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Posts Tagged ‘Faller Car System’

Uno a mille!

Pubblicato il 28 febbraio 2015

Se la scala N (1:160) vi sembra troppo grossa, e neppure la Z (1:220) o la T (1:480) vi soddisfano, ecco quello che fa per voi: scala 1:1000!

La storia ha inizio nel 2007, quando viene depositato il brevetto (Patent US7623013) di un sistema elettromagnetico per muovere corpi meccanici lungo delle traiettorie predefinite, su superfici rettilinee o curve, e che ne prefigura il possibile utilizzo per il movimento di giocattoli quali treni e veicoli ferroviari, ma non solo.

Il brevetto viene implementato dalla IDL motors (Industrial Design Laboratories) di San Diego, California, che lancia i MINI MOtion trains e racing cars.

IDL vende i Nano Express trains, in versione “Ghost Castle” e “Christmas”. Si tratta di piccoli diorami con convogli in scala 1:1000: un millimetro per metro. Per dare una sensazione concreta di quello che stiamo considerando, si pensi che una UIC-X misurerebbe di 2,6 cm!

Ghost Castel Train

Ghost Castel Train

A questo punto IDL mette in piedi un’altra compagnia per commercializzare il prodotto in modo più mirato: teenytrains, che letteralmente significa “treni piccolini”.

Teenytrain produce degli ovali su cui corrono treni e/o automobili (i binari sono soltanto “disegnati” sulla guida elettromagnetica), pilotati da un alimentatore (o eventualmente a batteria).

Un ovale teenytrain, dal costo di circa 60 US$.

Un ovale teenytrain, dal costo di circa 60 US$.

Poi arriva la svolta, con elementi combinabili come i tradizionali binari del modellismo ferroviario, Secondo i produttori, si tratta di un  sistema modulare completamente configurabile con dimensioni del layout virtualmente illimitate – la dimensione minima della lunghezza complessiva di un cerchio é di 32 cm, dunque un raggio di 5 cm circa.

Il sistema modulare di teenytrain

Il sistema modulare di teenytrain

Attualmente é possibile regolare la velocità dei “treni”, ma non la direzione (possono andare avanti, ma non tornare indietro). Mi par di capire che al momento si stiano studiando ulteriori possibilità di controllo, per le quali bisognerà però attendere ancora un poco.

Un dimostrativo del sistema era presente alla fiera di Norimberga (28/1-2/2 ’15). Insomma, si tratta di un prodotto non ancora maturo, ma che già presenta delle possibilità interessanti. Ad esempio, il seguente filmato(a partire dal min. 0:50) mostra la combinazione di un modello ferroviario in scala T (1:480, binario di 3 mm) e di traffico automobilistico realizzato con teenytrain.

Ci vorrebbe un po’ di sperimentazione per verificare se sia possibile “rivestire” un oggetto mobile teenytrain con una automobilina in scala N facendola muovere, ottenendo una sorta di “Faller Car System” con qualche limite, ma con la possibilità di muovere auto (invece dei camion o bus che il sistema tedesco permette in scala N). Tra l’altro, la scala N é sei volte più grande di quella qui considerata, il che significa che la velocità apparente degli oggetti in moto sarebbe sei volte minore di quella percepita nel filmato mostrato sopra, e quindi probabilmente piuttosto realistica.

Forse sarebbe possibile muovere addirittura delle moto in scala N, che potrebbero avere un bell’effetto. Oppure, sempre in scala N, si potrebbe forse realizzare una pista di go kart. Insomma, si é aperta una opportunità. Con un po’ di fantasia ne possono uscire delle cosette interessanti.

Quanto ai treni 1:1000, voglio davvero vederli i contachiodi qui… Ci vuole il microscopio!


Per i veicoli in movimento in scala N, vedi anche

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Neve sul plastico

pubblicato il 25 gennaio 2010, ultimo aggiornamento: 30 novembre 2015

Il bianco paesaggio invernale è affascinante. Esempi di plastici bianchi si trovano facilmente con una ricerca su google.

Su Mobablog si trovano scorci notevoli (1) (2) (3), in particolare il laghetto ghiacciato con i pattinatori e la scena con l’albero di Natale (i pattinatori, così come dei ragazzini che giocano con la neve, sono reperibili sul catalogo Noch).

Il campetto di pattinaggio, da mobablog

Mercatino di Natale, con Tannenbaum, da mobablog.

Il seguente video mostra un paesaggio svedese (clicca sull’immagine per avviare il video)

Un altro video mostra uno scenario invernale con un bus che viaggia (faller car system) su una strada ghiacciata. La neve non è molto realistica, ma l’insieme è interessante,

Chi invece volesse modellare tristi paesaggi invernali senza neve può trarre ispirazione dai magistrali alberi di Ed Kapuscinski su Conrail 1285.

Già, come realizzare della neve convincente? Il n. 21 di Mondo Ferroviario di gennaio 1988 conteneva un articolo su “Come fare la neve sui Vostri plastici ferroviari o diorami”. Il numero di Gennaio-Febbraio 2007 di N Scale Railroading si è occupato dello stesso tema.

Copertina del numero di Gen.-Feb. 97 di N Scale Railroading

Purtroppo non ho nessuna delle due riviste, nè sono riuscito a trovare on-line delle comparazioni tra i vari materiali commerciali esistenti: riporto qui comunque quello che ho trovato finora.

PRODOTTI COMMERCIALI

Per realizzare la neve sembra che i migliori siano dei prodotti NOCH (gli stessi che in USA sono venduti da Woodland Scenics): la “Strukturschnee” è una pasta spalmabile che può essere deposta su terreni, tetti, alberi… Si asciuga in 4-5 ore e – secondo il produttore – ha un aspetto realistico e brillante.

Strukturschee di noch

Strukturschnee di noch

Un secondo prodotto (la “Pulverschnee”) è sotto forma di “polvere bianca”. La si lascia cadere sul plastico con un colino. A questo punto ci sono due opzioni: o (finito l’inverno) la si rimuove (con un aspirapolvere), oppure la si fissa con un altro prodotto (uno spray fissante).

Nel 2013 è stata commercializzata una nuova versione dei tre prodotti Noch – si veda l’annuncio su 1zu160.

Sempre di Noch, si trovano Alberi di Natale illuminati: vedi ad es. da Lippe.

Il “Faller 170735 – Winter-Set” è un altro prodotto contiene materiale per coprire circa con neve circa un metro quadro di plastico. oltre a sei alberi.

In alternativa, ancora da Noch si trovano abeti già imbiancati e sacchetti di neve artificiale – non ho però testimonianze di quale sia il risultato. Occorre ricordare che, grazie alla invarianza di scala, alberi in H0 vanno bene anche in scala N, anzi spesso le loro dimensioni sono anche più realistiche! Un abete bianco è alto in media 30 metri (che in scala N fanno ben 19 cm!), ed arriva a anche a 45 m.

Altri prodotti (di cui però non ho scoperto molto: sembrano entrambi polveri bianche mescolate con vetro tritato finissimo per dare i riflessi) sono Busch Schneepulver Wintertraum e Auhagen Schneepulver mit Glitter.

Linea Secondaria commercializza “neveflok” che dalle foto sembra avere una buona resa, mentre la neve in microsfere sembra più adatta a modellare residui di neve che si sta sciogliendo.

Su microsfere si basa anche l’“Effetto neve” della Prochima. Quest’ultima ha anche realizzato un video per mostrare “how to”.

TECNICHE ARTIGIANALI

Volendo andare sull’artigianale, pare che l’ossido di zinco (noto come cicatrizzatore di ferite e favoritore della… ricrescita di capelli!) possa essere utilmente usato come polvere di neve. Non è però proprio economico: un Kg di ossido di zinco costa 27 Euro su campustore – anche se probabilmente basta per una superficie piuttosto ampia…

In alternativa, c’e’ chi suggerisce di usare del colore bianco (lucido per le zone al sole, opaco per quelle all’ombra) e mescolarlo con vetro tritato finissimo, come quello a catalogo Heki (3343 Glasdiamantin Schneeglitzer) disponibile per esempio da modellbahnwelt24. Volendo simulare dello spessore della neve, si potrà procedere dapprima modellando del gesso che una volta asciutto sarà verniciato.

Una procedura alternativa è proposta da Luca William Lucarelli sul vecchio forum di ASN :
Innanzitutto gli ingredienti: le “materie prime” sono bicarbonato da cucina, vinavil, acqua, sale fino, gessetto azzurro; gli “attrezzi” sono spatole di varia foggia, stecchini, cotton fioc, cucchiaini, barattoli vari, una pipetta, tamponi di spugna per découpage, un carrello o vecchio vagone.

Ho versato circa 10-15 cucchiaini di bicarbonato in un barattolo, a cui ho aggiunto del vinavil sufficientemente diluito. L’impasto deve essere mescolato ed eventualmente corretto fino a diventare né troppo fluido né troppo viscoso. Si aggiunge una manciata di sale fino; il motivo non lo so spiegare, ma nei vari esperimenti tutte le prove fatte col sale avevano una resa finale migliore, più “morbida” una volta asciugato l’impasto. È necessario mescolare fin quando non scompaiono grumi o bolle d’aria, pericolosissimi! Infine si aggiunge un pizzico di polvere di gessetto azzurro, che serve a dare un tono più freddo alla futura neve.

Una volta pronto l’impasto lo si stende sulle superfici scelte con un cucchiaino, agendo veloci perché su certe superfici si asciuga molto rapidamente: bisogna riuscire a rendere omogenee le passate, evitando di lasciare “colpi di spatola”, goccioloni, colate. Se necessario ci si aiuta inumidendo l’area con acqua tramite una pipetta. Per tutti i dettagli o le correzioni oppure gli angoli più inaccessibili si usano le spatole, se serve anche degli stecchini: ad esempio i cornicioni delle gallerie sono coperti usando le spatole, mentre con una punta di impasto su uno stecchino ho ripassato in alcuni punti le incisioni del portale. Un cotton fioc è sufficiente a rimuovere gocce “fuggite” dove non servono.

La strada si realizza tamponando con la spugnetta per découpage e con passate di dita, infine solcando quello che resta con una macchinina.

Di positivo c’è l’aspetto, che grazie ai sali di bicarbonato rende davvero brillante il manto nevoso! Il metodo mi sembra buono per i particolari, ovvero sulle rocce isolate, sui portali, sulle assi del ponte di legno. Alla fine il tutto appare molto resistente.
Di negativo noto che è difficile ottenere un manto del tutto uniforme a causa del rapido essiccamento. Se l’impasto è sbagliato si rischia di vedere una superficie lunare a causa delle bolle d’aria!

Attenzione però: a causa dei sali (la cui eliminazione però sembra compromettere l’effetto estetico) l’impasto ossida e corrode i binari, quindi meglio usarlo lontano dagli stessi, e per le zone vicino alle rotaie usare invece un prodotto commerciale.

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Pubblicato il 23 marzo 2009, ultimo aggiornamento: 26 febbraio 2015

Un complemento eccezionale per un plastico: automobili in movimento! (per la verità in scala N si tratta prevalentemente di camion e bus). Ne dà un idea il video di Blaine Bachman.

Un altro esempio di potenzialità in un video che mostra vari bus muoversi simultaneamente.

Per vederne altri, basta cercare “Faller Car System” in youtube.

Quanto costa e dove trovarlo? Su ebay.de uno start set (nuovo) composto da un mezzo, e accessori per costruire circa 10 metri di percorso costa circa 90 Euro. Poi se uno vuole aggiungere semafori e logica di controllo i prezzi salgono…

Una delle cose più carine è la realizzazione di traffico misto treno + automezzi su un passaggio a livello come mostrato in HO dal video seguente:

Pensavo che in N non ci fosse, e invece sì, é lì art. Faller 222169. Si trova anche da Amazon, a 130 €, o su ebay attorno ai 100.

Faller 222169

Faller 222169

Faller 222169

Faller 222169

Il contenuto della scatola Faller 222169

Il contenuto della scatola Faller 222169

Il sistema in funzione é visibile in un paio di filmati su youtube:

Interessante un sito che riporta di modelli FCS autocostruiti. Altre spiegazioni su come costruire i modelli lo si trova su 1zu160.

Inoltre sul vecchio forum di ASN c’è una interessante discussione nella quale Marco (quale Marco? Chissà, allora sul forum si usavano pseudonimi invece dei nomi completi)  spiegava alcuni dettagli che possono permettere di costruire da soli un sistema analogo. ne riportiamo i brani principali qui:

Costruirsi un mezzo adatto al FCS è  proprio facile. Assali, motori e gomme sono venduti come ricambi a 5-6 euro l’uno e batterie e reed costano pochi euro. Quindi rischiate di cavarvela con una trentina di euro! Altro che i  100 per i mezzi “originali”!

Per far deviare i mezzi, faller vende dei deviatoi che vanno  posizionati a raso della strada e possono fungere o da deviazione a
sinistra o da deviazione a destra, bisogna scegliere nel creare il  circuito. Costa circa 18 euro.
Il concetto del suo funzionamento è che posizionandolo viene a  mancare un piccola parte di filo guida sia sulla direzione diritta che sulla svolta,tuttavia il mezzo prosegue diritto senza problemi.  Se vogliamo far svoltare il mezzo dando corrente al deviatoio un  magnete farà alzare una barretta di acciaio speciale che attirerà il  mezzo verso il filoguida della deviazione.

Lo stop provvisorio-stesso prezzo-e’ un magnete che attivato blocca  il motore tramite il reed montato sul mezzo.

La sosta prolungata è simile al precedente, ha un magnete fisso che  blocca il mezzo senza disperderne la corrente-a differenza dello stop – e per sboccarlo, dandogli corrente, un secondo magnete ne annulla l’effetto e il mezzo è libero di partire.
Per un circuito che regola un incrocio semaforico (con 4 semafori al massimo) e 2 semafori a led smd (da costruire) dovrete dargli circa 55 euro. 2 semafori e 2 stop per 30 euro.

Io non sono un esperto sul funzionamento dei reed ma ho visto che a  Stoccarda, dove c’era un enorme impianto a moduli, li usavano per dare  le precedenze ai mezzi agli incroci. Inoltre mi hanno spiegato che per connettere i moduli, nel modulo che
riceve il mezzo, ai lati del filo guida si posizionano 2 pezzetti  dello stesso che vanno a stringere verso il centro: se un mezzo
attraversando il confine tra due pannelli dovesse deviare un po per  un’imperfezione, quei due pezzettini lo riporterebbero verso il centro della carreggiata. Semplicissimo.”

La cosa é ben visibile proprio nel modulo del passaggio a livello prima menzionato:

Elemento del passaggio a livello, nel quale si vedono bene le croci di reinstradamento.

Elemento del passaggio a livello, nel quale si vedono bene le croci di reinstradamento.

In H0, esiste un’alternativa a FCS: il Mader-Magnet-Truck (il sito è però solo in tedesco…).

Segnaliamo poi anche un sistema digitale di guida degli autoveicoli, sviluppato da Claus Ilchmann e documentato su  modelleisenbahn-claus.de. Claus sostiene che il suo sistema non é usabile solo in H0, perché il decoder é piccolo abbastanza da entrare anche in quasi tutti i modelli in scala N.

Infine, c’é il sistema “Open Car System“, digitale ed applicabile anche alla scala N, come mostrato dal seguente video:

 

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