Feeds:
Articoli
Commenti

Benvenuto su “Scalaenne – NOTE SPARSE” che ha per tema treni e ferrovie, specie italiane, e la loro modellazione in Scala N.

Dai un’occhiata all’Indice, potresti trovare altre cose interessanti!
Vuoi ricevere una e-mail quando viene pubblicato un nuovo articolo? Iscriviti! A destra c’è un box per registrarsi.

Chiunque è libero di copiare, riadattare, distribuire o trasmettere i contenuti di questo blog, a patto che fornisca indicazioni della provenienza, e fatti salvi i copyright delle opere di terzi qui citate o riprodotte (Questo blog ha licenza Creative Commons CC-BY).

Modifiche recenti a post preesistenti:

I post su questo blog sono “vivi”, nel senso che vengono costantemente aggiornati qualora ci siano novità di qualche tipo relative ad argomenti già pubblicati. Qui vengono elencate le principali modifiche apportate ad articoli pre-esistenti nell’ultimo periodo:

Aggiornamenti meno recenti sono listati qui

 

Annunci

Pubblicato il 20 gennaio 2018

Eccoci tornati da Luigi Voltan, con l’intenzione di proseguire la visita che ripercorre la storia delle motrici elettriche FS. Nella prima puntata abbiamo seguito il percorso che ci ha portato dalle E.626 alle E.424. (Ricordiamo che in passato ne abbiamo visto anche le motrici a vapore e diesel). Oggi ci aspetta un piatto sostanzioso: le articolate, e qualcosa a seguire. Iniziamo ovviamente con la prima: E.636.

Parrebbe naturale ricavarla dalla E.636 di Del Prado, anche se quella… non è una E.636, ma una E .645 di prima serie etichettata erroneamente! Comunque come base va bene, anche se i lavori da fare sono molti. Non ne parleremo in dettaglio, perché lo abbiamo già fatto ampiamente nel 2013, e rimandiamo a quella nota, mostrando qui solo un paio di immagini del risultato finale.

La E.636 di Luigi Voltan, lato AT, quello con maggiori modifiche. Foto Voltan dal forum

La E.636 di Luigi Voltan, lato corridoio. Foto Voltan dal forum

Continua a leggere »

Pubblicato il 13 gennaio 2018

I treni,  la guerra l’hanno per lo più subita, con la distruzione di linee ferroviarie e rotabili (esordio con anacoluto foscoliano). L’hanno però anche fatta. Christian Wolmar ad esempio, nel ricostruire la storia delle ferrovie, mostra quale potenziale strategico che esse potevano avere, permettendo di muovere rapidamente uomini (tradotte), armamenti e vettovaglie, e come questo fu decisivo per favorire il loro sviluppo. Descrive poi come, nella guerra civile statunitense, il nord prevalse anche in virtù di una migliore organizzazione ferroviaria.

Ricordiamo che in ambito bellico, i treni fornivano anche supporto come mezzi di soccorso o ospedali mobili. Di carrozze-barellate, sanitarie e treni ospedale abbiamo già parlato in un’altra nota.

Vi sono poi treni propriamente belligeranti: i convogli e i mezzi corazzati. Anche l’Italia ebbe i suoi, alcuni, come le “Tobruk” di cui parleremo un’altra volta, molto… italiani. Tra i mezzi più “seri” si annoverano invece le autoblindo ferroviarie, le autocarrette blindate ed anche una particolare versione di littorina: le LiBli, Littorine Blindate.

Proprio di questi trattiamo in questa nota.

Continua a leggere »

Pubblicato il 6 gennaio 2018

Conoscete una locomotiva elettrica più affascinante del Coccodrillo Svizzero?

Ce 6/8 III 14305 + Ce 6/8 II 14253 alla testa di un treno celebrativo nel 2011. Foto © Thomas Stuzt da eisenbahnfotos.ch

Oggi ci occupiamo proprio di questo.
Continua a leggere »

Pubblicato il 30 dicembre 2017

Contenti di quanto trovato sotto l’albero? Facciamo un salto indietro di cinquantasette anni, e vediamo cosa trovò qualche fortunato bimbo dell’epoca.

Ogni tanto ci divertiamo a fare un po’ di archeologia ferromodellistica, e così oggi ripercorriamo un particolare della paleostoria della scala N.

L’immagine della copertina della rivista Miniaturbahnen del novembre ’60 é ben nota, ed é una pietra miliare, in quanto segna il preannuncio della scala 1:160. Si trattava della “Arnold Rapido 200”, che ancora non era proprio la vera scala N: aveva uno scartamento da 8 mm invece che da 9 mm, e la scala dichiarata era 1:200, ma era il seme dal quale, meno di due anni dopo, sarebbero arrivati gli Arnold Rapido “Neun”, nove millimiteri.

Il prim plastico Arnold, su una copertina di MiBa (Miniaturbahnen) del 1960

Il primo plastico Arnold, su una copertina di MiBa (Miniaturbahnen) del 1960

Quel vecchio plastichetto, archetipo di quelli che lo avrebbero seguito, era indubbiamente affascinante. Ebbe vita breve, poiché fu commercializzato solo per un anno e mezzo, fino al cambio di scartamento, ma fu in grado di dare un’impronta al futuro che lo avrebbe seguito.
Continua a leggere »

Natale 2017

Pubblicato il 23 dicembre 2017

Ecco che arriva un altro Natale. Dickens aveva parlato dello “Spirito del Natale” nella sua bellissima “Christmas Carol”, realizzata poi al cinema in varie versioni tra cui quella di Disney con i suoi paperi – e di fatto in inglese zio Paperone si chiama proprio “Uncle Scroodge”, che è il nome del protagonista del racconto di Dickens.

Lo Spirito del Natale, che rende tutti buoni.: in suo nome c’è chi ha pensato di far passare un giorno speciale alle famiglie con bambini affetti da malattie serie o incurabili, ed ha fondato l'”Operation North Pole” – perché si sa che Babbo Natale, a.k.a. Santa Claus, vive al Polo Nord.

Vabbè, che c’entra questo con i treni? C’entra, c’entra. Fidatevi…

Il treno di Operation North Pole

Continua a leggere »

Pubblicato il 16 dicembre 2017

Mio padre (classe ’24, autore del Plastico di Querceto e Pian Ginestra) mi raccontava della “stazione in galleria”. Era nella “Grande Galleria dell’Appennino” tra Bologna e Firenze, inaugurata quando lui aveva più o meno la mia età di allora: dieci anni. Così quando passavo nel lunghissimo tunnel tra Bologna e Firenze stavo per lunghi minuti incollato al finestrino, con gli occhi fissi nel buio, ipnotizzato dallo zig-zag delle strisce bianche che salgono e scendono sulla fiancata della galleria, attendendo il breve attimo in cui il tunnel si sarebbe illuminato, mostrando i marciapiedi della “Stazione in Galleria”. Poi si ripiombava nel buio, ma io, la mitica stazione, l’avevo vista!

Un ETR.200 transita in stazione, nella Grande Galleria dell’Appennino

Continua a leggere »

Pubblicato il 2 dicembre 2017

Eccoci ad una nuova puntata sulla storia delle automotrici FIAT  prima generazione. Trattiamo di quelle costruite fino al 1940 che appartenevano alle Ferrovie in Concessione, escludendo quelle sarde e siciliane delle quali abbiamo già detto in altre note.

Santhià-Biella (Prog. FIAT 005 del 1933 e 009 del 1934)

Cominciamo dal 1933, anno di apparizione delle ALb 48, ALb 64 e ALb 80, che erano i progetti FIAT 004 A, B e C rispettivamente. In quell’anno la casa torinese aveva sviluppato anche il progetto 005: si trattava di una automotrice analoga alla ALb 48 di serie (stessa lunghezza – 14.800 mm- e stessa capienza: 48 posti), ma sprovvista della ritirata, così come lo erano i prototipi della ALb 48, che però erano più corti. La macchina era stata costruita per la ferrovia concessa Santhià-Biella.

Mappa della Ferrovia Santhià-Biella CC Arbalete da wikipedia

Ne abbiamo recuperato in rete alcune immagini.

FIAT Mod.005 per la Santhià-Biella, Foto Centro Documentazione Storica FIAT

FIAT Mod.005 per la Santhià-Biella, Foto Centro Documentazione Storica FIAT

FIAT Mod.005 per la Santhià-Biella nel 1933, Foto Centro Documentazione Storica FIAT

FIAT Mod.005 per la Santhià-Biella nel 1933, Foto Centro Documentazione Storica FIAT

Altra immagine della FIAT Mod.005 per la Santhià-Biella – Foto FIAT

FIAT Mod.005 nel 1933 circa, in compagnia di due ALb 48 – Foto Centro Storico FIAT. Da notare l’assenza dei vetri poligonali frontali che avrebbero successivamente caratterizzato la maggior parte delle littorine FIAT

Sempre per la Santhià-Biella, ma nel 1934, fu realizzato il progetto FIAT 009: una macchina analoga alla ALb 80: stessa lunghezza: 22.000 mm, ma con 64 posti (16+32 di terza classe e 16 di seconda).

Continua a leggere »

Pubblicato il 2 dicembre 2017

Fare un giro virtuale a casa di Luigi Voltan è ripercorrere buona parte della storia delle ferrovie. In note precedenti abbiamo visto macchine a vapore e diesel. Oggi torniamo metaforicamente a prendere un caffè da lui, e diamo un’occhiata alle macchine a trazione elettrica.

La prima macchina elettrica a corrente continua delle FS è la  E.626, e dunque da questa dobbiamo iniziare. Quando Gigi se ne è occupato c’erano solo le Tibidabo o (per chi sa saldare, ed il nostro non si ritene appartenente a questo “club”) le lastrine Malinverno. La Tibidabo è una pietra miliare nella storia della N italiana, ma ha certo tantissimi limiti sia estetici che dinamici.

Porvi rimedio è stato un lavoro impegnativo. L’operazione effettuata è descritta in dettaglio sul forum di NParty (occorre iscriversi per poter leggere questa sezione) con dovizia di dettagli e di immagini catturate nel corso dei lavori. Qui ci limitiamo a riassumere dicendo che è stato cambiato… beh, tutto!

La cassa é stata lisciata, i finestrini chiusi e riaperti in posizione e dimensione corretta. Per inciso, è interessante la tecnica usata per chiuderli: si mette del nastro adesivo esternamente alla cassa, sul finestrino da tappare; da dentro si versa un goccio di cianoacrilato e si attende la sua asciugatura, poi si rimuove il nastro: il finestrino già  tappato e stuccato alla perfezione!.  Sono state applicate nuove visiere ai finestrini frontali, rifatte porte di accesso, portelli lato AT e prese d’aria. Sono stati modificati i portelloni degli avancorpi per rifletterne la diversa organizzazione sulle terze serie. Il telaio è stato rifatto ex-novo, e vi è stata posto un carrello motorizzato con motore G Lima. I carrelli sono stati corretti, e le prese di corrente rifatte. Lo avevamo detto: è stato cambiato tutto…

E’ quindi stata verniciata a pennello con colori puravest (tre mani), e sono state applicate decals di Danifer-Borzellino-Di Fabio.

E.626 terza serie di Gigi Voltan, derivata dalla Tibidabo

Vista dei due lati della E.626 di Gigi Voltan

Oggi avere un bel modello di E.626 è assai più semplice, visto che Locomodels propone una bella seconda serie. Anche la terza serie esiste, prodotta da Safer, ma averla è un’impresa, come ben sanno molti che l’hanno ordinata da anni e ancora devono riceverla.
Continua a leggere »

CargoSprinter e MPV

Pubblicato il 25 novembre 2017

Questa volta ci occupiamo di un rotabile davvero curioso. Era immatricolato presso le DB come carro Sgmss 700 (ex Sggoorrss 700), ed il suo aspetto è davvero singolare.

Cargo Sprinter DB Sgmss 700 nel 1997. Foto © Hans Ulrich Diener, da http://dybas.de/

Cargo Sprinter DB Sgmss 700 nel 1998
. Foto © Hans Ulrich Diener, da http://dybas.de/ Foto: 7.11.2003, Anselm F. Daniel

Cargo Sprinter DB Sgmss 700 nel 1997. Foto © Hans Ulrich Diener, da http://dybas.de/

Lo si direbbe un carro merci… semipilota! Vediamo di scoprirne qualcosa in più.
Continua a leggere »

Pubblicato il 18 novembre 2017

Cosa c’entrano delle elettromotrici tramviarie con le littorine? Beh, una foto parla da sé…

Tram del 1937 per la linea Torino-Rivoli

Continua a leggere »