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Archive for the ‘Infrastruttura ferroviaria’ Category

Pubblicato il 10 dicembre 2016, ultimo aggiornamento 9 luglio 2017

Domani, 11 dicembre, il traforo i base del Gottardo aprirà alla circolazione a pieno regime dei treni passeggeri: i merci già ci viaggiavano da qualche mese, ed un paio di treni viaggiatori al giorno già percorrevano il nuovo tunnel, ma da domani tutti i treni a lunga percorrenza abbandoneranno la vecchia linea. Abbiamo quindi pensato di celebrare lei, la vecchia linea, con la nota odierna.

Dovendo recarmi a Zurigo per lavoro nell’ottobre di quest’anno, ho avuto l’occasione di percorrere un anello ferroviario di estremo interesse: Trento-Brennero-Innsbruck-St.Anton-Zurigo-Art Goldau-Chiasso-Milano-Verona-Trento. Non avevo mai viaggiato sulla tratta Zurigo-Milano, sulla quale un tempo correva il TEE Gottardo, per anni “impersonato” dal RAe 1050 del quale abbiamo parlato estesamente in un altra nota, ma anche le potentissime Ae 8/14 e di celeberrimi Coccodrilli Ce 6/8.

Il RAe 1050 a Wassen, sulla lnea del Gottardo- Foto © Lornzo Banfi da trainspo.com

Il RAe 1050 a Wassen, sulla lnea del Gottardo- Foto © Lorenzo Banfi da trainspo.com

Una Ae 8/14 nel 1981 sulla rampa Nord del Gottardo, foto ç Jean Marc Fryboug da http://www.railpictures.net.

Una Ae 8/14 nel 1981 sulla rampa Nord del Gottardo, foto © Jean Marc Fryboug da http://www.railpictures.net.

Ce 6/8 sulle rampe del Gottardo. Foto ç chchr_75 da flickr

Ce 6/8 sulle rampe del Gottardo. Foto © chchr_75 da flickr

E’ stata dunque un’eccellente occasione per percorrere questa storica linea, fonte di ispirazione per generazioni di plasticisti in tutte le scale. Mi ero preparato, ed ho avuto la fortuna di essere nella prima carrozza, poco affollata, dell’ETR.610 delle SBB: ho così liberamente potuto spostarmi a destra e a sinistra, a seconda di dove corresse il treno, per cogliere dettagli di questa splendida linea. Qui ne riassumo il percorso, e gli aspetti piu’ notevoli.
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Pubblicato il 3 settembre 2016

La scrittura di queste note è almeno in parte motivata da vari ricordi più o meno di infanzia a carattere ferroviario. Tra questi c’e n’è uno con una curiosa dinamica: sul ponte che traversa l’Isarco, e che è parte integrante della stazione di Bolzano, si vedeva frequentemente una 245 da manovra andare avanti e dietro con un convoglio merci che si accorciava progressivamente. Quando tornava verso la stazione si poteva sentire il motore andare rapidamente su di giri: accelerava violentemente per poi rallentare, e a questo punto uno o più carri si staccavano dal convoglio e procedevano autonomamente per inerzia, fino a cozzare, a volte piuttosto violentemente, con carri fermi su uno dei”binari di direzione” del fascio merci che si snodava a fianco di quello di corsa con le pensiline.

Dei carri si muovono a gruppi durante una fase di smistamento effettuato a spinta.

Dei carri si muovono a gruppi durante una fase di smistamento, immagine da un filmato Luce

In questi casi si sentiva un gran botto metallico di respingenti che attutivano l’urto. Nella maggior parte dei casi però l’accostamento dei carri avveniva con meno violenza, e meno fragore.

Imparai presto che si chiamava “manovra a spinta”, e che era un modo efficiente per smistare i carri riorganizzando i convogli per prepararli per le nuove destinazioni.

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Pubblicato il 5 marzo 2016, ultima modifica 8 marzo 2016

I segnali ferroviari luminosi vanno di norma collocati alla sinistra del binario a cui si riferiscono. In tal caso il loro aspetto è “a vela tonda”:  un disco nero con bordo bianco, ed al centro la zona luminosa. In genere sono posti su un palo (detto anche “stante”). Talvolta però non c’è lo spazio per collocare lo stante: in tal caso si può porre lo stesso sulla destra del binario, ed il segnale assume la “vela quadra”, con la zona luminosa al centro di un quadrato nero con bordo bianco.

Vla tonda e vela quadra

Vla tonda e vela quadra

Segnali a detra e sinistra dei binari, da www.segnalifs.it

Segnali a detra e sinistra dei binari, da http://www.segnalifs.it

Quando possibile, si preferisce però non far ricorso alle vele quadre. Per poter porre il segnale a sinistra  anche quando non c’è lo spazio sufficiente per uno stante, si ricorre dunque all’ancoraggio del segnale dall’alto invece che dal basso tramite il  “portale a sbalzo”. Un esempio è all’uscita della piccola  stazione di Lomello, sulla Pavia-Alessandria. (Giorgio Stagni ne discute degli aspetti economici sul suo interessantissimo sito Stagniweb).

Segnali a Lomello -Foto © Giorgio Stagno da Stagniweb

Segnali a Lomello -Foto © Giorgio Stagno da Stagniweb

Per inciso, notiamo come in foto il segnale più a sinistra soprasti un triangolo bianco su sfondo nero, indicatore di velocità di percorrenza limitata a 30 Km/h poiché la linea è deviata.
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