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Benvenuto su “Scalaenne – NOTE SPARSE” che ha per tema treni e ferrovie, specie italiane, e la loro modellazione in Scala N.

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Modifiche recenti a post preesistenti:

I post su questo blog sono “vivi”, nel senso che vengono costantemente aggiornati qualora ci siano novità di qualche tipo relative ad argomenti già pubblicati. Qui vengono elencate le principali modifiche apportate ad articoli pre-esistenti nell’ultimo periodo:

Aggiornamenti meno recenti sono listati qui

Pubblicato il 10 dicembre 2016

Domani, 11 dicembre, il traforo i base del Gottardo aprirà alla circolazione a pieno regime dei treni passeggeri: i merci già ci viaggiavano da qualche mese, ed un paio di treni viaggiatori al giorno già percorrevano il nuovo tunnel, ma da domani tutti i treni a lunga percorrenza abbandoneranno la vecchia linea. Abbiamo quindi pensato di celebrare lei, la vecchia linea, con la nota odierna.

Dovendo recarmi a Zurigo per lavoro nell’ottobre di quest’anno, ho avuto l’occasione di percorrere un anello ferroviario di estremo interesse: Trento-Brennero-Innsbruck-St.Anton-Zurigo-Art Goldau-Chiasso-Milano-Verona-Trento. Non avevo mai viaggiato sulla tratta Zurigo-Milano, sulla quale un tempo correva il TEE Gottardo, per anni “impersonato” dal RAe 1050 del quale abbiamo parlato estesamente in un altra nota, ma anche le potentissime Ae 8/14 e di celeberrimi Coccodrilli Ce 6/8.

Il RAe 1050 a Wassen, sulla lnea del Gottardo- Foto © Lornzo Banfi da trainspo.com

Il RAe 1050 a Wassen, sulla lnea del Gottardo- Foto © Lorenzo Banfi da trainspo.com

Una Ae 8/14 nel 1981 sulla rampa Nord del Gottardo, foto ç Jean Marc Fryboug da http://www.railpictures.net.

Una Ae 8/14 nel 1981 sulla rampa Nord del Gottardo, foto © Jean Marc Fryboug da http://www.railpictures.net.

Ce 6/8 sulle rampe del Gottardo. Foto ç chchr_75 da flickr

Ce 6/8 sulle rampe del Gottardo. Foto © chchr_75 da flickr

E’ stata dunque un’eccellente occasione per percorrere questa storica linea, fonte di ispirazione per generazioni di plasticisti in tutte le scale. Mi ero preparato, ed ho avuto la fortuna di essere nella prima carrozza, poco affollata, dell’ETR.610 delle SBB: ho così liberamente potuto spostarmi a destra e a sinistra, a seconda di dove corresse il treno, per cogliere dettagli di questa splendida linea. Qui ne riassumo il percorso, e gli aspetti piu’ notevoli.
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Treno Azzurro

Pubblicato il 3 dicembre 2016

Il periodo postbellico è tra i più affascinanti della storia recente. L’Italia usciva da 20 anni di dittatura che, anche se grazie alla propaganda e al controllo dei mezzi di comunicazione e dell’educazione aveva sollevato entusiasmo e speranze nelle masse uscite da una prima tragica esperienza della “Grande Guerra”, aveva poi fatto piombare la nazione nella nuova catastrofe del secondo conflitto mondiale.

Quasi l’intera nazione era stata un campo di battaglia, con un fronte mobile che l’aveva attraversata spostandosi dal sud al nord, ed era devastata dai bombardamenti dal cielo e da terra e dal passaggio di truppe straniere. Quella rete ferroviaria che era stata coltivata come simbolo e strumento di modernità e di progresso era stata martoriata: solo il 25 % dei binari era intatto, e metà dei ponti era danneggiata. Il 70% delle motrici elettriche che avevano modernizzato il trasporto su rotaia era distrutto o danneggiato, come pure il 78% di carrozze e bagagliai.

Firenze. Dettaglio di una foto tratta da marklinfan, originale probabilmente di Walter Hollnagel, fotografo ufficiale delle Ferrovie Tedesche.

Firenze. Dettaglio di una foto tratta da marklinfan, originale probabilmente di Walter Hollnagel, fotografo ufficiale delle Ferrovie Tedesche.

Ci sarebbe stato da piangersi addosso, eppure invece fu proprio in quegli anni che, per contrasto, esplose una voglia positiva di vita e di rinascita che diede impulso a quella che sarebbe diventata l’Italia moderna, e nel giro di pochissimo tempo (15 anni!) avrebbe miracolosamente portato al boom economico e a quel primo, generalizzato benessere materiale che avrebbe permesso a buona parte delle famiglie italiane di possedere un’automobile, una lavatrice ed un televisore.

E’ in questi anni (1957) che nasce il Treno Azzurro, nuovo simbolo di modernità, velocità e progresso.

Treno Azzurro a Milano Centrale - Foto tratta dal profilo Facebook del Centro Storico Fiat

Treno Azzurro a Milano Centrale – Foto tratta dal profilo Facebook del Centro Storico Fiat

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Pubblicato il 26 novembre 2016

Non è chiaro perché a inizio ‘900 le FS, che avevano linee con armamento piuttosto leggero (peso massimo ammesso per asse sulla maggior parte delle linee pari a 15 tonnellate) abbiano  deciso di dotarsi di imponenti motrici Pacific (rodiggio 2-C-1). Fatto sta che all’Esposizione Internazionale di Torino del 1911 venne presentata la prima Gr.690, le cui ruote motrici superavano i due metri di diametro, ed il cui carico assiale eccedeva le 18 tonnellate, anche se grazie a un sistema di molle che scaricavano parte del peso sugli assi portanti era stato possibile ridurlo poco sopra le 17.

FS GR 69001 - Foto Archivio Storico Breda da marklinfan

FS GR 69001 (senza pompa Westinghouse sulla fiancata destra) – Foto Archivio Storico Breda da marklinfan

Forse fu perché in quegli anni francesi e tedeschi, che però erano dotati di ben altre linee, avevano le loro punte di diamante proprio nelle potenti e veloci Pacific, e l’Italia non poteva essere da meno.

Figurino ella Gr.690, Disegno di Gianfranco Ferro da Rotaie.it

Figurino della Gr.690, Disegno di Gianfranco Ferro da Rotaie.it

Gr.69007, immagine pubblicata nel 1938 in Dizionario Encicl.Moderno.Labor, da wikimedia

Gr.69007, immagine pubblicata nel 1938 in Dizionario Encicl.Moderno.Labor, da wikimedia

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Pubblicato il 19 novembre 2016

A catalogo Rivarossi in scala N, già nel 1970/71 erano apparsi dei carri merci marcati FS ma piuttosto colorati, e con la scritta MIGROS. Costavano parecchio all’epoca per le finanze di un ragazzino, e così non entrarono mai a far parte del parco rotabili di Querceto.

carr Migros sul catalogo-rivarossi del 1970/1

carri Migros sul catalogo-rivarossi del 1970/1

Oggi ne ripercorriamo la vita, cercando di collocarli al posto giusto della storia ferroviaria.

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