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pubblicato: 5 maggio 2009, Ultima modifica 10 dicembre 2011

L'Euronight 372 Salvador-Dalí in partenza da Milano Centrale e diretto a Barcelona.

Nell’estate 1996 dovendo andare a Madrid per lavoro ho scelto di viaggiare in treno invece che in aereo, così da poter provare il “Talgo Pendular”: un treno caratterizzato da vetture molto più basse e corte del normale. Ogni carrello intermedio è condiviso da due carrozze. Un Talgo bianco e blu viaggiava di notte, raggiungendo Barcelona da Milano, e un secondo nei colori TEE durante il giorno completava il viaggio arrivando Madrid. Il Talgo notturno era fantastico: aveva dei vagoni letto con annesso salottino. Nei compartimenti di prima (io viaggiavo in seconda) c’era anche la doccia…
Al confine franco-spagnolo il treno passava attraverso una casetta dove era alloggiato un particolare dispositivo che cambiava la distanza tra le ruote per adattarle al diverso scartamento in uso in Spagna.

A Madrid, al Corte Ingles, non mi feci sfuggire l’occasione di comperare un modellino di Talgo in scala N prodotto da Ibertren.

talgo

Purtroppo non presi invece quello in livrea blu scuro e bianca che avrebbe potuto circolare su un plastico con ambientazione italiana, magari al traino di una Tartaruga come nel caso del “mio” Talgo. La versione di questi ultimo anni, blu un poco più chiaro e bianco in livrea Euronight, potrebbe andare al traino di una E402B (ad esempio una Del Prado motorizzata).

Modello Electrotren del Talgo nei colori EuroNight che circola sui binari italiani

Modello Electrotren del Talgo nei colori EuroNight che circola sui binari italiani

Intanto la livrea del Talgo che arriva in Italia è cambiata, come mostra il seguente video:

Ma che razza di treno è il Talgo? Il nome è un acronimo (da Tren Articulado Ligero Goicoechea Oriol), ed è una specie di pendolino.

Il termine Pendolino identifica una categoria di treni ad assetto variabile che permette percorrere tratti ferroviari tortuosi a una velocità superiore fino al 25-30% rispetto a quella dei convogli tradizionali.
Il principio può essere attivo (con l’inclinazione data tramite l’azione di specifici attuatori) come nel caso sperimentato da Fiat Ferroviara nel 1969 e sfociato nella produzione degli ETR401 nel 1974 e successivamente in una serie di treni veloci ora in esercizio in oltre 12 nazioni (in Italia sono gli ETR 450, 460, 470, 480, 485).

Nel caso del Talgo invece il principio è passivo. Il treno è un’originale struttura articolata costituita da una serie di moduli a triangolo isoscele, alla cui base sono montate le ruote, collegati da ciascun vertice alla successiva base in maniera da permetterne la rotazione . Si realizza così una struttura di veicoli collegati (come fossero un bruco) in grado di inscriversi in curva senza spinte centrifughe eccessive dato che la stessa composizione tendeva a contrastarne l’effetto adeguandosi naturalmente verso il centro curva. Si tratta di un brevetto dell’ing. Alejandro Goicoechea che nel 1941 realizzò su questo principio il primo Talgo: ulteriori infromazioni su wikipedia (da cui ho adattato parte di questo testo).
Con il nome Talgo si indica quindi quel particolare treno, di progettazione spagnola, caratterizzato visivamente da carrozze molto corte e più basse di quelle tradizionali.

Il Talgo è usato anche in Germania per dei treni notturni. Naturalmente, come per tutti o quasi i rotabili tedeschi, si trova anche in scala N (prodotto da Minitrix).

talgo-db

Per il modellista italiano comunque il pezzo più intereressante è quello nei colori EuroNight prodotto da Ibertren/Electrotren perchè corrisponde a quello che percorre una tratta in Italia.

Di recente altri binari italiani hanno visto passare un Talgo: quelli della Sardegna. Sulla Sassari-Cagliari sono state fatte delle incoraggianti prove tecniche. Poi però la questione si è bloccata a causa di un esposto della Guardia di Finanza sulla regolarità dell’appalto, e ormai a questo punto, cambiato il governo dell’isola, non se ne farà nulla…

Sul blog merciinsardegna alcune foto, e qui sotto un video delle prove:

La presenza del Talgo in Italia era progettata anche da Arenaways che voleva introdurre treni notturni tra Torino-Milano e il meridione. Dopo le difficoltà sofferte dalla compagnia nello scontro impari con Trenitalia, forse il progetto è ora (fine 2011) sul punto di ripartire.

E per finire, già che ci siamo, un video (in spagnolo) in due parti. E’ un po’ pubblicitario e ormai vecchio di quasi 10 anni, ma svela vari particolari tecnici sulla famiglia dai Talgo, e offre immagini storiche e attuali.

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Pubblicato il 9 maggio 2009, ultimo aggiornamento manutentivo: 9 marzo 2017

TEE significava un’altra cosa – Trans Europ Express, ma l’acronimo avrebbe potuto significare Train d’Elite Exclusive. Treni veloci, confortevoli, di sola prima classe, in livrea rosso-crema.

tee_map

Congiungevano le principali città europee formando una rete sovranazionale. Spesso erano Diesel, per evitare cambi di motrice ai confini quando si passava tra reti ferroviare gestite con diverse correnti ( ad esempio fino ai primi anni sessanta sulla tratta Milano Monaco c’erano i 3000 Volt in continua fino a Bolzano, poi corrente alternata trifase 3,6 KV, 16 2/3 Hz da Bolzano al Brennero, e quindi i 15000 Volt in alternata in Austria e Germania). Successivamente furono introdotte alcune motrici ed elettrotreni policorrente.


Questi bellissimi filmati d’epoca mostrano vari TEE

 

La composizione dei vari TEE è riportata in una tabella realizzata da Blaine Bachmann.

Interessante anche l’articolo di Paolo Monti su miotreno.


E in scala N?

 

Varie delle automotrici (diesel ed elettriche) sono state prodotte industralmente. Di queste tre hanno percorso i binari italiani:


  • l’elettrotreno TEE SBB RAe prodotto da Hobbytrain (articolo 1400)
SBB Rae prodotto da Hobbytrain

SBB Rae prodotto da Hobbytrain

Ne parliamo in una nota dedicata.


  • l’elettrotreno VT-11 prodotto da Roco (in due articoli: le due motrici con due vetture intermedie, e ed altre tre vetture intermedie

tee_vt11
tee_vt11_2

Anche a questo abbiamo dedicato un articolo.


Il Binato Breda è proposto anche (in meglio, e in piccolissima produzione) da Locomodel.

Una terza edizione dello stesso è proposta – nella sola versione Mediolanum, ma anche con una carrozza intermedia opzionale – da Fine Scale Muenchen (quest’ultimo propone anche la versione post-era-TEE usata sulla Roma-Calalzo.)
Ovviamente tutte queste soluzioni sono, visti i nomi, fuori dalla portata della maggior parte delle tasche…

A prezzo più abbordabile la versione di Colli (Lo.Co. o Locomodels, da non confondere con la citata Locomodel di Donzello).

Il Binato di Lorenzo Colli (foto concessa da Susy Warger – fli2000)

Oppure rimane la soluzione dell’autocostruzione come fatto da Carlo Maldifassi (vedi la voce Mediolanum su questo blog), ma bisogna essere un Maestro!

Per maggiori dettagli sul Binato Breda, si veda la nota dedicata.


  • Dell’automotrice francese SNCF X 2780 – X2778 che arrivava a Milano invece in scala N sembra non esserci traccia – c’erano due modelli (Lima e Roco) in H0.

SNCF X 2780 Lima in H0


Il treno TEE SBB-NS RAm prodotto da Minitrix invece sui binari italiani non viaggiava (congiungeva la Svizzera con l’Olanda).

 

TEE RAm prodotto da Minitrix

TEE RAm prodotto da Minitrix

Peraltro la fattura del modello lascia a desiderare, come discusso in inglese da Blaine Bachmann in un suo articolo.


Una lista dettagliata dei modelli di TEE (inclusi quelli composti da locomotore più carrozze) riprodotti in varie scale è mantenuta da Max Kleiner nel suo sito dedicato ai TEE.

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Pubblicato il 29 marzo 2009, ultimo aggiornamento: 21 novembre 2015

Dal terrazzo di casa vedevo i treni passare sul ponte. In un epoca in cui tutti i treni erano grigi, o al più bruno-isabella, quello rosso e crema spiccava tra tutti. Era un treno corto, composto da due automotrici a nafta, le ALn 442-448 (ne parliamo diffusamente altrove).

ALn 442 – Foto Pedrazzini dal sito modellbahndiskont.com

Dal 1957 al 1969 viaggiavano tra Milano e Monaco di Baviera. Il treno aveva un nome (accadeva per pochi treni allora): “Mediolanum”.

Tabella del Mediolanum

Tabella del Mediolanum

Faceva parte di una famiglia di treni esclusivi: i Trans-Europe Express. Treni di sola prima classe, mirati a fare concorrenza al nascente trasporto aereo servendo imprenditori e dirigenti (e chissà se qualche volta tra i passeggeri del Mediolanum ci sarà stato anche Alessandro Rossi che ne produsse il modellino in H0?). In genere erano diesel per ovviare al problema dei diversi sistemi elettrici presenti in Europa, e in composizione reversibile per minimizzare i tempi tecnici. Non avevano il logo delle compagnie nazionali, ma quello del TEE.

Logo Trans Europe Express

Logo Trans Europe Express

Tra il 1960 e il 1964 nella tratta Milano-Verona le ALn erano accoppiate con delle ALe 601 (elettriche) che, sganciate a Verona, proseguivano per Venezia.

ALe601 (da digilander.libero.it/sportinglife)

Dopo il 1969, le ALn442 furono sostituite per pochi anni, fino al 1972, dai BR601 tedeschi, ex VT115. Sembravano delle locomotive americane, con quel nasone! (Le date, che coincidono con quel che ricordo, le ho desunte dalla bellissima tabella sulle composizioni dei TEE che ha pubblicato Blaine Bachman).

Mediolanum (VT11.5 con logo TEE) alla stazione di Monaco

Dopo il 1972 e fino alla cessazione del servizio, nel 1984, il Mediolanum prese una configurazione più tradizionale, con le eleganti vetture di prima classe Grand Comfort trainate da motrici elettriche: in Italia una Tartaruga, un Caimano o una E.633.

Nella neve del febbraio '84, una E633 al traino del Mediolanum tra Colle Isarco e Fleres (19 Feb 1984). Immagine da marklinfan.it, originale © H. Roher.

Nella neve del febbraio ’84, una E633 al traino del Mediolanum tra Colle Isarco e Fleres (19 Feb 1984). Immagine da marklinfan.it, originale © H. Roher.

La composizione classica era basata su 5 carrozze, ma poteva arrivare fino a 8 come testimoniato dalla seguente immagine del 1977.

Mediolanum trainato dalla DB 111 065-9 a Großkarolinenfeld, il 7 maggio 1977. Foto © Ulrich Budde da mediawiki

Mediolanum trainato dalla DB 111 065-9 a Großkarolinenfeld, il 7 maggio 1977. Foto © Ulrich Budde da mediawiki

In Austria e Germania venivano usate le motrici DB 110.3 fino al 1974, quindi la 111 fino al 1982 e successivamente la austriaca OeBB 1044.

Su youtube si può vedere un bel video del treno nel 1977

Una bella sequenza di foto dei TEE italiani, e tra queste molte immagini del Mediolanum, si trova sul forum di ferrovie.it.

Il Mediolanum nel modellismo

L’ultima incarnazione del TEE Mediolanum nell’interpretazione (H0) di Rivarossi

Su un plastico in scala N si possono riprodurre tutte le fasi della storia del Mediolanum. Per la fase più recente c’è la motrice E444 seconda serie nella realizzazione Rivarossi-Atlas (ma anche Assoenne e Euromodell FP), o la E.633 realizzata da vari produttori, ed attualmente a catalogo Colli (LoCo). Le motrici tedesche e austriaca adatte a trainare il Mediolanum in territorio austro-tedesco sono state tutte realizzate da Minitrix, Roco, Arnold e Fleischmann.

Le vetture Grand Comfort sono state riprodotte industrialmente da Lima – come spesso però erano poco rispondenti al vero: versione accorciata e approssimativa, sostanzialmente inguardabile.

Le GranComfort di Lima con una E444 Rivarossi e una Re4/4 svizzera Lima

Meglio erano le carrozze riprodotte in piccola quantità da Eurorail Models (non più disponibili dopo la cessazione dell’azienda). C’erano sono sia la vettura a scompartimenti che quella salone – mancavano bagagliaio e ristorante). Bellissimi (e ovviamente assai cari) modelli artigianali delle vetture Grand Comfort sono stati prodotti da Locomodel. In anni più recenti sono apparse le splendide carrozze realizzate da Pirata, con le targhe di percorrenza del Mediolanum anche se sfortunatamente con un logo FS poco adatto.

Le Gran Comfort di Pirata

Le Gran Comfort TEE di Pirata

Per la fase intermedia c’è  il VT11.5 prodotto da Roco, e successivamente da Fleischmann.

TEE VT 11.5 di Roco

TEE VT 11.5 di Roco

Far correre sul plastico l’automotrice della prima fase è anche. Recentemente vari artigiani hanno iniziato una (piccola) produzione del “Binato Breda”, ovvero proprio l’ALn 442-448: si tratta di LocoLocomodel, Lematech e Fine Scale Muenchen. Precedentemente Carlo Maldifassi aveva costruito uno splendido modello unico in scala N del ALn 442-448con il quale ha vinto l’edizione 2006 del Premio Muzio. L’ALe 601 invece mi era riprodotto da Naldini.

La confezione del Binato di Colli, dal negozio ebay fli2009

La confezione del Binato di Colli, dal negozio ebay fli2009

Maggiori informazioni sul Mediolanum sulla pagina della wikipedia tedesca, olandese e francese (quest’ultima tradotta in inglese da Speedylook). Curiosamente le tre pagine di wikipedia riportano informazioni complementari e (su qualche dettaglio) contrastanti.

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