Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Locomodel’

Pubblicato il 2 luglio 2016, ultima modifica 7 settembre 2016

Negli anni trenta le Ferrovie dello Stato si erano poste ambiziosi obiettivi di modernizzazione, che interessavano sia  le linee che parco di rotabili. Dopo la felice sperimentazione del 1927 con l’elettrificazione a 3000 V in continua della Benevento-Foggia e le nuove macchine E.626, si decise di estendere alle dorsali principali la nuova elettrificazione, iniziando dalla Milano–Bologna–Firenze–Roma–Napoli–Reggio Calabria, e si progettarono le nuove motrici atte al servizio: la E.326 del 1931 e la E.428 del 1934. I nuovi treni leggeri, le Littorine, sostituivano il vapore per  sbrigare il traffico non pesante (e prevalentemente locale) sulle restanti linee non elettrificate. In questo contesto, nacque l’idea dell’Alta Velocità dell’epoca, basata sul ETR.200 progettato nel 1934, entrato in servizio nel 1936 e capace di stabilire, nel 1939, il record di velocità media sulla lunga distanza.

ETR.209 a Milano nel 1938 - Foto Breda

ETR.209 a Milano nel 1938 – Foto Breda

Alcune direttrici importanti restavano però non elettrificate a 3000 Volt: tra queste la Torino-Milano-Venezia e la Milano-Genova. Per queste linee si progettò un treno che avrebbe dovuto essere l’analogo dell’ETR.200, ma a propulsione diesel: l’ATR.100.

(altro…)

Annunci

Read Full Post »

Pubblicato il 23 maggio 2016

Quest’anno il classico appuntamento veronese  si è spostato di qualche mese: invece del classico fine febbraio-inizio marzo è traslocato verso questa fine di maggio. E’ stato un bene? Difficile giudicare. Al mattino, fino allo scorso anno, gran coda per entrare ai parcheggi, quest’anno invece no. L’impressione che lo spazio commerciale si sia un pochino ridotto, ma è un ‘impressione.

Di certo non è calato lo spazio occupato dalla scala N, presidiato come ormai da tradizione dai megaplastici modulari di ASN ed Nparty, sempre più belli e ricchi, con i gruppi di soci-amici impegnati come sempre tra piacevoli chiacchiere, manutenzione tecnica e attività conviviali.

La curiosa ambientazione marina dell'Eremo di San Colombano (l'originale è in Vallarsa, presso Rovereto in provincia di Trento)

NParty: la curiosa ambientazione marina dell’Eremo di San Colombano (l’originale è in Vallarsa, presso Rovereto in provincia di Trento)

Eremo di San Colombano di Stefano Dalli sul modulare NParty.

Eremo di San Colombano di Stefano Dalli sul modulare NParty – modulo realizzato da Alberto Fontana.

Un po' di Francia sul modulare ASN, mentre una Picasso sfreccia davanti al tipico paesino d'oltralpe

Un po’ di Francia sul modulare ASN, mentre una Picasso sfreccia davanti al tipico paesino d’oltralpe

(altro…)

Read Full Post »

Pubblicato il 6 febbraio 2016

Abbiamo ampiamente discusso delle carrozze Gran Comfort in due puntate, una sull’epoca d’oro delle stesse e l’altra sul loro destino nel nuovo millennio. Nel farlo ci siamo occupati delle carrozze passeggeri, dei bagagliai e dei furgoni-generatori. Di questi ultimi abbiamo poi parlato discutendo della carrozza “Pizza Express”. Ci restano da trattare le vetture ristorante appartenenti alla stessa famiglia.

I convogli TEE comprendevano una carrozza ristorante progettata e costruita dalla FIAT entrate in servizio in cinque unità nel 1972. Le vetture vestivano la bella uniforme di servizio giallo-rossa internazionalmente dedicata ai convogli di lusso che interconnettevano grandi città europee.

La ristorante TEE 79 - foto dal forum di www.amicitreni.net/

La ristorante TEE 69, lato cucina – foto dal forum di http://www.amicitreni.net/

(altro…)

Read Full Post »

Pubblicato il 16 maggio 2015, ultimo aggiornamento 27 settembre 2015

I nomi dei colori FS avevano un che di poetico. I migliori, probabilmente, sia come poesia che come estetica erano le due coppie che hanno vestito i rotabili più eleganti ed affascinanti che le nostre ferrovie di stato abbiano avuto: blu orientale e grigio perla, verde magnolia e grigio nebbia.

Splendida accoppiata ETR.253 - ETR 242 in una bellissima immagine di Stefano Paolini da photorail.com

Splendida accoppiata ETR.253 – ETR 242 in una bellissima immagine di Stefano Paolini da photorail.com

Tra le due coppie di colori, la prima in ordine di tempo fu la verde magnolia (Lechler LE006/158) – grigio nebbia(Lechler LE006/126). L’esordio fu nel 1952 con l’ETR.300 “Settebello.

ETR.302 nel 1985 nei pressi di Rovigo - Foto © Enrico Paulatti da photorail.com

ETR.302 nel 1985 nei pressi di Rovigo – Foto © Enrico Paulatti da photorail.com

Per vari anni i colori furono riservati a questo lussuoso convoglio.
(altro…)

Read Full Post »

Pubblicato il 14 dicembre 2013

Abbiamo recentemente parlato delle carrozze “Medie Distanze – Vestiboli (para)Centrali)” che introdussero la nuova livrea destinata ad individuare i convogli vicinali. Qui passiamo in rassegna i vari rotabili che vestirono questa livrea.

Sulla nascita della livrea circola una storiella, che si dice fosse narrata a lezione all’università di Firenze dal Prof. Vinicio Brandani nel corso di tecnica ed economia dei trasporti. Nella stagione di serie A di calcio 1980-1981, dopo un derby fra Fiorentina e Pistoiese (vinto da quest’ultima), un operaio addetto alla verniciatura tifoso della Pistoiese applicò una striscia arancione orizzontale – colore di questa squadra – lungo la fiancata di una carrozza di prova verniciature. Il giorno seguente un’altro operaio, tifoso della Fiorentina, vi applico sotto per ripicca un’altra striscia uguale ma nel colore viola della squadra gigliata. Ai tecnici di FS l’accostamento piacque, e  decisero che quella sarebbe stata la nuova livrea per i mezzi navetta.

Se la vicenda abbia qualche fondo di verità non lo sappiamo, né sappiamo se vi siano analoghi racconti riguardo alla variante della livrea (la navetta MDVE) che fu applicata alle carrozze sorelle delle MDVC: di quest’ultima parleremo altrove.

MDVC in livrea originale - foto da tbelluno.altervista.org

MDVC in livrea originale – foto da tbelluno.altervista.org

MDVC Piilota passante - Foto © Graziano da trainzitaliafoto

MDVC Piiota passante – Foto © Graziano da trainzitaliafoto

Semipilota MDVC TD + Semipilota Piano Ribassato - Foto Ale724 dal forum di www.ferrovie.it

Semipilota MDVC TD + Semipilota Piano Ribassato, entrambe in livrea MDVC – Foto Ale724 dal forum di http://www.ferrovie.it

In un epoca in cui il grigio ardesia era ubiquo, e mentre ancora restavano circolavano delle carrozze in castano-isabella, la nuova livrea immise sui binari italiani una nota di colori insoliti: Beige (Lechler LE006/098), Arancio MDVC  (Lechler  LE006/097 (RAL2010), Viola MDVC  (Lechler  LE006/096) e Grigio Grafite (Lechler  LE006/099, imperiale e fascia bassa del telaio).

Fu intesa come elemento distintivo per i treni di interesse locale rispetto a quelli a lunga percorrenza. Come tale fu poi applicata anche ad altre carrozze progettate per il traffico vicinale: le Tipo Vicinale (Piano Ribassato) (che furono convertite dal precedente grigio) e le Doppio piano Casaralta, che questa livrea la vestirono alla nascita (entrambi i tipi con le rispettive pilota).

P.R. in livrea navetta a Rapallo nel 1997 - Foto © Fabrizio Tellini da Trenomania

P.R. in livrea navetta a Rapallo nel 1997 – Foto © Fabrizio Tellini da Trenomania

Casaralta il livrea Navetta - foto © F.Tellini da Trenomania

Casaralta il livrea Navetta – foto © Fabrizio Tellini da Trenomania

Per ottenere convogli cromaticamente omogenei, la colorazione fu poi applicata anche ad alcuni bagagliai-postali:  Tipo 1978R nDu (ex Bz 30.000), e Tipo 1964T nDU.

Bagagliaio-postale nDU livrea MDVC a Messina nel 2005 - foto da trenoincasa.forumfree.it

Bagagliaio Tipo 1978 R nDU livrea MDVC a Messina nel 2005 – foto da trenoincasa.forumfree.it

L'altro lato di un 1978R Dz-nDU - Messina, 2007, Foto © B.Liali

L’altro lato di un 1978R Dz-nDU – Messina, 2007, Foto © B.Liali

Bagagliaio-postale 1964T - 50 83 91-78 215-0 nDU a Pisa nel 1994, Foto © Raffaele Bonaca da trenomania

Bagagliaio 1964T – 50 83 91-78 215-0 nDU a Pisa nel 1994, Foto © Raffaele Bonaca da trenomania

Altro lato di un Bagagliaio-postale 1964T -Foto © Ernesto Imperato da trenomania

Altro lato di un Bagagliaio 1964T – Foto © Ernesto Imperato da trenomania

Nel 1968, con la consegna delle prime carrozze intermedie e pilota, pensate appositamente per treni navetta, erano state modificate alcune locomotive della classe E.646 (dalla 187 alla 210) per fare i primi esperimenti di treni bidirezionali. Date le loro doti di alta affidabilità, l’esito fu più che positivo, al punto che, dopo l’entrata in servizio delle nuove E656, tutte le E646 vennero trasformate in locomotive  in grado operare in push-pull per treni navetta. Per esse nel 1981 fu adottata la livrea navetta-MDVC. L’imperiale della motrice era inizialmente in color grafite come le carrozze, e a partire dal 1985 fu modificato in color alluminio per facilitare lo smaltimento del calore.
nello stesso grigio della carrozzeria, ma a partire dal 1985 fu modificato in color  argento. Contestualmente sul frontale il rettangolo arancione divenne il “baffo” arancio-viola. (Su trainsimsicilia.net si trova una curiosa foto che mostra la livrea navetta riemergere da una 646 XMPR “spellicolata”)

E.646 Navetta a Rogoredo, ancora con rettangolo arancio sul frontale ed imperiale grigio ardesia ne 2002 - Foto © Maurizio Messa da flickr.

E.646 Navetta a Rogoredo, ancora con rettangolo arancio sul frontale ed imperiale grigio grafite nel 2002 – Foto © Maurizio Messa da flickr.

E646.046 Navetta nel 1997sulla Firenze-Pisa. Foto © Fabrizio Sozzi da flickr

E646.046 Navetta nel 1997 in coda ad un convoglio di MDVC sulla Firenze-Pisa. Foto © Fabrizio Sozzi da flickr

E.646.121 con le doppio piano - Foto © Maurizio Messa da flickr

E.646.121 in testa ad un treno di doppio piano – Foto © Maurizio Messa da flickr

Per le linee non elettrificate, fu la D.445 ad essere resa omogenea al convoglio. Per la trazione diesel le semipilota dovevano essere le MDVC non passanti TD, mentre le passanti, con la sola eccezione di una carrozza sperimentale, erano usabili solo con la trazione elettrica. Le non passanti TE invece erano solo in livrea MDVE.

D.445.1080 a Monte Antico nel 1996 - foto © Fabrizio Sozzi da flickr

D.445.1080 a Monte Antico nel 1996 con le MDVC – foto © Fabrizio Sozzi da flickr

D.445 a Saline Joniche nel 1995 - SI distinguono due carrozze nAB dietro la motrice - Foto © Stefano Paolini da photorail.com

D.445 a Saline Joniche nel 1995 – SI distinguono due carrozze nAB dietro la motrice – Foto © Stefano Paolini da photorail.com

D.445.1109 e convoglio eterogeneo in livrea MDVC nei pressi di Novara nel 1991. Foto © Franco Pepe da littorina.net

D.445.1109 e convoglio eterogeneo in livrea MDVC nei pressi di Novara nel 1991. Foto © Franco Pepe da littorina.net

La D.445 è dotata di REC, quindi non aveva bisogno di carri ausiliari che provvedessero a fornire l’energia necessaria per il riscaldamento delle carrozze. Tuttavia, alcune di questi (dei Carri Motogeneratori Tipo 1983R nVrec 60 83 99-39 815…833 e dei Furgoni-Bagagliai Generatori Tipo 1983 nVDRec60 89 99-79 902..929 ) vennero verniciati in livrea MDVC, al fine di poter comporre dei convogli trainabili anche da altre motrici diesel (come ad esempio la D.443) che però non furono mai verniciate in MDVC.

Una coppia di nDVRec mostra le due fiancate: a vettura di destra mostra il lato del corridoio e della porta per l'accesso dall'esterno al vano generatore. La vettura di sinistra, invece, mostra il lato con il vano del generatore con le griglie di ventilazione e quello per il capotreno e del bagagliaio. Foto © Giancarlo Giacobbo da www.ilmondodeitreni.it

Una coppia di Tipo 1983 nDVRec mostra le due fiancate: Foto © Giancarlo Giacobbo da http://www.ilmondodeitreni.it

Nella foto sopra, la nDVRec di destra mostra il lato del corridoio e della porta per l’accesso dall’esterno al vano generatore.
Quella di sinistra, invece, mostra il lato con il vano del generatore con le griglie di ventilazione e quello per il capotreno e del bagagliaio.

nVrec 99 79 816-4 ad Alessandria nel 2006 - Foto © Emiliano Maldini da www.immaginiferroviarie.com

Tipo 1983R nVrec 99 79 816-4 ad Alessandria nel 2006 – Foto © Emiliano Maldini da http://www.immaginiferroviarie.com

L'altro lato di un nVRec (60 83 99-79 815-6) Foto © SanMarco1 da www.trenomania.org

L’altro lato di un nVRec (60 83 99-79 815-6). Verona 2002. Foto © SanMarco1 da http://www.trenomania.org

Un nVrec con una D.345 - Foto © Raffaele Bonaca da Trenomania

Un nVrec con una D.345 – Foto © Raffaele Bonaca da trenomania

Vi fu un’altra singola motrice elettrica che ricevette la livrea MDVC: la povera E.428.226 soprannominata “Pirata”, che veramente faceva una misera figura vestita da arlecchino! Aveva subito importanti modifiche nel 1986, quando era stata attrezzata presso le Officine Gallinari di Reggio Emilia per il servizio navetta. Venne equipaggiata con l’accoppiatore a 78 poli, ma solo per avere lo sblocco e il controllo delle porte in chiusura sul materiale per medie distanze (MDVC, MDVE, PR). Il telecomando integrale non era possibile a causa dell’inadeguatezza del circuito di comando e blocco: quindi come quarant’anni prima, ai tempi del “Perego“, in spinta la motrice doveva essere presenziata, ed il macchinista doveva eseguire i comandi che riceveva dal suo collega seduto nella vettura pilota. Per rendere la macchina effettivamente telecomandabile sarebbe stato necessario effettuare un gran numero di modifiche al circuito di comando, e si sarebbe dovuto installare anche un impianto antincendio. Secondo quanto si legge su alcuni forum pare mancasse anche il controllo delle sospensioni pneumatiche, con conseguente limitazione a 60 km/h con le doppio piano, e l’avviatore automatico – ma non è certo che così fosse. Fatto sta che le varie limitazioni fecero sì che di carrozze con la sua livrea ne abbia condotte solo occasionalmente.

Rarissima immagine della E.428 Pirata con carrozze con la stessa livrea - Rimini, Locale 8507 per Pesaro il 14/10/86 - Foto da http://digilander.libero.it/GFRIMINESE/rimini4/02.jpg

Rarissima immagine della E.428 Pirata con carrozze con la stessa livrea – Rimini, Locale 8507 per Pesaro il 14/10/86 – Foto da http://digilander.libero.it/GFRIMINESE/rimini4/02.jpg

In compenso pare che abbia trainato di tutto il resto, dai merci ai celeroni, alle carrozze 1959, Corbellini, UIC-X… Mah, davvero una strana revampizzazione!

E.428.226

E.428.226 “Pirata” ad Arquà Polesine nel 1986 in una bellissima foto di Enrico Paulatti © da photorail.com

Tra le elettromotrici e le automotrici, solo una serie ricevette la livrea MDVC: le ALe.724/Le.884/(A)Le724 delle quali abbiamo recentemente parlato. Ricordiamo che, ordinate a fine 1979, furono consegnate nel 1982 in due diverse composizioni di 4 vetture ciascuna. 30 treni erano composti di 2 elettromotrici del tipo “ALe.724” e 2 rimorchiate intermedie “Le.884”. Altri 30 treni con una sola ALe.724 e un rimorchiata pilota “Le.724” al posto della corrispondente elettromotrice.

ALe.724.052 con le rimorchiate a Bardonecchia nel 1999 - foto © Stefano Paolini da photorail.com

ALe.724.052 con le rimorchiate a Bardonecchia nel 1999 – foto © Stefano Paolini da photorail.com

ALe.724- e rimorchiate nel 1992 - Foto © Roberto Bonetti da photorail.com

ALe.724+Le.884+Le.884+Le.724 1992 – Foto © Roberto Bonetti da photorail.com

Come sempre, grazie a Gigi Voltan per alcune preziose precisazioni e correzioni!

Nel modellismo in scala N

Le carrozze passeggeri in livrea MDVC sono state tutte riprodotte. La scomparsa EuroTrain SL aveva realizzato le doppio piano con le relative pilota. Ne riportiamo qui una sola immagine  perché ne abbiamo parlato diffusamente altrove.

P6 - Seconda classe, livrea navetta, logo inclinato

Casaralta di seconda classe, livrea navetta, logo inclinato, modello di Eurotrain SL

Le Tipo Vicinale – Piano Ribassato in livrea MDVC sono state prodotte da Colli (sono ancora a catalogo LoCo) e da Irmodel. Anche a queste abbiamo dedicato un articolo, e rimandiamo ad esso per approfondimenti.

npBz semipilota LoCo, art 3003002, dalla Collezione Angioy

npBz semipilota, LoCo, art 3003002, dalla Collezione Angioy

Irmodel - semipilota Gallinari

Irmodel – semipilota Gallinari

Anche delle carrozze MDVC abbiamo parlato di recente un articolo – ricordiamo che attualmente sono a catalogo LoCo (anche queste con le relative pilota), e che recentemente sono state realizzate in kit da Massimo Fantechi. Come discusso nell’articolo citato, anche Fratix e Eurorail Models le avevano prodotte in passato.

Carrozza MDVC di Colli, interamente realizzata in ottone

Carrozza MDVC di Colli, interamente realizzata in ottone

Ancora le MDVC di Fantechi, nelle due livree. Quella in livrea Navetta ha gli aeratori sull'imperiale in corrispondenza dei vestiboli. Foto M.Fantechi.

Le MDVC di Fantechi, in livrea MDVC e XMPR. Foto M.Fantechi.

Brennero Models ha recentemente realizzato in resina la carrozzeria del carro VRec, ma è il prima serie, non adatto alla verniciatiura MDVC.

La carrozzeria del VRec di Brennero Models

La carrozzeria del VRec di Brennero Models

Stesso discorso per quello realizzato in precedenza, sempre in resina, da Ilario Baccari (Ferrovie del Caimano).

Carro riscaldo VRec di Ferrovie del Caimano

Carro riscaldo VRec di Ferrovie del Caimano

Non mi pare invece che nè il nVDrec, nè i due bagagliai siano mai stati realizzati in N (o almeno non ve ne sono tra quelle fatte per essere ceduti a terzi: non posso escludere che qualche modellista le abbia realizzate per se stesso).

Per le motrici, la E.646 navetta è a catalogo LoCo (Colli) ed è in passato stata realizzata da Cestaro e da CLM.

Una rara E.646 Navetta realizzata da Cestaro

Una rara E.646 Navetta realizzata da Cestaro

Vista frontale della e.646.129 realizzata da Cestaro

Vista frontale della e.646.129 realizzata da Cestaro

E.646 Navetta Loco,Foto Collezione Angioy

E.646 Navetta Loco – versione imperiale color grafite, Foto Collezione Angioy

E646 Navetta CML (art. n. 1206)

E646 Navetta CLM (art. n. 1206)

E.646 Navetta CLM, prima serie senza numeri sul pancone

E.646 Navetta CLM, prima serie priva di alcuni dettagli e senza numeri sul pancone

La D.445 si è vista da Locomodel (Giorgio Donzello, da non confondere con Locomodels, Lorenzo Colli), che l’ha realizzata in ottone nel 2008. Non so se ve ne siano state verniciate in MDVC, ma certo l’applicazione della livrea non sarebbe un problema per molti.

La cassa in ottone della D.445 di Locomodel (da rotaie.it)

La cassa in ottone della D.445 di Locomodel (da rotaie.it)

Nel 2008, l’allora neonata “ditta” Pi.R.A.T.A. aveva prodotto e venduto la D445. Fu realizzata solo in livrea XMPR. Alcuni decisero di riverniciarla in MDVC. Tra questi Mario Vason e Mario Malinverno. Mario V. ne parla sul suo blog cretaz-station.blogspot.it. Il lavoro di verniciatura fatto da Mario M. è invece documentato in una cartella di foto sul vecchio forum ASN (per accedere credo occorra registrarsi).

LA D.445 Pi.r.a.t.a. ridipinta da Mario Vason (foto sua)

LA D.445 Pi.r.a.t.a. ridipinta da Mario Vason (foto sua)

nB MDVC Fratix - Foto Alessandro Chite dal forum ASN

La D.445 (Pirata, verniciata da Mario Malinverno)  traina una nB MDVC Fratix – Foto Alessandro Chite dal forum ASN

La 445 è realizzata anche da NParty in resina (solo per i soci). Sono state realizzate tutte e tre le serie: la seconda e la terza sono adatte ad essere verniciate in livrea navetta,

D.445 ancora grezza, prodotta da NParty

D.445 terza serie ancora grezza, prodotta da NParty

Dell’Ale.724 si è visto il prototipo in lavorazione, presentato da Nino Rizzo Borrello a Novegro 2013. I progressi del modello sono documentati sul forum ASN.

La E.428 aerodinamica in livrea “Pirata” è ottenibile da Vittorio Naldini. La realizzazione è in resina, e a giudicare dalle foto ha tutti i limiti del materiale scelto.

E.428.226

E.428.226 “Pirata” realizzata da Vittorio Naldini (foto dal suo sito)

Per finire, come curiosità, riportiamo che Lima, che ne ha fatta una più di Bertoldo, è riuscita a produrre (in H0) una (ovviamente mai esistita) Tartaruga prima serie nei colori navetta… Ma davvero qualcuno ne sentiva il bisogno?

Lima E.444.001 H0 negli improbabili colori MDVC...

Lima E.444.001 H0 negli improbabili colori MDVC…


Articoli sulle livree FS e Trenitalia su questo blog

Read Full Post »

Pubblicato: 1 dicembre 2012, ultima modifica 17 luglio 2016 

Il Binato Breda è interessante non solo per la sua forma straordinaria, ma anche poiché valicava le frontiere correndo anche in Germania, Francia, Austria e Svizzera.

ALe.442 con il 448 al seguito, con logo TEE a Bolzano nel 1970 (Mediolanum). Foto © Pedrazzini da photorail.com

Forse proprio per questa vocazione internazionale è stato modellato in scala N da vari produttori (anche esteri). Fu la prima incarnazione italiana del mitico Trans Europe Express, che per l’Italia incardinava su Milano prestigiose relazioni internazionali: il Mediolanum, il Mont Cenis, il Ligure ed il Lemano. Un po’ per le sue forme arrotondate, un po’ perché la data di inizio esercizio era l’ottobre 1957, in Germania il treno veniva chiamato “lo Sputnik”.

Tabelle di percorrenza dei 4 TEE basati sul Binato Breda

Le due automotrici, costruite dalla Ernesto Breda di Sesto S. Giovanni negli anni 1957 e 1958, in un totale di 18 unità in due ordinazioni successive, si dividevano in due tipologie di casse (ALn.442 e ALn.448) e formarono nove treni destinati a realizzare i prestigiosi TEE. Le automotrici furono classificate TEE 448-442 201-209 (la prima cifra del seriale, 2, indica il costruttore Breda). I soli carrelli estremi del complesso erano motori. Essi venivano azionati da due motori orizzontali posti sotto le casse del binato. La trasmissione era meccanica, con cambio epicicloidale Wilson a cinque marce, a comando sia manuale che automatico (impostabile dal macchinista).

TEE Ligure a Roquebrune sulla Cote d’Azur. Foto da marklinfan

La scelta di operare tramite delle macchine a nafta era dettata dall’esigenza di minimizzare i tempi di attraversamento del confine, penalizzati nel caso della trazione elettrica dalla necessità di effettuare un cambio di trazione. Sulla linea del Brennero i cambi di trazione necessari erano due, perché la Bolzano-Brennero era, fino al 30 maggio 1965, ancora alimentata in trifase. Lo stesso avveniva per il Ligure, perché anche la Riviera di Ponente aveva alimentazione trifase. Su youtube c’è un raro filmato degli anni ’60 girato dal macchinista Mario Pacini. Al minuto 5:45 si può vedere il TEE Ligure incrociare a Sanremo il treno trainato dalla trifase E.431 pilotato da Pacini. I binati erano bloccati ed avevano una capienza di 90 posti a sedere di prima classe per convoglio. La numerazione delle più vecchie automotrici FS contiene spesso l’indicazione del numero di posti a sedere: così ALn 448 indica un’automotrice leggera a nafta con 48 posti (Sempre nella notazione standard dell’epoca, la duplicazione della prima cifra indicava – con qualche eccezione – la possibilità di accoppiare più automotrici dello stesso gruppo con il comando multiplo).

Interni della ALn.448 - Foto © Corrado Sala da www.ferrovie.it/forum

Interni della ALn.448 – Foto © Corrado Sala da http://www.ferrovie.it/forum

La ALn 442 era l’automotrice con cucina, ed il numero di posti disponibili scendeva di 6 proprio per ricavarne lo spazio necessario. Non vi era però uno scompartimento ristorante: i piatti erano serviti direttamente al posto, come nelle automotrici TEE francesi RGP825 o come in aereo, grazie a tavoli ripiegabili e ai servizi di personale specifico previsto dai capitolati TEE e presenti quindi su tutti questi treni. Vi era un piccolo compartimento dedicato alla dogana, così da poter effettuare le operazioni frontaliere di controllo a bordo del treno evitando una lunga sosta ai confini.

Figurino della 442-448, autore Antonino Taverna (Anthos) da wikimedia

Disegni quotati della 442-448. Da rotaie.it

Disegni quotati della 442-448. Da rotaie.it

La linea di queste macchine é figlia del periodo in cui sono state progettate e risulta decisamente slanciata e aerodinamica; esteriormente le due casse sono simili, differendo prevalentemente per il posizionamento delle porte e di qualche finestrino. La ALn 448 è riconoscibile immediatamente per vari particolari, tra i quali i più evidenti sono le serrande che danno accesso al vano bagagli. Anche la forma dell’imperiale permette di primo acchito la distinzione tra le due.

ALn.448 davanti e 460 (ex 442) dietro in Cadore nel 1983. Si notino i differenti imperiali. Foto ©Enrico Paulatti da photorail.com

Le due casse che compongono ogni complesso sono tra di loro intercomunicanti, rendendo accessibili tutti i servizi presenti in ognuna di esse a tutti i passeggeri del treno. I nove convogli in servizio TEE collegavano Milano con Monaco di Baviera (Mediolanum), con Lione (Mont Cenis), con Marsiglia (Ligure, prolungato per alcuni anni fino ad Avignone al fine di permettere la coincidenza con il TEE Catalan Talgo diretto a Barcellona) e con Ginevra (Lemano) con servizi di andata al mattino e di ritorno alla sera, permettendo, così, agli uomini d’affari di svolgere le loro attività e di far rientro nella stessa giornata. Il successo di questi collegamenti veloci fu notevole e rese presto necessario l’abbinamento di due complessi ALn 442/448 per raddoppiare il numero di posti a sedere.

FS ALn 442/448 in composizione doppia nel 1963 presso la stazione di Kufstein in partenza in direzione MüŸnchen. SI può notare il cartello italiano di fine convoglio sopra il respingente destro.  Foto © Heinrich Weisz, da http://www.finescalemunchen.de

Talvolta le esigenze di posti portarono ad abbinamenti quantomeno curiosi, come nel caso del TEE Ligure con rinforzi Le.760 e ALe.601 (in precedenza venivano effettuati anche con ALn.990). Tra Milano e Verona tra il 1960 ed il 1965 il Binato viaggiava accoppiato ad un ETR.220 che espletava il rapido “Rialto”.
TEE Ligure composto dal Binato assieme a una Le760 ed un ALe601, foto da /trenoincasa.forumfree.it, originante da Tuttotreno.

TEE Ligure composto dal Binato assieme a una Le760 ed un ALe601, foto da /trenoincasa.forumfree.it, originante da Tuttotreno.

Altro abbinamento curioso lo si trova in Austria, quando, in occasione di deviazioni dalla via di Kufstein, per far passare il convoglio sulla MittenwaldBahn (Monaco-Garmisch-Innsbruck) che presenta pendenze fino al 3,8% era necessario farlo trainare da una ÖBB 1020.

Binato Breda trainato da una ÖBB 1020 - foto da http://trains-worldexpresses.com

Binato Breda trainato da una ÖBB 1020 – foto da http://trains-worldexpresses.com

Fu proprio lo stesso successo del servizio che decretò la fine delle operazioni TEE del binato: nel 1972, al crescere della domanda, le macchine dovettero essere sostituite per permettere composizioni più corpose. I Binati Breda furono sostituiti da altre macchine (i BR601 tedeschi, ex VT115 o convogli tradizionali, composti di motrice elettrica e vagoni). I Breda furono allora dedicati ad altri servizi.  Nell’ottobre 1972 tutti i loghi TEE vennero eliminati e sostituiti con quelli FS. Vennero modificate le marcature, che da TEE 442 e TEE 448 divennero ALn.442 e ALn.448. Le stesse furono poi standardizzate portando i numeri serali a quattro cifre (erano 201-209, divennero 2001-2008, dato che la 442.202 e la 448.207 era state distrutte in due diversi incidenti che avevano coinvolto il Lemano, uno l’8 novembre 1969 e l’altro il 30 novembre 1971. Su claudiovianini.com ci tova una tabella con le mappature delle numerazioni).

ALn 448 e ALn 460.2006 nel 1983 a Imperia – Si noti il logo FS al posto del TEE – Foto © Donato Rossi da photorail.com

Un binato ALn 442 + ALn 448 venne utilizzato per effettuare il Rapido Mont Cenis non-TEE. Non aveva alcun fregio frontale, né scritte laterali TEE.
I complessi rimasti vennero impiegati nel meridione come treni rapidi sulla linea Bari-Reggio Calabria.

Targhe di percorrenza del “TEE Ligure” e del  “Rapido Bari-Reggio”. Si noti la marcatura: TEE 442 nel primo caso (con il numero di serie ancora a tre cifre), ALn 442 nel secondo (con numero di serie a 4 cifre) Foto Piero Chionna – Nino Carbone da Marklinfan

Dal 1974/1975 circa i convogli tornarono al Nord (depositi di Pavia e Treviso) e nel 1979 vennero modificati: tutte le ALn.442 (tranne la 2002) videro l’eliminazione dello scompartimento doganale e della cucina, che furono sostituiti con posti a sedere. Corrispondentemente vennero installati i finestrini più grandi. In seguito all’aumentato numero di posti a sedere (passati a 60) le macchine furono rinominate ALn.460. Le caratteristiche targhe di itinerario illuminate furono eliminate, e sostituite con le allora standard tabelle di itinerario FS gialle.

448-460 nel 1989, foto © Stefano Paolini da photorail.com

I binati vennero quindi utilizzati nell’Italia Settentrionale come treni espressi (Milano-Calalzo di Cadore e Venezia-Calalzo) e come treni speciali, ma già nel 1983 alcune unità vennero accantonate prima a Treviso e in seguito sui tronchini di alcune stazioni della Treviso-Calalzo e a Primolano. Successivamente vennero demoliti. Il complesso ALn 448/460 n° 2008 è stato mantenuto efficiente per un pò, e nel 2007 era in revisione presso un’officina. Purtroppo ad oggi si trova in uno stato desolante.
ALn.460 a Santhià. Foto tratta dal Forum ASN

ALn.460 a Santhià. Foto tratta dal Forum ASN

La singola automotrice ALn 448.2007 è stata esposta per un periodo in una sala del Museo della Scienza e della Tecnica a Milano, ma purtroppo è successivamente stata smantellata. Davvero un peccato che di un treno così elegante, simbolo di un epoca, non resti che un rottame rugginoso e qualche fotografia.
Il Binato in tansito sull'Adda. Foto @ Maurizio Messa da trainzitaliafoto

Il Binato in tansito sull’Adda. Foto @ Maurizio Messa da trainzitaliafoto

La carrozza intermedia Ln60

Nei primissimi anni di esercizo le FS avevano ipotizzato di aumentare la capienza del treno aggiungendo una carrozza intermedia non motorizzata, che venne marcata Ln60.

Figurino dell Ln 60, da leferrovie.it

Di questa carrozza intermedia vennero prodotti 4 esemplari. Risultò però nel corso delle prove che con una carrozza in più la potenza dei motori delle automotrici era insufficiente a raggiungere le prestazioni richieste per il servizio TEE (specie considerando la necessità di affrontare le rampe transalpine). Le carrozze intermedie vennero perciò impiegate solamente nel 1958-1959 in composizione al treno rapido R587-R590 Torino-Trieste, effettuato da automotrici ALn 448/442 non ancora con marcatura TEE.

Foto ufficiale del complesso triplo n.208 nel 1958

In seguito le carrozze vennero accantonate, poi tra il 1964 e 1970 vennero modificate al fine di usarle come carrozze di prima classe per automotrici elettriche. Riverniciate in castano-isabella, furono impiegate, con la nuova numerazione Le 602 001-004, fino agli anni ’90 avanzati per il rinforzo dei complessi di automotrici elettriche ALe 540, Ale601, ALe 660, ALe840  in servizio locale, soprattutto nel Veneto.

Le.602.2002 in castano-isabella nel 1995, qui inquadrata tra delle ALe 840, foto ©Stefano Paolini da photorail.com

Su leferrovie.it c’è una foto ripresa dal Cornolò che mostra la Le.602 inquadrata tra due ALe.601. Non proprio il massimo come accostamento di colori… per fortuna la foto è in bianco e nero!


In scala N Pozzati Angelo Pozzati, uno dei produttori artigianali che ha caratterizzato la fase a cavallo del cambio di millennio, aveva realizzato a fine anni ’90 il primo Binato Breda in scala N di cui mi sia giunta notizia. Era in lamierino di ottone, e pesava oltre mezzo chilo (250 grammi a pezzo). Secondo alcuni, proprio la massa elevata e la doppia motorizzazione ne facevano un “mulo” instancabile, mentre altri raccontano di esperienze meno felici con questi modelli.

I musetti della ALn nella realizzazione di Angelo Pozzati

Profilo della Binato-Breda di Angelo Pozzati

Maldifassi In genere su questo blog non citiamo modelli prodotti in un singolo esemplare, ma solo quelli realizzati in più copie e ceduti ad altri. Facciamo una piccola eccezione qui mostrando il modello realizzato da Carlo Maldifassi e che ha vinto il premio Muzio dell’ASN nel 2006. E’ realizzato in legno e plastica.

ALn 442-448 autocostruita da Carlo Maldifassi, vincitrice Premio Muzio ASN 2006 (qui la 448)

Fine Scale München Il produttore tedesco ha a catalogo dal 2007 quattro diverse offerte:

  • FS-TEE ALn 448/442 (1390 €)
  • FS ALn448/460 Rapido/espresso, epoca  post-TEE, Marcatura come ALn 448.2002 / 460.2002, ancora con finestrini della versione con cucina.(1390 €)
  • FS ALn 448/Ln60/ALn442, convoglio a tre elementi (1650€)
  • Carrozza intermedia Ln60 (290 €)

Il progetto dichiarato prevedeva inizialmente solo la versione con le marcature relative al collegamento TEE “MEDIOLANUM” (Milano-Monaco a Baviera, con fermate a Verona, talvolta Rovereto, Trento, Bolzano, Brennero, Innsbruck, Kufstein), che è stato effettuato quotidianamente dal 1957 al 1969 da queste automotrici FS-TEE. Per le altre opzioni veniva dichiarato “produzione solo quando c’è un ordine sufficiente” – non so se la condizione si sia mai realizzata.

Disegno della composizione a 3 elementi di FSM

Il produttore dichiara le seguenti caratteristiche: “Tutti i modelli vengono fabbricati con la più alta precisione e rifiniti a mano. Motore a indotto a campana con volano. Illuminazione frontale a tre fanali e luci rosse di coda, secondo senso di marcia. Presa di corrente su tutte le ruote. Cassa in microfusione, finemente verniciata mediante tamponatura. Arredamenti interni riprodotti. Predisposizione per l’installazione di un decoder. Installazione decoder a richiesta. Raggio minimo di percorrenza previsto a partire da 25 cm circa (R2-R3).
Ogni modello o set viene consegnato in una scatola di legno massiccio pregiato, corredato di numero di serie (targhetta di ottone) e certificato.
Non ci è stato possibile trovare evidenza fotografica dei modelli realizzati. Sul sito vi sono solo dei disegni.

Lemaco Nel 2008 alla Fiera di Norimberga le vetrine della Lemaco (Lematec) mostravano il Binato sia in H0 che in scala N.

Versioni in scala H0 ed N del ALn442 di Lematec a confronto

Lematec aveva (ed ha tuttora a catalogo sul proprio sito web) 4 modelli (che credo differiscano solo per le tabelle di percorrenza sulla fiancata):

  • N-201/1 FS Lemano
  • N-201/2 FS Mediolanum
  • N-201/3 FS Ligure
  • N-201/4 FS Mont Cenis

Il prezzo è paragonabile a quello di FSM: 1795 Franchi svizzeri (circa 1300 € quando nel 2011 arrivò nei negozi, ma al cambio attuale quasi 1500 €…). Alla stessa fiera Giorgio Donzello presentava il suo, ed ecco i suoi commenti sul modello Lemaco (tratti da rotaie.it): “Sapendo che anche Lematec (la ex Lemaco) avrebbe presentato il Binato in scala N, dopo averlo gia’ eseguito due anni fa in scala H0, non appena sistemato il mio stand, la prima cosa che sono andato a vedere e’ stato proprio questo piccolo modello figlio di così blasonati produttori. Onestamente, quando l’ho visto, un po’ egoisticamente, sono stato felice di vedere che non era loro riuscito proprio benissimo, soprattutto nei musetti, che sono la parte piu’ caratterizzante e sono caduti nella trappola tipica delle riproduzioni in scala N, cioe’ non sono riusciti a dare l’impressione di leggerezza dell’originale. Mi sembra che sia venuto fuori un po’ “arrabbiato”. Anche le carenature dei respingenti sono completamente diverse dall’originale e contribuiscono non poco a dargli un’aria completamente diversa.”

Musetto del ALn 448-442 in scala N prodotto da Lemaco, dettaglio da un annuncio su ebay

Mediolanum Lematec in scala N, dal sito del produttore

Coppia 442 – 448 di Lematec

Frontale del 448 di Lematec (da rotaie.it)

Dettaglio del 448 di Lematec (da rotaie.it)

Dettaglio del 442 di Lematec (da rotaie.it)

In effetti, anche se nel complesso il modello mi pare bellissimo, devo dare ragione all’occhio attento di Giorgio: il confronto con una foto dell’originale mostra la differente bombatura del respingente.

ALn 442 – Foto Pedrazzini dal sito modellbahndiskont.com

A catalogo 2014-2015 è stata annunciata da Lematec una nuova edizione del Binato, in 4 modelli: N-201/5 FS TEE Breda ALn 442-448, état d’origine, sans trompes d’avertisseurs, Ep. IIIb N-201/6 FS TEE Breda ALn 442-448, état d’origine, tampons ovales, Ep. IIIb N-201/7 FS TEE Breda ALn 442-448, état d’origine, tampons ovales, toit foncé, Ep. IIIb N-201/8 FS TEE Breda ALn 442-448, état d’origine, toit foncé, Ep. IIIb

LocoModel (Giorgio Donzello) Come già detto, il modello di Giorgio Donzello risale al 2008. I modelli sono stati prodotti sia in versione motorizzata che non motorizzata (cosicchè chi voglia possa accoppiare due binati come al vero). Come sempre si tratta di esemplari prodotti a tiratura estremamente limitata, e diventa difficile reperirne le foto. Del modello in questione abbiamo trovato solamente (sul sito di Locomodel) un’immagine del prototipo, ancora senza carrelli.

Prototipo del Binato Breda di Donzello

LocoModels – LoCo (Lorenzo Colli) E’ recentissima la notizia della nuova produzione di una Binato Breda da parte di Lorenzo Colli (Locomodels), realizzato credo in collaborazione con Achille Carminati. Il modello ha la scocca in metallo realizzata in fotoincisione con avancorpi in metallo pressofuso.

Il Binato Breda di Lorenzo Colli . In primo piano la 448, dietro la 442.  Foto dal negozio fli2009 su ebay, per gentile concessione di Susanna Warger

Altra immagine del Binato – foto dal negozio fli2009 su ebay per gentile concessione di Susanna Warger

La 448 ha una motorizzazione giapponese con doppio motore, uno per carrello, mentre la 442 è folle.

In questa immagine si possono notare gli ingranaggi di trasmissione ai carrelli della 448. – foto dal negozio fli2009 su ebay, per gentile concessione di Susanna Warger

Una critica letta sui forum riguarda l’altezza sul ferro, che però è necessaria per permettere la circolazione anche su curve di Raggio 1, ed è quindi un classico compromesso N-istico. La filosofia modellistica di Colli esige sempre la circolabilità su raggio stretto. Lorenzo sostiene, credo a ragione, che gli N-isti siano prevalentemente “plasticisti”, e che in un plastico è facile che, magari nascoste in galleria, vi siano curve strette. Dunque fa un punto di onore il fatto che i suoi modelli possano circolare ovunque.

Un’altra critica fatta ai primi modelli prodotti riguardava lo stacco tra musetto e corpo vettura. Va detto che le fotografie non fanno quasi mai giustizia dei modelli in scala N, esaltando particolari che difficilmente si notano guardando il modello dal vivo.  In questo caso poi probabilmente la caratteristica è negativamente esaltata dalla luce radente della fotografia a cui la critica si riferisce, mentre nelle altre immagini è secondo me sì percettibile – ma solo dopo che è stata fatta notare!

La Aln 448 – foto dal negozio fli2009 su ebay, per gentile concessione di Susanna Warger

L’altro lato della ALn.448. Foto di Kalli da forum.spur-n-schweiz.ch

In questa immagine della 448 la luce radente esalta la giunzione tra il musetto e le fiancate. Foto di Kalli da forum.spur-n-schweiz.ch

Presentato alla Fiera di Colonia 2012 (IMA Köln, 22-25/11/2012), è già in produzione e credo che in pochissimi giorni ne siano già stati venduti diversi, anche se sul sito di Colli (che è stato recentemente rinnovato) il modello non figura ancora a catalogo. Qualche giorno dopo la chiusura della fiera, il negozio ebay  “fli2009” di Susy Warger aveva in vetrina il suo ultimo esemplare disponibile per la vendita (almeno per il momento), e il prezzo per la coppia era di 340 €.

La confezione del Binato di Colli, dal negozio ebay fli2009

La confezione del Binato di Colli, dal negozio ebay fli2009

Dettaglio del musetto ancora da montare e verniciare

Il Binato di Colli-Carminati

Il Binato di Colli-Carminati

Il Binato di Colli-Carminati

Il Binato di Colli-Carminati

Il Binato di Colli-Carminati

Il Binato di Colli-Carminati

Il Binato di Colli-Carminati

Il Binato di Colli-Carminati

Aggiornamento 2015: promessa mantenuta. Sui modelli attualmente in produzione (2015) la giunzione tra musetto e corpo non é più percettibile.


Ringraziamenti Grazie a Susanna Warger e a Stuart Stavropol per alcune informazioni che mi hanno permesso di correggere e migliorare questo post. Grazie anche all’amico Gigi Voltàn – lo scrivo  con l’accento per sottolinearne l’origine veneta, dopo aver sentito il suo cognome pronunciato Vòltan, 😉 – lettore attentissimo oltre che colto, che questa volta ha trovato “solo” degli errori di battuta – di solito mi pizzica su questioni più rilevanti, quindi… é andata bene :-).

Read Full Post »

pubblicato il 3 marzo 2012, ultima modifica 14 marzo 2012

Il Model Expo di Verona è come sempre interessante. Il padiglione del ferromodellismo è il 4, e la scala N non passa inosservata, con ben due modulari di ampie dimensioni. Oltre a quello storico di ASN, lo scorso anno era nato anche quello del Forum Scala N, e i progressi fatti in quest’anno sono impressionanti. Ne parleremo in un post dedicato (ma comunque ci ha pensato Massimo Tironi a mettere un bel numero di foto del modulare sul forum Scala N).

Le novità ormai arrivano in rete e sui forum prima di apparire alle fiere, quindi di quasi tutto già si sapeva e si erano viste le foto sui forum. Le foto che ho fatto in fiera hanno come sempre un problema di luce, riflessi sulle vetrine ecc. – quindi la qualità lascia a desiderare, ma meglio che niente…

Cominciamo dalla vetrina di ASN, che esponeva le Aln668  di Carlo Maldifassi (una coppia verniciata a spruzzo da Mario Malinverno, ed una verniciata a mano). Tantissimi dettagli nei post sul forum ASN. Io aggiungo solo che viste dal vivo, e verniciate con maestria, sono davvero stupende. Cinquanta kit di realizzazione sono stati venduti, e pare che le prenotazioni per la seconda serie fiocchino…

Le Aln 668 in vetrina

C’era poi le E.636 di N-kit (Fabrizio Mungai). Sul forum ASN se ne è ampiamente parlato, ed altrettanto sul forum Scala N – peccato che non mi riesca più di trovare il post relativo, visto che il sito non è indicizzato dai motori di ricerca.

La E.636 N-kit

Sempre nella vetrina ASN c’erano i bellissimi carri DDm di Nino Rizzo Borriello. Si tratta di una riedizione migliorata di un modello (molto richiesto, pare) di cui sul forum ASN si parla da oltre un’anno, e al quale Giuseppe Risso ha dedicato pagine molto dettagliate sul suo sito, con anche le istruzioni per il montaggio a partire dalla lastrina.

Nuovi carri DDM di Nino Rizzo Borriello

Anche se non è italiana. la DRG-91-3 di Giorgio Donzello merita una foto perchè è uno spettacolo…

DRG-91-3

Anche Pirata aveva cose già viste in rete, anche se la Ne120 in versione giallo-verde non l’avevo ancora vista. Peraltro della Ne120 abbiamo già parlato ampiamente di recente.

Ne.120 in livrea giallo-verde di Pirata

Lineamodel ha portato le varie motorizzazioni annunciate e presenti sul suo sito.

Lorenzo Colli aveva la E.428 – per adesso quella con carrozzeria Del Prado, che credo si sia già vista a Norimberga. Anche di questa si sono già viste delle preview sul forum ASN.

E.428 di Lorenzo Colli

Nello stesso stand c’erano Achille Carminati e Alfonso Scoppetta,: fa piacere vedere i tre mettere assieme le forze, pur mantenendo ciascuno la propria individualità. Carminati aveva le nuove realizzazioni dei bagagliai 1934 derivati dai Tibidabo, ma fatti in nuovi stampi con moderne tecniche, e vari carri merce: carri botte di varie fatture, tra cui il fortunato carro Osborne di grande successo in Spagna, che avevo già visto in rete. Bel colpo Achille! Certo, la cosa ha un retrogusto  un po’ amaro: un bravissimo artigiano italiano fa dei pezzi soprattutto FS, ma quello di maggior successo commerciale è un carro RENFE (oltre 300 pezzi venduti sul mercato spagnolo) e non, ad esempio, il carro della “Soc. Chimica dell’Aniene”…

Carro RENFE di Acar

Nello stand ho trovato quella che per me era una novità non annunciata (nel senso che non ne sapevo nulla): la 444R di Alfonso, ancora in versione pre-prototipale. La mostro da più punti di vista proprio perchè (almeno per me) è proprio nuova.

La "ribollita" con Alfonso e Caterina fuori fuoco sullo sfondo

E.444R

E.444.081 (R)

Alfonso non ha ancora deciso se farà nell’immediato un’altra locomotiva a vapore – ora sta pensando alla possibilità di un cofanetto con una terna di tartarughe: prototipo, seconda serie e ribollita.

Altre novità (per me) assolute arrivano da Eurotrain SL. Le loro  Casaralta doppio piano erano già state presentate a Novegro, ma a Verona la produzione è stata completata presentando la semipilota e la testa-convoglio (che in Italia non c’è, ma nelle SNCF è la prima carrozza a ridosso della motrice, ed è un pò rastremata).

Confezione con convoglio di doppio piano SNCF: in alto la semipilota e in basso la "téte du train".

Semipilota delle Ferrovie Nord Milano di Eurotrain SL

In versione italiana le semipilota sono disponibili in due livree FS-Trenitalia e in due livree FNM. Anche le Centoporte 1949R erano già state presentate anche se io le vedevo per la prima volta (l’anno scorso c’erano solo le 1928R). Idem per le Centoporte in livrea straniera (che saranno oggetto di un prossimo articolo).

Altra novità di Eurotrain SL la E444 seconda serie, già fatta da Rivarossi ma ricercatissima sul mercato dell’usato. Il modello è in resina (i pantografi verranno rifatti). In verità a guardare bene bene il modello grezzo ci si legge E.447.

E.444 di Eurotrain SL

Sempre Eurotrain SL aveva in vetrina dei carri merce G in preproduzione.

A Verona sono stato dalle 10 alle 17, e il tempo mi è a malapena bastato per un giro, un pò di foto, il piacere di stringere la  mano a tante persone conosciute nei forum ma mai incontrate fin’ora. Sono praticamenete sicuro che qualcosa di bello da vedere mi sia scappato, non ho avuto tempo di guardare le meraviglie delle scale maggiori, nè di mettere il naso fuori dal Padiglione 4 (se non per un caffè).

Un grande grazie al gruppo del Forum Scala N raccolto attorno a Marco Gallo per l’ospitalità, il clima di amicizia e il pranzo assieme, con ottimi affettati vari e del buon vino (anche tutto questo è documentato nelle già citate foto di Massimo Tironi). Peccato che alla fine non sono nemmeno riuscito a fotografare i modelli che Paolo Angioy aveva portato, ma che comunque sono sempre ben documentati nello spazio dedicato sul fianco di questo blog.

Read Full Post »

pubblicato il 30 luglio 2011, ultimo aggiornamento il 4 maggio 2014

Centoporte è il nomignolo dato a vetture appartenenti a varie serie, e caratterizzate dalla presenza di molte porte sulla fiancata della vettura.

Una Tipo 1933R ABz 66.500 con tutte le porte (meno una!) aperte

Non si tratta affatto di una caratteristica peculiare delle Ferrovie Italiane come alcuni pensano. A inizio secolo, il pattern costruttivo che prevedeva una porta di accesso ad ogni compartimento della vettura era piuttosto generale, e lo si trova ad esempio anche nelle ferrovie tedesche (come nel caso della carrozze prede di guerra di cui abbiamo parlato recentemente) o inglesi.

Carrozze britanniche a molte porte nella Bluebell Railway

Simil-centoporte inglesi (LMS) in scala N

In Italia tale modulo era utilizzato in molte carrozze di produzione ante prima guerra mondiale: ad esempio le serie del 1906 e quella del 1910, le prime “Centoporte” (a cassa in legno).

Rara immagine di una Clz tipo 1906 – Foto Paolini de photorail.com

Una Tipo 1910 – ex Bz 44.000 – foto Paolini da Photorail.com

Una nuova generazione di “Centoporte” (che sono quelle note ai più) furono prodotte dopo il primo conflitto bellico (ed alcune anche dopo il secondo!). Sono vetture singolari, perchè uniscono l’antico paradigma dell’accesso individuale ad ogni scompartimento con la novità della cassa metallica introdotta nella produzione italiana a partire dal 1921. Si distinguono in due grandi famiglie: quelle a carrelli e quelle a tre assi. Come altre vetture (ad esempio le Corbellini 1953R) furono realizzate riutilizzando i telai di carrozze preesistenti: per le centoporte a carrelli le basi furono le Tipo 1906 e Tipo 1910.

Vetture Centoporte in metallo a carrelli:

La famiglia più diffusa e variegata è quella delle carrozze a carrelli, che si articola in 4 tipi:

  • Tipo 1928R (sudddiviso in due sottofamiglie principali: 36000 e 39000)
  • Tipo 1928RT
  • Tipo 1933R
  • Tipo 1949R

L’intera famiglia era abilitata solo al servizio nazionale, con l’eccezione delle carrozze trasformate in barellate ed usate per viaggi di pellegrini verso santuari (Lourdes, Fatima ecc.). All’estero andarno anche sotto forma di tradotte nella seconda guerra mondiale, ed alcune vetture furono vendute anche ad amministrazioni straniere.

Le più diffuse sono le Tipo 1928R. Sono raggruppate in due sottofamiglie principali, di lunghezza leggermente diversa. La serie 39.000, prodotta in 197 unità, è costruita su telai Tipo 1910, ed è lunga 18,5 metri. La serie 36.000-37.000 è di gran lunga più numerosa (1416 pezzi) e, basata su telai Tipo 1906, è un pò più corta: 17,8 metri.
I finestrini sono caratteristici, e contribuiscono a dare alle Centoporte il loro aspetti inconfondibile. Sono di due tipi: larghi (47 cm) e stretti (30 cm), con i primi in origine situati sulle porte, ed i secondi in genere a gruppi di due.

Le 36.000-37.000 presentano fiancate simmetriche. Inoltre le due fiancate sono uguali, essendo il corridoio centrale (come nelle vetture a salone). Le prime prodotte presentavano 10 porte per lato, come mostrato nella foto successiva.

Tipo 1928R serie 36.000 in versione 3a classe, con 10 porte per lato – foto E412, da TranZItaliaFoto

Successivamente le porte 1, 5, 6 e 10 furono bloccate, e le maniglie asportate. Alcune vetture furono poi costruite proprio senza inserire tali porte, per cui il numero degli accessi si ridusse a 6 per lato. I predellini furono accorciati, facendoli terminare all’incirca all’altezza dei perni dei carrelli.

Tipo 1928R – Bz37.093 con 4 porte bloccate, foto Paolini da photorail.com (cliccando sulla foto per ingrandire si può notare come sulle porte 1,5,6,7 sia stata asportata la maniglia)

Tipo 1928R – Bz36.299 a 6 porte. Qui le porte 1,5,6 e 10 sono proprio assenti. Foto E.Imperato da TrainZItalia

Le 39.000 come abbiamo visto sono un pochino più lunghe. Nel disegno della vettura, l’impianto fu lo stesso delle 36.000 ma fu aggiunta una porta addizionale ad una estremità: ne risultano fiancate asimmetriche, e  il numero totale di porte fu quindi inizialmente di 11 per lato. Con il blocco o l’eliminazione di 4 porte come avvenuto per le 36.000, rimasero 7 accessi per lato. Nelle 39.000 il predellino non fu però accorciato, lasciandolo correre fino a estremità vetture su entrambi i lati.

Tipo 1928R – Bz  39.089 – foto dal’ album Flickr “Effimera59” di Daniele Donadelli

Tipo 1928R – Bz39.137, foto Paolini da photorail.com

La presenza della porta ad una estremità, e le differenze nei predellini sono indicatori che permettono a colpo d’occhio di distinguere le 36.000 dalle 39.000.

Confronto 36.000-39.000. Solo la vettura più a destra è una 39.000: le altre tre sono 36.000. Si osservi il predellino della 39.000.

Le Tipo 1928R furono realizzate anche in versione semipilota (in 6 soli esemplari): Tipo 1928RT npBDz 68.000 , derivate dalle 36.000. Sono facili da riconoscere: a un’estremità hanno lo spazio per la cabina di guida che caratterizza la fiancata, e la palpebra parasole in testa le rende ovviamente inconfondibili. Presenta 8 porte per fiancata, successivamente ridotte a 6, ed una porta addizionale che dà accesso al piccolo bagagliaio e alla cabina di guida. Immagini di modelli H0 di questa serie si trovano sul sito di Franco Lepri che le produce su ordinazione.

Tipo 1928RT – npBDz 68.20x semipilota, foto Paulatti da photorail.com

Si noti che la sigla Tipo 1928RT è usata anche per definire le Bz 36.000 trasformate in carrozze barellate (quelle discusse in un recente post). La sigla infatti indica l’anno di progetto, R sta per “Ricostruita” e T per “Trasformata”. Poichè sia le pilota che le barellate sono trasformate a partire dalle 1928R, entrambe assumono classificazione “Tipo 1928RT”.

Tipo 1928RT – Bz 36.000 barellata

Le Tipo 1933R nacquero come vetture miste BCz 65.500 (2a/3a classe), e divennero successivamente ABz 66.500 (1a/2a classe). I pezzi prodotti furono 52. Basate sui telai tipo 1906, sono lunghe 17,8 metri (come le 36.000) e sono le uniche centoporte ad avere la ritirata in una posizione diversa dal centro vettura. Questa asimmetria rende tali carrozze immediatamente riconoscibili. In tutte le Centoporte la ritirata è facilmente individuabile sia per il finestrino opacizzato, sia per la sovraelevazione per la cassa dell’acqua sull’imperiale.

Tipo 1933R lato compartimenti – ABz 66.521 ad Asti nel 1974 – foto Hardmeier da photorail.com

Mentre tutte le Tipo 1928R hanno una struttura interna a salone, le Tipo 1933R sono suddivise in una sezione a scompartimenti ed una a salone. La sezione a scompartimenti è più lunga, ha un corridoio laterale ed è divisa in 2 compartimenti di seconda classe e tre di prima (situati a centro vettura). La zona “salone” ha corridoio centrale ed è di seconda classe. Il lato mostrato in foto è quello dei compartimenti e presenta 8 porte di accesso agli stessi (tre a destra della ritirata nella zona “salone”, e cinque a sinistra ), più una porta di accesso ad un vestibolo (all’estremità sinistra, senza marcatura della classe che invece è presente su tutte le altre porte): 9 accessi in tutto. Sul lato opposto (corridoio) vi sono meno porte: soltanto 6 (3 nella zona “salone” e 3 al corridoio). Non è presente la porta all’altezza del vestibolo, a cui si accede dal corridoio.

In rete ho faticosamente  trovato una solo foto del lato corridoio al vero. Non si distinguono però bene i dattagli, un pò per l’inquaratura ed un pò per la luce. A complemento quindi riportiamo anche l’immagine di un modello H0: il Roco n.64338 che riproduce la ABz 66.501.

Vettura Tipo 1933R  ABz 66.538 lato corridoio. Foto Guadagnini (GuadaRacing)

Tipo 1933R – ABz 66.501 lato corridoio, modello Roco H0 (cat. n. 64337)

Le Tipo 1949R sono le ultime Centoporte prodotte in un totale di 85 carrozze. In epoca pre-UIC ebbero in periodo diversi varie marcature  (ABz 57.000, Az 57.000, ABz 67.600, Bz 27.000, Az 27.000, ABz 67.500), prestando servizio come vetture di prima classe, seconda e mista, con riadattamenti degli interni a seconda dell’allestimento. In epoca UIC varie vetture furono declassate a Bz. Per dettagli sulla complessa storia di questa serie rimandiamo al libro di Luigi Voltan “FS carrozze. Dalle carrozze Tipo 1921 alle Tipo 1959“.

Le vetture erano interamente a scompartimenti, con corridoio su un lato e conseguente diversità dei due fianchi delle vetture. Basate su telai Tipo 1910 erano lunghe 18,5 metri (come le 39.000). Sul lato compartimenti hanno 8 porte di accesso diretto, metà a destra e metà a sinistra della ritirata, più una porta a estremità destra della vettura per l’ accesso ad un vestibolo, per un totale di 9 porte. Il lato corridoio presenta solo 4 porte. L’aspetto è nettemente diverso da tutte le altre Centoporte, per l’assenza (lato scompartimernti) di finestre strette: tutte le finestre sono di 47 centimetri. Sul lato corridoio la differenza è ancora più marcata, perchè vi si alternano finestre da 47 cm (sulle 4 porte) e finestre da 101 cm.

Tipo 1949R – ABz 67.508 lato compartimenti, da trainsimhobby

Tipo 1949R – ABz 67.508 lato corridoio, da Railclub

Una bellissima rassegna fotografica sulle centoporte curata da Werner Hardmeier è reperibile su drehscheibe-foren.de.

Vetture Centoporte in metallo a tre assi:

Le vetture a tre assi  furono costruite riutilizzando i telai di carrozze in legno ex Rete Adriatica.

Rete Adriatica ABIy 58.651, da ilDeposito.net

Queste carrozze, in uso fino agli anni ’20 per treni internazionali, furono “sacrificate” per costruire le più moderne vetture a cassa metallica. Alcune sopravvissero immatricolate Ciy 34.600 (quattro resistettero fino al 1962!).

Rara immagina di una delle Ciy 34.600 sopravvissute, da rotaie.it

Le risultanti centoporte a tre assi furono:

  • 1929R in due diverse lunghezze: 12,48 m e 13,08 m, rispettivamente nelle serie Ciy 34.000 e 34.400 (Biy dopo l’abolizione della 3a classe). Pochissime le unità prodotte: 15+15 nelle due serie.
  • 1931R in tre diverse lunghezze: 12,48 m , 13,08 m e 12,38 m, rispettivamente nelle serie CDiy 67.000, 67.200 e 67.400 (BDiy dopo l’abolizione della 3a classe). Furono prodotte 70+50+50 unità nelle tre serie.
  • 1931RT derivate da trasformazione di quattro 67.400: vetture pilota a 5 porte +portellone bagagli classifcate nella serie npBDiy 68.900

Disegno quotato della 1929R Ciy 34.000, da rotaie.it

Tipo 1929R – Ciy 34.400 – Modello di AlpenModell in H0 (foto delle carrozze “vere” sono introvabili in rete, ci sono però sul libro di Voltan)

Una rarissima immagine di un convoglio di centoporte a tre assi -incluse due Ciy34000 - Foto © Werner Hardmeier da drehscheibe-foren.de

Una rarissima immagine di un convoglio di centoporte a tre assi -incluse due Ciy34000 – Foto © Werner Hardmeier da drehscheibe-foren.de

Si noti come le 34.000 e le 34.400 differiscano per due finestrini: sulle 34.000 il semilato più lungo termina con una porta, mentre sulle 34.400 (più lunga) oltre la porta c’è ancora un finestrino. Inoltre tra le ultime due porte sul semilato maggiore le 34.000 hanno un solo finestrino, e le 34.400 ne hanno 2. I due finestrini extra sulle 34.400 danno conto della maggior lunghezza di 60 cm.

Per quanto riguarda le 1931R, trovo difficile distinguere tra loro le due serie “corte”: 67.000 e 67.400. Facile invece individuare la serie “lunga” 67.200. Nelle “corte” il portellone bagagli è immediatamente adiacente ad un finestrino, mentre nelle “lunghe” vi è una spaziatura di una sessantina di centimetri, come si può notare nelle due foto seguenti.

Tipo 1931R – BDiy 67.411- foto M.Rastello, Ancona 2006 da Trenomania

Tipo 1931R - BDiy 67.411- foto © Michele80 da smp.photorail.com

Tipo 1931R – BDiy 67.411- foto © Michele80 da smp.photorail.com

Tipo 1931R – BDiy della serie 67.200

BDiy67.4xx a Cremona nel 1974, foto © Cocchi da photorail.com

Le semipilota furono solo quattro, e come detto derivarono dalle 1931R “corte” di ultima serie.

Tipo 1931RT – npBDiy 68.903 – Foto P. Giacomo da Trenomania

Vista semifrontale di una 1931RT semipilota – npBDiy 68.900 – foto Hardmeier da photorail.com

Disegni quotati delle vetture a tre assi si trovano sul solito libro di Voltan: alcuni schemi sono presenti anche su  rotaie.it.

Vetture a due assi:
Delle vetture apparentemente simili ma a due assi sono esistite ma appartengono alla generazione precedente: quelle con la cassa in legno. Rivarossi aveva prodotto un modello estremamente simile alle Centoporte con cassa metallica, e lo aveva marcato Ciy 35.006. In effetti le Ciy 34.000 erano originariamente state marcate come 35.000  (serie successivamente attribuita alle”Tipo 1936″ – che erano altra cosa). La cosa veramente curiosa è che la sequenza di porte e finestre coincide esattamente con quella della Ciy 34.000, quindi se l’avessero fatta a tre assi sarebbe stata credibile (anche se la ritirata non dovrebbe essere posta proprio a centro vettura, ma un poco spostata), mentre a due assi non ha senso!

Centoporte a due assi Ciy 35.006 di Rivarossi (H0): un falso storico?

Vettura della serie 35.000 (“Tipo 1936”: nABI 65.019): nulla a che spartire con le centoporte! (Foto Hardmeier, da photorail.com)

A due assi semmai ci fu la carrozza di terza classe ex RM, serie C 11 311 del 1906 di cui si trova un’immagine a pag.83 del libro “Le Carrozze Italiane” di Evaristo Principe. Come il modello Rivarossi ha sei porte ed una sequenza di finestrini abbastanza simile, ma non uguale:inoltre i finestrini sulle porte hanno dimensione quasi uguale agli altri e pare sprovvista di ritirata.

Centoporte in scala N

Le prime centoporte in N furono prodotte in metallo da Riviermodel negli anni ’70. Si trattava di Bz36.000 a 10 porte per lato. Erano vendute come lastrine in ottone – Carlo Mercuri mi ha procurato una foto della confezione originale!

Centoporte di Riviermodel (in metallo). Tipo 1928R serie 36.000. (Foto Mercuri)

Centoporte di Riviermodel (in metallo)

Centoporte di Riviermodel (in metallo). Tipo 1928R serie 36.000.

Lastrine della centoporte Riviermodel (foto Mercuri)

Altra immagine della Centoporte di Riviermodel, montata e verniciata dalle abili mani di Carlo Mercuri

Nonostante si tratti di vetture estremamente caratteristiche ed interessanti, solo in anni molto recenti è rinato interesse attorno ad esse.

Alcune sono prodotte in resina, che è nota per la relativa economicità e semplicità produttiva, ma al tempo stesso per l’enorme difficoltà a riprodurre aperture senza sbavature, e per la tendenza a imbarcare il modello (effetto “banana”).

Con la resina lavora Naldini, e va detto che mentre la serie prodotta con i primi stampi lasciava a desiderare, la serie basata sul nuovo stampo è molto meglio (disponibile a 35 €).

Tipo 1928R (36.000) con bagagliaio Dz 92.000, Naldini prima serie

Tipo 1928R (36.000) produzione Naldini (nuovo stampo), dalla Collezione Angioy

Coppia di Centoporte Naldini, da una inserzione di pierfilippo2010 su ebay

Coppia di Centoporte Naldini, da una inserzione di pierfilippo2010 su ebay

Anche la produzione Eurorail Models era basata su resina:

1928R Cz (serie 36.000) castano di Eurorail Models

“Cinquantaporte” a due assi, Eurorail Models

Buffo come la due assi riprenda il modello Rivarossi H0 degli anni ’60, che come abbiamo già visto ha il numero di assi errato. Anche qui, su un telaio a tre assi già saremmo andati meglio…

Il passaggio a nuova tecnologia costruttiva che ha coinciso con la variazione di ragione sociale da Eurorail Models a Euro Trains SL ha portato a un fortissimo miglioramento del prodotto (e a un notevole salto nel prezzo). I modelli sono in plastica tampografata. Inizialmente Euro Trains SL ha prodotto le Tipo 1928R – 36.000.

Tipo 1928R serie 36.000  Castano di Euro Trains SL

Nella foto successiva si vede come quest’ultima realizzazione non tema l’ingrandimento fotografico, e come la pedana di accesso sia portata fin davanti al carrello (come al vero), mentre in tutti i modelli in N visti sopra si interrompeva per permettere al carrello di girare liberamente, o addirittura era completamente assente.

Dettaglio della 1928R di Euro Trains SL

La lista delle versioni offerte è ricca e filologicamente corretta:

  • CP10 Cz verde vagone
  • CP1 Bruno
  • CP5 Bz Castano-isabella numeri gialli
  • CP7 Cz Castano-isabella numeri gialli
  • CP15 Cz Castano-isabella numeri gialli
  • CP8 Cz Castano-isabella numeri gialli bordati rosso
  • CP6 Bz Castano-isabella numeri bianchi
  • CP12 Bz Castano
  • CP14 Cz Castano
  • CP3 Bz Grigio Ardesia

CPn è il codice di catalogo – ci sono poi altre versioni (carrozze barellate  CP2, Cp3, CP9, CP11 e turistiche CP13).

Panoramica delle versioni Euro Trains SL

Fino a Novembre 2011 come tutte le produzioni in scala N sono state centrate sulla Tipo 1928R – 36.000 (con la sola eccezione delle due assi di Eurorail Models).  Per gli altri tipi era necessario entare in “gioelleria” – ne parleremo tra un attimo.

A Novegro 2011 Euro Trains SL ha annunciato la produzione della Tipo 1949R – ABz 57.000. Qualità e prezzo (55 €, 42€ in kit) rimangono quelli delle precedenti 1928R – 36.000. Erano disponibili le seguenti versioni :

  • – Grigio Ardesia
    • a) 1° cl. dal 1960 in poi Az 57.001 ( riscaldamento vapore ) – CP30
    • b) 1°/2° cl. dal 1960 in poi Abz 67.600 – 602 ( riscaldamento a vapore ) – CP31
    • c) 1° cl. dal 1960 fino al 1980 Az 27.000 – 006 ( riscaldamento elettrico ) – CP32
    • d) 1°/2° cl. dal 1960 in poi Abz 67.500 – 536 ( riscaldamento a vapore ) – CP33
    • e) 1° cl. – CP34
    • e) 1°/2° cl. – CP35
    • f) 2° cl. – CP36
  • – Castano-Isabella
    • Cp 19-25 (6 versioni)
  • – Bruno
    • Cp 26-28 (3 versioni)

Tipo 1949R di Euro Trains SL – immagine del prototipo pre-produzione

Tipo 1949R EuroTrains SL – lato corridoio – modello in preproduzione

Tipo 1949R – Euro Trains SL – lato compartimenti – modello in preproduzione

EuroTrains SL ha poi fatto la fine che conosciamo, e così le loro Centoporte non sono più disponibili.

Ma entriamo ora in gioelleria:  non parliamo però (solo) di prezzi da gioelleria, ma (soprattutto) di lavoro da gioelliere, con la relativa cura e qualità del lavoro.

Fine Scale München offre una ricca varietà di centoporte che copre quasi l’intero set di vetture, con poche  eccezione: mancano la Tipo 1949R, la 39.000 e la 34.000.

Un bel treno reversibile dotato di carrozza semipilota ottenibile con alcune carrozze FSM

Eccole:

Tipo 1928R – Bz 36.000 – Fine Scale München – versione originale con tutte le (10) porte e predellino che corre lungo tutta la vetture fino agli estremi

Tipo 1928RT – npBz 68.000 – vettura semipilota – Fine Scale München

Tipo 1933R – ABz 66.500 – mista 1a e 2a classe – Fine Scale München

Sono disponibili in livrea verde vagone, castano-isabella, castano e grigio ardesia.

Ci sono anche tutte le 3 assi (a parte alcune varianti: la Biy 34.000 e la BDiy 67.200):

Tipo 1929R -Biy 34.400 – Fine Scale München

Tipo 1931R -BDiy 67.400 – con vano bagagli – Fine Scale München

Tipo 1931RT – npBDiy 68.900 – vettura semipilota con vano bagagli – Fine Scale München

Anche per queste ci sono tutte le livree storiche – è esclusa la grigio ardesia perchè negli anni ’60 le tre-assi erano tutte già pensionate, eccetto la semipilota (e infatti per questa FSM offre anche la livrea grigia).

Per rendersi meglio conto della qualità della lavorazione, vale la pena di osservare in dettaglio una carrozza. Si notino, ad esempio, le maniglie e le condotte idrauliche.

Dettaglio della 34.400

Dettaglio della 36.000

A corredo di questa ricca offerta, FSM propone anche due bagagliai che fanno buona compagnia alle centoporte:

Bagagliaio Di 84.000 di Fine Scale München

Bagagliaio Dz 84.000 di Fine Scale München

L’offerta è interessantissima, ma… la produzione è estremamente limitata, e i prezzi tipici di FSM si aggirano attorno ai 200 € a vettura…

Le carrozze sono offerte in set: solo i bagagliai sono prenotabili singolarmente.

Per le 4 assi i set comprendono:

  • una 1933R + due 1928R (1 ABz 66.500 + 2 Bz 36.000)
  • una 1928R (Bz 36.000) + un Di 84.000
  • una 1928RT + una 1933R (1 npBDiy 68.900 + 1 ABz 66.500)

Il terzo kit è secondo me il più attraente, perchè complementare alle 1928R che è comunque facile procurarsi a costo molto inferiore (anche se certo di livello qualitativo ovviamente ben diverso!).

Per le tre assi, i set sono:

  • tre 1929R Biy 34.400
  • una 1929R  Biy 34.400 + una 1931R BDiy 67.400
  • una 1929R Biy 34.400 + una 1931RT npBDiy 68.900

Di ciascun set è prevista la produzione di soli 25 pezzi! (Nota: sui depliant FSM parla di Biy 34.000, ma come si può vedere dalle foto di tratta invece di vetture Biy 34.400 – e infatti i numeri di serie sono corretti).

C’è anche un set composto da una Gr60, una Biy 34.400 e una Bz 36.000 (a 1.330 €)

Gr60 con una Bz 36.000 e una Biy 34.400 (FSM)

Vista di insieme delle centoporte FSM – si notano bene le due semipilota (clicca sull’immagine per ingrandire)

Locomodel (Giorgio Donzello) ha realizzato delle centoporte, ma foto dei modelli finiti e verniciati sono introvabili. Giorgio stesso non ha mai fotografato i modelli terminati prima di venderli, e la tiratura è stata limitatissima. Giorgio mi scrive: “questi modelli che sono veramente difficili e lunghi da costruire… per le centoporte il problema della costruzione è la complessità del montaggio (doppio guscio, uno dentro all’altro)… il mio sito e’ piu’ una passerella che un sito business. Il prezzo è un po’ sopra i 400,00 €, ma di modelli ne faccio così pochi che diventa irrilevante. Amo studiare un modello e realizzarne il prototipo, poi, se nessuno ne volesse, io sarei molto felice, odio rifare sempre le stesse cose; cerco di guardare sempre avanti, non mi piace girarmi indietro e bearmi di quel che ho fatto, per me questa e’ una passione, guai se dovesse diventare un lavoro.”

Aveva iniziato producendo la centoporte che ancora non abbiamo visto riprodotta da nessun altro: la Bz 39.000.

Tipo 1928R – Bz 39.000 di Giorgio Donzello

L’incredibile cura del dettaglio e la maestria della realizzazione si apprezzano ancor più guardando il sottocassa e gli interni (tutti in metallo). Vale la pena di cliccare sulle foto per poterle osservare ingrandite!

Sottocassa della Bz 39.000

Interni della Bz 39.000

Per confronto, una immagine dell’Interno di una Bz 39.000

Di uguale qualità la Tipo 1928R Bz 36.000 e la  Tipo 1949R ABz 57.000.

Tipo 1928R – Bz 36.000 di Locomodel

Tipo 1949R – ABz 57.000 di Locomodel

In conclusione, il panorama delle centoporte in scala N è completo: gli unici tipi non riprodotti sono alcune varianti delle tre-assi: Biy 34.000 (“corta”) e la BDiy 67.200 (“lunga”). L’offerta spazia da modelli di buona qualità e di costo accessibile (anche se superiore a quello di una produzione industriale di serie) a vere e proprie opere d’arte (e come tali rare e costose).

Resta poi l’opzione di autocostruirle, derivandole da modelli commerciali di carrozze inglesi, come descritto su gruppoadriatico.altervista.org.

Termino questa sezione ringraziando Carlo Mercuri e Giorgio Donzello per avermi fornito del materiale e alcune informazioni utili a comporre questo pezzo. Le informazioni sono per lo più tratte dal già citato preziosissimo libro di Gigi Voltan, da vari forum in rete e complementate da una paziente osservazione e confronto delle varie sorgenti fotografiche e non. Gigi, con la sua solita squisita cortesia,  mi ha poi chiarito alcuni dubbi via e-mail.

Le “Centoporte” a cassa metallica hanno cessato il loro servizio nel 1987, ma ancor oggi ne circolano vari esemplari (soprattutto di Tipo 1928R) per treni storici. Sono quindi adatte a plastici di ogni epoca.

Centoporte a cassa in legno nel modellismo

In scala N non ve ne sono. Nelle scale maggiori invece sì, e vale la pena di menzionarle (non pretendo qui di essere esaustivo).
In scala 0 Elettrotren ha prodotto le Tipo 1910.

Vetture Tipo 1910 (Scala 0, Elettrotren)

In H0 esistono (almeno) i modelli di ACME delle Tipo 1910:

Tipo 1910 di ACME in H0, Dall’alto: 2a classe (Bz 44.000), mista (ABz 54.000) e 1a classe

Convoglio ACME in livrea verde-vagone con due Tipo 1910 e un bagagliaio ausiliario FDIz “Carnera”

Neppure nelle scale maggiori ho trovato evidenza di modelli delle Tipo 1906.


Altri articoli sulle centoporte su questo blog

Read Full Post »

Pubblicato: 16 aprile 2011 – ultimo aggiornamento: 17 dicembre 2016

Le carrozze Gran Comfort, chiamate  anche Gran Conforto (es. E.Principe) o Gran Confort (es. L.Voltan) sono carrozze progettate per la fornitura di servizi passeggeri a lungo raggio e sono in grado di offrire uno standard di confortevolezza molto alto grazie ad una serie di soluzioni tecniche innovative. Nei documenti ufficiali FS si trovano tutte e tre le diciture. Spesso vi si riferisce usando la sigla GC. Sono anche dette, più raramente, Carrozze per Treni Bandiera.

Le Gran Comfort tipo TEE 1969 compongono Il Mediolanum in Val d'Isarco - Foto © pamwagner47 da www.ferrovie.it/forum

Le Gran Comfort tipo TEE 1969 compongono Il Mediolanum in Val d’Isarco – Foto © pamwagner47 da http://www.ferrovie.it/forum

Dal punto di vista del passeggero, sono state sicuramente le carrozze migliori in assoluto nel parco FS.
(altro…)

Read Full Post »

pubblicato: 20 marzo 2011 ultimo aggiornamento: 11 maggio 2011

Sono riuscito a fare una rapida visita al Model Expo Italy. Purtroppo avevo solo un paio di ore di tempo, di cui parte da dedicare ad incontrare Paolo e quindi ho potuto fare solo un rapido giro. Sono certo che qualcosa mi sia sfuggito, e non ho avuto il tempo di fare tutte le foto che avrei voluto e raccogliere tutte le informazioni che sarebbero state utili a scrivere questo post.

Nello stand di Pi.r.a.t.a. troneggiavano la nuova D341 prima serie ed un carro F, che meritano una sequenza di foto (cliccando sulle foto le si può ingrandire).

D.341 prima serie e carro F ancora senza respingenti di Pi.r.a.t.a.



Poco sotto un bel merci era trainato da una locomotiva industriale gialla: si tratta della locomotiva n 2 delle acciaierie di Piombino con da tre carri a sponde basse carichi di materiale ferroso pronto ad essere fuso . La motrice è dotata di decoder ed è in grado di funzionare sia in analogico che in digitale.

Lo stand di Lorenzo Colli (LoCoModels) merita un post a parte, che arriverà presto. Aveva la solita stupenda parata di articolate, l’ETR 200 e varie carrozze, tra cui le nuove MDVE di 1. classe e di 2. classe. Una interessante novità è l’annuncio di una E.428 prima serie per dicembre (il prototipo non c’era ancora).

MDVE di Lorenzo Colli (foto di Francesco Eisenmann)

C’era lo stand di Sagi, con i suoi merci ad agganciamento magnetico (non ne abbiamo mai parlato in questo blog, e presto dovremo porre rimedio a questa mancanza).

Lidia Santi e Alberto Casiraghi, dopo aver sospeso la produzione di motrici con la chiusura di EurorailModels e dopo l’avvio delle nuova EuroTrainSL con la fortunata serie delle Centoporte, hanno portato due importanti novità: la D.449 di cui abbiamo già parlato, e i Treni ad Alta Frequentazione in varie livree, a cui dedicheremo un post separato.

TAF di EuroTrainSL

HiTech RRModelling ha (a gran richiesta) rifatto i carrelli delle sue E424, derivandoli dai Lima. Ce n’era in vetrina ancora una con i carrelli “tedeschi”, a vederli vicino a quelli nuovi l’inadeguatezza della vecchia versione è proprio palese. Era presente poi la già nota Gr835 che mostrava le sue ottime qualità dinamiche.

E.424 di HitechRRModelling coi carrelli rifatti

Presso lo stand ASN c’era il prototipo della ALn668 – kit in resina con fotoincisioni per gli aggiuntivi, da montare su meccanica Tomytec allungata. E’ possibile prenotarla presso l’Ennegozio (occorre essere soci ASN).

Prototipo della ALn668 di ASN

Come al solito, lo stand ASN aveva il plastico modulare lungo e con alcuni moduli molto belli (a me è piaciuto quello con i lavori di costruzione di una linea metropolitana) e dava spazio ad alcune realizzazioni dei soci (non in vendita), come una coppia di M1 “Emmine”.

Emmine presso lo stand ASN

Assoenne aveva un modulare ancora spoglio, ma miracolosamente funzionante nonostante che sia stato concepito e realizzato in poco più di un mese.

Sono certo di aver perso o dimenticato qualcosa o qualcuno – me ne scuso ma come ho detto ero di corsa. Integrerò il post se avrò indicazioni o suggerimenti da qualcuno.

E’ stata una bella occasione per incontrare di persona “nomi” che avevo conosciuto via web o e-mail: Paolo Angioy, Marco Gallo, Lorenzo Colli, Christian Cicognani. Magari l’anno prossimo cercherò di prendermi una giornata intera.

Read Full Post »

Older Posts »