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Benvenuto su “Scalaenne – NOTE SPARSE” che ha per tema treni e ferrovie, specie italiane, e la loro modellazione in Scala N.

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Pubblicato il 10 agosto 2019

Nel secolo scorso, le compagnie ferroviarie italiane possedevano sia l’infrastruttura (binari, rete elettrica di alimentazione, sistemi di segnalazione,  edifici ferroviari…) che i rotabili. Questo faceva sì che si creassero delle situazioni di monopolio, nelle quali il proprietario poteva fare il bello e il cattivo tempo.

Infrastruttura ferroviaria Foto © SBB

In passato altrove era stato anche peggio: negli Stati Uniti agli albori dell’epopea ferroviaria ad esempio le compagnie si sceglievano anche lo scartamento, a volte apposta per impedire l’interoperabilità. Intervenne lo stato federale, imponendo uno scartamento unificato, che permise di costruire una rete nazionale, e diede la possibilità per una compagnia ferroviaria di operare anche sui binari di un’altra.

Le direttive europee hanno imposto lo scorporo dei due “asset”: la proprietà dell’infrastruttura da un lato, e quella dei treni dall’altro. Così nel 2000 le FS si sono scisse in diverse compagnie: RFI (Rete Ferroviaria Italiana) che possiede l’infrastruttura e Trenitalia S.p.A. che possiede i treni ex FS. Proprio questo ha permesso, ad esempio, la nascita di NTV (Nuovo Trasporto Viaggiatori), nota per gli Italo, ma anche una serie di compagnie ferroviari minori delle quali parleremo presto.

NTV Italo

E’ meno evidente che RFI non è l’unico gestore di infrastrutture ferroviarie: ci sono anche tutte quelle che un tempo erano chiamate le Ferrovie in Concessione: compagnie ferroviarie minori, di carattere locale. Oggi ci occupiamo proprio di queste.

RFI, con i suoi 16751 km di rete, è di gran lunga il maggior operatore nazionale, ma non è l’unico gestore di infrastruttura nell’ambito della holding Ferrovie dello Stato S.p.A., che dal 2016 possiede anche Ferrovie del Sud Est, gestore di 474 km ferrovia nella Puglia meridionale (province di Bari, Lecce, Brindisi e Taranto).

Due ferrovie fanno capo direttamente allo stato, e precisamente al Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti: la siciliana Ferrovia Circumetnea (111 km) e le FAL-Ferrovia Appulo Lucane (184 km): entrambe sono a scartamento ridotto.

Nove sono quelle che appartengono a una Regione:

Sigla Nome km Note
ARST Azienda Regionale Sarda Trasporti 606 169 km per le linee di trasporto pubblico e 438 km per il servizio turistico Trenino Verde
FER Ferrovie Emilia Romagna 349 Ha assorbito:

  • Ferrovie Padane
  • Ferrovia Suzzara-Ferrara
  • Ferrovia Bologna-Portomaggiore
  • Ferrovia Parma-Suzzara
  • Ferrovia Bologna-Vignola
  • ACT (Reggio Emilia)
  • ATCM (Modena)
FerrovieNord 319 Gruppo FNM, Lombardia

Ha unificato:

  • Ferrovie Nord Milano
  • SNFT Brescia
EAV Ente Autonomo Volturno 277,85 Campania:

  • Ferrovie Cumana,
  • Circumflegrea,
  • Circumvesuviana,
  • Benevento-Cancello
  • Alifana
FAS Ferrovia Adriatico Sangritana 186 Abruzzo
Umbria TPL e Mobilità 157 Ferrovia Centrale Umbra
Ferrovie della Calabria 83,4 Rete a scartamento ridotto della Calabria
Sistemi Territoriali 57 Veneto:

Ferrovia Adria-Mestre

FUC Ferrovia Udine-Cividale 15 Friuli Venezia Giulia

Due sono di proprietà di Province a statuto speciale

Sigla Nome km Note
STA Strutture Trasporto Alto Adige 64,64
  • Ferrovia del Renon (scartamento ridotto)
  • Ferrovia della Val Venosta
TT Trentino Trasporti 66 Ferrovia Elettrica Trento-Malė-Marilleva, scartamento ridotto

Tre appartengono a dei Comuni

Sigla Nome km Note
ATAC ATAC-Roma 139
Ferrovie:
  • Roma-Viterbo
  • Roma-Ostia
  • Roma-Giardinetti
GTT Gruppo Torinese Trasporti 116,5

Ferrovia Canavesana  Ferrovia Torino-Ceres

AMT Azienda Mobilità  e Trasporti di Genova 25,4

Ferrovie Genova-Caselle e Principe-Granarolo

Le restanti quatto sono a capitale privato o misto

Sigla Nome km Note
Ferrovie del Gargano 97
Ferrovie Garganica e Foggia-Lucera
Ferrotramviaria  87 Ferrovie Bari-Barletta e Bari-San Paolo
TFT Rete Ferroviaria Italiana 84

Ferrovie Arezzo-Stia e Arezzo-Sinalunga

SSIF

Società Subalpina Imprese Ferroviarie

52,183 Domodossola-Locarno

In totale fanno 3077 km di ferrovia: una porzione non trascurabile dei circa 20.000 km totali, pari al 15,5%.

Pubblicato il 3 agosto 2019

In passato ci siamo occupati di vari aspetti di decorazione dei plastici, parlando di neve, mare, monti, aereoporti… Questa volta diamo uno rapido sguardo ai castelli sui plastici dei ferromodellisti.

Avevamo raccontato qualche tempo fa dello Schlossbach di Stefano Dalli.

Castello del plastico di Schlossbach, di Stefano Dalli

Vediamone questa volta anche qualche altro esempio.

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Pubblicato il 27 luglio 2019

Ma cos’é questa foto? Un plastico Märklin molto realistico?

Linea del Brennero – Foto Pietro Merlo da Facebook

Oppure Trenitalia ha introdotto la presa di corrente da un pattino posto sotto la motrice, come nei modelli della casa tedesca? Un attimo di pazienza, e lo scopriamo.
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FS Gr.737

Pubblicato il 13 luglio 2019

La guerra, che tante distruzioni aveva portato alle Ferrovie, oltre che al Paese tutto, portò anche dei rotabili singolari, alcuni dei quali permasero a lungo sulle rotaie nostrane nella delicata fase della ricostruzione del sistema ferroviario italiano. Alcune riuscirono anche a varcare la soglia del nuovo millennio, come nel caso delle americane Whitcomb 65 DE 14, divenute D.143 “Truman”, mentre altre passarono più o meno fugacemente. Ricordiamo le D.236 (in origine WR 360 C 14 tedesche) e le Ne.700 (ex LMS D 3/7 inglesi) alle quali abbiamo già dedicato delle note.

Vita ovviamente più breve dei diesel la ebbero le vaporiere, che presto raggiunsero il confine ultimo della loro epoca storica. Anche qui troviamo macchine tedesche: Br. 52, anche se non acquisirono mai una matricola FS.

BR52.3281 in Italia nel primissimo dopoguerra, con la scritta “D.to VER” (Desposito di Verona) sul portellone frontale della camera da fumo – Foto Archivio F. Guberti

Vi erano poi motrici americane (divenute in FS  Gr.736, Gr.747, Gr.831 ) ed inglesi, che da noi furono le Gr.293 e le Gr.737. Proprio quest’ultimo gruppo è l’oggetto della nota di oggi.

Stanier 8F, analoga alle FS 737. Foto Andrew da http://www.flickr.com CC BY 2.0

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Pubblicato il 6 luglio 2019

Ogni tanto ci capita di imbatterci in collezioni di foto ferroviarie d’epoca, e le annotiamo qui per tenerne traccia, ma anche per condividere queste preziose sorgenti di immagini. In passato abbiamo ad esempio segnalato le splendide locomotive a vapore di Bruno Cividini, le belle fotografie di Giorgio Stagni e le preziose testimonianze di Werner Hardmaier.

Questa volta vogliamo segnalare il photostream flickr di Luigi Iorio, nel quale si trovano delle vere perle. Ad esempio, la seguente immagine mostra dall’alto in un colpo solo una Gr.940, un 235.6009 e, parzialmente, un carro riscaldo. Come ben sa chi cerca di documentarsi, magari per riprodurre in modello dei rotabili, le immagini dall’alto sono rare e al tempo stesso preziose perché svelano dettagli talvolta difficili da reperire.

235.6009-940.051-Riscaldo 1977 – Foto © Luigi Iorio da flickr

Tra le foto di Luigi si possono scovare anche motrici insolite, come questo 3402.1052 in servizio al porto di Genova: interessante, perché si tratta di una macchina ex FS, e in particolare di una rara “serie 8000” degli “shunter” 245. Per la precisione, è l’ex FS 245.8001.

3402.1052, ex 245.8001 – Foto © Luigi Iorio da flickr

Immagini delle Centoporte di serie BDy in rete se ne trovano, ma si contano sulle dita di una mano. Aggiungerne una alla collezione non è male!

BDy6703 – Foto © Luigi Iorio da flickr

Nemmeno le foto delle Gr.743 sono delle rarità, ma questa ci pare particolarmente bella

Gr.743 – Foto © Luigi Iorio da flickr

Anche l’immagine di un TEE composto di GC in terra francese ha un suo fascino.

TEE al traino della BB22288 in terra di Francia – Foto © Luigi Iorio da flickr

Qui ci fermiamo, ma è solo un antipasto. Chi vuole godersi lo spettacolo intero può seguire il link.

 

 

Pubblicato il 29 giugno 2019

Le forniture di automotrici FS erano sempre state affidate a FIAT e Breda, ma nel 1936 le ferrovie nazionali decisero di rivolgersi ad Ansaldo per due commesse di tre esemplari ciascuna. Ansaldo aveva esperienza sia nel settore ferroviario che in quello dei grandi motori termici, ma fino ad allora non aveva mai messo assieme i due aspetti.

Ebbe così origine la serie “4” delle ALn 56: ricordiamo che il prefisso del numero di serie identifica il costruttore, così la serie “1” era FIAT e la “2” Breda.

Depliant Ansaldo - Foto Sistema Archivistico Nazionale, postata da pamwagner sul forum.ferrovie.it

Depliant Ansaldo – Foto Sistema Archivistico Nazionale, postata da pamwagner sul forum.ferrovie.it

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Pubblicato il 15 giugno 2019, ultimo aggiornamento 14 luglio 2019

Un paio di anni fa venne annunciata la riedizione dei treni Intercity, con due varianti: Giorno (Sun) e Notte. Abbiamo trattato ampiamente versione giorno  in una nota dedicata: ora che hanno iniziato a circolare convogli completi anche in versione Notte, discutiamo anche questa livrea e le relative carrozze.

Una composizione IC Notte a Bolzano, nell’attesa di ripartire verso sud. Sullo sfondo il Catinaccio.

Una composizione IC Notte con la E.402B titolare sul ponte sull’Isarco alla stazione di Bolzano, luglio 2019

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Pubblicato il 1 giugno 2019

Abbiamo recentemente discusso delle macchine svizzere (SBB e BLS) che hanno preso servizio nel primi dieci anni del nuovo millennio: era uno sguardo interessato perché alcune di queste viaggiano anche in Italia. Diamo seguito a quella nota, esaminando quali di queste (pressoché tutte, come vedremo) siano state riprodotte in scala N.

Nessuno dei principali produttori europei\poteva lasciarsi scappare la ghiotta occasione, anche perché con uno stampo si possono realizzare tante versioni che possono essere interessanti per modellisti di più mercati nazionali… Così troviamo le motrici SBB Cargo e SBB riprodotte da Arnold,  Fleischmann, Hobbytrain e Minitrix. Abbiamo cercato di individuarne la lista soprattutto grazie a spur-n-schweiz, modellbau-wiki e ovviamente google.

Pre-TRAXX

SBB Re 481

Nonostante sia una macchina marginale nella storia, circolante solo in Germania, o in un primo periodo su MThB, Fleischmann l’ha riprodotta ben tre volte come Re 481, e persino una come Re.486 di MThB (art 907320).

Fleischmann 907320, MThB Re 486

Dal 2001 al 2007 vi è stata a catalogo la 481 005-7, art 7323

Fleischmann 7323

Dal 2008 è stata realizzata la versione 481 002-4, art. 732301.

Fleischmann 732301

Dal 2009 c’è anche la versione 481 006-5, art. 732303.

Fleischmann 732303 – SBB Re 481

Ricordiamo che queste macchine a due pantografi erano abilitate a circolare solo in Germania (e non in Svizzera!).

TRAXX-1

BLS RE 485

La Re 485 di BLS è riprodotta da Minitrix nella livrea “Connecting Europe”. Il modello, art. 12159 BLS, rappresenta la Re 485 485 005-3.

Trix 12159, Foto © Huerz da spur-n-schweitz

La stessa famiglia di macchine è riprodotta anche da Fleischmann, sempre in livrea “Connecting Europe”. E’ l’art. 86.7386 e riproduce la BLS Re 485 011-1.

Fleischmann 86.7386, Foto © Huerz da spur-n-schweitz

Fleischmann ne ha fatta anche una seconda versione con numero di serie diverso: art. 7386.01 per la BLS Re 485 019-4.

Fleischmann 7386.01 BLS Re 485 019-4 – Foto © Huerz da spur-n-schweitz

Sempre da Fleischmann c’è anche un modello in livrea “Die Alpinisten/Gli Alpinisti” : art, 7385.07, BLS 485 003-8.

Fleischmann 7385.07 – Re 485.003-8 -Foto © Heitersberg da spur-n-schweitz

La nuova versione “2017” della livrea Alpinisti (quella con il passaggio su un crepaccio) non ci risulta presente tra i modelli in scala N.

SBB Re 482.0

Anche la 482 è stata interpretata da  Fleischmann in più versioni:

art. 7386, SBB Re 482 019-1

Fleischmann 7386, Foto © Huerz da spur-n-schweitz

7388.04 SBB Re 482 039-5 blau/rot – Cargo, e lo stesso modello come art. 7388.74 in versione digitale con sound.

Fleischmann 738804

Anche Minitrix ne ha realizzato dei modelli, sia in versione 482.0 (TRAXX 1) che 482.2 (TRAXX 2). Nella livrea standard SBB Cargo abbiamo la SBB Re 482 011-4, art. 12188.

Trix 12188, Foto © Huerz da spur-n-schweitz

Tra le TRAXX1 di Trix c’è anche la 482 in livrea”Alpäzähmer”: art. 16903,  SBB Re 482 022-1

Minitrix 16903 – Re 482 SBB Alpäzähmer

TRAXX 1 a noleggio

Fleischmann ha riprodotto per il solo mercato svizzero la ATC 185 525-3 – affittata a BLS art.87.7386), modello dell’anno 2007.

Fleischamann 87.7386 BLS BR 185 525-3 – Mietlok ATC – Foto © Huerz da spur-n-schweitz

Ne ha realizzato anche una versione con numeri di esercizio differenti: 185 535-2 (art. 7385.6).

Le TRAXX 2

SBB Re 482.2

Ricordiamo che le TRAXX 2 differiscono esteriormente dalle TRAXX 1 per pochi particolari: il più evidente è la forma della parte bassa del frontale, che non ha lo “spigolo” della versione precedente ed ha differenti respingenti. Vi sono poi differenze nei mancorrenti sul frontale e nei tergicristalli.

Il modello Trix 12195,  SBB Re 482 046-0  appartiene a questa seconda serie (TRAXX 2 AC)

Trix 12195, Foto © TomTom da spur-n-schweitz

SBB Re 484

Con le Re 484 entriamo nel dominio più interessante per il modellista italiano, perché queste macchine policorrente circolano da noi. Si tratta di TRAXX MS. Questa macchina è stata oggetto dell’attenzione di Arnold, che l’ha riprodotta con due diversi numeri di serie:

  • Arnold HN2326 SBB Re 484 484 021-1
  • Arnold HN2327 SBB Re 484 484 008-8

Arnold HN 2326 – Re 484 021-1

HN 2326 (in alto) e HN 2327 (in basso)

Arnold ne ha fatto anche una versione “Cisalpino” non venduta però individualmente, ma solo nel set HN2325 comprendente anche tre carrozze.

Re484-016-1 Arnold Rapido da trenini.jimdo.com

Anche Minitrix ha prodotto la versione Cisalpino: anche in questo caso commercializzata solo nel set 11629 comprendente tre carrozze. La macchina è la 484 016-1, stesso numero di serie della Arnold.

Minitrix Cisalpino Re 484 016-1

BLS Re 486

La livrea “Alpinisti” è stata applicata da BLS anche alle Re 486, e la troviamo offerta sia da Arnold che da Trix. Ques’ultima ha realizzato la BLS Re 486 503-6 (art. 16871).

Trix 16871

Minitrix 16871 – Re 486 “Alpinisti”

Arnold ne ha fatte due versioni con numeri di serie differenti: 503 e 501. La 503 (art. HN2109) però è nata con un difetto: su entrambe le fiancate le scritte sono in italiano, mentre su una delle due dovrebbe essere in tedesco. Il problema è successivamente stato risolto dal costruttore, credo applicando una decal coprente.

HN2109 visto sui due lati dopo la correzione

Il modello uscito successivamente e correttamente ha numero di serie 501, ed è a catalogo come art.2116.

Arnold HN2116

Notiamo come tutte le realizzazioni presentino la figura dell’alpinista in prima versione e non in seconda (si veda la nota sulle macchine reali in proposito).

Le Siemens ES 64 F4

Re 474

Anche queste macchine policorrente transitano sui binari italiani, e quindi sono interessanti per l’ennista che si interessa ai treni della Penisola. La motrice Siemens è stata a catalogo Minitrix (art.12327) dal 2010, riproducendo la 014-8.

Trix 12327 – Re 474.014 – Foto © da n-treni.jimdo.com

Hobbytrain ne ha realizzato ben cinque versioni: due SBB e tre noleggiate da SBB.

La prima è la Re 474 016-9 (art.2903)

Hobbytrain H2903 Re 474 016

Con differenti numeri di esercizio c’è l’art. 2919 (SBB Re 474 017-7).

Hobbytrain 2919

Tra le noleggiate, vi è la DIspolok in livera giallo-blu. (art.2904) ES 64 F4-095

Hobbytrain 2904 – Foto © Huerz da spur-n-schweitz

Ci sono poi due MRCE noleggiate, in livrea nera: la prima è la ES 64 F4-112 con scritta SBB Cargo International (art. 2912).

Hobbytrain 2921 – MRCE ES 64 F4-112 – Foto © Huerz da spur-n-schweitz

La seconda ha scritta “Alpäzähmer”, ed è la ES 64 F4-115, art. 2923 e 2923S in versione digitale con Sound

Hobbytrain 2923

Le macchine… inesistenti!

SBB Re 845 – Bombardier TRAXX DE ME

Nel 2017 Arnold ha presentato la SBB Cargo Re 845: una TRAXX 2 DE ME (Diesel elettrica Multi Engine).

Arnold HN2415: ipotetica (e falsa) TRAXX P160 ME DE in livrea SBB Cargo

Dell’offerta Diesel Elettrica  queste motrici diesel abbiamo parlato nella nota dedicata a TRAXX 1 e 2. Non avevamo però parlato della loro esistenza quando abbiamo esaminato le TRAXX di SBB. Perché? Semplice, perché non esiste: è una pura invenzione Arnold, come le D.341 italiane con livrea New Haven di Lima…

SBB ES 64 U2

Un’altra “perla” sono le “Taurus” svizzere di Hobbytrain. Ricordiamo che “Taurus” è il nome dato dalle ferrovie austriache ÖBB alle Siemens ES 64 U2 ed ES 64 U4.
Hobbytrain le ha riprodotte sia in versione SBB Cargo che in versione BLS. Si tratta di un altro falso: sebbene di ES 64 U2 abilitate per il servizio in Svizzera ve ne siano, nessuna ha mai vestito livree SBB o BLS. Hobbytrain le definisce “Designstudie”…

Hobbytrain 2789 – ES 64 U2-097 – inesistente al vero – Foto © Tomtom da spur-n-schweitz

Hobbytrain 2789 – ES 64 U2-097 – inesistente al vero – Foto © Lemke da spur-n-schweitz

Ma ce n’era bisogno? e soprattutto: si trovano davvero dei polli pronti a spendere oltre 150 Euro per un modello in livrea di pura fantasia? Evidentemente sì… Del resto, non è la prima volta che fatti del genere avvengono (si pensi ad esempio ai Coccodrilli bianco e nero di Märklin): segno di una ben povera cultura ferroviaria…

Pubblicato il 18 maggio 2019

Nel raccontare la storia delle ALe di prima generazione, abbiamo visto come esse siano nate come ALe.792/882, evolute poi nelle varie versioni di ALe.780/880 per risolvere il problema della intercomunicazione anche se questo qualche complicazione l’aveva creata. Il terzo passo fu di cercare di razionalizzarne le composizioni introducendo l’idea di composizione bloccata: fu così che si giunse alle ALe.883 di cui discutiamo qui.

ALe 883.013 + Le 883.006 + ALe 883.003 – Lecco nel 1990 – Foto © Franco Pepe da littorina.net

Ricordiamo che ci siamo occupati anche delle versioni “speciali” di questa famiglia di elettromotrici: la ALse.10 e le sue evoluzioni e le “vivandiere” ALe.400/402 e relative trasformazioni.
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Pubblicato l’11 maggio 2019

Abbiamo spesso scritto note sulle Ferrovie Svizzere, tra le più affascinanti del mondo. Questa volta lo facciamo in salsa italiana, perché ci occupiamo di alcune alcune motrici elettriche di proprietà di compagnie svizzere (SBB Cargo e BLS Cargo) entrate in servizio tra il 2000 e il 2010 che sono state di casa sui nostri binari negli anni recenti.

Si tratta di motrici simili tra loro per aspetto, anche se appartenenti a due ben distinte famiglie: le TRAXX di Bombardier (delle quali abbiamo recentemente raccontato la parte di storia che arriva fino alle TRAXX 2) e le EuroSprinter di Siemens.

Re.484 e Re.474 fianco a fianco a Chiasso – foto da http://www.4rail.net

Per capirci qualche cosa dobbiamo ripercorrere almeno una parte della complessa storia di queste due famiglie. Non discuteremo dell’intera evoluzione e delle moltissime varianti, ma ci limiteremo a quelle necessarie per inquadrare le motrici svizzere nel panorama globale. Delle TRAXX 1 e 2 abbiamo peraltro discusso  in dettaglio di recente.
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