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Archive for the ‘Automotrici’ Category

Pubblicato il 5 settembre 2020, ultimo aggiornamento 22 settembre 2020

Questa volta ci occupiamo di un rotabile poco noto, appartenente alla famiglia delle ALn 663, ma avente una sigla speciale: “DAP”, che significa Dipartimento Amministrazione Penitenziaria.

LA ALn DAP a Milano nel 2003 – lato opposto alla ritirata – Foto © Stefano Paolini da photorail.it

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Pubblicato il 9 maggio 2020

Abbiamo recentemente raccontato la storia della Ferrovia della Val di Fiemme e quella simile della Val Gardena (Ferata de Gherdëina). Di quest’ultima abbiamo esaminato il parco locomotive, ed abbiamo visto come le due ferrovie, quasi parallele geograficamente, lo siano state anche storicamente e come abbiano intrecciato i loro parchi, con scambi di materiale rotabile.

Questa volta affrontiamo l’argomento del parco macchine della Fiemme. Proprio in virtù della commistione di mezzi tra le due valli rimanderemo per le motrici in comune a quanto abbiamo già scritto, approfondendo qui invece quelle che hanno caratterizzato solo la Val di Fiemme.

Le sorgenti di informazioni sono il libro di Delladio (“Vapore in Val di Fiemme”) e le solite, utilissime tabelle di posphical.

Motrici a due assi

Ritroviamo in val di Fiemme la Alfenz, che già aveva lavorato alla costruzione della linea dell’Arlberg e di quella della Gardena. Questa sarà la sua ultima fatica: qui permarrà fino alla fine dei suoi giorni.

Alfenz durante la costruzione della linea della Val di Fiemme

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Pubblicato il 12 ottobre 2019

Nella tradizione FS hanno un posto assai importante gli ETR, iniziati con il mitico ETR.200. ETR sta per “ElettroTReno”. Meno diffusi gli ATR (AutoTReni, dotati di motori a combustione interna): in epoca “storica” solo l’ATR.100, mentre in anni recenti la sigla ATR è riapparsa.

Da quest’anno nasce una nuova sigla: BTR.  Alfabeticamente sta tra ATR ed ETR, e semanticamente pure: si tratta di Auto/Elettrotreni ibridi, o più precisamente “Bimodali”. Il primo (e per ora unico) esempio in Italia è la serie di treni Stadler per la Valle d’Aosta BTR 813.

BTR.813, foto dalla brochure Stadler

Come le chiameremo? Elettromotrici o automotrici sarebbe riduttivo: forse dovremmo denominarle “bimotrici”.

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Pubblicato il 29 giugno 2019

Le forniture di automotrici FS erano sempre state affidate a FIAT e Breda, ma nel 1936 le ferrovie nazionali decisero di rivolgersi ad Ansaldo per due commesse di tre esemplari ciascuna. Ansaldo aveva esperienza sia nel settore ferroviario che in quello dei grandi motori termici, ma fino ad allora non aveva mai messo assieme i due aspetti.

Ebbe così origine la serie “4” delle ALn 56: ricordiamo che il prefisso del numero di serie identifica il costruttore, così la serie “1” era FIAT e la “2” Breda.

Depliant Ansaldo - Foto Sistema Archivistico Nazionale, postata da pamwagner sul forum.ferrovie.it

Depliant Ansaldo – Foto Sistema Archivistico Nazionale, postata da pamwagner sul forum.ferrovie.it

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Pubblicato il 4 maggio 2019

Delle Littorine FIAT abbiamo diffusamente parlato in una serie di articoli. Sono davvero di tantissimi tipi! Abbiamo così pensato di compilare un compendio visuale che le elenchi cronologicamente, mostrandone nel contempo l’immagine. Le date possono generare discussioni ed equivoci: vi sono la data di progetto, quella di ordine e quella di prima consegna, e possono differire di anni. Noi facciamo riferimento a quelle riportate nella cronologia di Nico Molino pubblicata alle pag. 64 e seguenti di Mondo Ferroviario 55 del gennaio 1991.

Per approfondimenti sui singoli modelli qui elencati rimandiamo alle note già pubblicate ed listate in appendice.

1931

Il primo tentativo FIAT di produrre delle automotrici mette un bus su rotaie. Nasce così la ALb.25, sperimentata sula Cerignola-Bari e poi usata anche dalle Tranvie Provinciali Cremonesi.

FIAT ALb25 delle Tranvie Provinciali Cremonesi alla consegna: A1 e rimorchiata R1

1932

La ALb.48,  prototipo di quella che sarebbe divenuta la lunga serie di automotrici FIAT, esordì nel viaggio da Roma verso Littoria (oggi Latina) il 18 dicembre 1932. Fu a causa di tale viaggio che venne chiamato “Littorina”, un nome che avrebbe contraddistinto tutte le automotrici FIAT (e non solo) fino al termine della guerra, e per la verità anche oltre. Venne impropriamente attribuito almeno fino agli anni ’70 anche a delle elettromotrici, come le ALe 840.

 

Uno dei tre prototipi da ALb 48, tratto da “Le foto di Corrado”

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Pubblicato il 23 marzo 2019

Nel 1987, la Società Nazionale Ferrovie e Tramvie (SNFT) decise di acquistare due nuove automotrici per al sua linea Brescia-Iseo-Edolo. Poiché a quel tempo le ALn 668 non erano più in produzione, si decise di ordinare delle automotrici della successiva generazione, esteticamente identiche alle ALn 663 di Trenitalia. Da queste ultime differiscono per il differente aspetto del frontale (l’intercomunicante è a una sola porta invece he a due, ed il passaggio è protetto da un cancelletto invece che dal soffietto) e per un leggero incremento di potenza dei motori (175 kW invece di 170). Internamente varia l’organizzazione dei posti, che sono portati a 68, per cui le motrici sono immatricolate come 668 invece che 663.

ALn 668.131 nel 1992 a Malonno- Foto © Franco Faglia da ilportaledeitreni

Entrate in servizio il 21 novembre 1987, le prime due ebbero numero 131 e 132. Furono seguite nel 1991 da una ulteriore unità, la 133. Altre otto automotrici praticamente identiche furono ordinate l’anno successivo (1992): furono immatricolate nella serie 140 (141-148). Assunsero i colori standard di SNFT, bianco e arancio.

ALn 668.131 nel 1994 a Brescia lato ritirata – Foto ©Johannes Smit da fickr

ALn 663 131+132 a Edolo nel 1996 – Foto © Franco Pepe da littorina.net

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Pubblicato il 2 febbraio 2019

L’Umbria, posta nel cuore dell’Italia, è sempre rimasta al margine delle grandi vie di comunicazione (ferrovie e autostrade). La Roma-Firenze, che in origine passava da Perugia, fu accorciata spostandosi ad ovest del Trasimeno. L’unica linea storica e rilevante che attraversa la regione, la Roma-Ancona, è rimasta ancor oggi in buona parte a binario unico. Gli Umbri, che di questo stato di cose si lamentano da sempre, si sono allora costruiti una loro ferrovia nel cuore della regione. Corre lungo la valle del Tevere da Sansepolcro a Terni. Era gestita dalla società “Mediterranea Umbro Aretina”, che però sul finire degli anni ’70 giunse sull’orlo del fallimento. La ferrovia venne salvata con un commissariamento governativo nel 1982 e assunse la denominazione “Ferrovia Centrale Umbra”. Da quel momento per la FCU si aprì un periodo di forte potenziamento tecnologico: vennero poste in opera le nuove rotaie saldate e migliorato il materiale rotabile. Un grosso sforzo di innovazione fu fatto tra il 1985 e il 1993, quando la FCU ordinò alla FIAT un gran numero di automotrici diesel, derivate dalle ALn 663 ma potenziate e modificate. Nacquero così le ALn 776.

FCU ALn 776.055 e 059 a Sansepolcro nel 2003 nella livrea d’origine – Foto © Ubaldo Fangucci da trainsimsicilia

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Pubblicato il 28 aprile 2018, ultima modifica 2 maggio

Abbiamo visto come la classificazione dei gruppi di locomotive FS cercasse di convogliare alcune informazioni, tra cui indubitabilmente la principale, presente nel vapore e nelle macchine elettriche ed endotermiche, sia legata al rodiggio o almeno al numero di assi motori. Informazioni ausiliare riguardano la tipologia  (nel vapore lotoconder o macchine a tender separato), il numero di motori (elettriche), il tipo di uso (diesel), la sequenza temporale di produzione. Talvolta (nei diesel) è anche presente una indicazione del costruttore del motore.

Nell’approcciare la classificazione di auto- ed elettromotrici la prospettiva fu completamente diversa, focalizzando prevalentemente sul numero di posti disponibili per i passeggeri, complementato da un indicazione della tipologia di motore, da indicazione del produttore e da altre caratteristiche che vedremo in dettaglio. Quando poi si passa agli elettrotreni (e autotreni) il panorama cambia di nuovo.

Marcatura della ALe 540 a 54 posti

Ci arriviamo: un passo alla volta.

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Pubblicato il 2 dicembre 2017

Eccoci ad una nuova puntata sulla storia delle automotrici FIAT  prima generazione. Trattiamo di quelle costruite fino al 1940 che appartenevano alle Ferrovie in Concessione, escludendo quelle sarde e siciliane delle quali abbiamo già detto in altre note.

Santhià-Biella (Prog. FIAT 005 del 1933 e 009 del 1934)

Cominciamo dal 1933, anno di apparizione delle ALb 48, ALb 64 e ALb 80, che erano i progetti FIAT 004 A, B e C rispettivamente. In quell’anno la casa torinese aveva sviluppato anche il progetto 005: si trattava di una automotrice analoga alla ALb 48 di serie (stessa lunghezza – 14.800 mm- e stessa capienza: 48 posti), ma sprovvista della ritirata, così come lo erano i prototipi della ALb 48, che però erano più corti. La macchina era stata costruita per la ferrovia concessa Santhià-Biella.

Mappa della Ferrovia Santhià-Biella CC Arbalete da wikipedia

Ne abbiamo recuperato in rete alcune immagini.

FIAT Mod.005 per la Santhià-Biella, Foto Centro Documentazione Storica FIAT

FIAT Mod.005 per la Santhià-Biella, Foto Centro Documentazione Storica FIAT

FIAT Mod.005 per la Santhià-Biella nel 1933, Foto Centro Documentazione Storica FIAT

FIAT Mod.005 per la Santhià-Biella nel 1933, Foto Centro Documentazione Storica FIAT

Altra immagine della FIAT Mod.005 per la Santhià-Biella – Foto FIAT

FIAT Mod.005 nel 1933 circa, in compagnia di due ALb 48 – Foto Centro Storico FIAT. Da notare l’assenza dei vetri poligonali frontali che avrebbero successivamente caratterizzato la maggior parte delle littorine FIAT

Sempre per la Santhià-Biella, ma nel 1934, fu realizzato il progetto FIAT 009: una macchina analoga alla ALb 80: stessa lunghezza: 22.000 mm, ma con 64 posti (16+32 di terza classe e 16 di seconda).

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Pubblicato il 14 ottobre 2017

Seguendo la tumultuosa storia delle Littorine FIAT degli anni ’30 siamo passati dai primi  prototipi e la loro evoluzione alle prime macchine telecomandabili. Abbiamo visto quelle a scartamento ridotto in Sardegna, Sicilia e nelle colonie africane, ed anche quelle a scartamento largo destinate all’estero. Oggi ripercorriamo la storia di quelle a completa aderenza, ovvero con tutti gli assi motori: in termini automobilistici le chiameremmo delle “8×8”.

Si trattava di mezzi FS destinati ad una linea molto particolare: la calabrese Paola-Cosenza. Erano le ALn 56 c.a., che furono seguite nel dopoguerra delle ALn 64 c.a.

Una ALn 56 c.a. seguita da una ALn 64 c.a. scende da San Fili – Immagine tratta da marklinfan (originale © Udo Geum da: Mondo Ferroviario 55)

Ma procediamo con ordine.

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