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Posts Tagged ‘Pirata’

Pubblicato il 5 ottobre 2019, ultima modifica 11 ottobre 2019

Quest’anno ci pare che Novegro sia stato “col botto”: in N davvero molte le novità viste, come testimonia la lunghezza di questa nota, anche se vi sono opinioni che la fase di decadimento rispetto agli anni d’oro non sia finita, come parrebbe dalla riduzione del numero di  espositori, a vantaggio delle associazioni che hanno potuto espandere i loro spazi per i plastici. Beh, verrebbe da dire che se c’è una contrazione questa non riguarda certo la scala N!

Apriamo il racconto con il consueto disclaimer, e i dovuti ringraziamenti:

Il disclaimer: a Novegro non c’ero – non ci sono mai stato – e questa nota quindi può contenere errori ed omissioni: me ne scuso e prego come sempre di mandarmi segnalazioni per poter correggere o integrare.

I ringraziamenti: in primo luogo a Paolo Imperiali, che con grande gentilezza e tempismo mi ha inviato, già il giorno di apertura della fiera, un ampio set di fotografie dalle quali ho potuto evincere quali fossero le principali novità, e ritagliare la maggior parte delle immagini qui riportate (tutte quelle senza autore specificato sono sue). Grazie Paolo!

Poi a Luca Di Pinto: anche lui mi ha inviato a fiera appena chiusa molte foto, ed un utilissimo testo nel quale ho potuto ottenere varie informazioni addizionali qui riportate.

Infine a coloro che hanno postato sui soliti forum (NParty e ASN) immagini e informazioni che ho potuto “saccheggiare”: grazie!

Veniamo quindi alla fiera, iniziando dai produttori ormai consolidati, e iniziando dal più prolifico: il solito Lorenzo Colli (nomen omen: “LoCo“).

E.428 Aerodinamiche di Lorenzo Colli – LoCo

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Pubblicato il 16 marzo 2019, ultima modifica 21 marzo 2019

Eccoci al solito appuntamento annuale con un report dallo HobbyModel di Verona, al quale nemmeno quest’anno ho partecipato – ho però buoni informatori, che ringrazio: oltre al solito Gigi Voltan anche Luca Di Pinto e Max Icardi. Il tutto poi viene arricchito da una spruzzatina di immagini recuperate da facebook, la piaga del secolo che però ogni tanto a qualcosina serve.

Iniziamo con la produzione industriale, anche se i grandi marchi non avevano stand (almeno quelli che producono anche in N), eccezion fatta per Piko, i cui modelli erano esposti dall’importatore italiano Emmemodel, ma che in N aveva ben poco, e nulla di italiano, ed Hornby, che concentra la produzione in N con lo storico marchio Arnold Rapido. A voler vedere il bicchiere mezzo pieno, quest’ultima aveva ben due motrici “italiane”, entrambe delle E.483, in livrea Mercitalia e NordCargo. Della prima conosciamo codice e prezzo di listino: HN2435, Euro 169,90 analogica, HN2435D Euro 219,90 digitale.

E.483 Mercitalia di Arnold Rapido, foto Luca Di Pinto

E.483 NordCargo di Arnold Rapido, foto Luca Di Pinto

Esponeva anche dei carri merce Trenitalia: degli  Habills nelle due livree FS e Mercitalia (set HN6415: due Mercitalia e un FS, Euro 102), e poi i soliti carri Eaos su cui è presente un carico di rottami (set HN6414, Euro 102).

Arnold Rapido – Habills in livrea FS, foto Luca Di Pinto

Arnold Rapido – Habills in livrea Mercitalia, foto Luca Di Pinto

Arnold Rapido – Carro Eaos FS con carico di rottami, foto Luca Di Pinto

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Pubblicato il 16 febbraio 2019

Nel tempo abbiamo provato a visitare virtualmente vari produttori di rotabili in scala N: da Carminati, Colli, CLM, Danifer e così via fino a Trinacria/Uteca (la lista è nell’indice del sito). Abbiamo lasciato però una gravissima lacuna: non abbiamo mai dedicato una nota a Piccole Riproduzioni Artigianali di Treni e Affini, ovvero Pi.R.A.T.A.: Maurizio, Stefano, Andrea e Luca.

I Pirati. Da sinistra: Stefano, Andrea, Maurizio e Luca. Foto dal loro sito

La loro storia ha radici lontane, ma con il marchio “Pirata” inizia nel 2007…
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Pubblicato il 26 gennaio 2019, ultimo aggiornamento 28 marzo 2019

Abbiamo visto di recente quali “trucchi” si dovessero adottare per mettere in marcia e poi regolare le velocità delle locomotive elettriche a trazione continua: combinazioni serie/parallelo, gradi di shunt o di indebolimento di campo, dissipazione reostatica.

Tutto questo è stato drammaticamente semplificato dall’avvento dell’elettronica di potenza a metà anni ’70, che ha avuto da noi la sua palestra in casa delle motrici di punta dell’epoca: le E.444. Si è così aperta la strada per una nuova generazioni di motrici, sempre basate su alimentazione e motori a corrente continua. La prima incarnazione di questo nuovo paradigma furono le E.632/633 del 1983 e le successive E.652. Seguendo ancora questa strada, si giunse poi nel 1994 alle prime locomotive veramente moderne: le E.402 che abbandonarono il motore a corrente continua per tornare… al trifase! (ovviamente migliorato e modificato).

Vediamo di seguire qui i primi passi di questa evoluzione: le sperimentazioni con le E.444.

E.444.005 Foto © Ciancio da Tranzitalia.it

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Pubblicato il 20 ottobre 2018

Per telefono, un amico mi ha chiesto “Ma quest’anno il solito report su Novegro non lo fai? Eppure di novità interessanti ce ne erano! Basti pensare alla reincarnazione della Tartaruga…”.

La Tartaruga Lo.Co. di Lorenzo Colli in versione definitiva a Novegro (foto Re460009)

Ho risposto “Che vuoi che ti dica…  pensavo di no. Non saprei dove trovare il materiale…”.

Già. Qualche tempo fa sui forum venivano postate immediatamente varie foto delle novità, ancora a fiera aperta, ma oggi non è più così. E allora come faccio a fare un report se, come al solito, a Novegro non c’ero? Sui forum, dove in passato avevo pescato le informazioni, relativamente alle manifestazioni si trovano interessanti immagini dei modulari, discussioni organizzative e di ringraziamento o qualche foto generale (anche di H0), ma poco o nulla riguardo al tema di cui parliamo. Ma perché le foto delle novità non si trovano più? Forse è colpa dei “social”: magari invece che sui forum si posta lì, e così le cose prima si disperdono, e poi si perdono.

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Pubblicato il 7 luglio 2018, ultima modifica 23 ottobre 2018

L’inizio dell’era dell’alta velocità ferroviaria italiana coincide con il superamento della fatidica soglia dei 200 km/h, che si ha nel 1967 con il viaggio inaugurale della prima Tartaruga sulla Roma-Napoli. Uno sguardo sul futuro era stato dato 30 anni prima, con l’ETR 200 che aveva in prova superato tale barriera – ma in mezzo c’erano poi state la dolorosa guerra e la faticosa ricostruzione. Il boom degli anni ’60, la costruzione delle autostrade e il nuovo impulso alle ferrovie aveva reso pensabile di intraprendere la via dell’alta velocità – ma ancora mancavano linee adatte (eccetto la Roma-Napoli). Fu allora progettata e costruita la direttissima Firenze-Roma, aperta a spezzoni fin dal 1977 ma completata solo nel 1992. Dunque a fine anni ’80 le FS si preparavano all’esercizio sistematico di treni veloci su una importante dorsale lunga circa 500 km nel cuore della Penisola. Il parco vetture aveva le Gran Confort, già usate per i TEE e i Treni Bandiera, che con gli smorzatori di oscillazioni erano atte ai 200 km/h, anche se l’esercizio vedeva come velocità massima i 180 km/h. Di atto ai 200 c’erano però anche le UIC-X 1982 con filetto rosso, le Eurofima, se dotate di smorzatori, e le nuove UIC-Z1 che dal 1985 erano entrate nel parco, già nativamente veloci. Per quanto riguarda le motrici invece, di sufficientemente veloce c’erano solo le Tartarughe, che peraltro erano ormai un po’ invecchiate, essendo ormai passati 20 anni dalla loro entrata in servizio. Le FS si posero quindi il problema di costruire una nuova generazione di motrici. Con l’occasione, e grazie alla rivoluzione tecnologica apportata dall’elettronica di potenza, si richiese che esse non solo fossero veloci, ma anche universali: dovevano quindi essere adatte sia al traffico passeggeri a 200 km/h che a quello dei merci pesanti a 100 km/h. Il 29 ottobre 1982 fu così ordinato alle Officine Reggiane per la parte meccanica e ad Ansaldo per quella elettrica il pre-prototipo di una nuova macchina, che venne consegnato il 25 marzo 1985. Era la E.402.000.

E.402.000 nella primissima livrea, da leferrovie.it, archivio OMI

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Pubblicato il 18 marzo 2018

Quest’anno per me niente Verona, dunque un report basato sul sentito dire – e quindi suscettibile di errori e omissioni. Segnalazioni integrative e correttive sono come sempre più che benvenute! Devo in apertura ringraziare Gianfranco Visentin per avermi prontamente inviato varie foto che mi hanno permesso di corredare questa nota.

Iniziamo passando in rassegna i produttori “storici”: Locomodels, Fratix e Pirata.

La prima grande novità riguarda Locomodels. Lorenzo Colli diceva che alla stragrande maggioranza dei suoi clienti del digitale non importava molto: per questo la sua produzione era rigorosamente analogica. Evidentemente ora le cose sono cambiate, e a catalogo LoCo sono apparse un gran numero di macchine digitali o digitalizzabili. I modelli sono stati “aggiornati” con l’inserimento di un circuito stampato che presenta la “slot” per l’inserimento di un decoder standard, e sono ottenibili anche con decoder  già presente.

LoCo da oggi è anche Digitale!

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Pubblicato l’8 novembre 2017

Nel giugno 2017 si è celebrato il cinquantenario della “Tartaruga”, la E.444 delle FS. Non vi sono stati grandi clamori, ma l’evento non è passato inosservato. TuttoTreno le ha dedicato uno speciale, che fa seguito a quello che le dedicò nel 1997 per il trentennale, ed è apparso un bellissimo libro di quasi 400 pagine, subito vendutissimo, autori Luigi Voltan e Mario Di Fabio, Tiziano Edizioni.

Il libro di Luigi Voltan e Mario Di Fabio

Un altro “mezzo secolo” si compie oggi, 8 novembre 2017: è il cinquantesimo della comparsa del primo modello in scala N della Tartaruga, ad opera della vicentina Lima che l’anno prima aveva dato il via, con la sua linea “Micromodels”, alla scala N italiana. Per inciso, fu un caso in cui il modello in scala N precedette quelli nelle altre scale.

Lima 206, prima versione con i ganci ad occhiello

Qui vogliamo celebrare questo compleanno, ripercorrendo la storia della Tartaruga in scala N.

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Pubblicato il 13 maggio 2017

Abbiamo già trattato le carrozze FS di tipo Z in tre note: le Eurofima, le Z1 A e B, e le Z1 BH. E’ giunto il momento di occuparci dei Bagagliai Tipo UIC-Z1.

Abbiamo visto come nella seconda metà degli anni ’80 le FS abbiano deciso di investire in modo importante sul nuovo tipo di carrozze, le Z1, con le quali comporre treni veloci (capaci di correre a 200 Km/h) di prima e seconda classe, sia per il servizio interno che internazionale. Quando nel 1987 fecero il secondo ordine di Z1 che portava il numero delle stesse a 360 unità, si decise di complementare il parco con i necessari bagagliai, e ne vennero ordinati 40: furono le ultime carrozze bagagliaio entrate in servizio sulla rete nazionale.

Come le vetture che accompagnavano, erano abilitati ai  200 Km/h ed avevano carrelli Fiat a collo di cigno (F85 a-1). La marcatura fu 61 83 95-90 100-139.

Figurino del bagagliaio UIC-Z

Figurino del bagagliaio UIC-Z

Avevano un compartimento per il capotreno dotato di aria condizionata, un ampio vano per i bagagli, un compartimento per supportare la logistica della ristorazione basata su carrelli che venivano condotti lungo il treno per offrire snack e bevande ed una ritirata. Erano percorsi da un corridoio laterale.

In anni relativamente recenti, con l’eliminazione del servizio “bagaglio appresso” da parte delle FS, i bagagliai sono scomparsi dalle composizioni. Trenitalia offre oggi un servizio sostituivo chiamato “Bagaglio Facile” che permette l’invio di bagagli porta a porta, in convenzione con un corriere (TNT) che opera su gomma… I bagagliai esistenti sono quindi stati accantonati o riciclati per altri servizi. Gli Z sono in parte stati riutilizzati per trasporto biciclette, in parte attribuiti alla divisione Unità Tecnologica Materiale Rotabile (UTMR), mentre alcuni sono stati usati trasformati in vagoni infermeria, o usati per il treno esposizione viaggiante.
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Novegro 2016

Pubblicato l’8 ottobre 2016

Lo HobbyModel Expo di Novegro è la più importante fiera italiana di modellismo, tradizionale punto di incontro tra produttori, associazioni, appassionati ed anche semplici curiosi.

Negli ultimi anni, lo abbiamo detto tante volte, le novità presentate giungono… già vecchie, nel senso che il tam tam sulla rete le anticipa, e quindi si va in fiera per vederle dal vero, ma le si sono già incontrate in rete e su di esse si sa già molto.

Quest’anno è andata diversamente. Prima della fiera, calma piatta. Nessuna anticipazione. Quel che però mi ha davvero sorpreso, è che anche durante e nell’immediato dopo nessuno, o quasi, abbia parlato di novità presenti, tanto da indurmi a scrivere una nota nella quale parlavo di “Ovegro”, ovvero Novegro senza Novità in N. Per fortuna poi Daniele Adorni mi ha segnalato che le cose non stavano così, ed ho ritirato il post, nell’attesa di riuscire a raccogliere qualche informazione (io a Novegro non c’ero).

Curioso. Gli appassionati della scala si lamentano sempre della mancanza di modelli italiani in scala N – e questo blog è nato anche per fare, a suo tempo, un censimento di quel che c’era, convincendo almeno l’autore di questi scritti che in realtà si trova  o si è trovato, in vari momenti, quasi di tutto: le note sparse lo testimoniano. Certo, in molti casi si tratta di carrozzerie da verniciare e motorizzare da soli, in altri di prodotti artigianali i cui prezzi sono un po’ (e a volte davvero molto) più alti di quelli dei rotabili prodotti dalle industrie, ma questa si chiama economia di scala. Del resto, un noto artigiano sostiene che sono come il buon vino e il buon formaggio: come questi arricchiscono la vita, anche se il costo è più alto con quello dei prodotti che si trovano nel supermercato sotto casa.

Bene, proprio per questa continua attesa che esca qualcosa di nuovo mi sarei aspettato che le novità presentate “a sorpresa” avessero immediata eco tra le comunità di amatori. Invece, nonostante che entrambi i gruppi principali di ennisti presenti in rete abbiano nel loro statuto la finalità di diffondere la conoscenza della scala N, voci in proposito non si sono levate: dunque per me la più grande sorpresa di Novegro è stata la scarsa attenzione delle comunità rappresentate dai forum per le novità presentate dagli artigiani. Dopo qualche richiesta esplicita però qualche immagine è finalmente apparsa: ringrazio qui dunque Antonio Rampini, Claudio Mazzoli, Matteo Mariani  per le immagini caricate sul forum ASN e che qui riprendiamo, estraendone in alcuni casi qualche dettaglio.

Ma veniamo al sodo: quali erano le novità?
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