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Posts Tagged ‘Trenomodel’

Pubblicato il 24 ottobre 2015

Da un po’ mi frulla per la testa un’idea: visto che lo spazio é sempre poco per un plastico, un modo per far circolare un convoglio in più é… metterlo sotto terra: una metropolitana!

La cosa é semplice: più o meno sotto la stazione principale, a bordo del plastico dovrebbero essere in vista una stazione sotterranea: due semplici binari di corsa sui quali far alternate (con un temporizzatore) due convogli della metropolitana. Mi sono quindi chiesto se qualcuno lo avesse fatto.

Ho trovato un esempio in scala H0, che rende l’idea:

Esempio di metropolitana in scala H0. Da un post di Phoebe Vet su cs.trains.com

Esempio di metropolitana in scala H0. Da un post di Phoebe Vet su cs.trains.com

La realizzazione é semplicissima e lo spazio richiesto minimo: un ovale a doppio binario con un rettilineo di una cinquantina di cm per la stazione, un temporizzatore per far restare i convogli nascosti per un poco, e per farli sostare per un altro po’ in stazione. Usando raggi di curvatura R2U e R3U il tutto occupa uno spazio di 110 x 55 cm.

Un problema c’é: come fare a raggiungere i binari interni e nascosti se per caso un convoglio deraglia o non riparte? come pulirli periodicamente?

La soluzione é semplice: in un caso come quello prospettato non ci sono interconnessioni con altri “pezzi”, dunque la “metropolitana” potrebbe stare in una mensola scorrevole, o estraibile: come un cassetto.

In alternativa, il metrò potrebbe essere collegato con il plastico soprastante (ma allora l’accessibilità dei recessi va ben progettata). Un esempio di una stazione sotterranea sotto la stazione principale si ha nel grande e bel plastico (in H0) di stayathome.ch. In questo caso l’idea é più o meno la stessa: la stazione mostra due binari paralleli. In realtà sono un raddoppio di una linea a binario singolo:

La stazione sotterranea della S-Bahn di stayathome.ch

La stazione sotterranea della S-Bahn di stayathome.ch

La parte alta del tracciato é un elicoidale che raggiunge il piano superiore, dove si trova il plastico vero e proprio:

La parte visibile (piano alto) del plastico di stayathome.ch

La parte visibile (piano alto) del plastico di stayathome.ch

Vi é poi un terzo piano contenente le stazioni nascoste, ma per questo rimandiamo al sito che lo descrive (in tedesco). Forse torneremo a parlarne però perché il design di questo plastico è interessante e merita una presentazione più accurata.

Per la realizzazione della stazione della metropolitana, la soluzione più semplice (ma meno bella) è di preparare un semplice fondale disegnato (se ne trovano in scala 0 ed H0, basta ristamparli ridotti, o farseli con un programma di disegno al computer). Un venditore su ebay ne ha diversi tipi, tutti in ambientazione USA.

Fondale per stazione Metro

Fondale per stazione Metro

Volendo, un produttore giapponese (Permil) nel 2012 ha realizzato delle stazioni della metropolitana in scala N in lasercut e plexyglass.

Stazione Permil con banchina centrale

Stazione Permil con banchina centrale

Stazione Permil con banchina laterale

Stazione Permil con banchina laterale

In realtà farsi da sé le cose é meno complicato che fare il plastico soprastante…

Si potrebbe poi miniaturizzare una scala mobile (magari funzionante?) per collegare la stazione della metropolitana con il piano superiore. Una bella sfida, no?

A questo punto… cosa farci girare? La scelta é ampia. Stayathome più che a una metropolitana pensa ad una stazione di S-bahn posta al piano inferiore, come e ne trovano tante all’estero: vado a memoria e cito (potrei sbagliare) per esempio la stazione di Monaco, o anche (mi pare) la Gare de Lyon a Parigi. Ci fa quindi circolare – essendo l’ambientazione elvetica – treni mossi dalla monocabina Re450.

Volendo fare davvero una “metropolitana” in scala N si possono trovare dei convogli Kato, come il Tokyo Metro Subway Series 02 Marunouchi Line (Kato 10-1126), che ha l’aspetto di una metropolitana classica che si potrebbe trovare un po’ ovunque:

Tokyo Metro Subway Series 02 Marunouchi Line - 6 Cars Set - Kato 10-1126

La vettura pilota del Tokyo Metro Subway Series 02 Marunouchi Line

Sempre da Kato, vi sono (almeno) altre due confezioni:  KA-10-877 ( Tokyo Metro Subway Series 16000 Chiyoda Line) e KA-10-1109 (Tokyo Metro Subway Series 500/300 Marunouchi Line). La prima é di un epoca più moderna:

La vettura pilota del Tokyo Metro Subway Series 16000 Chiyoda Line Kato 10-877

La vettura pilota del Tokyo Metro Subway Series 16000 Chiyoda Line Kato 10-877

La seconda invece ha un look più antico

La vettura pilota del Tokyo Metro Subway Series 500/300 Marunouchi Line 10-1109

La vettura pilota del Tokyo Metro Subway Series 500/300 Marunouchi Line 10-1109

Certo, si tratta di confezioni piuttosto abbondanti per l’uso che abbiamo prospettato: tre vetture sarebbero sufficienti, qui in tutti e tre i csai sono ben sei.

I tre set di metropolitana citati

I tre set di metropolitana citati

Chi fosse interessato ai modelli USA può fare riferimento alle stampe 3D Shapeways di islandmodelworks

Modello in scala N della metropolitana di Boston (solo chassis), da Island Modelworks

Modello in scala N della metropolitana di Boston (solo chassis), da Island Modelworks

Volendo restare in Europa, potrebbero andar bene anche la S-Bahn di Berlino che abbiamo lungamente descritto altrove, nella versione d’antan Arnold-Rivarossi, o in versione moderna con i modelli Kato-Hobbytrain della 481-482 attesi a breve.

Minitrain Rivarossi ET/ES 165, la S-Bahn berlinese

Minitrain Rivarossi ET/ES 165, la S-Bahn berlinese

L’ipotesi che più mi piace però é quella della bella S-Bahn/U-Bahn di Monaco, prodotta da Arnold Rapido in una varietà di livree, che é quella che ha ispirato l’idea iniziale di questo articolo. Si tratta del convoglio ET 420 chiamato in origine “Olympiazug” perché prese servizio nel 1972 in occasione delle (tragiche) Olimpiadi di Monaco. Il modello ha una bellissima illuminazione interna, e quindi si presta particolarmente bene allo scopo. Anche la sua lunghezza complessiva (420 mm) è perfetta per lo scopo indicato.

ET 420 Arnold

ET 420 Arnold

ET 420 Arnold in tre diverse livree, da hornby-deutschland.de

ET 420 Arnold in tre diverse livree 8con pubblicità AEG, Lavamat e Dornkaat), da hornby-deutschland.de/Arnold_Rapido_Club

Il modello, presentato nel 1972, a quaranta anno di distanza é ancora a catalogo, e di tanto in tanto appare con una nuova livrea. Credo che le versioni realizzate siano state oltre 10 – la seguente immagine ne mostra 6.

6 versioni dell'ET 420 Arnold, da hornby-deutschland.de

6 versioni dell’ET 420 Arnold, da hornby-deutschland.de/Arnold_Rapido_Club. Dall’alto: “Handelsblatt”, “Dornkaat”, S-Bahn Munchen blau, Airport München, “AEG”, S-Bahn München rot

Attualmente vi sono almeno in commercio almeno cinque versioni: HN2162 (arancio e bianco, senza pubblicità), HN2163 (Verkehrsrot), HN2164(blu e bianco, senza pubblicità), HN2192 (rosso vino e bianco), HN2193 (arancio-giallo-bianco), tutte con slot per il decoder, ma anche in versione già digitalizzata i in versione sound.

Arnold BR 420, HN2162

Arnold BR 420, HN2162

E volendo restare nel Bel Paese? Ci si può ispirare alla metropolitana di Napoli, che ha utilizzato materiale ordinario per quella che dal 1997 é chiamata “linea 2”. Nel 1925 fu infatti inaugurato il primo “passante ferroviario urbano” d’Italia, noto come “metropolitana FS di Napoli”. Collega la periferia ovest (Bagnoli) con quella est (San Giovanni – Barra) passando per il centro cittadino (Fuorigrotta, Mergellina, piazza Amedeo, Montesanto, piazza Cavour e piazza Garibaldi).

La Linea 2 di Napoli

La Linea 2 di Napoli

Inizialmente fu l’epoca di convogli trainati dalle E.321 a terza rotaia.

La E.321 conservata al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano. Foto Cretaive Commons di Friedrichstrasse, da mediawiki

La E.321 conservata al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano. Foto Creative Commons di Friedrichstrasse, da mediawiki

Poi, nel 1940, venne il tempo delle E.624

E.624

E.624

Nei primi anni sessanta fu la volta di 14 unità  automotrici ALe 803, dotate di gancio automatico. Saranno i treni che resteranno per il maggior numero di anni (oltre tre decenni) in funzione come “metropolitane” tra Pozzuoli e Gianturco.

Nel 1984 le ALe 724 sono a fianco delle ALe 803. Dettaglio da una foto © Francesco Capezza da photorail.com

Nel 1984 le ALe 724 sono a fianco delle ALe 803. Dettaglio da una foto © Francesco Capezza da photorail.com

Dal 1983 il servizio toccò alle ALe.724, ALe.582, ALe.642, come si vede anche in alcuni filmati youtube.

Circa dieci anni dopo furono affiancate dai TAF

TAF a Napoli

TAF a Napoli

In un plastico in scala N ad ambientazione italiana ci sarebbe quindi ampia scelta: per citare alcuni modelli si potrebbe quindi usare la E.624 di ACAR (Achille Carminati), l’ALe 803 di Danifer,  l’ALe 582 di Pirata, il TAF di Trenomodel (Stefano Depietri).

E allora, forza con al metropolitana nel plastico!

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Pubblicato il 16 maggio 2015, ultimo aggiornamento 27 settembre 2015

I nomi dei colori FS avevano un che di poetico. I migliori, probabilmente, sia come poesia che come estetica erano le due coppie che hanno vestito i rotabili più eleganti ed affascinanti che le nostre ferrovie di stato abbiano avuto: blu orientale e grigio perla, verde magnolia e grigio nebbia.

Splendida accoppiata ETR.253 - ETR 242 in una bellissima immagine di Stefano Paolini da photorail.com

Splendida accoppiata ETR.253 – ETR 242 in una bellissima immagine di Stefano Paolini da photorail.com

Tra le due coppie di colori, la prima in ordine di tempo fu la verde magnolia (Lechler LE006/158) – grigio nebbia(Lechler LE006/126). L’esordio fu nel 1952 con l’ETR.300 “Settebello.

ETR.302 nel 1985 nei pressi di Rovigo - Foto © Enrico Paulatti da photorail.com

ETR.302 nel 1985 nei pressi di Rovigo – Foto © Enrico Paulatti da photorail.com

Per vari anni i colori furono riservati a questo lussuoso convoglio.
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Pubblicato il 14 marzo 2015

Due anni fa avevamo dedicato un articolo ai Coradia Italiani, una versione dei quali è il notissimo Minuetto. Quando nel 2014 la famiglia si era arricchita dei nuovi ETR.425 a cinque casse avevamo modificato l’articolo includendo la notizia. Avevamo anche parlato della nuova livrea DTR che vestiva questi nuovi convogli chiamati Jazz.

Qui approfondiamo un poco, con qualche notizia in più e delle immagini addizionali.

Cominciamo con alcune foto dell’elettrotreno reale.

Il primo dei 4 Jazz della Regione Marche - Foto © G. Senese - Creatività  e Broadcasting, FS Italiane, da www.fsnews.it

Il primo dei 4 Jazz della Regione Marche – Foto © G. Senese – Creatività e Broadcasting, FS Italiane, da http://www.fsnews.it

Il primo dei 4 Jazz della Regione Marche - Foto © G. Senese - Creatività  e Broadcasting, FS Italiane, da www.fsnews.it

Il primo dei 4 Jazz della Regione Marche – Foto © G. Senese – Creatività e Broadcasting, FS Italiane, da http://www.fsnews.it

Jazz, che non é altro che un’altra incarnazione del Coradia Meridian, è stato realizzato a Savigliano (Cuneo), Sesto San Giovanni (Milano) e Bologna da Alstom Ferroviaria. Il design é di Bertone. Il convoglio è dotato di quattro motori e può raggiungere i 160 km orari. La sua composizione può variare da 4 a 5 casse, per una lunghezza massima di 82,2 metri. Offre fino a un massimo di 292 posti a sedere (più 2 dedicati a persone con disabilità) e, se necessario, può viaggiare in composizione doppia, aumentando così la sua capacità di trasporto. Tre le principali versioni, che differiscono per l’arredamento interno: quella base, con più posti a sedere, quella metropolitana, con aree più ampie per brevi viaggi in piedi e meno posti a sedere, e quella aeroportuale, con spaziose aree destinate ai bagagli. Il layout interno può essere riconfigurato secondo le necessità e le esigenze del servizio da svolgere, variando il numero dei posti a sedere e l’ampiezza degli spazi da destinare, ad esempio, al trasporto di biciclette o sci.

Varie caratteristiche sono mostrate in un video di presentazione del treno:

Chi vuole saperne di più può leggere la nota stampa di FS, dalla quale sono tratte le informazioni sopra riportate.

In totale saranno 70 i Jazz che arriveranno nei prossimi mesi nelle Regioni italiane che ne hanno richiesto l’acquisto a Trenitalia con il Contratto di Servizio 2009-2014. Non sarà difficile incontrarne uno!

A molti verrà quindi voglia di vederli correre anche sul plastico. Facile immaginare che Stefano Depietri (Trenomodel), che già aveva realizzato in scala N i minuetti ed i più lunghi ETR.245 (Malpensa Express) , ci avrebbe pensato.

C’era però un problema. A Verona 2014 Stefano mi aveva detto che i Minuetti sarebbero usciti di produzione, perché la motorizzazione Tomix TM03 su cui si basavano non era più disponibile. Per fortuna, un anno dopo le cose sono cambiate: la nuova motorizzazione TM05, più potente, e dotata di un doppio volano in ottone, risulta essere adattabile al Minuetto, ed usando questa é sufficiente avere una sola delle due testate motorizzate.

La nuova motorizzazione dei Minuetti

La nuova motorizzazione dei Minuetti

Quindi i minuetti (ed anche l’altro Coradia, L’ETR.245 del Malpena Express) sono tornati ad essere disponibili per il modellista interessato. Assieme ad essi ecco giunto anche l’ultimo arrivato della famiglia Meridian. Ne abbiamo dato veloce notizia nel report su Verona 2015.

Il Jazz di Trenomodel

Il Jazz di Trenomodel

Qui mostriamo qualche immagine addizionale dei modelli presentati.

Jazz - prima carrozza

Jazz – prima carrozza

Jazz - seconda carrozza

Jazz – seconda carrozza

Jazz - carrozza centrale

Jazz – carrozza centrale

Jazz - quarta carrozza

Jazz – quarta carrozza

Jazz - quinta carrozza

Jazz – quinta carrozza

Per il Jazz, la disponibilità è come quella de Malpensa Express: unica versione, a cinque casse, completamente finito e con decoder sound ESU.
Prezzo Jazz 800 €, prezzo Malpensa Express 700 €.

 

 

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Pubblicato il 21 febbraio 2015, ultima modifica 26 febbraio 2015

Rieccoci all’appuntamento con l’edizione veronese dello Hobby Model Expo. Come sempre, grande kermesse con il padiglione Quattro pieno di trenini in corsa, mentre al padiglione Uno c’era la borsa-scambio. Tutto come al solito? beh, qualcosa di diverso si è visto.

Gli organizzatori parlano di grande successo (70.000 visitatori), ma l’impressione (ribadisco, solo una mia impressione) é che questa edizione fosse – almeno per il ferromodellismo – un pochino sottotono: che ci fossero un po’ meno espositori nella zona “commerciale”, e forse un pochino meno gente. Tra i commenti a questa pagina c’é chi concorda con me…  C’erano comunque dei segnali interessanti.

E’ la quinta volta che torno all’Hobby Model Veronese, dunque la prima era quattro anni fa. Allora il modulare del “gruppo Gallo” (allora non si chiamava ancora N-party) erano alcuni moduli spogli: oggi sono una presenza imponente, lievitata negli anni ed ASN, ormai prossima  celebrare il proprio ventennale, conferma la propria rilevanza. Forse esagero un pochino, ma sicuramente non di molto: la scala N ormai occupa quasi la metà dello spazio dei modulari. Perfino qualche associazione “accazerista” esibiva dei plastichetti in N. Poi, sorpresa interessante, quest’anno era presente – per la prima volta a Verona, anche un terzo modulare in N, certo assai minore degli altri due, ma buon segno di vitalità: quello del Gruppo Ferromodellistico Milanese.

Scorcio del modulare del Gruppo Ferromodellistico Milanese

Scorcio del modulare del Gruppo Ferromodellistico Milanese

Un ICE sfreccia sul modulare GFM

Un ICE sfreccia sul modulare GFM

Il modulare NParty esibiva il “trivio” finalmente in funzione, una nuova sezione “Americana” double-face (con cactus e tende indiane) e una sezione dedicata alla movimentazione di containers – di questa parleremo in futuro.

Il Trivio di NParty

Il Trivio di NParty

La sezione "USA" di NParty

La sezione “USA” di NParty

Ospitava anche due “plastichini” autonomi di Stefano Dalli: dei veri gioiellini, sui quali torneremo presto.

Lo scorcio di Glorenza sul "plastichino" di Stefano Dalli, coi gerani alle finestre...

I portici di Glorenza sul “plastichino”Schlossbach di Stefano Dalli, coi gerani alle finestre…

Il modulare ASN offriva, al solito, degli scorci davvero pregevoli, come questo passaggio dolomitico con tanto di teleferica, ponte sospeso e ferrata sulla cengia!

Scorcio sul modulare ASN

Scorcio sul modulare ASN

Un altro bel segnale veniva da un modulare in H0: proprio mentre con degli amici si commentava che il problema era l’età media (ahimè) crescente, e la scarsità di linfa fresca, ecco apparire la nuova Associazione Ferroamatori Trentino Alto Adige: ai posti di manovra tutti ragazzi giovani! Non hanno un sito, ma una pagina facebook: é proprio un’altra generazione! Dunque il ferromodellismo ha un futuro? Sì, é vero, sono “accazeristi”, ma hanno tempo, forse é solo un peccato di gioventù! Peccato poi che l’acronimo (AFTAA) sembri una malattia:-).

Il modulare H0 della Associazione Ferramatori Trentino Alto Adige, dalla loro pagina Facebook.

Il modulare H0 della Associazione Ferramatori Trentino Alto Adige, dalla loro pagina Facebook.

Ma torniamo alla N: sul modulare ASN transitavano convogli davvero pregevoli: la ROLA e il THELLO di Maurizio Chivella, che mi pare stia seriamente studiando da Maestro Modellista, e l’Archimede di Graziano Cucchi. Ancora non finito, dice Graziano, ma già davvero bellissimo!

La ROllende LAndstrasse ci Maurizio Chivella, con una E.412 "Partner for your goods", una cuccetta TRASPOSERVIZI e una seri di carri Sgmms di Fleischmann personalizzati con "carico" italiano.

La ROllende LAndstrasse ci Maurizio Chivella, con una E.412 “Partner for your goods”, una cuccetta TRASPOSERVIZI e una seri di carri Sgmms di Fleischmann personalizzati con “carico” italiano.

RIstorante Thello

Ristorante Thello

Cuccette Thello

Cuccette Thello

Letti Thello

Letti Thello

Testa dell'Archimede

Testa dell’Archimede

Corpo centrale dell'Archimede

Corpo centrale dell’Archimede

Coda, con la semipilota

Coda, con la semipilota

L’Archimede é visibile in un filmato di Andrea Sottile

In vetrina c’erano i sei diversi bagagliai realizzati da Maurizio Chivella, e disponibili presso l’Ennegozio.

Bagagliaio Rosso fegato

Bagagliaio Rosso fegato

Bagagliaio Bandiera

Bagagliaio Bandiera

Bagagliaio Eurofima

Bagagliaio Eurofima

Sempre di Maurizio, erano in mostra anche la Self Service e la Snack Bar (secondo lui ancora “da migliorare”): a me sembrano già bellissime!

Carrozza Snack Bar in vetrina ASN

Carrozza Snack Bar in vetrina ASN

Carrozza Self Service in vetrina ASN

Carrozza Self Service in vetrina ASN

Sempre in vetrina, c’erano due realizzazioni di Nino Iraci (IRMODEL), che saranno prossimamente disponibili: una riedizione dell’E.454 (che aveva già fatto in resina, ma che ora é in metallo) e un inedito E.403, anch’esso in metallo. Erano visibili come prototipi completati anche presso lo stand di Stefano Depietri (Trenomodel).

FS E.403 IRMODEL

FS E.403 IRMODEL

FS E.454 IRMODEL

FS E.454 IRMODEL

Stefano aveva in mostra l’ETR.232 già visto in passato, e i vari minuetti che pareva non potesse più fare per via del termine della produzione del Tomytec TM03 su cui si basava; invece ora la produzione può proseguire usando il nuovo TM05, che ha caratteristiche meccaniche anche migliori. La famiglia si é arricchita con l’arrivo del Jazz, con il quale la nuova livrea Trenitalia  fa il suo esordio anche nella nostra scala!

Il nuovo Jazz di Stefano Depietri

Il nuovo Jazz di Stefano Depietri

Notizia, tornano i TAF, in una edizione completamente nuova, migliorati e soprattutto a costo più che dimezzato rispetto a quelli visti circa tre anni fa! Dedicheremo presto un post apposito a questa novità.

I nuovi TAF di Stefano Depetri

I nuovi TAF di Stefano Depetri

In preparazione Stefano ha anche il TSR, che dovrebbe arrivare presto.

Il TSR di Stefano Depietri in lavorazione

Il TSR di Stefano Depietri in lavorazione

I Pirati avevano la solita ricca vetrina, con le cose ormai note (lo abbiamo detto gli anni scorsi, ormai la rete arriva prima delle fiere). Dell’attesa livrea Bandiera per ora c’é solo il bagagliaio, aspettando che i cinesi consegnino…

Il Bagagliaio Bandiera di Pirata

Il Bagagliaio Bandiera di Pirata

Una delle vetrine di Pirata

Una delle vetrine di Pirata

Ho lasciato per ultimo il binomio Colli-Carminati, che aveva un piccolo ma bello stand in un angolo, impreziosito da una splendida rimessa con piattaforma girevole, realizzata da Andrea Nasso e popolata dalla ricchissima produzione LoCo. (Una descrizione dettagliata della costruzione della rimessa ed una galleria di foto si trova sul sito di Andrea).

Parata di motrici presso lo stand LoCo

Parata di motrici presso lo stand LoCo

La produzione Colli (con un piccolo intruso) nel deposito locomotive

La produzione Colli (con un piccolo intruso) nel deposito locomotive

Qui si poteva trovare una novità di grande interesse e già di successo: infatti la E.652 “fantasma” che si era manifestata a Novegro ha tenuto fede al suo nome ed é sparita… (era a tiratura limitata). Ha lasciato il posto ad una più interessante E.633.109. La 652 tornerà sicuramente in futuro nelle varie livree, e con le piccole differenze estetiche che la distinguono dalla 633.

Quest’ultima é una macchina curatissima, sia nell’estetica che nella meccanica. Basti dire che in preproduzione ha passato il vaglio attento di Gigi Voltan, risultandone promossa a pieni voti! Come tutte le produzioni LoCo é in grado di percorrere il famigerato “Raggio R1U“.  Anche di questa macchina riparleremo presto, perché merita un discorso più completo.

La E.633 LoCo

La E.633 LoCo

E.633.109 di Loco

E.633.109 di Loco

Per finire, segnaliamo che sul TG1 vi è stato un servizio sulla manifestazione. (purtroppo tocca sorbirsi 30″ di pubblicità prima di vedere il video). Al minuto 31:31 del TG vi é una breve sequenza dedicato ai treni: vi si distingue il GTW 2-6 della Venosta passare sul ponte del modulo Schlossbach di Dalli, ed un passaggio sul modulo “Aeroporto” del modulare NParty, e c’é un intervista a Romanelli, giovane leva del gruppo AFTAA citato sopra.

Questo é quanto. Come al solito qualcosa mi sarà sfuggita: segnalatemela e arricchiremo assieme questo riassunto di Verona 2015.


Retrospettiva su Verona negli anni passati

  1. 2011/03/20 – Verona ModelExpo 2011
  2. 2012/03/03 – Verona ModelExpo 2012
  3. 2013/03/03 – Verona ModelExpo 2013
  4. 2014/03/08 – Verona ModelExpo 2014

 

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