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Posts Tagged ‘Faller’

ultimo aggiornamento: 26 marzo 2011

Beh, forse non proprio – l’Empire State Building in scala N avrebbe un lato di 56 cm e un altezza di 275, difficile metterlo su un plastico in casa… Al Museum of Science and Industries di Chicago però dei bei grattacieli ci sono. L’exhibit “The Great Train Story” ha un gran plastico in scala H0, con più di 30 treni che circolano simultaneamente su quasi 500 metri di rotaie, simulando il percorso di tra Chicago e Seattle. Proprio nella riproduzione di Chicago svetta la riproduzione della nera Willis Tower, che però è ridotta (in H0 sarebbero 5 metri) e sarebbe quindi forse più vicina alla scala N.

Uno scorcio di Chicago sul plastico, con la nera Willis Tower che svetta sullo sfondo

C’è chi dei grattacieli (skyscrapers) in N, e degli edifici in generale, fa la sua passione. E’ il caso di thegreatscaper.  La sua vasta collezione, segnalatami da Paolo Angioy, è pubblicata su flickr. Suddivisa in gruppi, comprende modelli di tantissimi produttori, per lo più americani o giapponesi, con qualche incursione tedesca: Aoshima, Arnold, Atlas, CMR, DPM, Faller, Greenamx, Heljan, Herpa, Kato, Kibri, Luetke, Lunde, Model Power, Tomix, Tomitec, Vollmer, Walther’s.

Un migliaio di foto documenta la collezione. Se il risultato non è the Big Apple, ci va vicino, come mostra la seguente immagine.

New York, New York

Una curiosità: Atlas aveva prodotto un grattacielo – in tre versioni con diverse piante. Tre le foto di thegreatscaper il modello di Atlas c’è, ma quello documentato nel ricco blog quinntopia di Jerry è una versione più affascinante, in cui luci e dettagli sono molto curati, e vi si intravede anche una cattedrale sovrastata dai palazzoni: propro come a New York.

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Aurora Postage Stamp

Pubblicato il 31 dicembre 2010

Curiosando tra le librerie di RailModeller (un software di disegnare tracciati su Mac)  alla voce “slot car” mi aspettavo di trovare il Faller Car System di cui abbiamo parlato in passato e invece ho trovato “Aurora Bus Track”.

Che roba è? Mai sentita… Un giretto su google, ed ecco emergere delle tracce. Su ebay, una rara confezione originale venduta per 260 US$. E tante foto! Due bus, un sistema di “binari” somigliante alle piste da corsa Scalectrix, scambi, incroci, anche guard rails e piloni per fare rampe e ponti. E’ proprio in scala N!

I Bus di Aurora Postage Stamp

I Bus di Aurora Postage Stamp

 

Cercando un’altro pò, ecco un sito già noto (guidetozscale di Riley O’Connor) contenente una intera pagina (che nelle visite precedenti non avevo notato) con descrizione, varie foto e dettagli.

Riley, che ringrazio per avermi autorizzato ad usare parte del suo materiale, dice che si tratta di una produzione tedesca commercializzata in USA. Smontando i bus, si trova il marchio Faller sul motore. Dalle pagine dei cataloghi d’epoca si vede come il sistema fosse abbastanza sofisticato, prevedendo perfino un passaggio a livello in cui bus e treni si incrociavano.
Dei due bus, quello cittadino (non il Greyhound) era reperibile in varie livree. Era possibile usare due controller per azionare simultaneamente due bus (settando opportunamente un jumper sui bus stessi), e c’era un relay per operare fermate temporizzate.

Una pagina del catalogo

In poco spazio si riusciva quindi a realizzare un plastico con treni e bus in movimento, come nell’esempio mostrato in foto.

Plastico "Aurora Postage Stamps"

Plastico “Aurora Postage Stamps”

Ma il curioso nome “Aurora Postage Stamp” da dove viene? Aurora Plastics Corporation produceva modelli in plastica, ed ebbe successo soprattutto con il suo “Model Motoring race set” (piste di automobili) in H0. Aveva anche un propria produzione in scala N, si cui i bus erano solo un elemento. Si trattava in verità di rotabili USA prodotti da Minitrix, e venduti in una curiosa scatola a forma di libro, sulla cui “copertina” era riprodotto un francobollo (postage stamp) per evocare la piccola dimensione della scala.

Aurora Plastics venne ceduta dai fondatori nel 1969: da allora la produzione dei “Postage Stamp” cessò, e i suoi modelli sono oggi oggetti da collezione. Sul sito di Riley o’Connor si può trovare il catalogo del 1969 (probabilmente l’ultimo?) dei trenini Aurora.

Per finire una curiosità: uno spot televisivo d’epoca che pubblicizza i trenini Aurora Postage Stamp, in bianco e nero ma ben girato e con immagini suggestive.

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Neve sul plastico

pubblicato il 25 gennaio 2010, ultimo aggiornamento: 30 novembre 2015

Il bianco paesaggio invernale è affascinante. Esempi di plastici bianchi si trovano facilmente con una ricerca su google.

Su Mobablog si trovano scorci notevoli (1) (2) (3), in particolare il laghetto ghiacciato con i pattinatori e la scena con l’albero di Natale (i pattinatori, così come dei ragazzini che giocano con la neve, sono reperibili sul catalogo Noch).

Il campetto di pattinaggio, da mobablog

Mercatino di Natale, con Tannenbaum, da mobablog.

Il seguente video mostra un paesaggio svedese (clicca sull’immagine per avviare il video)

Un altro video mostra uno scenario invernale con un bus che viaggia (faller car system) su una strada ghiacciata. La neve non è molto realistica, ma l’insieme è interessante,

Chi invece volesse modellare tristi paesaggi invernali senza neve può trarre ispirazione dai magistrali alberi di Ed Kapuscinski su Conrail 1285.

Già, come realizzare della neve convincente? Il n. 21 di Mondo Ferroviario di gennaio 1988 conteneva un articolo su “Come fare la neve sui Vostri plastici ferroviari o diorami”. Il numero di Gennaio-Febbraio 2007 di N Scale Railroading si è occupato dello stesso tema.

Copertina del numero di Gen.-Feb. 97 di N Scale Railroading

Purtroppo non ho nessuna delle due riviste, nè sono riuscito a trovare on-line delle comparazioni tra i vari materiali commerciali esistenti: riporto qui comunque quello che ho trovato finora.

PRODOTTI COMMERCIALI

Per realizzare la neve sembra che i migliori siano dei prodotti NOCH (gli stessi che in USA sono venduti da Woodland Scenics): la “Strukturschnee” è una pasta spalmabile che può essere deposta su terreni, tetti, alberi… Si asciuga in 4-5 ore e – secondo il produttore – ha un aspetto realistico e brillante.

Strukturschee di noch

Strukturschnee di noch

Un secondo prodotto (la “Pulverschnee”) è sotto forma di “polvere bianca”. La si lascia cadere sul plastico con un colino. A questo punto ci sono due opzioni: o (finito l’inverno) la si rimuove (con un aspirapolvere), oppure la si fissa con un altro prodotto (uno spray fissante).

Nel 2013 è stata commercializzata una nuova versione dei tre prodotti Noch – si veda l’annuncio su 1zu160.

Sempre di Noch, si trovano Alberi di Natale illuminati: vedi ad es. da Lippe.

Il “Faller 170735 – Winter-Set” è un altro prodotto contiene materiale per coprire circa con neve circa un metro quadro di plastico. oltre a sei alberi.

In alternativa, ancora da Noch si trovano abeti già imbiancati e sacchetti di neve artificiale – non ho però testimonianze di quale sia il risultato. Occorre ricordare che, grazie alla invarianza di scala, alberi in H0 vanno bene anche in scala N, anzi spesso le loro dimensioni sono anche più realistiche! Un abete bianco è alto in media 30 metri (che in scala N fanno ben 19 cm!), ed arriva a anche a 45 m.

Altri prodotti (di cui però non ho scoperto molto: sembrano entrambi polveri bianche mescolate con vetro tritato finissimo per dare i riflessi) sono Busch Schneepulver Wintertraum e Auhagen Schneepulver mit Glitter.

Linea Secondaria commercializza “neveflok” che dalle foto sembra avere una buona resa, mentre la neve in microsfere sembra più adatta a modellare residui di neve che si sta sciogliendo.

Su microsfere si basa anche l’“Effetto neve” della Prochima. Quest’ultima ha anche realizzato un video per mostrare “how to”.

TECNICHE ARTIGIANALI

Volendo andare sull’artigianale, pare che l’ossido di zinco (noto come cicatrizzatore di ferite e favoritore della… ricrescita di capelli!) possa essere utilmente usato come polvere di neve. Non è però proprio economico: un Kg di ossido di zinco costa 27 Euro su campustore – anche se probabilmente basta per una superficie piuttosto ampia…

In alternativa, c’e’ chi suggerisce di usare del colore bianco (lucido per le zone al sole, opaco per quelle all’ombra) e mescolarlo con vetro tritato finissimo, come quello a catalogo Heki (3343 Glasdiamantin Schneeglitzer) disponibile per esempio da modellbahnwelt24. Volendo simulare dello spessore della neve, si potrà procedere dapprima modellando del gesso che una volta asciutto sarà verniciato.

Una procedura alternativa è proposta da Luca William Lucarelli sul vecchio forum di ASN :
Innanzitutto gli ingredienti: le “materie prime” sono bicarbonato da cucina, vinavil, acqua, sale fino, gessetto azzurro; gli “attrezzi” sono spatole di varia foggia, stecchini, cotton fioc, cucchiaini, barattoli vari, una pipetta, tamponi di spugna per découpage, un carrello o vecchio vagone.

Ho versato circa 10-15 cucchiaini di bicarbonato in un barattolo, a cui ho aggiunto del vinavil sufficientemente diluito. L’impasto deve essere mescolato ed eventualmente corretto fino a diventare né troppo fluido né troppo viscoso. Si aggiunge una manciata di sale fino; il motivo non lo so spiegare, ma nei vari esperimenti tutte le prove fatte col sale avevano una resa finale migliore, più “morbida” una volta asciugato l’impasto. È necessario mescolare fin quando non scompaiono grumi o bolle d’aria, pericolosissimi! Infine si aggiunge un pizzico di polvere di gessetto azzurro, che serve a dare un tono più freddo alla futura neve.

Una volta pronto l’impasto lo si stende sulle superfici scelte con un cucchiaino, agendo veloci perché su certe superfici si asciuga molto rapidamente: bisogna riuscire a rendere omogenee le passate, evitando di lasciare “colpi di spatola”, goccioloni, colate. Se necessario ci si aiuta inumidendo l’area con acqua tramite una pipetta. Per tutti i dettagli o le correzioni oppure gli angoli più inaccessibili si usano le spatole, se serve anche degli stecchini: ad esempio i cornicioni delle gallerie sono coperti usando le spatole, mentre con una punta di impasto su uno stecchino ho ripassato in alcuni punti le incisioni del portale. Un cotton fioc è sufficiente a rimuovere gocce “fuggite” dove non servono.

La strada si realizza tamponando con la spugnetta per découpage e con passate di dita, infine solcando quello che resta con una macchinina.

Di positivo c’è l’aspetto, che grazie ai sali di bicarbonato rende davvero brillante il manto nevoso! Il metodo mi sembra buono per i particolari, ovvero sulle rocce isolate, sui portali, sulle assi del ponte di legno. Alla fine il tutto appare molto resistente.
Di negativo noto che è difficile ottenere un manto del tutto uniforme a causa del rapido essiccamento. Se l’impasto è sbagliato si rischia di vedere una superficie lunare a causa delle bolle d’aria!

Attenzione però: a causa dei sali (la cui eliminazione però sembra compromettere l’effetto estetico) l’impasto ossida e corrode i binari, quindi meglio usarlo lontano dagli stessi, e per le zone vicino alle rotaie usare invece un prodotto commerciale.

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Pubblicato il 1 maggio 2009

Faller ha fatto anche questa: un taglierba elettrico semovente.
Non costa poco (45 Euro su Amazon.de), ma l’effetto finale è quantomeno curioso. Un piccolo video ne dà una dimostrazione.

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