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Posts Tagged ‘CIL’

Pubblicato il 29 ottobre 2016

Se c’è una cosa di cui si sente la mancanza nella scala N italiana è un po’ di vapore in più. Sul fronte industriale c’è una discreta popolazione di “prede di guerra”, che però nella maggior parte dei casi sono motrici esistite al vero in pochi esemplari, e che non rappresentano affatto lo stile delle locomotive d’Italia. Contrariamente a quanto avviene per le motrici elettriche, anche la produzione artigianale offre poco, e quel poco è davvero a caro prezzo. Qualcosa, in numeri assai piccoli, c’è stato in passato (le Vaporiere di Cantarella e, in numeri altrettanto piccoli, la produzione di Spinelli). Dunque chi vuole il vapore a 1:160 sul plastico o in vetrina deve ingegnarsi, come a suo tempo aveva fatto Muzio.

Mostriamo quindi con piacere il lavoro di Gigi Voltan, al secolo Luigi. Gigi non ha bisogno di presentazione: è noto come un’autorità nel campo della conoscenza della storia dei rotabili FS: al suo attivo ha vari libri (la Bibbia delle carrozze FS!) e anni di collaborazione con “TuttoTreno”. Offre volentieri la sua conoscenza a modellisti e artigiani affinché ogni griglia sia al posto giusto ed ogni scritta corretta – basta  chiedere! Lo sappiamo bene in questo blog che si giova delle sue sistematiche correzioni, integrazioni e suggerimenti, al punto che lo consideriamo anche un po’ suo.

Gigi è anche modellista raffinato ed esperto. Il suo primo approccio alla N è stato a fine anni ’70 con quel che offriva Lima (D.341, E.444, carrozze, carri e accessori come la stazione e la pensilina). Dopo un lungo periodo in cui la passione modellistica ha viaggiato su binari di altre scale (H0 e 0), e’ tornato alla N in anni relativamente recenti, ripartendo nell’autunno del 2007 con la D.341 Rivarossi ed una UIC-X FS di seconda classe.

Oggi vediamo quali fiori neri siano nati dalle sue pazienza e passione. Li mostriamo anche perche’ di ciascun modello è possibile trovare una descrizione del lavoro fatto per ottenerlo, e quindi altri possono seguire la via aperta.
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pubblicato l’8 dicembre 2012, ultima modifica 12 settembre 2016

L’Orient Express ha sempre avuto un grande fascino sia nella versione originale  che nella “Simplon” che attraversava il Nord Italia, ed anche nei vari treni turistici di lusso dei giorni nostri basati sulle carrozze d’epoca (Pullman Express, Venice Simplon Orient Express, Nostalgie Istanbul Orient Express…). Delle carrozze CIWL abbiamo già ampiamente parlato in una serie di articoli, ed abbiamo visto come tantissime siano riprodotte in scala N. Ma se uno volesse mettere un Orient Express su un plastico a tema italiano, che motrici dovrebbe usare?

Facciamo qui un excursus storico per rispondere a questa domanda. Come vedremo, la risposta è lunga e credo interessante.

Gr.683

Iniziamo dall’epoca del “vero” Simplon Orient Express, che provenendo dal Sempione attraversava Milano e Venezia per lasciare poi l’Italia a Trieste. Fino al 1957 la Milano-Venezia non era elettrificata, e della Venezia-Trieste l’elettrificazione riguardava solo l’ultima tratta, la Cervignano-Trieste.Il traino quindi avveniva grazie a macchine a vapore. Sul bel sito  trains-worldexpresses.com ho trovato due foto, entrambe prese a San Giorgio di Nogaro nel 1957, proprio poco prima della fine del periodo del vapore. La prima ritrae l’Orient Express al traino della 683.695, in una composizione di bagagliaio-scudo più nove carrozze.

La Gr.683.695 alla testa del Simplon Orient Express a San Giorgio di Nogaro nel 1957. Foto Wolfgang Messerschmidt da http://www.trains-worldexpresses.com/

Gr.691

La seconda mostra lo stesso treno al traino della “Pacific” 691.019. Qui le carrozze dopo il bagagliaio-scudo sono sei. In entrambi i casi è estremamente difficile riconoscere la composizione, ma ci fidiamo di quanto indicato nel sito: è l’Orient Express, e le carrozze dopo il bagagliaio dovrebbero essere delle CIWL.

La Gr.691.019 traina il Simplon Orient Express a San Giorgio di Nogaro nel 1957. Foto Wolfgang Messerschmidt da http://www.trains-worldexpresses.com/

L’operatività del treno, che aveva fatto la sua prima corsa nel 1919, cessò nel 1962  (dal 1939 al 1945 le corse avevano ovviamente subito una interruzione). La tabella di marcia del treno del 1960 si trova su streamlinerschedules.com. E’ probabile che negli anni tra il ’57 e il ’62 il compito di trainare le carrozze del Simplon Orient Express sia stato affidato a una macchina elettrica, ma non abbiamo trovato evidenza di quale potesse essere: quasi certamente delle E.428, e forse le nuovissime E.646.

Gr.640

Facciamo un salto di 35 anni: il Simplon Orient Express non è più sugli orari ferroviari, ma ha iniziato i viaggi della memoria.  Nel 1992 circolava in una composizione eterogenea: bagagliaio e carrozza Pullman in livrea Fleche d’Or, seguita da una Pullman in livrea Blu-Crema, una carrozza in livrea Blu, e altre due (Pullman?) in Blu-Crema. La troviamo ritratta a Genova al traino della 640.143.

Gr.640.143 a Genova il 5 luglio 1992. Foto © Maurizio Boi, da Flickr

E.636

La stessa composizione era stata fotografata circa due mesi prima a Milano, agganciata alla E.636.139.

E.636.139 a Milano P.G. il 17 maggio 1992 – Foto © Raffaele Bonaca da trenomania

Dieci anni prima (1982) era iniziata l’avventura del Venice Simplon Orient Express (VSOE), che aveva recuperato e restaurato varie carrozze letto e pullman CIWL ed aveva inaugurato l’era del costosissimo treno di lusso che circola ancora ai giorni nostri. Lo vediamo nell’agosto 1988 sulla linea del Brennero, al traino della E.636.366.

E.636.366 a Colle Isarco - agosto 1988 - foto da forum-trenoincasa

E.636.366 a Colle Isarco – agosto 1988 – foto da forum-trenoincasa

E.645

Lo stesso anno, sempre nei pressi del Brennero una foto lo mostra tirato da una E.645 seconda serie.

E.645.045 in testa al VSOE in discesa dal Brennero, 1988 (da trenoincasa.forumfree.it)

Quattro anni dopo (1992), ancora una E.645 a Bolzano.

E654.089 a Bolzano, 15 aprile 1992 – foto da drehscheibe-foren.de

Sempre una E.645, ma questa volta in veste di motrice storica, in direzione opposta a Dolcè. E’ ormai il 2006 e la E.645.018 è una “prima serie”.

E.645.018 a Dolcè (VR) in direzione Brennero il  7 agosto 2006. Foto © Silvano Vecchi da solotreni.net

Menzione speciale per la E.645.040, nella speciale livrea “Treno Azzurro”, forse la più bella per accompagnare il VSOE. Merita non una ma due immagini!

VSOE al traino della E645.040 (in livrea treno azzurro) a Chiusa il 16 settembre 2002. Foto © Paolini da photorail.com

E.645.040 a Vicenza. Foto © Roberto Drigo da flickr

C’è anche un video che mostra il passaggio del VSOE trainato dalla E.645.040:

E.646

La E.645 si è vista di frequente a inizio anni ’90 sulla linea del Brennero, ed è probabile fosse preferita alla E.646 per via dei suoi rapporti corti “da montagna”.  Così dopo lunghe infruttuose ricerche mi ero convinto che la E.646 non fosse mai stata alla testa di un VSOE (nemmeno in pianura, vista l’assenza di testimonianze fotografiche). Ed ecco, mi sono imbattuto in una foto del tutto inaspettata: una E.646 in livrea navetta…

VSOE trainato da una E.646 navetta. Quasi incredibile…

E.632 – E.633

Tra le due, la E.632 (con rapporti più lunghi) dovrebbe essere usata per i treni passeggeri, e la dispari per i merci. Spesso in realtà anche la E.633 faceva servizio viaggiatori. Nel caso del VSOE, abbiamo trovato testimonianze visive risalenti ai primi anni ’90. Una coppia di E.633 si arampica sulle rampe del Brennero, mentre una E.632 è pronta a Venezia per il tragitto in pianura fino a Verona.

Doppia E.633 con il VSOE al Brennero – E.633.232 in testa – 3 luglio 1990 – Foto © Franco Pepe da ferrovie.it

E.632.049 a Venezia il 19 agosto 1992 – foto © Chi Trevor da flickr

E.632.049 a Venezia il 19 agosto 1992 – foto © Chi Trevor da flickr

E.652

La più potente ma molto simile E.652 è ripresa pochi anni dopo alla stazione di Verona Porta Nuova.

E.652.040 a Verona il 15 aprile 1995 Foto © Raffaele Bonaca

E.656/E.655

Sempre a metà anni ’90, anche i colori della livrea originale della E.656 si intonano con le carrozze del VSOE.

La E.656.431 in livrea originale il 24 aprile 2004. Foto © Michele Sacco da Flickr

Sicuramente meno adeguata la poco amata livrea XMPR vista ai gorni nostri tra Verona e Milano, nel periodo in cui a causa degli imponenti lavori di rinnovo della linea del Brennero sul versante austriaco il VSOE era deviato via Milano-Gottardo.

E.656.096 il 13 giugno 2012 – Foto © Marco Stellini da flickr

Anche la versione Cargo E.655 ha trainato il prestigioso treno.

E.655.249 in testa al VSOE nel 2005. Foto © Jacopo da www.trenomania.org

E.655.249 in testa al VSOE nel 2005. Foto © Jacopo da http://www.trenomania.org

E.444R

Ero certo che anche le Tartarughe avessero trainato il VSOE, ma la caccia alla foto è stata lunga e difficile. Poi finalmente ci sono riuscito, ed ho trovato due immagini del 2005-2006. Una foto è piccola, ma dà testimonianza della presenza della E444R in testa al VSOE.

E.444.090 (444R in livrea XMPR) a Colle Isarco (pochi km dal Brennero) il 22 luglio 2005

E444R – 2006 (?) Foto © nil da bahnpics.com

E.402

La E.402 è stata usata in più versioni: sia la prototipo che la A che la B (tutte in livrea XMPR) sono state immortalate con il lussuoso convoglio.

E.402.005  (402P) – 17 maggio 2009 a Vado. Foto © Pierluigi Ciantelli da flickr

E.402.019 (402A) al Brennero nel 2004 o 2005. Foto da drehscheibe-foren.de

E.402B a Venezia il 29 giugno 2011. Foto © Alessandro Destasi da Flickr

E.405

Negli anni più recenti, la macchina più frequentemente usata per il VSOE, almeno lungo l’asta dell’Adige, è stata la E.405. Trovare immagini della E405 con il VSOE è facile. Ne abbiamo scelta una che ci sembra particolarmente bella sia per l’ambientazione di montagna nei colori autunnali, che per la visione dell’intero convoglio di 16 carrozze.

E.405.042 in val di Fleres il 29 ottobre 2010 – Foto © Marco Stellini

E.626

Una presenza curiosa è quella di una vecchia E.626, impiegata a Venezia nel servizio di manovra per portare le carrozza VSOE dal deposito al binario per l’inizio di un nuovo viaggio.

A Venezia il treno viene preparato in stazione. Come motrice di manovra viene impiegata una E.626. Foto © GuardaRacing

VSOE in Basilicata

Per due anni (2010 e 2011) la Ferrosud di Matera è stata incaricata di effettuare la manutenzione delle vetture del VSOE. In Basilicata era quindi possibile vedere alcune carrozze trainate da uno “shunter” di servizio: probabilmente si tratta di un Greco DVL 150.

Quattro carrozze VSOE al seguito di una motrice industriale in Basilicata il 2 marzo 2010. Foto © Fabrizio Sozzi da flickr

Doppia Trazione

Il VSOE ha una composizione variabile, che in anni rcenti non scende mai sotto le 12 carrozze ma che spesso raggiunge le 17: un record di lunghezza, per i treni circolanti in Italia. La tratta che scavalca il passo del Brennero (1372 m.s.l.m.) partendo dai 262 m.s.l.m. di Bolzano è decisamente impegnativa, ed ovviamente ancor di più lo è con un carico eccezionale di questo tipo. Molto spesso quindi tra Bolzano e il Brennero si ricorre alla doppia trazione (lo si fa sempre anche sul versante austriaco, da Innsbruck al passo), e a volte la doppia parte direttamente da Verona. Oggigiorno la doppia è quasi sempre fatta di due E405. Poco sopra abbiamo già visto una doppia di E.633 nel 1990. Sono interessanti però anche le doppie trazioni eterogenee. Ne abbiamo trovato diverse testimonianze fotografiche, che riportiamo qui. Come si può vedere, non c’è quasi limite alla fantasia!

E.633.068 con una E.636 a Campodazzo, in discesa dal Brennero verso Bolzano. 9 agosto 1985. Foto © Luigi Iorio

E.652.005 e E.645 a Bolzano il 15 aprile 1992 – Foto da drehscheibe-foren.de

E.402B e E.656 in partenza da Verona in direzione Brennero il 25 agosto 2004. Foto © Valter Bonmartini

E.402.010 con un E.405 a Verona il 22 settembre 2007 – Foto © Andrea De Berti da Trenomania

Doppia Trazione di E405 (la 013 in testa) a Domegliara il 22 ottobre 2010. Foto © Fabio Miotto da flickr

Chiudiamo con una doppia di Caimani alla testa del fratellino del VSOE: il NIOE sulla Porrettana nel 2001.

"Train de Luxe - Nostalgie Istanbul Orient Express" nel 2001 a Porretta Terme, con due Caimani in testa - Foto © Marco Tolomelli da flickr

“Train de Luxe – Nostalgie Istanbul Orient Express” nel 2001 a Porretta Terme, con due Caimani in testa – Foto © Marco Tolomelli da flickr

In scala N.

Ora che abbiamo visto il mondo reale, facciamo una rapida carrellata su modelli in Scala N. Le carrozze le abbiamo già discusse ngli articoli riguardanti le carrozze Pullman, le carrozze letto costruite tra le due guerre ed il VSOE. L’unica carrozza visibile nei convogli mostrati qui e non presentato negli altri articoli è il furgone/bagagliaio, che nella versione Flèche d’Or del 1992 è stato prodotto da Rivarossi prima, ed in nuova edizione da Arnold poi.

Furgone CIWL in livrea Flèche d’Or. Modello Arnold

Passiamo quindi a vedere i modelli delle macchine che abbiamo incontrato alla testa delle varie versioni di Orient Express in Italia.

Vapore

La 683 non mi risulta prodotta in scala N. La 691 è stata prodotta da Euromodell FP, ed una versione  artigianale fu realizzata da Cantarella.  C’è poi la versione statica Del Prado che è motorizzabile a partire da una Br01 Minitrix, come documentato nel numero di novembre 2012 del giornale di ASN (ScalaN News).

FS Gr.691 realizzata da Bodo Fonfara (Euromodell FP)

Le articolate

Motrici articolate sono state prodotta da Cestaro, Pozzati, Lorenzo Colli (LoCo) (quasi tutte), CLM, Ferrovia del Caimano, Euromodell FP, N-kit.  La E.645 prima serie c’è solo in versione statica CIL, motorizzabile con il kit lineamodel. Fabrizio Mungai (N-kit) ne sta preparando una.

E.636 N-Kit (Fabrizio Mungai)

E.645 prima serie. Modello statico CIL, motorizzabile con il kit linemodel, erroneamente dichiarato come “E636” da CIL. Foto da digilander.libero.it/sportinglife

E.645 seconda serie, Euromodell FP, Foto Collezione Angioy

E.646 Navetta Loco,Foto Collezione Angioy

E.656 Loco, Foto Collezione Angioy

I Tigre

Anche qui, come spesso, Lorenzo Colli (LoCo) viene in soccorso del modellista italiano, con la sua bella E.633 in livrea d’origine.

E.633 Colli

E.633 Colli

In precedenza era possibile costruirsi un Tigre(E.632, E.633, E.652) a partire dalle lastrine di Mario Malinverno. Le stesse motrici, in resina, sono state prodotte da Irmodel (Nino Iraci). Anche Fine Scale München ha realizzato una E.632.

E.633 di Mario Malinverno, Premio Muzio 2008

E.633 Irmodel,Foto Collezione Angioy

L’epoca XMPR

Le E.444R sono realizzate da Mehano-Tibidabo.

E.444R Mehano XMPR-1, foto da ngaugeblog.wordpress.com

Per le E.402, la A sono state realizzate da Euromodell FP, Fine Scale Muenchen, Fratix, Lineamodel (in kit, o montate e collaudate), LoCo e Pirata.

Le B sono state fatte da ALMA Models, Assoenne, Ferrovia del Caimano (ricoloritura del modello Del Prado, con pantografi Lineamodel), Fine Scale Muenchen, Fratix, Del Prado (modello statico facilmente motorizzabile).

La P credo sia stata realizzata solo da Pirata.

E.402P Pirata

E.402A XMPR di LoCo

E.402B Fratix (motorizzata Fleischmann), Modello e foto © Mauro Baroni da flickr

La E.405 è realizzzata in resina da Gianni Prin Derre. In passato è stata prodotta da Eurorail Models.

E.405 di Gianni Prin Derre

Altre motrici

Abbiamo visto come la E.626 abbia avuto solo un ruolo da comparsa. La includiamo comunque in questa galleria di modelli in scala N. La prima, storica versione, era stata realizzata da Tibidabo già negli anni ’70.

E.626 Tibidabo

Sempre in quegli anni, vi erano lastrine vendute da Onorato Isacco. Successivamente sono arrivate le  lastrine di Mario Malinverno, e più di recente la E.626 di terza serie di Safer, e la seconda di Lorenzo Colli (LoCo).

 E.626 di Colli - Foto © Christian Cicognani dal forum ASN

E.626 di Colli – Foto © Christian Cicognani dal forum ASN


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pubblicato il 26 dicembre 2010, ultimo aggiornamento: 10 settembre 2012

Terminiano la miniserie su come procurarsi a costo contenuto modelli italiani. Dopo aver trattato merci, viaggiatori, motrici nuove ed usate affrontiamo il tema di materiale hobbystico prodotto in piccolissima scala. Alcuni hobbisty evoluti (in passato Ilario Baccari, oggi Gianni Prin Derre) mettono a disposizione delle casse verniciate di motrici italiane. Modelli statici di motrici italiane sono stati realizzati anche da Del Prado e CIL: erano oggetti venduti in edicola assieme a fascicoli, e sono ancora reperibili su ebay. Come nel resto di questa serie non ci occupiamo di oggetti da autocostruire (come le lastrine) o da elaborare prima di poterli mettere a girare sul plastico.


I modelli statici possono decorare pregevolmente il plastico. Fino al 2009 era possibile ottenere i modelli direttamente dalla Del Prado a circa 13€, ora si deve ricorrere ad ebay dove li si trova a prezzi variabili: da un paio di Euro a prezzi abbastanza alti (anche oltre i 20 €) a seconda del periodo e del modello.


Sulla base di modelli statici o di carrozzerie hobbistico-artigianali, su ebay si trovano vari modelli unici o realizzati in piccolissima serie da amatori.. Con un pò di attenzione si possono trovare cose interessanti. Le cose a cui fare attenzione sono soprattutto:

  • la qualità della motorizzazione;
  • l’esattezza del passo;
  • l’altezza sul ferro.

Riguardo alla motorizzazione, ci sono principalmente tre famiglie di realizzazioni:

  • realizzazione di telaio e motorizzazione ad hoc;
  • l’utilizzazione di un carrello motorizzato giapponese;
  • l’adattamento di un telaio di motrice industriale.

La prima scelta, un tempo rarissima, è diventata accessibile grazie al lavoro di Lineamodel, che tra i 75 e i 110€ propone telai motorizzati in ottone fresato completi carrelli per dare vita alle D345, E402, ALn556 Del Prado, la E645 CIL e la E.404/414 NewRay, e per rimotorizzare vari altri modelli. E’ quindi possibile, realizzare i modelli finiti a costi tra i 100 e i 140 €, anche se occorre metterci un po’ di lavoro. E’ possibile rivolgersi ad esempio anche ad Assonne o a Nino Martire per delle motorizzazioni alternative. La motorizzazione per la E.428 è proposta da Lorenzo Colli, ma sfora il limite di budget che abbiamo proposto.

La seconda opzione è quella nettamente più comune, ma lascia in genere a desiderare. I carrelli motorizzati sono generalmente molto veloci, e non riescono a viaggiare a velocità bassa, insomma finiscono per essere più giocattoli che modelli. Inoltre spesso le soluzioni offerte sono ottenute con grandissima approssimazione, e con scarsissima considerazione del passo corretto, prendendo uno dei carrelli disponibili e letteralmente “ficcandoci sopra” una carrozzeria DelPrado o CIL. Addirittura si sono viste delle E645 motorizzate BoBo, cioè con due carrelli invece di tre! (e senza nemmeno curarsi di creare almeno un falso carrello centrale …). Con un pò di frequentazione di ebay.it, è facile individuare i prolifici venditori piuttosto approssimativi, e starne alla larga…

La terza scelta è generalmente meglio, anche se più cara e assai meno frequente della seconda: in primo luogo le motrici realizzate utilizzando telai e motori Fleischmann, Minitrix o Hobbytrain hanno una qualità di marcia incomparabilmente superiore a quella dei carrelli giapponesi, e poi in genere i modelli sono frutto di una ricerca più accurata di telai che abbiano passo e distanza tra i carrelli adeguati.

L’altezza sul ferro è (un pò in tutti i casi) poco esatta: a volte è sbagliata di di poco, altre volte esageratamente. Come sempre, si tratta di capire quanto si sia tolleranti con le inevitabili imprecisioni.

Infine, qualche rara volta è anche possibile trovare modelli riverniciati. Anche qui, si va da pezzi interessanti a oggetti inguardabili (qualche tempo fa c’era su ebay una tartaruga in castano e isabella!).

Si tratta quindi di verificare accuratamente come stiano le cose prima di acquistare.


Presentiamo qui alcuni esempi del secondo tipo (motorizzazioni “giapponesi”)

  • D.345 Il modello (che ho acquistato circa un anno fa per 70€) ha un passo è chiaramente sbagliato, ed è montato su un carrello motorizzato Kato con trazione su due assi dalle prestazioni non esaltanti. Ha alcune cose pregevoli (luci bianche e rosse) ed altri guai imperdonabili: era sostanzialmente in grado di viaggiare solo in rettilineo e in assenza di scambi, se no deragliava! E’ stato necessario intervenire pesantemente per renderlo usabile. Una volta messo a girare sul plastico i suoi difetti estetici finiscono con l’essere tollerabili, mentre quelli dinamici sono – almeno per me – più gravi.
Una discutibile realizzazione di un D.345

Una discutibile realizzazione di un D.345

  • Aln.556 su carrello giapponese. Costo 110€, altezza sul ferro spaventosa. Va detto che la motorizzazione di questo modello è una sfida, soprattutto perchè la cassa stretta non dà gioco sufficiente ai carrelli (che dovrebbero essere incassati) negli irrealistici raggi di curva di plastici. E’ quindi necessario decidere se tagliare la carrozzeria i corrispondenza dei carrelli, o tenere il modello alto sul ferro. Certo che questa realizzazione sembra proprio stare sui trampoli. Dovrebbe essere possibile tenere la carrozzeria di qualche mm più i basso senza interferire con i carrelli.
Una Aln 556 piuttosto alta sul ferro.

Una Aln 556 piuttosto alta sul ferro.

  • E.402B su carrello giapponese. Venduto su ebay a 155€! Si tratta di un esempio indecente: i carrelli dovrebbero stare nell’incavo che si vede nella carrozzeria, invece sono sotto le cabina. Il tutto è molto alto sul ferro. Insomma, ne starei ben lontano…
Una E.402B piuttosto approssimativa!

Una E.402B piuttosto approssimativa!


Per contrasto, vediamo alcune realizzazioni del terzo tipo.

  • E.402B Francia. Versione della motrice cargo con tre pantografi, uno per la marcia in Italia e due per la Francia, motorizzato Fleischmann o Minitrix, e quindi con proprietà dinamiche eccellenti. A differenze del modello precedente, qui i carrelli sono posizionati correttamente (anche se andrebbero sostituite le fiancate degli stessi!). Si è vista su ebay.de a 100€
E.402B Francia con motorizzazione Fleischmann

E.402B Francia con motorizzazione Fleischmann

  • D.424 in livrea navetta, motorizzato Hobbytrain. Anche qui, la marcia è perfetta. In questi caso, le fiancate dei carrelli sono state modificate per riprodurre quelle originali. E’ apparsa su ebay attorno ai 100€.

E.424 motorizzato Hobbytrain


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ultimo aggiornamento: 6 novembre 2010

Nel post sulla motorizzazione di modelli statici abbiamo discusso come sia possibile intervenire anche in casi in cui non si trovi un telaio motorizzato adatto.

L’esercizio sarà lavorare su una NS1100, una motrice olandese basata sulla francese BB 8100. La particolarità di questa macchina è che i carrelli occupano interamente il sottocassa, ed è difficile trovare modelli prodotti industrialmente che le somiglino come rodiggio e carrelli, e che abbiano una motorizzazione decente.

La motrice statica esiste in due versioni: la Del Prado (con numero di esercizio 1113) e della CIL (con numero di esercizio 1142).

NS1100 di Del Prado

L’idea che mi è venuta è di individuare una motrice che avesse un telaio di lunghezza abbastanza simile, anche se i carrelli hanno un passo sono completamente diverso (sono molto più corti).

Fleischmann BR212

Presa una BR212 Fleischmann, ho smontato la carrozzeria e i carrelli e lavorato con il dremel levando tutto il sottocassa al centro della motrice. Per fortuna il motore è montato un pò alto, e il sottocassa è un blocco di metallo pressofuso utile a fare massa. Poi ho limato le fiancate dei carrelli del 212 e vi ho incollato quelle dell’NS1100. Nella foto seguente si vedono a confronto il telaio e i carrelli originali (sopra) con quelli modificati (sotto).

Il lavoro sul telaio

Come si può notare guardando la macchina da sotto, gli assi non non si trovano (ovviamente) al punto giusto.

Vista da sotto

Tuttavia, una volta montata la carrozzeria e messa sui binari, il fatto che le ruote non siano al posto giusto si nota poco (specie quando la motrice è al lavoro sul plastico) perchè sono quasi completamente nascoste dalle fiancate dei carrelli.

Vista di fianco

Il lavoro con il Dremel sulle fiancate ha permesso alla nuova carrozzeria di entrare con un pò di sforzo, cosicchè anche prendendo la motrice dalla carrozzeria non vi è pericolo che il telaio si sfili, mentre esercitando una certa forza si può levare il telaio per effettuare eventuali interventi d manutenzione futura. L’ultima operazione è stata la sostituzione dei falsi pantografi del modello CIL (che comunque non sono brutti come i Del Prado) con dei pantografi mobili ricavati da un’altra motrice.

Vista dell'imperiale

Il risultato finale è soddisfacente: un modello di locomotore non prodotto industrialmente può girare sul plastico. Nonostante la massa tolta al sottocassa, le proprietà dinamiche rimangono buone (Fleischmann è una buona base). Le luci in cabina sono rimaste (volendo si potrebbe intervenire sui fari, illuminandoli grazie a una fibra di vetro).

Nel complesso, l’esercizio (che voleva mostrare come anche in assenza di una perfetta combinazione passo – interasse si possano trovare soluzioni accettabili) mi pare riuscito. Non è certo una realizzazione pensata per la vetrina e da ammirare con la lente di ingrandimento, ma per arricchire un eventuale plastico a tema olandese (con pochissime motrici acquistabili sul mercato) va benissimo.

Questo brevissimo filmato (9 sec.) mostra il passaggio (a velocità troppo elevata!) in stazione sul plastico.

La motrice marcia benissimo anche a velocità molto minore.

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