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Archive for the ‘Curiosità’ Category

Pubblicato il 7 marzo 2020, ultima modifica 19 marzo 2020

Intermodalità è un concetto chiave per la modernizzazione del trasporto merci. Il caso più eclatante è quello dei containers, che possono essere caricati su navi, treni e camion per trasportare merci dall’origine alla destinazione. Nel caso del trasporto aereo abbiamo invece containers specializzati, ma almeno uno di questi (M6: venti piedi, o 6 metri circa) è usato anche in ambito stradale e ferroviario.

Spesso però parlando di intermodalità la prima cosa che viene in mente è il trasporto di autotreni carichi sui carri (ad esempio i Saadkms) come nella RoLa – Rollende Bahn tedesca.

Carro Saadkms – Foto © Mauro Rastello da Trenomania

Meno immediato è pensare al trasporto stradale di carri merci: ci questi ci siamo già occupati altrove (nota sui Culemayer).

Culemayer tra Milano e Limbiate, data imprecisata., probabilmente negli anni ’80. Marco Moerland da Flickr

Ancor meno intuitivo è il caso di rotabili ferroviari che trasportano rotabili ferroviari: ma proprio di questi discutiamo questa volta.

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Pubblicato il 23 novembre 2019

Per riconoscere la macchina presente in questa foto bisogna stropicciarsi un po’ gli occhi…

Una motrice misteriosa – Foto Bruno CIvidini da ilportaledeitreni

Eppure questo coso dall’aspetto tedesco (Bundesrepublik), con i loghi della fittizia società ferroviaria TTT (?!?) è proprio lei: una Tartaruga mascherata! Anzi, per la precisone la E.444.046 in un improbabile travestimento.

Ma vediamone la storia…

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Pubblicato il 24 agosto 2019

Abbiamo recentemente dato un’occhiata ai castelli sui plastici ferromodellistici. Qui parliamo di un castello particolare, suggerendone l’eventuale realizzazione modellistica, e come sempre lo guardiamo con in primo piano i treni.

Iniziamo con un insolito transito di un ICE tedesco nell’austriaca Carinzia.

Un ICE in Carinzia -Foto © Georg Simetsberger da
kaernten.orf.at

Il nostro castello si trova in cima al cucuzzolo a centro foto. Lo intravediamo un pochino più ravvicinato in un transito di inizio secolo passato, riportato su una cartolina dalla quale scopriamo il nome: Hochosterwitz (pronunciato come un toscano, con la C aspirata, pronuncerebbe Cocoster viz).

Un transito a inizio ‘900

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Pubblicato il 21 aprile 2018

Questo blog è nato, alcuni anni fa, dalla curiosità di vedere cosa la scala N potesse offrire ai ferromodellisti interessati alle Ferrovie della Penisola. Strada facendo l’interesse si è spostato più sulla storia delle ferrovie italiane, pur tenendo sempre ben d’occhio il modellismo in scala N. Quello che davvero non ci saremmo aspettati, è di arrivare un giorno a raccontare cosa c’è di italiano in scala Z: e invece il momento è giunto.

FS E.424 in scala Z accanto al “grande” fratello in scala N – Foto e modello di Gianfranco Visentin

Non è un caso che iniziamo con un E.424: fu la motrice il cui modello diede origine alla scala N italiana, dunque ci pare un buon inizio anche per un discorso sulla Z. Ma quanto è ricca la scala Z italiana? Davvero non poco, per chi abbia voglia di giocare a costruirsi i modelli. Lo scopriremo nel corso di questa nota.
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Pubblicato il 3 febbraio 2017, ultimo aggiornamento 6 gennaio 2020

Che cosa accomuna le quattro locomotive mostrate in foto?

DB DR 194 e 193, ÖBB 1189 e SBB Ce 6/8 II – Foto da http://www.voba-medien.de/

Facile: il nomignolo. Sono quattro diversi Coccodrilli. Non sono però tutti i rettili diapsidi ferroviari. Ce ne sono molti altri.

Di quello del Gottardo abbiamo già parlato in un’altra nota. Qui ci proponiamo di fare una panoramica più completa possibile, elencandone i diversi tipi (anche se, come vedremo, l’appartenenza alla categoria non è universalmente condivisa) e dando qualche dettaglio addizionale per i “minori”, mentre alle principali famiglie dedicheremo esami più approfondito in altre note.
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Pubblicato il 30 dicembre 2017

Contenti di quanto trovato sotto l’albero? Facciamo un salto indietro di cinquantasette anni, e vediamo cosa trovò qualche fortunato bimbo dell’epoca.

Ogni tanto ci divertiamo a fare un po’ di archeologia ferromodellistica, e così oggi ripercorriamo un particolare della paleostoria della scala N.

L’immagine della copertina della rivista Miniaturbahnen del novembre ’60 é ben nota, ed é una pietra miliare, in quanto segna il preannuncio della scala 1:160. Si trattava della “Arnold Rapido 200”, che ancora non era proprio la vera scala N: aveva uno scartamento da 8 mm invece che da 9 mm, e la scala dichiarata era 1:200, ma era il seme dal quale, meno di due anni dopo, sarebbero arrivati gli Arnold Rapido “Neun”, nove millimiteri.

Il prim plastico Arnold, su una copertina di MiBa (Miniaturbahnen) del 1960

Il primo plastico Arnold, su una copertina di MiBa (Miniaturbahnen) del 1960

Quel vecchio plastichetto, archetipo di quelli che lo avrebbero seguito, era indubbiamente affascinante. Ebbe vita breve, poiché fu commercializzato solo per un anno e mezzo, fino al cambio di scartamento, ma fu in grado di dare un’impronta al futuro che lo avrebbe seguito.
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Pubblicato il 16 dicembre 2017

Mio padre (classe ’24, autore del Plastico di Querceto e Pian Ginestra) mi raccontava della “stazione in galleria”. Era nella “Grande Galleria dell’Appennino” tra Bologna e Firenze, inaugurata quando lui aveva più o meno la mia età di allora: dieci anni. Così quando passavo nel lunghissimo tunnel tra Bologna e Firenze stavo per lunghi minuti incollato al finestrino, con gli occhi fissi nel buio, ipnotizzato dallo zig-zag delle strisce bianche che salgono e scendono sulla fiancata della galleria, attendendo il breve attimo in cui il tunnel si sarebbe illuminato, mostrando i marciapiedi della “Stazione in Galleria”. Poi si ripiombava nel buio, ma io, la mitica stazione, l’avevo vista!

Un ETR.200 transita in stazione, nella Grande Galleria dell’Appennino

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Pubblicato il 25 novembre 2017

Questa volta ci occupiamo di un rotabile davvero curioso. Era immatricolato presso le DB come carro Sgmss 700 (ex Sggoorrss 700), ed il suo aspetto è davvero singolare.

Cargo Sprinter DB Sgmss 700 nel 1997. Foto © Hans Ulrich Diener, da http://dybas.de/

Cargo Sprinter DB Sgmss 700 nel 1998
. Foto © Hans Ulrich Diener, da http://dybas.de/ Foto: 7.11.2003, Anselm F. Daniel

Cargo Sprinter DB Sgmss 700 nel 1997. Foto © Hans Ulrich Diener, da http://dybas.de/

Lo si direbbe un carro merci… semipilota! Vediamo di scoprirne qualcosa in più.
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Pubblicato il 7 ottobre 2017

Del plastico che riproduce Stoccarda (la stazione principale e i suoi dintorni, ed alcune stazioni secondarie) abbiamo parlato per la prima volta nel lontano 2009, alle origini di questo blog. Segnalammo l’esistenza di un incredibile, gigantesco plastico che si trovava in uno scantinato di Stoccarda, opera di una singola persona. L’avevamo scoperto per caso nel magico mondo di Internet.

Scalo di Stoccarda in scala N, con un impressionante il numero di binari e di convogli. Immagine da http://www.stellwerk-s.de/

Aveva iniziato a costruirlo nel 1978, e vi aveva lavorato per tutta la vita. Essendo un plastico privato, era difficilissimo poter visitare quest’opera che rasentava la follia.

Aggiornammo la nota nel 2015, quando casualmente venimmo a sapere che l’autore e proprietario di questo megaimpianto, Wolfgang Frey, era prematuramente scomparso nel 2012: contestualmente avevamo trovato altre immagini, ed anche dei filmati. La nota è raggiungibile qui.

Ci chiedemmo che ne sarebbe stato del plastico e del parco rotabili: lo immaginavamo smontato e venduto a lotti su ebay. Invece…
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Pubblicato il 29 luglio 2017, ultimo aggiornamento 11 agosto 2017 

Qualche tempo fa su Brescia Today è apparsa una immagine quasi inquietante: una sbuffante Gr.625 sembra inseguire minacciosamente una piccola draisina.

La 625 insegue la draisina… (da Brescia Today)

Non c’è dramma però: la piccola FIAT è usata per trainare un carrellino sul quale siede un cineoperatore che riprende l’avanzare della vaporiera.

Il cineoperatore al lavoro, foto © Marco Rossi da Il Portale dei Treni (ipdt.it).

Si stava realizzando un cortometraggio di Pupi Avati: “Un viaggio di 100 anni“, commissionato dalla RAI al famoso regista in occasione di EXPO 2015. E’ solo uno degli svariati lavori affidati a queste simpatiche macchinette, delle quali ci occupiamo oggi.

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