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Posts Tagged ‘Danifer’

Pubblicato il 13 marzo 2022, ultimo aggiornamento 15 marzo 2022

Eccoci con la solita cronaca di veroNa Model Expo (In N, ovviamente…). Premessa: come sempre, è probabile che vi siano mancanze o imprecisioni: saremo grati a chi ci aiuterà a completare e correggere questa nota.

A detta di tutti, è stata un’edizione di ritorno alla normalità, anche se tuttora con mezzo viso nascosto dietro la mascherina. Certo, non affollata come un’edizione pre 2020, ma con un bel via vai di persone. Piccoli affollamenti davanti a Pirata, la cui vetrina è sempre un magnete irresistibile per gli ennisti, e la coda per poter incontrare Lorenzo Colli, grazie soprattutto al continuo (e meritato) successo dei suoi kit.

Però la cosa che piú ci ha colpito è che ora si vede N dappertutto! Almrose aveva un microplastico con le RhB di Kato che giravano, SircamElettronica mostrava i propri automatismo sfruttando un doppio ovale in N, DLF Fermodellismo Mantova aveva i suo bel plastico in H0 con una fedele riproduzione della stazione della città, ma in un angolo mostrava anche “Raddoppio Stablini”, un piccolo plastico in scala N a tema RhB.

Realistico modello della stazione di Mantova. Purtroppo in H0!

Raddoppio Stablini

Negli stand dei rivenditori vari (come ad esempio Artuffo) facevano capolino anche modelli nella scala piccola.

D.341 serie 4000 di Fratix nello stand Artuffo.

Del resto, che la scala 1:160 stia vivendo un momento di rifioritura non vi è dubbio. Non si sono ancora spenti gli echi per il clamoroso annuncio dei nuovi modelli italiani di Arnold (le Aln 668!) anche se non vi era ancora traccia dei relativi prototipi, ma siamo certi che si farà un gran parlare del nuovo catalogo Pirata.

Catalogo Pirata ’22

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Pubblicato il 15 gennaio 2022

Nell’epoca del vapore, quello prodotto dalla locomotiva serviva a far muovere il treno, ma in parte minore veniva usato anche per riscaldare le vetture. Una condotta ad hoc lo distribuiva alle vetture trainate, nelle quali veniva convogliato nei termosifoni. Dal 1907, tale funzione fu sussidiata da un carro apposito, detto carro riscaldo. Era anch’esso dotato di una caldaia, e presidiato da un fuochista. Il vapore prodotto serviva, appunto, solo per il riscaldamento. Questo si rendeva necessario quando la motrice non poteva fornire vapore alle vetture, in genere perché era una locomotiva di dimensioni ridotte e tutto il vapore prodotto andava usato per lo scopo primario. Divenne poi particolarmente importante quando la trazione divenne elettrica (sia con le locomotive trifase, che con le prime motrici a corrente continua).

Il primo posto nel convoglio trainato da una E.428 è per il carro riscaldo. Foto da forum-duegieditrice.com

Una E.646 con due carri riscaldo in composizione. Foto dal forum-duegieditrice.com

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Pubblicato il 4 settembre 2021

Finalmente si torna a una parvenza di normalità: ricomiciano le fiere. Se riusciamo a superare questa follia dei “novax per principio” ce la possiamo fare, e tornare alla normalità vera. Mi scuso per la mia “strong opinion” in merito con chi la pensa diversamente, ma consiglio di cuore di leggere l’interessantissimo punto di vista di Samantha Cristoforetti – alias Astrosamantha, ed il relativo commento di Riccardo Luna (brevissima lettura, istruttiva).

Dunque oggi e domani (4 e 5 /9) Hobbymodel a Verona. Dicevo una parvenza di normalità, perché non è proprio tutto normale. A parte le mascherine, alle quali siamo ormai abituati, i parcheggi erano problematici per via delle  indicazioni carenti (due giri dell’isolato sul lato dei soliti parcheggi – regolarmente indicati come al solito, ma chiusi!) prima di chiedere ad un addetto e scoprire che era aperto solo il P7. Pazienza. Biglietto solo on-line, green pass per entrare, ma tutto fluido e senza problemi. C’era anche una postazione per i tamponi, per chi non aveva un green pass valido.

Una volta entrati, erano aperti solo quatto padiglioni, tutti piuttosto fiacchetti (quello di elettronica quasi inesistente). Chi si difendeva meglio era il numero 11: ferromodellismo, che in fondo è quello che ci interessa. In un altro padiglione ancora treni, al mercatino dell’usato, piuttosto popolato e frequentato: Dunque treni vicino al 50% della fiera.

Prima di entrare nel padiglione 11, si incontrano due bellissimi, giganteschi modelli in scala 5″ interamente costruiti a mano da Carlo Ginelli, un anziano signore con una evidente gran passione ferroviaria.

E428 in scala 5″ di Carlo Ginelli

Era proprio un bel benvenuto! (Comunque Gigi Voltan ha trovato subito una piccola inconguenza:  il cancelletto antinfortunistico sugli avancorpi non va d’accordo con la livrea grigio pietra; è stato introdotti dal 1938 quando la livrea era già mutata in Isabella. Mitico Gigi!).

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Pubblicato il 9 febbraio 2020

Proseguiamo con il tema delle “Antologie”, passando in rassegna i modelli di locomotori elettrici a corrente continua del millennio precedente acquistabili attualmente da produttori diversi da LoCo (quest’ultimo lo abbiamo trattato nella puntata precedente). Facciamo riferimento solamente a produttori definiti come operatori del settore che abbiano un sito web o un catalogo disponibile, e/o che siano generalmente presenti a fiere di settore. Solo per i modelli attualmente non in produzione citiamo una realizzazione del passato.

Ma entriamo in dettaglio.

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Pubblicato il 5 ottobre 2019, ultima modifica 11 ottobre 2019

Quest’anno ci pare che Novegro sia stato “col botto”: in N davvero molte le novità viste, come testimonia la lunghezza di questa nota, anche se vi sono opinioni che la fase di decadimento rispetto agli anni d’oro non sia finita, come parrebbe dalla riduzione del numero di  espositori, a vantaggio delle associazioni che hanno potuto espandere i loro spazi per i plastici. Beh, verrebbe da dire che se c’è una contrazione questa non riguarda certo la scala N!

Apriamo il racconto con il consueto disclaimer, e i dovuti ringraziamenti:

Il disclaimer: a Novegro non c’ero – non ci sono mai stato – e questa nota quindi può contenere errori ed omissioni: me ne scuso e prego come sempre di mandarmi segnalazioni per poter correggere o integrare.

I ringraziamenti: in primo luogo a Paolo Imperiali, che con grande gentilezza e tempismo mi ha inviato, già il giorno di apertura della fiera, un ampio set di fotografie dalle quali ho potuto evincere quali fossero le principali novità, e ritagliare la maggior parte delle immagini qui riportate (tutte quelle senza autore specificato sono sue). Grazie Paolo!

Poi a Luca Di Pinto: anche lui mi ha inviato a fiera appena chiusa molte foto, ed un utilissimo testo nel quale ho potuto ottenere varie informazioni addizionali qui riportate.

Infine a coloro che hanno postato sui soliti forum (NParty e ASN) immagini e informazioni che ho potuto “saccheggiare”: grazie!

Veniamo quindi alla fiera, iniziando dai produttori ormai consolidati, e iniziando dal più prolifico: il solito Lorenzo Colli (nomen omen: “LoCo“).

E.428 Aerodinamiche di Lorenzo Colli – LoCo

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Pubblicato il 16 marzo 2019, ultima modifica 21 marzo 2019

Eccoci al solito appuntamento annuale con un report dallo HobbyModel di Verona, al quale nemmeno quest’anno ho partecipato – ho però buoni informatori, che ringrazio: oltre al solito Gigi Voltan anche Luca Di Pinto e Max Icardi. Il tutto poi viene arricchito da una spruzzatina di immagini recuperate da facebook, la piaga del secolo che però ogni tanto a qualcosina serve.

Iniziamo con la produzione industriale, anche se i grandi marchi non avevano stand (almeno quelli che producono anche in N), eccezion fatta per Piko, i cui modelli erano esposti dall’importatore italiano Emmemodel, ma che in N aveva ben poco, e nulla di italiano, ed Hornby, che concentra la produzione in N con lo storico marchio Arnold Rapido. A voler vedere il bicchiere mezzo pieno, quest’ultima aveva ben due motrici “italiane”, entrambe delle E.483, in livrea Mercitalia e NordCargo. Della prima conosciamo codice e prezzo di listino: HN2435, Euro 169,90 analogica, HN2435D Euro 219,90 digitale.

E.483 Mercitalia di Arnold Rapido, foto Luca Di Pinto

E.483 NordCargo di Arnold Rapido, foto Luca Di Pinto

Esponeva anche dei carri merce Trenitalia: degli  Habills nelle due livree FS e Mercitalia (set HN6415: due Mercitalia e un FS, Euro 102), e poi i soliti carri Eaos su cui è presente un carico di rottami (set HN6414, Euro 102).

Arnold Rapido – Habills in livrea FS, foto Luca Di Pinto

Arnold Rapido – Habills in livrea Mercitalia, foto Luca Di Pinto

Arnold Rapido – Carro Eaos FS con carico di rottami, foto Luca Di Pinto

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Pubblicato l’8 novembre 2017

Nel giugno 2017 si è celebrato il cinquantenario della “Tartaruga”, la E.444 delle FS. Non vi sono stati grandi clamori, ma l’evento non è passato inosservato. TuttoTreno le ha dedicato uno speciale, che fa seguito a quello che le dedicò nel 1997 per il trentennale, ed è apparso un bellissimo libro di quasi 400 pagine, subito vendutissimo, autori Luigi Voltan e Mario Di Fabio, Tiziano Edizioni.

Il libro di Luigi Voltan e Mario Di Fabio

Un altro “mezzo secolo” si compie oggi, 8 novembre 2017: è il cinquantesimo della comparsa del primo modello in scala N della Tartaruga, ad opera della vicentina Lima che l’anno prima aveva dato il via, con la sua linea “Micromodels”, alla scala N italiana. Per inciso, fu un caso in cui il modello in scala N precedette quelli nelle altre scale.

Lima 206, prima versione con i ganci ad occhiello

Qui vogliamo celebrare questo compleanno, ripercorrendo la storia della Tartaruga in scala N.

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Pubblicato il 24 ottobre 2015

Da un po’ mi frulla per la testa un’idea: visto che lo spazio é sempre poco per un plastico, un modo per far circolare un convoglio in più é… metterlo sotto terra: una metropolitana!

La cosa é semplice: più o meno sotto la stazione principale, a bordo del plastico dovrebbero essere in vista una stazione sotterranea: due semplici binari di corsa sui quali far alternate (con un temporizzatore) due convogli della metropolitana. Mi sono quindi chiesto se qualcuno lo avesse fatto.

Ho trovato un esempio in scala H0, che rende l’idea:

Esempio di metropolitana in scala H0. Da un post di Phoebe Vet su cs.trains.com

Esempio di metropolitana in scala H0. Da un post di Phoebe Vet su cs.trains.com

La realizzazione é semplicissima e lo spazio richiesto minimo: un ovale a doppio binario con un rettilineo di una cinquantina di cm per la stazione, un temporizzatore per far restare i convogli nascosti per un poco, e per farli sostare per un altro po’ in stazione. Usando raggi di curvatura R2U e R3U il tutto occupa uno spazio di 110 x 55 cm.

Un problema c’é: come fare a raggiungere i binari interni e nascosti se per caso un convoglio deraglia o non riparte? come pulirli periodicamente?

La soluzione é semplice: in un caso come quello prospettato non ci sono interconnessioni con altri “pezzi”, dunque la “metropolitana” potrebbe stare in una mensola scorrevole, o estraibile: come un cassetto.

In alternativa, il metrò potrebbe essere collegato con il plastico soprastante (ma allora l’accessibilità dei recessi va ben progettata). Un esempio di una stazione sotterranea sotto la stazione principale si ha nel grande e bel plastico (in H0) di stayathome.ch. In questo caso l’idea é più o meno la stessa: la stazione mostra due binari paralleli. In realtà sono un raddoppio di una linea a binario singolo:

La stazione sotterranea della S-Bahn di stayathome.ch

La stazione sotterranea della S-Bahn di stayathome.ch

La parte alta del tracciato é un elicoidale che raggiunge il piano superiore, dove si trova il plastico vero e proprio:

La parte visibile (piano alto) del plastico di stayathome.ch

La parte visibile (piano alto) del plastico di stayathome.ch

Vi é poi un terzo piano contenente le stazioni nascoste, ma per questo rimandiamo al sito che lo descrive (in tedesco). Forse torneremo a parlarne però perché il design di questo plastico è interessante e merita una presentazione più accurata.

Per la realizzazione della stazione della metropolitana, la soluzione più semplice (ma meno bella) è di preparare un semplice fondale disegnato (se ne trovano in scala 0 ed H0, basta ristamparli ridotti, o farseli con un programma di disegno al computer). Un venditore su ebay ne ha diversi tipi, tutti in ambientazione USA.

Fondale per stazione Metro

Fondale per stazione Metro

Volendo, un produttore giapponese (Permil) nel 2012 ha realizzato delle stazioni della metropolitana in scala N in lasercut e plexyglass.

Stazione Permil con banchina centrale

Stazione Permil con banchina centrale

Stazione Permil con banchina laterale

Stazione Permil con banchina laterale

In realtà farsi da sé le cose é meno complicato che fare il plastico soprastante…

Si potrebbe poi miniaturizzare una scala mobile (magari funzionante?) per collegare la stazione della metropolitana con il piano superiore. Una bella sfida, no?

A questo punto… cosa farci girare? La scelta é ampia. Stayathome più che a una metropolitana pensa ad una stazione di S-bahn posta al piano inferiore, come e ne trovano tante all’estero: vado a memoria e cito (potrei sbagliare) per esempio la stazione di Monaco, o anche (mi pare) la Gare de Lyon a Parigi. Ci fa quindi circolare – essendo l’ambientazione elvetica – treni mossi dalla monocabina Re450.

Volendo fare davvero una “metropolitana” in scala N si possono trovare dei convogli Kato, come il Tokyo Metro Subway Series 02 Marunouchi Line (Kato 10-1126), che ha l’aspetto di una metropolitana classica che si potrebbe trovare un po’ ovunque:

Tokyo Metro Subway Series 02 Marunouchi Line - 6 Cars Set - Kato 10-1126

La vettura pilota del Tokyo Metro Subway Series 02 Marunouchi Line

Sempre da Kato, vi sono (almeno) altre due confezioni:  KA-10-877 ( Tokyo Metro Subway Series 16000 Chiyoda Line) e KA-10-1109 (Tokyo Metro Subway Series 500/300 Marunouchi Line). La prima é di un epoca più moderna:

La vettura pilota del Tokyo Metro Subway Series 16000 Chiyoda Line Kato 10-877

La vettura pilota del Tokyo Metro Subway Series 16000 Chiyoda Line Kato 10-877

La seconda invece ha un look più antico

La vettura pilota del Tokyo Metro Subway Series 500/300 Marunouchi Line 10-1109

La vettura pilota del Tokyo Metro Subway Series 500/300 Marunouchi Line 10-1109

Certo, si tratta di confezioni piuttosto abbondanti per l’uso che abbiamo prospettato: tre vetture sarebbero sufficienti, qui in tutti e tre i csai sono ben sei.

I tre set di metropolitana citati

I tre set di metropolitana citati

Chi fosse interessato ai modelli USA può fare riferimento alle stampe 3D Shapeways di islandmodelworks

Modello in scala N della metropolitana di Boston (solo chassis), da Island Modelworks

Modello in scala N della metropolitana di Boston (solo chassis), da Island Modelworks

Volendo restare in Europa, potrebbero andar bene anche la S-Bahn di Berlino che abbiamo lungamente descritto altrove, nella versione d’antan Arnold-Rivarossi, o in versione moderna con i modelli Kato-Hobbytrain della 481-482 attesi a breve.

Minitrain Rivarossi ET/ES 165, la S-Bahn berlinese

Minitrain Rivarossi ET/ES 165, la S-Bahn berlinese

L’ipotesi che più mi piace però é quella della bella S-Bahn/U-Bahn di Monaco, prodotta da Arnold Rapido in una varietà di livree, che é quella che ha ispirato l’idea iniziale di questo articolo. Si tratta del convoglio ET 420 chiamato in origine “Olympiazug” perché prese servizio nel 1972 in occasione delle (tragiche) Olimpiadi di Monaco. Il modello ha una bellissima illuminazione interna, e quindi si presta particolarmente bene allo scopo. Anche la sua lunghezza complessiva (420 mm) è perfetta per lo scopo indicato.

ET 420 Arnold

ET 420 Arnold

ET 420 Arnold in tre diverse livree, da hornby-deutschland.de

ET 420 Arnold in tre diverse livree 8con pubblicità AEG, Lavamat e Dornkaat), da hornby-deutschland.de/Arnold_Rapido_Club

Il modello, presentato nel 1972, a quaranta anno di distanza é ancora a catalogo, e di tanto in tanto appare con una nuova livrea. Credo che le versioni realizzate siano state oltre 10 – la seguente immagine ne mostra 6.

6 versioni dell'ET 420 Arnold, da hornby-deutschland.de

6 versioni dell’ET 420 Arnold, da hornby-deutschland.de/Arnold_Rapido_Club. Dall’alto: “Handelsblatt”, “Dornkaat”, S-Bahn Munchen blau, Airport München, “AEG”, S-Bahn München rot

Attualmente vi sono almeno in commercio almeno cinque versioni: HN2162 (arancio e bianco, senza pubblicità), HN2163 (Verkehrsrot), HN2164(blu e bianco, senza pubblicità), HN2192 (rosso vino e bianco), HN2193 (arancio-giallo-bianco), tutte con slot per il decoder, ma anche in versione già digitalizzata i in versione sound.

Arnold BR 420, HN2162

Arnold BR 420, HN2162

E volendo restare nel Bel Paese? Ci si può ispirare alla metropolitana di Napoli, che ha utilizzato materiale ordinario per quella che dal 1997 é chiamata “linea 2”. Nel 1925 fu infatti inaugurato il primo “passante ferroviario urbano” d’Italia, noto come “metropolitana FS di Napoli”. Collega la periferia ovest (Bagnoli) con quella est (San Giovanni – Barra) passando per il centro cittadino (Fuorigrotta, Mergellina, piazza Amedeo, Montesanto, piazza Cavour e piazza Garibaldi).

La Linea 2 di Napoli

La Linea 2 di Napoli

Inizialmente fu l’epoca di convogli trainati dalle E.321 a terza rotaia.

La E.321 conservata al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano. Foto Cretaive Commons di Friedrichstrasse, da mediawiki

La E.321 conservata al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano. Foto Creative Commons di Friedrichstrasse, da mediawiki

Poi, nel 1940, venne il tempo delle E.624

E.624

E.624

Nei primi anni sessanta fu la volta di 14 unità  automotrici ALe 803, dotate di gancio automatico. Saranno i treni che resteranno per il maggior numero di anni (oltre tre decenni) in funzione come “metropolitane” tra Pozzuoli e Gianturco.

Nel 1984 le ALe 724 sono a fianco delle ALe 803. Dettaglio da una foto © Francesco Capezza da photorail.com

Nel 1984 le ALe 724 sono a fianco delle ALe 803. Dettaglio da una foto © Francesco Capezza da photorail.com

Dal 1983 il servizio toccò alle ALe.724, ALe.582, ALe.642, come si vede anche in alcuni filmati youtube.

Circa dieci anni dopo furono affiancate dai TAF

TAF a Napoli

TAF a Napoli

In un plastico in scala N ad ambientazione italiana ci sarebbe quindi ampia scelta: per citare alcuni modelli si potrebbe quindi usare la E.624 di ACAR (Achille Carminati), l’ALe 803 di Danifer,  l’ALe 582 di Pirata, il TAF di Trenomodel (Stefano Depietri).

E allora, forza con al metropolitana nel plastico!

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Pubblicato: 16 marzo 2013, ultima modifica 9 luglio 2021

Negli anni ’60 e ’70, a seguito della realizzazione della nuove vetture UIC-X destinate prevalentemente alle lunghe percorrenze, si decise di realizzare un certo numero di carrozze di accompagnamento con un limitato servizio ristoro. Non erano delle vere carrozze ristorante, ma avevano una cucina, un po’ sul modello delle Buffet-Bar tedesche. Sono entrate in composizione a vari treni espressi, ma oggi risultano quasi tutte accantonate a causa della presenza di amianto. Furono costruite in 2 tipi: con posto ristoro grande, sopprimendo una ritirata e tre scompartimenti, e con posto ristoro piccolo, sopprimendo una ritirata e uno scompartimento. Alcune unità erano dotate di cucina a carbone, altre di cucina elettrica. Erano contrassegnate esternamente da un logo. Sono esistite del Tipo 1964, (40 unità, serie Br 50 83 85-88 200-239, con posto ristoro piccolo e 20 unità, serie 85-88 300-319, con posto grande, tutte poi passate alla serie 85-78) e del Tipo 1970 (20 carrozze con climatizzazione Friedmann, 49 con climatizzazione FER). Dal 1987 le Tipo 1970 hanno avuto la carenatura ridotta, e l’impianto di condizionamento è stato sostituito con aria soffiata. A seconda dell’epoca, le carrozze hanno vestito le principali livree: Grigio Ardesia, Rosso Fegato, XMPR-PAX.

Le UIC-X ristoro presentano il finestrino accanto alla porta sinistra, lato compartimenti (quello che corrisponde ad una delle due ritirate) accecato. Sotto la prima finestra si trova una botola per il caricamento viveri. Le finestre interessate alla zona ristoro (tre nel caso della zona ristoro “grande”, una nel caso della zona ristoro “piccola”) sono opacizzate (talvolta solo alcune di esse).

Dal 1970 una decina di unità Tipo 1964 con comparto ristoro piccolo fu autorizzata ai 180 km/h e di conseguenza furono dotate di filetto rosso. Dal 1973 al 1977 ebbero il freno a 3 stadi di pressione, così avvenne (anche in questo caso  fino al 1977) per altrettante Tipo 1970 tra quelle del sottogruppo atto al servizio internazionale (85-70).

Le serie

  • Prima serie – Tipo 1964 – 40 (1966-68) unità con posto ristoro piccolo +30 (1966-67) unità con posto ristoro grande

Br Tipo 1974 – Carrozza con posto ristoro piccolo

Br Tipo 1974 – Carrozza con posto di ristoro grande

  • Quarta serie – Tipo 1970 – 20 (1973-74) + 49 (1974-76) unità, con due diversi tipi di climatizzazione.

Br Tipo 1970 – Carrozza con posto di ristoro grande – climatizzazione FER

Br Tipo 1970 – Carrozza con posto di ristoro grande – climatizzazione Friedmann

Carrozza Ristoro BRz Tipo 1970 in lavorazione presso lo stabilimento SNIA di Colleferro -Si noti il "camino" sull'imperiale Foto del produttore

Carrozza Ristoro BRz Tipo 1970 in lavorazione presso lo stabilimento SNIA di Colleferro -Si noti il “camino” sull’imperiale Foto del produttore

Interno del comparto di servizio della BRz Tipo 1970 - Foto del produttore

Interno del comparto di servizio della BRz Tipo 1970 – Foto del produttore

Corridoio a fianco del comparto di servizio della BRz Tipo 1970 - Foto del produttore

Corridoio a fianco del comparto di servizio della BRz Tipo 1970 – Foto del produttore

Le livree

  • Grigio Ardesia

Le foto delle carrozze ristoro nella originaria livrea Ardesia sono rarissime. Suppliamo mostriando i modelli ACME in H0 per il Tipo 1964 e 1970, entrambi con posto ristoro grande.

Carrozza Ristoro Tipo 1964 – Modello ACME in H0

Carrozza ristoro Tipo 1970 con carenatura completa – Modello ACME in H0

Qualche immagine comunque l’abbiamo reperita: di seguito una Tipo 1970- posto ristoro grande

Rara immagine di una UIC-X 1970 Ristoro in grigio ardesia - dettaglio da una foto del Rapido Aurora reperita su www.forum-duegieditrice.com, originale da Mondo Ferroviario n° 84, giugno 1993

Rara immagine di una UIC-X 1970 Ristoro in grigio ardesia – dettaglio da una foto del Rapido Aurora reperita su http://www.forum-duegieditrice.com, originale da Mondo Ferroviario n° 84, giugno 1993

BRz Tipo 1970, da un depliant del produttore

BRz Tipo 1970 compartimento grande, da un depliant del produttore

BRz Tipo 1970, compartimento ristoro grande, sul pronte trasbordatore. Foto del produttore

BRz Tipo 1970, compartimento ristoro grande, sul pronte trasbordatore presso lo stabilimento SNIA di Colleferro. Foto del produttore

Qui vediamo una Tipo 1970 con carenatura ridotta rispetto all’origine.

Tipo 1970 Ristoro (compartimento grande) con carenatura ridotta nel 1994 a Bari - Foto © Marcello La Penna da Flickr

Tipo 1970 Ristoro (compartimento grande) con carenatura ridotta nel 1994 a Bari – Foto © Marcello La Penna da Flickr

  • Rosso Fegato

Carrozza Ristoro Tipo 1964, Foto del 2007 © E.Imperato da http://www.trenomania.org

Tipo 1970 a Milano, dettaglio di una foto su facebook

Lato corridoio di una Servizio Ristoro Tipo 1970 nel 1999 a Udine, dopo la riduzione della carenatura – Foto © Graziano da http://www.trainzitaliafoto.com

  • XMPR- PAX

Ristoro Tipo 1964. Si nota il portellino carica vivande. I primi due finestrini non sono opacizzati – foto © Ernesto Imperato da http://www.trenomania.org.

Ristoro Tipo 1970. Si nota il portellino carica vivande. Tutti e e tre i finestrini della zona ristoro sono opacizzati – foto © Ernesto Imperato da http://www.trenomania.org.

Ristoro Tipo 1964 nel 2005 – foto © Ernesto Imperato da http://www.trenomania.org.

Ristoro Tipo 1970 nel 2005 – si nota la carenatura ridotta rispetto all’origine. Foto © Ernesto Imperato da http://www.trenomania.org.

In scala N

Non vi sono a nostra conoscenza modelli industriali o artigianali delle ristoro, che possono però con poco sforzo essere ottenute a partire dalle carrozze di seconda classe. Una interessante esempio è mostrato da Blaine Bachmann, che modificando le Tipo 1964 Rivarossi ha realizzato una ristoro, accecando un finestrino e utilizzando decals autoprodotte. A voler essere pignoli, bisognerebbe incidere gli sportelli per il carico vivande, e andrebbero opacizzati alcuni finestrini.

Carrozza Rivarossi modificata in Br Tipo 1964. Si noti il finestrino accecato sulla sinistra.

Le decals di Blaine sono reperibili presso l’Ennegozio (solo soci ASN, anche se recentemente a Verona non erano più disponibili) o direttamente da Blain (www.decalenne.com). Invece griglia di aerazione (per la 1970, lato corridoio) e porte in fotoincisione sono prodotte da Danifer.

Decals per Bcz e Brz, da decalenne

Il sito francese trains160.com h realizzato in piccolissima serie le ristoro italiane. Sembra aver utilizzato esattamente le decals di Blaine – o una loro copia – per decorare delle carrozze Minitrix riverniciate.. Il risultato finale ha un bell’aspetto – peccato che la Minitrix di partenza sia stata scelta a 11 compartimenti invece che a 12…

LA BRz di www.trains160.com - foto dal loro sito

LA BRz di http://www.trains160.com – foto dal loro sito


Grazie a Gigi Voltan per la revisione ed integrazione dell’articolo.


Tutti gli articoli di questa serie sulle UIC-X:

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pubblicato il 2 febbraio 2013, ultima modifica 17 marzo 2019

Giuseppe Borzellino è ben noto nel mondo della Scala N, ed è molto apprezzato per i suoi lavori. Sul web però è assai difficile trovare informazioni su di lui e sulla produzione della sua DANIfer: cercando “danifer” con google si trova tutt’altro, e facendo ricerche più mirate come “danifer scala n” o “danifer borzellino” le informazioni e immagini che si trovano sono scarse e frammentarie.  Con questo articolo ci proponiamo di colmare  questo vuoto.

Appassionato di ferrovia e di modellismo fin da bambino, Giuseppe conobbe nel 1995, ad una mostra, il titolare di una ditta che stampava in resina, materiale che allora non conosceva, scocche di auto. Raccolse notizie su come procedere per stampare alcuni modelli e partì con l’intenzione di ampliare la propria collezione di treni in scala N. La scelta cadde sulla “Corbellini”.

Corbellini semipilota Danifer

Corbellini semipilota Danifer

Giuseppe aveva i disegni quotati, foto a volontà e il modello in N, naturalmente, non esisteva. Dopo un mese di lavoro il prototipo, costruito con vari fogli e laminati in plastica, era pronto per essere stampato. Il primo problema si evidenziò quando Giuseppe riferì alla ditta la sua intenzione di avere 10 (dieci!) stampi per la propria collezione privata: la risposta fu che il quantitativo minimo era di 100 (cento!) pezzi: questo voleva dire decuplicare i costi di assi, decals, fotoincisioni… Giuseppe però non si scoraggiò: prese coraggio ed iniziò la sua avventura. Realizzati i primi pezzi, li mostrò ad alcuni negozianti di Roma: dopo tre settimane dovette mettere in stampa una seconda fornitura! Così, quasi per caso, nacque DANIfer.

Tutti i modelli sono in resina epossidica, verniciati ad aerografo con colori originali FS (anche se forse non possono avere la precisione industriale della tampografia, sono comunque bellissimi), hanno vetri a filo, marcature in decals particolarmente curate con diverse numerazioni e particolari in fotoincisione. Tutte le meccaniche dei modelli DANIfer sono di Fonfara.

DANIfer realizza anche lastrine fotoincise che comprendono accessori  per un locomotore E.424 o E.636 o E.646: i corrimano completi , condotte, tergicristallo e trombe. Un’altra lastrina contiene aggiuntivi per la D.341. I tre set di decals comprendono varie numerazioni di locomotive elettriche, diesel e della Gr.835. E’  in preparazione un quarto set di decals dedicate alle E.626 ed E.652.

Lavorando da solo (le sue collaborazioni si esauriscono con Euromodell per le motorizzazioni e con MDF per fotoincisioni e decals) Giuseppe (e quindi DANIfer) non ha un sito. Partecipa solo sporadicamente a qualche evento modellistico, per cui occorre contattarlo tramite e-mail o telefono. I contatti sono riportati nel catalogo scaricabile alla fine di questo articolo.

Passiamo ora in rassegna i modelli prodotti da questa piccola ma prestigiosa realtà artigianale.

Materiale motore.

D 341 è in resina, su base Rivarossi, migliorata: fanali di giuste dimensioni, finestrini risagomati, scalette complete, corrimano, vetri a filo e nuove targhe. E’ stata realizzata anche in livrea nera LFI.

La D.341.1035 Danifer

La D.341.1035 DANIfer – Foto di Fabrizio Guerrieri

La D.341.1035 Danifer

Dettaglio del frontale della D.341 DANIfer. Si notano i vari corrimano, le condotte di accoppiamento, i tergicristalli. Foto Giuseppe Borzellino

ALn 668 serie 1400/1800

Vendute in coppie e in terne, sono state realizzate in diverse livree: origine (castano/isabella), verde lichene-giallo coloniale, grigio azzurro-pergamena, XMPR.

ALn 668.1881 in livrea

ALn.668.1881 DANIfer in livrea grigo azzurro-pergamena.

Coppia di 668, una in verde lichene - giallo colonale

Coppia di 668, una in verde lichene – giallo coloniale

ALn 668 nella ua veste più recente:XMPR

ALn.668.1802 nella sua veste più recente: XMPR

ALn.660.1404, rimorchiata intermedia.

ALn.668.1404 in versione macchina intermedia (intercomunicanti aperti su entrambi i lati). Foto dalla Collezione Angioy.

Ln.664.1408 rimorchiata intermedia (DANIfer fuori produzione)

Ln.664.1408 rimorchiata intermedia (DANIfer fuori produzione). Foto dalla Collezione Angioy.

ALe 803

Questo modello fa eccezione perchè non è in resina ma in metallo. Motorizzazione Bodo Fonfara. Tripletta comprendente la ALe.803, la Le.803 intermedia e la Le.803 pilota.

Confezione con i tre elementi della ALe.803 di DANIfer. Foto collezione Angioy.

Confezione con i tre elementi della ALe.803 di DANIfer. Foto collezione Angioy.

ALe.803 DANIfer sul plastico di Cretaz, da

La splendida ALe.803 DANIfer sul plastico di Cretaz, da http://cretaz-station.blogspot.it

Carrozze passeggeri

Corbellini: Tipo 1947 – Tipo 1951R

Come già detto, le Corbellini sono state il primo prodotto di DANIfer (Ricordiamo che su questo blog c’è un dettagliato articolo sulla storia di questo tipo di carrozze, con vari dettagli).
Le Corbellini realizzate da DANIfer comprendono almeno 4 diverse tipologie: Tipo 1947 simmetrica a carrelli, Tipo 1947 simmetrica a carrelli con aeratori, Tipo 1947 versione semipilota, e Tipo 1951R lunga mista. Varie le livree: castano-isabella, grigio ardesia, castano, LFI.

Tipo 1947 simmetrica di DANIfer con aeratori sul tetto, dalla collezione di Paolo Angioy

Tipo 1947 simmetrica di DANIfer senza aeratori, dalla collezione di Paolo Angioy

Vettura semipilota Tipo 1947 di DANIfer, dalla collezione di Paolo Angioy

Confezione DANIfer da due vetture tipo 1951R “lunghe” simmetriche

Dettaglio della semipilota.

Dettaglio della semipilota. Si notino i finestrini abbassati, la nitidezza delle scritte, le condotte di accoppiamento verniciate. In primo piano la cabina telefonica, anch’essa prodotta da DANIfer

La prossima foto mostra una Tipo 1947 in un diorama di Giuseppe Borzellino presentato su Ferrovie.it.

Dettaglio di una Corbellini Tipo 1947 DANIfer modificata per un diorama. Si possono notare i mancorrenti interni alle porte.

Tipo 1959

Le Tipo 1959 caratterizzano l’intera seconda metà del ventesimo secolo, e sono quindi carrozze che hanno un grande fascino per il ferromodellista. DANIfer le ha realizzate in quattro versioni: Az, ABz, Bz, Brz (carrozza ristoro). Le livree sono il castano, il grigio-ardesia e il rosso fegato, oltre che la caratteristica livrea “Treno Azzurro“.

Le Tipo 1959 DANIfer in castano. Dall'alto in basso Bz, ABz e Az.

Le Tipo 1959 DANIfer in castano. Dall’alto in basso Bz, ABz e Az.

Tipo 1959 Az DANIfer - dalla Collezione Angioy

Tipo 1959 Az DANIfer – dalla Collezione Angioy

Az Tipo 1959 - versione senza aeratori

Az Tipo 1959 – versione senza aeratori

Tipo 1959 ABz Grigio Ardesia DANIfer - dalla Collezone Angioy

Tipo 1959 ABz Grigio Ardesia DANIfer – dalla Collezione Angioy

BZ 1959 Danifer - Foto Christian Corradi

Tipo 1959 Bz Grigio Ardesia – Foto Christian Corradi

Tipo 1959 Az DANIfer - dalla Collezione Angioy

Tipo 1959 Az DANIfer – dalla Collezione Angioy

Tipo 1959 ABz DANIfer - dalla Collezione Angioy

Tipo 1959 ABz DANIfer – dalla Collezione Angioy

Tipo 1959 ABz in livrea Treno Azzurro

Tipo 1959 ABz in livrea Treno Azzurro

Interessanti le versioni Brz, carrozza ristoro, sia in grigio ardesia che in rosso fegato.

Carrozza Ristoro DANIFer Tipo 1959 - Grigio Ardesia

Carrozza Ristoro DANIFer Tipo 1959 lato compartimenti – Grigio Ardesia

Carrozza ristoro Tipo 1959 Rosso Fegato - DANIfer

Carrozza ristoro Tipo 1959 Rosso Fegato lato corridoio – DANIfer

Tipo 1960 – cuccette

Una variante delle Tipo 1959 furono le cuccette Bcz costruite nel 1960, e fino a poco tempo fa ancora in circolazione. DANIfer le ha realizzate in Rosso Fegato e in XMPR.

Cuccetta Tipo 1960. SI notano, all'interno degli scompartimenti, le scalette per accedere alle cuccette superiori. La curvatura del tetto è una aberrazione sferica dell'obiettivo fotografico, e non un difetto del modello.

Cuccetta Tipo 1960 DANIfer. Si notano, all’interno degli scompartimenti, le scalette per accedere alle cuccette superiori. La curvatura del tetto è una aberrazione sferica dell’obiettivo fotografico, e non un difetto del modello. (Cliccare sull’immagine per ingrandirla).

Cuccetta Tipo 1960 XMPR

DANIfer: Cuccetta Tipo 1960 XMPR – lato corridoio.

Cuccetta Tipo 1960 XMPR - lato compartimenti

Cuccetta Tipo 1960 XMPR – lato compartimenti

Dettaglio di una Tipo 1960. Si notino il mancorrente e il predellino in fotoincisione.

Dettaglio di una Tipo 1960 DANIfer. Si notino il mancorrente e il predellino in fotoincisione. Anche le cornici dei finestrini sono fotoincise.

Delle cuccette miste AcBcz 64 302 – 319 del 1956 sono ottenibili elaborando delle DANIfer ABz 1959. L’operazione è stata documentata da Gigi Voltan sul forum NParty.

Bagagliai Tipo 1964

Anche se non figurano a catalogo, in passato DANIfer ha realizzato indispensabili complementi come i Dz 80200 in livrea grigio ardesia e treno azzurro. Credo che di recente siano stati rimessi in produzione.

Diz 80200, bagagliaio Tipo 1964, dalla Collezione Angioy

Diz 80200, bagagliaio Tipo 1964, dalla Collezione Angioy

Il Dz 80200 in livrea Treno Azzurro, dalla Collezione Angioy

Il Dz 80200 in livrea Treno Azzurro, dalla Collezione Angioy

Partendo da questi bagagliai è possibile effettuare, tramite una elaborazione non eccessivamente complessa, i DUz 93.250 – 258 che furono abilitati ai 180 Km/h tra il 1970 e il 1973. Gigi Voltan ha documentato tale trasformazione sul forum Nparty.

Altri prodotti

Oltre al materiale fin qui visto, la produzione DANIfer comprende anche un set di 4 carri a sponde con carico telonato, e vari accessori per il plastico: casello FS piccolo, cabina telefonica FS, macaco, cassa manovra deviatoi, paraurti per tronchino (le foto sono visibili sul listino).

I telonati di Borzellino, dalla Collezione Angioy

I telonati di Borzellino, dalla Collezione Angioy

In passato ha realizzato anche pianali lunghi FS (in coppia) per il trasporto rotaie.

Il listino DANIfer non è reperibile in rete, e quindi pensiamo di fare cosa utile pubblicandone qui una copia recentemente avuta da Giuseppe (anche se l’intestazione dice “2006” sembra essere quello corrente).

licca sull'immagine per vedere il catalogo DANIfer

Clicca sull’immagine per vedere il catalogo DANIfer

Segnaliamo che è possibile acquistare delle carrozze DANIfer anche sul sito Ferrovie.it On Line, anche se  i soci ASN è meglio si rivolgano direttamente a Giuseppe per avere lo sconto loro riservato. Infine, sempre sul sito di Ferrovie.it, è possibile vedere un diorama che mostra come l’abilità modellistica di Giuseppe non sia limitata ai soli rotabili.

Aggiornamento Marzo 2019

A Novegro 2018 e Verona 2019 si sono viste varie novità. Tra le motrici vi sono alcune articolate con frontale poliederico: le E.636, E.645 prima serie e E.646 prototipo, oltre ad una D.343.

E.636, E.645 prima serie e E.646 prototipo di Danifer

E.645 serie 100 Danifer

E.646 Prototipo Danifer

D.343 Danifer, dal profilo Facebook di Giuseppe Borzellino

D.343 Danifer, dal profilo Facebook di Giuseppe Borzellino

Carrellata del parco nuove motrici Danifer

Il materiale rimorchiato include un carro riscaldo, ed una nova variazione di una Tipo 1959 in versione vettura Buffet-Bar.

Carro Riscaldo Danifer

Carrozza Buffet Danifer, immagine tratta da un video.

Ringrazio Paolo Angioy e Giuseppe Borzellino per foto e informazioni, e Fabrizio Guerrieri che qualche tempo fa mi aveva inviato alcune foto della D.341.

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