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Posts Tagged ‘hitech-rr-modelling’

Pubblicato il 18 giugno 2016

A fine 2005 (19 dicembre) venne aperta tra Roma e Napoli la prima linea italiana ad alta velocità di nuova generazione, con tensione di esercizio che abbandona i tradizionali 3 KV per passare a 25 KV. In occasione di tale evento, la denominazione di servizio EuroStar Italia che era stata introdotta nel 1997 per designare i convogli veloci delle FS fu modificata in EuroStar Italia AV e celebrata commissionando a Giugiaro una nuova livrea per distinguere i treni dedicati a tale servizio. Il designer creò una livrea basata su vari toni di grigio e rosso, a cui accostava il nuovo simbolo dell’alta velocità, anch’esso da lui creato.

Logo Eurostar Italia sulla fiancata di un ETR.500 -Foto © Andrea Zaratin da trenomania

Logo Eurostar Italia sulla fiancata di un ETR.500 -Foto © Andrea Zaratin da trenomania

Nasce così la livrea EuroStar Italia Alta Velocità, applicata a partire da agosto 2005.
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Pubblicato il 13 febbraio 2016

Un tempo le fiere di settore erano il momento della presentazione delle grandi novità. Da qualche anno, ormai in piena era Internet, non è più così: gli annunci appaiono in rete (su facebook, sui siti dei produttori, sui forum specializzati) e le fiere non portano più novità : diventano semmai il momento nel quale gli interessati possono vedere dal vivo e toccare con mano le novità precedentemente annunciate.

Ci eravamo ormai abituati a questa nuova prassi, ma ecco una smentita: il Salone del Giocattolo di Norimberga è stato ricco di significative novità per il modellismo ferroviario in scala N! Il merito va a due produttori: Fratix e Pirata Models.

Guido Fraticelli, produttore “storico” di modelli artigianali in scala N, è tornato in campo da circa un anno ed è immediatamente stato molto attivo, con la proposta di nuove edizioni di modelli realizzati in metallo che in passato facevano parte del suo catalogo, come le Gran Comfort e le MDVC, ed aggiungendo le Self Service. La distribuzione dei suoi prodotti, soprattutto all’estero, è aiutata da ACME, con il marchio Black Star, ma anche da venditori specializzati come Susy Warger con il suo negozio ebay Fli2009.

Una prima novità presentata da Fratix a Norimberga è la coppia di carri Uai, offerta in due versioni:

  • Set 3308: in livrea nera, per trasporti speciali con piano ribassato (due carri).
  • Set 3310:  livrea grigia per trasporti speciali, con piano ribassato, ambientabile in epoca attuale (due carri).
I carri Uai Fratix: in alto la versione nera, in basso quella grigia

I carri Uai Fratix: in alto la versione nera, in basso quella grigia, dal profilo facebook di Fratix

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Pubblicato il 15 giugno 2013

A gennaio 2010 segnalammo la nascia di un nuovo “marchio” artigianale: Hi Tech RR Modelling. Da allora Alfonso Scoppetta è stato una presenza costante alle fiere del settore, recentemente condividendo alcuni aspetti organizzativi con due nomi ben noti ed apprezzati, Lorenzo Colli e  Achille Carminati. Quest’anno a Verona era stato forzatamente assente a causa di un brutto infortunio ad una spalle. Ora, recuperata la funzionalità dell’articolazione, si è rimesso all’opera, e ha recentemente realizzato un set di tre carri L adibiti al trasporto scorie. I carri, marcati Vsr, sono in confezione di 3 elementi con numerazioni diverse, appartenenti o al deposito di Alessandria o a quello di Savigliano.

Carri trasporto scorie

Alfonso non è nuovo alla realizzazione di carri merce con luci di coda: ne ha fatti un po’ di tutti i tipi, dai carri cisterna, ai frigo, a quelli per trasporto legna, come si può vedere nei vari filmati proposti sul suo canale youtube. Come per i “tris” precedenti, anche uno dei carri scorie è dotato di fanali di coda treno che possono lampeggiare secondo lo schema italiano o secondo quello teutonico. Sempre in tema di luci, ricordiamo i suoi adattamenti per illuminare carrozze viaggiatori telecomandabili (anche in analogico) a livello di singolo compartimento con luce bianca o “blu notte” (un pochino troppo intensa a dire il vero).

Ricordiamo che recentemente ha prodotto le E.424 in varie versioni e livree (le avevamo mostrate in un post sulla motrice), varie versioni italiane del Köf, ma soprattutto una pregevole Gr.835, tanto bella da aver vinto il premio ASN “Modello dell’anno 2011” nella categoria Locomotive.

La Gr. 835 di HiTech RR Modelling, foto di Christian CIcognani

La Gr. 835 di HiTech RR Modelling, foto di Christian Cicognani

Le  eccellenti proprietà di marcia, favorite anche a bassissima velocità dal suo regolatore digitale per locomotive analogiche,  sono mostrate da un video

A Verona 2012 Alfonso aveva presentato la E.444R in una livrea inedita per la N: la ESCI.

E.444R

E.444R

Avrebbe dovuto essere l’inizio di una progettata serie di E444 (dalla prototipo alla R) che però è stata rallentata dall’incidente alla spalla che menzionavamo in apertura, e che aveva ritardato anche l’annunciato arrivo delle Corbellini, delle quale si erano visti i prototipi. Ma ora che la spalla pare tornata a posto, e che le acque hanno ripreso a muoversi ci aspettiamo grandi cose…

Prototipo del modello della Tipo 1947 a 2 assi, di Alfonso Scoppetta

Prototipo del modello della Tipo 1947 a 2 assi, di Alfonso Scoppetta

Ricordiamo che su questo sito c’è una pagina con link e  indirizzi per contattare tutti i produttori che abbiamo avuto modo di citare: chi vuole contattare Alfonso trova lì indicazioni.

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Pubblicato il 4 agosto 2012, ultima modifica 27 gennaio 2013

La E.424 è una delle macchine simbolo di un intera epoca delle FS: quella che va dal dopoguerra all’arrivo dell’alta velocità. Da essa discende la E.434: una macchina usata come prototipo-laboratorio, esistita in un solo esemplare e della quale abbiamo già parlato.

La E.424, progettata nel 1940, entrò in servizio nel 1942 con i primi tre prototipi. Era un locomotore era destinato a svolgere servizi viaggiatori leggeri e merci su linee con profilo pianeggiante o moderatamente acclive. Disponeva di un caratteristico bagagliaio chiuso da serrande metalliche. Nel dopoguerra ne furono realizzati altri 155 esemplari. Sottoposti ad aggiornamenti tecnologici, effettuarono poi treni regionali. Tre di essi sono stati ripristinati allo stato originale e inseriti nel parco dei rotabili storici di Trenitalia.

La storia e dettagli della motrice sono ampiamente documentati in rete su trenomania e tranzitaliafoto (parte del testo qui presente deriva da questi documenti).  Gigi Voltan ha riassunto la storie delle E424 sul forum ScalaN. Sia su trainzitaliafoto  che su trenomania sono disponibili delle interessante liste dettagliate e complementari di tutte le  macchine. Una miniera di informazioni è naturalmente il Cornolò: “Locomotive Elettriche”.

Il progetto originale risale al 1929. Rivisitato nel 1936, era molto diverso dalla macchina che fu poi realizzata, denotando l’impronta di un epoca precedente.

Progetto della E.424 del 1936

Questa macchina squadrata con gli angoli smussati e dei piccoli avancorpi avrebbe potuto essere piuttosto somigliante alla macchina che le FNM immatricolarono come E.600.

E.600.03 delle Ferrovie Nord Milano. Foto © xsiv da Tranzitaliafoto

E.600.03 delle Ferrovie Nord Milano. Foto © xsiv da Tranzitaliafoto

Per fortuna le cose non andarono così, ed i primi tre prototipi realizzati negli anni della guerra presentavano già il più elegante e caratteristico aspetto che ci è divenuto così familiare.

Schema della E424 allo stato di origine (macchine 001-003)

Le due fiancate della macchina sono differenti – una è il lato apparati alta tensione (AT) con vari sportelli e 4 prese d’aria,  l’altra non presenta sportelli ed ha 6 prese d’aria. La caratteristica più singolare di questa motrice è la serranda: l’idea era di poter utilizzare la motrice anche come bagagliaio, risparmiando una carrozza trainata. Si tratta di una soluzione  presente nelle ferrovie concesse, in cui questo arrangiamento degli spazi a disposizione era utilizzato, mentre rappresenta una  novità per i rotabili di trazione FS. Ad esempio la combinazione motrice- bagagliaio si trova nella quasi omonima (ma del tutto scorrelata) DE.424, motrice diesel-elettrica di produzione TIBB realizzata in 9 esemplari nel 1958 per la Società veneta (SV).

DE.424 in livrea storica della Società Veneta accantonata a Piove di Sacco (PD), foto © ivanfurlanis da Wikimedia

In realtà nella E.424 tale funzione fu usata pochissimo, tanto che nel restyling di fine anni ’80 la serranda scomparve. Spesso infatti nonostante l’assegnazione  di una macchina del gruppo E.424, in composizione al treno permaneva un rotabile adibito al trasporto di colli. Ben presto lo spazio inutilizzato fu così destinato ad altro scopo: vi trovò posto una caldaia a nafta destinata a fornire il riscaldamento alle carrozze non ancora dotate di REC (Riscaldamento Elettrico Carrozze). Con la perdita della funzione della serranda come bagagliaio, furono poi rimossi il corrimano e la scaletta di accesso.

Dettaglio del corrimano e della scaletta di accesso sulla E.424.078

Un’altra peculiarità derivata dai bagagliai fu la vedetta a fianco della serranda. Rare sono le immagini che mostrano macchine con la vedetta, che non era presente nei primi prototipi ma fu inizialmente presente su tutte le altre macchine. Scomparsa negli anni ’60, è raramente visibile nelle foto reperibili in rete.  Un paio di immagini le abbiamo però trovate e le riportiamo qui.

Rara immagine di una E424 (la 065) con vedetta laterale a fianco della serranda, da Trenomania

Allo stato iniziale del progetto, le E.424 erano predisposte al comando multiplo: furono pertanto progettate con una porta d’accesso alla cabina nella parte frontale, a cui si accedeva mediante un apposito praticabile posizionato sulla testata e accessibile  tramite scalette, aiutati da un corrimano posto sul frontale. Era così possibile sia l’accesso dall’esterno che il (pericoloso!) passaggio da una locomotiva all’altra in caso di necessità di interventi sulla macchina non presenziata. In realtà il comando multiplo fu usato solo sulla linea Verona-Trento-Bolzano tra il 1950 e il 1966, ed in ogni caso anche la seconda macchina era presenziata (dal Cornolò).

Vista frontale della E.424.001, con porta frontale e fascio littorio. Si nota molto bene anche il fischio sul tetto, Foto da trenoincasa.forumfree.

E.424.003 – si nota l’assenza di porte sulla fiancata. Foto da trenoincasa.forumfree.

Fino alla numero 056 le motrici prodotte dalla Breda presentavano questa soluzione come unico accesso a bordo, mentre quelle fabbricate dagli altri costruttori (Savigliano, Ansaldo, Marelli-Reggiane, TIBB, GCE/OM) avevano anche una porta laterale per fiancata (con relativa scaletta). Successivamente tutte le macchine nacquero anche con accesso laterale. A partire dal 1951 le motrici provviste di solo accesso frontale furono modificate aggiungendo la porta laterale. A partire dal 1966, con la rimozione delle apparecchiature per il comando multiplo, le porte frontali furono eliminate e restarono solo le porte sulla fiancata.

E.424.103 con porta anteriore e sulla fiancata, vedetta laterale e separatore D’Arbela sull’imperiale

Alcune differenze elettriche fanno sì che le 158 macchine vadano divise in tre sottogruppi (come anche indicato nell’album delle locomotive elettriche delle FS del 1962):

  • Unità con motori ad eccitazione con 2 gradi di indebolimento di campo (shunt)
  • Unità con motori ad eccitazione con 5 gradi di indebolimento campo
  • Unità con motori ad eccitazione composta, per la linea Porrettana attrezzata per il recupero di energia.

Le “Porrettane” (riconoscibili all’occhio esperto per una lieve diversità del sottocassa) furono poi convertite in locomotive normali. I primi due sottogruppi non avevano caratteristiche esterne che li rendessero distinguibili.

Il frontale della macchina presenta cinque diverse versioni, a seconda delle porte e di diversi coprigiunto come dettagliatamente descritto ed illustrato da E. Imperato su trenomania. Le diverse versioni confluivano in due schemi di verniciature leggermente differenti:la fascia castano poteva essere orizzontale da un pancone all’altro (v. la 011 sotto), oppure secondo lo schema più comune poteva presentare un gradino e presentarsi anche frontalmente comprendendo i fari (v. la 024 sotto).

E424.011, con fascia castano senza gradini alle estremità

E.424.024, con fascia castano a gradino alle estremità  – foto © Boi da flickr

I carrelli sono di tipo I 1250 FS, e furono diversi(Im 1250) solo per la 068 trasformata in E434 nel novembre del 1954 (di questa abbiamo già parlato altrove).

Carrello E.424 a confronto con quello della E.434. Come si vede, esternamente cambia ben poco.

Le varianti dei carrelli sulle E.424 furono pochissime, e riguardarono la sistemazione delle sabbiere, che da interne nelle macchine prototipo furono poi  ricollocate in cassette esterne, e l’adozione delle boccole a rulli al posto delle boccole ad olio, disposta dalle FS a partire dal 1946.

Confronto tra il carrello delle E.424 prototipo e quello definitivo. Purtroppo nella foto di  quest’ultimo le balestre inferiori erano parzialmente nascoste da un marciapiede, ma comunque le poche differenze si possono notare bene.

La livrea, che inizialmente era Castano-Isabella, rimase tale  rimase fino alla ristrutturazione delle macchine, a parte una parentesi in solo isabella. Inizialmente a serranda era dipinta in color argento, successivamente divenne isabella.

E.424.037 in livrea completamente isabella nel 1999 – foto © fmd da flick’r – si noti l’assenza delle 4 bocchette per l’aria sul lato AT.

E.424.075 ricondotta al suo stato originale, con serranda argento (foto del 2008 da apmf.fr). E’ preservata da FERALP a Bussoleno

Le macchine montavano il separatore d’Arbela sull’imperiale, che venne rimosso negli anni ’60.

Separatore d’Arbela sulla E.424.005

Le E.424 erano dotate di pantografi di tipo 42 LR (leggero rinforzato) che dopo il restyling di fine anni 80 furono rimpiazzati dai tipo 52 (ma non contestualmente al restyling, o almeno non sempre). Sono facilmente distinguibili perché i primi hanno un gruppo strisciante singolo, mentre i secondi lo hanno doppio. In realtà le barre(striscianti) sui pantografi tipo 42 LR sono composte di tre elementi: due di rame ed uno di acciaio, mentre sui pantografi tipo 42 unificato e 52 sono 6 (due terne): 4 di rame e 2 di acciaio. I due striscianti di rame sono lunghi all’ esterno e corti all’interno. Gli striscianti di acciaio sono centrali ed assumono anche la funzione di raschia- ghiaccio permettendo un minor consumo degli striscianti in rame ed infine migliorano l’adescamento dell’arco elettrico che si crea durante l’abbattimento del trolley.

Tra il 1986 e il 1993 105 macchine furono trasformate in versione Navetta. Furono effettuate varie modifiche: fu aggiunta l’apparecchiatura per la ripetizione segnali a bordo (alcune macchine ne erano già state dotate), l’impianto di comunicazione terra-treno, il dispositivo antislittamento, dispositivi auto-registranti per il recupero del gioco dei ceppi freno, il dispositivo di controllo blocco porte, il controllo delle sospensioni pneumatiche delle rimorchiate e l’accoppiatore a 78 poli. Evidentissime le modifiche esterne: furono aggiunti i gruppi ottici con fanali bianchi e rossi, la saracinesca laterale scomparve e le prese d’aria laterali lato cabina AT furono rimosse: erano infatti state origine di problemi a causa della scarsa tenuta dei filtri che dovevano prevenire le infiltrazioni d’acqua. La disposizione dei finestrini (sia lato che corridoio che lato cabina AT) rimase invariata nelle prime trasformazioni (1986-1990), mentre nelle successive (1990-1993) fu modificata, unificando i due piccoli finestrini centrali che originariamente erano ai lati della serranda in un finestrino centrale grande al fine di unificare le componenti usate e migliorare la luminosità nel vano apparecchiature che ha occupato il posto del bagagliaio.

Le macchine trasformate cambiarono il numero progressivo: a quello di origine fu sommato 200. Contestualmente cambiò la livrea che passò allo schema di coloritura  rosso-arancio-grigio applicato alle vetture MDVE, da cui la livrea prende il nome.

E.424.302 – versione a 5 finestrini, vista lato corridoio – foto © Massimo Rinaldi da railfaneurope

E.424.090 al traino di carrozze austriache in Val Pusteria – 5 finestrini, vista lato AT. Foto © Emiliano Maldini

E.424.285 nel 1993 – versione con 6 finestrini, vista lato AT. Si notino i pantografi tipo 42 LR ancora rimasti anche dopo la conversione a navetta. Foto © Ubaldo Fangucci da trainsimsicilia

Successivamente la livrea divenne XMPR.

E.424.282, 6 finestrini lato AT – Foto © Massimo Rinaldi da railfaneurope

Due E424 con diverse finestrature in attesa di smantellamento – foto Guidotoni58 da flickr

E.424 XMPR a 5 finestrini con quello centrale sostituito da una grata. Foto Guidojet da digilander

Si noti che nell’XMPR la colorazione dell’imperiale ha seguito diversi schemi (verde, argento, misto…) come si può osservare nelle foto qui sopra.

Curioso il caso della 296, che inizialmente ebbe uno strano schema di colore della numerazione sul pancone, a bianco e rosso invertiti, per tornare negli anni successivi alla colorazione standard.

Dettaglio della E.424.296 con numeri rossi su fondo bianco, in una foto di Gigi Voltan. L’imperiale mostra un ulteriore schema di verniciatura, diverso da quello delle foto precedenti.

E.424.296 nel marzo 2005 con colorazione dei numeri sul pancone tornata allo standard. mentre l’imperiale è divenuto uniformemente verde. Foto © Emiliano Maldini, da immaginiferroviarie.com

Varie altre foto delle E.424 si trovano ad esempio su trenomania o su immaginiferroviarie.com.

In scala N

La E.424 è forse la motrice italiana che avuto più interpretazioni modellistiche: almeno 15 realizzazioni da parte di 6 diversi produttori, e (quasi) tutte con numeri di serie differenti! E’ anche stato il primo modello italiano in assoluto ad essere riprodotto in scala N o quasi: L’Italiana FEM (binario 9,5 mm) aveva realizzato nel 1961 alcuni di rotabili, tra cui una rozza riproduzione di una E.424 senza i due pantografi ma con uno strano, unico trolley.

E.424 FEM, foto da Antonio Rampini

E.424 FEM, foto da Antonio Rampini

Anche senza considerare questo strano precursore, è stato comunque uno dei primi modelli FS in scala N in assoluto: era nel primo catalogo Lima, già negli anni ’60, quando i ganci erano ancora ad occhiello e le motrici costavano 2.500 Lire.

La E.424 sul catalogo MicroModels Lima, art.202 (Clicca sull’immagine per ingrandire)

– Lima

La casa vicentina aveva fatto un bel lavoro di riproduzione della cassa – ma motore e trazione avevano vari limiti importanti. Il motore all’epoca era ingombrante, e costringeva ad avere un sottocassa molto grosso (ve ne furono vari tipi nel tempo), anche se essendo nero e vicino ai binari non disturbava troppo quando la macchina girava sul plastico. Farla girare però era un problema: la presa di corrente, limitata ad un carrello, era poco efficace, il motore era di scarsa potenza, il modello slittava in salita… E poi c’erano quei pantografi orrendi. ma era pur sempre un modello italiano, e all’epoca bastava anche questo.

Le motorizzazioni sono state di (almeno) quattro diversi tipi – quelle che si trovano più frequentemente sono quella a vite senza fine su un solo asse e quelle con trasmissione a ingranaggi posti accanto ad una coppia di ruote. Una rimotorizzazione della macchina (partendo da un Kato Re 4/4) è documentata (in inglese) da Blaine Bachmann.

Il  primo modello prodotto è la versione epoca III, in livrea castano-isabella con le saracinesche color argento, con vedetta laterale e con porta frontale. Su http://www.vdweerdt.nl si trova un esploso della macchina in tutte le sue parti.

Lima E424 livrea originale

Lima E.424.143 livrea originale

Ancora oggi, nonostante non sia troppo difficile trovarla usata su ebay, spunta prezzi ben superiori ai 50€ .

Successivamente fu messa in produzione anche la versione epoca V  “navetta serie 200”, colorazione MDVE. E’ decisamente più difficile trovarla, perchè i modelli prodotti furono molti meno. Era del tipo a 6 finestrini lungo il corridoio, ed aveva dei bei dettagli (targhe e scritte). La motorizzazione era la migliore mai prodotta da Lima, ma nonostante  questo non era pienamente soddisfacente, e Carlo Mercuri ha eccellentemente documentato su rotaie.it come sostituire il motore. Analoga operazione è descritta da Pietro nel suo blog “Il Brennero in Danimarca”.

E.424.292 Navetta Lima. Carlo Mercuri (autore della foto) ha sostituito i pantografi con dei Sommerfeldt ed i ganci standard con quelli Roco ravvicinati.

L’altra fiancata (lato AT) della E.424.292 Lima di Carlo Mercuri

– Marchese

Paolo Marchese produsse (credo a fine anni ’90) una E.424 (la 064) in lastrina. Il modello fu motorizzato da Angelo Pozzati. Realizzati in pochi esemplari, oggi sono introvabili. La macchina è dettagliatissima, con tutte le scalette e i mancorrenti, il fischio, i tergicristalli… peccato il pantografo Sommerfeldt: un modello di questa classe avrebbe meritato un Tipo 42LR, e forse anche delle scritte (le targhe invece sono ben riprodotte).

La splendida E.424.064 costruita da Paolo Marchese con telaio motorizzato Pozzati. Foto dalla collezione Angioy

– Mehano-Tibidabo: A fine anni ’90 Mehano ha prodotto 4 diverse versioni: epoca IV in castano e isabella, e versioni epoca V “tutto isabella” e navetta serie 200 in livrea MDVE ed XMPR. Le stesse motrici sono state commercializzate anche con il marchio Tibidabo (in effetti erano nate da una collaborazione tra G.F. Bianco e la casa slovena).

Tibidabo E.424.038 Castano-Isabella (Mehano T506) con aggiuntivi montati

Mehano T507 – E.424.073 isabella senza aggiuntivi

Mehano T508 – E.424.208 navetta livrea MDVE (5 finestrini nel corridoio)

Tibidabo E.424.296 XMPR (Mehano T509) – 5 finestrini nel corridoio

Ci sono un alcune di cose da notare sulle Mehano-Tibidabo.

  • Le scalette sotto la porta di cabina ostacolerebbero il movimento del carrello. Proprio per questo Lima ad esempio le aveva eliminate. Mehano ha invece adottato una soluzione interessante: la parte bassa della scaletta è fissata al carrello. Lo si può notare nelle foto sopra. L’estetica è salva, e il movimento del carrello pure!
  • Tutte le macchine sono dotate di pantografi Sommerfeldt, che somigliano ai Tipo 52 (non fosse per la inclinazione sbagliata della barra inclinata: guardandola frontalmente dovrebbe scendere da destra a sinistra, invece nei Sommerfeldt scende da sinistra a destra). Ricordiamo che proprio per migliorare l’estetica di questo bel modello Mario Malinverno produce in lastrina i pantografi Tipo 52 e Tipo 42LR.
  • La numerazione sul frontale della versione XMPR è riportata “in negativo”: anzichè numeri bianchi su sfondo rosso sono rossi su sfondo bianco, riflettendo fedelmente quanto inizialmente avvenne sulla sola E.424.296 (grazie a Gigi Voltan per avermelo segnalato!)
  • La marcia delle Mehano, molto buona, con presa di corrente e trazione su tutti gli assi, è caratterizzata da una velocità massima molto bassa rispetto a modelli standard (per i quali è raccomandata una velocità di punta pari a  1.4 volte quella reale in scala, ma che spesso si muovono assai più veloci). Ad alcuni la bassa (e realistica) velocità delle Mehano disturba, altri la trovano un pregio notevole.
  • Le macchine sono vendute con degli aggiuntivi da montare (i vari corrimano che impreziosiscono i modelli). Ad esempio, confrontando la T506 e la T507 sopra si può notare come la prima abbia gli aggiuntivi montati, mentre nella seconda si possono vedere (ad esempio vicino alla porta della cabina) i piccoli fori che servono per fissare gli aggiuntivi. Gli aggiuntivi si vedono molto bene nella foto sotto.

E424.296 Mehano con gli aggiuntivi montati – Foto © Mauro Baroni da Flick’r

E.424 Mehano visto da sotto, e con il set di aggiuntivi da montare

I modelli Mehano MDVE e isabella si trovano abbastanza facilmente a 100€ o poco più, a volte anche nuovi. Nelle altre due livree sono più rari e più cari.

– Del Prado ha realizzato un modello statico della macchina in versione epoca V “navetta serie 200” in livrea MDVE (versione a 5 finestrini nel corridoio).

Modello statico della E.424.253 navetta di Del Prado

Il livello di dettaglio è molto buono, e la macchina si presta ad una facile opera di motorizzazione che può avvenire partendo da una E10-BR110 Hobbytrain, che si trova facilmente usata a una cinquantina di €. I pantografi sono riusabili, e se si prende la versione con pantografi rossi non serve nemmeno ridipingerli. La Del Prado statica si trova piuttosto facilmente a una decina di €.

E10 Hobbytrain

Basta fresare un poco il telaio della Hobbytrain, sostituire le fiancate dei carrelli usando quelli Del Prado e rimpiazzare i pantografi fissi con quelli della E10, oppure con dei Sommerfeldt o con quelli di Mario Malinverno o di altri produttori. Si ottiene così un bel modello con eccellenti proprietà di marcia.

E.424.253 DelPrado motorizzata Hobbytrain

– Euromodell FP

Arriviamo alle Rolls Royce delle E.424 in scala N. Bodo Fonfara ne ha realizzate tre versioni in collaborazione con un artigiano italiano:  la 039 epoca IV in castano e Isabella, la 011 epoca V in tutto isabella e un navetta serie 200 in livrea XMPR a 5 finestrini. Dettagliatissime, pantografi giusti, scritte… 600€ a pezzo…

E.424.011 Euromodell

E.424.039 Euromodell

E.424.346 navetta in livrea XMPR Euromodell (5 finestrini lungo il corridoio)

–  HiTech-RR-Modeling

Sono le ultime arrivate. Come per Mehano, 4 sono le versioni realizzate:

  • origine epoca III castano-isabella, (064) di derivazione Lima, con vedette laterali
  • epoca IV/V isabella,
  • navetta epoca V MDVE (5 finestrini lungo il corridoio),
  • navetta epoca V XMPR (n.349, 6 finestrini lungo il corridoio).

Costruite in piccola scala, sono ancora ottenibili su ordinazione dal produttore. Hanno ottime proprientà di marcia grazie al motore Mashima a 5 poli, trazione e presa di corrente su tutti gli assi. Sono dotate di luci bianche e rosse con inversione a seconda della direzione di marcia. A listino variano tra i 14o e i 175 € a seconda della livrea.

E424.064 Castano-Isabella HiTechRRModelling

HR0102 – navetta MDVE a 5 finestrini

Una ulteriore di Alfonso versione è la E.434, ma di questa abbiamo già ampiamente parlato altrove.

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pubblicato il 3 marzo 2012, ultima modifica 14 marzo 2012

Il Model Expo di Verona è come sempre interessante. Il padiglione del ferromodellismo è il 4, e la scala N non passa inosservata, con ben due modulari di ampie dimensioni. Oltre a quello storico di ASN, lo scorso anno era nato anche quello del Forum Scala N, e i progressi fatti in quest’anno sono impressionanti. Ne parleremo in un post dedicato (ma comunque ci ha pensato Massimo Tironi a mettere un bel numero di foto del modulare sul forum Scala N).

Le novità ormai arrivano in rete e sui forum prima di apparire alle fiere, quindi di quasi tutto già si sapeva e si erano viste le foto sui forum. Le foto che ho fatto in fiera hanno come sempre un problema di luce, riflessi sulle vetrine ecc. – quindi la qualità lascia a desiderare, ma meglio che niente…

Cominciamo dalla vetrina di ASN, che esponeva le Aln668  di Carlo Maldifassi (una coppia verniciata a spruzzo da Mario Malinverno, ed una verniciata a mano). Tantissimi dettagli nei post sul forum ASN. Io aggiungo solo che viste dal vivo, e verniciate con maestria, sono davvero stupende. Cinquanta kit di realizzazione sono stati venduti, e pare che le prenotazioni per la seconda serie fiocchino…

Le Aln 668 in vetrina

C’era poi le E.636 di N-kit (Fabrizio Mungai). Sul forum ASN se ne è ampiamente parlato, ed altrettanto sul forum Scala N – peccato che non mi riesca più di trovare il post relativo, visto che il sito non è indicizzato dai motori di ricerca.

La E.636 N-kit

Sempre nella vetrina ASN c’erano i bellissimi carri DDm di Nino Rizzo Borriello. Si tratta di una riedizione migliorata di un modello (molto richiesto, pare) di cui sul forum ASN si parla da oltre un’anno, e al quale Giuseppe Risso ha dedicato pagine molto dettagliate sul suo sito, con anche le istruzioni per il montaggio a partire dalla lastrina.

Nuovi carri DDM di Nino Rizzo Borriello

Anche se non è italiana. la DRG-91-3 di Giorgio Donzello merita una foto perchè è uno spettacolo…

DRG-91-3

Anche Pirata aveva cose già viste in rete, anche se la Ne120 in versione giallo-verde non l’avevo ancora vista. Peraltro della Ne120 abbiamo già parlato ampiamente di recente.

Ne.120 in livrea giallo-verde di Pirata

Lineamodel ha portato le varie motorizzazioni annunciate e presenti sul suo sito.

Lorenzo Colli aveva la E.428 – per adesso quella con carrozzeria Del Prado, che credo si sia già vista a Norimberga. Anche di questa si sono già viste delle preview sul forum ASN.

E.428 di Lorenzo Colli

Nello stesso stand c’erano Achille Carminati e Alfonso Scoppetta,: fa piacere vedere i tre mettere assieme le forze, pur mantenendo ciascuno la propria individualità. Carminati aveva le nuove realizzazioni dei bagagliai 1934 derivati dai Tibidabo, ma fatti in nuovi stampi con moderne tecniche, e vari carri merce: carri botte di varie fatture, tra cui il fortunato carro Osborne di grande successo in Spagna, che avevo già visto in rete. Bel colpo Achille! Certo, la cosa ha un retrogusto  un po’ amaro: un bravissimo artigiano italiano fa dei pezzi soprattutto FS, ma quello di maggior successo commerciale è un carro RENFE (oltre 300 pezzi venduti sul mercato spagnolo) e non, ad esempio, il carro della “Soc. Chimica dell’Aniene”…

Carro RENFE di Acar

Nello stand ho trovato quella che per me era una novità non annunciata (nel senso che non ne sapevo nulla): la 444R di Alfonso, ancora in versione pre-prototipale. La mostro da più punti di vista proprio perchè (almeno per me) è proprio nuova.

La "ribollita" con Alfonso e Caterina fuori fuoco sullo sfondo

E.444R

E.444.081 (R)

Alfonso non ha ancora deciso se farà nell’immediato un’altra locomotiva a vapore – ora sta pensando alla possibilità di un cofanetto con una terna di tartarughe: prototipo, seconda serie e ribollita.

Altre novità (per me) assolute arrivano da Eurotrain SL. Le loro  Casaralta doppio piano erano già state presentate a Novegro, ma a Verona la produzione è stata completata presentando la semipilota e la testa-convoglio (che in Italia non c’è, ma nelle SNCF è la prima carrozza a ridosso della motrice, ed è un pò rastremata).

Confezione con convoglio di doppio piano SNCF: in alto la semipilota e in basso la "téte du train".

Semipilota delle Ferrovie Nord Milano di Eurotrain SL

In versione italiana le semipilota sono disponibili in due livree FS-Trenitalia e in due livree FNM. Anche le Centoporte 1949R erano già state presentate anche se io le vedevo per la prima volta (l’anno scorso c’erano solo le 1928R). Idem per le Centoporte in livrea straniera (che saranno oggetto di un prossimo articolo).

Altra novità di Eurotrain SL la E444 seconda serie, già fatta da Rivarossi ma ricercatissima sul mercato dell’usato. Il modello è in resina (i pantografi verranno rifatti). In verità a guardare bene bene il modello grezzo ci si legge E.447.

E.444 di Eurotrain SL

Sempre Eurotrain SL aveva in vetrina dei carri merce G in preproduzione.

A Verona sono stato dalle 10 alle 17, e il tempo mi è a malapena bastato per un giro, un pò di foto, il piacere di stringere la  mano a tante persone conosciute nei forum ma mai incontrate fin’ora. Sono praticamenete sicuro che qualcosa di bello da vedere mi sia scappato, non ho avuto tempo di guardare le meraviglie delle scale maggiori, nè di mettere il naso fuori dal Padiglione 4 (se non per un caffè).

Un grande grazie al gruppo del Forum Scala N raccolto attorno a Marco Gallo per l’ospitalità, il clima di amicizia e il pranzo assieme, con ottimi affettati vari e del buon vino (anche tutto questo è documentato nelle già citate foto di Massimo Tironi). Peccato che alla fine non sono nemmeno riuscito a fotografare i modelli che Paolo Angioy aveva portato, ma che comunque sono sempre ben documentati nello spazio dedicato sul fianco di questo blog.

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pubblicato l’11 febbraio 2012, ultima modifica il 14 ottobre 2013

La (poco nota) serie E.434 è molto particolare: consiste di una sola motrice. Non è l’unico caso: anche le serie D.461E.220, e E.471 sono di un solo esemplare, la E.666 addirittura di zero (solo un pre-prototipo,  ma ne abbiamo già parlato). Una aspetto curioso è che il numero del suo unico esemplare non è come ci si potrebbe aspettare E.434.001, bensì E.434.068! Non solo. Dato che, secondo la convenzione standard, la terza cifra dell’identificativo del gruppo avrebbe dovuto indicare il numero di motori, la serie avrebbe dovuto chiamarsi  E.438 (le E428 c’erano già…). Ma a dispetto di ogni logica, invece della E.438.001 ci fu la E.434.068. Inoltre, se le regole di attribuzione dei codici alle locomotive fossero sempre state rispettate, la E.434 avrebbe dovuto essere un’altra… Ma questa è un’altra storia. Andiamo con ordine.

Nel novembre del 1954, la locomotiva E.424.068 fu modificata e passò alla serie E 434, mantenendo il suo numero di sequenza. L’aspetto esterno della motrice non mutò, se non per la nuova immatricolazione. Fu dotata di nuovi carrelli Im 1250 atti ad ospitare 8 motori invece dei 4 permessi dal carrello tipo I 1250 FS  delle E.424, già in opera anche sulle E.636. Dall’esterno i due tipi di carrello sono pressoché indistinguibili.

Carrello E.424 a confronto con quello della E.434. Come si vede, esternamente non si notano differenze.

La macchina venne dotata dei motori di nuova progettazione, 82-330 a 6 poli e doppio avvolgimento indotto connesso in serie. Con un rapporto di trasmissione 20/69 raggiungeva una velocità di 120 km/h e aveva una maggiore potenza della E.424. Fu adottata la nuova trasmissione ad “anello danzante”: un sistema di trasmissione basato su bielle e leve, ben descritto a pag. 10 di una dispensa del corso di Sistemi Elettrici dei Trasporti del prof. Turri (Facoltà di Ingegneria, Università di Padova). Tale caratteristica sarebbe in seguito divenuta la caratteristica vincente del progetto E.646.

La E.434 era (come le E.424) dotata di pantografi di tipo 42 LR (leggero rinforzato).

Rara immagine della E.434 - Foto © M.Mingari, da www.acmetreni.com

Rara immagine della E.434 – Foto © Michele Mingari, da http://www.acmetreni.com

Per vent’anni la E.434.068 fu utilizzata come macchina-laboratorio per provare nuove idee e soluzioni. Nel maggio del 1974, finito il ciclo delle prove, la motrice fu riconvertita in E.424.068. Successivamente trasformata in navetta, fu rinumerata in E.424.268. La sua ultima sede fu Palermo, ove venne accantonata.

E.424.268 nel 2005, foto © E.Imperato

La presenza di questa serie (anche se fatta di una sola macchina) fece sì che la Tartaruga, nata nel frattempo, diventasse gruppo E.444, lasciando successivamente un buco nella sequenza dei gruppi di macchine Bo’Bo’.

Michele Mingari ha dedicato alla E.438 un libro che viene distribuito da ACME assieme al modello prodotto nel 2013.

Nel modellismo

Una macchina con una storia come questa si propone come esemplare da collezionismo. Rivarossi, poco prima del fallimento, produsse una serie numerata di esemplari della E.434.068, nella sua linea di punta “Galletto”.

E.434.068 Rivarossi in H0

ACME l’ha messa a catalogo tra le novità dell’autunno 2013.

La E.434 ACME (prototipo pre-produzione) con il libro di Mingari. Foto dal sito di ACME

La E.434 ACME (prototipo pre-produzione) con il libro di Mingari. Foto dal sito di ACME

In scala N, ci ha pensato Alfonso Scoppetta (HiTechRRModelling): ha messo a catalogo una delle sue E.424 trasformata in E.434.

Immagine frontale della E.434.068 in scala N

La realizzazione di Alfonso è un bella macchina con carrozzeria in resina di buona qualità, dotata di un eccellente motore Mashima a 3 poli dal funzionamento estremamente dolce (anche grazie al volano), ed in grado di marciare a velocità bassissime senza problemi. Trazione e presa di corrente sono su tutte le ruote, e la macchina supera senza alcun problema pendenze di anche il 6%.

E.434 vista da sotto

Su sul forum ASN c’è stata una lunga discussione in proposito dei carrelli (che a me paiono ben riusciti: ricordiamo che due anni fa, la prima versione delle E.424 di HiTechRRModelling aveva dei carrelli DB decisamente inadatti).

A voler essere pignoli (come Richetto rimproverava sempre a Mago Zurlì), guardando con attenzione la foto della fiancata si nota ad esempio che  nel carrello di sinistra la prima boccola è esattamente in corrispondenza dell’asse della sala, mentre la seconda è fuori asse di circa 2 mm (ovvero il carrello potrebbe essere leggermente troppo lungo rispetto alla fiancata dello stesso), ma è davvero una cosa quasi impercettibile in vetrina, figurarsi se poi la motrice è sul plastico…

Cos’è la sala? Ricordiamo che nella tecnica ferroviaria una coppia di ruote con il relativo asse viene chiamata sala (dalla già citata dispensa del prof. Turri…).

Vista di profilo – lato corridoio

Vista di profilo – lato AT

Sempre per fare le pulci ad un modello peraltro davvero molto buono, noto che sul lato AT non ci sono le prese d’aria – che all’epoca della E.434 erano ancora presenti (anche Alfonso, artefice del modello, mi conferma che effettivamente ci dovrebbero essere…).  In particolare, guardando la foto di Mingari, si vede che sul lato AT ve ne sono due coppie (l’altra fiancata dovrebbe invece essere giusta).

Inoltre il pantografo è, come avviene per moltissimi modelli, un Sommerfeldt: ottimo pantografo – ma con i bracci un pò troppo grossi per la scala e noto per avere l’asta diagonale frontale “alla tedesca” (scende da sinistra a destra) invece che come nel Tipo 52 da destra a sinistra. Ma  il Tipo 52 sarebbe comunque sbagliato: dovrebbe infatti essere un Tipo 42LR. Il purista non avrà problemi a rimediare, sostituendo i pantografi se vorrà. Anderbbero anche aggiunte le targhe sulla fiancata, operazione facile con delle decals.

E 434.068 vista di tre quarti

La cassa  della macchina credo sia di derivazione Lima (del resto era una delle casse più belle prodotte da Lima in scala N), e guardando l’imperiale si può notare il separatore D’Arbela, il che colloca storicamente la macchina nel suo primo decennio di vita.

Imperiale della E.434

La cassa può essere sfilata dal telaio con una certa facilità, cosa che consiglia una certa cura nel maneggiare il modello (ma chi non maneggia con cura i propri gioiellini?).

E.434 nuda

Davvero ottimo il sistema di luci a led bianchi e rossi a seconda della direzione di marcia, con luce quasi costante a diverse velocità (la variabilità è assai minore di quella dei modelli dotati di lampadine a incandescenza). Di nuovo, ad essere superpignoli il “bianco” è un po’ azzurrino invece che (semmai) giallastro. I microled sono montati su un circuitino stampato fatto ad hoc. Per evitare di avere luci in cabina i finestrini sono resi ciechi: per accorgersene bisogna esaminare con attenzione la macchina da molto vicino.

Ultimo piccolo appunto, la mancanza di decals.

Nel complesso si tratta di un modello molto ben riuscito esteticamente, con proprietà di marcia assolutamente eccellenti, presentato in una bella scatola di legno.

Le macchine di HiTechRRModelling si presentano in una bella scatola di legno

E poi, è una E.434, una chicca che non può mancare!

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pubblicato il 16 luglio 2011, ultima modifica 23 settembre 2011

I carri FS di MW-Modell in scala N (il cui annuncio era stato riportato su questo blog qualche mese fa) sono ora disponibili. La notizia è un buon pretesto per parlare di carri F, e per vedere cosa sia stato realizzati in proposito in scala N.

Prima del 25 gennaio 1965, la marcatura dei carri FS prevedeva una sigla letterale ed un numero di sei o sette cifre. Le sigle definivano la tipologia del carro, così come la prima cifra del numero (o la seconda per alcune famiglie).  Tutti i carri con centinaia pari erano dotati di freno a vite e di garitta del frenatore, quelli con le centinaia dispari ne erano sprovvisti o erano dotati del solo freno a mano di stazionamento.  I carri chiusi avevano lettera F, G o H. Gli F erano i carri per derrate, avevano sportellini o grigliette, i G avevano sportelli un pò più grandi ed erano adibiti a trasporto bestiame, mentre gli H (completamente chiusi) erano carri isotermici o frigo.

I carri F sono (stati) molto diffusi: nel periodo tra le due guerre (e nei primissimi anni del secondo dopoguerra) ne sono stati costruiti più di 10.000 esemplari in diverse versioni: con e senza un frenatore, con passo lungo e corto, e con 2+2 o 1+1 fori di ventilazione per ogni lato della vettura.

A seguito della la standardizzazione europea di denominazione avvenuta nel 1965, presero il nome di  Ghms (per la versione standard) o Ghkkms, mentre  la sigla Ghkrs è per la versione allungata (precedentemente FF). Nota: sigle e immagini sono desunte da “I nostri carri per le vostre merci (ed. 1972)“.

Carro F (Ghms) a cassa metallica

Carro FF (Ghkrs)

Schema del carro F (Ghms)

Schema del carro FF (Ghkrs)

La sigla Ghms sta per: G = carro coperto di tipo corrente, h  = munito di apposite aperture di aerazione poste a livello del pavimento,  m = munito di piano di carico di lunghezza inferiore ai 9 m, s = atto al regime di circolazione a 100 Km/h. L’aggiunta del kk indica  “limite di carico compreso tra le 20 e le 25 tonnellate”, quindi il carro corto ma con maggior capacità di carico diventa Ghkkms.

I primi carri avevano struttura a doghe di legno, che dapprima erano orizzontali, poi furono verticali. Successivamente furono realizzati in metallo.

Carro F 1924 a doghe orizzontali, foto Stefano Paolini da photorail.com

Carro F 1925 a doghe verticali, foto Stefano Paolini da photorail.com

Confrontando i Ghms a cassa metallica come quello mostrato all’inizio (foto in bianco e nero) con i carri a cassa in legno riportati qui sopra si può osservare come nel passaggio dalle strutture in legno a quelle in metallo il passo si sia allungato (anche se esistono carri in metallo costruiti su telai di carri in legno, oltre a prede di guerra per cui l’eterogeneità di passi e forme non manca…)

Circa la metà dei carri era dotato di garitta per il frenatore, come nelle immagini seguenti. Anche qui si può notare la differenza di passo tra carri in legno e carri in metallo.

Carro F in legno con garitta (foto Stefano Paolini)

Carro F (Ghkkms) in metallo con garitta (foto Stefano Paolini)

Per quanto i carri F siano in genere identificati con quelli con il tetto a 2 falde, vi erano dei carri F anche di forma diversa, come il cosiddetto “Cupolone” o “a monta alta” del 1925. Un esemplare è preservato a Milano Smistamento, un altro è in corso di recupero presso l’Associazione Carrozza Matta.

Carro F a monta alta preservato a Milano Smistamento, foto Stefano Paolini

Schema di Carro F a monta alta (Fma), poi classificato Ghms

Altri carri F con monta non a falde sono quelli costruiti nel 1957, come nell’esempio mostrato in foto.

carro F serie 1957 2183 160 0 024, dal fotostream flick’r di fmd40

Con l’avvento della marcatura UIC, la parte letterale dei carri a monta classica a 2 falde divenne Gh(kk)(m)s, e quella dei carri a tetto tondo Gs. Ma dei carri Gs parleremo un’altra volta.

Carri F con monta a falde in Scala N

In scala N la lunghezza fuori respingenti di questi carri dovrebbe andare dai 57,4 mm del Ghms ai 72,4 mm del Ghkrs. Le versioni con garitta sono di circa 4.5 mm più lunghe.
La produzione industriale di modelli si è occupata in passato di questi carri, e successivamente vari artigiani e piccoli produttori hanno affrontato il tema, per cui la varietà è tanta.

Arnold negli anni ha realizzato varie versioni senza garitta: cat.0375, 0429, 0443 (“Motta”), 4431, 4685, 4689… Alcuni hanno porte bloccate in posizione semiaperta. Come osserva Gigi Voltan “il carro F Arnold è fuori misura, allungato artificiosamente per sfruttare qualche telaio già esistente” – in effetti la lunghezza eccede del 10% la misura in scala dell’F, ma è del 15% troppo corta per essere un FF. Quelli con porta chiusa sembrerebbero un pò meglio, ma dalla foto che ho non si riesce a prendere le misure per controllare.

Arnold 4685

Carro F di Arnold (cat.0408)

Arnold 4689 a porte semiaperte (dalla collezione di Cristian Cicognani)

Carro F 1925 di Arnold (cat.4431)

Anche Minitrix ne ha realizzate varie versioni, che sono in una scala più esatta. Ci sono sia in classica livrea rosso vagone (cassa in legno e cassa in ferro, ad es. cat.3526, ma tutti a passo corto) che nei colori di varie aziende: Martini, Cinzano…

carro F Minitrix cassa in legno (ce ne sono versioni varie, con iscrizioni di altre epoche)

Carro F “Cinzano” di Minitrix (cat.13603), cassa in metallo

Carro F Minitrix “Martini”, cassa in metallo

Tibidabo ne aveva a catalogo in livrea rosso vagone, e in colore giallo per trasporto banane. I modelli Tibidabo, che riproducono carri a cassa in legno, sono poi stati ripresi da Acar.

Carri F Tibidabo da un catalogo d’epoca

Carro F Trasporto Banane – ACAR da stampo Tibidabo – Foto dalla Collezione Angioy

F Tibidabo rosso vagone – dalla collezione Carlo Mercuri

Riviermodel, negozio genovese e noto produttore artigianale agli albori della N, modificava i carri Tibidabo aggiungendo la garitta.

Rarissimo carro F Riviermodel su base Tibidabo, dalla collezione Mercuri

Una piccola curiosità: si osservi come il numero di serie dei due Tibidabo e del Riviermodel sia lo stesso (F 102031) nonostante le diverse livree del carro rosso e di quello per le banane. Il numero permane uguale nel Riviermodel a cui è stata aggiunta la garitta: ma in questo caso la cifra delle centinaia non potrebbe essere “0” dovendo essere dispari!

Il piccolo produttore svizzero Swisstoys (Romeo Pianezzi) aveva prodotto negli anni ’70 tre versioni del carro F FS a doghe in legno: rosso vagone, bianco e grigio. A catalogo avevano numero 51, 52 e 53.

Carri F SwissToys rosso vagone e bianco

Carro F SwissToys grigio

Euromodellismo (di F. Vescovo), un negozio di Milano ormai scomparso, in anni ora lontani e per un breve periodo aveva proposto modelli del carro in cassa metallica a passo lungo con e senza garitta nelle versioni rosso vagone, giallo con bande blu (soccorso), grigio postale  e  grigio di servizio.

Carro F di servizio (saldature) – Euromodellismo – dalla collezione Angioy

Carro F con garitta – Euromodellismo, dalla collezione di Carlo Mercuri

Sottocassa di un F senza garitta – Euromodellismo, dalla collezione di Carlo Mercuri. I ganci (Roco invece che NEM) sono stati sostituiti da Carlo

La leggera imbarcatura del tetto che si nota nel carro con garitta di Euromodellismo la si ritrova in vari dei modelli dello stesso produttore posseduti da Paolo Angioy e visibili nel suo fotostream su Flick’r.

HiTech Railroad Modelling ha carri F (tutti senza garitta) bianchi con loghi pubblicitari Cinzano, Alemagna e Motta (varie versioni) a 25 €, e un carro rosso vagone con luci fine convoglio a 40 €. Anche questi sono modelli rappresentanti carri con cassa in legno.

Carro F “Motta” di HiTech RR Modelling

Assoenne produce lastrine per tre diversi carri F: versione 1912, 1925 e 1942 (tutte senza garitta) a prezzi tra gli 8 e i 10 € (ma gli acquisiti sono riservati ai soci).

Carro F 1912 (cassa in legno)  di Assoenne – passo corto

Carro F 1925 (cassa in legno)  di Assoenne – passo corto

Carro F 1942 di Assoenne – passo lungo

Bellissimi poi i carri prodotti in alpacca e ottone da Sagi. A guardare le foto si stenta a credere siano oggetti in scala N… Sono stati realizzati sia con che senza garitta, a prezzi tra i 50 e i 60€ (ma con forti riduzioni per i possessori di SagiCard).

Carro F senza garitta – Sagi 

Carro F con garitta – Sagi

Carro FFI di Sagi – dalla collezione Angioy

Veniamo quindi ai carri di MW Modell, appena giunti sul mercato (ma verranno prodotti in piccola quantità: 200 esemplari per pezzo). Un set di due carri (con numeri di serie diversi) costa 50 €.

Carro F senza garitta di MW Modell (foto Sven Franz, clicca sull’immagine per ingrandire)

Davvero notevole l’agganciamento ravvicinatissimo! Sono disponibili sia con che senza garitta (lunghezze rispettivamente 62 mm e 57,5 mm), in varianti epoca 3 ed epoca 4.

Le tre versioni (corrispondenti a tre diverse epoche) del carro F con garitta di MW Modell (foto Sven Franz)

Ricordo infine che a Verona sono stati presentati dei carri F di Pirata ancora non completi. Ora sono a catalogo. Anche questi sono venduti a 50 € la coppia, e ci sono tre versioni con Garitta e tre senza, consegna 2011… insomma, sono proprio un “rebranding” dei carri di MW Modell! (Coincidono anche i numeri di catalogo: N-IT-401a/b/c e N-IT-402a/b/c, che seguono lo standard di numerazione di MW Modell).

Carro F di Pi.r.a.t.a. (ancora senza respingenti e decals) assieme alla d341 in esposizione al ModelExpo 2011 a verona

Anche se abbiamo detto che dei carri Gs parleremo in futuro, citiamo qui il carro offerto da Fine Scale München perchè esplicitamente dichiarato come “carro F”. si tratta di una elaborazione di un carro Minitrix a cui sono state aggiunte delle lanterne di fine convoglio lampeggianti e molto curate: 96 € per averlo… Peccato il tipo di logo FS scelto, piuttosto improbabile su un carro a doghe in legno di questo tipo che sarebbe certamente più “a tono” con logo di altra epoca. Sotto, un filmato del carro in azione.

Elaborazione su base Minitrix di Fine Scale München.

Grazie a Paolo Angioy, Carlo Mercuri e Cristian Cicognani per le loro foto, a Carlo Mercuri e a Gigi Voltan per commenti e correzioni, e a tutti i partecipanti alla menzionata thread sul forum ScalaN per le informazioni senza le quali questo post sarebbe stato molto meno ricco.

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pubblicato: 20 marzo 2011 ultimo aggiornamento: 11 maggio 2011

Sono riuscito a fare una rapida visita al Model Expo Italy. Purtroppo avevo solo un paio di ore di tempo, di cui parte da dedicare ad incontrare Paolo e quindi ho potuto fare solo un rapido giro. Sono certo che qualcosa mi sia sfuggito, e non ho avuto il tempo di fare tutte le foto che avrei voluto e raccogliere tutte le informazioni che sarebbero state utili a scrivere questo post.

Nello stand di Pi.r.a.t.a. troneggiavano la nuova D341 prima serie ed un carro F, che meritano una sequenza di foto (cliccando sulle foto le si può ingrandire).

D.341 prima serie e carro F ancora senza respingenti di Pi.r.a.t.a.



Poco sotto un bel merci era trainato da una locomotiva industriale gialla: si tratta della locomotiva n 2 delle acciaierie di Piombino con da tre carri a sponde basse carichi di materiale ferroso pronto ad essere fuso . La motrice è dotata di decoder ed è in grado di funzionare sia in analogico che in digitale.

Lo stand di Lorenzo Colli (LoCoModels) merita un post a parte, che arriverà presto. Aveva la solita stupenda parata di articolate, l’ETR 200 e varie carrozze, tra cui le nuove MDVE di 1. classe e di 2. classe. Una interessante novità è l’annuncio di una E.428 prima serie per dicembre (il prototipo non c’era ancora).

MDVE di Lorenzo Colli (foto di Francesco Eisenmann)

C’era lo stand di Sagi, con i suoi merci ad agganciamento magnetico (non ne abbiamo mai parlato in questo blog, e presto dovremo porre rimedio a questa mancanza).

Lidia Santi e Alberto Casiraghi, dopo aver sospeso la produzione di motrici con la chiusura di EurorailModels e dopo l’avvio delle nuova EuroTrainSL con la fortunata serie delle Centoporte, hanno portato due importanti novità: la D.449 di cui abbiamo già parlato, e i Treni ad Alta Frequentazione in varie livree, a cui dedicheremo un post separato.

TAF di EuroTrainSL

HiTech RRModelling ha (a gran richiesta) rifatto i carrelli delle sue E424, derivandoli dai Lima. Ce n’era in vetrina ancora una con i carrelli “tedeschi”, a vederli vicino a quelli nuovi l’inadeguatezza della vecchia versione è proprio palese. Era presente poi la già nota Gr835 che mostrava le sue ottime qualità dinamiche.

E.424 di HitechRRModelling coi carrelli rifatti

Presso lo stand ASN c’era il prototipo della ALn668 – kit in resina con fotoincisioni per gli aggiuntivi, da montare su meccanica Tomytec allungata. E’ possibile prenotarla presso l’Ennegozio (occorre essere soci ASN).

Prototipo della ALn668 di ASN

Come al solito, lo stand ASN aveva il plastico modulare lungo e con alcuni moduli molto belli (a me è piaciuto quello con i lavori di costruzione di una linea metropolitana) e dava spazio ad alcune realizzazioni dei soci (non in vendita), come una coppia di M1 “Emmine”.

Emmine presso lo stand ASN

Assoenne aveva un modulare ancora spoglio, ma miracolosamente funzionante nonostante che sia stato concepito e realizzato in poco più di un mese.

Sono certo di aver perso o dimenticato qualcosa o qualcuno – me ne scuso ma come ho detto ero di corsa. Integrerò il post se avrò indicazioni o suggerimenti da qualcuno.

E’ stata una bella occasione per incontrare di persona “nomi” che avevo conosciuto via web o e-mail: Paolo Angioy, Marco Gallo, Lorenzo Colli, Christian Cicognani. Magari l’anno prossimo cercherò di prendermi una giornata intera.

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pubblicato il 2 dicembre 2010, ultimo aggiornamento: 10 ottobre 2012

Un indice delle motrici italiane prodotte in scala N è già stato compilato all’interno di questo blog, e tenta di essere un censimento di quanto è stato prodotto per essere venduto (e quindi non come pezzi unici per uso individuale) senza porsi il problema della reperibilità dei pezzi.

Qui il punto di vista è differente. L’idea è di cercare di capire quanto si riesca a trovare con una relativa facilità (anche se con un pò di pazienza) tramite Internet (e quindi ad esempio senza partecipare alle mostre-scambio che non sono ovunque), ed imponendo un tetto di costo. Il tetto è scelto sulla base di alcune domande che ho ricevuto – ed è analogo a quanto i miei interlocutori dichiarano essere la spesa per procurarsi dei modelli di qualità accettabile nella scala maggiore (io non sono un esperto di H0). L’idea è di non sforare i 150 euro, e se possibile restare entro i 100. So che la scelta è arbitraria: chi ne vuole fare una diversa faccia l’esercizio: qui le regole del gioco sono queste.

Dunque, che cosa si riesce a fare, sia rivolgendosi al mercato dell’usato che al nuovo e senza ricorrere all’autocostruzione? Certo. l’autocostruzione è una risorsa preziosa, ma di nuovo non è l’oggetto del discorso qui ed ora.

Iniziamo con il mercato del “nuovo”: consideriamo sia modelli industriali che artigianali, ma SOLO restando entro la fascia di prezzo che ci siamo proposti, anche se questo taglia fuori molti pezzi di indiscutibile interesse per il modellista. Nelle prossime puntate passeremo in rassegna anche altre opzioni, sempre “pret-a-porter”: usato e motorizzazione di modeli statici.


1) Materiale prodotto da industrie del settore ferromodellistico


Come per le vetture passeggeri, anche qui qualcosa è molto facile, perchè acquistabile nei negozi (anche on-line). Non è proprio esaltante: solo SERFER e Ferrovienord (FNM), niente FS o Trenitalia. a parte una interessante loco a vapore Fleischmann.

  • Loco diesel Vossloh G2000 Serfer (di Mehano) disponibile da conrad a 100€ (circola in Italia anche con livrea SBB, anche disponibile da Mehano)
Serfer Vlossoh G2000 Mehano

Serfer Vossloh G2000 Mehano

  • Loco diesel SERFER FS V60 (Fleischmann 931008.1) disponibile da tecnomodel a 118€.
Serfer FS V60 Fleischmann

Serfer FS V60 Fleischmann

  • Locomotiva elettrica Re 474-017 (alias E189) delle FNM Cargo (Hobbytrain, 135€ a listino, attualmente – nov 2010 – acquistabile a 119€ su trenietreni o su tecnomodel. (Circola in Italia anche in versione MRCE nera e SBB E474 anche prodotte da Hobbytrain)
Re474 Ferrovie Nord Milano (Hobbytrain 2906)

Re474 Ferrovie Nord Milano (Hobbytrain 2906)

  • Ancora la E189, questa volta di Minitrix (art 12164) in versione Ferrovie Nord Milano. Fino a pochissimo tempo fa si trovava nuova, su ebay.de, come “compra subito” a meno di 150€, ora la reperibilità non è più facile.

E189 FNM di Minitrix

  • Gr.460: a catalogo Fleischmann nel 2010, si trova nei negozi. Finalmente, dopo anni di pseudoitaliane con ruote nere e decals da attaccare, Fleischmann ha italianizzato una motrice tedesca apparentemente come si deve anche se ancora con alcuni dettagli fuori posto. Di listino sfora il nostro tetto di spesa – 209€ a listino, 190€ nei negozi ( ad esempio il Modellbahnshop-Lippe) ma su ebay se ne trovano nuove in svendita anche sotto in 150€ (a volte sensibilmente sotto!)
Gr460 a listino Fleischmann nel 2010

Gr460 a listino Fleischmann nel 2010


2) Materiale artigianale


2a) HiTech RailRoad Modelling

Tra i produttori artigianali, pochissimo stanno entro il tetto che abbiamo definito. Uno di questi è HiTech RailRoad Modelling di cui abbiamo già parlato in passato.

I prodotti che stanno nella fascia di prezzo che abbiamo arbitrariamente definito sono:

  • FS 213 901-917 (Köf II ), in livrea verde e castano-isabella. Si tratta di adattamenti di prodotti Arnold riverniciati e con la motorizzazione migliorata (i Köf originali di Arnold sono famosi per la sistematica distruzione di una ruota dentata in plastica nella trasmissione…). Il prezzo è 95€.
I due Köf II di HiTech Railroad Modelling

I due Köf II di HiTech Railroad Modelling

  • E.424, in livrea castano e castano-isabella. La motrice ha la carrozzeria in resina, il telaio in metallo bianco, motore mashima 3 poli con volano, e trazione su entrambi i carrelli; l’unico materiale commerciale sono i carrelli completi che sono di Arnold. Si noti che le fiancate dei carrelli non riproducono quelle della E.424. Il prezzo è attorno ai 150€.

E.424 Castano-Isabella di HiTech RR Modelling

Altre motrici (E.424 XMPR e Gr.835) hanno prezzi più alti del nostro tetto.

2b) ACAR

Paolo Angioy mi segnala che Achille Carminati ha disponibili, o può preparare su ordinazione, delle Graham Farish 7F modificate per riprodurre la Gr, 737. Il prezzo è 139 €. Achille Carminati non ha un sito web, ma per contattarlo si possono usare le informazioni raccolte nel nostro indirizzario.

Gr.737 di ACAR, dalla collezione di Paolo Angioy


3) Materiale prodotto da Associazioni: Assoenne


NOTA del 2014: questa sezione ha ormai solo interesse storico. Il sito assoenne.org non esiste più. Parte dell’attività é confluita in NParty.

Assoenne è una associazione senza fini di lucro il cui scopo è promuovere il fermodellismo in Scala N in stile italiano, di buona qualità e a basso costo. Per raggiungere tale scopo l’associazione si prefigge di produrre in proprio modelli di rotabili ed accessori in stile Italiano da rivendere al puro prezzo di costo ai soli propri associati. (le informazioni sono state desunte dal sito di Assoenne nel 2010).

Per ottenere i modelli di Assoenne è necessario iscriversi all’associazione, pagando 100€ (l’anno – ovvero 365 giorni a partire dalla data di iscrizione). La soglia di ingresso è significativa, ma i vantaggi lo sono altrettanto. Infatti ll “catalogo” è ricco di modelli a prezzi interessanti (anche se non sempre sono subito disponibili ” a magazzino”.  Attualmente (2012) il “negozio” del sito non è attivo, e le iscrizioni sembano essere chiuse, ma forse riapriranno in futuro. Passiamo in rassegna quanto era a listino l’ultima volta che il sito era pubblicamente raggiungibile, perchè tutti stanno ampiamente entro il nostro tetto di costo.

  • E.444, baffoblu e bafforosso. Modello in resina. Il sito dichiara una motorizzazione commerciale con doppio volano e motore a 5 poli. Il prezzo è 95€. Comparate con le Rivarossi che si possono trovare usate (a caro prezzo) le Assoenne sembrano avere pantografo migliori (dalle foto si direbbero dei Sommerfeldt). Credo che le foto non facciano giustizia del modelli, in quanto scattate prima della applicazione di decals. Non avendole provate (ma intendo acquistarle non appena saranno nuovamente disponibili – non sono ancora iscritto ad Assonenne) non sono in grado di comparare le qualità dinamiche del mezzo con quelle (buone ma non eccelse) del modello Rivarossi.
E444 BaffoBlu di Assoenne

E444 BaffoBlu di Assoenne

E444 BaffoRosso di Assoenne

E444 BaffoRosso di Assoenne

  • E.402B, origine e XMPR. Modello realizzato in fusione di metallo bianco. Stando al sito, la motorizzazione è Kato con motore a 5 poli e doppio volano. Sempre a quanto si può giudicare delle fotografie, i modelli sembrerebbero dotati di pantografi Kato. Il prezzo è 95€.
E402B Origine di Assoenne

E402B Origine di Assoenne

E402B XMPR di Assoenne

E402B XMPR di Assoenne

  • E.400, in tre livree: FS, Ferrovia Bologna-Vignola e Ferrovia Aosta San Pre Didier . Modello realizzato interamente in fusione di metallo bianco, motore a 5 poli con volano, presa di corrente e trazione su tutti gli assi.Il prezzo è 80€.
E400 di Assoenne

E400 di Assoenne

  • ALe.840 + Le840. ALe.840 realizzata in metallo, dotata di 2 motori con giunti cardanici e carrelli isostatici. Le840 in resina con telaio e porte in fusione di metallo. Il prezzo è 95€ per la ALe840 e 35€ per la Le840.
ALe 840 di Assoenne

ALe 840 di Assoenne

  • D342 2001. Il modello è realizzato in resina e dotato di una motorizzazione Kato-Hobbytrain. Il prezzo è 95€.
D342 2001 di Assoenne

D342 2001 di Assoenne

  • D342 4000. Il modello è realizzato in resina e dotato di una motorizzazione Kato-Hobbytrain. Il prezzo è 95€.
D342 4000 di Assoenne

D342 4000 di Assoenne

Oltre all’accesso a questi modelli, la quota Assoenne permette di ottenere sconti su una selezione di materiale Fleischmann.

Distribuendo il costo della quota Assoenne anche solo su un paio di modelli si rientra agevolmente nel tetto di costo previsto per modello, acquistandone di più i vantaggi sono davvero significativi.

Fin qui abbiamo parlato di motrici nuove. La prossima volta ci occuperemo di quelle usate, che possono essere un’altra opzione assai interessante.

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ultimo aggiornamento: 4 novembre 2010

Quest’anno il solito report su Novegro di Giorgio Donzello si è fatto un po’ attendere ma è come sempre succoso, anche se la parte dedicata alla scala N è piccola (ma riflette il fatto che la scala maggiore la fa da padrone alla mostra). Come al solito, il rapporto di Giorgio è ben scritto, dettagliato e ricchissimo di immagini (che possono essere ingrandite cliccandoci sopra).
Tra le segnalazioni principali (presto disponibili commercialmente) notiamo:

  • le novità di Euromodell (al solito, dei gioiellini…): E444 e Frecciarossa
  • prototipo TAF di Assoenne
  • prototipo di Gr835 di Hitech rr Modelling (disponibile su prenotazione a 290€)

Frecciarossa di Euromodell

Gr835 di HiTech RR Modelling

Inoltre ci sono varie immagini dei lavori presentati al Premio Muzio: una vetrina di meraviglie!
Il rapporto è raggiungibile su rotaie.it.

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