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Posts Tagged ‘Euro Trains SL’

Pubblicato il 19 marzo 2016

Nel 1993 FS si pose il problema di migliorare i servizi suburbani, gestiti fino ad allora con le  Ale.801 + 2xLe.108 + Ale.940 ormai vecchie di 20 anni, e derivate dalle ALe.803 di fine anni ’50. Il principale obbiettivo era di aumentare la capacità dei convogli  parità di lunghezza, e quindi venne presa in considerazione la soluzione “a doppio piano” già sperimentata in Italia con le carrozze Casaralta di derivazione francese, ma che risale agli albori della storia ferroviaria. Il concept fu realizzato da Pininfarina, e la realizzazione fu affidata a ABB Tecnomasio per la costruzione dei motori, Ansaldo Trasporti per l’elettronica di trazione e gli impianti elettrici, Firema per la maggior parte degli impianti di bordo e i banchi di manovra e Breda Costruzioni Ferroviarie, capofila della commessa, per le casse, i carrelli e gli allestimenti interni. Nacque così il TAF, acronimo di Treno ad Alta Frequentazione, che venne acquistato, oltre che da FS, anche da Ferrovie Nord Milano (FNM, poi divenuta Trenord e LeNord).

TAF FS 48, Foto © Marco Sebastiani da trenomania

TAF FS n.48, Foto © Marco Sebastiani da trenomania

Entrò in servizio nel 1997. La capacità dei convogli passò così dai 390 posti a sedere delle ALe.801/Le.108/ALe.940 ai 475  del TAF.
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Pubblicato 11 maggio 2012, ultima modifica 15 febbraio 2016

Il concetto di vettura a due piani nasce già alla fine del 1800 in Prussia. Le carrozze prussiane avevano il secondo piano a cielo aperto e le poco favorevoli condizioni atmosferiche del luogo non permisero il loro successo nel tempo. L’idea fu ripresa in Francia  fin dagli anni venti, ma “dando un tetto” anche al piano superiore, ed ebbe seguito e successo. Recentemente ha interessato anche l’alta velocità francese (TGV Duplex, 1996), anche se le prime doppio piano nell’alta velocità sono giapponesi (si veda il commento di Massimo Biolcati  questo articolo).

TGV Duplex – foto © membres.multimania.fr/aragorn54

Realizzazioni di vetture a due piani in un contesto suburbano si sono avute  anche altrove (ad esempio in Germania e in Svizzera).  In Italia, fino a fine anni Settanta, non ne esistevano istanze. Poi, con l’affermazione del pendolarismo di massa le FS si sono trovate a dovere potenziare in poco tempo la capacità dei treni per poter aumentare il numero dei passeggeri da trasportare sulle linee che convergono sulle grandi città e grandi centri urbani. È stato allora scelto di costruire le carrozze a due piani che permettono di realizzare una carrozza con ambienti su due piani diversi, riprendendo un progetto di origine francese.

Negli ultimi 30 anno sono state realizzate tre diverse serie  di “doppio piano”: le recenti Vivalto, i TAF (Treni ad Alta Frequentazione) e le “Tipo 1979” di cui ci occupiamo qui.

Parata delle Doppio Piano Italiane: Casaralta 1979, Vivalto e TAF

Fu per l’appunto nel 1979 che le FS ordinarono alle Officine Casaralta di Bologna delle vetture a due piani costruite su licenza  su licenza della CIMT Lorraine delle francesi VO-2N (Voiture Omnibus aux deux niveaux, successivamente chiamate anche VB-2N: Voiture de Banlieu aux deux niveaux).

VO2N SNCF in livrea originale

Tra il 1980 e il 1991, 382 carrozze entrarono in servizio. Sono denominate “Tipo Doppio Piano 1979“, dall’anno del primo ordine, e furono classificate nBz o nB. Ciascuna vettura offriva ben 150 posti a sedere, quasi il doppio delle MDVC. 15 carrozze ebbero il comparto inferiore di prima classe, con riduzione di 30 posti. La loro classificazione, invece che nAB, fu nB o nA. Nacquero in livrea Navetta. Dalla casa costruttrice prendono il nomignolo, e sono spesso chiamate appunto “Casaralta”.

Casaralta il livrea Navetta – foto © F.Tellini da Trenomania

A partire dagli anni ’90 le Due Piani portate in manutenzione sono state tutte ri-pellicolate con la livrea unificata XMPR.

Tipo Doppio Piano 1979 in livrea XMPR – foto © E. Imperato

Tipo 1979 mista (prima e seconda classe) a Milano nel 2004, foto © frecciadelsud836 da trainzitaliafoto

Dal 2001 iniziò un’opera di riqualificazione con ammodernamento dell’impianto di climatizzazione e sostituzione dei finestrini con finestrini fissi. Proprio i differenti finestrini (in origine scorrevoli fino a metà altezza nel piano basso, nelle riqualificate alternati fissi e vasistas) rendono facilmente identificabili le vetture trasformate e classificate come Doppio Piano 1979T.

Tipo Doppio Piano 1979T – le differenze più evidenti sono i finestrini (alternati fissi e con vasistas) e la presa d’aria maggiorata per l’impianto di condizionamento.

Tipo Doppio Piano 1979T mista

Pur non essendo mezzi molto avanzati tecnologicamente né particolarmente innovativi, le Doppio Piano si sono dimostrate una soluzione efficiente e rapida ad una serie di gravi problemi che le Ferrovie dello Stato stavano affrontando. Erano carrozze molto leggere, grazie alla cassa in acciaio speciale al rame e all’utilizzo massiccio di legno e laminati plastici, tant’è che pesavano meno di alcune carrozze monopiano ancor oggi in circolazione. L’alta capacità permetteva di creare convogli più capienti e più corti, meglio adatti all’utilizzo su stazioni corte come quelle suburbane. La costruzione spartana e gli arredi interni molto semplici -anche se poco confortevoli- rendevano la manutenzione molto rapida anche in caso di vandalismi, frequenti in aree cittadine. Le porte di dimensioni notevoli, 1800 mm contro i 1400 di una normale monopiano, pur in assenza di vestiboli ribassati permettevano un incarrozzamento agevole e molto veloce anche in condizione di sovraffollamento.

Furono costruite anche 78 semipilota (npBz o npB), capaci di accogliere 142 passeggeri a sedere.

Semipilota Tipo 1979 in livrea Navetta con pubblicità – Foto © A. DeFusco da Trenomania

Anche le semipilota furono interessate dalla riqualificazione.

Semipilota Tipo 1979T – Foto © C.M.Sturla

Riportiamo qui i figurini tratti da rotaie.it.

Schema della nB

Schema della nB

Schema della semipilota npB

Schema della semipilota npB

Casaralta presso le concesse

Le carrozze Doppio Piano 1979 sono in servizio anche presso le Ferrovie del Sud Est, assieme ad alcune carrozze semi-pilota. Nelle Sud Est queste carrozze hanno conservato la loro livrea arancio-grigio-viola originale.

Casaralta livrea navetta FSE al traino di un DE.122 – Ferrovie Sud Est

Nel 1980 le Ferrovie Nord Milano acquistarono dalle Officine Casaralta di Bologna un certo numero di carrozze Doppio Piano per i servizi sulle loro linee, mantenendone l’originale livrea bianco-giallo oro della francese SNCF (variando solo il logo e la marcatura), i cui esemplari hanno eseguito alcune corse prova sulla rete sociale. Vennero noleggiati alcuni locomotori FS E.626 per trainare treni composti dalle pesanti due piani, 4 o 5 vetture, con carro generatore per fornire i servizi elettrici in alta tensione.

Coppia di Casaralta nella vecchia livrea FNM, uguale all’originale SNCF a parte logo e numeri – foto © Francesco Dell’Armi

Semipilota Casaralta – vecchia livrea FNM – Foto Paolini

Dagli anni novanta vennero acquistati dalle FNM 6 locomotori classificati E.620-01/06, versione “ridotta” a 4 assi delle E.633 “Tigre” delle FS (da qui il nome “Tigrotto”). Tali macchine, essendo predisposte per il funzionamento in telecomando, vennero messe in composizione a vetture a due piani con vettura semipilota, dando origine a composizioni reversibili. Essendo atte ad erogare corrente in alta tensione alle vetture mediante REC, non erano più necessari i carri generatori tipo G . Successivamente vennero poi formati treni di vetture a due piani trainate dalle nuove elettromotrici EB 750 (analoghe alle ALe 724 FS). Le vetture a due piani FNM ricevettero la livrea bianco-verde-blu secondo l’ultimo schema adottato da LeNORD nel corso deglia anni novanta.

Casaralta FNM – nuova livrea – Foto © Simone Carcano

Casaralta al traino di un E.620 “Tigrotto” FNM – nuova livrea – a fianco un TAF

EA750+Casaralta- foto © Simone Carcano

Con il passaggio a Trenord la livrea si è nuovamente modificata.

Semipilota npBH 50 83 26 39 829-6 in livrea Trenord -Foto © E.Imperato da Trenomania

Semipilota npBH 50 83 26 39 829-6 in livrea Trenord -Foto © E.Imperato da Trenomania

Casaralta Trenord - Foto © Manuel Paa da trainsimhobby

Casaralta Trenord – Foto © Manuel Paa da trainsimhobby

L’automotrice Casaralta

Una vera curiosità è l’automotrice sperimentale A2n costruita dalle officine Casaralta sulla base delle doppio piano. Era una specie di semipilota bifronte, con un motore diesel che azionava un carrello. Per poco più di un lustro la macchina fece delle corse sui binari piemontesi ed emiliani, ma alla fine fu ritenuta inadeguata e migrò all’estero, prima in Svizzera e poi in Africa. Rimase un esemplare unico. Ne parliamo più diffusamente  in un articolo dedicato.

A2n 001, foto tratta da www.voisin.ch

A2n 001, foto tratta da http://www.voisin.ch

In scala N

Euro Trains SL, che l’anno scorso aveva presentato i TAF in scala N,  ha ora in produzione anche le Tipo 1979 di FS/Trenitalia. Al momento sono presenti a catalogo vari modelli sia in livrea XMPR che navetta.

  • Livrea Navetta
    • P6 Seconda Classe, logo inclinato
    • P7 Seconda Classe, logo blu
    • P8 Seconda Classe, logo a televisore

P6 – Seconda classe, livrea navetta, logo inclinato

P7 – Seconda classe, livrea navetta, logo blu

P8 – Seconda classe, livrea navetta, logo Televisore – NOTA- la curvatura del sottocassa è dovuta all’aberrazione sferica della macchina fotografica – NON è presente nel modello reale!

Sul forum scala N una thread discute in modo un po’ critico le carrozze in livrea navetta. Vengono criticati i colori degli interni, l’assenza delle nicchie per i cavi REC negli spigoli, l’assenza di scritte e marcature di servizio bianche al telaio e del numero di servizio sulla fascia arancio e viola.

  • Livrea XMPR:
    • P1 Prima Classe, tetto bianco, vecchio logo
    • P2 Seconda Classe, fascia grigio scura sul tetto, vecchio logo
    • P3 Seconda Classe, tetto bianco,  nuovo logo Trenitalia
    • P4 Prima/seconda classe, tetto nero, nuovo logo Trenitalia
    • P5 Prima/seconda classe, tetto bianco, vecchio logo
    • P26 Seconda Classe, tetto bianco,  vecchio logo

P1 – Prima Classe livrea XMPR

P2 – Seconda classe, XMPR tetto grigio

P3 – Seconda classe, nuovo logo

P4 – Prima e seconda classe, XMPR, tetto grigio

P5 – Prima e seconda classe, XMPR

P26 – Seconda classe, XMPR

La livrea XMPR assieme al fatto che si tratta di carrozze di Tipo 1979 colloca i modelli nell’epoca tra il ’90 e i primi anni 2000, quando le vetture furono riqualificate come 1979T.

Una foto mostra come l’eterogeneità dei colori degli imperiali sia presente nella realtà.

Composizione di Tipo 1979 in Liguria. Foto © Federico Santagati, da flick’r

La produzione delle semipilota è prevista e a brevissimo dovrebbero essere a catalogo. Nonostante richieda probabilmente solo piccole modifiche, non  è attualmente prevista invece la realizzazione delle 1979T (che sarebbe decisamente più adatta alle XMPR, specie se con nuovo logo).

Sono presenti anche due versioni FNM:

  • P10 livrea bianco-arancione, fascia grigio scuro sul tetto
  • P9 livrea bianco-verde

P9 – FNM – nuova livrea

P10 – FNM livrea originale

A Verona si sono viste anche le semipilota FNM.

Frontale della FNM di testa

Dettaglio di una carrozza FNM

Nella produzione Eurotrains SL sono presenti anche le VO-2N francesi, in ben 6 diverse livree, con le semipilota ed anche le carrozze “tete du train”, destinate ad essere prossime alla motrice e caratterizzate dall’imperiale inclinato. Si tratta di vetture che non hanno una corrispondenza in Italia.

  • livrea bianco-arancione, fascia grigio scuro sul tetto (due versioni con due loghi diversi):
    • P19, P20 – 2a classe
    • P21   1a/2a classe
    • PP01 PPo2 (Pilota)
    • TT01 TT02 (Tete du train)

Cofanetto con convoglio di doppio piano SNCF: in alto la semipilota e in basso la “téte du train”.

  • livrea Centre de Picardie,
    • P11- 2a classe
    • P12 –  1a classe
    • PP06 (Pilota)
    • TT06 (Tete du train)

Centre de Picardie, 2a classe

  • livrea Centre TER,
    • P13 – 2a classe
    • P14 – 1a classe
    • PP04 (Pilota)
    • TT04 (Tete du train)

Ter, 1a Classe

  •  livrea Nord Pas de Calais,
    • P17- 2a classe
    • P18 – 1a classe
    • PP05  (Pilota)
    • TT05 (Tete du train)

In primo piano (porte gialle) Nord Pas de Palais, e in secondo piano(porte rosse)  Ile de France

  • livrea Ile de France, 2a classe e 1a/2a classe
    • P15 – 2a classe
    • P16 – 1a classe
    • PP07 (Pilota)
    • TT07 (Tete du train)

Dettaglio di una SNCF “tete du train” in livrea “Ile de France”, TT07

  •  livrea Transilien
    • P22,P23,P24, P25 con diversi colori sulle porte
    • PP03  (Pilota)
    • TT03 (Tete du train)

Tete du train Transilien

I prezzi sono 85€ per le carrozze normali (indipendentemente da livrea e nazionalità) e le tete du train, mentre le semipilota costano 110€. Si può risparmare abbastanza  acquistandole in kit, pagandole rispettivamente 55€ e 65€.

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pubblicato il 10 marzo 2012, ultima modifica 23 dicembre 2013

Le Centoporte non erano abilitate a servizio internazionale – con l’eccezione delle barellate dirette a santuari. Questo però non ha impedito loro di girare un pò di mondo, anche dopo gli sciagurati viaggi a supporto della spedizone dell’ARMIR durante la seconda guerra mondiale.: ne furono infatti cedute alcune a stati che oggi non sono più sulla carta geografica: Jugoslavia e Germania Est.

Nelle Ferrovie Jugoslavie di Tito (Jugoslovenskih Železnice – Jž) si trovavano delle centoporte (ex Bz 36.000), con una particolare livrea marrone-crema. Alcune (come la vettura classificata Ca 36320) sono preservate in Slovenia (Slovenske Železnice – Sž) come vetture storiche ed è possibile vederle ancora oggi.

Ca 36320 a Ljubljana – Foto Marco Sebastiani da Trenomania

Potrebbe essere non troppo sorprendente, visti che sulle rotaie jugoslave viaggiavano anche motrici di origine italiane: di queste parliamo altrove. E’ sicuramente più sorprendente il fatto che siano state usate anche in Germania, sia pure quella dell’Est. Fino ai primo anni ’70 era infatti possibile incontrare delle centoporte sui binari dello stato con Martello e Compasso. Il libro “Günter Meyer; Eisenbahnreise ins Erzgebirge; EK-Verlag” ne mostra una a pagina 24. Un’altra se ne vede alla stazione di Riesa nel 1969 a pagina 73 di “Jürgen Krantz; Sputnik, Dampf und Fliegender Kramer, Die Deutsche Reichsbahn in Farbe 1965-1980, Transpress Verlag”.

La seguente foto mostra operai al lavoro durante l’adattamento di una Centoporte (sostituzione dei vetri). Dietro la prima porta aperta si intravvede la R del logo “DR” (La Germania Est aveva mantenuto il nome “Deutsche Reichsbahn” per le ferrovie, mentre la Germania Ovest era passata a “Deutsche Bahn”).

Lavori di miglioramento su una centoporte ad Erfurt il 25 marzo 1949

La foto seguente mostra una centoporte all’opera. Osservando attentamente, si può notare una differenza con le carrozze originali: la lunga tavola che funge da predellino è stata eliminata, e gli accessi alle porte abilitate sono facilitati da predellini singoli a due scalini.

Centoporte serie 36000  in servizio in un treno DR il 7/7/67 a Aue.

Nel 1999, Carsten Friese aveva scovato delle centoporte modificate vicino a Finsterwalde in Bassa Lusazia (Niederlausitz, tra il Brandeburgo e la Sassonia). Ne ha pubblicato delle immagini su drehscheibe-foren. Riportiamo qui un paio di sue foto.

Centoporte modificate in Niederlausitz - Foto © Carsten Friese da www.drehscheibe-foren.de

Centoporte modificate in Niederlausitz – Foto © Carsten Friese da http://www.drehscheibe-foren.de

Centoporte modificata in Niederlausitz - Foto © Carsten Friese da www.drehscheibe-foren.de

Centoporte modificata in Niederlausitz – Foto © Carsten Friese da http://www.drehscheibe-foren.de


Nel modellismo

Nel modellismo troviamo una centoporte DR in livrea verde nel catalogo H0 Roco  2002-2003. Recentemente in scala N sono state presentate da Euro Trains SL le 36.000 in livrea JŽ/SŽ e DR, e le ex 44.000 in livrea verde scuro DR.

Centoporte 1928R il livrea Sž in scala N

Altra vista della 1928R Sž di Eurotrain SL

Centoporte 1928R in versione Deutsche Reichsbahn (Germania Est), in scala N

Centoporte 1949R in versione DR

Altro lato della Centoporte 1949R in livrea DR, Eurotrain SL


Altri articoli sulle centoporte su questo blog

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pubblicato il 3 marzo 2012, ultima modifica 14 marzo 2012

Il Model Expo di Verona è come sempre interessante. Il padiglione del ferromodellismo è il 4, e la scala N non passa inosservata, con ben due modulari di ampie dimensioni. Oltre a quello storico di ASN, lo scorso anno era nato anche quello del Forum Scala N, e i progressi fatti in quest’anno sono impressionanti. Ne parleremo in un post dedicato (ma comunque ci ha pensato Massimo Tironi a mettere un bel numero di foto del modulare sul forum Scala N).

Le novità ormai arrivano in rete e sui forum prima di apparire alle fiere, quindi di quasi tutto già si sapeva e si erano viste le foto sui forum. Le foto che ho fatto in fiera hanno come sempre un problema di luce, riflessi sulle vetrine ecc. – quindi la qualità lascia a desiderare, ma meglio che niente…

Cominciamo dalla vetrina di ASN, che esponeva le Aln668  di Carlo Maldifassi (una coppia verniciata a spruzzo da Mario Malinverno, ed una verniciata a mano). Tantissimi dettagli nei post sul forum ASN. Io aggiungo solo che viste dal vivo, e verniciate con maestria, sono davvero stupende. Cinquanta kit di realizzazione sono stati venduti, e pare che le prenotazioni per la seconda serie fiocchino…

Le Aln 668 in vetrina

C’era poi le E.636 di N-kit (Fabrizio Mungai). Sul forum ASN se ne è ampiamente parlato, ed altrettanto sul forum Scala N – peccato che non mi riesca più di trovare il post relativo, visto che il sito non è indicizzato dai motori di ricerca.

La E.636 N-kit

Sempre nella vetrina ASN c’erano i bellissimi carri DDm di Nino Rizzo Borriello. Si tratta di una riedizione migliorata di un modello (molto richiesto, pare) di cui sul forum ASN si parla da oltre un’anno, e al quale Giuseppe Risso ha dedicato pagine molto dettagliate sul suo sito, con anche le istruzioni per il montaggio a partire dalla lastrina.

Nuovi carri DDM di Nino Rizzo Borriello

Anche se non è italiana. la DRG-91-3 di Giorgio Donzello merita una foto perchè è uno spettacolo…

DRG-91-3

Anche Pirata aveva cose già viste in rete, anche se la Ne120 in versione giallo-verde non l’avevo ancora vista. Peraltro della Ne120 abbiamo già parlato ampiamente di recente.

Ne.120 in livrea giallo-verde di Pirata

Lineamodel ha portato le varie motorizzazioni annunciate e presenti sul suo sito.

Lorenzo Colli aveva la E.428 – per adesso quella con carrozzeria Del Prado, che credo si sia già vista a Norimberga. Anche di questa si sono già viste delle preview sul forum ASN.

E.428 di Lorenzo Colli

Nello stesso stand c’erano Achille Carminati e Alfonso Scoppetta,: fa piacere vedere i tre mettere assieme le forze, pur mantenendo ciascuno la propria individualità. Carminati aveva le nuove realizzazioni dei bagagliai 1934 derivati dai Tibidabo, ma fatti in nuovi stampi con moderne tecniche, e vari carri merce: carri botte di varie fatture, tra cui il fortunato carro Osborne di grande successo in Spagna, che avevo già visto in rete. Bel colpo Achille! Certo, la cosa ha un retrogusto  un po’ amaro: un bravissimo artigiano italiano fa dei pezzi soprattutto FS, ma quello di maggior successo commerciale è un carro RENFE (oltre 300 pezzi venduti sul mercato spagnolo) e non, ad esempio, il carro della “Soc. Chimica dell’Aniene”…

Carro RENFE di Acar

Nello stand ho trovato quella che per me era una novità non annunciata (nel senso che non ne sapevo nulla): la 444R di Alfonso, ancora in versione pre-prototipale. La mostro da più punti di vista proprio perchè (almeno per me) è proprio nuova.

La "ribollita" con Alfonso e Caterina fuori fuoco sullo sfondo

E.444R

E.444.081 (R)

Alfonso non ha ancora deciso se farà nell’immediato un’altra locomotiva a vapore – ora sta pensando alla possibilità di un cofanetto con una terna di tartarughe: prototipo, seconda serie e ribollita.

Altre novità (per me) assolute arrivano da Eurotrain SL. Le loro  Casaralta doppio piano erano già state presentate a Novegro, ma a Verona la produzione è stata completata presentando la semipilota e la testa-convoglio (che in Italia non c’è, ma nelle SNCF è la prima carrozza a ridosso della motrice, ed è un pò rastremata).

Confezione con convoglio di doppio piano SNCF: in alto la semipilota e in basso la "téte du train".

Semipilota delle Ferrovie Nord Milano di Eurotrain SL

In versione italiana le semipilota sono disponibili in due livree FS-Trenitalia e in due livree FNM. Anche le Centoporte 1949R erano già state presentate anche se io le vedevo per la prima volta (l’anno scorso c’erano solo le 1928R). Idem per le Centoporte in livrea straniera (che saranno oggetto di un prossimo articolo).

Altra novità di Eurotrain SL la E444 seconda serie, già fatta da Rivarossi ma ricercatissima sul mercato dell’usato. Il modello è in resina (i pantografi verranno rifatti). In verità a guardare bene bene il modello grezzo ci si legge E.447.

E.444 di Eurotrain SL

Sempre Eurotrain SL aveva in vetrina dei carri merce G in preproduzione.

A Verona sono stato dalle 10 alle 17, e il tempo mi è a malapena bastato per un giro, un pò di foto, il piacere di stringere la  mano a tante persone conosciute nei forum ma mai incontrate fin’ora. Sono praticamenete sicuro che qualcosa di bello da vedere mi sia scappato, non ho avuto tempo di guardare le meraviglie delle scale maggiori, nè di mettere il naso fuori dal Padiglione 4 (se non per un caffè).

Un grande grazie al gruppo del Forum Scala N raccolto attorno a Marco Gallo per l’ospitalità, il clima di amicizia e il pranzo assieme, con ottimi affettati vari e del buon vino (anche tutto questo è documentato nelle già citate foto di Massimo Tironi). Peccato che alla fine non sono nemmeno riuscito a fotografare i modelli che Paolo Angioy aveva portato, ma che comunque sono sempre ben documentati nello spazio dedicato sul fianco di questo blog.

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