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Archive for the ‘Carri italiani’ Category

Pubblicato il 19 novembre 2016

A catalogo Rivarossi in scala N, già nel 1970/71 erano apparsi dei carri merci marcati FS ma piuttosto colorati, e con la scritta MIGROS. Costavano parecchio all’epoca per le finanze di un ragazzino, e così non entrarono mai a far parte del parco rotabili di Querceto.

carr Migros sul catalogo-rivarossi del 1970/1

carri Migros sul catalogo-rivarossi del 1970/1

Oggi ne ripercorriamo la vita, cercando di collocarli al posto giusto della storia ferroviaria.

(altro…)

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Pubblicato il 28 settembre 2013, ultima modifica 16 maggio 2015

Qualche anno fa ebbe grande successo un carro merci in scala N,  che probabilmente è stato il primo carro fotoinciso in kit nella storia di questa scala in Italia: il carro Hg (secondo la vecchia catalogazione pre-UIC) o Ims (catalogazione UIC)

Era realizzato da Fabrizio Mungai, e fu l’inizio di un cammino che,  intrapreso assieme a Luca Petruzzo, grande fermodellista in tutte le scale, ha portato alla creazione del marchio “N-kit“.  Tra le realizzazioni principali, una stupenda carrozza tipo 59, i molti aggiuntivi per migliorare i locomotori elettrici e non, per arrivare poi in anni più recenti all’avventura più sfidante: la realizzazione di una E.636, una E.645, e a cui sta facendo seguito la “Camilla”. Vediamo qui le realizzazioni principali.

Carro refrigerato Ims/Hg

Il carro Ims/Hg si presentava come una lastrina fotoincisa.

Lastrina Carro Hg - Foro Carlo Mercuri

Lastrina Carro Hg – Foto Carlo Mercuri

Il montaggio è descritto da Carlo Mercuri su rotaie.it, e pare non sia troppo difficile. Così sostiene anche Giuseppe Risso, che con questo carro ha iniziato la sua splendida avventura di ferromodellista-saldatore e che ne ha splendidamente documentato la costruzione sul suo sito. Il Kit è completo di assi, ganci e decals. Boccole, ganci e respingenti sono in microfusione d’ottone. E’ possibile allestire di una testata realistica. Il kit (ancora disponibile nella seconda ristampa) costa 29 Euro.

Tre Carri Hg montati. quello in altoha, a destra, il gancio modellistico. Foto Carlo Mercuri.

Tre Carri Hg montati. quello in alto ha, a destra, una riproduzione realistica del gancio e dei sistemi pneumatici di accoppiamento. Foto Carlo Mercuri.

Carrozza Tipo 1959

La Tipo 1959 di seconda classe, presentata a Novegro nel 2009,  ha corpo in alpacca e molti dettagli in ottone fuso. La carrozza, molto bella, era venduta (montata) al prezzo di 130 €.

Due viste della Tipo 1959 di Fabrizio Mungai

Due viste della Tipo 1959 di Fabrizio Mungai – Foto Luca Petruzzzo

La Tipo 1959 NKit, commercializzata anche come

La Tipo 1959 NKit, commercializzata anche come “Binario 2”

Nel 2010 è stata realizzata in versione in kit, al prezzo di 79 €. Per il montaggio non c’ era bisogno di saldare/piegare niente e nemmeno di verniciare o mettere decals.  Si trattava solo di un lavoro di assemblaggio da fare con colla bicomponente o simili.

Il kit aveva carrelli già verniciati e assemblati, così come gli interni già terminati e tutta la cassa già finita e tampografata a più colori. Gli areatori sull’imperiale erano in microfusione d’ottone. Anche gli interni erano riprodotti dettagliatamente, con divani completi di poggiatesta e braccioli e perfino il sottocassa è completamente riprodotto. I carrelli sono conformi al reale con annessa tiranteria e generatore. I mantici sono in posizione estesa, con riproduzione delle nervature anche all’interno.

Tipo 1959 in kit

Tipo 1959 in kit

E’ prevista una seconda tiratura del kit di montaggio, visto che la prima è andata esaurita e che vi sono state ancora molte richieste.

E.636

La prima E.636 realizzata da Fabrizio risale al 1997, quando aveva vent’anni, ed era di… cartone!

La E.636.080 di cartone

La E.636.080 di cartone

Poteva comunque circolare sul plastico in falsa doppia trazione (non era stata realizzata la motorizzazione). Se ne trova traccia sul sito di interrail.

Diversi anni dopo, forte dell’esperienza maturata con i carri visti sopra, Fabrizio (con l’assistenza di Luca) si è messo al lavoro per costruire una macchina “meno delicata”, in kit. Eccola parzialmente montata, con la motorizzazione a vista.

E.636 di N-Kit parzialmente montata. Foto di carlo Mercuri.

E.636 di N-Kit parzialmente montata. Foto di Carlo Mercuri.

A montaggio e verniciatura completate, il modello si presenta così:

E.636 N-Kit (Fabrizio Mungai)

E.636 N-Kit (Fabrizio Mungai)

Il modello ha 4 diverse varianti di numerazione. Il kit è comprensivo di meccanica, carrozzeria e pantografi FS tipo 52 (strisciante dritto o curvo in base all’epoca d’ambientazione). Cabina e tetto sono in microfusione d’ottone in un unico pezzo, così come sono in microfusione  carrelli, vomere, fischio, tromba, REC maschio e femmina. Le fiancate sono invece  in fotoincisione d’alpacca.  La motorizzazione è pre-assemblata , ed ha 2 motori dotati di volani e posti sui carrelli d’estremità  E’ possibile allestire il frontale realistico o modellistico.

E.645.104

E.645.104 di N-Kit

E.645.104 di N-Kit

Visto il successo ottenuto dalla E.636, la tappa successiva è stata la realizzazione di una E.645 prima serie: la n. 104. Le caratteristiche del kit sono analoghe a quelle dalla E.636. Entrambe queste articolate erano vendute a 220 Euro, che andavano a coprire i costi di produzione. I kit sono esauriti.

Camilla

Questa particolare E.636 (la 284, che ebbe il muso ricostruito in versione sperimentale dopo un incidente) viene realizzata in kit comprendente i musetti e imperiale in microfusione d’ottone in un unico pezzo, mentre fiancate, fischio, vomere, REC maschio e femmina sono in lastrina fotoincisiona. I pantografi, di tipo 52, hanno strisciante dritto o curvo, a seconda dell’ambientazione del modello. I vetri della cabina sono in plastica fresata. La dotazione di decals è inclusa, e sono previste tre versioni possibili in base all’ambientazione (d’origine, con logo Xmpr o attuale) . Il modello è stato realizzato usando un programma 3D e facendone “stampare” da il master da una ditta specializzata. La stampa 3D è poi stata rifinita e usata per la fusione.  Le istruzioni per il montaggio sono già state pubblicate sul Forum ASN. E’ inclusa una motorizzazione Lineamodel realizzata appositamente.  Annunciata a Verona 2013, era in dirittura di arrivo dopo pochi mesi a Novegro, ma per un ritardo nella realizzazioni delle motorizzazioni è posposta di un pochino. Il prezzo definitivo non è ancora stato comunicato, lo saprà quando saranno pronte le motorizzazioni.

I musetti della Camilla

I musetti della Camilla

Decals per la Camilla

Decals per la Camilla

Lastrina della Camilla

Lastrina della Camilla

Altre realizzazioni

Recentemente N-Kit ha stabilito una presenza sul web, con un sito dedicato. Ad esso rimandiamo per i vari aggiuntivi (inclusi i pantografi tipo 52 ed il kit di modifica delle UIC-X Fleischmann) che permettono di rendere più realistici vari modelli commerciali, e per gli edifici (per ora una cabina ENEL).

C’é inoltre a materiale in altre scale che in questa sede non ci interessa particolarmente.

E per il futuro? Ad una domanda posta sul forum ASN: “Quand’è che cominciate a progettare una 656 – 646?” Fabrizio ha risposto: “Appena consegnata la Camilla… amo troppo le articolate per non farmele tutte…”. Quindi, come si dice negli USA: stay tuned!

Fabrizio e Luca sono contattabili all’indirizzo serluke@teletu.it

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pubblicato il 2 febbraio 2013, ultima modifica 23 settembre 2014

Giuseppe Borzellino è ben noto nel mondo della Scala N, ed è molto apprezzato per i suoi lavori. Sul web però è assai difficile trovare informazioni su di lui e sulla produzione della sua DANIfer: cercando “danifer” con google si trova tutt’altro, e facendo ricerche più mirate come “danifer scala n” o “danifer borzellino” le informazioni e immagini che si trovano sono scarse e frammentarie.  Con questo articolo ci proponiamo di colmare  questo vuoto.

Appassionato di ferrovia e di modellismo fin da bambino, Giuseppe conobbe nel 1995, ad una mostra, il titolare di una ditta che stampava in resina, materiale che allora non conosceva, scocche di auto. Raccolse notizie su come procedere per stampare alcuni modelli e partì con l’intenzione di ampliare la propria collezione di treni in scala N. La scelta cadde sulla “Corbellini”.

Corbellini semipilota Danifer

Corbellini semipilota Danifer

Giuseppe aveva i disegni quotati, foto a volontà e il modello in N, naturalmente, non esisteva. Dopo un mese di lavoro il prototipo, costruito con vari fogli e laminati in plastica, era pronto per essere stampato. Il primo problema si evidenziò quando Giuseppe riferì alla ditta la sua intenzione di avere 10 (dieci!) stampi per la propria collezione privata: la risposta fu che il quantitativo minimo era di 100 (cento!) pezzi: questo voleva dire decuplicare i costi di assi, decals, fotoincisioni… Giuseppe però non si scoraggiò: prese coraggio ed iniziò la sua avventura. Realizzati i primi pezzi, li mostrò ad alcuni negozianti di Roma: dopo tre settimane dovette mettere in stampa una seconda fornitura! Così, quasi per caso, nacque DANIfer.

Tutti i modelli sono in resina epossidica, verniciati ad aerografo con colori originali FS (anche se forse non possono avere la precisione industriale della tampografia, sono comunque bellissimi), hanno vetri a filo, marcature in decals particolarmente curate con diverse numerazioni e particolari in fotoincisione. Tutte le meccaniche dei modelli DANIfer sono di Fonfara.

DANIfer realizza anche lastrine fotoincise che comprendono accessori  per un locomotore E.424 o E.636 o E.646: i corrimano completi , condotte, tergicristallo e trombe. Un’altra lastrina contiene aggiuntivi per la D.341. I tre set di decals comprendono varie numerazioni di locomotive elettriche, diesel e della Gr.835. E’  in preparazione un quarto set di decals dedicate alle E.626 ed E.652.

Lavorando da solo (le sue collaborazioni si esauriscono con Euromodell per le motorizzazioni e con MDF per fotoincisioni e decals) Giuseppe (e quindi DANIfer) non ha un sito. Partecipa solo sporadicamente a qualche evento modellistico, per cui occorre contattarlo tramite e-mail o telefono. I contatti sono riportati nel catalogo scaricabile alla fine di questo articolo.

Passiamo ora in rassegna i modelli prodotti da questa piccola ma prestigiosa realtà artigianale.

Materiale motore.

D 341 è in resina, su base Rivarossi, migliorata: fanali di giuste dimensioni, finestrini risagomati, scalette complete, corrimano, vetri a filo e nuove targhe. E’ stata realizzata anche in livrea nera LFI.

La D.341.1035 Danifer

La D.341.1035 DANIfer – Foto di Fabrizio Guerrieri

La D.341.1035 Danifer

Dettaglio del frontale della D.341 DANIfer. Si notano i vari corrimano, le condotte di accoppiamento, i tergicristalli. Foto Giuseppe Borzellino

ALn 668 serie 1400/1800

Vendute in coppie e in terne, sono state realizzate in diverse livree: origine (castano/isabella), verde lichene-giallo coloniale, grigio azzurro-pergamena, XMPR.

ALn 668.1881 in livrea

ALn.668.1881 DANIfer in livrea grigo azzurro-pergamena.

Coppia di 668, una in verde lichene - giallo colonale

Coppia di 668, una in verde lichene – giallo coloniale

ALn 668 nella ua veste più recente:XMPR

ALn.668.1802 nella sua veste più recente: XMPR

ALn.660.1404, rimorchiata intermedia.

ALn.668.1404 in versione macchina intermedia (intercomunicanti aperti su entrambi i lati). Foto dalla Collezione Angioy.

Ln.664.1408 rimorchiata intermedia (DANIfer fuori produzione)

Ln.664.1408 rimorchiata intermedia (DANIfer fuori produzione). Foto dalla Collezione Angioy.

ALe 803

Questo modello fa eccezione perchè non è in resina ma in metallo. Motorizzazione Bodo Fonfara. Tripletta comprendente la ALe.803, la Le.803 intermedia e la Le.803 pilota.

Confezione con i tre elementi della ALe.803 di DANIfer. Foto collezione Angioy.

Confezione con i tre elementi della ALe.803 di DANIfer. Foto collezione Angioy.

ALe.803 DANIfer sul plastico di Cretaz, da

La splendida ALe.803 DANIfer sul plastico di Cretaz, da http://cretaz-station.blogspot.it

Carrozze passeggeri

Corbellini: Tipo 1947 – Tipo 1951R

Come già detto, le Corbellini sono state il primo prodotto di DANIfer (Ricordiamo che su questo blog c’è un dettagliato articolo sulla storia di questo tipo di carrozze, con vari dettagli).
Le Corbellini realizzate da DANIfer comprendono almeno 4 diverse tipologie: Tipo 1947 simmetrica a carrelli, Tipo 1947 simmetrica a carrelli con aeratori, Tipo 1947 versione semipilota, e Tipo 1951R lunga mista. Varie le livree: castano-isabella, grigio ardesia, castano, LFI.

Tipo 1947 simmetrica di DANIfer con aeratori sul tetto, dalla collezione di Paolo Angioy

Tipo 1947 simmetrica di DANIfer senza aeratori, dalla collezione di Paolo Angioy

Vettura semipilota Tipo 1947 di DANIfer, dalla collezione di Paolo Angioy

Confezione DANIfer da due vetture tipo 1951R “lunghe” simmetriche

Dettaglio della semipilota.

Dettaglio della semipilota. Si notino i finestrini abbassati, la nitidezza delle scritte, le condotte di accoppiamento verniciate. In primo piano la cabina telefonica, anch’essa prodotta da DANIfer

La prossima foto mostra una Tipo 1947 in un diorama di Giuseppe Borzellino presentato su Ferrovie.it.

Dettaglio di una Corbellini Tipo 1947 DANIfer modificata per un diorama. Si possono notare i mancorrenti interni alle porte.

Tipo 1959

Le Tipo 1959 caratterizzano l’intera seconda metà del ventesimo secolo, e sono quindi carrozze che hanno un grande fascino per il ferromodellista. DANIfer le ha realizzate in quattro versioni: Az, ABz, Bz, Brz (carrozza ristoro). Le livree sono il castano, il grigio-ardesia e il rosso fegato, oltre che la caratteristica livrea “Treno Azzurro“.

Le Tipo 1959 DANIfer in castano. Dall'alto in basso Bz, ABz e Az.

Le Tipo 1959 DANIfer in castano. Dall’alto in basso Bz, ABz e Az.

Tipo 1959 Az DANIfer - dalla Collezione Angioy

Tipo 1959 Az DANIfer – dalla Collezione Angioy

Az Tipo 1959 - versione senza aeratori

Az Tipo 1959 – versione senza aeratori

Tipo 1959 ABz Grigio Ardesia DANIfer - dalla Collezone Angioy

Tipo 1959 ABz Grigio Ardesia DANIfer – dalla Collezione Angioy

BZ 1959 Danifer - Foto Christian Corradi

Tipo 1959 Bz Grigio Ardesia – Foto Christian Corradi

Tipo 1959 Az DANIfer - dalla Collezione Angioy

Tipo 1959 Az DANIfer – dalla Collezione Angioy

Tipo 1959 ABz DANIfer - dalla Collezione Angioy

Tipo 1959 ABz DANIfer – dalla Collezione Angioy

Tipo 1959 ABz in livrea Treno Azzurro

Tipo 1959 ABz in livrea Treno Azzurro

Interessanti le versioni Brz, carrozza ristoro, sia in grigio ardesia che in rosso fegato.

Carrozza Ristoro DANIFer Tipo 1959 - Grigio Ardesia

Carrozza Ristoro DANIFer Tipo 1959 lato compartimenti – Grigio Ardesia

Carrozza ristoro Tipo 1959 Rosso Fegato - DANIfer

Carrozza ristoro Tipo 1959 Rosso Fegato lato corridoio – DANIfer

Tipo 1960 – cuccette

Una variante delle Tipo 1959 furono le cuccette Bcz costruite nel 1960, e fino a poco tempo fa ancora in circolazione. DANIfer le ha realizzate in Rosso Fegato e in XMPR.

Cuccetta Tipo 1960. SI notano, all'interno degli scompartimenti, le scalette per accedere alle cuccette superiori. La curvatura del tetto è una aberrazione sferica dell'obiettivo fotografico, e non un difetto del modello.

Cuccetta Tipo 1960 DANIfer. Si notano, all’interno degli scompartimenti, le scalette per accedere alle cuccette superiori. La curvatura del tetto è una aberrazione sferica dell’obiettivo fotografico, e non un difetto del modello. (Cliccare sull’immagine per ingrandirla).

Cuccetta Tipo 1960 XMPR

DANIfer: Cuccetta Tipo 1960 XMPR – lato corridoio.

Cuccetta Tipo 1960 XMPR - lato compartimenti

Cuccetta Tipo 1960 XMPR – lato compartimenti

Dettaglio di una Tipo 1960. Si notino il mancorrente e il predellino in fotoincisione.

Dettaglio di una Tipo 1960 DANIfer. Si notino il mancorrente e il predellino in fotoincisione. Anche le cornici dei finestrini sono fotoincise.

Delle cuccette miste AcBcz 64 302 – 319 del 1956 sono ottenibili elaborando delle DANIfer ABz 1959. L’operazione è stata documentata da Gigi Voltan sul forum NParty.

Bagagliai Tipo 1964

Anche se non figurano a catalogo, in passato DANIfer ha realizzato indispensabili complementi come i Dz 80200 in livrea grigio ardesia e treno azzurro. Credo che di recente siano stati rimessi in produzione.

Diz 80200, bagagliaio Tipo 1964, dalla Collezione Angioy

Diz 80200, bagagliaio Tipo 1964, dalla Collezione Angioy

Il Dz 80200 in livrea Treno Azzurro, dalla Collezione Angioy

Il Dz 80200 in livrea Treno Azzurro, dalla Collezione Angioy

Partendo da questi bagagliai è possibile effettuare, tramite una elaborazione non eccessivamente complessa, i DUz 93.250 – 258 che furono abilitati ai 180 Km/h tra il 1970 e il 1973. Gigi Voltan ha documentato tale trasformazione sul forum Nparty.

Altri prodotti

Oltre al materiale fin qui visto, la produzione DANIfer comprende anche un set di 4 carri a sponde con carico telonato, e vari accessori per il plastico: casello FS piccolo, cabina telefonica FS, macaco, cassa manovra deviatoi, paraurti per tronchino (le foto sono visibili sul listino).

I telonati di Borzellino, dalla Collezione Angioy

I telonati di Borzellino, dalla Collezione Angioy

In passato ha realizzato anche pianali lunghi FS (in coppia) per il trasporto rotaie.

Il listino DANIfer non è reperibile in rete, e quindi pensiamo di fare cosa utile pubblicandone qui una copia recentemente avuta da Giuseppe (anche se l’intestazione dice “2006” sembra essere quello corrente).

licca sull'immagine per vedere il catalogo DANIfer

Clicca sull’immagine per vedere il catalogo DANIfer

Segnaliamo che è possibile acquistare delle carrozze DANIfer anche sul sito Ferrovie.it On Line, anche se  i soci ASN è meglio si rivolgano direttamente a Giuseppe per avere lo sconto loro riservato. Infine, sempre sul sito di Ferrovie.it, è possibile vedere un diorama che mostra come l’abilità modellistica di Giuseppe non sia limitata ai soli rotabili.

Ringrazio Paolo Angioy e Giuseppe Borzellino per foto e informazioni, e Fabrizio Guerrieri che qualche tempo fa mi aveva inviato alcune foto della D.341.

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Pubblicato: 24 novembre 2012

A partire dall’ottobre 2010, mese in cui MW-Modell aveva annunciato l’intenzione di produrre carri F delle FS, sono apparse diverse varianti degli stessi.

I carri F furono prodotti in varie versioni ambientate in varie epoche, con diversi loghi, con e senza garitta.

Un anno fa (novembre 2012) sono apparse 10 versioni di carri Hg e Ims (le versioni “frigo” degli F ambientati in varie epoche, diversi loghi, con e senza garitta).

A settembre 2012 sono state prodotte versioni di F con lanterne di fine convoglio, e Hg con le scritte “Gelati Motta” che sono ora disponibili.

Carro His senza frenatore con logo “Gelati Motta” da MW-Modell

Anche se il costo dei carri non è trascurabile (tra i 50 e i 60 euro per una coppia),  evidentemente le cose devono essere andate bene per il piccolo produttore tedesco (che per la distribuzione in Italia ha una partnership con Pi.R.A.T.A.), tanto che MW-Modell ha deciso di proseguire su questa strada ampliando la propria offerta. Questa volta con un modello davvero nuovo: ha infatti presentato il prototipo del carro FF (che in diverse epoche fu classificato EE o Ghs). Come sempre verrà offerto in 4 diverse versioni differenziate per epoca di ambientazione:

  • N-IT-407a FS tipo FF/EE, 4+4 aeratori, Ep2
  • N-IT-407b FS tipo FF, 4+4 aeratori, Ep3a
  • N-IT-407c FS tipo FF, 4+4 aeratori, Epo.3b
  • N-IT-407d FS tipo Ghs (exFF), 4+4 aeratori, Ep4

Il prototipo del carro FF, ancora senza decals.

Ha inoltre annunciato carri Gabs, come sempre di varie epoche e diverse marcature, al prezzo di 37,90 l’uno (un euro in più per i carri invecchiati):

  • MU37001-A marcatura:3183-1814 022-1 Epoche:IV
  • MU37001-B marcatura:3183-1814 024-7 Epoche:IV
  • MU37001-AW, invecchiato  marcatura:3183-1814 022-1 Epoche:IV
  • MU37001-BW, invecchiato marcatura:3183-1814 024-7 Epoche:IV
  • MU37002-A marcatura:3183-1812 536-2 Epoche:IV
  • MU37003-A marcatura:3183-1814 930-5 Epoche:V
  • MU37003-B marcatura:3183-1814 932-1 Epoche:V
  • MU37002-B marcatura:3183-1812 538-8 Epoche:IV
  • MU37002-BW, invecchiato marcatura:3183-1812 538-8 Epoche:IV
  • MU37003-BW, invecchiato marcatura:3183-1814 932-1 Epoche:V
  • MU37002-AW, invecchiato marcatura:3183-1812 536-2 Epoche:IV
  • MU37003-AW, invecchiato marcatura:3183-1814 930-5 Epoche:V

In realtà questa è una falsa novità, perché si tratta dei già noti carri di Michael Mende, ma evidentemente anche in Germania i piccoli produttori tentano (giustamente) delle aggregazioni per fare sinergie.

MW-Modell ha recentemente anche annunciato una versione svizzera del carro F che già conosciamo.

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pubblicato il 15 settembre 2012

MW–Modell aggiunge una nuova versione dei suoi carri F che tanto successo hanno avuto. Li aveva realizzati con e senza garitta, in versione normale e frigo (Hg), in epoca III e IV. Ora aggiunge le luci di coda. Un set di due carri senza garitta costa 63,50€, con garitta 74,50€. I carri frigo ora saranno disponibili anche con la scritta “Gelati Motta”. Probabilmente li vedremo presto commercializzati in Italia da Pirata.

Carro F con luci di coda, foto da 1zu160.net

Carro frigo con insegne Motta, foto da 1zu160.net

 

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pubblicato il 26 maggio 2012

Il nome di Nino Rizzo Borrello evoca subito una immagine: segnali! anche se, come vedremo, si è occupato anche di tante altre cose.

Segnale in scala N di Nino Rizzo Borrello.

Altro segnale di Nino, sempre in scala N.

Nino è una persona con il mondo dei treni nel DNA: suo padre era operaio specializzato alle Officine Grandi Riparazioni di Messina e la passione per i treni gliel’ha comunicata da piccolo. A rinforzare il virus ci pensò la befana dei ferrovieri, che quand’era ragazzino gli portò in regalo una confezione base Rivarossi. Come molti virus, quello del ferromodellismo sa nascondersi per anni, per poi tornare prepotentemente alla ribalta prima o poi. Così negli anni del Politecnico a Torino Nino a treni e trenini non pensava proprio… ma poi, sempre a Torino, fu assunto come Capo Stazione e ricominciò a interessarsi anche dei treni “piccoli”.

Frequentando un noto negozio di modellismo del capoluogo piemontese (AMAR), per scommessa decise di  realizzare il suo primo “artefatto”: un segnale luminoso FS con luci a led. In quel periodo esistevano in commercio in H0 solo quello prodotto dalla Rivarossi e quello nuovissimo (ma molto fuori scala) della Lima. Sfidato da un cliente del negozio, Nino si mise all’opera e costruì il suo primo segnale. Dopo il primo… venne il secondo, e poi molti altri ancora (qualche esemplare di quella prima generazione lo conserva ancora). Erano realizzati  con pezzi in ottone, con la scaletta ricavata dal modellismo navale, e con il gruppo luminoso ottenuto tornendo col trapanino un tondino in plexiglas ed incastrandovi tre led (rosso, verde e giallo). Fu un successo, anche perché i led erano una novità assoluta mentre i segnali industriali menzionati montavano ancora le classiche lampadine con i vari aspetti negativi ad esse legati. La cosa, nata quasi per gioco, andò avanti per anni come collaborazione con il negozio suddetto.

Poi incontrò Renzo Dottori, personaggio molto conosciuto nel campo delle grandi scale (0 e 1), ed ebbe inizio una lunga e proficua collaborazione. Grazie a Renzo ed al suo continuo stimolo, Nino imparò a conoscere ed apprezzare la fotoincisione chimica, tecnica di cui ignorava completamente l’esistenza e le possibili applicazione nel campo del modellismo. Con la sua conoscenza del CAD, Nino trasformava le idee di Dottori in progetti operativi pronti per la fotoincisione. Furono così realizzati vari grandi modelli, come le vetture dell’Orient Express, ed alcuni dei carri che adesso sono distribuiti da Officina UNO. Qualche foto delle carrozze Orient Express di Dottori sono reperibili su galtran (i prezzi della scala 1 che si incontrano su quel sito sono da infarto…).

Acquisite nuove competenze, Nino tornò all’origine e riprese a occuparsi di segnali luminosi in H0. Partendo dai disegni originali Westinghouse (da cui ricava tutte le misure necessarie) ha prodotto segnali in tutte le possibili configurazioni:  su palo, a traliccio, a portale. Il tutto sempre come hobby, perché il suo lavoro è tuttora fare il Capo Stazione. Nino comunque è disponibile a vendere le sue realizzazioni agli appassionati (ed è contattabile per e-mail all’indirizzo nino51@libero.it).

Un indiscutibile riconoscimento della qualità del suo lavoro viene dal fatto che Mondotreno-Eisenbahnwelt (uno dei maggiori plastici in H0 sul suolo italiano, visitabile a Rablà presso Merano – Alto Adige-Südtirol) ha scelto proprio i suoi segnali per realizzare la propria opera colossale!

Lo Stadler GTW 2/6 della Val Venosta in H0 transita davanti a un segnale di Nino sul plastico di Rablà

Un segnale di Nino ha appena dato la via libera a un E.626 in H0 davanti all’inconfondibile torre della stazione di Bolzano. Ovviamente su Mondotreno.

Poi la nuova sfida, rifare tutto grande la metà, in scala N, ed i nuovi successi: la gamma dei segnali, ma anche la staccionata FS, un ponte a travata metallica superiore,  i lampioni a cetra ed anche dei carri merci di cui parleremo dopo.

Cominciamo con una panoramica dei segnali: singoli, doppi, tripli e a candeliere. Semafori a portale ne abbiamo già visti in apertura.

Segnali singoli a vela tonda e quadra. Si noti il dettaglio della scritta FS sul retro.

Segnali doppi, a vela quadra e tonda. Nel mezzo un segnale montato ma non ancora verniciato. In basso la dimensione delle pinzette aiuta a capire la ridotta dimensione  di questi oggetti.

Segnali tripli.

Segnali a candeliere

I semafori (finiti e verniciati) costano 20 € a una vela (tonda o quadrata), 30 € a due vele e 40 € a tre vele. Portali e tralicci ad una gabbia sospesa e con una vela costano 50€. Per ogni vela addizionale vanno aggiunti 20 € (es, un portale a due gabbie, con una vela su una gabbia e due sull’altra costa 50+20+20=90€. Possono essere ottenuti contattando direttamente Nino.

Passiamo poi alle altre realizzazioni: cominciamo con il ponte a travata metallica superiore.

Ponte in ferro. Fotoincisione di Nino Rizzo Borrello

Ponte in ferro. Fotoincisione di Nino

Bello eh? Tra gli accessori realizzati c’è anche la staccionata FS, che abbiamo visto riprodotta anche dal grande Mario Malinverno. Tre pezzi di staccionata da 10 cm ciascuno costano 5 €. In fase di progettazione ma non ancora realizzate ci sono anche le lampade a cetra.

Ma passiamo ai rotabili. La storia delle bisarche, i carri DDm, merita di essere raccontata. Le prime lastrine risalgono al 2008, e sono poi state migliorate per eliminare alcuni piccoli problemi e difetti. Una parte della storia e della discussione sulle lastrine si trova documentata sul forum ASN. Il post è anche ricco di dettagli e foto.

Lastrina del carro DDm

Distribuite tramite l’ennegozio (disponibili solo per i soci ASN, al prezzo – standard per le lastrine – di 40€, come le già citate lastrine di Mario Malinverno), hanno avuto grande successo tanto che l’edizione del settembre 2011 è stata esaurita rapidissimamente. Rifatte in nuova versione, erano nuovamente disponibili quest’anno a Verona (nel nostro report sul Model Expo 2012 ne avevamo parlato). Vale la pena di ricordare un passaggio della storia delle lastrine. Ad un certo punto Nino si accorse di un errore: la mancata incisione passante dei gradini di una delle scalette laterali di accesso al piano superiore di carico. Nonostante fosse poca cosa, le lastrine furono rifatte, e a chi acquistava una lastrina nuove ne veniva data in omaggio una vecchia (quelle col difetto) per poter fare delle prove. Facile immaginare che anche le vecchie siano in realtà diventate dei bei carri, sia pure col minuscolo difetto!

Schiera di carri DDm montati da Maurizio Chivella

Come al solito, Giuseppe Risso sul suo sito mostra in gran dettaglio le varie fasi del montaggio e molte foto assai dettagliate.

Dettaglio ravvicinato di un carro DDm

Luca Bossini ha pubblicato su youtube un video con una prova dinamica dei carri che, come si può vedere, marciano magnificamente.

Le lastrine del DDm sono esaurite: eventuali rifacimenti dipenderanno dalla domanda.

A maggio 2010 Nino ha iniziato un altro progetto: il carro VFaccs per il trasporto di pietrisco. I lavori sono stati rallentati dalle evoluzioni del DDm, ma recentemente (inizio 2012) è venuto a maturazione il prototipo. La lastrina era presente a Verona (anche se io non l’avevo vista!).

lastrina del VFaccs con prototipo realizzato a fianco

Non è ancora la lastrina definitiva, ma il modello montato è già molto bello.

Prototipo del carro VFcc montato da Nino

Giuseppe Risso ha fatto da “beta tester” e pare che le cose siano andare bene. Le foto del suo lavoro di montaggio a partire dalla lastrina di Nino lo testimoniano. Un giro di correzione di pochi dettagli e presto dovremmo esserci.

VFcc di Nino Rizzo Borrello montato da Giuseppe Risso. Vista delle due fiancate

Dettaglio del carro montato da Giuseppe Risso partendo dalla lastrina progettata e realizzata da Nino Rizzo Borrello

Una thread sul forum ASN permette di seguire l’evoluzione di questo nuovo modello.

In parallelo sta procedendo un altro carro merci – il CTC Transcereals, anch’esso molto vicino alla fase finale. Era già stato presentato a Novegro 2009

Lastrina del carro CTC a Novegro 2009

Prototipo del carro CTC

Altra vista del carro CTC di Nino Rizzo Borrello

Carro CTC completato e verniciato in livrea Monfer

I prezzi delle lastrine di CTT e VFaccs verranno stabiliti dall’ennegozio, che le renderà disponibili ai solo soci ASN se riterrà di dare seguito all’iniziativa.

E i prossimi passi quali saranno? Pare che da un po’ gli frulli per la testa l’idea di fare anche i segnali ad ala. Certo, sono più complessi perché c’è di mezzo la meccanica (l’ala si deve muovere…), ma chissà…

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pubblicato: 7 gennaio 2012;  ultima modifica 11 febbraio 2013

Il nome di Achille Carminati è presente nella scala N da oltre un quarto di secolo. I suoi primi modelli risalgono al 1984, quando le carrozze tipo 1921 e relativo bagagliaio di Tibidabo vengono aggiornate con il gancio standard NEM (“Arnold Rapido”) ed arricchite con arredamento interno in metallo.  In precedenza le Tibidabo avevano il gancio ad occhiello, come le Lima. Le carrozze, in livrea grigio ardesia con logo FS a televisore, vengono commercializzate con il marchio “CDM Tibidabo N“. L’anno prima Achille aveva preso la rappresentanza per l’Italia della francese Jouef, e poco dopo aveva rilevato il magazzino di parti della vecchia Tibidabo.

Bagagliaio Dz95000 ACAR (ex Tibidabo), dalla Collezione Angioy

La collaborazione con Jouef termina dopo tre anni, ed è allora (1986) che nasce il marchio  “Acar Models” (da Achille CARminati) che focalizza sulla sola scala N.

Logo ACAR Models

Per i primi quattro anni (fino al 1990) l’attività si concentra solo sulla riproposizione dei prodotti Tibidabo aggiornati. Le carrozze 1921 escono in livrea castano/isabella e castano, e vengono affiancati dai vari carri merce ex Tibidabo (carri F, Ltm con carbone e senza, e cisterna).

Due carri F per trasporto banane, dalla Collezione Angioy

Nel 1991 arriva la E.626, anch’essa ex Tibidabo ma rimotorizzata, ma soprattutto arriva la prima vera novità originale: una ALn 663  in ottone fotoinciso motorizzata Tomix.

E.626 ACAR ex Tibidabo rimotorizzata, dalla Collezione Angioy

L’anno successivo è il momento di un’altra automotrice: la ALn 880 in ottone fotoinciso, sia singola che con rimorchiata.

ALn 880 Acar, dalla Collezione Angioy

ALn 880 Acar, dalla Collezione Angioy

Le fanno compagnia la Gr.835 folle (ex Tibidabo), un paio di derivazioni Graham Farish (La Gr.737 e un diesel da manovra industriale) e vari altri carri merce derivati da base Tibidabo: il carro cereali Ugkkls, una serie di carri pianali a due assi con stanti e senza (vuoti e con diversi carichi). Assieme a Transmondia Paris dà inzio alla realizzazione di vari carri merce SNCF: ne seguiranno altri negli anni successivi, e vi saranno anche dei carri SBB, ÖBB, MAV, FL (Ferrovie della Lorena).

Gr.835 folle ACAR, dalla Collezione Angioy

ACAR Gr.737

La Gr.737 c’è anche in versione con tender a nafta

Carro SNCF di ACAR

Il 1993 vede la realizzazione della E.424 motorizzata Graham Farish in quattro versioni (anni’50, anni ’60, anni ’80 castano/isabella e completamente castano). Di questa realizzazione non abbiamo reperito foto.

Nel 1995 viene realizzato un tram milanese, in versione verde ed arancione.

Tram ATM di ACAR, foto da freeforumzone.leonardo.it

Tra il 1996 e il 2001 è il turno di un pò di nuovi carri merce italiani: un carro cisterna a due assi con terrazzino “Ausiliare Milano” e 5 diverse versioni di carro tramoggia a carrelli FS.

Tre versioni del carro tramoggia di ACAR, dalla collezione Angioy

Nel 2003 nuova edizione della ALn 663,  ridisegnata in collaborazione con Lorenzo Colli (cassa in alpacca fotoincisa, tetto in metallo, telaio motore su base Greenmax).

Ale.663 ACAR sul plastico di Alex La Torre

Negli anni successivi, fino ad oggi, segue la versione folle della stessa, la elettromotrice E624 “Piacentina” (cassa in ottone fotoinciso, tetto in resina, pantografi Sommerfeldt, telaio motore Greenmax), in due versioni: castano/isabella e grigio ardesia. Arrivano anche dei nuovi merci FS: un carro pianale a carrelli trasporto acido FS (telaio in fotoincisione, carrelli in plastica, cisterna in resina) e un carro F con porta metallica.

E.624 “Piacentina” ACAR

Vista frontale della E.624

Tra la produzione recente vi sono alcuni carro merce: LT in due versioni, un carro trasporto cloro della Società Solvay,

AC3451- Carro trasporto cloro della Società Solvay

AC3451- Carro trasporto cloro della Società Solvay

Art3450 Carro della Soc. Chimica dell’Aniene

Art3450 Carro della Soc. Chimica dell’Aniene

AC3256 CarroLT -Cornigliano SpA

AC3256 CarroLT -Cornigliano SpA

Grazie al solito google, qualche tempo fa abbiano reperito un vecchio listino 2004: ACAR2004, nel quale si vede come oltre ai rotabili, Achille avesse ripreso anche degli accessori ex Pocher: torre dell’acqua, colonna idraulica, sagoma limite. Il listino 2011 è reperibile in rete, così come quello del 2012.

Fino a poco tempo fa Carminati non aveva una presenza stabile in rete, ma appare di tanto in tanto su ebay.it, dove vende i suoi modelli nel negozio Achi50.  Da qualche mese è diventato più facile contattarlo grazie al suo nuovo sito acarmodels.wordpress.com sul quale si possono trovare anche foto di vari suoi modelli.

A fine 2012 Carminati e Colli hanno collaborato alla realizzazione dello splendido Binato Breda del quale parliamo altrove.

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pubblicato il 17 dicembre 2011, ultimo aggiornamento 20 dicembre 2011

I carri pianale, che in epoca pre-uic erano denominati P, si dividono in tre famiglie: i K (a due assi), gli R (a carrelli) e gli S (a carrelli, di tipo “speciale”).

Qui ci occupiamo degli “R”. In mancanza di ulteriore specificazione sono assunti avere spondine di testa ribaltabili, stanti (le “aste verticali” lungo la fiancata), lunghezza utile tra 18 e 22m, limite di carico tra 50 e 60t. Varianti rispetto alla versione standard (“corrente”) sono indicate delle specifiche marcature. Alcune riguardano lunghezza e capacità di carico:

  • b: lunghezza utile maggiore di 22 m
  • k: carico utile minore di 40 t
  • kk: carico utile tra 40 e 50 t
  • m: lunghezza di carico tra 15 e 18 metri
  • mm: lunghezza di carico inferiore a 15 metri
  • n: carico utile maggiore di 60 t

Altre indicano caratteristiche fisiche dei carri, ad esempio la presenta e il tipo di sponde e di stanti:

  • e: presenza di sponde laterali
  • i: con copertura mobile e pareti di testa fisse
  • l: senza stanti
  • o: con pareti di testa fisse di altezza inferiore a 2 m
  • oo: con pareti di testa fisse di altezza uguale o superiore a 2 m
  • p: senza spondine di testa
  • pp: con sponde ribaltabili

Altre indicano la predisposizione per particolari tipi di carico:

  • g: presenza di dispositivi per il trasporto di “grandi containers
  • h: attrezzato per il trasporto di rotoli di lamiera ad asse orizzontale
  • hh: attrezzato per il trasporto di rotoli di lamiera ad asse verticale

Altre caratteristiche sono:

  • j: con dispositivi ammortizzatori d’urto
  • s: velocità massima di 100 km

Le pubblicazioni “I nostri carri per le vostre merci” di Trenitalia ed.1979, ed.1991, ed.2005 ed il tool interattivo di Trenitalia sul web menzionano i seguenti carri pianali a carrelli di tipo corrente:

  • Rs, di tipo standard, con piano di carico lungo m. 18,50, muniti di stanti.
  • Rgs di notevole lunghezza (m. 19,900 fra i respingenti), muniti di sponde di testa e 8 stanti ribaltabili per lato, adibiti al trasporto di grandi containers.
  • Rgmms, con sponde di testa e anch’essi con dispositivi per il fissaggio di “grandi containers”.
  • Rhmss con selle per l’alloggiamento di rotoli
  • Rhlmms con selle per l’alloggiamento di rotoli senza stanti e con barre fisse ai lati per il contenimento degli stessi
  • Rils, con telone scorrevole sostenuto da centine per la protezione del carico
  • Rmms, di tipo standard, con piano di carico più corto (m. 12,64), ma con possibilità di carichi più elevati, provvisti di sponde di testa e di 6 stanti su ciascun lato. (su heckmann.modellbahn.de si trova un confronto, in tedesco, tra tre sottotipi:663, 664 e 665)
  • Roos, con pareti di testa fisse

Rs

Rgs

Rgmms (R1F)

Altro tipo di Rgmms (R1B)

Rmms

Rhmms

Rhlmms

Rils

Roos

Nelle DB si trovano anche altri tipi di carri R. Nella maggioranza dei casi le varianti, rispetto a quelli illustrati per Trenitalia, riguardano una maggiore capacità di carico (lettera n), o particolari arrangiamenti di sponde (e,p). Si tratta di carri Rps, Res, Rns, Rens, Rbns, Remms, Rilns, Rimmnps, Rimmps, Rijmmns, Rnoos. Un dizionario fotografico è reperibile su dybas.

In scala N

Per il momento ci occupiamo solo della novità di questi giorni: in futuro aggiorneremo questo post aggiungendo altri carri R esistenti in R (segnalazioni in proposito sono gradite!).

Il recente annuncio di ACME di prodotti in scala N sembrerebbe e una bella notizia:  vista la loro notevole produzione in H0, se iniziassero a produrre nella scala minore sarebbe una gran cosa. In realtà  gli appassioNati  erano già stati illusi quasi due anni fa, quando fu annunciato un Frecciargento che non però raggiunse mai la produzione. Questa volta i carri, dei merci dichiarati Remms e marcati FS, ci sono davvero, hanno un prezzo e possono essere ordinati: 46 € per due carri, altri 20 per un set di 6 container (4 da 20 piedi e 2 da 40). Sono disponibili da subito. La notizia però è buona a metà, perchè in realtà non è ACME a produrli: si limita ad importare un prodotto Lemke-Hobbytrain (€ 47,98 sul sito di Lemke per una coppia di carri).

A me sembra che la classificazione sia sbagliata: se fossero Remms dovrebbero avere spondine laterali, quindi direi che si tratta piuttosto di carri Rmms (di tipo R1F). Se invece trasportano containers dovrebbero piuttosto essere classificati Rgmms.

Il carro "Remms 663" FS di Hobbytrain-Lemke (cat. 23866) - in realtà Rmms

Altra vista del "Remms" di Lemke

Coppia di carri "Remms" con containers, dal sito ACME (dovrebbe essere Rgmms)

Che le forme fossero in lavorazione si sapeva da febbraio 2010, ma ora al produzione è finalizzata. Erano previste versioni con due tipi di carrello: Minden 661 und Y25. I primo erano quelli montati originariamente, attorno al 1970. I secondi li hanno sostituiti negli anno ’90.

Carrello Minden-Siegen 661, foto da drehgestell.de

Carrello Y25, foto Pasquale Nicolardi da amicitreni.net

Prototipi pre-produzione di tre tipi di carro R Hobbytrain con carrelli Minden-Siegen 661

In produzione un carro è indicato come Remms 664 (anche qui, mi pare piuttosto trattarsi di Rmms 664) con marcatura estera (ma non trovo specificato quale, forse DB?). E’ il num. H23870  a catalogo, e costa €29.98, con carico.

Rmms 664 con carico

Quelli che erano stati anticipati come Remms 665, in produzione sono indicati come 669: sono in arrivo questo mese (dicembre 2011) due coppie di Remms 669 con marcature SNCB (art. H23864) e SNCF (art. H23865).

Remms 669 SNCF

Anche RCR (sempre della famiglia di Pi.R.A.T.A.) ha annunciato la commercializzazione dei carri Hobbytrain (dichiarandoli correttamente dei Rgmms) e personalizzando le scelte per il carico, che oltre ai container può essere un crico di legname o dei furgoni AVIS.

Volantino RCR Rgmms (clicca sull'immagine per ingrandire)

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pubblicato: 19 novembre 2011

Proprio un anno fa MWModel aveva annunciato al produzione di carri F  con monta a falde, e ne avevamo dato notizia in questo blog. Era prevista la produzione di 200 set. I modelli, arrivati sul mercato qualche mese fa e commercializzati in Italia anche da Pirata, hanno avuto enorme successo, e così MWModel ha già deciso di sfornarne altri.  Ha quindi messo a catalogo altre tre serie sia per i carri senza garitta che per quelli con, e annunciato che saranno sul mercato a dicembre. Sono già presenti sul sito, mancano ancora prezzi e le foto mostrano i modelli ancora senza le decals. Anche per questi modelli sono previsti 200 pezzi per set.

N-IT-401d Set di 2 carri F senza garitta con monta a falde, Ep2
N-IT-401e Set di 2 carri F senza garitta con monta a falde, Ep3b
N-IT-401f Set di 2 carri F senza garitta con monta a falde, Ep4
N-IT-402d Set di 2 carri F con garitta con monta a falde, Ep2
N-IT-402e Set di 2 carri F con garitta con monta a falde, Ep3b
N-IT-402f Set di 2 carri F con garitta con monta a falde, Ep4

Inoltre è in fase di avanzata preparazione delle versioni isotermiche, che saranno ovviamente verniciate in bianco. Anche questi modelli saranno con senza garitta, e ciascuno verrà realizzato con scritte di  due epoche diverse. Sono state diffuse immagini che li mostrano, ancora senza decals applicate. Dovrebbero essere disponibili a gennaio 2012.

N-IT-403a Set di 2 carri Hg senza garitta con monta a falde, Ep2
N-IT-403b Set di 2 carri Ims senza garitta con monta a falde, Ep3a
N-IT-404a Set di 2 carri Hg con garitta con monta a falde, Ep2
N-IT-404b Set di 2 carri Ims con garitta con monta a falde, Ep3a

Carri H MWModell - foto Sven Franz da 1zu160

Carri H MWModel - foto Sven Franz da 1zu160

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pubblicato il 15 ottobre 2011, aggiornato il 18 dicembre 2011

A partire dal 10 ottobre 1964, in base ad accordi internazionali, iniziò una graduale modificazione della marcatura dei carri da merci secondo lo standard UIC. In precedenza la marcatura dei carri era fatta su base nazionale. Quella che vigeva in Italia era un misto tra una classificazione di base sistematizzata,  alcune appendici simboliche (ad esempio “z” per indicare la presenza di carrelli come per le carrozze passeggeri e “b” per segnalare la circolabilità sulla rete britannica che ha una sagoma limite ridotta), altre appendici mnemoniche (come ad esempio “tm” per tetto mobile) seguite da 6 o 7 cifre. Una prima cifra pari a 7 (in sequenze di 7 cifre) indicava trattarsi di una preda di guerra della prima guerra mondiale. Tutti i carri con centinaia pari erano dotati di freno a vite e di garitta del frenatore, quelli con le centinaia dispari ne erano sprovvisti o erano dotati di freno a mano di stazionamento. Il raddoppio della prima lettere indicava generalmente carri di dimensioni maggiori della media.

La categorizzazione di base (sicuramente incompleta) era la seguente:

  • F : Carri chiusi con finestre a reticolato
    • FF carri con volume superiore a 50 m3(salvo alcune eccezioni)
    • FI, FFI o FDI se dotati di intercomunicanti
    • Fma (monta alta)
    • Ftm (tetto mobile) con tetto ribaltabile da ciascuno dei due lati, porte scorrevoli e aperture d’aerazione sia in alto, sia a livello del pavimento, atto quindi anche al trasporto delle derrate
  • G: Carri chiusi con finestre e sportelli ma senza reticolato, per trasporto merci o bestiame
  • H: Carri chiusi senza finestre, per trasporti merci varie
    • His (isotermico)
    • Hg – Hgm carro refrigerato
    • HHe carro con porte laterali e di testa e con pareti imbottite, atto al trasporto di automobili, mobilia, attrezzi teatrali, ecc.
  • L: Carri con sponde alte oltre 0,5 m e porte laterali
    • LL se con piano di carico più lungo di 8,5 m (salvo alcune eccezioni)
    • Lt (tramoggia)
    • Ltm  (tetto mobile)  derivato da carro alte sponde e con tetto avvolgibile, idoneo al trasporto di quasi tutte le merci che non hanno bisogno d’aerazione
  • P: Carri pianale senza sponde, o comunque con sponde basse tutte mobili di altezza non superiore a 0,5 m
    • PP se con piano di carico più lungo di 8,5 m (salvo alcune eccezioni)
    • PPaut (auto): carri a due assi ed a due piani per trasporto auto.
    • Pr  (rotabili) per trasporto rotabili a scartamento ridotto
    • Pcm (casse mobili), muniti di guide scorrevoli ed arresti per casse mobili;
    • Pv piano di carico più basso rispetto allo standard (fino a soli 640 mm. dal piano del ferro); oppure sono privi di un vero e proprio piano di carico, perchè il loro telaio (costituito da longheroni, collegati fra loro da traverse fisse o amovibili) forma una specie di culla, nella quale si inserisce il carico, poggiando sulle sponde o sulle traverse di fondo.
    • Pcarz (pianali a carrelli per trasporto camion
    • Pay bisarche a 3 assi  per trasporto auto
  • Q: Carri con sponde mobili e bilico con stanti
    • Qoz,  pianali a carrelli muniti di trave a bilico e di barre di trazione smontabili ma anche carri  a carrelli a piano ribassato, utilizzabili per trasporto auto
  • M: carri serbatoio
    • M (senza caratteri aggiuntivi): acqua
    • Mt: carro tender
    • Mg: cereali alla rinfusa
    • M seguito da un numero:
      • 1 = alcool etilico, 2 = benzina avio, 3 = benzina auto, benzolo, acqua ragia minerale, petrolio, toluolo, alcool denaturato, alcool metilico, gasolio, nafta fluidissima, essenza di trementina, 4 = nafta da forni, olio combustibile, olio minerale grezzo, residuo distillazione di minerali, 5a = olii minerali, lubrificanti, olio di ricino per uso industriale, 5b = olio minerale scuro per boccole, 6 = olii vegetali ed animali non commestibili, 7 = olii vegetali ed animali  commestibili, 8 = olio per trasformatori, 9 = catrame, bitume, olio di catrame, olio di creosoto, creosoto, catrame vegetale, emulsioni bituminose, 10 = melasse, 11 = acido solforico concentrato
  • V: Veicoli speciali per il servizio interno dell’Amministrazione

I carri privati (non FS) avevano la prima lettera seguita da una P (per privato). Ad esempio,  la maggior parte dei carri serbatoi era quindi MP.

Documentazione su questi carri si trova in “I nostri carri per le vostre merci” edizione 1972, che pur essendo di epoca UIC ha riferimenti (oltre che schemi e immagini) riferiti all’epoca precedente. Una versione scannerizzata del documento si trova nell’ eccellente sito leferrovie.it. Parte delle informazioni qui riportate sono desunte da quel documento, altre sono ottenute da ilmondodeitreni.

In Scala N.

I carri con marcatura nazionale pre-UIC sono adatti alle epoche I, II e III. Mentre per queste epoche di carri tedeschi se ne trovano molti, quelli italiani scarseggiano.

A parte una certa ricchezza di carri F discussi recentemente, sono riuscito a trovare traccia di poche altre cose con marcature pre-UIC: alcuni carri L di vario tipo, un M, un Poz, un Pay e la coppia di carri Q di Lima.

Carro Fo Sagi, dalla collezione Angioy

Carro Poz Rivarossi, dalla collezione Angioy

Carro M Arnold, dalla collezione Angioy

Carro L Fleischmann

Carro L Tibidabo (c’era anche in versione senza carico)

Carro L Roco, art.25620

Carro L di Ar.Mo. dalla collezione di Carlo Mercuri

Carro Pay della SIFTA – prodotto da Lima

Coppia di carri Q di Lima

Avevo sempre pensato che i carri Q di Lima fossero opera di fantasia, invece non sono troppo dissimili dal prototipo reale.

Carro Q – bilico

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