X Fleischmann

Nel 2014 Fleischmann ha presentato anche la versione “Rosso Fegato” delle stesse vetture. Purtroppo il problema dell’imperiale non é stato risolto, il che diminuisce moltissimo l’appeal dei modelli.

Fleischmann 811108, UIC-X di seconda classe Rosso Fegato con imperiale palesemente e fastidiosamente errato.

Fleischmann 811108, UIC-X di seconda classe Rosso Fegato con imperiale palesemente e fastidiosamente errato.

Stesso problema per la 811112 mista

Stesso problema per la 811112 mista

Idem, Fleischmann 811104 di prima classe

Idem, Fleischmann 811104 di prima classe

A rimettere le cose a posto ci ha pensato N-Kit (a cui abbiamo dedicato un articolo), con la preparazione di quattro kit di conversione differenti: UIC-X FS Az (1a classe), UIC-X FS Bz (2a classe), UIC-X FS ABz (1/2.Classe) e un FS UIC-X BRz (carrozza ristoro). Il kit contiene una lastrina, decalcomanie, ed un manuale. Nella lastrina sono comprese nuove porte d’ingresso e le porte di intercomunicazione, nuove pedane, coperchi dei serbatoi acqua sull’imperiale, griglie di ventilazione laterali, occorrente per riposizionare le luci, mancorrenti e protezioni laterali, carenatura per il sottoscocca. Alcuni dettagli riguardano anche gli interni, con la paretina di separazione  partizione tra corridoio e compartimenti. Il kit è stato presentato recentemente e sarà disponibile ad estate avanzata sul sito web di NKit. Il prezzo dovrebbe essere di 25 €, In futuro, ci sono in programma i carrelli Fiat F75 che saranno poi venduti separatamente.

La latrina di N-Kit, da 1zu160.de

La latrina di N-Kit ed il risultato finale, © 1zu160.de

Minitrix

Minitrix ha realizzato sulla base della UIC-X tedesca ad 11 scompartimenti due set da tre carrozze con una cuccette, una mista di 1^/2^ classe, e 4 seconde vagamente ispirate alle tipo 1968. Si tratta in realtà di una a riverniciatura di carrozze DB, con sottocassa e porte poco coerenti con le UIC-X FS. La cuccetta, a parte il sottocassa, va abbastanza bene (anche se manca ad esempio la griglia di aerazione sulla fiancata del corridoio). La ABz dovrebbe avere 5 moduli larghi e 6 stretti, come la Fleischmann, e non 11 moduli costanti, ma passi. Le seconde classe, essendo a 11 compartimenti, sono proprio sbagliate. Il rimedio potrebbe essere di apporre decals per trasformarle tutte in cuccette (ignorando i sottocassa, e non leggendo le marcature, per le quali comunque ci vuole la lente di ingrandimento!). I finestrini delle porte sono un pò grandi e non apribili. Un lato positivo è che si tratta di carrozze che presentano una scorrevolezza eccellente. Le foto sotto riportate provengono dalla collezione di Cristian Cicognani.

Minitrix 15867 a

Minitrix 15867 b

Minitrix 15867 c – ABz

Minitrix 15868 a

Minitrix 15868 b

Minitrix15868 c – carrozza a cuccette Bcz

Il grosso delle vetture (3 su 6) sono fatte con le porte color bianco (color argento anodizzato). In effetti le cuccette Tipo 1968 ebbero le cornici dei finestrini, e successivamente le porte in alluminio anodizzato argento.

Cuccetta Bc Tipo 1968 in livrea Rosso Fegato con porte in alluminio anodizzato argento.

ABz Tipo 1984 nel 2002. Foto © F.Tellini da trenomania.org

Varianti

Interessanti versioni sono state fatte da Maestro Voltan che ha realizzato delle Tipo 1970 corrette facendo un collage di telaio Lima carenato, cassa di una UIC-X tedesca, carrelli Fiat, porte e griglie in fotoincisione. Si tratta di modelli unici realizzati per la sua collezione: li citiamo perché potrebbero essere di ispirazione per altri modellisti attenti al dettaglio. Varie altre elaborazioni di Gigi sul tema UIC-X (e altro) sono riportate in una thread sul forum ASN. Dettagli relativi al materiale usato e alla lavorazione si trovano sul forum ferramatori.it. Qui troviamo le porte corrette (come avrebbero potuto non esserlo quelle del Maestro?).

La ABz 1974 realizzata da Luigi Voltan

Per chi volesse “arrangiarsi” sono disponibili alcune decals per le UIC-X realizzate da Blaine Bachmann. Sono reperibili presso l’Ennegozio (solo soci ASN) o direttamente da Blaine (www.decalenne.com). Porte e griglie di aerazione in fotoincisione sono prodotte da Danifer.

Decals per Az e ABz

Rinnovo il ringraziamento a Luigi Voltan per la preziosissima assistenza nella stesura di questi articoli sulle UIC-X.


Tutti gli articoli di questa serie sulle UIC-X:

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pubblicato il 5 novembre 2011, ultimo aggiornamento 12 marzo 2015

Da ragazzino pensavo che la “Carrozze Pullman” della CIWL che vedevo sui cataloghi Lima fossero delle vetture con arredamento interno come quello di un  autobus gran turismo (“pullman”).
In realtà il nome “carrozza Pullman” è un omaggio a George Pullman, o piuttosto un nome di marketing che mirava ad associare le carrozze CIWL all’aura di comfort e lusso che G.Pullman era riuscito a costruire attorno al prodotto che aveva inventato. L’imprenditore americano aveva infatti concepito e realizzato i primi vagoni letto e successivamente aveva esteso il concetto fino a creare “hotel sulle rotaie”: il suo “President” del 1867 era costituito da una vettura letto con associate carrozze ristorante e cucina, dove si serviva impeccabilmente cibo degno dei migliori ristoranti.
La “Pullman company” fu di ispirazione per Georges Nagelmackers, che nel 1872 fondò la Compagnie Internationale des Wagons-Lits (CIWL) che per circa 100 anni sarebbe divenuta in Europa la pietra di paragone nei servizi di ospitalità e ristorazione a bordo dei convogli, inventando treni che sarebbero entrati nella leggenda – primo fra tutti il mitico Orient Express. In omaggio al modello americano, e cercando di ereditarne la fama di treno di lusso, Nagelmackers battezzò “Pullman” carrozze mirate a permettere una esperienza di viaggio indimenticabile.

Un’immagine dell’interno di una Cote d’Azur rende l’idea più di cento parole… – foto © Rodolphe Carvalho

Nelle Pullman si viaggiava coccolati dalle attenzioni del personale, che si occupava anche della ristorazione. Le vetture erano quindi dotate di cucina, o erano prossime ad una carrozza con cucina. Le Pullman pertanto viaggiavano a coppie (couplage: WSP+WSPC) o terne (triplage: WSP+WSPC+WSP) di vetture, con una vettura del team attrezzata con cucina. Ogni couplage aveva il suo equipaggio di sette uomini (chiamato “Brigade”) che andava dal Mètre al Lavapiatti.

Brigade di un couplage davanti a una vettura Pullman Parlour di tipo Britannico. La prima persona a sinistra è un ferroviere e non appartiene alla Brigade.

Tutte le famiglie di Pullman constano quindi di due tipi di vettura:  le WSPC  (Voiture Salon Pullman avec Cuisine , ovvero vetture Pullman dotate di cucina, anche indicate come WPC o VPC) e le WSP (Voiture Salon Pullman , cioè vetture Pullman a Salone, anche indicate come VPS o semplicemente WP – nelle Pullman Britanniche chiamate “Parlour”). Le “salone” hanno le due fiancate simmetriche, mentre le “cucina” hanno una fiancata simile alla salone, e l’altra caratterizzata ad una estremità dalle facilmente riconoscibili finestre della zona cucina.

Mappa degli interni delle vetture Pullman “Sud Express”, con cucina e senza.

La CIWL iniziò gestendo interamente i suoi convogli (con esclusione della trazione), o fornendo vetture da mettere in composizione assieme al materiale ordinario. A fine anni ’20  introdusse anche servizi di seconda classe. A seguito della crisi del ’29 ed alla conseguente riduzione della domanda di servizi di lusso, varie Pullman vennero trasformate in carrozze Ristorante – ma di questa categoria parleremo altrove.

I treni CIWL che completavano il tragitto nel corso della giornata erano interamente composti di vetture pullman accompagnate da uno o più furgoni per il trasporto bagagli.

Tipico treno Pullman. Un couplage di Étoile du Nord inquadrato tra due furgoni nel 1930 in Belgio. Foto dallo stream flick’r di Lovely.

Questi avveniva ad esempio per il treno Flèche d’Or che,  interamente composto di vetture Pullman, raggiungeva Calais partendo da Parigi. Dopo aver preso il traghetto, a Dover i passeggeri trovavano l’omologo inglese – Golden Arrow, gestito dalla British Pullman Company – che li portava fino a Londra.

Composizione del Flèche D’Or tra il 1946 e il 1950, con un furgone, due couplage e un triplage

Flèche d’Or a Calais nel 1926. La prima vettura è una WSPC, la seconda una WSP, entrambe di tipo omonimo al treno.

Dettagli sulla storia del Flèche d’Or si trovano nel bel sito di Christian Aizel da cui sono tratte le due immagini sopra.  La storia del Golden Arrow è reperibile in una pubblicazione on-line di “Terry Bye Pullman Car Services” (sul sito semgonline.com, assieme ad altro materiale dedicato a vetture Pullman britanniche ).

Ci sono 4 tipi di famiglie di Pullman della CIWL propriamente dette, e sono facilmente riconoscibili grazie a qualche caratteristica peculiare:

  • Sud Express (assenza di finestrini ovali vicino alle porte di accesso)
  • Côte d’Azur (7 finestre rettangolari + due finestrini ovali)
  • Flèche d’Or (8 finestre rettangolari + due finestrini ovali)
  • Étoile du Nord (9 finestre rettangolari + due finestrini ovali)

In realtà ci fu un periodo in cui la CIWL gestì anche vetture pullman britanniche sul continente, ed alcune di queste interessarono anche l’Italia, come ad esempio avvenne tra il 1925 e il 1928 per Ibis, Lydia e Leona che sono tuttora preservate. Le carrozze britanniche erano caratterizzate dalla presenza di un nome (generalmente di persona) che le identificava e che era riportato sulla fiancata a centro vettura.

Lydia, vettura Pullman britannica con cucina che effettuò servizio in Italia (foto da http://www.cs.vintagecarriagestrust.org)

Ibis, altra vettura Pullman britannica che effettuò servizio in Italia (foto © di Laurasia280, da flick’r)

Ma torniamo alle Pullman espressamente costruite per CIWL.

Le vetture ebbero inizialmente livrea marrone e crema, fino al 1932 quando assunsero la loro colorazione più classica ed elegante: blu e crema, salvo per i treni diretti in Spagna e Portogallo (Sud Express) che mantennero la divisa originale. In livrea grigia vi furono poi le Pullman egiziane (Cairo-Luxor), mentre la livrea interamente blu con scritte in oro fu acquisita dalle carrozze trasformate in “voiture Salon” per il Train Bleu e quelle divenute carrozze ristorante (ancora con l’eccezione delle Sud Express).

Le carrozze Sud Express furono costruite nel 1926 per modernizzare l’omonimo treno che copriva la tratta Parigi-Lisbona (ovviamente con cambio di carrelli al confine spagnolo per ovviare al diverso scartamento).

Carrello di una vettura CIWL al confine ispano-francese davanti ad una carrozza Sud Express

10 vetture (n° 2737-2748) furono costruite da De Dietrich per ottenere 5 couplages di una vettura salone a 24 posti ed una con cucina da 18 posti. 3 vetture supplementari con cucina (n° 2839-2841) furono costruite da Dyle & Bacalan (Royaume-Uni). Alcune di queste vetture hanno circolato regolarmente fino al 1971.

Carrozza WSP 2743DE di tipo Sud Express

Couplage Sud Express. In secondo piano la vettura con cucina, davanti una WSP

Le Flèche d’Or sono le più numerose e diffuse. Nel 1926 ne furono realizzati 60 esemplari, e nel 1927 si aggiunsero 30 vetture supplementari (altre 6 furono destinate all’Egitto).  Avevano 24 posti nelle carrozza con cucina e 32 in quelle salone. Vetture di tipo Flèche d’Or furono in esercizio fino al 1969 (prima dei recuperi successivi di qualche esemplare).

La numerazione delle Flèche d’Or è la seguente:

numero   tipo costruttore anno
4001-4015   cucina   BRC 1926
4016-4030   salone   Metropolitan 1926
4031-4040   cucina   CGC 1927
4041-4050   salone   CGC 1927
4051-4065   cucina   Metropolitan 1926
4066-4080   salone   Metropolitan 1926
4081-4085   cucina   BRC 1927
4086-4090   salone   BRC 1927

Flèche d’Or WPS 4080 – livrea NIOE

Flèche D’Or 4038 con cucina (vista lato corridoio), foto Rodolphe Carvallo 2002

Flèche d’Or WSPC 4032D a Villach lato cucina – da rfe.railclub.ru – la vettura viaggiava nel 1957 tra München e Bolzano

Le 6 carrozze di tipo Flèche d’Or  realizzate per l’Egitto sono:

4171-4173 Carrozze Pullman con cucina
4174-4176 Carrozze Pullman salone

Documentazione fotografica sulle carrozze CIWL in Egitto (anche prima della prima guerra mondiale) si trova su trains-worldexpresses.com, da cui è tratta la seguente foto.

Vettura Pullman Egiziana in stato di abbandono nel 1979.

Tra le Flèche d’Or, la 4013 ebbe una sorte interessante. Nel 1963 fu modificata dalla CIWL per dotare un proprio treno charter di un servizio di doccia e stireria. La carrozza passò poi alla Intraflug che continuò ad utilizzarla agli stessi scopi nel suo Nostalgie Istanbul Orient Express. Nel 2006 divenuta proprietà di Compagnie Internationale des Evenements sur Railè stata trasferita nella Repubblica Ceca per restauro.

La WSP 4013 trasformata in vetture servizio con docce e stireria. Si notino i carrelli Minden Deutz al posto degli originali.

Le Étoile du Nord avevano lo scopo di allargare la clientela includendo la seconda classe. Le carrozze con cucina avevano 38 posti, le salone 51. Nel 1927 ne furono costruiti 40 esemplari: 20 WSPC  e 20 WSP. Furono originariamente impiegate sulla Parigi-Amsterdam, in combinazione con delle Flèche d’Or che svolgevano servizio di prima classe.

4091-4110 WSPC tipo Étoile du Nord
4111-4130 WSP tipo Étoile du Nord

Schema della Étoile du Nord in versione Salone e Cucina

Etoile du Nord 4129 Salone – foto rmaas at wordonline.nl da railclub.ru

Etoile du Nord con cucina, passata alle ferrovie elleniche e trasformata in vettura ristorante, vista dal lato cucina a Salonicco nel 1962 -foto Lovely! da flick’r

Altro lato della Etoile du Nord trasformata in ristorante in Grecia – foto Lovely su flickr

Etoile du Nord con cucina 4110 (VSOE) in Bulgaria – la vettura è  modificata rispetto all’origine. Uno dei finestrini della cucina, ed il finestrino passeggeri più prossimo alla cucina sono stati chiusi.

Le Côte d’Azur  furono le carrozze più comode e lussuose: 20 posti nelle WSPC e 28 posti nelle WSP. Entrarono in servizio sulla Parigi-Ventimiglia nel dicembre 1929. Furono realizzate da EIC in 34 esemplari. Hanno circolato fino al 1963 (WSPC) e 1969 (WSP).

4131-4147 WSPC tipo Côte d’Azur
4148-4164 WSP tipo  Côte d’Azur

Schema Cote d’Azur

Cote d’Azur WSPC 4133 in composizione al Treno Azzurro a Roma nel 1962, foto Lovely da Flickr

Cote d’Azur avec Cuisine, con carrelli originali

WSPC Cote D’Azur 4141 lato cucina, con i nuovi carrelli. Attualmente parte del VSOE, foto ©  Maarten Schoubben (09/2010).

La 4148 fu trasformata da WPSC in vettura bar (senza cucina). Restaurata nel 2003, è stata dichiarata monumento storico in Francia. E’ attualmente parte del Pullman Orient Express, che era di proprietà ACCOR ed ora appartiene alla Trains-Expos, una ditta collegata a SNCF. (foto del Pullman Orient Express con le sue 7 carrozze sono disponibili su trains-speciaux.fr/, su www.tvnp.fr, espacetrain.com).

Cote d’Azur WSP 4148, trasformata in Carrozza Bar, foto da rail86.free.fr

Numerazione e note sulla sorte delle Pullman CIWL sono riportate su  spoorinfo.nl. Una tabella (aggiornata nel 2014)  si trova su www.trains-speciaux.fr.

Circolazione delle vetture Pullman CIWL in Italia

L’uso in Italia delle vetture Pullman CIWL è stato sintetizzato da Luigi Voltan sul Forum Scala N.  Lo riprendiamo qui. Sostanzialmente si identificano tre periodi:

1) Periodo dell’uso di carrozze di tipo britannico:

  • 1925 – “Milan-Nice Pullman Express” Milano-Nizza (dal 1927 Cannes) – 2 couplages con carrozze di tipo britannico inquadrati da 2 bagagliai FS (dal 1927 1 triplage + 2 bagagliai)
  • 1926 – Milano – Montecatini / Livorno – 1 couplage con carrozze di tipo britannico per ogni destinazione – in composizione a treni ordinari (il “Rome Express”) / speciale solo da Milano a Genova
  • 1926 – “Milan – Venise Express” – Milano – Venezia – 1 couplage con carrozze di tipo britannico inquadrato da 2 bagagliai FS
  • 1927 – Milano – Ancona – 1 couplage con le ultime 2 britanniche rimaste in Italia inquadrate da due bagagliai FS

2) Periodo precedente la crisi economica del ’29, e alla sospensione durante l’era fascista, la guerra e l’immediato dopoguerra:

  • 1927 – “Turin/Milan – San Remo –Nice –Cannes Express” – Torino – Cannes – 1 couplage con carrozze “Complementari 4031-4080” (uguali alle “Fleche d’or) agganciate a Genova al Milano – Cannes
  • 1927 – “Gotthard Pullman Express” – Basilea/Zurigo – Milano – 1 couplage misto (1 Pullman è di 2^ classe, probabilmente serie 4091-4130 “Etoile du Nord)) da ciascuna provenienza, riuniti ad Art Goldau in un treno unico
  • 1927 – i servizi Pullman facenti capo a Milano vengono rimaneggiati in virtù di quanto suesposto e in particolare:
    • da Milano parte un treno Pullman con 1 triplage per Cannes, 1 couplage per Livorno e uno per Montecatini.
    • A Genova il triplage per Cannes viene staccato e prosegue assieme al couplage da Torino
  • 1928 – “Turin – Venise Pullman Express” – Estensione estiva del Milano – Venezia del 1926 a Torino – Venezia (carrozze “Complementari 4031 – 4080”), stessa composizione
  • 1928 – “Roma – Napoli Pullman Express” – Roma – Napoli – 1 couplage

3) Dopoguerra

  • 1950 – Ripresa dei servizi Pullman con una Pullman serie “Cote d’Azur” sugli R 30/33 Milano-Napoli poi dal 1957 “Treno Azzurro”, prima con una Pullman singola assieme ad una ristorante WR 1925T, poi con un couplage più la ristorante. Le carrozze sono sempre tipo “Cote d’Azur” (4131-4147 WPc, 4148 – 4164WP).
  • 1952 – Nei rapidi R51/56 Torino – Napoli (altro treno dal 1957 con carrozze blu e celeste come il Treno Azzurro) è inserita, assieme alla WR 1925T, una Pullman Cote d’Azur con cucina WPc
  • 1952 – Una carrozza Pullman viaggia tra Milano – Genova e Nizza di tipo “Fleche d’or” di 1^ cl. senza cucina, sino al 1954
  • 1956 – Attivato un servizio Roma – Venezia (mancano dati, forse una Cote d’Azur, sicuramente senza cucina – WP, in composizione ad un treno ordinario), soppresso nel 1957
  • 1957 – WP Fleche d’Or sulla Monaco di Baviera-Bolzano
  • 1958 – Un servizio analogo al precedente viene attivato in estate tra Roma e Siracusa (WP)
  • 1960 – Per le Olimpiadi di Roma alcune Pullman di 2^ classe “Etoile du Nord” (4091-4130) sono usate come rinforzo alle carrozze ristorante WR
  • 1965 – Tolta la WPc dagli R51-56 che ora viaggia solo con la ristorante WR e tolta una delle due Pullman sugli R30/33 “Treno Azzurro” per scarsa frequentazione.
  • 1970 – A causa degli incrementi di velocità sulla Roma-Napoli, la Pullman Milano-Napoli sull’R33 viene limitata a Roma e posta in coda, assieme alla WR che viene spostata dall’originario centro treno. Invertita la marcia a Firenze, la Pullman WP arriva in testa con le carrozze di prima classe ordinarie ivi limitate, e tagliata assieme alla locomotiva in arrivo. Il resto del treno, ormai abilitato ai 180 km/h prosegue su Napoli. Sul corrispondente, la WP viene agganciata in testa a Roma, assiee alle carrozze Roma-Milano (1 o 2 Az).
  • 30 giugno 1971 – Soppresso il servizio Pullman con la carrozza WP tra Milano e Roma. Fine dell’ultimo servizio regolare commerciale Pullman. A luglio la CIWL vede lo scioglimento del proprio parco carrozze, assegnate alle varie Reti europee. Alcune Pullman, in prevalenza le Cote d’Azur, le più moderne, sono utilizzate da varie agenzie private e dalla SNCF per sporadici treni di agenzia o avviate a musei o privati.

Gigi Voltan é riuscito a ricostruire le informazioni dettagliate relative all’esercizio delle Cote d’Azur in Italia dagli anni ’50 sino al 1971 in servizio ai Treni Azzurri:

  • 6 Carrozze WSPc della serie 4131-4147 con cucina: 4133, 4134, 4137, 4139, 4141, 4147 . Impiegate negli R30/33 sino al 1965 assieme ad una WSP normale ed una WR e negli R51/56 sino al 1965 con una WR
  • 6 Carrozze WSP della serie 4148 – 4164 senza cucina, impiegate negli R30/33 sino al 1965 assieme ad una WSPc ed una WR, dal 1965 solo con una WR:
    • 4148 sino al 1971,
    • 4152 trasformata negli anni 50 in carrozza – dancing,
    • 4153 demolita poco tempo dopo l’arrivo in Italia,
    • 4156 sino al 1971,
    • 4157 sino a fine anni ’60, radiata inizio anni ’70,
    • 4158 sino al 1971.

A pag. 14 e 15 del catalogo Rivarossi 1992 si trova una lista dei principali percorsi dei treni CIWL.

In scala N

Le Pullman britanniche in esercizio in Italia negli anni ’20 sono ben approssimate da un modello Graham-Farish (Pullman Dining Car).

Pullman Graham Farish, piuttosto simile alle Pullman British mostrate sopra.

Rivarossi ha riprodotto le Pullman del tipo “Fleche d’or” (WSP e WSPC) e in livrea in crema e marrone  e in crema e blu (dal 1931-32).

Belle le vetture, anche se i finestrini sono realizzati tramite trasparenti solidali con il tetto e non a filo, con cornicette dorate dipinte sul trasparente.

A pagina 18 e 19 del Catalogo Rivarosssi 1992 si trova la lista di tutte le carrozze CIWL riprodotte dalla casa di Como in H0 ed in N.

WSP Fleche d’Or 4029, modello Rivarossi 9252

Fleche d’Or WSPC 4010, Modello Rivarossi 9661

Gli  stampi sono stati usati per :

  • art. 9666, couplage della WSPC 4010 con la WSP 4020 nella stessa livrea
  • art. 9665 (Couplage WSPC 4008 con la WSP 4024 in livrea originale crema e marrone)
  • art. 9660, WSPC 4008 livrea originale crema e marrone
  • art. 9555, WSP 4018 livrea originale crema e marrone

WSP 4018 in livrea Fleche d’Or originale

E’ stata riprodotta anche la 4013 modificata come vettura di servizio con docce (già menzionata sopra), in due livree.

Fleche d’Or WSP 4013 traformata in carrozza con docce e stireria in epoca CIWL per il Pullman Express, modello Rivarossi 9518. Si notino i carrelli Minden Deutz corrispondenti al vero (attuale).

La 4013 in epoca Intraflug, modello Rivarossi 9662. Riprodotto il temporaneo ripristino del carrello originale.

Abbiamo già menzionato nell’articolo sul VSOE il fatto che Rivarossi (e successivamente Arnold) abbia prodotto la carrozza Bar del VSOE derivandola da una base Fleche d’Or mentre la vettura reale deriva da una Ristorante – il risultato è un finestrino mancante nel modello!

3674, Carrozza Bar VSOE, erroneamente derivata da una Fleche d’Or invece che da una Ristorante.

Curioso poi che Rivarossi abbia deciso di realizzare una Wagon Lit egiziana a partire da una Lx (mentre in realtà si trattava di tipo S) e non abbia invece prodotto le Pullman (WSP e WSPC) egiziane per le quali lo stampo Fleche d’Or era giusto.

Arnold ha sostanzialmente ripreso gli stampi Rivarossi e rifatto a fine anni ’90 l’intero set di vetture già discusse, con identici numeri di serie. Unica novità rispetto al parco Rivarossi era la proposta della 4110 traformata in carrozza ristorante, e quindi in livrea interamente blu. Ne riparleremo nella discussione delle carrozze ristorante.

Per ulteriori dettagli sulle carrozze Arnold di fine anni ’90 si vedano le pagine di Francois Phulpin. Attualmente Arnold sta proponendo (a catalogo 2011) una riedizione degli stessi modelli.

La Cote d’Azur è riprodotta da Kato nel set NIOE ci cui abbiamo già parlato.

Carrozza Pullman WSP 4152 DE Cote d’Azur di Kato

Cote d’Azur 4152 DE durante il viaggio in Giappone con il NIOE – foto da Flick’r SS7C

Lima ha prodotto la carrozza Pullman del tipo “Cote d’Azur” 4161. Lo stampo è usato anche per la 4162 trasformata in salone-bar , ma anche la versione tutta blu relativa alle unità trasformate in salone-bar per il “Train Blu” (in livrea ovviamente blu ed oro) e in livrea Fleche d’Or. Esiste anche come Golden Arrow inglese, ma quest’ultima appartiene alla serie delle improbabili castronerie Lima (anche peggio è la Cote d’Azur nelle livreee New Haven, Santa Fe o Pennsylvania di oltreoceano, sempre generata dal demenziale estro vicentino…).

Vettura Pullman Cote d’Azur 4161 Lima

Cote d’Azur Lima in livrea Fleche d’Or, art. 3303931

Vettura Pullman trasformata in Salon per il Train Blue – Lima

Cote d’Azur 4160 trasformata in voiture salon – foto B. Neveux ©

La vettura è fuori scala (138mm invece che 146). Vari dettagli sono fuori posto: ad esempio il logo non è corretto, la fascia sopra i finestrini nella Pullman è blu invece che bianca, e i carrelli tipo 24 FS non sono mai stati usati dalla CIWL, ed hanno un aspetto molto diverso da quelli corretti. Discutibile poi le scelta di dipingere il tetto in argento anzichè in grigio, anche se in fine carriera e alcune unità in servizio in Francia, negli anni ’60, presentavano questo particolare schema di coloritura. Anche quello che in realtà era il color crema, nel modello Lima è bianco, finendo per somigliare ai colori falsati della foto della 4152 NIOE sopra riportata.

Luigi Voltan sul Forum Scala N ne suggerisce il miglioramento provvedendo almeno alla sostituzione dei carrelli. Segnalo che su ebay.de si trovano carrelli Minitrix con le fiancate adatte (ad oggi, 5/11/11).

Carrello Minitrix per il furgone CIWL, usabile per migliorare le carrozze Lima

La questione della sistemazione delle carrozze Lima era stata già trattata da Pietro Merlo in un bollettino FIMF del 1999.

Cote d’Azur Lima con carrelli Mehano, da Luigi Voltan

Allo stesso scopo Blaine Bachmann ha prodotto delle decals disponibili su decalenne,  e Massimo Di Giulio descrive sul suo sito il processo di modifica della vettura con l’applicazione delle stesse.

Carrozza Lima dopo l’applicazione delle decals di Blaine, ma ancora con i carrelli sbagliati. Foto e lavoro di Massimo Di Giulio

Gigi Voltan mostra sul Forum ScalaN anche come ottenere con un taglia e cuci da vagoni ristoranti Lima delle Cote d’Azur avec Cuisine.

Le Cote d’Azur avec Cuisine di Gigi Voltan

Le Sud Express in scala N non sono riprodotte (ma in Italia non credo siano mai arrivate). Più spiacevole l’assenza delle Etoile du Nord che hanno interessato le rotaie italiane.


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UIC-Y

pubblicato il 26 febbraio 2011, ultimo aggiornamento: 1 settembre 2015

Nel 1961 le FS introdussero sperimentalmente 24 carrozze Tipo UIC-Y della lunghezza di 24,5 m. Sebbene alla sperimentazione non seguì mai un successivo ordine di queste vetture (che invece furono estremamente diffuse in Francia, dove erano state progettate: ben 1357 esemplari), l’operazione ebbe un importante significato, perché marcò l’inizio del popolamento del parco carrozze con vetture rispondenti alle norme Unione Internationale des Chemins de Fer (UIC). Nelle successive ondate sarebbero arrivate le UIC-X, le UIC-Z e UIC-Z1.

UIC-Y in livrea originaria, Dettaglio da Foto © Centro Richerche Fiat, da http://www.drehscheibe-online.de

UIC-Y Az 23,780 in livrea di origine. Dettaglio da foto © Centro Richerche Fiat, da www.drehscheibe-online.de

Le foto delle UIC-Y italiane sono molto difficili da trovare (data l’esiguità del parco): quella che segue ne mostra  una nella sua livrea più recente, al seguito di un Caimano.

Una UIC-Y a Sanremo nel 1997

Un’altra, la (la 50 83 19-78 414-8), in livrea grigio ardesia, é stata recentemente postata su drehscheibe.de.

Una UIC-Y di prima classe ad Aosta nel 1986. Foto © M. Haman

Una UIC-Y di prima classe ad Aosta nel 1986. Foto © M. Haman

Per l’epoca furono carrozze estremamente innovative, sia per le dimensioni delle casse (che per la prima volta erano di misure stabilite da una normativa), sia per tutte le dotazioni che fecero la loro comparsa su questi mezzi. Tra le più importanti ricordiamo l’inserimento di due servizi igienici (uno a ciascuna estremità della carrozza), porte di interconnessione scorrevoli, mantici di interconnessione rimpiazzati da tubolari, l’impianto di illuminazione con lampade a fluorescenza.

Le tipologie di UIC-Y furono 5, divise in 20 unità di prima classe, poi dotate di aria condizionata (6 dal 1967, le erstant dal 1969) , 1 prototipo di sola seconda classe, una unità prototipo mista di prima e seconda, una prototipo a cuccette di sola seconda ed una prototipo a cuccette mista di prima e seconda classe. Le unità ordinarie entrarono in servizio in livrea castano, mentre le cuccette ricevettero direttamente la livrea in grigio ardesia, applicata dal 1964 circa anche alle unità ordinarie.

Tre allestimenti della UIC-Y in livrea castano, nella realizzazione H0 di ACME

All’origine ricevettero tutte la marcatura FS a 5 cifre, per passare poi alla marcatura UIC dal 1968.
La seguente tabella ne riporta i dati

Quantità Tipo Numero originale
numerazione UIC
1a Classe
compartimenti/posti
2a Classe
compartimenti/posti
20 Az 23,780 ~ 799
50 83 19-78 400 ~ 419
9 / 54 0
1 ABz 64,799
50 83 39-78 400
4 /24 5/40
1 Bz 45,799
50 83 20-70 400
0 10/80
1 AcBcz
Cuccetta
64,499
50 83 44-70 400
4/24 5/40
1 Bcz
Cuccetta
33,899
50 83 59-78 400
0 9/72

Le carrozze erano all’origine abilitate alla circolazione all’estero. Il passaggio alla marcatura UIC, che fu 51 83,  (1968), confermò tale abilitazione per tutte le carrozze ad eccezione di 6 Az. Nel 1970 l’abilitazione venne ritirata, con passaggio alle marcature sopra indicate (50 83: la seconda cifra indica se la vettura sia abilitata a traffico internazionale o meno).

Va osservato che entrambe le vetture a cuccette aveva un decimo vano per l’operatore. Viste dall’esterno quindi le Az e la ABz presentano 9 finestrini per lato (oltre a quelli, più piccoli, per le “ritirate”, come si chiamavano all’epoca), mentre la Bz e le cuccette ne hanno 10. Disegni quotati delle UIC-Y sono reperibili sul sito rotaie.it: li riportiamo comunque anche qui (cliccando sulle immagini è possibile ingrandirle).

Carrozza tipo Y di prima classe

Carrozza UIC-Y di seconda classe

Carrozza mista AB di tipo Y

Carrozza a cuccette mista AcBcz, UIC-Y

Carrozza a cuccette di seconda Bcz, UIC-Y

Tutte le 24 vetture erano inizialmente equipaggiate con doppio sistema di riscaldamento: a vapore ed elettrico. Successivamente le vetture di prima furono dotate di condizionatore. Tutte le vetture erano dotate di carrelli per velocità fino a 160 chilometri all’ora. Dal 1970 al 1974 circa 16 unità di prima classe furono autorizzate a 180 km/h anzichè 160, e caratterizzate dal filetto rosso lungo il telaio (come per le UIC-X).

Le vetture subirono vari rimaneggiamenti: nel 1983 le 20 unità di 1a classe ricevettero l’impianto di riscaldamento ad aria soffiata e le porte in lega leggera, assieme alla livrea in rosso fegato e grigio beige. Venne anche aggiunto un terzo gradino per facilitare l’accesso. L’unità di 2^ classe fu radiata, mentre gli altri prototipi furono trasformati in carrozze di servizio per i treni soccorso.

Nella seconda metà degli anni ’80 le carrozze ricevettero le porte di accesso in lega leggera, riconoscibili per il colore grigio chiaro. La foto di Aosta mostrata in apertura di articolo ne mostra un esempio.

Almeno alcune erano ancora in circolazione a fine anni ’90 (Nel libro di Voltan “FS Carrozze”, secondo volume si può vedere una immagine del 1998).

UIC-Y nel ferromodellismo

Essendo una carrozza piuttosto rara nella realtà, l’appeal del modello dovrebbe essere relativamente limitato, ma in scala N come vedremo la sua è una storia importante. Cominciamo però col vederne alcune belle realizzazioni in scala H0 ad opera di ACME (beati accazeristi…).

Carrozza Az UIC-Y di prima classe (ACME, H0 – 9 scompartimenti)

Carrozza Bz UIC-Y di seconda classe (ACME, H0) – 10 scompartimenti

Carrozza ABz UIC-Y mista di prima e seconda (ACME, H0) – 9 scompartimenti

Carrozza Az UIC-Y nella livrea rosso fegato (ACME, H0)

La prossima immagine è interessante, perché presenta il logo FS ovale (di cui parleremo dopo – lo si vede meglio cliccando sulla foto per ingrandirla) invece di quello a televisore che caratterizza le grigio-ardesia precedenti:

Bcz UIC-Y (seconda classe a cuccetta) con logo FS ovale – 10 scompartimenti

Anche la foto seguente è rilevante: mostra le finestre ad oblò sulle porte di intercomunicazione che saranno tra poco un interessante indicatore. Si possono notare anche i ventilatori rettangolari sul tetto, posti in modo asimmetrico (sono spostati sul lato degli scompartimenti).

Vista frontale delle UIC-Y ACME (H0)

UIC-Y in scala N

Dicevamo che la UIC-Y riveste particolare importanza nella scala N: è infatti stata la prima carrozza passeggeri italiana realizzata in questa scala, e quasi tutti (collezionisti e plasticisti) ne hanno almeno una.

Apparve nel 1964 nel primo catalogo Lima in scala N, anche se veniva dichiarata come UIC-X. Ma vediamo i dettagli.

Lima ha prodotto sei stili diversi di carrozze UIC di lunghezza pari a 138 mm, in genere dichiarate come vetture UIC-X, anche se una UIC-X in scala dovrebbe essere lunga 165 mm:

1. Carrozza a 9 scompartimenti – modello piuttosto comune che è apparso in diverse colorazioni (inclusa la FS di prima classe);
2. Carrozza a 10 scompartimenti – modello meno frequente, presentato con marcatura DB in varie livree – e successivamente anche in versione FS di prima classe;
3. Carrozza a 12 scompartimenti – modello più raro, e più o meno di fantasia presentato solo con marcatura DB ;
4. Carrozza passeggeri con vano bagagli – basato su una variante francese UIC-Y;
5. Postale – liberamente ispirata a postali UIC-X italiani;
6. Bagagliaio – Basato su un design vagamente tedesco UIC-X.

Di questi, solo tre vennero usati per i modelli delle carrozze FS. Inizialmente (1966) Lima produsse la vettura postale (una UIC-X accorciata) e la carrozza a 9 vani di prima classe. La verniciatura iniziale presentava un fascia avorio, che in edizioni successive (a partire dal 1976) fu tolta. La seguente immagine di Blaine Bachmann mostra le due livree per la carrozza a 9 vani di prima.

Le due versioni di vettura Az (138 mm) prodotte da Lima

Seguendo degli argomenti proposti da Blaine Bachmann cercheremo di argomentare che le vetture Lima sono riconducibili più a delle UIC-Y che a delle UIC-X, almeno per quanto riguarda le carrozze francesi ed italiane.

Se come UIC-X queste vetture sono davvero troppo corte, la vettura passeggeri è infatti passabile come UIC-Y (i 24.5 m delle UIC-Y in scala N corrispondono a 153mm).
La cosa curiosa è che i modelli hanno porte di intercomunicazione doppie con finestre ad oblò e ventilatori rettangolari sul tetto . Come abbiamo visto, entrambe queste caratteristiche sono proprie delle vetture UIC-Y, il che sembra indicare che queste vetture siano servite da ispirazione a Lima, durante la progettazione, anche se poi le hanno dichiarate UIC-X (almeno per quanto riguarda quelle tedesche). Anche il fatto che Lima (che pure non si faceva remore quanto a realizzazioni di fantasia…) non abbia mai tentato di proporle in versione di 2a classe sembra coerente con lo scenario. Un ulteriore segno rivelatore è il proprio logo a forma ovale nella prima serie di carrozze prodotta da Lima (che non fu mai usato per le UIC-X!), successivamente sostituito dal logo a televisore. La fascia avorio che la prima versione delle Lima riporta sotto i finestrini doveva decorare tutte le carrozze a carrelli di una certa importanza in livrea ardesia (1937, 1946-55-57-59 ed, appunto, le Y….) ma fu applicata solo alle carrozze tipo 1959 con comparto ristoro BRz, prime carrozze consegnate in livrea ardesia dall’origine e fu poi abbandonata prestissimo.

Comunque, per tagliare la testa al toro, basta dare un’occhiata al primo catalogo Lima (quello del 1966). Accanto al modello, si trova proprio il figurino delle UIC-Y!

UIC-Y sul catalogo Lima del 1966

UIC-Y sul catalogo Lima del 1966

Il numero di gruppo riportato nella didascalia (27799) non ha alcun senso, ed é quasi certamente un refuso: infatti se fosse 23799 sarebbe proprio la marcatura di origine di una UIC-Y. Quindi non vi é alcun dubbio: Lima voleva fare proprio la Y italiana!

Lima fece poi anche una versione FS a 10 finestrini (ma mantenne 9 aeratori sul tetto!) e la spacciò nuovamente per una UIC-X di prima classe, invece che usarla per la UIC-Y di seconda. Luigi Voltan mi ha fornito una immagine dell’intero set di carrozze Lima.

Le 5 versioni di vetture FS prodotte da Lima – in basso quella a 10 finestrini. Clicca sulla foto per ingrandirla

Dunque come UIC-Y la vettura passeggeri LIMA è in realtà accettabile. E’ possibile renderla migliore ricorrendo alle decals di Blaine Bachmann. Blaine ha anche scritto una dettagliata descrizione (in inglese) di come migliorarle ulteriormente tramite alcune operazioni chirurgiche, che però forse non tutti avranno la pazienza e l’abilità di fare. Almeno la smaltatura dei vetri dei lavabi (solo lato compartimenti, cioè dalla parte degli aeratori) è però davvero alla portata di tutti.

Inoltre, come Blaine sostiene, Il fatto che si tratti quasi solo di carrozze di prima classe non dovrebbe essere un deterrente per la modellazione poiché FS declassava spesso vecchie vetture di prima classe usandole per il servizio di seconda, attaccando foglietti di notifica del declassamento sulle porte di accesso alla vettura e sulle porte degli scompartimenti.

Quanto alle carrozze Lima di amministrazioni estere, anche le SNCF possono essere interpretate come UIC-Y mentre per le tedesche questo non è il caso: le DB non ebbero delle UIC-Y, che furono invece presenti (ma con una aspetto molto diverso) nell’amministrazione DR della Germania Est.

Le UIC-Y francesi transitavano regolarmente sul territorio italiano, e alcune di belle foto nel libro di Giorgio Stagni lo testimoniano (foto del 1981foto del 1988 foto del 1993) e documentano transiti sulla riviera ligure.

Transito a Cervo nel 1989. La prima e la seconda carrozza sono UIC-Y SNCF in due diverse livree. Foto di Giorgio Stagni.

Ricordo di aver visto passare anche quelle con vano bagagli. Le corrispondenti Lima in livrea grigio verde (ormai piuttosto rare) possono riprodurre un convoglio lungo la dorsale tirrenica a nord della capitale a partire dagli anni ’70, anche se quelle di Artain sono molto meglio (si possono trovare su ebay.fr e da star-boutique.fr). Lima aveva prodotto anche le vetture in livrea rossa “Mistral” che però non credo circolassero da noi.

Due UIC-Y SNCF Lima, di cui una con vano bagagli.

Le vetture di Artrain (con arredamento interno)

Le vetture tedesche sono di certo completamente inventate; le DB avevano solo UIC-X, e non UIC-Y. I modelli Lima possono essere quindi interpretati solo come delle UIC-X (a 9, 10 e 12 compartimenti) brutalmente accorciate.

Carrozza Lima da 138 mm a 12 scompartimenti marcate DB

Terminiamo con un ulteriore utilizzo di tali carrozze. Come nella realtà, è possibile trasformarle in vetture di servizio ridipingendole ed utilizzando anche in questo caso le decals di Blaine. Attenzione però che occorrerebbe non partire dalle vetture FS di prima a nove scompartimenti, ma da una da 10 – anche qualche modello DB va bene, tanto bisogna riverniciarlo – (perché furono le cuccette ad essere adattate!).

UIC-Y a cuccette trasformata in carrozza di servizio

UIC-Y Lima trasformata in Carrozza di servizio da Paolo Angioy con le decals di Blaine Bachmann

In chiusura, diciamo che era da anni circolano voci secondo le quali ora questo ed ora quel gruppo modellistico avrebbe avuto in preparazione delle UIC-Y in varie versioni di lunghezza e caratteristiche corrette. Nulla però si é mai visto.

Ringrazio Blaine Bachmann – buona parte delle informazioni qui presenti sono desunte dall’articolo citato nel quale descrive come trasformare le Lima. Alcuni passaggi sono tratti anche dal testo di wikipedia e da uno di Luigi Voltan, che ringrazio anche per il commento e per la foto. Grazie anche a Giorgio Stagni per avermi autorizzato ad usare le sue foto in questo blog.

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 pubblicato il 26 febbraio 2010, ultimo aggiornamento 5 ottobre 2015 

Nel 1953 il locomotore trifase E.550.023 fu modificato presse le officine del Deposito locomotive di Bolzano, aggiungendovi un vomere mobile che serviva da spartineve. La locomotiva eseguì tale funzione sulla linea del Brennero a partire dal 1955 e fino alla conversione dell’elettrificazione di linea a 3000 V in continua avvenuta nel 1965.

E.550.023 a Bolzano Foto © Cancio da trainzitaliafoto.com

E.550.023 a Bolzano Foto © Cancio da trainzitaliafoto.com

Altre E.550 ne seguirono il destino, con una variante: furono smotorizzate e trasformate in carro spartineve. Dapprima toccò alle E.550.086 e E.550.115: dopo la smotorizzazione e la trasformazione in carro spartineve assunsero la classificazione di Vnx 806.201 e 806.202. Tra il 1963 e il 1966 altre 12 unità vennero smotorizzate e trasformate in carri spartineve Vnx 806.210-222. Anche la pioniera E.550.023 dopo il 1965 fu smotorizzata, e fino a pochissimi anni fa era ancora possibile vederla presso il Deposito Locomotive di Bolzano.

La VNx 806.215 ad Aosta - Foto © Cancio da trainzitaliafoto.com

La VNx 806.215 ad Aosta – Foto © Cancio da trainzitaliafoto.com

Altra vista della V806.215 ad Aosta - Foto © Emiliano Maldini

Altra vista della V806.215 ad Aosta – colori dell’imagine meno belli della foto precedente, ma si vedono bene le ruote a raggi – Foto © Emiliano Maldini

Sul sito di trainzitaliafoto c’è un bell’articolo sul’argomento. Un disegno del carro Vnx si trova sul sito dell’ Associazione Museo del Trasporto Ferroviario attraverso le Alpi Feralp che presso il museo di Bussoleno conserva uno dei carri (Vnx 806.200).

Vnx 806.220 ex 550.171a Bolzano, -è stato il primo sgombraneve rotativo delle FS - Foto © Gabriele Brunasso Cassinin da facebook

Vnx 806.220 ex 550.171a Bolzano, -è stato il primo sgombraneve rotativo delle FS – Foto © Gabriele Brunasso Cassinin da facebook

Nel corso degli anni ’80 i carri Vnx furono sostituiti dai più moderni mezzi spazzaneve S.224 e S.244 (quest’ultimo in più versioni) . La situazione delle Vnx aggiornata al giugno 2008 è reperibile sul forum di ferrovie.info. Varie immaginie informazioni si trovano anche in un thread nel forum di scalatt.

In H0 un modello è prodotto da Bissel.

In scala N, come Paolo suggerisce nel suo commento al post “Arrivano le trifase!”, è possibile prendere spunto dalla storia per modificare anche le E.550 Del Prado in carri spartineve. Anzi, ad dire il vero c’è chi ci ha già pensato tempo fa! Nel report di Giorgio Donzello su Novegro 2005 c’e’ la foto di un carro Vnx ottenuto su base Del Prado.

Carro Vnx su Base Del Prado (da rotaie.it di Giorgio Donzello)

Carro Vnx Su base del Prado

Non solo: è possibile ottenere anche le decals già pronte, per ben 4 diversi carri: il 200 residente a Cuneo, 211 e 217 residenti a Sulmona e il 215 residente ad Aosta! Ci ha pensato Blaine Bachmann.

Decals per il carro Vnx, da decalenne.com

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Sul sito di decalenne ci sono informazioni su come farsele spedire. Nella foto, il risultato finale: la E.550 trasformata in Vnx.806 da Giovanni Leone, e rifinita con le decals di decalenne.

Vnx 806 in scala N, realizzata da Giovanni Leone

Avevamo aperto con la E.550.023 modificata con l’aggiunta con di un vomere spartineve: chiudiamo con il suo modello in scala N. Si tratta di una autocostruzione realizzata da Paolo Farina e presentata al Premio Muzio 2008, nel quale si è classificata seconda nella categoria B1b – Autocostruzioni – Altro materiale trainante.

E.550 con vomere spartineve di Paolo Farina

Altra vista della E.550 di Farina

L’argomento è stato recentemente (Febbraio 2012) discusso anche nel Forum ASN, dove vengono riportate anche nuove realizzazioni (Paolo Angioy con la collaborazione di Salvatore Spinelli, lavori in corso di Luca Bossini).

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