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Posts Tagged ‘CLM’

Pubblicato il 23 luglio 2016

Le carrozze Gran Comfort (pre-sventramento IC 901) sono le più confortevoli ed eleganti della storia FS. In livrea giallo-rossa, hanno effettuato servizio TEE internazionale per un decennio circa. Sono state molto ben riprodotte in scala N da Pirata (anche se in molti rimpiangono la scelta di averle fatte con il logo inclinato invece che con quello a televisore…). Volendole far girare sul plastico (e chiudendo un occhio sul logo), da cosa le si possono far trainare? Vediamo cosa è avvenuto al vero, per poi esaminare le opzioni in scala N.

La prima motrice a trainarle, e quella più frequentemente usata, è stata la Tartaruga (E.444), in diverse versioni.

Innanzitutto abbiamo le “prototipo”, sia in epoca “logo a televisore” che nella successiva “logo inclinato”.

E.444 prototipo a Torino in testa a un rapido con carrozze TEE con logo a televisore - Foto © Johannes Smit da glockr

E.444 prototipo a Torino in testa a un rapido con carrozze TEE con logo a televisore – Foto © Johannes Smit da flickr

Convoglio di Gran Comfort in transito a Isola del Cantone, courtesy of Giorgio Stagni

IC “Tirreno” di Gran Comfort in transito a Isola del Cantone, courtesy of Giorgio Stagni. Aveva in composizione 5 TEE (2 compartimenti, due salone, furgone generatore), una self service e 6 UIX-X tipo 1970 climatizzate in livrea rosso fegato. Le TEE in foto hanno logo inclinato

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Pubblicato il 2 aprile 2016, ultima modifica 9 ottobre 2016

CLM-Hi tech di Gianfranco Lavagetto s.n.c. di Genova era un azienda che produceva modelli, ora non più attiva. Il suo ambito era prevalentemente ferromodellistico, con rotabili motorizzati (in H0 ALe.801 e Gr.640, in scartamento H0m il locomotore diesel  della ferrovia Genova/Casella con relative carrozze Breda ricostruite, ed un tram di Genova tipo 600) oltre a molti accessori in scala H0 (passaggi a livello, edifici, ringhiere, fioriere, cartelli e molto altro), ma non solo: c’erano ad esempio modelli di motocicli in scala 1:32.

Gr. 620 in H0 di CLM

Gr. 640 in H0 di CLM

Vecchia pubblicità CLM su MondoTreno

Vecchia pubblicità CLM su MondoTreno

Motrice ex DB della Ferrovia Genova Casella con le carrozze Breda. Foto tratta da marklinfan.com, originale © Hans Joachim Stroh da bahnbilder.de (?)

Motrice ex DB della Ferrovia Genova Casella con le carrozze Breda. Foto tratta da marklinfan.com, originale © Hans Joachim Stroh da bahnbilder.de (?)

Aveva un sito web, www.clmhitech.com, ma é inutile cercarlo perché scomparso nel digital oblivion. Anzi, per la verità non è proprio “sparito”: ora appartiene a una ditta giapponese che si occupa di… perdita di capelli!

A noi interessa parlarne perché CLM ha avuto una storica importanza nella scala N, in quanto é stata la prima a realizzare (quasi) tutte le articolate FS (non c’era la Camilla!) su scala abbastanza vasta.

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pubblicato il 22 marzo 2014, ultima modifica 16 ottobre 2014

A metà anni ’70 si decise di spostare le E.646, che prima dell’avvento delle Tartarughe erano state le ammiraglie dei convogli passeggeri a lunga distanza, al servizio navetta di treni vicinali. Fu necessario sostituirle con delle macchine che potessere affiancare le E.444 in servizio. Lo sviluppo completo di un nuovo progetto basato sull’elettronica di potenza, che era chiaramente il futuro, avrebbe però richiesto tempi lunghi. Per rendere rapidi i tempi di realizzazione si optò quindi per una opzione meno ambiziosa ma che si rivelò di successo: un progetto che migliorava la positiva esperienza delle E.646. Nacque così la serie E.656, che fu l’ultima macchina FS articolata basata su due semicasse e sul modulo Bo+Bo+Bo.

Passaggio a Vernazza (Cinqueterre) Foto © Giorgio Stagni da www.miol.it/stagniweb

Passaggio di una 656 a Vernazza (Cinqueterre) – Foto © Giorgio Stagni da http://www.miol.it/stagniweb

La macchina fu costruita da quattro produttori: Officine Casaralta, OfficineReggiane, SOFER e TIBB. Mantenne passo e lunghezza delle precedenti E 645-6, mentre la massa cresceva da 110 a 120 tonnellate.  Rispetto alla macchina da cui derivava aveva  carrelli migliorati nella sospensione. Si avvalse dell’esperienza fatta con le E.444 usando motori degli ausiliari alimentati con alternatori 3000/450v c.a. trifase.  Ebbe 12 motori potenziati tipo 82-400 che offrivano 4800 kW di potenza oraria, contro i  4320 della E.646, i 4272 delle E.444 e 5050 della E.444.005 “elettronica” (la vecchia E.636 con 6 motori aveva solo 2100 kW!). Questo permetteva un incremento di velocità di 10 Km/h a parità di carico rispetto alla E.646. La velocità massima di 160 km/h attribuita alla 1^ serie nei primi mesi di esercizio fu poi ridotta a 150 a causa del serpeggio. I 160 furono ripristinati per la sola  sesta serie che era dotate dall’origine di smorzatori. Con tale velocità massima operò per qualche stagione  i cadenzati sulle Direttissime Firenze-Roma e Roma-Napoli, poi tutte le macchine tornarono ai 150.

DIsegno quotato della E.656 prima serie - fa Rotaie.it

Disegno quotato della E.656 prima serie – da http://www.rotaie.it

Inizialmente era prevista una livrea nei colori TEE – giallo sabbia e rosso Bordeaux, con coprigiunti e carrelli neri, imperiale grigio cenere, panconi e pantografi in rosso segnale. La livrea fu effettivamente applicata alle prime due unità prodotte: la 023 Casaralta e 044 di TIBB.

E.656 nei colori TEE da www.ferrovie.it - immagine presa da volantino ACME

E.656 nei colori TEE da http://www.ferrovie.it – immagine presa da volantino ACME

La 656 nei colori TEE annunciata nel catalogo Rivarossi, ma mai giunta ai negozi. Immagine da http://www.miol.it/stagniweb

La 656 nei colori TEE annunciata nel catalogo 1975 Rivarossi, ma mai giunta ai negozi con quella livrea. L’imperiale avrebbe dovuto essere grigio cenere invece che nero. Immagine da http://www.miol.it/stagniweb

Prima di uscire dalle officine dove fu fotografata in quei colori vivaci, venne però riverniciata nei colori che avrebbe vestito fino al nuovo millennio: le più eleganti  tinte della Tartaruga (grigio perla, blu orientale). Seguendo l’esempio di quest’ultima, ricevette sulla fiancata un simpatico disegno che raffigurava l’animale da cui prendeva il soprannome: il Caimano, forse per la flessuosità che le derivava dal fatto di essere articolata e per il muso spigoloso. Il nome era stato scelto tramite un concorso bandito dalla rivista aziendale “Voci della Rotaia”.

Logo del Caimano sulla fiancata - foto © Graziano da trainzitaliafoto.org

Logo del Caimano sulla fiancata – foto © Graziano da trainzitaliafoto.org

E.656.520.lato corridoio. Foto da ww.safre.it

E.656.520.lato corridoio. Foto da ww.safre.it

Nel 2001 iniziò la trasformazione nei nuovi colori XMPR, con contestuale perdita del disegno del caimano sul lato della cabina, sostituito dal logo Trenitalia.

E.656.437, lato AT in livrea XMPR. Foto da www.ferrovie.it

E.656.437, lato AT in livrea XMPR. Foto da http://www.ferrovie.it

Come si può osservare dalle foto, i due lati dalle macchina sono diversi: il lato delle apparecchiature ad alta tensione (AT) presenta 8 oblò circolari, mentre il lato corridoio mostra oblò centrali ingranditi e allargati, per dare maggior luce al corridoio stesso. Sempre nella foto sopra, anche sull’imperiale si nota una asimmetria nel tettuccio centrale, con la parte destra (guardando il lato AT) più estesa della sinistra.

Imperiale della E6.56.036, FOto © Ubaldof Fangucci da www.trenomania.org

Imperiale della E.656.036, Foto © Ubaldo Fangucci da http://www.trenomania.org

Imperiale 656, lato sfogatoio longo - foto da TrainzItalia.it

Imperiale 656, lato sfogatoio longo – foto da TrainzItalia.it

Le “Navetta”

Tra il 1988 e il 1989, furono costruite alcune macchine in versione “Navetta”: si differenziano dalle altre unità del gruppo tra l’altro per la presenza della condotta a 78 poli che permette il telecomando della locomotiva da una carrozza pilota così come per la presenza del comando multiplo. La possibilità di utilizzarle in doppia trazione a comando multiplo fu ad esempio sfruttata con le unità anconetane di sesta serie che effettuarono per qualche tempo alcuni merci su Brennero.

Una doppia formata da 552 e la 570 noleggiate da Go concept per trainare l'autoslaap Hertogenbosch -Alessandria nel 2012 - Foto © Alberto Ernesto Roscio da TrainSimHobby

Una doppia formata da 552 e la 570 noleggiate da Go Concept per trainare l’Autoslaap Hertogenbosch-Alessandria nel 2012 – Foto © Alberto Ernesto Roscio da TrainSimHobby

L’impiego con treni passeggeri reversibili cessò nel 2012, quando con l’introduzione dell’obbligo di lateralizzazione delle porte di salita delle vetture passeggeri non si ritenne opportuno installare gli appositi dispositivi sulle E.656 navetta. Distolte da questo servizio, sono state provvisoriamente impiegate quali scorte per recupero di eventuali treni della DTR guasti in linea, trasferimento materiali e in composizione ai treni misure di RFI. A fine 2013, si è deciso il trasferimento di 16 di queste macchine a Trenitalia Cargo, che ha individuato alcuni possibili servizi per queste macchine, tra cui i “Rola” Novara Boschetto – Domodossola, presumibilmente in comando multiplo. Le unità prescelte per il passaggio dalla DTR alla Cargo sono: E.656.553, 555, 556, 562, 564, 566, 570, 575, 577, 586, 587, 592, 596, 603, 606 e 607, quest’ultima riportata in livrea d’origine.

Le E.655

Dal 2003, a seguito dell’entrata in servizio di nuove loco per i servizi regionali a medio raggio, parte delle E656 (di varie serie esclusa la 6a) sono state ricondizionate per il servizio merci, con l’adozione di un nuovo rapporto di trasmissione (23/66 in luogo del precedente 28/61) che fa scendere la velocità massima dagli originari 160 km/h a 120 km/h. Un’altra modifica ha riguardato le sezioni del reostato che hanno ricevuto valori diversi rispetto all’origine, al fine di migliorare l’esclusione reostatica in fase di avviamento. Le unità ricondizionate furono inizialmente chiamate E.656c, dove la c sta per “cargo“. Si tornò però quasi subito alla tradizione, che prevede che la famiglia della versione merci abbia numero dispari (come già era stato per la E.625 ed E.645). Fu quindi costituito il nuovo gruppo E.655 mantenendo il numero progressivo d’origine. Nel 2005 erano state trasformate così 255 unità, ovvero il 55% del parco. In periodi di particolare traffico viaggiatori (es. festività) poteva accadere che la divisione Cargo affittasse delle 655 per il traino di treni passeggeri, anche se la velocità massima ridotta di queste macchine poteva causare ritardi.

E.655.243 della divisione Cargo - Foto © MarcoTAF da www.trenomania.org

E.655.243 della divisione Cargo – Foto © MarcoTAF da http://www.trenomania.org

E’ capitato così di vedere la E.655 anche in testa al VSOE.

Verso il tramonto

A partire dl 2009 è iniziato un progressivo accantonamento dei caimani, che comunque ad oggi rimangono in servizio in buon numero. Nel maggio 2013 è stata effettuata l’ultima revisione ordinaria per questo tipo di macchine, che dovrebbe preludere al termina del loro servizio, facendo così sparire dal parco le ultime articolate, a parte quelle del parco storico. E’ previsto il mantenimento delle E.656.001, E.656.023 ed E.656.590 che, riverniciate nei colori originali (grigio-blu con fregio FS in rilievo), traineranno treni del parco storico.

Le varie serie e come distinguerle

Tra il 1975 al 1989 sono state realizzate 461 unità, ripartite in 6 serie, anche se le FS ne considerano ufficialmente 3:

  • 1a serie (001 – 307)
  • 2a serie (401 – 550)
  • 3a serie (551 – 608)

La numerazione comprende dei “buchi”: le macchine 105-158 e 308-400 non sono mai esistite. L’ultima ordinazione comprendeva altre sei macchine,  per cui la numerazione avrebbe dovuto arrivare a 614, ma queste furono  stornate per costruire i 6 prototipi delle E 652.

Parata di 10 Caimani, Foto © R. Alberoni da www.trenomania.org

Parata di 10 Caimani cargo, Foto © R. Alberoni da http://www.trenomania.org

La 1a serie serie ufficiale FS si suddivide in quattro ulteriori gruppi, per cui spesso si parla di sei serie della macchina:

  • E 656 001 -104 di 1a serie, con ausiliari alimentati da moto alternatori;
  • E 656 201 – 251 di 2a serie, con ausiliari alimentati da un gruppo statico Ansaldo da 180 kVA;
  • E 656 252 – 307 di 3a serie, con ausiliari alimentati da moto alternatori;
  • E 656 159 – 200 di 4a serie, con ausiliari alimentati da un gruppo statico Ansaldo da 180 kVA adattato per poter funzionare sulle linee SNCF a 1500 Volt;
  • E 656 401 -550 di 5a serie (coincidente con la 2a serie ufficiale FS) con ausiliari alimentati da 2 gruppi statici ARSA;
  • E 656 551 – 608 di 6a serie (coincidente con la 3a serie ufficiale FS), con ausiliari alimentati da 2 gruppi statici ARSA, e impianto di climatizzazione previsto dall’origine. Questa serie era atta al telecomando, per comando multiplo (seconda unità accoppiata) e servizio navetta guidato dalla semipilota. Vi era inoltre maggior possibilità di indebolimento di campo ai motori nelle 2 combinazioni più alte e gestione dell’avviamento tramite centralina elettronica SAB-Siliani al posto dell’avviatore automatico elettromeccanico.
Il banco di guida del Caimano. Foto da www.train-simulator.net

Il banco di guida del Caimano. Foto da http://www.train-simulator.net

Una breve nota su una delle attrezzature che distinguono le serie. Motoalternatori e convertitori statici servono a trasformare la tensione 3000 V cc della linea in corrente alternata trifase a 450 Volt 60 Hertz, necessaria ad alimentare i servizi di bordo. I motoalternatori sono la “vecchia” soluzione elettromeccanica, mentre il convertitore statico è completamente elettronico, ha una propria logica di comando e non presenta parti elettromeccaniche (a parte i contattori di inserzione, carica, precarica e scarica). La seconda e la quarta serie introdussero questa innovazione, basandosi su un convertitore prodotto alla Ansaldo che era stato sperimentato  nelle E.656 033 e 034. Fu il primo caso di applicazione nel parco F.S. di questa tecnologia. Il convertitore diventava però un “single point of failure“: in caso di sua avaria grave la macchina non poteva funzionare, e occorreva chiamare la macchina di soccorso. A partire dalla quinta serie, il convertitore Ansaldo fu sostituito da una coppia di convertitori A.R.S.A. (inizialmente sperimentati sulla 200) : in presenza di un problema su un convertitore si passava ad utilizzare il secondo. Per ulteriori dettagli si veda una thread sul forum di duegieditrice.

Passiamo ad esaminare i vari piccoli dettagli distinguono esternamente le serie tra loro. Iniziamo a considerare il frontale. Nella foto abbiamo a confronto prima e sesta serie, ma la discussione dei vari elementi sarà utile in generale.

Confronto dei frontali di proma e sesta serie. A sinistra la 001 (prima serie), a destra la 555 (sesta serie). Dettagli tratti da foto di Antonio Scalzo da www.E656.net e di Donglos Images da flickr.

Confronto dei frontali della 001 (prima serie) e della 555 (sesta serie). Particolari tratti da foto di Antonio Scalzo da http://www.E656.net e di Donglos Images da flickr.

Il primo, evidente dettaglio è la cornice dei finestrini: in metallo per le serie da 1 a 4, in gomma per le serie 5 e 6. Il secondo sono i fanali grandi: singoli sulle serie da 1 a 3 (il rosso è piccolo ed è posto sotto il bianco), doppi (bianco e rosso di pari dimensioni) sulle successive. Sul frontale della sola sesta serie c’è (ad altezza fanali, vicino al logo Trenitalia) la boccola per il cavo a 13 poli, e poco sopra il respingente sinistro quella per il cavo a 78 poli. La prima serie (e solo quella) presenta coprigiunti in rilievo, si notano nell’immagine della 001 ma li vedremo meglio dopo in un’altra foto.

Infine, il frontale può o meno esibire un dente poco sotto i finestrini. Lo possiamo osservare meglio nel seguente confronto:

La 211 a sinistra (foto mattiast dal forum di www.ferrovie.it) e la 607 a destra (foto E.Imperato da www.trenomania.org)

La 211 a sinistra (foto E. Imperato da http://www.trenomania.org) e la 607 a destra (foto E.Imperato da http://www.trenomania.orgmattiast dal forum di http://www.ferrovie.it)

Si nota la sporgenza anteriore sotto il livello dei finestrini sulla 211, e la sua assenza, che caratterizza la sola sesta serie, sulla 607. Il diverso profilo del muso ha dato origine sulla sesta serie a due schemi di coloritura XMPR leggermente differenti.

I diversi schemi di coloritura XMPR. Le foto (dettagli tratti da trenomania.org) sono © di E.Imperato (le due di sinistra) e © di Davide Bianco.

I diversi schemi di coloritura XMPR. Le due di sinistra sono sesta serie, Le foto (dettagli tratti da trenomania.org) sono © di E.Imperato (le due di sinistra) e © di Davide Bianco.

Nell’immagine di destra si vede lo schema standard applicato ad una quinta serie (497), che ha la fascia verde superiore che parte sopra il dente. L’immagine centrale mostra uno schema di coloritura della seste serie (macchina 592) che ha l’attacco della fascia verde alla stessa altezza (anche se il dente non c’è). L’immagine di sinistra mostra lo schema applicabile solo alla sesta serie (macchina 596), con il bordo tra la fascia verde e fascia bianca più in basso, all’altezza dello spigolo frontale. Di conseguenza il gradino inclinato oltre la porta della cabina è più pronunciato.

Per esaminare le altre differenze dobbiamo spostarci a osservare la fiancata lato cabina AT, quella che presenta gli otto oblò circolari. Nelle versioni con moto alternatori (prima e terza serie), i portelli centrale sul lato AT sono di poco più grandi di quelli più prossimi alla cabina. Questo comportava in origina una verniciatura che se seguiva il profilo, e portava la la fascia blu grigio perla ad avere un bordo superiore a gradini. Nelle verniciature successive in genere il gradino dei pannelli centrali scompariva.

E656 di prima serie. Si notano i coprigiunti in rilievo (nelle elissi gialle), tipici di questa sola serie. Su varie macchine di questa serie, il portello centrale sul lato AT (nel cerchio arancio) dà un profilo laterale a doppio gradino della fascia grigio perla. Dettaglio da una foto della 002 di Maurizio Messa.

E656 di prima serie. Si notano i coprigiunti in rilievo (nelle elissi gialle), tipici di questa sola serie. Sulle macchine dotate di motoalternatori (prima e terza serie), il portello centrale sul lato AT (nel cerchio arancio) è un pò più alto dei due portelli più prossimi alla cabina. Dettaglio da una foto della 002 di Maurizio Messa.

E.655.252. Si vede come su una semicassa la verniciatura presenta il doppio gradino che segue il profilo dei portelli, mentre sull'altra semicassa "tira diritto". Foto © andre 402b da www.trenomania.org

E.655.252. Si vede come su una semicassa la verniciatura presenta il doppio gradino che segue il profilo dei portelli, mentre sull’altra semicassa “tira diritto”. Foto © andre 402b da http://www.trenomania.org

Su tutte le altre serie, i portelloni centrali lato AT sono alti e arrivano ad includere le due coppie di oblò centrali.

Fiancata di una seconda serie (237). I portelloni centrali sul lato AT sono alti e arrivano a comprendere le due coppie d ioblò centrali.

Fiancata di una seconda serie (237). I portelloni centrali sul lato AT sono alti e arrivano a comprendere le due coppie di oblò centrali.

Ne abbiamo abbastanza per compilare una tabellina che consente di distinguere tutte le serie:

serie fanaleria cornici vetri frontali Coprigiunti in rilievo Portelloni centrali lato AT Dente Frontale Connettori Telecomando
1 singola acciaio SI Bassi SI NO
2 singola acciaio NO Alti SI NO
3 singola acciaio NO Bassi SI NO
4 doppia acciaio NO Alti SI NO
5 doppia gomma NO Alti SI NO
6 doppia gomma NO Alti NO SI

Le locomotive della 1^ serie presentano anche altre differenze rispetto alle cinque serie successive: si ha un diverso andamento del telaio sotto alle cabine nella parte inclinata;  l’incavo nei pressi dello snodo è disegnato in modo diverso, e diversa è anche la posizione sulla fiancata della nicchia contenente il tirante per l’azionamento della valvola di scarico del circuito pneumatico di frenatura. La seguente immagine mostra le tre differenze.

Confronto tra le E.656.07x  in alto  e la 656.179 in basso - Immagine composta con particolari presi da due foto tratte da trainzitaliafoto.com

Confronto tra le E.656.07x in alto e la 656.179 in basso – Immagine composta con particolari presi da due foto tratte da trainzitaliafoto.com

La 6a serie mostra anche delle variazioni sull’imperiale (presenza di scaricatori di sovratensione e moto condensanti). Aveva fin dall’origine smorzatori anti serpeggio ai carrelli.  5a e 6a serie hanno sabbiere ridotte.

Da sinistra a destra:  una serie uno,due o tre, serie 4, serie 5 o 6. Foto © Stefano Paolini da www.photorail.com

Da sinistra a destra: una serie tre, una E.652, una serie 4, e una serie 5. Foto © Stefano Paolini da http://www.photorail.com

Citiamo qui le unità 025, 091 e 098, che negli anni ’80 furono equipaggiate sperimentalmente con l’aggancio automatico pesante UIC, le cui apparecchiature provenivano dalle E.444 006 ed E.646 125 e 127.

Accoppiatore automatico sulla E.656.098

Accoppiatore automatico UIC sulla E.656.098 – Foto © Mario Bicchierai dal bollettino FIMF 2001 reperibile in rete. Il contrasto è stato modificato per evidenziare l’accoppiatore.

Osserviamo infine come nel tempo i respingenti tondi siano stati progressivamente sostituiti, nel corso delle revisioni, con quelli rettangolari (e in qualche caso, come per la 098 vista qui sopra, trapezoidali).

E.655.081 con respingenti rettangolari. Foto © E.Imperato da www.trenomania.org

E.655.081 con respingenti rettangolari. Foto © E.Imperato da http://www.trenomania.org

Rimandiamo anche all’articolo di Mario Bicchierai apparso sul bollettino FIMF nel 2001 per alcuni altri dettagli tecnici.

Grazie al solito Luigi Voltan per le correzioni e integrazioni alla mia prima stesura!

In scala N

Anche le le possibilità di procurarsi un Caimano in N sono varie, pare che la macchina rimanga in testa ai desideri dei modellisti. Un recente sondaggio effettuato da Gieffeci per vedere se ci siano gli spazi per chiedere a un produttore industriale (tedesco) di produrre un modello di motrice italiana ha visto vincere con ampio distacco proprio la E.656. Se son rose…

Ma vediamo cosa é (o é stato nel corso degli anni) disponibile in scala N. La prima fu stata prodotta da Cestaro (unità di 3^ serie, portelli bassi senza coprigiunti). Era realizzata con i numeri 38 e 192, entrambi errati perché la terza serie aveva numeri compresi tra 252 e 307.

E.656 Cestaro in scala N

E.656.038 Cestaro in scala N

E.656 Cestaro  in scala N

E.656.038 Cestaro in scala N

La scomparsa CLM aveva l’intera batteria delle articolate. Tra queste non mancava la E.656 prima serie.

Caimano di CLM - Foto dalla collezione trenini.jimdo.com

Caimano di CLM – Foto dalla collezione trenini.jimdo.com

Un'altra vista del E.656 di CLM

L’altra fiancata del E.656 di CLM

Le sole casse di 1^ e 6^ serie vennero prodotte in resina da Ilario Baccari (Ferrovia del Caimano)

La E.656 delle "Ferrovie del Caimano" di Ilario Baccari

La E.656 sesta serie (con respingenti rettangolari) delle “Ferrovie del Caimano” di Ilario Baccari

Per la motorizzazione si poteva fare riferimento a quella di Nino Martire.

La meccanica di Nino Martire per le articolate.

La meccanica di Nino Martire per le articolate.

La meccanica delle articolate Lineamodel invece non è l’ideale, poiché ha i carrelli delle 636 e delle 645 prototipo, che al vero misurano 315 cm contro i 285 che servono per le E.645/6 ed E.656 di serie – in scala N fanno 2 mm di differenza.

A Novegro 2009 fece una fugace apparizione una E.656 nei colori TEE (credo ad opera di Lorenzo Colli). Come la Roco H0 presentava l’imperiale giallo invece che grigio cenere.

E.656 nei colori TEE in scala N

E.656 nei colori TEE in scala N, da forum.spur-n-schweiz.ch

Come la macchina vera, anche il modello di Lorenzo Colli (LoCo – Locomodels) in produzione ha avuto la livrea Blu-Grigio di origine e la XMPR. La macchina rappresentava una 1a serie con coprigiunti e portelloni bassi. Tuttavia l’andamento del telaio sotto alle cabine non era conforme alla prima serie, ma é quello delle serie successive.  A listino costava 287 Euro, ma con la tessera fidelity card veniva venduta a 221 Euro.

E.656 Loco, Foto Collezione Angioy

E.656 LoCoModels (Art. 5000206), Foto Collezione Angioy

Altra vista della E.656 Colli (edizione 2011) dalla Collezione Angioy

Altra vista della E.656 Colli (edizione 2011) dalla Collezione Angioy

E.656 XMPR Colli (art. 5000207) - Foto dalla Collezione Cristian Cicognani

E.656 XMPR Colli (art. 5000207) – Foto dalla Collezione Cristian Cicognani

A Verona 2014 è apparsa una nuova versione del Caimano di LoCo, decisamente migliorata. E’ ora una seconda serie. E’ davvero un ottimo modello, anche grazie alle meccaniche articolate di Colli, davvero ben funzionanti.

I nuovi Caimani di Lorenzo Colli

I nuovi Caimani di Lorenzo Colli – il confronto con le immagini riportate sopra permette di apprezzare i molti miglioramenti apportati, ad esempio nei dettagli sull’imperiale (trombe, serpentine ecc.).

In prima versione, la macchina di Colli fu anche proposta in kit nel 2010 per i soli soci ASN. Era composta di: – Kit motorizzazione – 80.00 € – meccanica completa funzionante, montata e collaudata. – Kit cassa (E 656) – 59.00 € – 2 semicasse, respingenti, aeratori, corrimano, vetri a filo, logo FS frontale, pantografi, foglio istruzioni. – Kit livrea 15 € – decals e maschere per la verniciatura per 2 locomotori nelle livrea: originale ed xmpr.

Il Kit di Colli

Il Kit di Colli

Sul forum ASN sono documentate varie realizzazioni del kit, spesso preziosamente arricchite di dettagli come tientibene, serpentine, condizionatori e antenne varie. Vi sono anche le istruzioni di montaggio del kit, utili anche per vedere come verniciare i modelli del Caimano. Anche il blog “Cretaz” mostra una realizzazione basata sul kit.

Nel reparto “gioelleria” (prezzi attorno ai 900 Euro), troviamo la Euromodell FP (5^ serie, portelli alti, doppia fanaleria, senza coprigiunti e con finestrini frontali con cornici in gomma, numeri di serie 412 e 418). Attualmente é fuori produzione.

E.656.412 Euromodell FP

E.656.412 Euromodell FP – si notino gli smorzatori sui carrelli

E.656.418 Euromodell FP

E.656.418 Euromodell FP

Segnaliamo infine una realizzazione in scala T (1:450!) fatta con stampante 3D da Mirko Serra. Se ne parla sul forum ASN. Potenzialmente potrebbe essere riportata in scala N.

Il Caimano in scala T, di Mirko Serra

Il Caimano in scala T, di Mirko Serra

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Pubblicato il 14 dicembre 2013

Abbiamo recentemente parlato delle carrozze “Medie Distanze – Vestiboli (para)Centrali)” che introdussero la nuova livrea destinata ad individuare i convogli vicinali. Qui passiamo in rassegna i vari rotabili che vestirono questa livrea.

Sulla nascita della livrea circola una storiella, che si dice fosse narrata a lezione all’università di Firenze dal Prof. Vinicio Brandani nel corso di tecnica ed economia dei trasporti. Nella stagione di serie A di calcio 1980-1981, dopo un derby fra Fiorentina e Pistoiese (vinto da quest’ultima), un operaio addetto alla verniciatura tifoso della Pistoiese applicò una striscia arancione orizzontale – colore di questa squadra – lungo la fiancata di una carrozza di prova verniciature. Il giorno seguente un’altro operaio, tifoso della Fiorentina, vi applico sotto per ripicca un’altra striscia uguale ma nel colore viola della squadra gigliata. Ai tecnici di FS l’accostamento piacque, e  decisero che quella sarebbe stata la nuova livrea per i mezzi navetta.

Se la vicenda abbia qualche fondo di verità non lo sappiamo, né sappiamo se vi siano analoghi racconti riguardo alla variante della livrea (la navetta MDVE) che fu applicata alle carrozze sorelle delle MDVC: di quest’ultima parleremo altrove.

MDVC in livrea originale - foto da tbelluno.altervista.org

MDVC in livrea originale – foto da tbelluno.altervista.org

MDVC Piilota passante - Foto © Graziano da trainzitaliafoto

MDVC Piiota passante – Foto © Graziano da trainzitaliafoto

Semipilota MDVC TD + Semipilota Piano Ribassato - Foto Ale724 dal forum di www.ferrovie.it

Semipilota MDVC TD + Semipilota Piano Ribassato, entrambe in livrea MDVC – Foto Ale724 dal forum di http://www.ferrovie.it

In un epoca in cui il grigio ardesia era ubiquo, e mentre ancora restavano circolavano delle carrozze in castano-isabella, la nuova livrea immise sui binari italiani una nota di colori insoliti: Beige (Lechler LE006/098), Arancio MDVC  (Lechler  LE006/097 (RAL2010), Viola MDVC  (Lechler  LE006/096) e Grigio Grafite (Lechler  LE006/099, imperiale e fascia bassa del telaio).

Fu intesa come elemento distintivo per i treni di interesse locale rispetto a quelli a lunga percorrenza. Come tale fu poi applicata anche ad altre carrozze progettate per il traffico vicinale: le Tipo Vicinale (Piano Ribassato) (che furono convertite dal precedente grigio) e le Doppio piano Casaralta, che questa livrea la vestirono alla nascita (entrambi i tipi con le rispettive pilota).

P.R. in livrea navetta a Rapallo nel 1997 - Foto © Fabrizio Tellini da Trenomania

P.R. in livrea navetta a Rapallo nel 1997 – Foto © Fabrizio Tellini da Trenomania

Casaralta il livrea Navetta - foto © F.Tellini da Trenomania

Casaralta il livrea Navetta – foto © Fabrizio Tellini da Trenomania

Per ottenere convogli cromaticamente omogenei, la colorazione fu poi applicata anche ad alcuni bagagliai-postali:  Tipo 1978R nDu (ex Bz 30.000), e Tipo 1964T nDU.

Bagagliaio-postale nDU livrea MDVC a Messina nel 2005 - foto da trenoincasa.forumfree.it

Bagagliaio Tipo 1978 R nDU livrea MDVC a Messina nel 2005 – foto da trenoincasa.forumfree.it

L'altro lato di un 1978R Dz-nDU - Messina, 2007, Foto © B.Liali

L’altro lato di un 1978R Dz-nDU – Messina, 2007, Foto © B.Liali

Bagagliaio-postale 1964T - 50 83 91-78 215-0 nDU a Pisa nel 1994, Foto © Raffaele Bonaca da trenomania

Bagagliaio 1964T – 50 83 91-78 215-0 nDU a Pisa nel 1994, Foto © Raffaele Bonaca da trenomania

Altro lato di un Bagagliaio-postale 1964T -Foto © Ernesto Imperato da trenomania

Altro lato di un Bagagliaio 1964T – Foto © Ernesto Imperato da trenomania

Nel 1968, con la consegna delle prime carrozze intermedie e pilota, pensate appositamente per treni navetta, erano state modificate alcune locomotive della classe E.646 (dalla 187 alla 210) per fare i primi esperimenti di treni bidirezionali. Date le loro doti di alta affidabilità, l’esito fu più che positivo, al punto che, dopo l’entrata in servizio delle nuove E656, tutte le E646 vennero trasformate in locomotive  in grado operare in push-pull per treni navetta. Per esse nel 1981 fu adottata la livrea navetta-MDVC. L’imperiale della motrice era inizialmente in color grafite come le carrozze, e a partire dal 1985 fu modificato in color alluminio per facilitare lo smaltimento del calore.
nello stesso grigio della carrozzeria, ma a partire dal 1985 fu modificato in color  argento. Contestualmente sul frontale il rettangolo arancione divenne il “baffo” arancio-viola. (Su trainsimsicilia.net si trova una curiosa foto che mostra la livrea navetta riemergere da una 646 XMPR “spellicolata”)

E.646 Navetta a Rogoredo, ancora con rettangolo arancio sul frontale ed imperiale grigio ardesia ne 2002 - Foto © Maurizio Messa da flickr.

E.646 Navetta a Rogoredo, ancora con rettangolo arancio sul frontale ed imperiale grigio grafite nel 2002 – Foto © Maurizio Messa da flickr.

E646.046 Navetta nel 1997sulla Firenze-Pisa. Foto © Fabrizio Sozzi da flickr

E646.046 Navetta nel 1997 in coda ad un convoglio di MDVC sulla Firenze-Pisa. Foto © Fabrizio Sozzi da flickr

E.646.121 con le doppio piano - Foto © Maurizio Messa da flickr

E.646.121 in testa ad un treno di doppio piano – Foto © Maurizio Messa da flickr

Per le linee non elettrificate, fu la D.445 ad essere resa omogenea al convoglio. Per la trazione diesel le semipilota dovevano essere le MDVC non passanti TD, mentre le passanti, con la sola eccezione di una carrozza sperimentale, erano usabili solo con la trazione elettrica. Le non passanti TE invece erano solo in livrea MDVE.

D.445.1080 a Monte Antico nel 1996 - foto © Fabrizio Sozzi da flickr

D.445.1080 a Monte Antico nel 1996 con le MDVC – foto © Fabrizio Sozzi da flickr

D.445 a Saline Joniche nel 1995 - SI distinguono due carrozze nAB dietro la motrice - Foto © Stefano Paolini da photorail.com

D.445 a Saline Joniche nel 1995 – SI distinguono due carrozze nAB dietro la motrice – Foto © Stefano Paolini da photorail.com

D.445.1109 e convoglio eterogeneo in livrea MDVC nei pressi di Novara nel 1991. Foto © Franco Pepe da littorina.net

D.445.1109 e convoglio eterogeneo in livrea MDVC nei pressi di Novara nel 1991. Foto © Franco Pepe da littorina.net

La D.445 è dotata di REC, quindi non aveva bisogno di carri ausiliari che provvedessero a fornire l’energia necessaria per il riscaldamento delle carrozze. Tuttavia, alcune di questi (dei Carri Motogeneratori Tipo 1983R nVrec 60 83 99-39 815…833 e dei Furgoni-Bagagliai Generatori Tipo 1983 nVDRec60 89 99-79 902..929 ) vennero verniciati in livrea MDVC, al fine di poter comporre dei convogli trainabili anche da altre motrici diesel (come ad esempio la D.443) che però non furono mai verniciate in MDVC.

Una coppia di nDVRec mostra le due fiancate: a vettura di destra mostra il lato del corridoio e della porta per l'accesso dall'esterno al vano generatore. La vettura di sinistra, invece, mostra il lato con il vano del generatore con le griglie di ventilazione e quello per il capotreno e del bagagliaio. Foto © Giancarlo Giacobbo da www.ilmondodeitreni.it

Una coppia di Tipo 1983 nDVRec mostra le due fiancate: Foto © Giancarlo Giacobbo da http://www.ilmondodeitreni.it

Nella foto sopra, la nDVRec di destra mostra il lato del corridoio e della porta per l’accesso dall’esterno al vano generatore.
Quella di sinistra, invece, mostra il lato con il vano del generatore con le griglie di ventilazione e quello per il capotreno e del bagagliaio.

nVrec 99 79 816-4 ad Alessandria nel 2006 - Foto © Emiliano Maldini da www.immaginiferroviarie.com

Tipo 1983R nVrec 99 79 816-4 ad Alessandria nel 2006 – Foto © Emiliano Maldini da http://www.immaginiferroviarie.com

L'altro lato di un nVRec (60 83 99-79 815-6) Foto © SanMarco1 da www.trenomania.org

L’altro lato di un nVRec (60 83 99-79 815-6). Verona 2002. Foto © SanMarco1 da http://www.trenomania.org

Un nVrec con una D.345 - Foto © Raffaele Bonaca da Trenomania

Un nVrec con una D.345 – Foto © Raffaele Bonaca da trenomania

Vi fu un’altra singola motrice elettrica che ricevette la livrea MDVC: la povera E.428.226 soprannominata “Pirata”, che veramente faceva una misera figura vestita da arlecchino! Aveva subito importanti modifiche nel 1986, quando era stata attrezzata presso le Officine Gallinari di Reggio Emilia per il servizio navetta. Venne equipaggiata con l’accoppiatore a 78 poli, ma solo per avere lo sblocco e il controllo delle porte in chiusura sul materiale per medie distanze (MDVC, MDVE, PR). Il telecomando integrale non era possibile a causa dell’inadeguatezza del circuito di comando e blocco: quindi come quarant’anni prima, ai tempi del “Perego“, in spinta la motrice doveva essere presenziata, ed il macchinista doveva eseguire i comandi che riceveva dal suo collega seduto nella vettura pilota. Per rendere la macchina effettivamente telecomandabile sarebbe stato necessario effettuare un gran numero di modifiche al circuito di comando, e si sarebbe dovuto installare anche un impianto antincendio. Secondo quanto si legge su alcuni forum pare mancasse anche il controllo delle sospensioni pneumatiche, con conseguente limitazione a 60 km/h con le doppio piano, e l’avviatore automatico – ma non è certo che così fosse. Fatto sta che le varie limitazioni fecero sì che di carrozze con la sua livrea ne abbia condotte solo occasionalmente.

Rarissima immagine della E.428 Pirata con carrozze con la stessa livrea - Rimini, Locale 8507 per Pesaro il 14/10/86 - Foto da http://digilander.libero.it/GFRIMINESE/rimini4/02.jpg

Rarissima immagine della E.428 Pirata con carrozze con la stessa livrea – Rimini, Locale 8507 per Pesaro il 14/10/86 – Foto da http://digilander.libero.it/GFRIMINESE/rimini4/02.jpg

In compenso pare che abbia trainato di tutto il resto, dai merci ai celeroni, alle carrozze 1959, Corbellini, UIC-X… Mah, davvero una strana revampizzazione!

E.428.226

E.428.226 “Pirata” ad Arquà Polesine nel 1986 in una bellissima foto di Enrico Paulatti © da photorail.com

Tra le elettromotrici e le automotrici, solo una serie ricevette la livrea MDVC: le ALe.724/Le.884/(A)Le724 delle quali abbiamo recentemente parlato. Ricordiamo che, ordinate a fine 1979, furono consegnate nel 1982 in due diverse composizioni di 4 vetture ciascuna. 30 treni erano composti di 2 elettromotrici del tipo “ALe.724” e 2 rimorchiate intermedie “Le.884”. Altri 30 treni con una sola ALe.724 e un rimorchiata pilota “Le.724” al posto della corrispondente elettromotrice.

ALe.724.052 con le rimorchiate a Bardonecchia nel 1999 - foto © Stefano Paolini da photorail.com

ALe.724.052 con le rimorchiate a Bardonecchia nel 1999 – foto © Stefano Paolini da photorail.com

ALe.724- e rimorchiate nel 1992 - Foto © Roberto Bonetti da photorail.com

ALe.724+Le.884+Le.884+Le.724 1992 – Foto © Roberto Bonetti da photorail.com

Come sempre, grazie a Gigi Voltan per alcune preziose precisazioni e correzioni!

Nel modellismo in scala N

Le carrozze passeggeri in livrea MDVC sono state tutte riprodotte. La scomparsa EuroTrain SL aveva realizzato le doppio piano con le relative pilota. Ne riportiamo qui una sola immagine  perché ne abbiamo parlato diffusamente altrove.

P6 - Seconda classe, livrea navetta, logo inclinato

Casaralta di seconda classe, livrea navetta, logo inclinato, modello di Eurotrain SL

Le Tipo Vicinale – Piano Ribassato in livrea MDVC sono state prodotte da Colli (sono ancora a catalogo LoCo) e da Irmodel. Anche a queste abbiamo dedicato un articolo, e rimandiamo ad esso per approfondimenti.

npBz semipilota LoCo, art 3003002, dalla Collezione Angioy

npBz semipilota, LoCo, art 3003002, dalla Collezione Angioy

Irmodel - semipilota Gallinari

Irmodel – semipilota Gallinari

Anche delle carrozze MDVC abbiamo parlato di recente un articolo – ricordiamo che attualmente sono a catalogo LoCo (anche queste con le relative pilota), e che recentemente sono state realizzate in kit da Massimo Fantechi. Come discusso nell’articolo citato, anche Fratix e Eurorail Models le avevano prodotte in passato.

Carrozza MDVC di Colli, interamente realizzata in ottone

Carrozza MDVC di Colli, interamente realizzata in ottone

Ancora le MDVC di Fantechi, nelle due livree. Quella in livrea Navetta ha gli aeratori sull'imperiale in corrispondenza dei vestiboli. Foto M.Fantechi.

Le MDVC di Fantechi, in livrea MDVC e XMPR. Foto M.Fantechi.

Brennero Models ha recentemente realizzato in resina la carrozzeria del carro VRec, ma è il prima serie, non adatto alla verniciatiura MDVC.

La carrozzeria del VRec di Brennero Models

La carrozzeria del VRec di Brennero Models

Stesso discorso per quello realizzato in precedenza, sempre in resina, da Ilario Baccari (Ferrovie del Caimano).

Carro riscaldo VRec di Ferrovie del Caimano

Carro riscaldo VRec di Ferrovie del Caimano

Non mi pare invece che nè il nVDrec, nè i due bagagliai siano mai stati realizzati in N (o almeno non ve ne sono tra quelle fatte per essere ceduti a terzi: non posso escludere che qualche modellista le abbia realizzate per se stesso).

Per le motrici, la E.646 navetta è a catalogo LoCo (Colli) ed è in passato stata realizzata da Cestaro e da CLM.

Una rara E.646 Navetta realizzata da Cestaro

Una rara E.646 Navetta realizzata da Cestaro

Vista frontale della e.646.129 realizzata da Cestaro

Vista frontale della e.646.129 realizzata da Cestaro

E.646 Navetta Loco,Foto Collezione Angioy

E.646 Navetta Loco – versione imperiale color grafite, Foto Collezione Angioy

E646 Navetta CML (art. n. 1206)

E646 Navetta CLM (art. n. 1206)

E.646 Navetta CLM, prima serie senza numeri sul pancone

E.646 Navetta CLM, prima serie priva di alcuni dettagli e senza numeri sul pancone

La D.445 si è vista da Locomodel (Giorgio Donzello, da non confondere con Locomodels, Lorenzo Colli), che l’ha realizzata in ottone nel 2008. Non so se ve ne siano state verniciate in MDVC, ma certo l’applicazione della livrea non sarebbe un problema per molti.

La cassa in ottone della D.445 di Locomodel (da rotaie.it)

La cassa in ottone della D.445 di Locomodel (da rotaie.it)

Nel 2008, l’allora neonata “ditta” Pi.R.A.T.A. aveva prodotto e venduto la D445. Fu realizzata solo in livrea XMPR. Alcuni decisero di riverniciarla in MDVC. Tra questi Mario Vason e Mario Malinverno. Mario V. ne parla sul suo blog cretaz-station.blogspot.it. Il lavoro di verniciatura fatto da Mario M. è invece documentato in una cartella di foto sul vecchio forum ASN (per accedere credo occorra registrarsi).

LA D.445 Pi.r.a.t.a. ridipinta da Mario Vason (foto sua)

LA D.445 Pi.r.a.t.a. ridipinta da Mario Vason (foto sua)

nB MDVC Fratix - Foto Alessandro Chite dal forum ASN

La D.445 (Pirata, verniciata da Mario Malinverno)  traina una nB MDVC Fratix – Foto Alessandro Chite dal forum ASN

La 445 è realizzata anche da NParty in resina (solo per i soci). Sono state realizzate tutte e tre le serie: la seconda e la terza sono adatte ad essere verniciate in livrea navetta,

D.445 ancora grezza, prodotta da NParty

D.445 terza serie ancora grezza, prodotta da NParty

Dell’Ale.724 si è visto il prototipo in lavorazione, presentato da Nino Rizzo Borrello a Novegro 2013. I progressi del modello sono documentati sul forum ASN.

La E.428 aerodinamica in livrea “Pirata” è ottenibile da Vittorio Naldini. La realizzazione è in resina, e a giudicare dalle foto ha tutti i limiti del materiale scelto.

E.428.226

E.428.226 “Pirata” realizzata da Vittorio Naldini (foto dal suo sito)

Per finire, come curiosità, riportiamo che Lima, che ne ha fatta una più di Bertoldo, è riuscita a produrre (in H0) una (ovviamente mai esistita) Tartaruga prima serie nei colori navetta… Ma davvero qualcuno ne sentiva il bisogno?

Lima E.444.001 H0 negli improbabili colori MDVC...

Lima E.444.001 H0 negli improbabili colori MDVC…


Articoli sulle livree FS e Trenitalia su questo blog

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