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Archive for the ‘Curiosità’ Category

Pubblicato il 7 maggio 2022

La Deutsche Bahn ha creato una rete logistica per il trasporto di aiuti dalla Germania direttamente all’Ucraina. L’iniziativa Ukraine Aid della Deutsche Bahn Stiftung (Fondazione Deutsche Bahn) mette fianco a fianco i team logistici di DB Cargo, DB Schenker e DB Transa-Spedition.  Merci urgenti come cibo, acqua potabile, indumenti caldi, articoli sanitari e prodotti medici vengono trasportate direttamente nel paese scelleratamente attaccato dai vicini con un treno merci attraverso un “ponte ferroviario”. Le donazioni vengono raccolte su camion in Germania, imballate in container e infine trasportate attraverso il confine con l’Ucraina con un treno merci nella rete ferroviaria europea di DB Cargo.

L’iniziativa è denominata Schienenbrücke Ukraine (Ponte ferroviario per l’Ucraina). Il “ponte”  è stato incarnato con successo da numerosi convogli. Una locomotiva è stata dedicata a questo scopo, ed ha ricevuto una scritta speciale:

Schienenbrücke Ukraine – #WeStandWithUkraine

SchienenBrücke Ukraine

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Pubblicato il 26 marzo 2022, ultimo aggiornamento 13 aprile 2022

Era da un po’ che volevamo parlare della scala N a Kiev, e l’argomento è divenuto di scottante attualità…

Giuseppe Parato è noto nel mondo della scala N per la sua collaborazione con Bodo Fonfara (di Euromodell FP: la P sta proprio per Parato). Nel 2005 anni fa ha deciso di vendere l’avviatissima e storica farmacia di famiglia di Manduria (in Salento) della quale era titolare per trasferirsi in Ucraina. A Kiev ha la sua collezione di modelli, mostrata in un libro del quale abbiamo trovato immagini in un forum russo.

Copertina del volumetto in cui Giuseppe Parato descrive la sua collezione

Alcune immagini sono degli scan di qualità bassa, ma questo è quel che si trova.

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Pubblicato il 12 febbraio 2022

Le ferrovie statunitensi hanno sempre avuto un fascino particolare: l’epopea della costruzione della transcontinentale, le locomotive del West, i grandi mostri articolati come le Big Boy e le Challenger, il fascino dei lunghissimo treni merci chiusi dai Caboose, i nomi esotici delle compagnie ferroviarie e le relative, colorate livree, il mito delle carenate…

Di varie di queste cose abbiamo già avuto modo di parlare in altre note. Ne ricordiamo alcune:

Per gli amanti di 1:160 abbiamo segnalato in passato anche la “N Scale Locomotive Encyclopedia”.

Ora, per gli estimatori del settore, indichiamo dove trovare una miriade di fotografie di epoca, come la seguente:

Denver, Rio Grande and Western 3602. Foto Ron V. Nixon – Copyright Museum of the Rockies Photo Archive

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Pubblicato il 27 marzo 2021

Di treni su gomma abbiamo parlato in passato, raccontando del trasporto “anfibio” con lo  StraSchiBus tedesco e focalizzando sulla “Michelina” che aveva viaggiato anche in Italia. Oggi vediamo una variante sperimentata in svizzera: proposta ancora dalla francese Michelin, ma questa volta non su mezzi automotori ma su rotabili trainati: le Pneuwagen svizzere.

SBB Pneuwagen – Werksfoto Schlieren – Wagimuseum Schlieren

Quella incredibile serie di ruote fa venire in mente la Tyrrell P34 con la quale Jody Scheckter vinse il Gran Premio di F1 di Svezia ad Anderstorp nel 1976.

F1 Tyrrell P34

Come la P34, le Pneuwagen furono solo un passaggio temporaneo, ma non per questo non interessante.

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Pubblicato il 27 febbraio 2021

Qualche tempo dedicammo una nota alle littorine in Africa (Eritrea, Somalia e Libia). In quell’occasione avemmo modo di parlare un poco delle Ferrovia Eritrea, ferrovia a scartamento ridotto costruita durante l’occupazione italiana a partire dal 1887 e completata nel 1928, che collegava il porto della città di Massawa alla capitale Asmara per poi proseguire il suo percorso verso le città di Cheren e Argodat.

Rara immagine di una littorina eritrea a benzina (riconoscibile dalla porta centrale)

in un altro citammo la presenza delle locomotive Mallet R.440 e R.442 in quella terra, dopo che ebbero svolto servizio in Sicilia.

R440 in Eritrea (da internationalsteam.co.uk)

Questa volta vogliamo raccontare una storia recente che di nuovo sposa le ferrovie eritree con rotabili italiani: le motrici Ranzi (e non solo, come vedremo).

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Pubblicato il 7 marzo 2020, ultima modifica 19 marzo 2020

Intermodalità è un concetto chiave per la modernizzazione del trasporto merci. Il caso più eclatante è quello dei containers, che possono essere caricati su navi, treni e camion per trasportare merci dall’origine alla destinazione. Nel caso del trasporto aereo abbiamo invece containers specializzati, ma almeno uno di questi (M6: venti piedi, o 6 metri circa) è usato anche in ambito stradale e ferroviario.

Spesso però parlando di intermodalità la prima cosa che viene in mente è il trasporto di autotreni carichi sui carri (ad esempio i Saadkms) come nella RoLa – Rollende Bahn tedesca.

Carro Saadkms – Foto © Mauro Rastello da Trenomania

Meno immediato è pensare al trasporto stradale di carri merci: ci questi ci siamo già occupati altrove (nota sui Culemayer).

Culemayer tra Milano e Limbiate, data imprecisata., probabilmente negli anni ’80. Marco Moerland da Flickr

Ancor meno intuitivo è il caso di rotabili ferroviari che trasportano rotabili ferroviari: ma proprio di questi discutiamo questa volta.

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Pubblicato il 23 novembre 2019

Per riconoscere la macchina presente in questa foto bisogna stropicciarsi un po’ gli occhi…

Una motrice misteriosa – Foto Bruno CIvidini da ilportaledeitreni

Eppure questo coso dall’aspetto tedesco (Bundesrepublik), con i loghi della fittizia società ferroviaria TTT (?!?) è proprio lei: una Tartaruga mascherata! Anzi, per la precisone la E.444.046 in un improbabile travestimento.

Ma vediamone la storia…

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Pubblicato il 24 agosto 2019

Abbiamo recentemente dato un’occhiata ai castelli sui plastici ferromodellistici. Qui parliamo di un castello particolare, suggerendone l’eventuale realizzazione modellistica, e come sempre lo guardiamo con in primo piano i treni.

Iniziamo con un insolito transito di un ICE tedesco nell’austriaca Carinzia.

Un ICE in Carinzia -Foto © Georg Simetsberger da
kaernten.orf.at

Il nostro castello si trova in cima al cucuzzolo a centro foto. Lo intravediamo un pochino più ravvicinato in un transito di inizio secolo passato, riportato su una cartolina dalla quale scopriamo il nome: Hochosterwitz (pronunciato come un toscano, con la C aspirata, pronuncerebbe Cocoster viz).

Un transito a inizio ‘900

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Pubblicato il 21 aprile 2018

Questo blog è nato, alcuni anni fa, dalla curiosità di vedere cosa la scala N potesse offrire ai ferromodellisti interessati alle Ferrovie della Penisola. Strada facendo l’interesse si è spostato più sulla storia delle ferrovie italiane, pur tenendo sempre ben d’occhio il modellismo in scala N. Quello che davvero non ci saremmo aspettati, è di arrivare un giorno a raccontare cosa c’è di italiano in scala Z: e invece il momento è giunto.

FS E.424 in scala Z accanto al “grande” fratello in scala N – Foto e modello di Gianfranco Visentin

Non è un caso che iniziamo con un E.424: fu la motrice il cui modello diede origine alla scala N italiana, dunque ci pare un buon inizio anche per un discorso sulla Z. Ma quanto è ricca la scala Z italiana? Davvero non poco, per chi abbia voglia di giocare a costruirsi i modelli. Lo scopriremo nel corso di questa nota.
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Pubblicato il 3 febbraio 2017, ultimo aggiornamento 6 gennaio 2020

Che cosa accomuna le quattro locomotive mostrate in foto?

DB DR 194 e 193, ÖBB 1189 e SBB Ce 6/8 II – Foto da http://www.voba-medien.de/

Facile: il nomignolo. Sono quattro diversi Coccodrilli. Non sono però tutti i rettili diapsidi ferroviari. Ce ne sono molti altri.

Di quello del Gottardo abbiamo già parlato in un’altra nota. Qui ci proponiamo di fare una panoramica più completa possibile, elencandone i diversi tipi (anche se, come vedremo, l’appartenenza alla categoria non è universalmente condivisa) e dando qualche dettaglio addizionale per i “minori”, mentre alle principali famiglie dedicheremo esami più approfondito in altre note.
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