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Posts Tagged ‘OsKar’

Pubblicato l’8 agosto 2020

Lo spettro delle carrozze a corridoio laterale che vanno dal Tipo 1946 al TIpo 1959, con anche le trasformazioni degli anni successivi, è estremamente ampio. I produttori di modelli italiani in H0 avrebbero avuto ampio spazio per non pestarsi i piedi a vicenda, spartendosi il campo. Come vedremo non fu così, data la sovrapposizione nei primi anni 2000 dei modelli di OS.KAR e ACME. Ma andiamo con ordine.

A parte i modelli giocattoleschi della Lima del primo periodo, il primo tentativo serio di riprodurre carrozze di questo gruppo si deve ad Arnaldo Pocher, che aveva realizzato, con i limiti dell’epoca, delle Tipo 1946.

Carrozza ABz Tipo 1946 di Arnoldo Pocher

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Pubblicato il 25 luglio 2020

Abbiamo recentemente iniziato a discutere delle carrozze della famiglia che va dalle Tipo 1940 alle Tipo 1959. In questa seconda puntata ci occupiamo di un paio di questioni spesso dibattute, raccogliamo i figurini quotati dei tipi e dei carrelli e proponiamo dei criteri per distinguere le varie carrozze dei vari tipi. Come nella puntata precedente ignoriamo le carrozze a cuccetta, che saranno oggetto di un’altra nota.

Una prima questione riguarda gli imperiali, in particolare delle Tipo 1946: in scala H0 OsKar li ha riprodotti lisci, mentre le carrozze di ACME presentano delle nervature/saldature/chiodature trasversali. In foto a volte pare di vederne, a volte no.

Bz 33 TIpo 1946 in castano: si possono osservare delle leggere chiodature sul tetto

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Pubblicato il 14 gennaio 2017, ultima modifica 27 gennaio 2017

La necessità di aumentare la capacità delle automotrici è presente sin dalle origini: già le ALb.25 avevano dei rimorchi leggeri che potevano essere trainati in pianura, e varie serie ebbero le loro rimorchiate (es. LDn 32, Ln 55, Ln 880, Ln 990, e persino la Ln 60 per il Binato Breda).

Quando nel 1954 FIAT  Sezione Materiale Ferroviario progettatò le nuove ALn.668 serie 1400,  quasi contestualmente (1955) le FS ordinarono delle rimorchiate atte ad essere loro associate: le Ln.68, caratterizzate dalla loro leggerezza: peso a vuoto di sole 20 tonnellate. Il disegno della carrozza richiama chiaramente l’aspetto delle ALn.668.1400, con le porte pneumatiche e il “dente” inferiore in corripondenza delle stesse.

Offrivano 68 posti a sedere, cosicchè la denominazione di origine fu Ln 68.1401-1404.

L’arredamento interno, come per le automotrici ALn 668.1400, il più spartano di tutte le serie che seguirono, era caratterizzato da bagagliere trasversali poste sopra i sedili, che contribuivano rendere poco luminoso l’ambiente rischiarato da lampade a incandescenza. I sedili avevano imbottiture di gommapiume, ed erano privi dei poggiatesta: erano sormontati da una semplice paretina para-aria.

Interni delle 664: le strutture sono quelle di origine, i rivestimenti sono stati rifatti. Foto da dal forum trenoincasa.forumfree.it

Interni delle 664: le strutture sono quelle di origine, i rivestimenti sono stati rifatti. Foto da dal forum trenoincasa.forumfree.it

Avevano una semplice intercomunicazione di servizio sulle testate che era sprovvista di mantici.

Erano in origine in livrea castano-isabella e, consegnati nel ’57, furono affidati al DL di Bologna Centrale per la valutazione iniziale.

ALn668 1400+Ln68 prototipo castano-isabella

ALn668 1400+Ln68 prototipo castano-isabella

In mancanza di foto, per rendere l’idea della livrea mostriamo l’immagine di un modello della ALn. 668.

La livrea Castano-Isabella applicata ad una ALn.668 nell'interpretazione di Vitrains in H0.

La livrea Castano-Isabella applicata ad una ALn.668 nell’interpretazione di Vitrains in H0.

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Pubblicato il 1 ottobre 2016, ultimo aggiornamento 7 maggio 2017

Dopo la guerra si pose il problema di ripristinare i rotabili danneggiati durante il conflitto. C’era voglia di rinascita, di modernità, di lusso. Anche il mondo ferroviario fu investito dai mutamenti della domanda di mobilità. Si faceva strada l’esigenza di offrire ad un pubblico d’élite servizi ferroviari di qualità con livelli di comfort e di eleganza adeguati ai migliori standard internazionali. Così le FS colsero l’occasione per ripristinare una ALn.772 gravemente danneggiata, la 3240, dandole una veste e una finalità completamente innovative. Nel 1948 le Officine Meccaniche chiesero all’architetto Renzo Zavanella e all’ing.Guglielmo Carlevero di studiarne la trasformazione, destinandolo ad una clientela assai selezionata. Fu una operazione visionaria che anticipò, per molti aspetti, quanto sarebbe avvenuto negli anni successivi con la nascita del “Settebello” (1952) e dei Trans Europe Express con il Binato Breda (1957): treni che oltre ad essere funzionali a nuove esigenze, erano anche degli status symbol celebrati dai mass media.

Il lavoro di Zavanella fu probabilmente ispirato dai vista-dome americani: l’architetto aggiunse sull’imperiale un’estensione volumetrica realizzata quasi interamente in cristallo che divenne una sorta di belvedere panoramico con visuale a 360°.

ALtn.444.3001 nel 1948 a Milano (Prota Romana), Foto © OM da photorail.com

ALtn.444.3001 nel 1948 a Milano (Porta Romana), Foto © OM da photorail.com

La "Belvedere" in Riviera - Foto Fondazione FS

La “Belvedere” in Riviera – Foto Fondazione FS

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