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Archive for the ‘Rotabili italiani’ Category

Pubblicato il 3 settembre 2022

Se c’è un treno su cui si è detto (e fatto) tutto e il contrario di tutto, questo è l’Ansaldo Breda V250, già Fyra in Belgio e Olanda, ed ora noto come ETR 700 di Trenitalia.

Fyra in Olanda, foto da treinreiziger.nl

L’unica cosa su cui pare (quasi) tutti sembrano essere d’accordo, è che il suo design è… semplicemente brutto. Perfino il costruttore gli ha affibbiato un nome che sembra scelto proprio per sottolinearne l’ineleganza: Albatros, con evidente riferimento al becco di tale volatile.

Albatros, Foto James Lloyd Place da wikimedia

Tale nomignolo era già stato usato, in ambito ferroviario, per designare la locomotiva a vapore Cecoslovacca 498.022, ma questa è un’altra storia…

Vediamo invece di ripercorrere gli avvenimenti del Breda V250, e di conoscerlo meglio.

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Pubblicato il 20 agosto 2022

Abbiamo recentemente discusso dei vari aspetti del trasporto autovetture sui treni. Questa volta focalizziamo sulle riproduzioni dei carri in questione (prevalentemente bisarche) nella N-ostra scala.

Iniziamo con i carri italiani, prima di esaminare i modelli esteri. In 1:160 fin dagli anni ’60 i carri Pay delle FS sono stati riprodotti in scala N da Lima.

Carro Pay al vero

Lima n.481, poi 320481 da lima-n-scale-freight-cars.webnode.cz

Carro Pay Lima n.481, poi 320481 da lima-n-scale-freight-cars.webnode.cz

Carro Pay SITFA in versione arancio, Lima 320481, da lima-n-scale-freight-cars.webnode.cz

Come da tradizione Lima, ne fece versioni “spacciate” per carri di diverse compagnie ferroviarie: DB, SBB, RENFE, BR, SJ. L’intera collezione è visibile su lima-n-scale-freight-cars.webnode.cz.

Carro “britannico” di Lima (Art. 792)

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Pubblicato il 30 luglio 2022

UNITALSI è nota per l’organizzazione di pellegrinaggi a Lourdes (ma non solo). L’acronimo indica infatti “Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali”, trasporto che avviene primariamente in treno, anche se vi sono state occasioni nelle quali avvenne con carovane di pullman scortati da un paio di TIR per il trasporto bagagli.

A sua disposizione ha un notevole parco vetture: circa 200 carrozze in grado di comporre una ventina di treni. SI tratta di 149 carrozze UIC-X cuccette tradizionali da 6 posti ((ormai datate, anche se tuttora funzionali: sono sia ristrutturate che originali, molte ancora con i finestrini apribili), circa 40 vetture bagagliaio tipo UIC-Z ed UIC-X, e 10  vetture sanitarie (anche dette “barellate”) per trasporto infermi tipo UIC-X (una delle quali ancora dotata di finestrini apribili). A partire dal 2019 queste vetture hanno ricevuto un nuova livrea dedicata (anche se alcune sono state temporaneamente reallocate al treno AREU per l’emergenza COVID, con relativa livrea dedicata).

Convoglio UNITALSI nella nuova livrea, nel 2022 – Foto Lorenzo Pallotta da Ferrovie.it

Inizialmente le vetture usate avevano la livrea standard, all’epoca le cuccette erano rosso fegato mentre solo le speciali carrozze barellate avevano un disegno dedicato.

Carrozza sanitaria BM i livrea di origine, foto da ferrovie.info, autore non noto

Poi, dal 1995 circa al 2019 tutto era stato uniformato in XMPR.

Carrozza UIC-X barellata (BM) in livrea XMPR, foto di autore ignoto

Nel 2019 le vetture hanno ricevuto una nuova livrea dedicata, ma poiché a causa del COVID i viaggi di pellegrinaggio sono stati sospesi per un lungo periodo, non la si è vista molto in giro.

Ma vediamo di saperne qualcosina i più.

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Pubblicato il 16 luglio 2022

Abbiamo di recente discusso di bagagliai e postali imparentati con le carrozze Tipo 1921. Questa volta ne esaminiamo le realizzazioni modellistiche.

Iniziamo dal lontano 1957, quando Rivarossi annunciò il primo modello in H0 di un bagagliaio-posta di quella serie, erroneamente indicato come DUz 46, e corretto l’anno successivo, quando il modello fu realmente commercializzato, come DUz 34 (ovvero DUz Tipo1934, meglio identificato come DUz 95000).

Modello Rivarossi del DUz 95000, da http://www.rivarossi-memory.it

La seguente tabellina, tratta da Rivarossi-memory.it, ne ripercorre la storia

Fu realizzato successivamente anche in versione grigio ardesia (erroneamente indicato come grigio antracite).

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Pubblicato il 25 giugno 2022

La nuova idea per i collegamenti ferroviari tra il continente e la Sicilia: convogli modulari. Di che si tratta?

E’ un treno composto di due sezioni autonome, ovvero in grado di muoversi indipendentemente (talvolte dette “antenne“), che viaggiano agganciate per un tratto per poi separarsi.

L’idea è che i due convogli viaggino assieme lungo la penisola, per poi dividersi a Villa San Giovanni, imbarcarsi entrambi su un traghetto e poi, una volta sbarcati, procedere separatamente uno lungo la costa Est e l’altro lungo quella Nord dell’isola.

Da qualche giorno non è più solo un’idea, essendosi concretizzata in alcuni InterCity. Si ipotizza poi che in un prossimo futuro questi IC possano essere sostituiti da speciali Frecciarossa.

Due semipilota a centro treno congiungono i due semiconvogli diretti verso la SIcilia, foto tratta da un filmato su youtube.

Ma è un idea nuova? E soprattutto, è una buona idea? Per cercare di capirlo ripercorriamo un po’ di storia.

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Pubblicato il 14 maggio 2022

Come abbiamo già fatto per le Tipo 1921 e, per le carrozze dal Tipo 1940 al Tipo 1959, usiamo qui i modelli industriali in H0 per ripercorrere la storia delle Tipo 1931 e Tipo 1937 (delle quali abbiamo parlato altrove [1] [2]). Il produttore che ha realizzato questi modelli in H0 è ACME. Non citiamo qui le carrozze incorporate in amministrazioni estere (prede di guerra), delle quali abbiamo già discusso in una nota precedente.

Tipo 1931

Iniziamo con le Tipo 1931. Per ciascuna delle tre classi di origine, vengono prodotti un modello nella livrea verde di origine, ed uno in Castano successiva al 1958. Non sono riprodotti i passaggi in castano-isabella, né la fase in cui alcune Az erano divenute miste, ABz.

ACME 50370 –  Az 11 008

ACME 50371 –  Az 51052 ex ABz, ex Az 11000 – foto da littorina.it

ACME 50380 –  Bz 21 030

ACME 50381 –  Bz 31207 ex Bz 21000- foto da littorina.it

ACME 50390 –  Cz 31 027

ACME 50391 –  Bz 31068 ex Cz 31000 – foto da littorina.it

In livrea verde le tre carrozze sono riprodotte anche con numeri di serie diversi (Az 11.003 + Bz 21.039 + Cz 31.022) nel set “Diretto 479 Venezia-Bologna-Roma”, art. 55059.

N.catalogo Marcatura Descrizione Epoca Anno produzione
50370 Az 11 008 Az 11000 prima classe, livrea verde vagone II 2013
50371 Az 51052 Az 51000 ex ABz, ex Az 11000, prima classe, livrea castano IIIb 2011
50380 Bz 21 030 Bz 21000 seconda classe, livrea verde vagone II 2013
50381 Bz 31207 Bz 31200 ex 21000, seconda classe, livrea castano IIIb 2011
50390 Cz 31 027 Cz 31000 terza classe, livrea verde vagone II 2013
50391 Bz 31068 Bz 31000 seconda classe, livrea castano IIIb 2011
55059 Az 11.003 + Bz 21.039 +
Cz 31.022
Set “Diretto 479” Venezia-Bologna-Roma, 3 carrozze Tipo ’31 livrea verde vagone, Az 11000 1a classe + Bz 21000 2a classe + Cz 31000 3a classe II 2010

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Pubblicato il 30 aprile 2022

Nella puntata precedente abbiamo visto come per il riscaldamento delle carrozze, originariamente concepito a vapore prodotto dalla locomotiva, abbia avuto necessità di introdurre carri speciali quando i convogli erano a trazione elettrica o diesel.

Un problema analogo si pose quando le vetture a riscaldamento moderno (elettrico: REC) si trovavano in servizio con motrici diesel. Solo quelle di ultima serie (D.445) hanno infatti a bordo una apparecchiatura ausiliaria il cui scopo è quello di azionare generare corrente elettrica da dare in pasto alla condotta REC. Tutte le motrici diesel più vecchie, dalla D.341 alla D.443, abbisognavano di un carro speciale che a bordo aveva un motore diesel che azionava un generatore elettrico: si tratta della versione moderna dei carri riscaldo, noti anche come carri motogeneratori, o furgoni generatori.

D345.1044+nVDrec nel 1990 – Foto Claudio Gori da Flicker

E’ questo il tema che affrontiamo nella presente nota.

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Pubblicato il 2 aprile 2022

 Alle vetture dei tipi da 1921 a 1937 abbiamo dedicato varie note (Tipo 1921: [1][2], 1931: [3], 1933 e 1937: [4], alcuni modelli in scala H0 [5] e N [6]). Qui ci occupiamo di quelle che durante la la seconda guerra mondiale passarono le Alpi, ed in gran parte non fecero più ritorno.

Varie carrozze infatti andarono all’estero, vuoi per il trasporto di soldati verso il fronte russo, vuoi perché usate dai tedeschi, e non fecero più ritorno, specie quelle finite oltre quella che allora si chiamava “la cortina di ferro”, ovvero nell’Europa dell’Est che era sotto il controllo dell’Unione Sovietica.  Furono incorporate nelle amministrazioni locali: Jugoslavia, Polonia, Romania, DDR (Germania Est).

Di quelle rumene (e di una polacca) abbiamo trovato immagini, mentre per quelle finite altrove alcune immagini erano reperibili in rete fino a qualche anno fa, ma ora sono scomparse, per cui per ricostruirne almeno in parte la storia dobbiamo rifarci ai modelli in H0.

CFR – Romania

Iniziamo con le Tipo 1921 presso le CFR, in Romania. Presentano delle modifiche, come i doppi corrimano agli accessi, e la chiusura dei vetri sulle pareti di fondo.

CFR A 50 53 17-22 092-7 a Timisoara nel 1990. E’ una ex FS Bz 20.000, Foto Hubert G. Königer da drehscheibe-online.de

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Pubblicato il 19 marzo 2022

Che la stampa 3D stia trovando il suo spazio nel modellismo in scala N è fuor di dubbio. Abbiamo già avuto modo di parlare  del nostro piccolo esperimento con la FS 225.698 e delle numerose realizzazioni del Gran Maestro Gianfranco Visentin, anche se abbiamo focalizzato soprattutto sui suoi modelli in scala Z (la lista completa ed aggiornata si trova sul suo sito), segnalando comunque la lista della sua vasta produzione in N presente su shapeways. Gli altri “esploratori” del territorio sono tanti, basta guardare ad esempio le sezioni dedicate sul forum ASN: [1] [2]. C’è chi disegni e stampe li fa solo per se stesso, come Ivan Armanelli, chi come Mario Vason o Antonello Lato condivide i suoi files cosicché chiunque è interessato se li possa stampare in autonomia, chi come Luca Parasacco mette i suoi modelli stampati a disposizione presso un service come shapeways.

Uno degli esempi più notevoli è però il lavoro di Robert Kurmann, appassionato svizzero del quale abbiamo già avuto modo di parlare presentando le sue “Tipo 1955”. Robert, che lo fa solo per la propria passione, mette poi a disposizione di chi vuole non la stampa, ma il modello finito, montato e verniciato, pronto a correre sul plastico.

FS Bz 33.584. Ma in che scala è?

Incredibile pensare che siano modelli in scala N essenzialmente autocostruiti…

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Pubblicato il 26 febbraio 2022

Abbiamo di recente ripercorso la storia delle vetture FS Tipo 1921 [1][2], 1931 [3], 1933 e 1937 [4], e ne abbiamo visto alcuni modelli in scala H0 [5]: è ora di dare un’occhiata a quel che troviamo in scala N.

La storia inizia da lontano, giacché già nel 1966 Tibidabo aveva a catalogo vetture identificate come Az 52000 (delle Tipo 1937 che erano ABz fino al 1956) accompagnate da bagagliai Duz 95000. Il costo era di 1800 Lire ciascuna.

Az 52000, dal catalogo Tibidabo del 1966

DUz 95000, dal catalogo Tibidabo del 1966

Come il resto della produzione Tibidabo, si tratta di rifacimenti in 1:160 di modelli che Rivarossi aveva in H0, tanto che persino i ganci erano dello stesso tipo: a occhiello, come peraltro anche i rotabili Lima contemporanei.

Carrozza Tibidabo con ganci a occhiello, lato compartimenti

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