Feeds:
Articoli
Commenti

Benvenuto su “Scalaenne – NOTE SPARSE” che ha per tema treni e ferrovie, specie italiane, e la loro modellazione in Scala N.

Dai un’occhiata all’Indice, potresti trovare altre cose interessanti!
Vuoi ricevere una e-mail quando viene pubblicato un nuovo articolo? Iscriviti! A destra c’è un box per registrarsi.

Chiunque è libero di copiare, riadattare, distribuire o trasmettere i contenuti di questo blog, a patto che fornisca indicazioni della provenienza, e fatti salvi i copyright delle opere di terzi qui citate o riprodotte (Questo blog ha licenza Creative Commons CC-BY).

Modifiche recenti a post preesistenti:

I post su questo blog sono “vivi”, nel senso che vengono costantemente aggiornati qualora ci siano novità di qualche tipo relative ad argomenti già pubblicati. Qui vengono elencate le principali modifiche apportate ad articoli pre-esistenti nell’ultimo periodo:

Aggiornamenti meno recenti sono listati qui

 

Annunci

Pubblicato il 18 novembre 2017

Cosa c’entrano delle elettromotrici tramviarie con le littorine? Beh, una foto parla da sé…

Tram del 1937 per la linea Torino-Rivoli

Continua a leggere »

Pubblicato l’8 novembre 2017

Nel giugno 2017 si è celebrato il cinquantenario della “Tartaruga”, la E.444 delle FS. Non vi sono stati grandi clamori, ma l’evento non è passato inosservato. TuttoTreno le ha dedicato uno speciale, che fa seguito a quello che le dedicò nel 1997 per il trentennale, ed è apparso un bellissimo libro di quasi 400 pagine, subito vendutissimo, autori Luigi Voltan e Mario Di Fabio, Tiziano Edizioni.

Il libro di Luigi Voltan e Mario Di Fabio

Un altro “mezzo secolo” si compie oggi, 8 novembre 2017: è il cinquantesimo della comparsa del primo modello in scala N della Tartaruga, ad opera della vicentina Lima che l’anno prima aveva dato il via, con la sua linea “Micromodels”, alla scala N italiana. Per inciso, fu un caso in cui il modello in scala N precedette quelli nelle altre scale.

Lima 206, prima versione con i ganci ad occhiello

Qui vogliamo celebrare questo compleanno, ripercorrendo la storia della Tartaruga in scala N.

Continua a leggere »

Pubblicato il 4 novembre 2017

In una delle prime note pubblicate su questo blog nel lontano 2009 citammo l’iniziativa di ASN  che organizzava “seminari” sul “come si fa a…” in ambito modellistico, e l’opera di Giorgio Donzello che aveva raccolto sul suo nel sito rotaie.it  la documentazione sui “Master” organizzati dalla ASN tra il 2002 e il 2006 in occasione dell’evento “Giornate Fiorentine”. Vi erano link anche ad altre risorse utili a chi volesse avvicinarsi al ferromodellismo.

I Master erano terminati con la fine delle “Giornate Fiorentine” che coincise con la trasformazione della Leopolda (che come sappiamo, da allora ha avuto la ribalta della cronaca per altre ragioni).

Torniamo ora sull’argomento, perché da qualche anno ASN ha ripreso la meritoria tradizione in occasione delle principali fiere di settore: lo Hobby Model di Novegro e di Verona. Ora si chiamano “Clinics & Workshops“. Chi frequenta ASN sa che sul sito sono archiviati i materiali relativi a tali eventi. Il formato è quello della copia, in pdf, delle slides di PowerPoint usate dai relatori. Interessante, ma parziale.

Ne riparliamo ora per segnalare che a Novegro 2017 c’é stata un importante discontinuità. Non ci sono più le slides, ma i video caricati su youtube! Quindi ora anche chi non era presente, o alla fiera era troppo occupato a fare altro, può godere appieno delle interessantissime presentazioni.

Riportiamo i link ai video anche qui, suddividendoli in sezioni tematiche, per aiutare a dare diffusione a questa meritoria iniziativa. Buona visione!

 

Tecniche modellistiche di base

“Una montagna di polistirolo” a cura di Antonio Rampini – ASN

“Costruiamoci il binario” a cura di Antonio Rampini – ASN

“Lavorare il Forex” a cura di Max Icardi – Ich Models

“Costruiamo i ponti in Forex” a cura di Max Icardi – Ich Models

“La saldatura” a cura di Giorgio Di Modica – FIMF

 

Ferromodelismo digitale

“DCC: scegliere la giusta centrale” a cura di Nuccio Ranieri – DCC World

 

Le nuove tecnologie

“Laser cutter” a cura di Danilo Verderi – Nscalecars

“Fermodellisti e Marker” a cura di Antonello Lato – FIMF

 

Esempi di ferromodellismo

“Il diorama in una scatola” a cura di Andrea Sottile – FIMF

Pubblicato il 28 settembre 2017

Parlando del “Le Capitole” e dei TEE a servizio interno francese, abbiamo incontrato le carrozze Grand Confort, coetanee e quasi omonime delle italiane Gran Confort. Al di là del nome e di qualche somiglianza concettuale non vi è però parentela tra i due progetti. Di quelle italiane abbiamo discusso approfonditamente in più note [1], [2], [3], qui diamo un’occhiata alle “cugine” francesi.

Le Capitole con la CC6500 e le carrozze Gran Confort SNCF

Vediamo le somiglianze con le nostre GC:

  • come quelle, anche le GC d’oltralpe erano state concepite per i TEE, anche se in questo caso solo interni;
  • erano abilitate ai 200 km/h ed offrivano, ça va sans dir, un livello di confort assi elevato;
  • offrivano posti sia in vetture a salone che a compartimenti;
  • comprendevano carrozze ristorante;
  • avevano carrozze con un generatore a bordo per l’alimentazione elettrica.

Tra le differenze, mentre le GC italiane erano abilitate per il servizio all’estero, ed avevano bisogno della vettura generatore proprio per renderle indipendenti dalle varie alimentazioni elettriche nazionali, quelle francesi viaggiavano sono internamente. Nelle GC francesi i servizi di bordo erano alimentati a  660 V 50 Hz, in quelle italiane a  650 V. Le transalpine avevano anche carrozze bar. Per le francesi si era pensato in origine ad un sistema basculante (stile Pendolino) che però non fu mai realizzato.

Consegnate a partire dal dicembre 1969, le 103 (90+13) carrozze “Grand Confort” erano in origine tutte prima classe. Dotate di carrelli Y28F, erano lunghe 25.500 mm.

Vi erano 5 tipi di carrozze, tutte in livrea grigio – rosso – arancio:

  • A8u  a corridoio laterale, con 8 scompartimenti da 6 posti, prodotte in 40 esemplari classificati 61 87 18-99 e numerati  001-012 e 026-053.

A8u, Foto © Jean-Pierre Vergez-Larrouy da railfaneurope

  • A8tu a salone con corridoio centrale e 46 posti, realizzate inizialmente  in 21 esemplari classificati 61 87 18-99 e numerati 013-025 e 054-061. 13 carrozze “A8tu” addizionali classificazione con numerazione 062 a 074 furono consegnate tra settembre 1973 e febbraio 1974, portando il totale delle A8tu a 34. La n. 20 fu trasformata nel 1972 in vettura presidenziale, assumendo marcatura 60 87 89-99 001.

A8tu, Foto © Jean-Pierre Vergez-Larrouy da railfaneurope

  • VRu, 10 carrozze ristorante marcate 61 87 89-99 e numerate 001 a 010.

Modello LSModels della Vru – Foto da traintamarre.tassignon.be- originale da http://www.brochardy-online.com

  • A3rtu, 6 carrozze bar con classificazione 61 87 84-99 e numerazione 001-006. Oltre alla zona bar, offrivano 18 posti a salone. Una unità è preservata alla Citè du Train a Mulhouse.

A3rtu, da jobiwan.over-blog.fr

L’altro lato della A3rtu

  • A4Dtux, 13 carrozze passeggeri (21 posti a salone) con zona bagagliaio e generatore, classificazione 61 87 81-99 e numerazione 001-013.

A4Dtux, Foto © Michel Lavertu da railfaneurope

Il materiale “Gran Confort” era originariamente impiegato sulla rete Sud-Ovest: Parigi-Tolosa per i treni rapidi del “Capitole” (du matin e du soir) e Parigi-Bordeaux per i TEE “Aquitanie” ed “Etendard”. Una parte del materiale fu poi impiegato a  Ovest per il TEE “Jules Verne”. Successivamente le carrozze vennero destinate anche alla rete Est (Parigi-Strasburgo) con i TEE interni “Kleber” e “Stanislas”.

Targa TEE sulle Grand Confort SNCF – dettaglio da un foto di Steve J. Morgan da wikimedia

A seguito della sparizione dei TEE, le targhe Trans Europe Express furono rimosse. Una trentina di carrozze vennero declassate (1981-1984). Le A8u divennero B8u, e le A8tu assunsero il nome di B9½tu. Le A4Dtux, rumorose per la presenza del generatore, divennero B3½Dtux.

B8u a fine carriera nel 2000. Foto © Michel Lavertu da raifaneurope-

Dal ’90 le vetture passarono alla livrea Euroaffaires, che conservava la mascheratura di colore originale sostituendo al rosso il granata, al giallo il bianco e al grigio una tonalità più scura. 6 Vru furono trasformate in A3rtu, le altre vennero dismesse.

GC in livrea Euoaffaires accanto a una GC in livrea d’origine

A8rtu in livrea Euroaffaires nel 1995. Foto da http://mes.gares.free.fr/

Le vetture restarono in servizio fino al 29 agosto 1999.

Su Railfaneurope è disponibile una collezione di foto delle carrozze. Ampi dettagli sulle carrozze si trovano su www.trains-europe.fr.

Vetture Grand Confort SNCF in N
I francesi sono più fortunati di noi, perché hanno avuto almeno parte della serie delle Grand Confort prodotte industrialmente da Minitrix già molto tempo fa, mentre le GC italiane sono state prodotte solo recentemente (e parzialmente) da Pirata e Fratix. Il primo set (cat. 11032 del 1983, riedito nel 1999 con il numero di catalogo 15902) comprendeva una motrice CC 6535 e quattro vetture:

  • 15902-1 A8tu 61 87 19-99 014-5;
  • 15902-2 A8tu ; 61 87 18-99 022-8;
  • 15902-3 Furgone generatore A4Dtux : 61 87 81-99 003-0;
  • 15902-4 Carrozza Ristorante Vru : 61 87 88-99.

Confezione Minitrix 15902, da ebay

Il solo set di vetture (senza motrice) è stato nuovamente prodotto nel 2003, e costava 125€.

Set di 4 vetture Minitrix

Le carrozze furono disponibili anche individualmente

A8tu Minitrix

Vru Minitrix

Altro lato della Vru Minitrix

A4Dtux Minitrix

Non sono riprodotte dalla casa tedesca le A8u e le A3rtu.  Recentemente Minitrix ha rimesso in produzione la motrice, che si può attualmente (2017) trovare su vari siti on-line ad un prezzo di circa 170 € in versione digitale.  Sono tornate disponibile anche le carrozze (almeno le A8tu).

Per il modellista interessato solo ai nostri binari nazionali non si tratta però di vetture particolarmente interessanti, in quanto non circolarono mai da noi (l’unica escursione in terra straniera fu, a fine carriera, in Belgio).

 

Pubblicato il 21 ottobre 2017

I carri pianale, che in epoca pre-uic erano denominati P, si dividono in tre famiglie: i K (a due assi), gli R (a carrelli) e gli S (a carrelli, di tipo “speciale”). Degli R abbiamo parlato tempo fa. Qui esaminiamo i K: come è facile intuire, si tratta di carri di concezione più vecchia, essendo a due assi anziché a carrelli. Sono infatti in calo: ad esempio dei 3610 Kbs in dotazione alle DB nel 1994, ne restavano solo 495 nel 2008.

Non sorprende quindi che vi sia meno varietà rispetto ai carri R già visto. Attualmente la documentazione Trenitalia ne menzione due tipi: Ks e Kgps .

Carro Ks

Carro FS Kgps

Continua a leggere »

Pubblicato il 14 ottobre 2017

Seguendo la tumultuosa storia delle Littorine FIAT degli anni ’30 siamo passati dai primi  prototipi e la loro evoluzione alle prime macchine telecomandabili. Abbiamo visto quelle a scartamento ridotto in Sardegna, Sicilia e nelle colonie africane, ed anche quelle a scartamento largo destinate all’estero. Oggi ripercorriamo la storia di quelle a completa aderenza, ovvero con tutti gli assi motori: in termini automobilistici le chiameremmo delle “8×8” (a proposito, un saluto al cane della Susy!).

Si trattava di mezzi FS destinati ad una linea molto particolare: la calabrese Paola-Cosenza. Erano le ALn 56 c.a., che furono seguite nel dopoguerra delle ALn 64 c.a.

Una ALn 56 c.a. seguita da una ALn 64 c.a. scende da San Fili – Immagine tratta da marklinfan (originale © Udo Geum da: Mondo Ferroviario 55)

Ma procediamo con ordine.

Continua a leggere »

Pubblicato il 7 ottobre 2017

Del plastico che riproduce Stoccarda (la stazione principale e i suoi dintorni, ed alcune stazioni secondarie) abbiamo parlato per la prima volta nel lontano 2009, alle origini di questo blog. Segnalammo l’esistenza di un incredibile, gigantesco plastico che si trovava in uno scantinato di Stoccarda, opera di una singola persona. L’avevamo scoperto per caso nel magico mondo di Internet.

Scalo di Stoccarda in scala N, con un impressionante il numero di binari e di convogli. Immagine da http://www.stellwerk-s.de/

Aveva iniziato a costruirlo nel 1978, e vi aveva lavorato per tutta la vita. Essendo un plastico privato, era difficilissimo poter visitare quest’opera che rasentava la follia.

Aggiornammo la nota nel 2015, quando casualmente venimmo a sapere che l’autore e proprietario di questo megaimpianto, Wolfgang Frey, era prematuramente scomparso nel 2012: contestualmente avevamo trovato altre immagini, ed anche dei filmati. La nota è raggiungibile qui.

Ci chiedemmo che ne sarebbe stato del plastico e del parco rotabili: lo immaginavamo smontato e venduto a lotti su ebay. Invece…
Continua a leggere »

Pubblicato il 1 ottobre 2017, ultimo aggiornamento 7 ottobre 2017

Anche quest’anno non ci siamo smentiti: non siamo potuti andare a Novegro, e tuttavia come sempre proviamo a scriverne un report, anche se mai come quest’anno sono mancate sui forum notizie della prima ora. Passati i tempi in cui si facevano anche delle dirette streaming? Qualcosa abbiamo trovato su facebook (che non è esattamente la nostra passione…).

Novegro, Foto Massimo Icardi da facebook

Contiamo sulle segnalazioni di che legge per poter correggere ed arricchire questa nota. Ecco perché il titolo è “dalla A alla U” e non “dalla A alla Z”: è sicuramente incompleta! Ma procediamo, ed incominciamo con la prima lettera dell’alfabeto.

A come ASN.

L’Associazione era presente come sempre, con le lodevoli attività seminariali/laboratoriali (le “ASN Clinics”). C’è stato il Premio Mennucci che ha visto vincere il bravissimo Luca Bassi con la stupefacente realizzazione della stazione RhB di Gruna: un vero Artista!

Stazione di Gruna in scala N, realizzata da Luca Bassi, vincitore del Premio Mennucci

Sul sempre spettacolare modulare ASN  si è vista circolare tra l’altro una E.636, la 234, il che ci porta alla prossima lettera.

La E.636 di Borzellino in transito sul modulare ASN

Continua a leggere »

Pubblicato il 23 settembre 2017

Le Capitole” é uno dei treni che hanno un posto nella storia delle ferrovie, e che di conseguenza è piuttosto famoso. L’appellativo era attribuito ad un treno rapido delle SNCF che a partire dagli anni ’60 collegò le stazioni di Parigi Austerlitz e Tolosa Matabiau effettuando servizio di sola prima classe.

Le Capitole in corsa, da una cartolina

Lo abbiamo citato parlando delle UIC-Y francesi: qui ne approfondiamo storia e dettagli.

Continua a leggere »

Pubblicato il 9 settembre 2017

Nel 1937 FIAT riprese il progetto 026 del precedente anno (quello della Littorina ALn 56 di cui abbiamo parlato in un’altra nota) e lo rielaborò adattandolo allo scartamento ridotto per generare le automotrici omonime per Società Siciliana di Lavori pubblici esercente la “Ferrovia Circumetnea” (FCE). Fossero state FS, probabilmente avrebbero assunto la sigla di RALn 56, invece le automotrici del progetto FIAT 030 non fecero nella sigla alcuna menzione al fatto che lo scartamento non fosse quello standard, ma ridotto a 950 mm, e furono denominate FCE AL 56.

Due FCE AL 56 davanti al deposito appena entrate in servizio. Foto Centro Storico FIAT

Le rare foto d’epoca sono in bianco e nero, ma la livrea d’origine era assai vivace: rosso amaranto e crema. In anni successivi adotto il “colore delle ferrovie”: castano e isabella, con fascione rosso frontale.

Coppia di AL56, Foto da http://www.forum-duegieditrice.com/

Continua a leggere »