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Posts Tagged ‘Minitrix’

Pubblicato l’11 settembre 2021

Abbiamo di recente discusso la storia del convoglio svizzero denominato Swiss Express e basato su vetture di tipo EW III. Riprendiamo il discorso per vederne le realizzazioni modellistiche in scala N.

Il Swiss Express è stato riprodotto da Minitrix a più riprese.

SBB Re IV II 11112 Minitrix

In particolare, la Re 4/4 in livrea Swiss Express è stata realizzata da Minitrix in più versioni con diversi numeri di esercizio:

  • 11108 (art. 12335)
  • 11103 (art. 12511)
  • 11112 (art. 12976)

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Pubblicato il 17 luglio 2021

Dopo aver visto nelle due precedenti puntate la storia dei Kö(f) II in Italia, sia in ambito FS che presso concesse ed imprese, diamo un’occhiata alle riproduzioni modellistiche di queste macchine. Passiamo rapidamente in rassegna varie scale, per soffermarci poi al solito sulla N.

Nelle scale più grandi (si trovano del Köf sia industriali che autocostruiti. Tra quelli industriali citiamo per la scala 0 Lenz, per la 1 Märklin e per la G LGB.  Quanto a quellli autocostruiti, diversi modellisti delle scali maggiori hanno realizzato versioni del Köf II, ed in rete si trovano dei disegni che possono essere riutilizzati (magari riscalandoli per scale più piccole), come ad esempio

Del resto è una motrice con un unica superficie curva, l’imperiale, per cui è più facile da realizzare di altre.

In H0 ce ne sono varie versioni: d’altra parte nel mercato fermodellistico europeo il mondo tedesco fa la parte del leone, e quindi di quasi ogni motrice DR/DB ci sono modelli: le Kleinlokomotiven non fanno eccezione. Noi qui focalizziamo solo sui Kö II, ignorando le serie I e III, dato che questi sono quelli più rilevanti per la storia ferroviaria italiana.

Il video seguente mostra un FS 213 in H0  dotato di gancio digitale, da BlackStar+Lenz.

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Pubblicato il 17 aprile 2021

Abbiamo di recente parlato di intersezioni (incroci) ed abbiamo visto come in generale invece che intersezioni semplici si abbiano doppi scambi inglesi, che sono anche detti “scambi intersezione doppi” (in inglese “Double slip crossing“, in tedesco “Doppelkreuzungsweiche“).

Schema di uno Scambio Intersezione Doppio, dagli Appunti del corso di
Progettazione di Sistemi ed Infrastrutture di Trasporto a cura di
Sergio d’Elia. Demetrio Festa, Giuseppe Guido

Come si vede in figura, questi deviatoi hanno 8 aghi la cui posizione determina il percorso.

Con lo scambio inglese è possibile il passaggio da un binario all’altro (è quindi un’intersezione ed anche uno scambio). Ovviamente permette di risparmiare spazio e, quando usati in sequenza, anche di ridurre il numero di “curve” necessarie su un tracciati che si intersecano.

Sequenza di scambi inglesi (e scissors crossovers).

Questa volta entreremo in dettaglio su queste tipologie di deviatoi, e ne vedremo le istanziazioni in scala N, discutendone anche alcuni aspetti elettrici.

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Pubblicato il 20 febbraio 2021

Abbiamo di recente iniziato a vedere come si possa facilmente costruire un controllo alternativo per il ponte trasbordatore girevole Minitrix.

Ricordiamo che in passato abbiamo discusso dei ponti trasbordatori, e mostrato come al vero esistano, e siano esistiti anche in Italia, ponti trasbordatori girevoli analoghi al modello che Minitrix proponeva in scala N e che attualmente è fuori produzione.

ALv72 sul ponte trasbordatore girevole delle officine OM a Milano – foto OM collezione Luigi Iorio da Photorail.com

Il circuito di controllo che abbiamo discusso nella precedente puntata partiva dall’esame delle piedinature elettriche del modello Minitrix e riusciva  gestire gli aspetti infrastrutturali, ovvero la movimentazione del ponte (traslazione e rotazione). Avevamo lasciato in sospeso la gestione della parte ferroviaria, e la discussione della digitalizzazione della stessa. Completiamo ora il lavoro discutendo anche di questi ultimi aspetti.

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Pubblicato il 30 gennaio 2021

Abbiamo di recente visto quali siano il principio di funzionamento ed il cablaggio del ponte trasbordatore girevole di Minitrix, ed abbiamo anticipato che sarebbe stato facile realizzarne il pilotaggio tramite un microcontrollore della famiglia Arduino o ESP32. Come abbiamo più volte detto, noi preferiamo il secondo se non altro perché ha integrate le componenti necessarie per comandarlo via web, e quindi possiamo facilmente costruire delle interfacce utente grafiche per computer, smartphone o tablet. Il seguente video, già anticipato nella puntata precedente, dimostra il risultato:

Vediamo ora di capire come questo sia stato ottenuto.

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Pubblicato il 16 gennaio 2021, ultima modifica 18 giugno 2021

Abbiamo in passato discusso dei ponti trasbordatori, ed anche di quelli girevoli (Dreh-schiebebühne), rappresentati da un modello Minitrix in scala N.

La Dreh-schiebebühne di Minitrix

Il modello Minitrix è predisposto per l’analogico e per il digitale Selectrix (la primissima versione di digitale ferromodellistico prodotta da Doehler e Haas e licenziata da Trix negli anni ’80), ma non per altri tipi di digitale. La documentazione disponibile, che abbiamo discusso in una nota tempo fa, non ne descrive la parte elettrica ed elettronica: ad esempio non è noto quali siano i pin. Una vecchia discussione su 1zu160 ne propone una conversione al digitale, ma la “ricetta “proposta richiede di intervenire fisicamente sulla piattaforma, saldando e dissaldando componenti, ed intervenendo meccanicamente in modo invasivo e irreversibile.

A noi interessava poterla controllare (se possibile senza apportarvi modifiche, o almeno non modifiche irreversibili) tramite un microcontroller digitale, come Arduino, o l’ESP32 che ad esso preferiamo. Ci siamo quindi messi a studiarla. Alla fine è stato meno difficile di quanto pensavamo, e siamo dunque in grado di realizzarne un meccanismo di controllo alternativo, e per chi volesse, anche la digitalizzarne la parte “ferroviaria” senza intervenire sulla piattaforma stessa (o quasi). Anzi, alla fine la versione digitale sarà, come vedremo, persino più semplice di quella analogica.

Per far venire un po’ di appetito, ecco un video dimostra il risultato, con la piattaforma controllata da un telefonino.

Iniziamo ora a spiegare passo passo tutto quel che serve. La prima fase è la comprensione del funzionamento della piattaforma, e l’identificazione degli input. La successiva sarà la movimentazione delle piattaforma, e l’ultima la movimentazioni dei rotabili (analogici e digitali) su di essa.

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Pubblicato il 21 Novembre 2020

Sui plastici, specie se domestici, uno dei problemi principali è la composizione dei convogli: un treno passeggeri minimamente realistico, con 6 carrozze, in scala N supera il metro di lunghezza. Difficile farlo correre in uno spazio di un metro e mezzo, due al massimo…

Occorre allora accontentarsi: spesso già con tre carrozze più il locomotore, con una lunghezza di 60 cm, si è al limite della capacità della stazione. Ma tre carrozze sono davvero troppo poco… o no? Diamo un’occhiata alla realtà per trovare qualche pezza d’appoggio. Di sicuro, se guardiamo a qualche locale (pardon, accelerato…) di diversi anni fa troviamo degli esempi.

Due belle immagini di Bernhard Studer mostrano la E.326.001 in testa ad un accelerato nel 1975. Foto © Studer, tratte da leferrovie.it e da marklinfan.com. originali provenienti da photorail.com

Ma se volessimo avere dei treni “più nobili”, ad esempio dei TEE a materiale ordinario (ovvero con carrozze, e e non automotrici), ne possiamo trovare? Si certo, magari all’estero, perché vi furono dei TEE corti, anzi cortissimi, come il Bavaria e il Merkur. Questa volta diamo un’occhiata al primo dei due…

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Pubblicato il 16 maggio 2020

Già nel 1959 l’azienda tedesca Trix fornisce modelli in scala 1:180 non motorizzati (Schiebetrix: “schieben” significa “spingere”), ma senza un corrispondente sistema di binari. Nel 1964, seconda dopo Arnold e a pari merito con Piko, inizia a produrre trenini elettrici in scala N. Il sistema di binari offerto all’epoca non ha tante pretese ma ha già una sua articolazione interessante: comprende due raggi di curvatura, due scambi basati sul raggio R1 con angolo di 24º e interasse di 33,6 mm.

Aggiungendo una curva di 6º e compensando con una controcurva R1 di 30º si ha un interasse di 52,1 mm, utile per realizzare la banchina di una stazione.

SIstema di binari Minitrix originale, dal catalogo Minitrix del 1967.

Il sistema esordisce quindi in modo semplice e razionale.

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Pubblicato il 18 gennaio 2020

Quelli che di solito sono chiamati “incroci” andrebbero più correttamente detti “intersezioni”. Si hanno quando due binari si incrociano a raso senza possibilità di cambiare binario di percorrenza. Tutti i sistemi commerciali di binari modellistici ne presentano almeno uno, ma spesso anche più, a diversi angoli di incrocio (tipicamente 15º, 30º e 90º). Nei plastici sono spesso presenti, specie quando due linee con correnti diverse si incontrano. Nella realtà sono invece molto più rari: fateci caso! Al vero, infatti, quando due binari si incrociano, lo fanno nella gran maggioranza dei casi con uno scambio inglese che permette di cambiare linea.

Incroci e doppi scambi inglesi, Foto © SBB

Anche nell’immagine sopra, gli incroci “semplici” che si vedono sono riconducibili ad una “forbice”: tipica configurazione applicata a due binari paralleli che permette, in uno spazio limitato, di spostarsi da sinistra a destra o viceversa.

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Pubblicato il 16 Novembre 2019

Abbiamo discusso di recente degli scambi “pensanti” di Fleischmann, e della versione Peco. Come abbiamo auto modo di osservare, gli scambi Peco sono molto più “belli” per il loro realismo (cuore senza plastica, geometrie varie, possibilità di averli in Code 55) ma, specie se li si vuole utilizzare in digitale, più complessi perché occorre metterci mano e prendere varie precauzioni. In analogico si può evitare di modificarli, ma comunque il loro comportamento elettrico non è privo di grattacapi.

Come combinare la loro eleganza con un comportamento “tipo Fleischmann”? Indichiamo qui una semplice soluzione che ci permetterà di dare quel tipo di comportamento anche a scambi di altre marche (come Roco, Minitrix o altro). Per farlo discuteremo di relè bistabili, e già che ci siamo parliamo anche di un altro utile accessorio per ottimizzare il comportamento degli scambi, e prolungarne la vita: le CDU.

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