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Posts Tagged ‘Fleischmann’

Pubblicato il 17 giugno 2017

Le ferrovie svizzere sono, in genere, amate dai modellisti, forse anche perché i plastici hanno sempre gallerie e montagne per nasconderne le irrealistiche geometrie elementari, e quindi ben si adattano ai treni alpini. In particolare, la Ferrovia del Gottardo è una eccellente ispirazione, e di questa abbiamo di recente esaminato la storia delle principali motrici. Ne vediamo qui le realizzazioni modellistiche in scala N.

Sebbene i principali produttori di fermodelli siano stati storicamente tedeschi (anche se oggi la produzione industriale è in buona parte ad appannaggio di una multinazionale britannica), modelli svizzeri sono stati ampiamente riprodotti, prevalentemente per quanto riguarda le motrici elettriche. I modelli a vapore invece sono in buona parte locomotive tedesche, e quindi iniziando le ricerche per questa rassegna non eravamo certi che l’epoca degli albori del Gottardo fosse coperta.

Abbiamo invece trovato che, a parte le C 3/3 e le D 4/4, tutte le altre vaporiere sono presenti in scala N. Certo, si tratta di modelli dai prezzi accessibili sono ad amatori piuttosto agiati, essendo prodotti da Fulgurex, Wabu e Lemaco/Lematec, tutte note come esperte nel modellismo svizzero, ed anche per i prezzi non esattamente popolari (siamo attorno al migliaio di euro a modello…).

Iniziamo con la A 3/5, riprodotta da Fulgurex in ben 4 versioni corrispondenti a diverse epoche.

A 3/5 realizzata da Fulgurex (macchina 915)

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Pubblicato il 6 maggio 2017

Il Brennero (o meglio, la sua linea ferroviaria) fa 150 anni ad agosto. Sarà festa, ma in tono un po’ minore rispetta ai festeggiamenti per i 125 anni che videro un ICE tedesco incontrare un ETR 500 italiano al Brennero.  Ne parleremo a tempo debito, ma anticipiamo in parte l’argomento perché l’Austria i festeggiamenti li ha già iniziati, con una sponsorizzazione ferromodellistica.

Le ferrovie austriache (ÖBB) hanno postato il 2 maggio sulla loro pagina facebook la foto di una Taurus (la 159) con livrea celebrativa per il 150 Jahre Brennerbahn (150 anni della Ferrovia del Brennero).

Taurus in livrea celebrativa “150 Jahre Brennerbahn”, foto © ÖBB dal loro profilo facebook

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Pubblicato il 1 aprile 2017, ultima modifica 26 aprile 2017

Thellō è una società ferroviaria operante treni passeggeri tra la Francia e l’Italia.

Convoglio Thello. Foto © Baptiste G. da flickr

La storia

Fu creata il 5 febbraio 2010 da Trenitalia e la francese Transdev, ciascuna con il 50% di capitale. Transedv, che all’epoca era era il quarto operatore gestore di trasporto pubblico in Europa, gestisce reti sia su ferro sia su gomma ed è presente in 9 Paesi: Francia, Paesi Bassi, Regno Unito, Australia, Italia, Germania, Canada, Portogallo e Spagna. È una filiale della Caisse des dépôts et consignations dello stato francese. L’iniziativa era probabilmente parte di schermaglie tra l’ex monopolista italiano ed il (di fatto) monopolista francese. Le due compagnie gestivano in comune un servizio transfrontaliero (Artesia), ma all’entrata di SNCF sul mercato italiano (era divenuta partner di NTV, di cui possedeva il 20%) Trenitalia aveva risposto impedendo di fatto il transito dei TGV sulla linea ad alta velocità Torino-Milano, e stabilendo la partership con Transdev, mettendo la parola fine sull’esperienza Artesia (ne abbiamo parlato altrove).

Il Palatino Artesia trainato da una BB 36300 - Foto © Michel Ledieu da marklinfan.com

Il Palatino Artesia trainato da una BB 36300 – Foto © Michel Ledieu da marklinfan.com

Nel marzo 2011 Transdev e Veolia Transport fondarono una nuova società Veolia Transdev detenuta in quote paritarie da Veolia Environment e dalla Caisse des dépôts et consignations. Il nuovo colosso divenne così il primo operatore mondiale gestore di trasporto pubblico. La joint venture tra Trenitalia e Trnsdev venne ribattezzata Trenitalia-Veolia Transdev (TVT), e a fine anno iniziò l’esercizio effettivo, dando il nome Thellō ai convogli.

Logo thellō

Logo thellō

I primi treni Thellō nacquero dunque in sostituzione di quelli Artesia, con servizio notturno Paris /Gare de Lyon – Venezia/Santa Lucia inaugurato l’11 dicembre 2011.

Treno notte Thello nel 2013 - Foto © Damien Thomas da flickr

Treno notte Thello nel 2013 – Foto © Damien Thomas da flickr

Le fermate intermedie (Dijon-Ville, Milano-Centrale, Brescia, Verona, Vicenza, Padova e Venezia-Mestre) non erano autorizzate ad effettuare traffico nazionale, ma solo internazionale (cioè da una stazione francese a una italiana e viceversa).
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Pubblicato il 29 ottobre 2016

Se c’è una cosa di cui si sente la mancanza nella scala N italiana è un po’ di vapore in più. Sul fronte industriale c’è una discreta popolazione di “prede di guerra”, che però nella maggior parte dei casi sono motrici esistite al vero in pochi esemplari, e che non rappresentano affatto lo stile delle locomotive d’Italia. Contrariamente a quanto avviene per le motrici elettriche, anche la produzione artigianale offre poco, e quel poco è davvero a caro prezzo. Qualcosa, in numeri assai piccoli, c’è stato in passato (le Vaporiere di Cantarella e, in numeri altrettanto piccoli, la produzione di Spinelli). Dunque chi vuole il vapore a 1:160 sul plastico o in vetrina deve ingegnarsi, come a suo tempo aveva fatto Muzio.

Mostriamo quindi con piacere il lavoro di Gigi Voltan, al secolo Luigi. Gigi non ha bisogno di presentazione: è noto come un’autorità nel campo della conoscenza della storia dei rotabili FS: al suo attivo ha vari libri (la Bibbia delle carrozze FS!) e anni di collaborazione con “TuttoTreno”. Offre volentieri la sua conoscenza a modellisti e artigiani affinché ogni griglia sia al posto giusto ed ogni scritta corretta – basta  chiedere! Lo sappiamo bene in questo blog che si giova delle sue sistematiche correzioni, integrazioni e suggerimenti, al punto che lo consideriamo anche un po’ suo.

Gigi è anche modellista raffinato ed esperto. Il suo primo approccio alla N è stato a fine anni ’70 con quel che offriva Lima (D.341, E.444, carrozze, carri e accessori come la stazione e la pensilina). Dopo un lungo periodo in cui la passione modellistica ha viaggiato su binari di altre scale (H0 e 0), e’ tornato alla N in anni relativamente recenti, ripartendo nell’autunno del 2007 con la D.341 Rivarossi ed una UIC-X FS di seconda classe.

Oggi vediamo quali fiori neri siano nati dalle sue pazienza e passione. Li mostriamo anche perche’ di ciascun modello è possibile trovare una descrizione del lavoro fatto per ottenerlo, e quindi altri possono seguire la via aperta.
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Pubblicato il 23 luglio 2016

Le carrozze Gran Comfort (pre-sventramento IC 901) sono le più confortevoli ed eleganti della storia FS. In livrea giallo-rossa, hanno effettuato servizio TEE internazionale per un decennio circa. Sono state molto ben riprodotte in scala N da Pirata (anche se in molti rimpiangono la scelta di averle fatte con il logo inclinato invece che con quello a televisore…). Volendole far girare sul plastico (e chiudendo un occhio sul logo), da cosa le si possono far trainare? Vediamo cosa è avvenuto al vero, per poi esaminare le opzioni in scala N.

La prima motrice a trainarle, e quella più frequentemente usata, è stata la Tartaruga (E.444), in diverse versioni.

Innanzitutto abbiamo le “prototipo”, sia in epoca “logo a televisore” che nella successiva “logo inclinato”.

E.444 prototipo a Torino in testa a un rapido con carrozze TEE con logo a televisore - Foto © Johannes Smit da glockr

E.444 prototipo a Torino in testa a un rapido con carrozze TEE con logo a televisore – Foto © Johannes Smit da flickr

Convoglio di Gran Comfort in transito a Isola del Cantone, courtesy of Giorgio Stagni

IC “Tirreno” di Gran Comfort in transito a Isola del Cantone, courtesy of Giorgio Stagni. Aveva in composizione 5 TEE (2 compartimenti, due salone, furgone generatore), una self service e 6 UIX-X tipo 1970 climatizzate in livrea rosso fegato. Le TEE in foto hanno logo inclinato

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Pubblicato il 9 luglio 2016, ultima modifica 28 gennaio 2017

Quando nel nel 1985 le FS avevano deciso di dare seguito al filone UIC-Z che inaugurato nel decennio predente con le Eurofima, sembravano avere le idee ben chiare: le carrozze ordinate erano di seconda e andavano a far coppia con le GC Bandiera di prima: assunsero quindi la livrea Bandiera.

Di lì a pochissimo vi fu un cambio di idea, e le successive carrozze della serie inaugurarono una nuova elegante livrea: la cosiddetta “Bigrigio” o “Finanziera” (per la somiglianza di aspetto con la divisa della Guardia di Finanza). Le carrozze passeggeri nate con questa livrea furono tantissime: circa 800, un corpo circa paragonabile per numerosità a quello che oggi veste la livrea Frecciabianca (per le prime delle 625 carrozze di seconda nacquero ancora in livrea Bandiera, mentre tutte le 100 di prima e le 80 BH vestirono le grisaglie). Sarebbe quindi logico pensare che buona parte dei convogli del tempo abbiano circolato con un uniforme, elegante aspetto in due toni di grigio. Non fu così. Non ci è infatti ben chiaro quale fosse la “missione” della livrea, e in che misura identificasse una proposta commerciale diversa da quella della livrea Bandiera – forse non lo era nemmeno in casa FS. Era stato chiaro l’uso principale della livrea C1, usata prevalentemente in convogli internazionali, con l’eccezione di treni per la Sicilia. Altrettanto chiaro era stato il passaggio dai TEE Nazionali Bandiera di sola prima classe, agli IC di prima e seconda. Ma i convogli in bigrigio, cosa avrebbero identificato?  Sportinglife sottolinea la coincidenza con la livrea a due toni di grigio usata dalle ferrovie elvetiche per il RABe a partire dal 1988 (si veda il commento). Tuttavia, anche se di fatto furono molto usate per convogli internazionali, ci pare difficile che in origine fossero pensate per il solo servizio Eurocity: troppe carrozze!  Quindi non siamo riusciti a capire cosa fosse nelle intenzioni delle FS. In effetti, è estremamente difficile trovare foto di un convoglio tutto in livrea bigrigio, nonostante che vi fossero sia bagagliai che ristoranti (Snack bar) che assunsero tale livrea.

Siamo riusciti a trovare un treno (corto, quattro carrozze) a Taormina nel 1997. Probabilmente si congiungeva poi a Messina con uno spezzone proveniente da Palermo, ma chissà se aveva uguale livrea?

Convoglio interamente in bigrigio a Taormina nel 1997 - Foto Stefano Paolini da photorail.com

Convoglio interamente in bigrigio a Taormina nel 1997 – Foto Stefano Paolini da photorail.com

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Pubblicato il 26 marzo 2016, ultima modifica 24 novembre 2016

Abbiamo recentemente discusso della livrea C1 che era nata assieme alle carrozze Eurofima. Qui approfondiamo il discorso sulle carrozze stesse.

Fin dai primi anni ’60 la UIC aveva proposto una standardizzazione delle carrozze ferroviarie, con le UIC-Y. Aveva poi proseguito con il tipo X, che in Italia era state adottato su larga scala. A metà anni ’70 venne definito un terzo standard, lo Z. Si trattava ad i carrozze aventi al stessa lunghezza delle X, ma una capacità minore, a vantaggio di un maggior comfort dei viaggiatori: nove compartimenti in prima classe e undici in seconda, per un totale di 54/66 passeggeri contro i 60/72 delle X. Sempre per migliorare il comfort, le carrozze avevano, sin dall’origine, aria condizionata.

L'inconfondibile interno di una Eurofima allo stato di origine: tessuti arancione con fintapelle marrone, Foto © Ferry Van Schagen da drehscheibe-online.de

L’inconfondibile interno di una Eurofima allo stato di origine: tessuti arancione con fintapelle marrone, Foto © Ferry Van Schagen da drehscheibe-online.de

Erano basate su una cassa in profilati d’acciaio e lamiera con finiture in vetroresina. Avevano porte scorrevoli azionate pneumaticamente e a tenuta ermetica, con chiusura a filo del bordo esterno della cassa, che presentavano il vantaggio di rendere le carrozze silenziose oltre che più aerodinamiche, e isolavano gli interni dalle onde di pressione generate all’ingresso nelle gallerie o nell’incrocio con altri convogli.
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Pubblicato il 3 ottobre 2015, ultima modifica 7 ottobre 2015

Anche quest’anno proviamo – senza esserci stati – a fare una rassegna del Novegro Hobby Model per quanto riguarda la N-ostra scala. Come sempre, chiedo aiuto, integrazioni e correzioni a chi invece era presente…

L’edizione ha una regina: la E.626. Finalmente anche per chi non possiede la maestria dell’arte del montaggio da lastrina (con il problema poi di motorizzare l’opera d’arte ottenuta) potrà fare girare sul plastico o mettere in vetrina una E.626 migliore di quella, amata ma antica, di Tibidabo. Se ne sono visti addirittura due modelli. Tutti attendevano di vedere dal vivo l’annunciatissima e attesisissima macchina di SAFER.: a sorpresa é invece arrivata quella di Colli!

Lo scorso anno Lorenzo aveva sorpreso con l’anteprima di quella che é poi divenuta la sua splendida E.633, quest’anno, senza che alcuno ne avesse sentore, é arrivato con il prototipo finito e funzionante (ma ancora senza scritte) della E.626.027, che sarà commercializzato nel giro di un mesetto. Si tratta di un modello interamente in metallo, con motore Mashima a cinque poli, bei pantografi Tipo 42, curatissimo e che ha avuto unanimi espressioni di ammirazione sui forum. Le ruote, anche se nascoste, hanno le razze. La meccanica é stata studiata in modo da evitare il serpeggio della locomotiva, per ridurre il quale Tibidabo, a suo tempo, aveva allungato il passo del carrello centrale, mentre qui il passo é corretto. Come tutta la produzione Colli, gira anche sul più stretto raggio di curvatura: R1.

 E.626 di Colli - Foto © Christian Cicognani dal forum ASN

E.626 di Colli – Foto © Christian Cicognani dal forum ASN

L'altra fiancata della E.626 Colli - Foto © Daniele Adorni

L’altra fiancata della E.626 Colli – Foto © Daniele Adorni

E.626 di Colli - Foto © Massimo Tironi dal forum NParty

E.626 di Colli – Foto © Massimo Tironi dal forum NParty

E.626 Colli -- Foto © Christian Corradi

E.626 Colli — Foto © Christian Corradi

Frontale della E.626 di Colli - Foto © Massimo Tironi dal forum NParty

Frontale della E.626 di Colli in curva – Foto © Massimo Tironi dal forum NParty

La cassa non verniciata evidenzia i dettagli del modello

Cassa non verniciata del E.626 di Colli - Foto © Graziano Cucchi

Cassa non verniciata del E.626 di Colli – Foto © Graziano Cucchi

Ricordiamo che la 027 é la macchina che, ufficialmente demolita, é stata in realtà rinumerata 059 ed é conservata presso il Museo Campo Marzio di Trieste. E’ probabile quindi che ne esca anche una versione in livrea grigio pietra con la numerazione cambiata in 059, e chissà che non venga in futuro prodotta anche in altre livree.

Lorenzo aveva in preview anche una riedizione delle Tipo Vicinale (più note come Piano Ribassato) alle quali sta lavorando: si tratta della versione revampizzata, con il “fungo” del condizionatore sull’imperiale, e della relativa semipilota npBDH (ricordiamo che le Piano Ribasssato hanno tre tipi di semipilota: la più recente npBDH, la npBD passante e la npBD “Gallinari”). La versione precedente delle Piano Ribassato di Lorenzo comprendeva la “passante”.

Le Tipo Vicinale Ristrutturate di Colli in lavorazione. Foto © Massimo Tironi

Le Tipo Vicinale Ristrutturate di Colli in lavorazione. Foto © Massimo Tironi

Frontale della Tipo Vicinale semipilota. Foto © Massimo Tironi

Frontale della nuova Tipo Vicinale semipilota di LoCo. Foto © Massimo Tironi

Ma torniamo alle E.626. L’altra, quella Safer, “ufficialmente” non c’era, nel senso che nessuno stand la presentava: neppure quello di Uteca che pure ne aveva mostrato una versione ancora non motorizzata a Novegro 2013. E’ però apparsa domenica: Alex La Torre ha fatto portare domenica la sua E.626.422 (dichiarata essere il primo modello consegnato ad un cliente) che ha circolato sul modulare ASN.I commenti sono positivi, le immagini testimoniano di un bel modello. La macchina ha mostrato una eccellente potenza di traino e un’ottima marcia alle varie velocità, come si può vedere in un video postato da Mario Malinverno.

Ricordiamo l’epopea di questa motrice: apparsa nel 2012 su amiciferroviact, é stata ampiamente ed entusiasticamente pubblicizzata a più riprese da Alex a partire dall’aprile 2013. Moltissimi l’avevano prenotata, ma la macchina é sempre rimasta un mistero che pareva dovesse concretizzarsi a brevissimo. Passata attraverso marchi diversi (SAFER, NNExt) ora pare appartenere al nuovo marchio Mondotreni (o Mondotreno). Molti sono in attesa di notizie dirette dal produttore, dopo la mail di SAFER dell’aprile 2013 che diceva “nel ringraziarla sentitamente per la prenotazione, le confermo che i suoi dati sono già inseriti in graduatoria di prelazione. (…) La invitiamo a visionare periodicamente il ns. sito www.safer.it per ulteriori info”.  Sul sito però non é mai apparso nulla… Due anni fa (Novegro 2013) la si era vista in una versione annunciata come “quasi finale”, poi più nulla, se non ogni tanto qualche “rumor” che continuava a darne la commercializzazione come imminente. Certo averla vista viaggiare sul modulare ASN è un bel passo avanti, e sembrerebbe che l’avventura sia finalmente arrivata in porto: si sa che almeno un altro cliente c’é stato – Giuseppe Petronio  ha recentemente postato un video del suo modello, e si dice che ci siano una cinquantina di macchine in spedizione. Ora vedremo se davvero le consegne si avviano (ma pare che ad alcuni le mail di Mondotreno stiano finalmente arrivando).

Dettaglio della E.626 Safer

Dettaglio della E.626 Safer – Foto © Alex La Torre – si intravedono le ruote a raggi

E.626 Safer, Foto © Alex La Torre

E.626 Safer, Foto © Alex La Torre

E.626 Safer, Foto © massimo Tironi dal forum NParty

E.626 Safer, Foto © Massimo Tironi dal forum NParty

E.626 Safer - Foto © Andrea Sottile

E.626 Safer – Foto © Andrea Sottile

La Safer vista da sotto - foto Alex La Torrre

La Safer vista da sotto – foto Alex La Torrre

La Safer é una quarta serie, la macchina di Colli é una seconda – entrambe sono allo stato di origine. Il modello Safer ha la carrozzeria in plastica ed é dotato di luci, quello LoCo é interamente in metallo – per le luci non so ma in genere Lorenzo offre versioni sia con che senza luci dei suoi modelli. I prezzi non sono ancora consolidati: Safer era annunciata a 130, ora pare costi 150 anche se Alex parla di 140 Euro. Lorenzo non ha ancora annunciato il costo del suo modello, ma l’attesa sarà assai breve vista l’imminente commercializzazione.

Lasciando le storiche motrici protagoniste della nascita all’elettrificazione a 3kV in Italia, troviamo un’altra nuova locomotiva (anche se l’annuncio era già noto già da un mese circa): la D.236 di Pirata. Si tratta di un modello realizzato in collaborazione con Hobbytrain: quest’ultima aveva messo a listino una nuova realizzazione della tedesca WR 360, ed i Pirati hanno colto al volo l’opportunità di customizzare il modello realizzando una delle macchine rimaste in Italia al termine del secondo conflitto mondiale. Il prezzo di listino é 144,90 €.

Due immagini della D236 Pirata

Due immagini della D.236 Pirata, dal loro sito

Ci si aspettava l’arrivo di altre livree (FS verde gialla, e poi Val Seriana, FSF, e le varie industriali), ed infatti per quella verde FS non c’é voluto molto: é arrivata in ritardo per la fiera, ma già una settimana dopo Novegro era a listino, al prezzo di 149,90 €.

FS D.236 verde con righe gialle di Pirata, arrivata qualche giorno dopo Novegro...

FS D.236 verde con righe gialle di Pirata, arrivata qualche giorno dopo Novegro…

Pirata ha così ora due dei tre gruppi Diesel che dopo la guerra entrarono nel parco FS: la Truman e quella appena vista. Manca ancora l’inglesina Ne.700 per completare il terzetto!

La coppia post-bellica di Pirata - Foto © Massimo Tironi

La coppia post-bellica di Pirata – Foto © Massimo Tironi

Si é anche visto il prototipo della Rhätische Bahn ABe4/4 in scala N (non Nm)

RhB ABe 4/4 di Pirata - © Massimo Tironi

RhB ABe 4/4 di Pirata – © Massimo Tironi

Erano attese (lo sono da molto) le Gran Comfort Bandiera annunciate da Pirata da molto, e viste come prototipo già tempo fa. Problemi con il produttore cinese fanno invece sì che occorrerà attendere ancora.

Le GC Bandiera però c’erano, anche se sui forum nessuno ne ha parlato: erano quelle prodotte da Fratix, riapparso dopo anni di assenza. Erano nel piccolo stand di Guido Fraticelli. Fratix aveva già prodotto le GC in livrea XMPR (art. 5001 e 5002): le ha presentate nella livrea forse più bella assieme a quella TEE.  Si tratta di una produzione esclusiva per il negozio Ottoperotto (fli2009 su ebay) di Susy Warger. La cassa é in metallo verniciato e serigrafato, con la riproduzione dei dettagli degli interni, incluse le bagagliere in fotoincisione, i sedili, con coloritura differente dalle pareti dell’arredo e il poggiatesta dipinto di bianco, il sottocassa fedele all’originale. Il prezzo visto su ebay é di 85 € a carrozza.

Le Gran Comfort Bandiera Fratix. In alto quella a salone, in basso quella a compartimenti. Foto Fratix da facebook

Le Gran Comfort Bandiera Fratix. In alto quella a salone, in basso quella a compartimenti. Foto Fratix da facebook

Se le GC sono stranamente passate inosservate, tutti hanno notato le cui MDVC (di nuova produzione rispetto a quelle realizzate in passato) che erano esposte, oltre che nello stand di Fraticelli, nella vetrina ASN. Le carrozze sono distribuite da Blackstar, azienda del gruppo ACME che così rimette piede nella scala N dopo il tentativo abortito qualche anno fa di produrre un Frecciargento e la fugace apparizione con i Tram de Milan. Interessante la presenza della semipilota passante e della mista AB. Il set di tre carrozze costa 225 €, e veniva offerto in occasione del lancio in fiera a 195 €. le carrozze circolano senza modifiche solo su raggi maggior di 300-320 mm (R5U secondo la nostra notazione).

La semipilota MDVC Fratix - Foto Cristian Cicognani

A destra la semipilota MDVC Fratix – Foto © Christian Cicognani

Due MDVC Fratix - Foto © Massimo Tironi

Due MDVC Fratix: una Bn e una ABn – Foto © Massimo Tironi

La semipilota presenta una (voluta) imprecisione: sull’imperiale, lato cabina di guida, c’é la cassa dell’acqua che al vero é assente, non essendoci una ritirata su quel lato.

Semipilota passante MDVC - non c'é cassa dell'acqua sull'imperiale, lato guida. Foto da trenitaliani.altervista.org

Semipilota passante MDVC – non c’é cassa dell’acqua sull’imperiale, lato guida. Foto da trenitaliani.altervista.org

Fraticelli ha spiegato che si tratta di un compromesso necessario per non dovere fare uno stampo separato per l’imperiale di questa carrozza, in quanto ne avrebbe sensibilmente aumentato il costo.

La nAB presenta una curiosità: lo schema di colore utilizzato é “raro”. Vi erano altri due diversi e apparentemente più diffusi schemi di colore per questa vettura: uno, applicato solo alla prima consegna, del 1982, differisce dallo schema delle Bn solo per una fascia viola di dimensione limitata tra finestrini centrali. L’altro presenta la zona finestrini tra le due porte interamente viola, mentre in tale zona la fascia arancio e viola sotto i finestrini é praticamente assente: vi è solo un righetta arancio che attraversa la campitura viola subito sotto i finestrini, mentre la parte sottostante é grigia. Queste sono le due versioni delle quali si trovano immagini in Internet, e che sono state riprodotte modellisticamente in passato sia in H0 che in N. Delle foto sono reperibili nel nostro post sulle MDVC, dove si possono vedere anche le precedenti realizzazioni in scala N: Colli ha recentemente realizzato la prima versione dello schema di colore, mentre Fratix aveva realizzato la seconda in passato. La nuova versione presentata da Fraticelli (fasce sotto i finestrini continue e campitura finestrini centrali interamente viola) é un ibrido tra le versioni “note”, così che inizialmente mi aveva fatto pensare ad un refuso. In realtà questa variante é documentata nella Bibbia di Gigi Voltan “Carrozze FS. Vol.2 Dalle UIC-Y al Progetto 901“, a pagina 121.

La vetrina ASN era come al solito interessante. Oltre alle citate MDVC, vi si potevano vedere i futuri prodotti di FGTrains: la cassa ormai definitiva della LDn.24 e quella ancora prototipale della ALn.663. La prima avrà cassa in metallo, la seconda in simil-ABS. Entrambe avranno finestrini tagliati al laser, dettagli in fotoincisione, appoggio isostatico. Per l’automotrice é previsto anche arredamento interno.

ALn.663 FGTrains - Foto © Antonio Rampini

ALn.663 FGTrains – Foto © Antonio Rampini

LDn.24 FGTrains - Foto © Antonio Rampini

LDn.24 FGTrains – Foto © Antonio Rampini

C’erano varie opere di Massimo Icardi. Da qualche tempo Massimo ha creato un marchio (ICH Models) che mescola le prime due lettere del suo cognome con le iniziali di Confederatio Helvetia, e si é lanciato nella produzione di Leichtstahlwagen svizzere – che sono anche di interesse italiano perché acquistate “di seconda mano” da varie ferrovie italiane (FNM, SNFT, FP, FSF, ACT). Le carrozze sono realizzate in taglio laser, e poi accuratamente dipinte e decal-izzate da Massimo. A Novegro presentava varie novità interessanti a tema svizzero: una carrozza porta centrale SBB “Jurail express”, una carrozza ristorante SBB “Buffet”, una pilota ABt e carrozza pilota BDt.

La ABt CHModels - Foto © Christian Cicognani

La ABt ICHModels – Foto © Christian Cicognani

La BDt CHModels - Foto © Christian Cicognani

La BDt ICHModels – Foto © Christian Cicognani

La carrozza Jurail di CHModels - Foto © Christian Cicognani

La carrozza Jurail di ICHModels – Foto © Christian Cicognani

La carrozza Buffet SBB CHModels - Foto © Christian Cicognani

La carrozza Buffet SBB ICHModels – Foto © Christian Cicognani

Le vetture hanno anche lasciato la vetrina per correre sul modulare ASN (la corsa é documentata anche su youtube).

Convoglio elvetico CHModels in corsa sul modulare ASN - Foto © Massimo Icardi

Convoglio elvetico ICHModels in corsa sul modulare ASN – Foto © Massimo Icardi

Era presente anche una versione italiana delle Leichtstahlwagen: due carrozze del convogli speciale SNFT “Il treno dei sapori”. Rispetto alle carrozze standard le differerenze riguardano le griglie dell’aria condizionata, l’eliminazione degli aeratori, vetri fumè dei finestrini

Carrozze del Treno dei Sapori di Massimo Icardi. Foto © Christian Cicognani

Carrozze del Treno dei Sapori di Massimo Icardi. Foto © Christian Cicognani

In vetrina c’erano anche le sempre bellissime locomotive trifase di Giorgio Donzello – credo fossero modelli già visti in altre occasioni.

Erano esposti i ben riusciti modelli in resina di auto FIAT (con una Alfa) degli anni ’60-’80 proposti da nscalecars: la 600 multipla, 127, Alfa Romeo Giulia Super della Stradale, 128, 850, 850T, 238, 238 ambulanza, 500 giardiniera e 500.

nscalecars - Foto © Christian Cicognani

nscalecars – Foto © Christian Cicognani

Per le infrastrutture ferroviarie, erano esposti il bellissimo segnale a portale fotoinciso prodotto da Alex La Torre (in moltissimi hanno acquistato le lastrine già prima di Novegro) e la linea aerea di Uteca.

Segnale a portale di Alex La Torre - Foto © Christian Cicognani

Segnale a portale di Alex La Torre – Foto © Christian Cicognani

LineaAereaUteca, foto © Christian Cicognani

Linea Aerea Uteca, foto © Christian Cicognani

Stefano Parisi ha segnalato la disponibilità di una nuova lastrina UTECA per un posto pesa FS.

Lastrina posto pesa di Uteca, fot e segnalazione di Stefano Parisi

Lastrina posto pesa di Uteca, foto e segnalazione di Stefano Parisi

A parte la linea aerea esposta presso ASN e la suddetta lastrina,  TriNacria-UTECA presentava nel suo stand vari bei modelli in scala N, alcuni commercializzati ed altri ancora allo studio, ma, a quanto sappiamo, senza particolari novità rispetto al passato. Era presente Salvatore Spinelli, autore di tante piccole meraviglie che spesso hanno trovato posto negli spazi UTECA.

Christian Corradi mi segnala che Fleischmann ha ripresentato le UIC-X in ardesia con qualche piccola miglioria: ha utilizzato il sottocassa (comprese le scalette) in nero, come per le X rosse, con particolari tampografati in bianco; l’effetto è abbastanza evidente e piacevole. Peccato il permanere del noto errore sul tetto (la presenza di evidentissime cannellature trasversali) che continua a compromettere seriamente il modello.

Infine ricordiamo i due modulari principali della Scala N, quello di ASN e quello di NParty, entrambi in costante evoluzione. Come sempre permettevano di veder correre lunghi convogli sia in analogico (il primo) che in digitale (il secondo). Ormai quasi non li citiamo più, tanto siamo abituati alla loro importante presenza, ma il loro ruolo nel catalizzare la comunità e nel presentare il ferromodellismo in questa scala così adatta al plasticismo resta fondamentale.


Ringrazio i già citati Massimo, Daniele, Alex, Mario, Giuseppe, Graziano, Antonio, Andrea, Stefano e i due Christian per aver postato sui forum le foto e i video e/o per avermi fatto avere notizie che mi hanno permesso di comporre questo breve riassunto.

Ricordo che quanto scritto deriva da informazioni tratte dai forum o ottenute da comunicazioni private. E’ possibile che ci siano errori ed omissioni, che sarò felice di correggere prontamente a fronte di segnalazioni.


Per chi vuole ricordare alcune edizioni precedenti:

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Pubblicato il 19 settembre 2015, ultima modifica 7 ottobre 2015

Visto il ruolo di “Kultlok” giocato dalla Br 103 della quale abbiamo parlato di recente, i produttori di modelli ne hanno realizzato molte varianti per riprodurre anche in piccolo l’eterogeneità di dettagli che fanno differire tra loro gli esemplari della 103. Un’idea la si può avere dando un’occhiata a queste immagini tratte dal forum “Arnold Rapido club“.

Alcune versioni della 103. All'occhio attento non sfuggiranno le differenze. Foto di N-Harry

Alcune versioni della 103. All’occhio attento non sfuggiranno le differenze. Foto di N-Harry

Le versioni di 103 di ET 420Fan

Le versioni di 103 di ET 420Fan

Ci proponiamo qui di ricostruire la storia e la varietà dei modelli della Schnelle Blondine. Come abbiamo visto nell’articolo dedicato a questa motrice, già nel 1967 la E 03 era a catalogo Arnold.

La DB E03 sulle pagine del catalogo Arnold del 1967/68

La DB E03 sulle pagine del catalogo Arnold del 1967/68

Con la sua evoluzione Br 103.1 Sarebbe rimasta la “flagship” della compagnia per decenni, restando a catalogo sempre, dagli esordi ad oggi. Minitrix e Fleischmann seguirono presto, mentre l’austriaca Roco, che tentò sempre di differenziare la propria produzione rendendola complementare a quella dei tre maggiori produttori tedeschi, non ne mise mai in produzione un modello.  Difficile che un plastico tedesco non avesse almeno una Blondine… Ne devono essere state prodotte enormi quantità, ed una ricerca su ebay.de in una giornata qualunque individua facilmente almeno un centinaio di modelli in asta, alcuni a prezzi molto contenuti. Ma come distinguere un modello vecchissimo da uno più recente? Per scoprirlo, facciamo una panoramica sulla (vasta) produzione in scala N delle 103.0 e 103.1 nelle varie livree.

Prototipi 103.0

Stando a modellbau-wiki.de, Arnold ha prodotto cinque diversi modelli dei prototipi. Tra il 1967 e il 1971 commercializzò l’art. 0236 rappresentante la E03 004.

Arnold 0236, immagine dalla Collezione Ebel tratto da www.103er.de

Arnold 0236, immagine dalla Collezione Ebel tratto da http://www.103er.de

Nel 1996 rimise a catalogo col n. 2370 e 82370 la versione prototipo (ovviamente basata su un nuovo stampo) rappresentante la  E03 001 con pantografi monobraccio. Restò a catalogo fino al 2004.

Tra il 1997 ed il 2000 fu affiancata dalla E03 002 con pantografi Scheren (Art .n. 2372 e 82372). Tra il 2001 e il 2002 fu la volta del prototipo con la nuova numerazione: 103 004-8. A partire dal 2007 é stata commercializzato l’articolo HN2018, la E03 004 con pantografi Scheren.

Arnold HN2018, da http://www.josenfeld.de/

Arnold HN2018, da http://www.josenfeld.de/

Al 1967 risale anche il primo modello della Minitrix, la E03 001 (a catalogo col num. 2945, divenuto dal 1969 51 2945).

Minitrix 02945, immagine dalla Collezione Ebel tratto da www.103er.de

Minitrix 02945, immagine dalla Collezione Ebel tratto da http://www.103er.de

La produzione proseguì fino al 1975. Il prototipo venne ripreso nel solo 2005, con la  E03 004 (cat. n. 12434), e a partire dal 2008 con la 103 001-4. Fino al 2005 tutti i modelli avevano pantografi Scheren, quelli prodotti dal 2008 i monobraccio.

Minitrix 12590, da http://www.josenfeld.de/

Minitrix 12590, da http://www.josenfeld.de/

Nel 2014 Fleischmann, che non aveva mai prodotto i prototipi in precedenza, ha presentato la 004, con i pantografi di origine. Il modello è disponibile in versione analogica (art. 737801) e digitale con sound (art.737871).

La 004 di Fleischmann

La 004 di Fleischmann

I suoni si possono ascoltare nel seguente video su youtube.

Macchine di servizio – Br 750

Nel 2006 Arnold affiancò alla 2370 che riproduceva un prototipo l’art. 2371 (82371 digitale) che rappresentava la versione DB Bahndienst immatricolata come 750 001-0. Rimase in produzione fino al 2000 .

Arnold Rapido Br 750

Arnold Rapido Br 750

Anche Minitrix derivò una 750 da un prototipo, e lo commercializzò in una confezione (art.11607) contenente un “bahndiesntzug” (convoglio di servizio)

Minitrix Br 750

Minitrix Br 750

Confezione Minitrix 11607, treno di servizio

Confezione Minitrix 11607, treno di servizio

Fleischmann invece pare si sia lasciato sfuggire l’occasione di produrre con poco sforzo una nuova versione. Nessuno dei tre, inoltre, riprodusse la versione derivata dalle macchine di serie (la 750 003, ex 103 222).

Macchine di serie 103.1 – livrea giallo-rossa

Il primo modello delle macchine di serie appare nel 1972 ad opera di Arnold Rapido, che fa una scelta davvero sfortunata. Decide di riprodurre la prima macchina entrata in servizio, la 103 109-5 senza accorgersi che si tratta dell’UNICA motrice con una livrea differente (la Silberpfeil di cui abbiamo parlato nell’articolo sulla Schnelle Blondine), mentre il modello Arnold adotta la livrea standard. Erano altri anni, e se per i produttori non era facile documentarsi, meno ancora lo era per gli acquirenti: non c’erano miriadi di foto su Internet sulle quali verificare i dettagli, né c’erano i forum sui quali discutere. Le uniche sorgenti erano l’osservazione diretta, le riviste specializzate e le monografie. Così nessuno, o quasi, si accorse dell’inconsistenza, ed il modello rimane in produzione fino al 1998, passando attraverso evoluzioni che mai però toccarono quel piccolo particolare che avrebbe rimesso le cose a posto: il numero di serie della motrice!

Il modello originale aveva il pantografo Scheren e loghi DB nero sia frontale che sulla fiancata. Successivamente ricevette con i pantografi monobraccio e logo DB rosso sul fianco e nero frontale. A catalogo ha i numeri 0235 (1972-1974), 2350 (1975-1998) e 82350 (1989-98, digitale).

Prima versione del modello Arnold 0235 con pantografi Scheren (da ebay)

Prima versione del modello Arnold 0235 con pantografi Scheren (da ebay)

Seconda versione del modello Arnold 0235 con pantografi monobraccio (da ebay)

Seconda versione del modello Arnold 0235 con pantografi monobraccio (da ebay)

La versione corretta della 109-5 Silberpfeil viene prodotta da Minitrix tra il 2004 e il 2006 (cat. 12539).

La versione Minitrix della 103 109-5 (art.12539)

La versione Minitrix della 103 109-5 (art.12539)

Se con la 109-5 Arnold aveva commesso un errore, stette poi ben attenta quando nel 1984 si trattò di mettere in produzione una motrice con la striscia rossa invece che nera, e scelse la 113-7. Si trattava dell’unica scelta che non richiedeva di modificare lo stampo: tutte le altre macchina con quella livrea ebbero la carenatura frontale sotto la fascia dei respingenti rimossa. Il modello rimase in produzione nel periodo 1984-1991 (art. 2351) e nel 1989 fu disponibile anche in digitale (art. 82351).

Nel 1985 vi fu un’edizione speciale (art.2352) che raffigurava la 103 150-9 con l’adesivo celebrativo dei 150 anni delle ferrovie tedesche posto a fianco della porta di accesso destra.

Arnold 2152, modello della 103 150-9 celebrativa dei 150 anni delle ferrovie tedesche - foto da ebay

Arnold 2152, modello della 103 150-9 celebrativa dei 150 anni delle ferrovie tedesche – foto da ebay

Nel 2001 e 2002 vi furono due ultime edizioni dell’epoca Arnold-Rivarossi prima dell’avvento di Hornby. Credo si sia trattato di un nuovo stampo. Purtroppo, a causa del fallimento, furono pochi i modelli dell’art. 2373 che interpretava la 103 149-1.

Arnold 2373

Arnold 2373

Dopo una pausa, la 103.1 tornò in catalogo in una nuova edizione in epoca Hornby, a partire dal 2011; art. HN 2131 interpreta ancora la 103 149-1. Questo modello presenta una interessante caratteristica: la carenatura frontale inferiore può essere rimossa, mimando quanto al vero avvenne tra il 1981 e il 1982.

Arnold Rapido HN2131

Arnold Rapido HN2131

Minitrix ha prodotto varie versioni della 103.1 giallo-rossa. Una di queste é la 109-5 Silberpfeil già vista. Le altre differiscono esteticamente per colore dei loghi, tipo e colore dei pantografi, colore della striscia in basso e lunghezza della cassa: riamndiamo alle immagini per tali differenze. Tra le varie versioni, la prima é la 51 2057 00 (1976-85) – 12057 (1986-1996), analogica, con la corrispondente versione digitale (EMS) 51 2157 00 (1976-85) – 12157 (1986-1996). Rappresenta la 103 113-7 prima del cambio di colore della fascia bassa da nero a rosso, e con pantografi Scheren.

Minitrix 512057

Minitrix 512057

La 103 113-7 é stata realizzata (tra il 1986 e il 1984, art.12930) anche nella versione con fascia rossa e con con pantografi monobraccio.

Minitrix 12930 foto da www.spurweite-n.de

Minitrix 12930 foto da http://www.spurweite-n.de

Tra il 2003 e il 2006 c’é stata la 103 132-7 (Minitrix 12514)

Minitrix 12514, Br 103 132-7,

Minitrix 12514, Br 103 132-7,

Dal 2009 é stata prodotta la 103 107-9 (Minitrix 12194).

Minitrix 12194, Br 103 107-9, immagine da http://www.mobahn.de

Minitrix 12194, Br 103 107-9, immagine da http://www.mobahn.de

Gli anni recenti hanno visto un revival della 103.1 in livrea TEE.

Nel 2013 é stata introdotta una versione digitale con sound (Minitrix 16301)

Minitrix 16301, Br 103 103-6

Minitrix 16301, Br 103 203-6, foto da http://www.modellbahn-voigt.de

Sempre nel 2013, é stata introdotta la  103 235-8 (Minitrix 16341), caratterizzata dalla carrozzeria allungata, logo DBAG, assenza di carenatura inferiore e da due pantografi di diverso colore (al vero uno atto alla circolazione in Germania, l’altro per la Svizzera).

Minitrix 16341

Minitrix 16341

Nel 2014, con lo stesso stampo e anch’essa in digitale e sound, é stata presentata la 103 245-7 (Minitrix 16342) della quale non abbiamo ancora trovato fotografie.

Ricostruire con esattezza la produzione Fleischmann é più complesso, perché il produttore ha l’abitudine di mantenere lo stesso numero di catalogo per versioni diverse dello stesso modello, il che inevitabilmente crea una certa confusione.

Da quanto siamo riusciti a ricostruire, la 103.1 é apparsa con il numero di catalogo 7375 fin dall’inizio della produzione dei “Piccolo” nel 1972. Si trattava della 118-6.Restò in produzione fino al 1979 (dal 1975 al 1979 con una piccola variante al pantografo).

Fleischmann Piccolo 7375, Br 103 118-6

Fleischmann Piccolo 7375, Br 103 118-6

A partire dal 1980, e fino al 1982, con lo stesso numero di catalogo fu riprodotta la 142-6. Entrambi i modelli avevano la fascia nera in basso, ma il primo aveva pantografi Scheren e logo nero, il secondo monobraccio e logo rosso.

Fleischmann Piccolo 7375, Br 103 142-6

Fleischmann Piccolo 7375, Br 103 142-6

Tra l’82 e il ’95 entrò a catalogo il n.7376 riproducente la 155-8, caratterizzata dalla fascia rossa invece che nera. Era offerta anche in versione digitale FMZ (n. 67376) tra il 1990 e il 1996.

Fleischmann Piccolo 7375, Br 103 155,8

Fleischmann Piccolo 7376, Br 103 155-8

In versione FMZ il modello avera numero di catalogo 67375 e restò in produzione fino al 2002.

Solamente nel 2001 viene prodotta la confezione “30 Jahre InterCity”, art. 7802, con motrice 110-3, con fascia nera e pantografi Scheren e tre carrozze tutte dotate, come la motrice, di ganci Profi.

Confezione Fleischmann Piccolo 7802

Confezione Fleischmann Piccolo 7802

Dal 1996 al 2003 si tornò al numero di catalogo 7375: la fascia restò rossa ed il numero di serie fu 116-0. Erano rossi anche i pantografi.

Fleischmann Piccolo 7375, Br 103 116-0

Fleischmann Piccolo 7375, Br 103 116-0

Nel 2003 vi fu anche una ulteriore edizione digitale della 7375 (83 7375).  Una delle funzioni permetteva l’illuminazione del “Maschinenraum”; il numero di serie era 163-2, aveva fascia nera e pantografi monobraccio rossi.

Fleischmann Piccolo 83 7375, Br 103 163-2

Fleischmann Piccolo 83 7375, Br 103 163-2

Nel 2002 riappare l’art. 7376 che resterà a catalogo fino al 2009: il numero di serie é 150-9, la livrea ha la fascia bassa rossa. I pantografi monobraccio sono rossi.

Fleischmann Piccolo 7376, Br 103 150-9, immagine da http://www.josenfeld.de

Fleischmann Piccolo 7376, Br 103 150-9, immagine da http://www.josenfeld.de

Nel 2011 diviene 737602 e riproduce la versione museale 184-8, con fascia nera e pantografi monobraccio rossi.

Fleischmann Piccolo 737602, 103 184-8 Immagine da da http://rheinmainscale.blogspot.it/

Fleischmann Piccolo 737602, 103 184-8 Immagine da da http://rheinmainscale.blogspot.it/

Nel 2014 Fleischmann ha rinnovato il modello della sua 103 a catalogo, Assieme al prototipo 004 visto prima, ha messo in produzione una “Neukonstruktion” rappresentante la versione lunga della 103. Il modello é lungo 126 mm, e rappresenta la n. 225-9. Curiosamente il catalogo Fleischmann (che mostra sempre dei disegni, e mai foto dei modelli), la presenta con la colorazione con banda inferiore rossa, ma il modello reperibile in commercio ha invece la banda inferiore nera. Il modello è disponibile in versione analogica (art. 737802) e digitale con sound (art.737872).

Fleischmann 737802, immagine da http://www.aandhmodels.co.uk/

Fleischmann 737802, immagine da http://www.aandhmodels.co.uk/

Tra le novità dell’autunno 2015 anche Fleischmann presenta la 103.245-7, ovvero la macchina del parco storico DB già realizzata l’anno prima da Minitrix. A catalogo é il numero 737902 in analogico, e  737972 in digitale con sound.

103.245-7 di Fleischmann

103.245-7 di Fleischmann

Livrea Orientrot

Poche le varianti di questa livrea, essenzialmente limitate al colore della grigliatura (argento o nero). Di conseguenza, pochi i modelli proposti: molti meno che nella livrea TEE.

Arnold produce una versione Orientrot a partire dal 1988: è la 115-2, e resta a catalogo (art. 2353) fino al 1993, dal 1989 fudisponibile in digitale, cat. 82353. Il numero di serie non é casuale: la 115 fu la prima ad assumere la nuova livrea, nel giugno 1987. Nel 1994 lo stesso articolo appare con un diverso numero di serie: 170-2, che viene usato anche per uno startset (cat. 0400). Successivamente scompare dalla produzione.

Arnold Rapido 2353

Arnold Rapido 2353

Anche Minitrix esordisce nel 1988 con una versione Orientrot, ed anche in questo caso è la 115-2. (art. 12933).

Minitrix 12933

Minitrix 12933

Resta in produzione fino al 1995. Nel 1996 e 1997  l’art.12890 é associato all’esemplare 172-3, usato anche per lo startset 11425 .

Minitrix 12890

Minitrix 12890

Dal 1997 al 1999 cambia il numero a catalogo, che diviene 12651, e la versione riprodotta: la 147-5, ma anche la 165-7.Quest’ultima é in versione DBAG con griglie nere

Minitrix 12651, BR 103 165-7

Minitrix 12651, BR 103 165-7

Anche per Minitrix la versione in livrea Orientrot non raggiunge il nuovo millennio.

L’anno 1998 e la motrice 115-2 segnano anche l’esordio di Fleischmann con la livrea Orientrot. L’art.7377 rimane a catalogo fino al 1998,  mentre in versione digitale FMZ (n. 67377) é prodotto tra il 1990 e il 1998. La versione analogica faceva parte anche dello Startpackung 9377 dal 1988 al 1999.

Fleischmann 7377

Fleischmann 7377 115-2

Tra il 1999 e il 2006 l’art. 7377 passò a rappresentare la 197-0, sempre in Orientrot. La corrispondente versione FMZ fu in produzione nel solo 1999. La livrea Orientrot resta a catalogo dunque fino al 2007, ma poi anche questa sparisce: segno evidente che le preferenza per la livrea TEE non é solo di chi scrive.

Fleischmann 7377 197-0

Fleischmann 7377 197-0

Nel 2015 la livrea però riappare, vestendo una motrice “lunga” (art. 737803), numero di serie 229-1. Anche questa é in versione DBAG con griglie nere.

Fleischmann 737803 - foto da www.haertle.de

Fleischmann 737803 – foto da http://www.haertle.de

Livrea Verkehrsrot

E’ prodotta, dal 2010, solamente da Fleischmann (che ha assorbito Roco, lo sponsor dell’iniziativa). Si tratta dell’art. 737601, e la macchina riprodotta é ovviamente la 233-3. All’epoca perè Fleischmann non aveva ancola lo stampo “lungo”, e quindi il modello non é fedele al vero. Ora che lo stampo esiste ci pare probabile una riedizione corretta.

Fleischmann Br 103 233-3 Verkehrsrot

Fleischmann Br 103 233-3 Verkehrsrot

Lufthansa

Nel 1992 sia Arnold che Fleischmann hanno riprodotto la 101-2 nei colori della compagnia aerea tedesca. Il modello Arnold (cat. 1354, digitale 82354) é rimasto in produzione fino al 2004, rispecchiando il periodo reale di vita della livrea.

Arnold rapido Br 103 in livrea Lufthansa

Arnold Rapido Br 103 101-2 in livrea Lufthansa

Il modello Fleischmann (art. 9351) era in una confezione comprendente anche tre carrozze il livrea Airport Express ed é rimasto in produzione fino al 1997.

Confezione Fleischmann 9351

Confezione Fleischmann 9351

Touristikzug

La DB AG 103 220-8 é stata riprodotta di tre maggiori produttori. Arnold la aveva a catalogo nel 1996 (art. 0307 e 80307). Disponibile anche in confezione con quattro carozze nella stessa livrea (un bagagliaio e tre passeggeri). Si tratta di una riverniciatura dello stampo della versione “corta” (122 mm, corrispondenti a 19,5 m invece dei 126 mm della corretta rappresentazione delle macchine “lunghe”, da 20,2 m, che sono tutte quelle con numero di serie maggiore o uguale a 216, quindi anche la “Touristik”). I toni di colore usati sono troppo omogenei e non sfumati come al vero, quindi l’effetto complessivo non é molto realistico.

Arnold0307

Arnold0307

Arnold 0307 Touristikzug

Arnold 0307 Touristikzug

Con l’avvento del nuovo stampo per la carrozzeria allungata (lunghezza 126 mm) nel 2014, Fleischmann ha messo a catalogo la “Touristik” in versione analogica (781401) e digitale con sound (781471).

Fleischmann 781401 Touristik

Fleischmann 781401 Touristik

Anche Minitrix ha a catalogo (art.16343) una 103 220-8 con il corpo correttamente allungato (126 mm). E’ dotata di decoder Selectrix compatibile Selectrix 2, analogico e sound.

Minitrix 16343 Sound

Minitrix 16343 Sound

Le colorazioni di Minitrix e Fleischmann sono inoltre più convincenti di quella Arnold.

Aprilscherz & Rheingold

Nel 2012 Fleischmann produsse un’edizione a tiratura limitata (500 pezzi) denominata “Aprilscherz” (pesce d’aprile) con la 103 104-12 (anche la numerazione é inesistente al vero, e riproduce la data del 1 aprile 2012) verniciata nella livrea Kreme-Ozeanblau che al vero non le fu mai applicata. A catalogo era l’art. 737603.

Fleischmann 737603 Aprilscherz

Fleischmann 737603 Aprilscherz

Lo scherzo rischiò di anticipare la realtà: abbiamo infatti visto come il museo di Norimberga ci sia andato vicino, proponendo nel 2014 per una motrice della famiglia una livrea nei colori del Rheingold (simili, ma differenti: violetto invece che Ozeanblau). La motrice poi era una E03 e non una 103.1.

Nell’autunno 2015 Fleischmann ha prontamente realizzato proprio la versione Rheingold. A catalogo é il numero 781504 in analogico, e 781574 in digitale + sound. La distribuzione del modello avviene solo attraverso la rete di venditori “Die Wilde 13”.

La 103 "Rheingold" museale di Fleischmann - foto da http://www.modellbahn-kramm.com/

La 103 “Rheingold” museale di Fleischmann – foto da http://www.modellbahn-kramm.com/

Del Prado

Per completezza citiamo che, nella serie “locomotive del mondo”, Del Prado ha un modello statico della 103.1.

Modello statico Del Prado

Modello statico Del Prado


Dove abbiamo reperito le informazioni?

In rete si trovano delle liste visuali ma parziali dei modelli prodotti:

Su www.spurweite-n.de si trovano informazioni sui vari modelli, e come sempre anche modellbau-wiki.de é una preziosa fonte.

Chiudiamo con due immagini che mostrano affiancati un modello Arnold 113-7 (HN2131) del 2013 sullo sfondo, Fleischmann 142-6  (7375) del 1982 al centro e Minitrix 132-7  (12514) del 2002 in primo piano. Sono prese da su rheinmainscale.blogspot.de, al quale rimandiamo per un confronto critico (in inglese) tra alcuni modelli dei tre produttori.

Confronto tra i modelli delle tre marche: arnold, Fleischmann e Minitrix immagine © da rheinmainscale.blogspot.de

Confronto tra i modelli delle tre marche: Arnold, Fleischmann e Minitrix
immagine © da rheinmainscale.blogspot.de

Confronto tra i modelli delle tre marche: arnold, Fleischmann e Minitrix immagine © da rheinmainscale.blogspot.de

Confronto tra i modelli delle tre marche: Arnold, Fleischmann e Minitrix
immagine © da rheinmainscale.blogspot.de

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Pubblicato il 4 aprile 2015

Ancor prima del Trattato di Roma (1960) che sancì la nascita politica di quella che sarebbe diventata l’Unione Europea, l’Europa fu unita dai Trans Europe Express (1957).

Forse dunque il colore della bandiera europea, invece che blu e gialla avrebbe dovuto essere rosso e crema… Questa fu infatti la livrea adottata da treni tedeschi, svizzeri, italiani, francesi e olandesi. Quindi nel descrivere la livrea che FS adottò per i TEE non guarderemo solo ai treni nazionali, ma allargheremo lo sguardo oltralpe.

In Italia i colori furono declinati nel GIALLO SABBIA (LECHLER LE006/121) e nel ROSSO BORDEAUX (LECHLER  LE006/148) e GRIGIO NEBBIA (LECHLER LE006/126) per l’imperiale . I rotabili FS adibiti al servizio TEE in tale livrea non furono molti: soltanto le carrozze Gran Comfort RIC e i Binato Breda ALn 442-448. Su questi ultimi il colore dell’imperiale dopo qualche anno fu cambiato da grigio nebbia a alluminio.

ALe.442 con logo TEE a Bolzano nel 1970. Foto © Pedrazzini da photorail.com

TEE ALe.442-448  a Bolzano nel 1970. Foto © Pedrazzini da photorail.com

Convoglio di Gran Comfort in transito a Isola del Cantone, courtesy of Giorgio Stagni

Una E444 di prima serie traina un convoglio  di Gran Comfort a Isola del Cantone, courtesy of Giorgio Stagni

Vi fu la tentazione di applicare le livrea alle motrici. Lo si fece (solo sperimentalmente) su due E.656 (le 023 e 044), che peraltro non uscirono mai dalla rimessa con tale livrea. Forse fu un bene, perché le Gran Comfort RIC trainate dalle motrici grigio perla – blu orientale erano davvero assai eleganti!

E.656 nei colori TEE da www.ferrovie.it - immagine presa da volantino ACME

E.656 nei colori TEE da http://www.ferrovie.it – immagine presa da volantino ACME

Forse erano avanzate delle scorte di colore :-), perché le tinte vennero poi usate per delle elettromotrici che nulla avevano a che vedere col servizio TEE: le Ale 803 con le relative rimorchiate.

ALe.803 nel 1983 a Salsomaggiore - Foto © Paolini da photorail.com

ALe.803 nel 1983 a Salsomaggiore – Foto © Stefano Paolini da photorail.com

Sui binari della penisola transitò però vario materiale estero nella livrea TEE.

Tra il 1957 e il 1960 il Servizio TEE Mont-Cenis Milano-Parigi era assicurato dal “Rame à grand parcours” (RGP 1) di tipo X 2770 delle francesi SNCF, verniciato in “rouge carmin et crème”.

SNCF RGP 825 - TEE 155/190

SNCF RGP 825 – TEE 155/190 “Parsifal” tra Paris Nord und Dortmund – Foto Eisenbahnstiftung da forum.e-train.fr

Successivamente SNCF abbandonò la livrea giallo-rossa per la proprie flotta TEE, adottando  livree diverse, come quella delle carrozze Mistral (vestita ad esempio  dal TEE Cisalpin), o quella delle carrozze SNCF Grand Confort o del Le Capitole. Adottò invece il giallo e il rosso per delle automotrici in servizio interno, quali le SNCF EAD X4500 “Caravelle” e le SNCF X3800 “Picasso” e varie altre.

Un Picasso e due Caravelle - Foto snake&luigi da flickr

Un Picasso e due Caravelle – Foto snake&luigi da flickr

Ma torniamo ai binari nostrani. A Milano giungeve materiale TEE delle Ferrovie Svizzere SBB-CFF-FFS. Si trattava del’elettrotreno quadricorrente RAe.

RAe - Foto © Lornzo Banfi da trainspo.com

RAe – Foto © Lornzo Banfi da trainspo.com

Gli elvetici possidevano altre automotrici in servizio TEE – diesel questa volta. Si tratta delle RAM 500, che guardavano a Nord e giungevano ad Amsterdam. Motrici uguali le avevano le Ferrovie Olandesi (NS), che le avevano immatricolate NS DE 4.

RAM 500, foto da www.stevenvolp.nl

RAM 500, foto da http://www.stevenvolp.nl

Per trainare nel tratto svizzero i TEE a materiale ordinario in transito tra Itaia, Germania e Francia, le SBB vestirono di rosso e crema anche le motrici Re 4/4 I e  II.

SBB Re 4/4 I e II in livrea TEE, foto da www.drehscheibe-foren.de/

SBB Re 4/4 I e II in livrea TEE, foto da http://www.drehscheibe-foren.de/

Re4/4 I il livrea TEE con carrozze DB al traino - Foto da hag-info.ch/

Re4/4 I il livrea TEE con carrozze DB al traino – Foto da hag-info.ch/

Re4/4 II il livrea TEE con carrozze FS Grand Comfort al traino - Foto da hag-info.ch/

Re4/4 II il livrea TEE con carrozze FS Gran Comfort al traino – Foto da hag-info.ch/

Vi furono inoltre carrozze ristorante SBB in livrea TEE.

Carrozza ristorante SBB in livrea TEE - Foto da www.marklin-users.net/

Carrozza ristorante SBB in livrea TEE – Foto da http://www.marklin-users.net/

In Italia circolò, per il TEE Mediolanum, anche la tedesca Br 601 – VT11 della quale abbiamo ampiamente parlato altrove.

BR 601 al Brennero. Si nota la vecchia palificazione trifase adattata alla continua. Foto dal forum di ferrovie.it

BR 601 al Brennero. Si nota la vecchia palificazione trifase adattata alla continua. Foto dal forum di ferrovie.it

La DB fu senz’altro la compagnia che fece l’uso più estensivo della livrea “rot-creme”, anche perché decise di estenderla agli InterCity, che la vestirono dal 1970 al 1985. Gli IC la usavano per le carrozze di prima classe, mentre quelle di seconda avevano una livrea gemella nella quale il rosso era sostituito dal “blu oceano”. Treni internazionali con carrozze con questi colori viaggiarono estensivamente in Italia, e quindi di carrozze in livrea giallo-rossa se ne videro sui binari italiani anche per vari anni dopo la chiusura del programma TEE. Sul Rheingold, la livrea rimase in uso fino al 1989.

Ci furono anche molte motrici con livrea dedicata. La prima fu la E10 – poi divenuta 110. In qualche caso trainò le Grand Comfort del Mediolanum fino al Brennero – più spesso la trazione avveniva a  cura della 110 il livrea bianco-blu.

DB-Baureihe_E10 (Br 103) - Foto di Magnus Gertkemper da wikimedia (CC)

DB-Baureihe_E10 (Br 113) – Foto di Magnus Gertkemper da wikimedia (CC)

Seguì la motrice destinata ad essere la più famosa e bella delle DB: la CoCo E03

La DB E 03. Aveva uan sola fila di grate laterali. Foto © www.bahngalerie.de

La DB E 03. Aveva una sola fila di grate laterali. Foto © http://www.bahngalerie.de

L’estetica della macchina migliorò nella produzione di serie Br 103 che fece seguito ai prototipi, e che presentava una seconda file di grate sulla fiancata.

Br 103 in testa ad un TEE (treno storico) - Foto © Marc Voss da bahnbilder.warumdenn.net/

Br 103 in testa ad un TEE (treno storico) – Foto © Marc Voss da bahnbilder.warumdenn.net/

In anni seguenti fu la BR 120 a ricevere la livrea IC, prima di abbandonarla per la Orientrot.

Br 120 nel 1984 a Monaco - Foto © Stefan Wohlfahrt da bahnamateurbilder.startbilder.de/

Br 120 nel 1984 a Monaco – Foto © Stefan Wohlfahrt da bahnamateurbilder.startbilder.de/

Tra le diesel, la livrea giallo-rossa non fu data ad alcuna classe intera, ma soltanto a tre esemplari di due classi differenti anche se simili: si tratta delle Br218.217,  218.105  e  217.001.

Br 218.105 - foto© Andreas Hackenjos da www.bahnbilder.de/

Br 218.105 – foto © Andreas Hackenjos da http://www.bahnbilder.de/

Le carrozze DB rosso-crema includono una ventina di tipi differenti, Le vetture che la ricevettero furono varie, fino ad includere le Eurofima di prima classe.  Quelle che sono riuscito a individuare solo elencate qui:

  • a compartimenti (Ap4üm, APym, Apmz 121 e 122, Apümz 121, Apmh 121)
  • a salone (Av4üm 65, Avümh 11, Avmz 111 e 207, Avmh 111)
  • ristorante (WRümh 131 e 132, WRmh 131 e 132, WRümz 135, WRbmz 139, ARmz 211)
  • panorama (ADmh 101, ADümh 101)
  • ristorante panorama (WGmh, WGm)

Le più curiose sono sicuramente le “panorama” (in versione con o senza ristorante), anche se sono quelle che in Italia si sono viste meno.

ADmh 101 - Foto © tobias b köhler da railfaneurope.de

ADmh 101 – Foto © tobias b köhler da railfaneurope.de

Interno di una carrozza panoramica DB (non ristorante)

Interno di una carrozza panoramica DB (non ristorante)

L’interno di una carrozza panoramica ristorante può essere visitato virtualmente su 360cities.net (muovendo il mouse is può “guardare in giro).

Una disamina più accurata delle varie vetture DB richiederebbe un articolo dedicato – forse ce ne occuperemo in futuro, magari in connessione specifica con il loro uso in Italia.

In scala N

Delle realizzazioni in scala 1:160 dei rotabili italiani qui citati abbiamo diffusamente parlato altrove. Rimandiamo ai relativi post sulla ALn 442-448 e sulle Gran Comfort, così come per il germanico VT11 – Br 601.

Il Binato di Colli-Carminati

Il bel Binato di Locomodels

Le Gran Comfort di Pirata

Le Gran Comfort di Pirata

Fleischmann 741073

Fleischmann 741073 “Alpen See Express”

Segnaliamo che a Novegro 2009 fece una fugace apparizione una E.656 nei colori TEE in scala N, credo ad opera di Lorenzo Colli: avrebbe però dovuto avere l’imperiale in grigio nebbia.

E.656 nei colori TEE in scala N

E.656 nei colori TEE in scala N

Se qualcuno si chiede come sarebbe stata la E444 nei colori TEE, la risposta si può avere da Lima che ne fece in scala 0 un modello di fantasia, appunto con tali colori, forse facendo riferimento a delle intenzioni FS di dare tale livrea ad alcune tartarughe da adibire al servizio TEE.

La E444 Lima in H0, fantasisamente dipinta con i colori TEE

La E444 Lima in scala 0, fantasiosamente dipinta con i colori TEE

Forse è meglio non aver visto dal vero questa “tartaruga embriaga”…

I locomotori tedeschi in livrea “weinrot-beige” sono stati tutti realizzati in scala 1:160 (ça va sans dire…) :

  • La E 10/Br 110 in livrea TEE è stata prodotta dapprima da Minitrix, a più riprese tra il 1974 e il 1996. Hobbytrain l’ha ripresa nel 2007. (v. modellbau-wiki)
  • La E03/Br 103 è stata realizzata in una miriade di versioni da Arnold, Minitrix, Fleischmann (v. modellbau-wiki).
  • La Br 120 il livrea IC è stata prodotta da Fleischmann tra il 1979 e il 1988, e da Minitrix tra il 2002 e il 2006 (v. modellbau-wiki)
  • La Br 218.217 è stata riprodotta a più riprese da Fleischmann, e nel 2012 da Minitrix (si veda modellbau-wiki).

Le carrozze “rot-creme” DB sono state tutte riprodotte da Fleischmann, Arnold, Roco e Minitrix (si vedano gli elenchi dei modelli delle varie marche disponibili su spur-n-datenbank.

Non mostriamo immagini di motrici e carrozze tedesche, che sono ben documentate nei citati modellbau.wiki e spur-n-datenbank. Ci occupiamo invece delle svizzere, per le quali non ho trovato un sito che ne presenti una panoramica.

La Re 4/4 I (in livrea TEE)  è stata fatta da tre produttori. Ha iniziato Lima, con uno dei suoi modelli economici che hanno i limiti classici della casa vicentina (soprattutto in termini di motorizzazione)

Re 4/4 I di Lima

Re 4/4 I di Lima

Poi è stata la volta di Lemaco, che in termini di prezzo  si pone all’altra estremità della gamma

Re 4/4 I di Lemaco

Re 4/4 I di Lemaco

Infine è giunta Hobbytrain/Kato, che si situa nel mezzo tra i due esemplari appena visti.

Kato-Re4/4 Iin livrea TEE

Kato-Re4/4 Iin livrea TEE

Le Re 4/4 II sono invece state prodotte da Arnold e Fleischmann

La Re 4/4 II in livrea TEE di Arnold Rapido

La Re 4/4 II in livrea TEE di Arnold Rapido

La Re 4/4 II in livrea TEE di Fleischmann

La Re 4/4 II in livrea TEE di Fleischmann

Minitrix, che pure aveva realizzato dei modelli delle Re 4/4 II, credo non le abbia mai fatte con livrea TEE, limitandosi alle due più classiche livree svizzere (quella verde e quella rossa) e realizzando invece la “Swiss Express” arancione con fascia bianca che nessuno dei “competitor” fece.

Il RAe è stato prodotto da Kato/Hobbytrain in un cofanetto contenente i sei elementi

SBB Rae prodotto da Hobbytrain

SBB Rae prodotto da Hobbytrain

Del RAM in versione NL prodotto da Minitrix e dotato di sound parla Jerry in un suo post del 2009 su Quinntopia. In sintesi, sebbene il modello sia bello e dettagliato, viene detto essere assai sensibile a piccole imperfezioni sulla linea, ed avere difficoltà a  viaggiare a bassa velocità senza fermarsi. Problemi sono segnalati anche con l’illuminazione di una carrozza, dunque in sostanza sembra avere una cattiva presa di corrente.

Confezione Minitrix per il RAM a quattro componenti

Confezione Minitrix per il RAM a quattro componenti

Quanto alle automotrici francesi citate, mi pare che nessuno abbia commercializzato le X 2770, mentre ho trovato varie realizzazioni ad opera di Transmondia di varie “autorail diesel” che, sebbene come detto non avessero relazione con i TEE e fossero -salvo rarissime eccezioni – solo usate per il traffico nazionale, avevano livrea assai simile a quella TEE. Si tratta di casse in resina da motorizzare. La casa transalpina ha realizzato in scala N:

  • ABJ série III
  • ABJ série IV
  • EAD série X 4501/4742
  • “Picasso” (X3800 rouge crème version après Grande Révision Générale)
  • XR7800
  • VH série X2301/2308
  • ADX2 série X5101/5112
  • X5601/5660

Per dettagli, si veda referencement-n. Qui mostriamo la sola “Picasso”, automotrice caratterizzata da una semicabina di guida rialzata e caratterizzata da una fortissima asimmetria, al punto da richiamare i ritratti del pittore spagnolo e da assumerne il nome.

Dettaglio della

Dettaglio della “Picasso” realizzata da Transmondia.

Ringrazio Gigi Voltan per alcune precisazioni e suggerimenti.


Articoli sulle livree FS e Trenitalia su questo blog

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