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Archive for the ‘Rotabili italiani’ Category

Pubblicato il 19 maggio 2018

In passato abbiamo parlato del Progetto IC 901 e dei suoi successori (IC270 e IC300) che hanno ridisegnato la mappa delle carrozze Trenitalia destinate alla lunga percorrenza. Abbiamo esaminato le varie livree che si sono succedute (ECI, ESCIFrecciabiancaThello.). E’ ora giunto il momento di vedere in dettaglio l’applicazione della nuova livrea, IC Giorno, ai vari rotabili. Infatti nel giro dell’anno trascorso dall’introduzione della nuova livrea legata al nuovo contrato di servizio Intercity (ne parlammo lo scorso anno) molte varietà di carrozze hanno indossato il nuovo vestito, ed i tempi sono ormai maturi per una panoramica che copra tutte le tipologie, come già abbiamo fatto per tutti i precedenti casi.

Convoglio composto da una E.402B nella nuova livrea IC, con due carrozze IC Sun e a seguire IC Notte

Convoglio composto da una E.402B nella nuova livrea IC, con due carrozze IC Sun e a seguire IC Notte

L’adozione della nuova livrea tende a completare del XMPR (anche se ciò avverrà in modo progressivo) con una contestuale più marcata differenziazione estetica tra i convogli della Divisione passeggeri nazionale/internazionale (Frecce varie, Intercity e treni espresso) e quelli della Direzione passeggeri regionale, ex “Divisione trasporto regionale”, più comunemente nota come “DTR”. I rotabili DTR stanno progressivamente abbandonando l’XMPR per migrare verso quella che abbiamo chiamato “livrea DTR” (non ci pare abbia un nome ufficiale). Le Frecce hanno i loro tre colori (Rosso, Argento e Bianco), ed ora gli IC (che assorbiranno progressivamente i FrecciaBianca non passati a FrecciaRossa) passano dall’XMPR alle nuove livree Sun e Notte che discutemmo brevemente nella nota dello scorso anno. (altro…)

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Pubblicato il 28 aprile 2018, ultima modifica 2 maggio

Abbiamo visto come la classificazione dei gruppi di locomotive FS cercasse di convogliare alcune informazioni, tra cui indubitabilmente la principale, presente nel vapore e nelle macchine elettriche ed endotermiche, sia legata al rodiggio o almeno al numero di assi motori. Informazioni ausiliare riguardano la tipologia  (nel vapore lotoconder o macchine a tender separato), il numero di motori (elettriche), il tipo di uso (diesel), la sequenza temporale di produzione. Talvolta (nei diesel) è anche presente una indicazione del costruttore del motore.

Nell’approcciare la classificazione di auto- ed elettromotrici la prospettiva fu completamente diversa, focalizzando prevalentemente sul numero di posti disponibili per i passeggeri, complementato da un indicazione della tipologia di motore, da indicazione del produttore e da altre caratteristiche che vedremo in dettaglio. Quando poi si passa agli elettrotreni (e autotreni) il panorama cambia di nuovo.

Marcatura della ALe 540 a 54 posti

Ci arriviamo: un passo alla volta.

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Pubblicato il 21 aprile 2018

Questo blog è nato, alcuni anni fa, dalla curiosità di vedere cosa la scala N potesse offrire ai ferromodellisti interessati alle Ferrovie della Penisola. Strada facendo l’interesse si è spostato più sulla storia delle ferrovie italiane, pur tenendo sempre ben d’occhio il modellismo in scala N. Quello che davvero non ci saremmo aspettati, è di arrivare un giorno a raccontare cosa c’è di italiano in scala Z: e invece il momento è giunto.

FS E.424 in scala Z accanto al “grande” fratello in scala N – Foto e modello di Gianfranco Visentin

Non è un caso che iniziamo con un E.424: fu la motrice il cui modello diede origine alla scala N italiana, dunque ci pare un buon inizio anche per un discorso sulla Z. Ma quanto è ricca la scala Z italiana? Davvero non poco, per chi abbia voglia di giocare a costruirsi i modelli. Lo scopriremo nel corso di questa nota.
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Pubblicato il 2 dicembre 2017

Eccoci ad una nuova puntata sulla storia delle automotrici FIAT  prima generazione. Trattiamo di quelle costruite fino al 1940 che appartenevano alle Ferrovie in Concessione, escludendo quelle sarde e siciliane delle quali abbiamo già detto in altre note.

Santhià-Biella (Prog. FIAT 005 del 1933 e 009 del 1934)

Cominciamo dal 1933, anno di apparizione delle ALb 48, ALb 64 e ALb 80, che erano i progetti FIAT 004 A, B e C rispettivamente. In quell’anno la casa torinese aveva sviluppato anche il progetto 005: si trattava di una automotrice analoga alla ALb 48 di serie (stessa lunghezza – 14.800 mm- e stessa capienza: 48 posti), ma sprovvista della ritirata, così come lo erano i prototipi della ALb 48, che però erano più corti. La macchina era stata costruita per la ferrovia concessa Santhià-Biella.

Mappa della Ferrovia Santhià-Biella CC Arbalete da wikipedia

Ne abbiamo recuperato in rete alcune immagini.

FIAT Mod.005 per la Santhià-Biella, Foto Centro Documentazione Storica FIAT

FIAT Mod.005 per la Santhià-Biella, Foto Centro Documentazione Storica FIAT

FIAT Mod.005 per la Santhià-Biella nel 1933, Foto Centro Documentazione Storica FIAT

FIAT Mod.005 per la Santhià-Biella nel 1933, Foto Centro Documentazione Storica FIAT

Altra immagine della FIAT Mod.005 per la Santhià-Biella – Foto FIAT

FIAT Mod.005 nel 1933 circa, in compagnia di due ALb 48 – Foto Centro Storico FIAT. Da notare l’assenza dei vetri poligonali frontali che avrebbero successivamente caratterizzato la maggior parte delle littorine FIAT

Sempre per la Santhià-Biella, ma nel 1934, fu realizzato il progetto FIAT 009: una macchina analoga alla ALb 80: stessa lunghezza: 22.000 mm, ma con 64 posti (16+32 di terza classe e 16 di seconda).

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Pubblicato il 21 ottobre 2017

I carri pianale, che in epoca pre-uic erano denominati P, si dividono in tre famiglie: i K (a due assi), gli R (a carrelli) e gli S (a carrelli, di tipo “speciale”). Degli R abbiamo parlato tempo fa. Qui esaminiamo i K: come è facile intuire, si tratta di carri di concezione più vecchia, essendo a due assi anziché a carrelli. Sono infatti in calo: ad esempio dei 3610 Kbs in dotazione alle DB nel 1994, ne restavano solo 495 nel 2008.

Non sorprende quindi che vi sia meno varietà rispetto ai carri R già visto. Attualmente la documentazione Trenitalia ne menzione due tipi: Ks e Kgps .

Carro Ks

Carro FS Kgps

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Pubblicato il 9 settembre 2017

Nel 1937 FIAT riprese il progetto 026 del precedente anno (quello della Littorina ALn 56 di cui abbiamo parlato in un’altra nota) e lo rielaborò adattandolo allo scartamento ridotto per generare le automotrici omonime per Società Siciliana di Lavori pubblici esercente la “Ferrovia Circumetnea” (FCE). Fossero state FS, probabilmente avrebbero assunto la sigla di RALn 56, invece le automotrici del progetto FIAT 030 non fecero nella sigla alcuna menzione al fatto che lo scartamento non fosse quello standard, ma ridotto a 950 mm, e furono denominate FCE AL 56.

Due FCE AL 56 davanti al deposito appena entrate in servizio. Foto Centro Storico FIAT

Le rare foto d’epoca sono in bianco e nero, ma la livrea d’origine era assai vivace: rosso amaranto e crema. In anni successivi adotto il “colore delle ferrovie”: castano e isabella, con fascione rosso frontale.

Coppia di AL56, Foto da http://www.forum-duegieditrice.com/

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Pubblicato il 29 luglio 2017, ultimo aggiornamento 11 agosto 2017 

Qualche tempo fa su Brescia Today è apparsa una immagine quasi inquietante: una sbuffante Gr.625 sembra inseguire minacciosamente una piccola draisina.

La 625 insegue la draisina… (da Brescia Today)

Non c’è dramma però: la piccola FIAT è usata per trainare un carrellino sul quale siede un cineoperatore che riprende l’avanzare della vaporiera.

Il cineoperatore al lavoro, foto © Marco Rossi da Il Portale dei Treni (ipdt.it).

Si stava realizzando un cortometraggio di Pupi Avati: “Un viaggio di 100 anni“, commissionato dalla RAI al famoso regista in occasione di EXPO 2015. E’ solo uno degli svariati lavori affidati a queste simpatiche macchinette, delle quali ci occupiamo oggi.

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Pubblicato il 15 luglio 2017

Da bambino, la 940 era la mia locomotiva preferita. Era facilmente distinguibile da tutte le altre: era senza tender, ma era assai più grande di tutte le locotender da manovra: dunque formava una sorta di categoria a parte.

FS Gr.940 a Sulmona, foto ©MDS da Trainzitaliafoto.com

FS Gr.940 a Sulmona, foto ©MDS da Trainzitaliafoto.com

940.008, Foto © Daniele Neroni da leferrovie.it

940.008, Foto © Daniele Neroni da leferrovie.it

La sua linea era molto elegante, con le due ampie casse d’acqua laterali la cui inclinazione della parte anteriore conferiva grazia ed equilibrio al disegno complessivo. La ricordiamo oggi in questo articolo nel quale raccontiamo la storia di questa splendida macchina.
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Pubblicato l’8 luglio 2017

Le littorine erano state un gran successo, specie per la sostituzione di treni locali precedentemente condotti (antieconomicamente) a vapore su linee a scarso traffico. Avevano diminuito i costi di esercizio ed aumentato la velocità del servizio, semplificando anche la gestione: una motrice a vapore poteva in genere percorrere solo poco più di 200 km prima di dover rifornirsi di acqua e carbone, mentre le littorine avevano una autonomia quattro volte superiore, ed il rifornimento era più rapido. Inoltre non avevano i lunghi tempi morti di preparazione: una vaporiera prima di potersi avviare doveva entrare in pressione. Il limite delle littorine era nella limitata capacità: una cinquantina di passeggeri. La potenza non era sufficiente per aggiungere delle rimorchiate: per aumentare la capacità occorreva far viaggiare una coppia di littorine assieme. Lo si faceva, ma questo richiedeva una seconda coppia di agenti, con una crescita dei costi di esercizio.

Coppia di ALb64 a Villa Raverio, Immagine da una vecchia cartolina

FIAT aveva affrontato il problema dapprima producendo le littorine lunghe (ALb 80), ma poi si era orientata verso la possibilità di far viaggiare assieme una coppia di littorine senza dover raddoppiare il personale.

Nacque così nel 1937 quella che oggi chiameremmo la “Littorina due punto zero”: la ALn 556.1xxx, progetto FIAT 034.

ALn 556 di produzione FIAT – Foto FS

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Pubblicato il 24 giugno 2017

Queste note sono come le ciliegie: una tira l’altra… Nascono seguendo degli spunti che diventano delle storie ad episodi: storie che a volte si intersecano. Così questa nota si trova all’intersezione di due storie che vorremmo raccontare: quella delle affascinanti ferrovie a scartamento ridotto siciliane, e quella delle carrozze a terrazzini.

Come antipasto vediamo una immagine di Bernhard Studer da photorail che mostra, al seguito di una R302, un pezzettino di una carrozza FS a terrazzini: di che si tratta?

R302 a Menfi nel 1976, trainante una vettura a terrazzini. Dettaglio di una immagine di Benhard Studer da photorail

Proveremo a scoprirlo in questa nota.
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