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Posts Tagged ‘Fratix’

Pubblicato il 1 aprile 2017, ultima modifica 26 aprile 2017

Thellō è una società ferroviaria operante treni passeggeri tra la Francia e l’Italia.

Convoglio Thello. Foto © Baptiste G. da flickr

La storia

Fu creata il 5 febbraio 2010 da Trenitalia e la francese Transdev, ciascuna con il 50% di capitale. Transedv, che all’epoca era era il quarto operatore gestore di trasporto pubblico in Europa, gestisce reti sia su ferro sia su gomma ed è presente in 9 Paesi: Francia, Paesi Bassi, Regno Unito, Australia, Italia, Germania, Canada, Portogallo e Spagna. È una filiale della Caisse des dépôts et consignations dello stato francese. L’iniziativa era probabilmente parte di schermaglie tra l’ex monopolista italiano ed il (di fatto) monopolista francese. Le due compagnie gestivano in comune un servizio transfrontaliero (Artesia), ma all’entrata di SNCF sul mercato italiano (era divenuta partner di NTV, di cui possedeva il 20%) Trenitalia aveva risposto impedendo di fatto il transito dei TGV sulla linea ad alta velocità Torino-Milano, e stabilendo la partership con Transdev, mettendo la parola fine sull’esperienza Artesia (ne abbiamo parlato altrove).

Il Palatino Artesia trainato da una BB 36300 - Foto © Michel Ledieu da marklinfan.com

Il Palatino Artesia trainato da una BB 36300 – Foto © Michel Ledieu da marklinfan.com

Nel marzo 2011 Transdev e Veolia Transport fondarono una nuova società Veolia Transdev detenuta in quote paritarie da Veolia Environment e dalla Caisse des dépôts et consignations. Il nuovo colosso divenne così il primo operatore mondiale gestore di trasporto pubblico. La joint venture tra Trenitalia e Trnsdev venne ribattezzata Trenitalia-Veolia Transdev (TVT), e a fine anno iniziò l’esercizio effettivo, dando il nome Thellō ai convogli.

Logo thellō

Logo thellō

I primi treni Thellō nacquero dunque in sostituzione di quelli Artesia, con servizio notturno Paris /Gare de Lyon – Venezia/Santa Lucia inaugurato l’11 dicembre 2011.

Treno notte Thello nel 2013 - Foto © Damien Thomas da flickr

Treno notte Thello nel 2013 – Foto © Damien Thomas da flickr

Le fermate intermedie (Dijon-Ville, Milano-Centrale, Brescia, Verona, Vicenza, Padova e Venezia-Mestre) non erano autorizzate ad effettuare traffico nazionale, ma solo internazionale (cioè da una stazione francese a una italiana e viceversa).
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Novegro 2016

Pubblicato l’8 ottobre 2016

Lo HobbyModel Expo di Novegro è la più importante fiera italiana di modellismo, tradizionale punto di incontro tra produttori, associazioni, appassionati ed anche semplici curiosi.

Negli ultimi anni, lo abbiamo detto tante volte, le novità presentate giungono… già vecchie, nel senso che il tam tam sulla rete le anticipa, e quindi si va in fiera per vederle dal vero, ma le si sono già incontrate in rete e su di esse si sa già molto.

Quest’anno è andata diversamente. Prima della fiera, calma piatta. Nessuna anticipazione. Quel che però mi ha davvero sorpreso, è che anche durante e nell’immediato dopo nessuno, o quasi, abbia parlato di novità presenti, tanto da indurmi a scrivere una nota nella quale parlavo di “Ovegro”, ovvero Novegro senza Novità in N. Per fortuna poi Daniele Adorni mi ha segnalato che le cose non stavano così, ed ho ritirato il post, nell’attesa di riuscire a raccogliere qualche informazione (io a Novegro non c’ero).

Curioso. Gli appassionati della scala si lamentano sempre della mancanza di modelli italiani in scala N – e questo blog è nato anche per fare, a suo tempo, un censimento di quel che c’era, convincendo almeno l’autore di questi scritti che in realtà si trova  o si è trovato, in vari momenti, quasi di tutto: le note sparse lo testimoniano. Certo, in molti casi si tratta di carrozzerie da verniciare e motorizzare da soli, in altri di prodotti artigianali i cui prezzi sono un po’ (e a volte davvero molto) più alti di quelli dei rotabili prodotti dalle industrie, ma questa si chiama economia di scala. Del resto, un noto artigiano sostiene che sono come il buon vino e il buon formaggio: come questi arricchiscono la vita, anche se il costo è più alto con quello dei prodotti che si trovano nel supermercato sotto casa.

Bene, proprio per questa continua attesa che esca qualcosa di nuovo mi sarei aspettato che le novità presentate “a sorpresa” avessero immediata eco tra le comunità di amatori. Invece, nonostante che entrambi i gruppi principali di ennisti presenti in rete abbiano nel loro statuto la finalità di diffondere la conoscenza della scala N, voci in proposito non si sono levate: dunque per me la più grande sorpresa di Novegro è stata la scarsa attenzione delle comunità rappresentate dai forum per le novità presentate dagli artigiani. Dopo qualche richiesta esplicita però qualche immagine è finalmente apparsa: ringrazio qui dunque Antonio Rampini, Claudio Mazzoli, Matteo Mariani  per le immagini caricate sul forum ASN e che qui riprendiamo, estraendone in alcuni casi qualche dettaglio.

Ma veniamo al sodo: quali erano le novità?
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Pubblicato il 23 luglio 2016

Le carrozze Gran Comfort (pre-sventramento IC 901) sono le più confortevoli ed eleganti della storia FS. In livrea giallo-rossa, hanno effettuato servizio TEE internazionale per un decennio circa. Sono state molto ben riprodotte in scala N da Pirata (anche se in molti rimpiangono la scelta di averle fatte con il logo inclinato invece che con quello a televisore…). Volendole far girare sul plastico (e chiudendo un occhio sul logo), da cosa le si possono far trainare? Vediamo cosa è avvenuto al vero, per poi esaminare le opzioni in scala N.

La prima motrice a trainarle, e quella più frequentemente usata, è stata la Tartaruga (E.444), in diverse versioni.

Innanzitutto abbiamo le “prototipo”, sia in epoca “logo a televisore” che nella successiva “logo inclinato”.

E.444 prototipo a Torino in testa a un rapido con carrozze TEE con logo a televisore - Foto © Johannes Smit da glockr

E.444 prototipo a Torino in testa a un rapido con carrozze TEE con logo a televisore – Foto © Johannes Smit da flickr

Convoglio di Gran Comfort in transito a Isola del Cantone, courtesy of Giorgio Stagni

IC “Tirreno” di Gran Comfort in transito a Isola del Cantone, courtesy of Giorgio Stagni. Aveva in composizione 5 TEE (2 compartimenti, due salone, furgone generatore), una self service e 6 UIX-X tipo 1970 climatizzate in livrea rosso fegato. Le TEE in foto hanno logo inclinato

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Pubblicato il 23 maggio 2016

Quest’anno il classico appuntamento veronese  si è spostato di qualche mese: invece del classico fine febbraio-inizio marzo è traslocato verso questa fine di maggio. E’ stato un bene? Difficile giudicare. Al mattino, fino allo scorso anno, gran coda per entrare ai parcheggi, quest’anno invece no. L’impressione che lo spazio commerciale si sia un pochino ridotto, ma è un ‘impressione.

Di certo non è calato lo spazio occupato dalla scala N, presidiato come ormai da tradizione dai megaplastici modulari di ASN ed Nparty, sempre più belli e ricchi, con i gruppi di soci-amici impegnati come sempre tra piacevoli chiacchiere, manutenzione tecnica e attività conviviali.

La curiosa ambientazione marina dell'Eremo di San Colombano (l'originale è in Vallarsa, presso Rovereto in provincia di Trento)

NParty: la curiosa ambientazione marina dell’Eremo di San Colombano (l’originale è in Vallarsa, presso Rovereto in provincia di Trento)

Eremo di San Colombano di Stefano Dalli sul modulare NParty.

Eremo di San Colombano di Stefano Dalli sul modulare NParty – modulo realizzato da Alberto Fontana.

Un po' di Francia sul modulare ASN, mentre una Picasso sfreccia davanti al tipico paesino d'oltralpe

Un po’ di Francia sul modulare ASN, mentre una Picasso sfreccia davanti al tipico paesino d’oltralpe

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Pubblicato il 12 marzo 2016

Nel 1971 le FS ordinarono 20 nuove carrozze pensate per un servizio diverso da quello “Ristorante” tradizionale, sul modello di ristorazione che i Francesi avevano sperimentato già dal 1963 con le loro “libre service” – “Gril Express”: si tratta delle vetture “Self Service”, entrate in servizio a partire dal 1974.

Una Self Service sulla costa Ligure nel 1988 in una composizion eterogenea, tra un bagagliaio e una UIC.Y francese. Dettaglio da una foto © Giorgio Stagni

Una Self Service sulla costa Ligure nel 1988 in una composizion eterogenea, tra un bagagliaio e una UIC.Y francese. Dettaglio da una foto © Giorgio Stagni

Si tratta di un progetto imparentato con le Gran Comfort: stessa sagoma, stessi carrelli (carrelli F.71). Nate climatizzate, erano già all’origine atte ai 200 Km/h. Presentavano 39 posti arrangiati a spina di pesce, più 3 sgabelli al banco. Per massimizzare lo spazio utile al “core business“, le carrozze non erano dotate di ritirata (accessibile nelle vetture adiacenti) e vi erano porte di accesso dall’esterno solo sul lato della sala pranzo. Su entrambe le fiancate, sotto il primo finestrino all’ estremità senza porte, presentavano due piccoli portelli quadrati, probabilmente per il carico vivande.

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Pubblicato il 13 febbraio 2016

Un tempo le fiere di settore erano il momento della presentazione delle grandi novità. Da qualche anno, ormai in piena era Internet, non è più così: gli annunci appaiono in rete (su facebook, sui siti dei produttori, sui forum specializzati) e le fiere non portano più novità : diventano semmai il momento nel quale gli interessati possono vedere dal vivo e toccare con mano le novità precedentemente annunciate.

Ci eravamo ormai abituati a questa nuova prassi, ma ecco una smentita: il Salone del Giocattolo di Norimberga è stato ricco di significative novità per il modellismo ferroviario in scala N! Il merito va a due produttori: Fratix e Pirata Models.

Guido Fraticelli, produttore “storico” di modelli artigianali in scala N, è tornato in campo da circa un anno ed è immediatamente stato molto attivo, con la proposta di nuove edizioni di modelli realizzati in metallo che in passato facevano parte del suo catalogo, come le Gran Comfort e le MDVC, ed aggiungendo le Self Service. La distribuzione dei suoi prodotti, soprattutto all’estero, è aiutata da ACME, con il marchio Black Star, ma anche da venditori specializzati come Susy Warger con il suo negozio ebay Fli2009.

Una prima novità presentata da Fratix a Norimberga è la coppia di carri Uai, offerta in due versioni:

  • Set 3308: in livrea nera, per trasporti speciali con piano ribassato (due carri).
  • Set 3310:  livrea grigia per trasporti speciali, con piano ribassato, ambientabile in epoca attuale (due carri).
I carri Uai Fratix: in alto la versione nera, in basso quella grigia

I carri Uai Fratix: in alto la versione nera, in basso quella grigia, dal profilo facebook di Fratix

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Pubblicato il 23 gennaio 2016, ultima modifica 2 febbraio 2016

La storia “gloriosa” delle carrozze Gran Comfort (GC) delle FS l’abbiamo seguita in un articolo ad esse dedicato, oltre che in altri due nei quali abbiamo parlato delle livree vestite nei loro primi trent’anni di esercizio: la TEE e la Bandiera.

Abbiamo poi visto come buona parte tali vetture siano state sciaguratamente sventrate del Progetto IC 901 e seguenti. Qui ci proponiamo di vedere in maggior dettaglio le trasformazioni avvenute dopo l’abbandono della livrea Bandiera, nel 2003.

Due Gran Comfort nel 2015,riconoscibilissime nella loro nuova livrea Thellō - Dettaglio da una foto © Maurizio Boi da Flickr

Due Gran Comfort nel 2015,riconoscibilissime nella loro nuova livrea Thellō – Dettaglio da una foto © Maurizio Boi da Flickr

Non trattiamo le GC ristorante (originali), delle quali discuteremo a parte, ma solo delle Salone e Compartimenti.
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Pubblicato il 28 novembre 2015

Abbiamo avuto già modo di dire come le Gran Comfort, sia in livrea TEE che in livrea Bandiera, siano le carrozze migliori della storia FS, o che almeno lo siano state sino allo scempio fatto con la loro ristrutturazione in epoca ECI-ESCI-XMPR (ne parliamo in una nota dedicata).

GC Compartimenti Bandiera vista dal lato corridoio. Foto tratta dal catalogo Eurorailmodels © 2008

GC Compartimenti Bandiera vista dal lato corridoio. Foto tratta dal catalogo Eurorailmodels © 2008

I convogli composti con queste carrozze, e trainati da una Tartaruga grigio perla-blu orientale sono sicuramente, assieme al VSOE, i treni più eleganti visti viaggiare sui binari italiani. Non a caso, le confezioni delle carrozze GC TEE realizzate un pio di anni fa dai Pirati sono andate a ruba e sono da tempo esaurite presso il produttore, nonostante la scelta non felicissima di realizzare la versione a logo inclinato, inadatta al Trans Europe Express (abbiamo già argomentato la critica altrove): evidentemente moltissimi N-isti  hanno preferito chiudere un occhio piuttosto che lasciare plastico e vetrina privi delle belle carrozze giallo-rosse (lo abbiamo fatto anche noi!). Se ne possono ancora trovare alcune su qualche negozio ebay (es. fli2009 o lokschuppen o derPfiff).

Sulla scia del successo, i Pirati hanno prodotto carrozze di minor appeal fatte con lo stesso stampo (Le GC ECI e XMPR), ed anche alcune che hanno richiesto modifiche dello stampo (GC ristorante XMPR). Hanno poi preferito seguire il detto “Dulcis in fundo”  invece che quello evangelico “Ognuno serve prima il vino migliore”, ed hanno lasciato così “a venire” le GC Bandiera. Poco male, se poi queste ultime fossero arrivate. Invece (non certo per colpa della ciurma, ma a causa -pare- della scarsa affidabilità del fornitore cinese che effettua il “manifacturing“) le attessissime Bandiera stanno rivaleggiando con la E.626 di SAFER per stabilire il record dell’attesa più lunga: pare che per almeno un altro anno sarà difficile farle giungere sui binari, e faranno circa tre anni dall’annuncio…

Abbiamo però già avuto modo di riportare la buona notizia che che nel frattempo una nuova partita delle GC Bandiera che Fratix aveva realizzato una decina di anni fa, e che erano ormai introvabili, si é resa disponibile.

Oggi le guardiamo in dettaglio, cominciando dall’unpacking, ovvero dall’apertura delle confezioni che sempre ci fa risentire un po’ bambini a Natale.

Le carrozze vengono presentate nelle sicure ma un po’ ingombanti scatole di cartone imbottite di gommapiuma. L’etichetta mostra che si tratta delle carrozze di nuova distribuzione, esibendo la concessione esclusiva fatta a Susanna Warger (contattabile tramite il suo sito ottoperotto.it).

Scatole delle Fratix GC

Scatole delle Fratix GC

Sulla fiancata delle scatole, un’etichetta bianca copre la scritta “distribuita da ACME” che corrisponde a quanto avveniva nella prima edizione di questi modelli.

Scatole delle Fratix GC

Scatole delle Fratix GC

Giunge il momento topico, e l’apertura della scatola rivela la carrozza avvolta in in trasparente protettivo. In alto a destra spunta il sacchettino degli aggiuntivi.

Scatola appena aperta...

Scatola appena aperta…

Quest’ultimo contiene i corrimano da applicare a fianco delle porte.

Aggiuntivi delle Fratix GC

Aggiuntivi Fratix GC

Prendiamola fuori, liberiamola dalla protezione, ed eccola pronta e entrare in servizio dietro ad una Tartaruga!

La GC Fratix in vetrina dietro la Tartaruga

La GC Fratix in vetrina dietro la Tartaruga

Vi sono due modelli: le carrozze a compartimenti e quelle a salone.

Li esaminiamo, mettendoli a confronto con le analoghe carrozze prodotte da altri: le Pirata (per ora non disponibili in livrea GC, quindi le vedremo in livrea TEE) e le EurorailModels.

Queste ultime sono poco note, e pressoché introvabili: si tratta della produzione della prima ditta di Alberto Casiraghi e Lidia Santi che si occupava di scala N. Erano gli anni attorno al 2008, ed EurorailModels presentava un ricchissimo catalogo di modelli italiani realizzati in resina. Ovviamente si tratta di una tecnica produttiva con i suoi limiti, più da hobbista che da produttore industriale come Lidia amava definirsi. Le carrozze GC Bandiera figuravano nel listino dell’aprile 2008 in 8 versioni: tre a compartimenti, distinte dai loghi FS a televisore, FS inclinato e Trenitalia, una salone (chiamata “pullman” sul catalogo) con logo Trenitalia, e quattro versioni della ristorante. In realtà le salone furono prodotte anche con altri loghi. Il prezzo a catalogo era di 32,50 €. Probabilmente venivano vendute anche prive di carrelli, lasciando al modellista di completarle: così le abbiamo reperite noi. Sono dotate di arredamento interno.

Iniziamo il confronto dalle Salone. Le Pirate e le Fratix sono, come ci si aspetta, dettagliatissime e molto belle.

Confronto tra le GC Salone lato 1: Pirata, Fratix, EurorailModels

Confronto tra le GC Salone lato 1: Pirata, Fratix, EurorailModels

Entrambe hanno i carrelli con smorzatori, che sulle Pirata sono inclusi come aggiuntivi.

Carrello GC Pirata: is vedono sulla destra i due forellino che servono per inserire lo smorzatore, che é incluso come aggiuntivo

Carrello GC Pirata: is vedono sulla destra i due forellini che servono per inserire lo smorzatore, che é incluso come aggiuntivo

Con le Pirata è così possibile riprodurre le carrozze in livrea TEE che circolavano con il nuovo logo ma senza smorzatori, potenzialmente dal 1982, anno di introduzione del logo inclinato, ammesso che in epoca TEE, cioè fino al 2 giugno 1984 (e per il solo Mediolanum, visto che il  TEE Lemano e il Ligure erano cessati due anni prima) abbiano veramente circolato con il nuovo logo: foto del febbraio ’84 mostrano il Mediolanum ancora con il vecchio logo a televisore.   L’altro periodo possibile è dal 1985 al 1989 (con nuovo logo, e con smorzatori, ma non più TEE anche se la livrea era mantenuta).

Cartello di percorrenza "Mediolanum"

Cartello di percorrenza “Mediolanum” sul modello Pirata

Le Fratix, logo a Televisore, hanno gli smorzatori, in linea di principio poco conciliabili con il logo a televisore, visto che sono stati introdotti nel 1985 quando ormai il logo ufficiale era quello inclinato. E’ vero però che l’introduzione del nuovo logo fu tutt’altro che istantanea, ed alcune carrozze mantennero a lungo il vecchio, per cui un periodo (in qualche caso probabilmente anche lungo) di convivenza tra logo a TV e smorzatore c’è sicuramente stato.

Il carrello delle GC Fratix: lo smorzatore si vede guardandolo in modo ravvicinato e con attenzione

Il carrello delle GC Fratix: lo smorzatore si vede guardando il carrello da molto vicino e con attenzione

Va detto che é un particolare davvero trascurabile, anche perché per vedere gli smorzatori bisogna guardare i carrelli da molto vicino e con buona luce.

Confronto tra le GC Salone - lato 2: Pirata, Fratix, EurorailModels

Confronto tra le GC Salone – lato 2: Pirata, Fratix, EurorailModels

Le Eurorail Models, almeno quelle giunte nelle nostre mani, sono tutto sommato dignitose, pur scontando i limiti della tecnologia costruttiva. Certo, i piccoli finestrini  del lavabo sono bruttini, e si vede come alcune imperfezioni della clonazione in resina non siano state stuccate prima di verniciare la carrozza, cosa che avrebbe permesso di ottenere risultati migliori.

Osserviamo come le Pirata siano in plastica (come in genere avviene per la produzione industriale), mentre le Fratix sono interamente in metallo, e danno una impressione di maggiore robustezza. La differenza di prezzo dà conto della differente quantità di mano d’opera necessaria per la realizzazione: le Pirata costavano, a listino, 55 € ciascuna, mentre le Fratix sono a 85 €. Peraltro Pirata vende carrozze a prezzi paragonabili alle Fratix, quando la tecnica realizzativa é analoga: ad esempio il bagagliaio GC  costruito a mano in metallo costa 89 €.

Il Bagagliaio GC Bandiera di Pirata - Foto dal profilo facebook dei Pirati

Il Bagagliaio GC Bandiera di Pirata – Foto dal profilo facebook dei Pirati

Del resto alcuni aspetti delle Fratix sono quali maniacali: all’interno delle carrozze a compartimenti vi sono le cappelliere realizzate in fotoincisione…

Interni della GC compartimentio Fratix

Interni della GC compartimenti Fratix

I sedili sono verniciati in azzurro, con il poggiatesta bianco.

Interni della GC compartimentio Fratix

Interni della GC compartimenti Fratix

Interni della GC compartimentio Fratix

Interni della GC compartimenti Fratix

Attraverso i finestrini sono visibili le paratie in cristallo dei compartimenti, con la porta e il maniglione della stessa. Alcuni dettagli dei condizionatori sono riprodotti in fotoincisione.

Dettaglio della compartimenti Fratix

Dettaglio della compartimenti Fratix

Anche nelle compartimenti di Pirata, traguardando dai finestrini, si vedono le porte di cristallo.

Guardando attraverso i finestrini delle GC TEE Pirata

Guardando attraverso i finestrini delle GC TEE Pirata

Ma vediamo le compartimenti nel loro insieme

Confronto tra le GC Compartimenti lato 1: Pirata, Fratix, EurorailModels

Confronto tra le GC Compartimenti lato 1: Pirata, Fratix, EurorailModels

Ovviamente bellissime le Pirata e Fratix. In questo caso il confronto lato corridoio é critico per le EurorailModels: la posizione dei finestrini piccoli (quelli alle estremità delle carrozze) é sbagliata, e i finestrini “grandi” sono di dimensione ridotta. Il confronto sul lato ritirata é assolutamente impietoso, con le EurorailModels palesemente sbagliate.

Confronto tra le GC Compartimenti lato 1: Pirata, Fratix, EurorailModels

Confronto tra le GC Compartimenti lato 1: Pirata, Fratix, EurorailModels

Per quanto riguarda la circolazione delle vetture, il fatto di consentirne un aggancio molto ravvicinato, a vantaggio del realismo in rettilineo, impone dei vincoli importanti in curva. L’angolo minimo che le vetture possono formare tra loro mostrato nell’immagine seguente, ed é determinato dal fatto che , tenendole agganciate ed inclinandole, ad un certo punto i respingenti interni alla curva giungono a toccarsi. Se questo avviene, le carrozze possono deragliare.

Angolo di curvatura massimo per le GC Pirata e Fratix

Angolo di curvatura massimo per le GC Pirata e Fratix

Come si vede dalla foto, l’angolo critico é pressoché identico per le Pirata (imperiale chiaro) e per le Fratix (imperiale ardesia). Determinare il centro del cerchio sul quale si trovano i carrelli a questo punto é una semplice costruzione geometrica eseguibile con riga e squadra: il risultato é che il raggio ha una misura compresa tra 22 e i 23 cm. Questo corrisponde a quello che noi chiamiamo R2U, e che é pari al raggio R2 di Fleischmann, Roco, Lima, Piko. Dunque questo é il raggio limite di circolazione per le vetture.

Resta da dire dell’utilizzo possibile delle carrozze: di questo però abbiamo già detto nel recente articolo sulla livrea Bandiera, nel quale abbiamo anche menzionato come esse possano esser associate a ristoranti ex-CIWL. Ci limitiamo qui a ricordare quindi che anche una sola carrozza Bandiera può essere messa in composizioni eterogenee varia, con carrozze Eurofima arancioni, UIC-Z1 e UIC-X grigio ardesia e rosso fegato, ma anche con le stesse GC in livrea TEE nei TEE nazionali post 1982.

Carrozze GC Bandiera in composizione con Eurofima e Z1 nel 1997, Dettaglio da una foto © Stefano Paolini da photorail.com

Carrozze GC Bandiera in composizione con Eurofima e Z1 nel 1997, Dettaglio da una foto © Stefano Paolini da photorail.com

Possono convivere, fino al 2003, anche con carrozze XMPR, ma allora occorre chiudere un occhio sul logo.

Carrozze abndiera in composizione con vetture bigrigio e XMPR nel 2001 in provincia di Foggia. Dettaglio da una foto © Stefano Paolini da photorail.com

Carrozze bandiera in composizione con vetture bigrigio e XMPR nel 2001 in provincia di Foggia. Dettaglio da una foto © Stefano Paolini da photorail.com

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Pubblicato il 7 novembre 2015, ultima modifica 19 dicembre 2015

Bellezza ed eleganza sono sicuramente categorie soggettive, quindi sappiamo di esprimere un giudizio arbitrario, anche se convinto, nel dire che una delle più belle livree viste correre sui binari italiani é quella denominata “Bandiera”, che venne adottata nei primi anni ’70 per i cosiddetti “TEE interni”.

E444.002 in testa a un Treno Bandiera a Roma nel 1983 - foto © LotharBehlau da www.drehscheibe-online.de

E444.002 in testa a un Treno Bandiera a Roma nel 1983 – foto © LotharBehlau da http://www.drehscheibe-online.de

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Un “Treno Bandiera” 1983 a Faenza – Foto © Garelli da photorail.com

La rete del Trans Europe Express, nata nel 1957, si era inizialmente basata su automotrici diesel per evitare i problemi (e le relative perdite di tempo) legate alle diverse alimentazioni ferroviarie. Aveva, con qualche eccezione, adottato la bella livrea giallo-rossa della quale abbiamo già parlato, ed in Italia aveva visto l’impiego delle italiane ALn 442-448, delle francesi RGP1-X 2770, delle tedesche Br 601 – VT11.5 ed anche dell’elettrotreno svizzero policorrente RAe1050. Il grande successo di questi eleganti ed efficienti mezzi di trasporto ne aveva fatto crescere la popolarità negli anni ’60 fino al punto da richiedere rotabili di capacità maggiore, e maggiormente modulabile. La risposta delle FS a questa esigenza fu l’affidamento alla FIAT della progettazione delle carrozze Gran Confort (GC), e nel contempo la decisione di estendere il servizio TEE anche treni che non uscivano dai confini nazionali, che erano appunto i TEE interni. Mentre le GC per i TEE internazionali riprendevano la livrea giallo-rossa vestita in precedenza dalle automotrici, per le carrozze in servizio interno si scelse un’inedita  livrea composta da grigio ardesia nella parte inferiore della fiancata e sull’imperiale, avorio antico nella parte superiore della fiancata ed una fascia rossa sopra e sotto i finestrini. Il logo fu inizialmente quello a televisore, poi sostituito da quello inclinato, per finire con quello Trenitalia: tutti i loghi in questione possono essere visti nelle foto che documentano questo post.

Carrozza Gran Comfort Ristorante in livrea Bandiera nel 1981 a Napoli - Foto © Fondazione FS da Facebook

Carrozza Gran Comfort Ristorante in livrea Bandiera nel 1981 a Napoli – Foto © Fondazione FS da Facebook

La livrea fu vestita da cinque tipologie di carrozze, quattro fin dall’origine e una aggiunta in epoca IC:

  • Carrozza GC a scompartimenti: due versioni: Tipo 1970 con tetto liscio, tipo 1985 con tetto cannellato (vedi più sotto)
Carrozza GC a scompartimenti, Milano 1994 - Foto © Raffaele Bonaca

Carrozza GC a scompartimenti, lato corridoio Milano 1994 – Foto © Raffaele Bonaca

 GC Compartimenti vista dal lato ritirata. Dattaglio da uno foto © Alberto Perego di un transito del TEE Adriatico a Giulianova nel 1978, da IlPortaleDeiTreni

GC Compartimenti vista dal lato ritirata. Dattaglio da uno foto © Alberto Perego di un transito del TEE Adriatico a Giulianova nel 1978, da IlPortaleDeiTreni

  • Carrozza GC salone:  tre versioni: Tipo 1970 con tetto liscio, tipo 1985 con tetto cannellato, Tipo 1970 AH
GC Salone - Foto © Centro Storico Fiat

GC Salone, lato ritirata – Foto © Centro Storico Fiat

 GC Salone vista dal lato opposto alla ritirata. Dattaglio da uno foto © Alberto Perego di un transito del TEE Adriatico a Giulianova nel 1978, da IlPortaleDeiTreni

GC Salone vista dal lato opposto alla ritirata. Dattaglio da uno foto © Alberto Perego di un transito del TEE Adriatico a Giulianova nel 1978, da IlPortaleDeiTreni

Due delle salone furono predisposte per accogliere passeggeri con handicap, e classificate AH. Sono riconoscibili per l’aspetto asimmetrico lato ritirata: sulla parte destra è assente il piccolo finestrino del lavatoio. Per maggiori dettagli si veda il post sulle Gran Comfort.

  • Carrozza ristorante:  tre versioni: Tipo 1970 con tetto liscio, Tipo 1983-87 con tetto cannellato, ex Pizza Express
GC Ristorante Tipo 1979 nel 1997, lato corridoio. Foto © BalazsCsuzi da railfaneurope.net

GC Ristorante Tipo 1970 nel 1997, lato corridoio. Foto © BalazsCsuzi da railfaneurope.net

GC Ristorante Tipo 1979 nel 19977, lato cucina Foto © Accomando da railfaneurope.net

GC Ristorante Tipo 1970 nel 19977, lato cucina Foto © Accomando da railfaneurope.net

GC Ristorante in livrea Bandiera - Foto Werner Hardmeier da www.drehscheibe-online.de

GC Ristorante in livrea Bandiera Tipo 1983-87 (tetto cannellato) lato cucina – Foto Werner Hardmeier da http://www.drehscheibe-online.de

Curiosamente la Fondazione FS ha deciso di preservare una carrozza particolare: la “Pizza Express” (61 83 88-90-999-5 WR). Si tratta di un esemplare unico, una carrozza GC TEE furgone generatore ristrutturata nel 1995 (ex  95-90 903 Dz). Nel suo breve esercizio non ebbe mai la livrea Bandiera, che le fu attribuita quando se ne decise la preservazione.

Carrozza Ristorante - Foto © Andrea DeBerti, Milano 2013

Carrozza ex Pizza Express – Foto © Andrea DeBerti, Milano 2013

61 83 68-90-999 5 - ex PizzaExpress, immagine da un filmato youtube

61 83 68-90-999 5 – ex PizzaExpress, immagine da un filmato youtube

  • Bagagliai di tre diverse serie: D Tipo GC 1975, Dz Tipo 1970 UIC-X (95-80 238-244), D Tipo 1982 UIC-X (95-98 100-106)
Bagagliaio GC - Trieste Campo Marzio 2010 -FOto © Andrea De Berti

Bagagliaio GC – Trieste Campo Marzio 2010 -Foto © Andrea De Berti

L'altro lato del bagagliaio GC - Firenze 2006 -Foto © Ernesto Imperato da Trenomania

L’altro lato del bagagliaio GC – Firenze 2006 -Foto © Ernesto Imperato da Trenomania

Bagagliaio GC di profilo - Firenze Castello 2006 -Foto © Ernesto Imperato da Trenomania

Bagagliaio GC di profilo – Firenze Castello 2006 -Foto © Ernesto Imperato da Trenomania

Bagagliaio UIC-X Tipo 1982 GC - Foto da forum-duegieditrice

Bagagliaio UIC-X Tipo 1982 GC – Foto da forum-duegieditrice

Dz Tipo 1970X-518395-80244-1 - Foto © Gigi Voltan

Dz Tipo 1970X-518395-80244-1 – Foto © Gigi Voltan

Dz Tipo 1970X a Lindau al traino di una Re 4/4 - forse l'unica carrozza in livrea Bandiera fuori dai confini italiani! - Foto padbergj da www.drehscheibe-online.de

Dz Tipo 1970X a Lindau al traino di una Re 4/4 – Foto padbergj da http://www.drehscheibe-online.de

  • Carrozza UIC-Z1 di seconda classe, che come detto vennero aggiunte in una seconda fase, quando si passò dai TEE nazionali e i rapidi di sola prima classe agli Intercity con prima e seconda, e per le quali la livrea fu leggermente modificata tramutando in blu le righe rosse, così da distinguere a colpo d’occhio la sezione di prima da quella di seconda.
UIC Z1 in livrea Bandiera di seconda classe. Foto da http://www.drehscheibe-online.de/

UIC Z1 in livrea Bandiera di seconda classe. Foto da http://www.drehscheibe-online.de

I TEE a servizio interno avevano dunque in composizione le sole carrozze con riga rossa. Entrati in servizio nel 1972, erano l’Adriatico, il Cycnus e il Vesuvio. Nel 1974 si aggiunsero TEE Ambrosiano e l’Aurora (poi trasformato in rapido dopo meno di un anno di esercizio). Sul sito Ferroamatori di Imola c’è indicazione della composizione del TEE Bandiera “Adriatico”,

A partire dal 1975, grazie alla disponibilità delle nuove carrozze che erano ancora in consegna, le carrozze GC in livrea Bandiera iniziarono ad essere usate per la sezione di prima classe al posto delle più modeste carrozze UIC-X anche in treni non TEE: fu questo il caso ad esempio di alcuni rapidi Napoli-Torino, Roma-Torino e Milano-Sestri Levante.

Nel 1982 iniziò la fine dei servizi TEE, sostituiti dagli InterCity che avevano in composizione anche carrozze di seconda classe: vennero dismessi i TEE Lemano e Ligure. Le carrozze giallo-rosse del TEE vennero allora impiegate sull’Adriatico e in alcuni rapidi, in composizione con alcune Bandiera

R 906 ad Arquà nel 1982 - composizione comprendente GC TEE e CD Bandiera - Foto © Paulatti

R 906 ad Arquà nel 1982 – composizione comprendente GC TEE e CD Bandiera – Foto © Paulatti

Si noti come le GC TEE abbisognavano della carrozza generatore: erano pensate per il traffico internazionale e non utilizzavano direttamente il REC della motrice. Si dovette procedere all’adeguamento, rendendole omogeee alle Bandiera (che invece, progettate per il traffico nazionale, non potevano viaggiare all’estero).  Nel 1984 anche il Mediolanum cessò il servizio TEE. Anche le sue carrozze vennero impiegate nei treni nazionali, e con il 1990 tutte le GC TEE vennero anche esteticamente omologate alle Bandiera, modificandone la livrea.

Sebbene le carrozze fossero progettate per i 200 Km/h, fino al 1985 furono limitate ai 180. Con l’orario estivo del 1985 fu istituita la coppia di rapidi Roma-Firenze 918/919 composta da 5 Gran Confort, un bagagliaio ed un locomotore E.444. Le carrozze avevano ricevuto smorzatori dei moti di serpeggio, e grazie a questi il convoglio poteva raggiungere i 200Km/h. Visto il successo dell’esperimento, gli smorzatori furono applicati a tutte le carrozze GC.

Simultaneamente giunsero le carrozze relative ai nuovo ordini (Tipo 1985), che differiscono dalle precedenti per il tetto cannellato.

GC 1985 nel 2002 - Si nota il tetto cannellato ed il logo Trenitalia - Foto © D. Pialorsi da trenomania

GC compartimenti Tipo 1985 nel 2002, vista lato ritirate – Si nota il tetto cannellato ed il logo Trenitalia – Foto © D. Pialorsi da trenomania

GC compartimenti Tipo 1985 vista lato corridoio a Firenze nel 1993 -Foto © Durvaux Christophe

GC compartimenti Tipo 1985 vista lato corridoio a Firenze nel 1993 -Foto © Durvaux Christophe

Carrozze così prestigiose non venivano trainate solo dalle Tartarughe, macchine per eccellenza dedicate a questi servizio, ma anche da umili Diesel, come avveniva al TEE Adriatico nella tratta Bari-Lecce non ancora elettrificata.

IC Adriatico a trazione Diesel nel 1991 a Lecce - Foto Roberto Bonetti da photorail.com

IC Adriatico a trazione Diesel nel 1991 a Lecce – Foto Roberto Bonetti da photorail.com

In casi non troppo rari il ruolo di carrozza ristorante era affidato a delle vecchie carrozze CIWL Tipo 1925R acquisite dalle FS nel 1971 e dotate di carrelli Minden M4P in luogo dei PP originari. Alcune di queste vennero autorizzate alla velocità  di 180 km/h e dal 1972 ebbero gli intercomunicanti a soffietto sostituiti con quelli tubolari. Tali carrozze erano caratterizzate dalla presenza di un filetto rosso (analogamente a quanto era avvenuto per le UIC-X “veloci”).

Ristorante CIWL con le Bandiera - Foto Werner Hardmeier da www.drehscheibe-online.de

Ristorante CIWL con le Bandiera – Foto Werner Hardmeier da http://www.drehscheibe-online.de

Un altro scatto con una ristorante CIWL con le Bandiera - Foto Werner Hardmeier da www.drehscheibe-online.de

Un altro scatto con una ristorante CIWL con le Bandiera – Foto Werner Hardmeier da http://www.drehscheibe-online.de

La nuova ordinazione di carrozze GC era mirata alla flotta IC, che aveva bisogno anche di carrozze di seconda classe: per rendere queste ultime esteticamente omogenee alle Bandiera, alcune UIC-Z1 vennero quindi dipinte in livrea Bandiera, sostituendo come detto le righe rosse con uguali righe blu.

Una GC compartimenti e una Z1 a Reggio Calabria nel 1995, foto Stefano Paolini da photorail.com

Una GC compartimenti e una Z1 a Reggio Calabria nel 1995, foto Stefano Paolini da photorail.com

IC Vesuvio interamente il livrea Bandiera nl 1992. Foto G.Sparacio da IlPortaleDeiTreni

IC Vesuvio interamente il livrea Bandiera nl 1992. Foto G.Sparacio da IlPortaleDeiTreni

Nel seguente video l’Intercity Roma Termini – Cosenza nel 1993, tutto in livrea Bandiera.

Il periodo dei convogli cromaticamente omogenei durò tutto sommato poco, e con gli IC, al di là delle buone intenzioni iniziali, si andò presto verso composizioni aventi livree fortemente eterogenee, nelle quali le carrozze in livrea Bandiera venivano mescolate con delle UIC-X dapprima in grigio ardesia e poi anche in rosso fegato e con le UIC-Z in livrea arancio e bigrigio.

Una GC Bandiera salone in una composizione etroegenea - Foto Werner Hardmeier da www.drehscheibe-online.de

Una GC Bandiera salone in una composizione eteregenea – Foto Werner Hardmeier da http://www.drehscheibe-online.de

Una bigrigio fa capolino tra carrozze in livrea Bandiera al traini di una E402A nel 1999 - Foto © Stefano Paolini da photorail.com

Una bigrigio fa capolino tra carrozze in livrea Bandiera al traini di una E402A nel 1999 – Foto © Stefano Paolini da photorail.com

Carrozze in livrea Bandiera in composizione eterogenea in Val di Fleres nel 1999 al traino di una E.652 - Foto © Marco Cantini da photorail.co m

Carrozze in livrea Bandiera in composizione eterogenea in Val di Fleres nel 1999 al traino di una E.652 – Foto © Marco Cantini da photorail.co m

Tra il 1991 e il 1992 quattro GC salone noleggiate vennero usate per un periodo, in composizione con la carrozza “Girotondo” (ex vagone Gril Express francese) per treni speciali della società Italy Express che effettuava viaggi giornalieri in partenza da Torino e Milano verso le principali località turistiche del nord Italia.

Foto © A.Riccardi da Tutto Treno n.39

Foto © A.Riccardi da Tutto Treno n.39

Viaggio Cuneo-Omegna - Foto © C.Dutto da I Treni n. 121

Viaggio Cuneo-Omegna – Foto © C.Dutto da I Treni n. 121

La livrea Bandiera all’estero si é vista pochissimo: le GC Bandiera infatti non erano abilitate al traffico internazionale, a differenza delle sorelle TEE. Tuttavia abbiamo visto sopra come almeno un bagagliaio Bandiera sia stato fotografato al confine tra Svizzera e Germania. Anche le carrozze ristorante erano abilitate al traffico internazionale, e la prossima immagine ne mostra una in Svizzera in composizione all’IC “Canaletto”.

IC Canaletto a Melide nel 1995, foto © Johannes Padberg da www.drehscheibe-online.de

IC Canaletto a Melide nel 1995, foto © Johannes Padberg da http://www.drehscheibe-online.de

Le UIC-Z erano abilitate al servizio all’estero, così non é difficile trovarle in composizioni fuori dall’Italia.

IC 453 Basel-Milano a Melide nel 1995, foto © Johannes Padberg da www.drehscheibe-online.de

IC 453 Basel-Milano a Melide nel 1995, foto © Johannes Padberg da http://www.drehscheibe-online.de

La bella livrea Bandiera sopravvisse per un po’ all’avvento del XMPR: l’unico impatto fu la modifica del logo. Nel 2003 fu intrapresa una ristrutturazione degli interni, che si accompagnò all’adozione della livrea ECI (EuroCity Italia). La successiva storia delle carrozze esula da quella della livrea, e la tratteremo altrove.

Nel 2006, la triste livrea EuroCity Italia (ECI) applicata alla GC 61 83 19 90 350-5 - Foto © Ernesto Imperato da trenomania

Nel 2006, la triste livrea EuroCity Italia (ECI) applicata alla GC 61 83 19 90 350-5 – Foto © Ernesto Imperato da trenomania

Veniamo a i giorni nostri. Abbiamo già visto come nell’ambito del recupero vetture storiche sia stata recuperata la “Pizza Express”, dandole la livrea GC. Nella foto seguente possiamo veder riemergere la livrea Bandiera da una carrozza a compartimenti da sotto la pellicola XMPR. Una volta restaurata, la carrozza entrerà nel parco storico, ma verrà verniciata con la livrea TEE.

Recupero di una GC a compartimenti. Fofo © da milanosmistamento.com

Recupero di una GC a compartimenti. Fofo © da milanosmistamento.com

In scala N

Le carrozze Bandiera sono state assai desiderate dagli N-isti, che infatti hanno per un pò provato ad arrangiarsi come potevano, come nel seguente esempio che mostra una “ripittura” di carrozze Arnold per avere qualcosa da far correre sul plastico che somigliasse ad un TEE Nazionale.

Elaborazione di carrozze Arnold per avere delle simil-Bandiera - Collezione Angioy.

Elaborazione di carrozze Arnold per avere delle simil-Bandiera – Collezione Angioy.

C’erano anni in cui questa era considerata un prelibatezza, ma ora il gusto si é affinato, e si cerca qualcosa di più realistico. Vari N-isti si diedero da fare autocostruendosi le carrozze con varie tecniche. Per esempio, Christian Corradi si basò su carta fotografica per pellicolare carrozze commerciali (Fleischmann, Rivarossi, Roco). Il suo lavoro é descritto sul vecchio forum scalan.org.

Un treno Bandiera realizzato da Christian Corradi

Un IC Bandiera realizzato da Christian Corradi

Gigi Voltan si era autocostruito una salone su base Roco (ne parla sul forum ASN)

GC Salone - autocostruzione di Gigi Voltan

GC Salone – autocostruzione di Gigi Voltan

Pietro Sanguini le realizzò in resina (sono descritte in Il Brennero in Danimarca).

Due Bandiera autocostruite da Pietro Sanguini

Due Bandiera autocostruite da Pietro Sanguini

Blaine Bachmann (decalenne) mise a disposizione degli hobbysti decals che permettevano di decorare un Bagagliaio UIC-X Tipo 1970 da realizzarsi con tecnica kitbash (taglia e cuci di modelli commerciali).

Bagagliaio UIC-X Tipo 1970 di Blaine Bachmann

Bagagliaio UIC-X Tipo 1970 di Blaine Bachmann

Per avere delle GC Bandiera commerciali si dovette attendere il 2005, quando apparvero a Novegro le GC di Fratix-ACME, sia in versione compartimenti che salone. Si trattava di carrozze in metallo, assai dettagliate. Erano disponibili in livrea XMPR e Bandiera. Di queste carrozze parliamo in dettaglio in un articolo ad hoc.

GC a compartimenti a Novegro 2005. Foto © Giorgio Donzello da rotaie.it

GC Fratix a compartimenti a Novegro 2005, ancora senza scritte. Foto © Giorgio Donzello da rotaie.it

Le Gran Comfort Bandiera Fratix. In alto quella a salone, in basso quella a compartimenti. Foto Fratix da facebook

Le Gran Comfort Bandiera Fratix. In alto quella a salone, in basso quella a compartimenti. Foto Fratix da facebook

Poco dopo (2008) apparvero le carrozze realizzate da Eurorail Models. Si trattava di modelli in resina, con una certa tendenza ad incurvarsi, come tutta la produzione dell’azienda che di lì a poco cambiò marchio sociale e tipo di produzione. I modelli (GC a salone e a compartimenti) erano disponibili con i tre loghi: a televisore, inclinato e Trenitalia.

Le GC salone di EurorailModels. Dall'alto: logo a televisore, logo inclinato, logo Trenitalia

Le GC Bandiera salone di EurorailModels. Dall’alto: logo a televisore, logo inclinato, logo Trenitalia

Le GC Bandiera a Compartimenti di EurorailModels. Dall'alto: logo a televisore, logo inclinato, logo Trenitalia

Le GC Bandiera a Compartimenti di EurorailModels. Dall’alto: logo a televisore, logo inclinato, logo Trenitalia

Nel 2012 erano apparse immagini di una versione di GC che SAFER intendeva produrre – se i tempi sono quelli della loro E.626, chissà quando se ne la commercializzazione…

Il prototipo della GC Bandiera di SAFER privo del tetto. Immagine da www.amiciferroviact.it

Il prototipo della GC Bandiera di SAFER privo del tetto. Immagine da http://www.amiciferroviact.it

Recentemente sono apparse su ebay le carrozze di Original Trains. Potevano apparire un interessante complemento ma le prime edizioni erano completamente sbagliate: al posto della UIC-Z c’era una UIC-X, le ristorante avevano la fiancata delle Tipo 1983-87 ma l’imperiale liscio, il bagagliaio aveva la struttura di un bagagliaio tedesco…

Le Bandiera di OriginalTrains

Le Bandiera di OriginalTrains

Quest’anno si trovano, sempre su ebay, delle versioni migliorate, e quegli errori sono stati corretti. Per la verità non si capisce bene dalle immagini disponibili se il tetto della UIC-Z sia cannellato (sembrerebbe liscio).

GC Bandiera Origina Trains edizione 2015.

GC Bandiera Origina Trains edizione 2015.

La carrozza GC ristorante di Original Trains - foto da ebay

La carrozza GC ristorante di Original Trains – foto da ebay

Per quanto siano stati fatti progressi significativi, la realizzazione continua ad essere basata su fiancate in carta stampata plastificata ed incollata sul telaio. E’ una tecnica che può essere soddisfacente per l’autocostruzione, ma per modelli del costo di oltre 50 Euro a pezzo non ci pare adeguata, anche perché i  modelli OT che ci é capitato di toccare con mano non ci hanno convinto (de gustibus).

La grande notizia é stata che a gennaio 2014 sono state annunciate le Bandiera prodotte da Pirata, comprendenti Salone, Compartimenti, Ristorante e Bagagliaio.

La GC Salone Bandiera di Pirata Tipo 1979 in versione prototipo senza scritte - Foto dal profilo facebook dei Pirati

La GC Salone Bandiera di Pirata Tipo 1970 in versione prototipo senza scritte – Foto dal profilo facebook dei Pirati

La Ristorante Tipo 1979 Bandiera di Pirata in versione prototipo senza scritte - Foto dal profilo facebook dei Pirati

La Ristorante Tipo 1970 Bandiera di Pirata in versione prototipo senza scritte – Foto dal profilo facebook dei Pirati

Visto il successo delle sorelline TEE, é immediatamente nato un clima grande di attesa per questi modelli. Nel febbraio 2014 sono state raccolte le prenotazioni: poi però si sa come é andata. Di annuncio in annuncio sono state date per certe ad ogni fiera, ma lavorare con i cinesi non é facile: ne sa qualcosa anche TriNacria che aveva in programma delle Corbellini made in Cina, mai arrivate… Ad oggi le voci che girano sono che ci vorrà ancora un annetto se tutto va bene: se sarà così, faranno quasi tre anni da annuncio e prenotazioni… L’unica giunta a destinazione per ora é la Bagagliaio, che é un modello “made in Italy” realizzato in metallo, mentre le altre tre carrozze sono una produzione industriale disegnata dai Pirati ma stampata in Cina: si tratta essenzialmente di un rilascio in nuova livrea di modelli già realizzati (le GC TEE, arrivate anche in altre livree: XMPR, ECI).

Il Bagagliaio GC Bandiera di Pirata - Foto dal profilo facebook dei Pirati

Il Bagagliaio GC Bandiera di Pirata – Foto dal profilo facebook dei Pirati

L'altro lato del Bagagliaio GC Bandiera di Pirata, foto © Susanna Warger

L’altro lato del Bagagliaio GC Bandiera di Pirata, foto © Susanna Warger

Un diverso bagagliaio (UIC-X Tipo 1970 Dz) é ottenibile in kit dall’Ennegozio di ASN: si tratta del lavoro di taglia e cuci di Maurizio Chivella, completo delle paretine realizzate in taglio laser da montare su una base Rivarossi. Il kit contiene anche le decals appropriate.

La Dz di Maurizio Chivella su base Rivarossi

La Dz di Maurizio Chivella su base Rivarossi

L'altro lato della Dz UIC-X in livrea Bandiera di Maurizio Chivella

L’altro lato della Dz UIC-X in livrea Bandiera di Maurizio Chivella

Una ristorante in livrea Bandiera è stata prodotta da Euromodell FP

Ristorante GC di Euromodell FP - foto © di Ale-scala-N da flickr

Ristorante GC di Euromodell FP – foto © di Ale-scala-N da flickr

Le UIC-Z in livrea bandiera furono prodotte da Arnold Rapido nel 1996, e sono assai difficili da trovare. Si tratta va di due modelli, (3801 e 3802) che differivano per il numero di serie: 61 83 21-90 213-1 e 61 83 21-90 386-5.

Arnold Rapido 3802

Arnold Rapido 3802

Arnold Rapido 3801

Arnold Rapido 3801

In sostanza, in linea di principio riprodurre un convoglio Bandiera in scala N é possibile, anche senza attendere futuri arrivi, e con qualche distinguo. Come abbiamo visto, le componenti di buona qualità effettivamente prodotte si limitano alle Fratix Salone e Compartimenti, la Pirata Bagagliaio e le Arnold UIC-Z. Il bel bagagliaio di Chivella richiede l’autocostruzione, le altre carrozze di Pirata chissà quando arriveranno… Il problema é che sia le Arnold che le Fratix sono difficilissime da trovare (delle difficoltà di procurarsi le Fratix si parlava in una thread sul forum ASN).

La buona notizia é che le Fratix sono da pochissimo (Novegro 2015) tornate disponibili in una riedizione a numero limitato delle ricercatissime carrozze del 2005! Possono essere acquistate contattando Susanna Warger che ne ha l’esclusiva (sito ottoperotto, o negozio ebay fli2009).

BandieraFli2009

Presto dedicheremo un post all’esame di queste carrozze.

Come abbiamo visto, non necessariamente va riprodotto un intero convoglio Bandiera: le carrozze possono essere usate in composizioni eterogenee, per le quali il traino può essere una Tartaruga prototipo (Lima), di serie (Rivarossi) o ribollita in livrea rosso-grigia (Euromodellismo, Tibidabo, Mehano), o un Caimano, o una Tigre (E.632/633/652) o una E.402A (tutte e tre queste disponibili per esempio da. Colli), o una D.445 (es. Pirata, però da riverniciare in livrea navetta). Naturalmente tutte le motrici devono avere livree pre-XMPR!

E volendo fare un convoglio Bandiera, con la ristorante come si fa? Ce lo insegna la realtà: usando una WR CIWL (Rivarossi o Arnold). Volendo essere precisi si può imitare Gigi Voltan (v. forum NParty): occorre sostituire i carrelli e gli intercomunicanti (prendendo quelli di una UIC-X Rivarossi: operazioni elementari che non richiedono particolare manualità e che si effettuano in cinque minuti). La cosa più delicata é coprire lo stemma CIWL, perché occorre azzeccare il colore giusto. Gigi suggerisce Blu Scuro FS Puravest, leggermente schiarito con un goccio di Celeste Pantone XMPR Puravest.

WR ex CIWL di Luigi Voltan

WR ex CIWL di Luigi Voltan

Gigi applica anche un filetto rosso (una decal) che volendo si può anche omettere, poiché some si vede dalla foto non é  particolarmente evidente, come pure avveniva al vero.


Articoli sulle livree FS e Trenitalia su questo blog

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Pubblicato il 3 ottobre 2015, ultima modifica 7 ottobre 2015

Anche quest’anno proviamo – senza esserci stati – a fare una rassegna del Novegro Hobby Model per quanto riguarda la N-ostra scala. Come sempre, chiedo aiuto, integrazioni e correzioni a chi invece era presente…

L’edizione ha una regina: la E.626. Finalmente anche per chi non possiede la maestria dell’arte del montaggio da lastrina (con il problema poi di motorizzare l’opera d’arte ottenuta) potrà fare girare sul plastico o mettere in vetrina una E.626 migliore di quella, amata ma antica, di Tibidabo. Se ne sono visti addirittura due modelli. Tutti attendevano di vedere dal vivo l’annunciatissima e attesisissima macchina di SAFER.: a sorpresa é invece arrivata quella di Colli!

Lo scorso anno Lorenzo aveva sorpreso con l’anteprima di quella che é poi divenuta la sua splendida E.633, quest’anno, senza che alcuno ne avesse sentore, é arrivato con il prototipo finito e funzionante (ma ancora senza scritte) della E.626.027, che sarà commercializzato nel giro di un mesetto. Si tratta di un modello interamente in metallo, con motore Mashima a cinque poli, bei pantografi Tipo 42, curatissimo e che ha avuto unanimi espressioni di ammirazione sui forum. Le ruote, anche se nascoste, hanno le razze. La meccanica é stata studiata in modo da evitare il serpeggio della locomotiva, per ridurre il quale Tibidabo, a suo tempo, aveva allungato il passo del carrello centrale, mentre qui il passo é corretto. Come tutta la produzione Colli, gira anche sul più stretto raggio di curvatura: R1.

 E.626 di Colli - Foto © Christian Cicognani dal forum ASN

E.626 di Colli – Foto © Christian Cicognani dal forum ASN

L'altra fiancata della E.626 Colli - Foto © Daniele Adorni

L’altra fiancata della E.626 Colli – Foto © Daniele Adorni

E.626 di Colli - Foto © Massimo Tironi dal forum NParty

E.626 di Colli – Foto © Massimo Tironi dal forum NParty

E.626 Colli -- Foto © Christian Corradi

E.626 Colli — Foto © Christian Corradi

Frontale della E.626 di Colli - Foto © Massimo Tironi dal forum NParty

Frontale della E.626 di Colli in curva – Foto © Massimo Tironi dal forum NParty

La cassa non verniciata evidenzia i dettagli del modello

Cassa non verniciata del E.626 di Colli - Foto © Graziano Cucchi

Cassa non verniciata del E.626 di Colli – Foto © Graziano Cucchi

Ricordiamo che la 027 é la macchina che, ufficialmente demolita, é stata in realtà rinumerata 059 ed é conservata presso il Museo Campo Marzio di Trieste. E’ probabile quindi che ne esca anche una versione in livrea grigio pietra con la numerazione cambiata in 059, e chissà che non venga in futuro prodotta anche in altre livree.

Lorenzo aveva in preview anche una riedizione delle Tipo Vicinale (più note come Piano Ribassato) alle quali sta lavorando: si tratta della versione revampizzata, con il “fungo” del condizionatore sull’imperiale, e della relativa semipilota npBDH (ricordiamo che le Piano Ribasssato hanno tre tipi di semipilota: la più recente npBDH, la npBD passante e la npBD “Gallinari”). La versione precedente delle Piano Ribassato di Lorenzo comprendeva la “passante”.

Le Tipo Vicinale Ristrutturate di Colli in lavorazione. Foto © Massimo Tironi

Le Tipo Vicinale Ristrutturate di Colli in lavorazione. Foto © Massimo Tironi

Frontale della Tipo Vicinale semipilota. Foto © Massimo Tironi

Frontale della nuova Tipo Vicinale semipilota di LoCo. Foto © Massimo Tironi

Ma torniamo alle E.626. L’altra, quella Safer, “ufficialmente” non c’era, nel senso che nessuno stand la presentava: neppure quello di Uteca che pure ne aveva mostrato una versione ancora non motorizzata a Novegro 2013. E’ però apparsa domenica: Alex La Torre ha fatto portare domenica la sua E.626.422 (dichiarata essere il primo modello consegnato ad un cliente) che ha circolato sul modulare ASN.I commenti sono positivi, le immagini testimoniano di un bel modello. La macchina ha mostrato una eccellente potenza di traino e un’ottima marcia alle varie velocità, come si può vedere in un video postato da Mario Malinverno.

Ricordiamo l’epopea di questa motrice: apparsa nel 2012 su amiciferroviact, é stata ampiamente ed entusiasticamente pubblicizzata a più riprese da Alex a partire dall’aprile 2013. Moltissimi l’avevano prenotata, ma la macchina é sempre rimasta un mistero che pareva dovesse concretizzarsi a brevissimo. Passata attraverso marchi diversi (SAFER, NNExt) ora pare appartenere al nuovo marchio Mondotreni (o Mondotreno). Molti sono in attesa di notizie dirette dal produttore, dopo la mail di SAFER dell’aprile 2013 che diceva “nel ringraziarla sentitamente per la prenotazione, le confermo che i suoi dati sono già inseriti in graduatoria di prelazione. (…) La invitiamo a visionare periodicamente il ns. sito www.safer.it per ulteriori info”.  Sul sito però non é mai apparso nulla… Due anni fa (Novegro 2013) la si era vista in una versione annunciata come “quasi finale”, poi più nulla, se non ogni tanto qualche “rumor” che continuava a darne la commercializzazione come imminente. Certo averla vista viaggiare sul modulare ASN è un bel passo avanti, e sembrerebbe che l’avventura sia finalmente arrivata in porto: si sa che almeno un altro cliente c’é stato – Giuseppe Petronio  ha recentemente postato un video del suo modello, e si dice che ci siano una cinquantina di macchine in spedizione. Ora vedremo se davvero le consegne si avviano (ma pare che ad alcuni le mail di Mondotreno stiano finalmente arrivando).

Dettaglio della E.626 Safer

Dettaglio della E.626 Safer – Foto © Alex La Torre – si intravedono le ruote a raggi

E.626 Safer, Foto © Alex La Torre

E.626 Safer, Foto © Alex La Torre

E.626 Safer, Foto © massimo Tironi dal forum NParty

E.626 Safer, Foto © Massimo Tironi dal forum NParty

E.626 Safer - Foto © Andrea Sottile

E.626 Safer – Foto © Andrea Sottile

La Safer vista da sotto - foto Alex La Torrre

La Safer vista da sotto – foto Alex La Torrre

La Safer é una quarta serie, la macchina di Colli é una seconda – entrambe sono allo stato di origine. Il modello Safer ha la carrozzeria in plastica ed é dotato di luci, quello LoCo é interamente in metallo – per le luci non so ma in genere Lorenzo offre versioni sia con che senza luci dei suoi modelli. I prezzi non sono ancora consolidati: Safer era annunciata a 130, ora pare costi 150 anche se Alex parla di 140 Euro. Lorenzo non ha ancora annunciato il costo del suo modello, ma l’attesa sarà assai breve vista l’imminente commercializzazione.

Lasciando le storiche motrici protagoniste della nascita all’elettrificazione a 3kV in Italia, troviamo un’altra nuova locomotiva (anche se l’annuncio era già noto già da un mese circa): la D.236 di Pirata. Si tratta di un modello realizzato in collaborazione con Hobbytrain: quest’ultima aveva messo a listino una nuova realizzazione della tedesca WR 360, ed i Pirati hanno colto al volo l’opportunità di customizzare il modello realizzando una delle macchine rimaste in Italia al termine del secondo conflitto mondiale. Il prezzo di listino é 144,90 €.

Due immagini della D236 Pirata

Due immagini della D.236 Pirata, dal loro sito

Ci si aspettava l’arrivo di altre livree (FS verde gialla, e poi Val Seriana, FSF, e le varie industriali), ed infatti per quella verde FS non c’é voluto molto: é arrivata in ritardo per la fiera, ma già una settimana dopo Novegro era a listino, al prezzo di 149,90 €.

FS D.236 verde con righe gialle di Pirata, arrivata qualche giorno dopo Novegro...

FS D.236 verde con righe gialle di Pirata, arrivata qualche giorno dopo Novegro…

Pirata ha così ora due dei tre gruppi Diesel che dopo la guerra entrarono nel parco FS: la Truman e quella appena vista. Manca ancora l’inglesina Ne.700 per completare il terzetto!

La coppia post-bellica di Pirata - Foto © Massimo Tironi

La coppia post-bellica di Pirata – Foto © Massimo Tironi

Si é anche visto il prototipo della Rhätische Bahn ABe4/4 in scala N (non Nm)

RhB ABe 4/4 di Pirata - © Massimo Tironi

RhB ABe 4/4 di Pirata – © Massimo Tironi

Erano attese (lo sono da molto) le Gran Comfort Bandiera annunciate da Pirata da molto, e viste come prototipo già tempo fa. Problemi con il produttore cinese fanno invece sì che occorrerà attendere ancora.

Le GC Bandiera però c’erano, anche se sui forum nessuno ne ha parlato: erano quelle prodotte da Fratix, riapparso dopo anni di assenza. Erano nel piccolo stand di Guido Fraticelli. Fratix aveva già prodotto le GC in livrea XMPR (art. 5001 e 5002): le ha presentate nella livrea forse più bella assieme a quella TEE.  Si tratta di una produzione esclusiva per il negozio Ottoperotto (fli2009 su ebay) di Susy Warger. La cassa é in metallo verniciato e serigrafato, con la riproduzione dei dettagli degli interni, incluse le bagagliere in fotoincisione, i sedili, con coloritura differente dalle pareti dell’arredo e il poggiatesta dipinto di bianco, il sottocassa fedele all’originale. Il prezzo visto su ebay é di 85 € a carrozza.

Le Gran Comfort Bandiera Fratix. In alto quella a salone, in basso quella a compartimenti. Foto Fratix da facebook

Le Gran Comfort Bandiera Fratix. In alto quella a salone, in basso quella a compartimenti. Foto Fratix da facebook

Se le GC sono stranamente passate inosservate, tutti hanno notato le cui MDVC (di nuova produzione rispetto a quelle realizzate in passato) che erano esposte, oltre che nello stand di Fraticelli, nella vetrina ASN. Le carrozze sono distribuite da Blackstar, azienda del gruppo ACME che così rimette piede nella scala N dopo il tentativo abortito qualche anno fa di produrre un Frecciargento e la fugace apparizione con i Tram de Milan. Interessante la presenza della semipilota passante e della mista AB. Il set di tre carrozze costa 225 €, e veniva offerto in occasione del lancio in fiera a 195 €. le carrozze circolano senza modifiche solo su raggi maggior di 300-320 mm (R5U secondo la nostra notazione).

La semipilota MDVC Fratix - Foto Cristian Cicognani

A destra la semipilota MDVC Fratix – Foto © Christian Cicognani

Due MDVC Fratix - Foto © Massimo Tironi

Due MDVC Fratix: una Bn e una ABn – Foto © Massimo Tironi

La semipilota presenta una (voluta) imprecisione: sull’imperiale, lato cabina di guida, c’é la cassa dell’acqua che al vero é assente, non essendoci una ritirata su quel lato.

Semipilota passante MDVC - non c'é cassa dell'acqua sull'imperiale, lato guida. Foto da trenitaliani.altervista.org

Semipilota passante MDVC – non c’é cassa dell’acqua sull’imperiale, lato guida. Foto da trenitaliani.altervista.org

Fraticelli ha spiegato che si tratta di un compromesso necessario per non dovere fare uno stampo separato per l’imperiale di questa carrozza, in quanto ne avrebbe sensibilmente aumentato il costo.

La nAB presenta una curiosità: lo schema di colore utilizzato é “raro”. Vi erano altri due diversi e apparentemente più diffusi schemi di colore per questa vettura: uno, applicato solo alla prima consegna, del 1982, differisce dallo schema delle Bn solo per una fascia viola di dimensione limitata tra finestrini centrali. L’altro presenta la zona finestrini tra le due porte interamente viola, mentre in tale zona la fascia arancio e viola sotto i finestrini é praticamente assente: vi è solo un righetta arancio che attraversa la campitura viola subito sotto i finestrini, mentre la parte sottostante é grigia. Queste sono le due versioni delle quali si trovano immagini in Internet, e che sono state riprodotte modellisticamente in passato sia in H0 che in N. Delle foto sono reperibili nel nostro post sulle MDVC, dove si possono vedere anche le precedenti realizzazioni in scala N: Colli ha recentemente realizzato la prima versione dello schema di colore, mentre Fratix aveva realizzato la seconda in passato. La nuova versione presentata da Fraticelli (fasce sotto i finestrini continue e campitura finestrini centrali interamente viola) é un ibrido tra le versioni “note”, così che inizialmente mi aveva fatto pensare ad un refuso. In realtà questa variante é documentata nella Bibbia di Gigi Voltan “Carrozze FS. Vol.2 Dalle UIC-Y al Progetto 901“, a pagina 121.

La vetrina ASN era come al solito interessante. Oltre alle citate MDVC, vi si potevano vedere i futuri prodotti di FGTrains: la cassa ormai definitiva della LDn.24 e quella ancora prototipale della ALn.663. La prima avrà cassa in metallo, la seconda in simil-ABS. Entrambe avranno finestrini tagliati al laser, dettagli in fotoincisione, appoggio isostatico. Per l’automotrice é previsto anche arredamento interno.

ALn.663 FGTrains - Foto © Antonio Rampini

ALn.663 FGTrains – Foto © Antonio Rampini

LDn.24 FGTrains - Foto © Antonio Rampini

LDn.24 FGTrains – Foto © Antonio Rampini

C’erano varie opere di Massimo Icardi. Da qualche tempo Massimo ha creato un marchio (ICH Models) che mescola le prime due lettere del suo cognome con le iniziali di Confederatio Helvetia, e si é lanciato nella produzione di Leichtstahlwagen svizzere – che sono anche di interesse italiano perché acquistate “di seconda mano” da varie ferrovie italiane (FNM, SNFT, FP, FSF, ACT). Le carrozze sono realizzate in taglio laser, e poi accuratamente dipinte e decal-izzate da Massimo. A Novegro presentava varie novità interessanti a tema svizzero: una carrozza porta centrale SBB “Jurail express”, una carrozza ristorante SBB “Buffet”, una pilota ABt e carrozza pilota BDt.

La ABt CHModels - Foto © Christian Cicognani

La ABt ICHModels – Foto © Christian Cicognani

La BDt CHModels - Foto © Christian Cicognani

La BDt ICHModels – Foto © Christian Cicognani

La carrozza Jurail di CHModels - Foto © Christian Cicognani

La carrozza Jurail di ICHModels – Foto © Christian Cicognani

La carrozza Buffet SBB CHModels - Foto © Christian Cicognani

La carrozza Buffet SBB ICHModels – Foto © Christian Cicognani

Le vetture hanno anche lasciato la vetrina per correre sul modulare ASN (la corsa é documentata anche su youtube).

Convoglio elvetico CHModels in corsa sul modulare ASN - Foto © Massimo Icardi

Convoglio elvetico ICHModels in corsa sul modulare ASN – Foto © Massimo Icardi

Era presente anche una versione italiana delle Leichtstahlwagen: due carrozze del convogli speciale SNFT “Il treno dei sapori”. Rispetto alle carrozze standard le differerenze riguardano le griglie dell’aria condizionata, l’eliminazione degli aeratori, vetri fumè dei finestrini

Carrozze del Treno dei Sapori di Massimo Icardi. Foto © Christian Cicognani

Carrozze del Treno dei Sapori di Massimo Icardi. Foto © Christian Cicognani

In vetrina c’erano anche le sempre bellissime locomotive trifase di Giorgio Donzello – credo fossero modelli già visti in altre occasioni.

Erano esposti i ben riusciti modelli in resina di auto FIAT (con una Alfa) degli anni ’60-’80 proposti da nscalecars: la 600 multipla, 127, Alfa Romeo Giulia Super della Stradale, 128, 850, 850T, 238, 238 ambulanza, 500 giardiniera e 500.

nscalecars - Foto © Christian Cicognani

nscalecars – Foto © Christian Cicognani

Per le infrastrutture ferroviarie, erano esposti il bellissimo segnale a portale fotoinciso prodotto da Alex La Torre (in moltissimi hanno acquistato le lastrine già prima di Novegro) e la linea aerea di Uteca.

Segnale a portale di Alex La Torre - Foto © Christian Cicognani

Segnale a portale di Alex La Torre – Foto © Christian Cicognani

LineaAereaUteca, foto © Christian Cicognani

Linea Aerea Uteca, foto © Christian Cicognani

Stefano Parisi ha segnalato la disponibilità di una nuova lastrina UTECA per un posto pesa FS.

Lastrina posto pesa di Uteca, fot e segnalazione di Stefano Parisi

Lastrina posto pesa di Uteca, foto e segnalazione di Stefano Parisi

A parte la linea aerea esposta presso ASN e la suddetta lastrina,  TriNacria-UTECA presentava nel suo stand vari bei modelli in scala N, alcuni commercializzati ed altri ancora allo studio, ma, a quanto sappiamo, senza particolari novità rispetto al passato. Era presente Salvatore Spinelli, autore di tante piccole meraviglie che spesso hanno trovato posto negli spazi UTECA.

Christian Corradi mi segnala che Fleischmann ha ripresentato le UIC-X in ardesia con qualche piccola miglioria: ha utilizzato il sottocassa (comprese le scalette) in nero, come per le X rosse, con particolari tampografati in bianco; l’effetto è abbastanza evidente e piacevole. Peccato il permanere del noto errore sul tetto (la presenza di evidentissime cannellature trasversali) che continua a compromettere seriamente il modello.

Infine ricordiamo i due modulari principali della Scala N, quello di ASN e quello di NParty, entrambi in costante evoluzione. Come sempre permettevano di veder correre lunghi convogli sia in analogico (il primo) che in digitale (il secondo). Ormai quasi non li citiamo più, tanto siamo abituati alla loro importante presenza, ma il loro ruolo nel catalizzare la comunità e nel presentare il ferromodellismo in questa scala così adatta al plasticismo resta fondamentale.


Ringrazio i già citati Massimo, Daniele, Alex, Mario, Giuseppe, Graziano, Antonio, Andrea, Stefano e i due Christian per aver postato sui forum le foto e i video e/o per avermi fatto avere notizie che mi hanno permesso di comporre questo breve riassunto.

Ricordo che quanto scritto deriva da informazioni tratte dai forum o ottenute da comunicazioni private. E’ possibile che ci siano errori ed omissioni, che sarò felice di correggere prontamente a fronte di segnalazioni.


Per chi vuole ricordare alcune edizioni precedenti:

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