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Posts Tagged ‘Sagi’

Pubblicato l’11 ottobre 2014, ultima modifica 17 dicembre 2014

Come lo scorso anno, anche questa volta provo a fare il punto sulle novità di Novegro, anche se non ci sono stato. Questo rapporto, basato principalmente su quel che si é visto nei forum, sarà perciò inevitabilmente parziale, e fin da subito ringrazio chi vorrà/potrà contribuire a questo post inviandomi correzioni, integrazioni ed immagini.

Cominciamo da quelle che mi pare la novità principale, che quindi mettiamo al posto d’onore: l’arrivo di un altra motrice “CoCo“: COllezione COlli :-).

In realtà, anche se le ruote motrici sono sei, il rodiggio é Bo’Bo’Bo, ma questa volta non si tratta di una articolata (ormai Lorenzo le ha fatte tutte!) ma della E.652, per ora  presentata in versione speciale bianco-grigia. Riproduce la 001 che, dopo la revisione che doveva vestirla in xmpr, fu restituita affrettatamente all’esercizio in livrea incompleta (bianco-grigio XMPR) ,  e con questa non-livrea effettuò servizio regolare per molti mesi tra Milano Centrale e Venezia Santa Lucia trainando convogli interregionali. L’aspetto le guadagnò il nomignolo di “locomotiva fantasma”.

LA E.652.001 "locomotiva fantasma" Foto © Alessio Pedretti, dal sito Locomodels

La E.652.001 “locomotiva fantasma” Foto © Alessio Pedretti, dal sito Locomodels

E.652.001 in testa a un interregionale a Verona il 21/3/2002, Foto © Silvano Vecchi da Flick'r

E.652.001 in testa a un interregionale a Verona il 21/3/2002, Foto © Silvano Vecchi da Flick’r. Foto probabilmente un pochino sovraesposta, col grigio chiaro della motrice che pare bianco neve.

Colli inaugura quella che certamente diventerà una ricca serie con una piccola edizione speciale di 30 pezzi numerati in livrea fantasma. La livrea monocroma permette di evidenzare i particolari e la finezza dell’incisione della cassa della motrice.

E.652 LoCo - Foto Luca Bossini dal forum ASN

E.652 LoCo – Foto Daniele Adorni dal forum ASN

E.652 LoCo - Foto Luca Bossini dal forum ASN

E.652 LoCo – Foto Daniele Adorni dal forum ASN

Ci aspettiamo a breve (Verona 2015 ?) l’arrivo della versione in livrea originale grigio perla-blu orientale e quella XMPR. Per intanto (Novembre 2014) é annunciata la E.633, subito dopo é presumibile che arrivi anche la E.632.

L’altro “grande” produttore attuale della N italiana, Pirata, ha presentato le proprie novità. Le loro vetrine (che esponevano anche Hobbytrain ed altro) erano vaste: Pirata ha ormai collaborazioni internazionali e giustamente non si limita a guardare solo il mercato tricolore. Qui ni invece ci limitiamo a dare un’occhiata al sottoinsieme italiano, che é sempre un bel vedere! C’erano le varie cose ormai note.

Vetrine italiane di Pirata, dalle loro pagine Facebook

Vetrine italiane di Pirata, dalle loro pagine Facebook

Vetrine italiane di Pirata, dalle loro pagine Facebook

Vetrine italiane di Pirata, dalle loro pagine Facebook

Vetrine italiane di Pirata, dalle loro pagine Facebook

Vetrine italiane di Pirata, dalle loro pagine Facebook

Di nuovo i poteva vedere la self service in XMPR (art. 6014), il bagagliaio Z bigrigio (art. 6020) , una coppia di Gran Comfort XMPR con logo rosso (art.6116) ed un carro FS per il trasporto GPL.

Carro trasporto GPL della ditta SIC immatricolato FS - dalla pagina facebook dei Pirati

Carro trasporto GPL della ditta SIC immatricolato FS – dalla pagina facebook dei Pirati

Bagagliaio UIC-Z bigrigio - dalla pagina facebook dei Pirati

Bagagliaio UIC-Z bigrigio – dalla pagina facebook dei Pirati

Carozza Self Service XMPR - dalla pagina facebook dei Pirati

Carozza Self Service XMPR – dalla pagina facebook dei Pirati

Allo stand UTECA si potevano vedere le nuovissime carrozze INOX del 1939, e la Gr. 940. Quest’ultima era già visibile a Verona in forma prototipale non ancora verniciata, ora é finita. Non ho notizie relative alla commercializzazione di questi due pezzi. I problemi della E.626 Safer invece non sembrano essere ancora risolti: dunque la vera locomotiva fantasma é quella, e non la E.652!

Carrozza INOX di Uteca

Carrozza INOX di Uteca – Foto Massimo di Giulio dal forum ASN

Gr.940 di UTECA

Gr.940 di UTECA – Foto Massimo di Giulio dal forum ASN

Dario Morciano ha portato la D.245 serie 600X (Jenbach) e un Italo completo! Visti i chiari di luna, chissà che non ci resti solo il modello…

Italo! produzione Morciano, Foto Massimo Di Giulio dal Forum ASN

Italo! produzione Morciano, Foto Massimo Di Giulio dal Forum ASN

D.345 serie 6000 di Morciano - Foto Massimo Di Giulio dal Forum ASN

D.345 serie 600x di Morciano – Foto Massimo Di Giulio dal Forum ASN

Euromodell FP (Bodo Fonfara, che ha il nuovo sito web in costruzione, il vecchio non é più visibile) mostrava il suo Arlecchino.

Arlecchino di Euromodell FP - Foto Massimo Di Giulio dal Forum ASN

Arlecchino di Euromodell FP – Foto Massimo Di Giulio dal Forum ASN

La notizia più rilevante in negativo è l’abbandono della N da parte di Sagi, che costruiva carri merce di pregio (e di prezzo). Pare che non vi sia più nulla di disponibile al dettaglio, e che altro non verrà prodotto. Si dice che le lastrine rimaste verranno cedute solo in blocco.

Addio al Bagagliaio Dm 99 Sagi...

Addio al Bagagliaio Dm 99 Sagi… Foto dal sito di Sagi

Maurizio Chivella mostrava un prototipo del bagagliaio UIC-X corretto, e non più la solita ripittura di carri tedeschi. Ricordiamo che all’eNNegozio erano disponibili le sue decals e carenature aggiuntive per realizzare un’ampia serie di diverse combinazioni di modelli e livree delle UIC-X.

Il Bagagliaio UIC-X di Maurizio Chivella - Foto Luca Bossini dal forum ASN

Il Bagagliaio UIC-X di Maurizio Chivella – Foto Daniele Adorni dal forum ASN

Fabrizio Mungai (N-Kit) presentava una UIC-X carenata (Tipo 1970 ?), e un Di serie 90000 (quest’ultimo era già visibile sul suo sito prima di Novegro, non so quanto sia recente).

Il Di 90000 di Mungai

Il Di 90000 di Mungai, da sito di N-Kit

La UiC-X carenata di Mungai.

La UiC-X carenata di Mungai. – Foto Daniele Adorni dal Forum ASN

Claudio Bertoli, esperto in livree, presentava varie bella ripittura di modelli commerciali. Tra queste, un 189 (per l’esattezza, ES 64 F4 189 408)

La 189-408 di Claudio Bertoli (foto sua)...

La 189-408 di Claudio Bertoli (foto sua)…

e l'originale (Foto Simone Menegari da flick'r)

… e l’originale (Foto © Simone Menegari da flick’r)

Infine,  Massimo Icardi mostrava una carrozza FNM EB 2a classe ex svizzera.

La FNM EB 2a classe di Massimo Icardi

La FNM EB 2a classe di Massimo Icardi – Foto Daniele Adorni

In un filmato si vedono vari modelli esposti nella vetrina ASN:

Ovviamente erano presenti i due modulari in tutto il loro splendore, con loro diverse filosofie ma bellissimi entrambi. In transito su quello di ASN é stato avvistato uno dei Diesel di Giorgio Donzello: Una D.343 D 28 in versione Sangritana. Era un bel vedere, ma non era certo una novità: era stata presentata a Norimberga nel 2006.

 D.343 D 28 Sangritana di Giorgio Donzello

D.343 D 28 Sangritana di Giorgio Donzello – Foto Graziano Cucchi

Grazie a tutti gli autori delle foto, ed in particolare a Daniele Adorni e Massimo di Giulio che hanno contribuito in maniera significativa.

Per chi vuole ricordare alcune edizioni precedenti:

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pubblicato il 15 ottobre 2011, aggiornato il 18 dicembre 2011

A partire dal 10 ottobre 1964, in base ad accordi internazionali, iniziò una graduale modificazione della marcatura dei carri da merci secondo lo standard UIC. In precedenza la marcatura dei carri era fatta su base nazionale. Quella che vigeva in Italia era un misto tra una classificazione di base sistematizzata,  alcune appendici simboliche (ad esempio “z” per indicare la presenza di carrelli come per le carrozze passeggeri e “b” per segnalare la circolabilità sulla rete britannica che ha una sagoma limite ridotta), altre appendici mnemoniche (come ad esempio “tm” per tetto mobile) seguite da 6 o 7 cifre. Una prima cifra pari a 7 (in sequenze di 7 cifre) indicava trattarsi di una preda di guerra della prima guerra mondiale. Tutti i carri con centinaia pari erano dotati di freno a vite e di garitta del frenatore, quelli con le centinaia dispari ne erano sprovvisti o erano dotati di freno a mano di stazionamento. Il raddoppio della prima lettere indicava generalmente carri di dimensioni maggiori della media.

La categorizzazione di base (sicuramente incompleta) era la seguente:

  • F : Carri chiusi con finestre a reticolato
    • FF carri con volume superiore a 50 m3(salvo alcune eccezioni)
    • FI, FFI o FDI se dotati di intercomunicanti
    • Fma (monta alta)
    • Ftm (tetto mobile) con tetto ribaltabile da ciascuno dei due lati, porte scorrevoli e aperture d’aerazione sia in alto, sia a livello del pavimento, atto quindi anche al trasporto delle derrate
  • G: Carri chiusi con finestre e sportelli ma senza reticolato, per trasporto merci o bestiame
  • H: Carri chiusi senza finestre, per trasporti merci varie
    • His (isotermico)
    • Hg – Hgm carro refrigerato
    • HHe carro con porte laterali e di testa e con pareti imbottite, atto al trasporto di automobili, mobilia, attrezzi teatrali, ecc.
  • L: Carri con sponde alte oltre 0,5 m e porte laterali
    • LL se con piano di carico più lungo di 8,5 m (salvo alcune eccezioni)
    • Lt (tramoggia)
    • Ltm  (tetto mobile)  derivato da carro alte sponde e con tetto avvolgibile, idoneo al trasporto di quasi tutte le merci che non hanno bisogno d’aerazione
  • P: Carri pianale senza sponde, o comunque con sponde basse tutte mobili di altezza non superiore a 0,5 m
    • PP se con piano di carico più lungo di 8,5 m (salvo alcune eccezioni)
    • PPaut (auto): carri a due assi ed a due piani per trasporto auto.
    • Pr  (rotabili) per trasporto rotabili a scartamento ridotto
    • Pcm (casse mobili), muniti di guide scorrevoli ed arresti per casse mobili;
    • Pv piano di carico più basso rispetto allo standard (fino a soli 640 mm. dal piano del ferro); oppure sono privi di un vero e proprio piano di carico, perchè il loro telaio (costituito da longheroni, collegati fra loro da traverse fisse o amovibili) forma una specie di culla, nella quale si inserisce il carico, poggiando sulle sponde o sulle traverse di fondo.
    • Pcarz (pianali a carrelli per trasporto camion
    • Pay bisarche a 3 assi  per trasporto auto
  • Q: Carri con sponde mobili e bilico con stanti
    • Qoz,  pianali a carrelli muniti di trave a bilico e di barre di trazione smontabili ma anche carri  a carrelli a piano ribassato, utilizzabili per trasporto auto
  • M: carri serbatoio
    • M (senza caratteri aggiuntivi): acqua
    • Mt: carro tender
    • Mg: cereali alla rinfusa
    • M seguito da un numero:
      • 1 = alcool etilico, 2 = benzina avio, 3 = benzina auto, benzolo, acqua ragia minerale, petrolio, toluolo, alcool denaturato, alcool metilico, gasolio, nafta fluidissima, essenza di trementina, 4 = nafta da forni, olio combustibile, olio minerale grezzo, residuo distillazione di minerali, 5a = olii minerali, lubrificanti, olio di ricino per uso industriale, 5b = olio minerale scuro per boccole, 6 = olii vegetali ed animali non commestibili, 7 = olii vegetali ed animali  commestibili, 8 = olio per trasformatori, 9 = catrame, bitume, olio di catrame, olio di creosoto, creosoto, catrame vegetale, emulsioni bituminose, 10 = melasse, 11 = acido solforico concentrato
  • V: Veicoli speciali per il servizio interno dell’Amministrazione

I carri privati (non FS) avevano la prima lettera seguita da una P (per privato). Ad esempio,  la maggior parte dei carri serbatoi era quindi MP.

Documentazione su questi carri si trova in “I nostri carri per le vostre merci” edizione 1972, che pur essendo di epoca UIC ha riferimenti (oltre che schemi e immagini) riferiti all’epoca precedente. Una versione scannerizzata del documento si trova nell’ eccellente sito leferrovie.it. Parte delle informazioni qui riportate sono desunte da quel documento, altre sono ottenute da ilmondodeitreni.

In Scala N.

I carri con marcatura nazionale pre-UIC sono adatti alle epoche I, II e III. Mentre per queste epoche di carri tedeschi se ne trovano molti, quelli italiani scarseggiano.

A parte una certa ricchezza di carri F discussi recentemente, sono riuscito a trovare traccia di poche altre cose con marcature pre-UIC: alcuni carri L di vario tipo, un M, un Poz, un Pay e la coppia di carri Q di Lima.

Carro Fo Sagi, dalla collezione Angioy

Carro Poz Rivarossi, dalla collezione Angioy

Carro M Arnold, dalla collezione Angioy

Carro L Fleischmann

Carro L Tibidabo (c’era anche in versione senza carico)

Carro L Roco, art.25620

Carro L di Ar.Mo. dalla collezione di Carlo Mercuri

Carro Pay della SIFTA – prodotto da Lima

Coppia di carri Q di Lima

Avevo sempre pensato che i carri Q di Lima fossero opera di fantasia, invece non sono troppo dissimili dal prototipo reale.

Carro Q – bilico

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pubblicato il 16 luglio 2011, ultima modifica 23 settembre 2011

I carri FS di MW-Modell in scala N (il cui annuncio era stato riportato su questo blog qualche mese fa) sono ora disponibili. La notizia è un buon pretesto per parlare di carri F, e per vedere cosa sia stato realizzati in proposito in scala N.

Prima del 25 gennaio 1965, la marcatura dei carri FS prevedeva una sigla letterale ed un numero di sei o sette cifre. Le sigle definivano la tipologia del carro, così come la prima cifra del numero (o la seconda per alcune famiglie).  Tutti i carri con centinaia pari erano dotati di freno a vite e di garitta del frenatore, quelli con le centinaia dispari ne erano sprovvisti o erano dotati del solo freno a mano di stazionamento.  I carri chiusi avevano lettera F, G o H. Gli F erano i carri per derrate, avevano sportellini o grigliette, i G avevano sportelli un pò più grandi ed erano adibiti a trasporto bestiame, mentre gli H (completamente chiusi) erano carri isotermici o frigo.

I carri F sono (stati) molto diffusi: nel periodo tra le due guerre (e nei primissimi anni del secondo dopoguerra) ne sono stati costruiti più di 10.000 esemplari in diverse versioni: con e senza un frenatore, con passo lungo e corto, e con 2+2 o 1+1 fori di ventilazione per ogni lato della vettura.

A seguito della la standardizzazione europea di denominazione avvenuta nel 1965, presero il nome di  Ghms (per la versione standard) o Ghkkms, mentre  la sigla Ghkrs è per la versione allungata (precedentemente FF). Nota: sigle e immagini sono desunte da “I nostri carri per le vostre merci (ed. 1972)“.

Carro F (Ghms) a cassa metallica

Carro FF (Ghkrs)

Schema del carro F (Ghms)

Schema del carro FF (Ghkrs)

La sigla Ghms sta per: G = carro coperto di tipo corrente, h  = munito di apposite aperture di aerazione poste a livello del pavimento,  m = munito di piano di carico di lunghezza inferiore ai 9 m, s = atto al regime di circolazione a 100 Km/h. L’aggiunta del kk indica  “limite di carico compreso tra le 20 e le 25 tonnellate”, quindi il carro corto ma con maggior capacità di carico diventa Ghkkms.

I primi carri avevano struttura a doghe di legno, che dapprima erano orizzontali, poi furono verticali. Successivamente furono realizzati in metallo.

Carro F 1924 a doghe orizzontali, foto Stefano Paolini da photorail.com

Carro F 1925 a doghe verticali, foto Stefano Paolini da photorail.com

Confrontando i Ghms a cassa metallica come quello mostrato all’inizio (foto in bianco e nero) con i carri a cassa in legno riportati qui sopra si può osservare come nel passaggio dalle strutture in legno a quelle in metallo il passo si sia allungato (anche se esistono carri in metallo costruiti su telai di carri in legno, oltre a prede di guerra per cui l’eterogeneità di passi e forme non manca…)

Circa la metà dei carri era dotato di garitta per il frenatore, come nelle immagini seguenti. Anche qui si può notare la differenza di passo tra carri in legno e carri in metallo.

Carro F in legno con garitta (foto Stefano Paolini)

Carro F (Ghkkms) in metallo con garitta (foto Stefano Paolini)

Per quanto i carri F siano in genere identificati con quelli con il tetto a 2 falde, vi erano dei carri F anche di forma diversa, come il cosiddetto “Cupolone” o “a monta alta” del 1925. Un esemplare è preservato a Milano Smistamento, un altro è in corso di recupero presso l’Associazione Carrozza Matta.

Carro F a monta alta preservato a Milano Smistamento, foto Stefano Paolini

Schema di Carro F a monta alta (Fma), poi classificato Ghms

Altri carri F con monta non a falde sono quelli costruiti nel 1957, come nell’esempio mostrato in foto.

carro F serie 1957 2183 160 0 024, dal fotostream flick’r di fmd40

Con l’avvento della marcatura UIC, la parte letterale dei carri a monta classica a 2 falde divenne Gh(kk)(m)s, e quella dei carri a tetto tondo Gs. Ma dei carri Gs parleremo un’altra volta.

Carri F con monta a falde in Scala N

In scala N la lunghezza fuori respingenti di questi carri dovrebbe andare dai 57,4 mm del Ghms ai 72,4 mm del Ghkrs. Le versioni con garitta sono di circa 4.5 mm più lunghe.
La produzione industriale di modelli si è occupata in passato di questi carri, e successivamente vari artigiani e piccoli produttori hanno affrontato il tema, per cui la varietà è tanta.

Arnold negli anni ha realizzato varie versioni senza garitta: cat.0375, 0429, 0443 (“Motta”), 4431, 4685, 4689… Alcuni hanno porte bloccate in posizione semiaperta. Come osserva Gigi Voltan “il carro F Arnold è fuori misura, allungato artificiosamente per sfruttare qualche telaio già esistente” – in effetti la lunghezza eccede del 10% la misura in scala dell’F, ma è del 15% troppo corta per essere un FF. Quelli con porta chiusa sembrerebbero un pò meglio, ma dalla foto che ho non si riesce a prendere le misure per controllare.

Arnold 4685

Carro F di Arnold (cat.0408)

Arnold 4689 a porte semiaperte (dalla collezione di Cristian Cicognani)

Carro F 1925 di Arnold (cat.4431)

Anche Minitrix ne ha realizzate varie versioni, che sono in una scala più esatta. Ci sono sia in classica livrea rosso vagone (cassa in legno e cassa in ferro, ad es. cat.3526, ma tutti a passo corto) che nei colori di varie aziende: Martini, Cinzano…

carro F Minitrix cassa in legno (ce ne sono versioni varie, con iscrizioni di altre epoche)

Carro F “Cinzano” di Minitrix (cat.13603), cassa in metallo

Carro F Minitrix “Martini”, cassa in metallo

Tibidabo ne aveva a catalogo in livrea rosso vagone, e in colore giallo per trasporto banane. I modelli Tibidabo, che riproducono carri a cassa in legno, sono poi stati ripresi da Acar.

Carri F Tibidabo da un catalogo d’epoca

Carro F Trasporto Banane – ACAR da stampo Tibidabo – Foto dalla Collezione Angioy

F Tibidabo rosso vagone – dalla collezione Carlo Mercuri

Riviermodel, negozio genovese e noto produttore artigianale agli albori della N, modificava i carri Tibidabo aggiungendo la garitta.

Rarissimo carro F Riviermodel su base Tibidabo, dalla collezione Mercuri

Una piccola curiosità: si osservi come il numero di serie dei due Tibidabo e del Riviermodel sia lo stesso (F 102031) nonostante le diverse livree del carro rosso e di quello per le banane. Il numero permane uguale nel Riviermodel a cui è stata aggiunta la garitta: ma in questo caso la cifra delle centinaia non potrebbe essere “0” dovendo essere dispari!

Il piccolo produttore svizzero Swisstoys (Romeo Pianezzi) aveva prodotto negli anni ’70 tre versioni del carro F FS a doghe in legno: rosso vagone, bianco e grigio. A catalogo avevano numero 51, 52 e 53.

Carri F SwissToys rosso vagone e bianco

Carro F SwissToys grigio

Euromodellismo (di F. Vescovo), un negozio di Milano ormai scomparso, in anni ora lontani e per un breve periodo aveva proposto modelli del carro in cassa metallica a passo lungo con e senza garitta nelle versioni rosso vagone, giallo con bande blu (soccorso), grigio postale  e  grigio di servizio.

Carro F di servizio (saldature) – Euromodellismo – dalla collezione Angioy

Carro F con garitta – Euromodellismo, dalla collezione di Carlo Mercuri

Sottocassa di un F senza garitta – Euromodellismo, dalla collezione di Carlo Mercuri. I ganci (Roco invece che NEM) sono stati sostituiti da Carlo

La leggera imbarcatura del tetto che si nota nel carro con garitta di Euromodellismo la si ritrova in vari dei modelli dello stesso produttore posseduti da Paolo Angioy e visibili nel suo fotostream su Flick’r.

HiTech Railroad Modelling ha carri F (tutti senza garitta) bianchi con loghi pubblicitari Cinzano, Alemagna e Motta (varie versioni) a 25 €, e un carro rosso vagone con luci fine convoglio a 40 €. Anche questi sono modelli rappresentanti carri con cassa in legno.

Carro F “Motta” di HiTech RR Modelling

Assoenne produce lastrine per tre diversi carri F: versione 1912, 1925 e 1942 (tutte senza garitta) a prezzi tra gli 8 e i 10 € (ma gli acquisiti sono riservati ai soci).

Carro F 1912 (cassa in legno)  di Assoenne – passo corto

Carro F 1925 (cassa in legno)  di Assoenne – passo corto

Carro F 1942 di Assoenne – passo lungo

Bellissimi poi i carri prodotti in alpacca e ottone da Sagi. A guardare le foto si stenta a credere siano oggetti in scala N… Sono stati realizzati sia con che senza garitta, a prezzi tra i 50 e i 60€ (ma con forti riduzioni per i possessori di SagiCard).

Carro F senza garitta – Sagi 

Carro F con garitta – Sagi

Carro FFI di Sagi – dalla collezione Angioy

Veniamo quindi ai carri di MW Modell, appena giunti sul mercato (ma verranno prodotti in piccola quantità: 200 esemplari per pezzo). Un set di due carri (con numeri di serie diversi) costa 50 €.

Carro F senza garitta di MW Modell (foto Sven Franz, clicca sull’immagine per ingrandire)

Davvero notevole l’agganciamento ravvicinatissimo! Sono disponibili sia con che senza garitta (lunghezze rispettivamente 62 mm e 57,5 mm), in varianti epoca 3 ed epoca 4.

Le tre versioni (corrispondenti a tre diverse epoche) del carro F con garitta di MW Modell (foto Sven Franz)

Ricordo infine che a Verona sono stati presentati dei carri F di Pirata ancora non completi. Ora sono a catalogo. Anche questi sono venduti a 50 € la coppia, e ci sono tre versioni con Garitta e tre senza, consegna 2011… insomma, sono proprio un “rebranding” dei carri di MW Modell! (Coincidono anche i numeri di catalogo: N-IT-401a/b/c e N-IT-402a/b/c, che seguono lo standard di numerazione di MW Modell).

Carro F di Pi.r.a.t.a. (ancora senza respingenti e decals) assieme alla d341 in esposizione al ModelExpo 2011 a verona

Anche se abbiamo detto che dei carri Gs parleremo in futuro, citiamo qui il carro offerto da Fine Scale München perchè esplicitamente dichiarato come “carro F”. si tratta di una elaborazione di un carro Minitrix a cui sono state aggiunte delle lanterne di fine convoglio lampeggianti e molto curate: 96 € per averlo… Peccato il tipo di logo FS scelto, piuttosto improbabile su un carro a doghe in legno di questo tipo che sarebbe certamente più “a tono” con logo di altra epoca. Sotto, un filmato del carro in azione.

Elaborazione su base Minitrix di Fine Scale München.

Grazie a Paolo Angioy, Carlo Mercuri e Cristian Cicognani per le loro foto, a Carlo Mercuri e a Gigi Voltan per commenti e correzioni, e a tutti i partecipanti alla menzionata thread sul forum ScalaN per le informazioni senza le quali questo post sarebbe stato molto meno ricco.

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pubblicato: 20 marzo 2011 ultimo aggiornamento: 11 maggio 2011

Sono riuscito a fare una rapida visita al Model Expo Italy. Purtroppo avevo solo un paio di ore di tempo, di cui parte da dedicare ad incontrare Paolo e quindi ho potuto fare solo un rapido giro. Sono certo che qualcosa mi sia sfuggito, e non ho avuto il tempo di fare tutte le foto che avrei voluto e raccogliere tutte le informazioni che sarebbero state utili a scrivere questo post.

Nello stand di Pi.r.a.t.a. troneggiavano la nuova D341 prima serie ed un carro F, che meritano una sequenza di foto (cliccando sulle foto le si può ingrandire).

D.341 prima serie e carro F ancora senza respingenti di Pi.r.a.t.a.



Poco sotto un bel merci era trainato da una locomotiva industriale gialla: si tratta della locomotiva n 2 delle acciaierie di Piombino con da tre carri a sponde basse carichi di materiale ferroso pronto ad essere fuso . La motrice è dotata di decoder ed è in grado di funzionare sia in analogico che in digitale.

Lo stand di Lorenzo Colli (LoCoModels) merita un post a parte, che arriverà presto. Aveva la solita stupenda parata di articolate, l’ETR 200 e varie carrozze, tra cui le nuove MDVE di 1. classe e di 2. classe. Una interessante novità è l’annuncio di una E.428 prima serie per dicembre (il prototipo non c’era ancora).

MDVE di Lorenzo Colli (foto di Francesco Eisenmann)

C’era lo stand di Sagi, con i suoi merci ad agganciamento magnetico (non ne abbiamo mai parlato in questo blog, e presto dovremo porre rimedio a questa mancanza).

Lidia Santi e Alberto Casiraghi, dopo aver sospeso la produzione di motrici con la chiusura di EurorailModels e dopo l’avvio delle nuova EuroTrainSL con la fortunata serie delle Centoporte, hanno portato due importanti novità: la D.449 di cui abbiamo già parlato, e i Treni ad Alta Frequentazione in varie livree, a cui dedicheremo un post separato.

TAF di EuroTrainSL

HiTech RRModelling ha (a gran richiesta) rifatto i carrelli delle sue E424, derivandoli dai Lima. Ce n’era in vetrina ancora una con i carrelli “tedeschi”, a vederli vicino a quelli nuovi l’inadeguatezza della vecchia versione è proprio palese. Era presente poi la già nota Gr835 che mostrava le sue ottime qualità dinamiche.

E.424 di HitechRRModelling coi carrelli rifatti

Presso lo stand ASN c’era il prototipo della ALn668 – kit in resina con fotoincisioni per gli aggiuntivi, da montare su meccanica Tomytec allungata. E’ possibile prenotarla presso l’Ennegozio (occorre essere soci ASN).

Prototipo della ALn668 di ASN

Come al solito, lo stand ASN aveva il plastico modulare lungo e con alcuni moduli molto belli (a me è piaciuto quello con i lavori di costruzione di una linea metropolitana) e dava spazio ad alcune realizzazioni dei soci (non in vendita), come una coppia di M1 “Emmine”.

Emmine presso lo stand ASN

Assoenne aveva un modulare ancora spoglio, ma miracolosamente funzionante nonostante che sia stato concepito e realizzato in poco più di un mese.

Sono certo di aver perso o dimenticato qualcosa o qualcuno – me ne scuso ma come ho detto ero di corsa. Integrerò il post se avrò indicazioni o suggerimenti da qualcuno.

E’ stata una bella occasione per incontrare di persona “nomi” che avevo conosciuto via web o e-mail: Paolo Angioy, Marco Gallo, Lorenzo Colli, Christian Cicognani. Magari l’anno prossimo cercherò di prendermi una giornata intera.

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