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Benvenuto su “Scalaenne – NOTE SPARSE” che ha per tema treni e ferrovie, specie italiane, e la loro modellazione in Scala N.

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Pubblicato il 20 febbraio 2021

Abbiamo di recente iniziato a vedere come si possa facilmente costruire un controllo alternativo per il ponte trasbordatore girevole Minitrix.

Ricordiamo che in passato abbiamo discusso dei ponti trasbordatori, e mostrato come al vero esistano, e siano esistiti anche in Italia, ponti trasbordatori girevoli analoghi al modello che Minitrix proponeva in scala N e che attualmente è fuori produzione.

ALv72 sul ponte trasbordatore girevole delle officine OM a Milano – foto OM collezione Luigi Iorio da Photorail.com

Il circuito di controllo che abbiamo discusso nella precedente puntata partiva dall’esame delle piedinature elettriche del modello Minitrix e riusciva  gestire gli aspetti infrastrutturali, ovvero la movimentazione del ponte (traslazione e rotazione). Avevamo lasciato in sospeso la gestione della parte ferroviaria, e la discussione della digitalizzazione della stessa. Completiamo ora il lavoro discutendo anche di questi ultimi aspetti.

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E’ arrivato LoCoMake!

Pubblicato il 13 febbraio 2021

Annunciato qualche tempo fa, è ora disponibile ad un prezzo assai interessante il primo kit di Locomodels: una splendida E.636 in scala N! Ne abbiamo già parlato per le preview viste in qualche fiera, ma la notizia è che ora è ordinabile, con un tempo di consegna previsto (stando al sito) di due settimane.

La E.636 LoCo in kit montata

Il kit “Basic” per l’autocostruzione della E.636

Vediamone i dettagli, ma prima inquadriamo questa iniziativa nel contesto della scala N.

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E.626 nel modellismo

Pubblicato il 6 febbraio 2021

La storia delle E.626 in scala N inizia a metà anni ’60 con il modello Tibidabo di una terza serie del quale abbiamo diffusamente parlato in precedenza. Abbiamo di recente visto come sia poi stato ripreso prima come C.S.M.-Tibidabo,, poi come CDM-Tibidabo, quindi Acar Models e poi nuovamente Tibidabo agli albori del millennio in collaborazione con Mehano.

E626 Tibidabo

Qui vedremo come prosegue la storia delle E.626 in scala N, e daremo in chiusura qualche rapido cenno sulle altre scale.

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Pubblicato il 30 gennaio 2021

Abbiamo di recente visto quali siano il principio di funzionamento ed il cablaggio del ponte trasbordatore girevole di Minitrix, ed abbiamo anticipato che sarebbe stato facile realizzarne il pilotaggio tramite un microcontrollore della famiglia Arduino o ESP32. Come abbiamo più volte detto, noi preferiamo il secondo se non altro perché ha integrate le componenti necessarie per comandarlo via web, e quindi possiamo facilmente costruire delle interfacce utente grafiche per computer, smartphone o tablet. Il seguente video, già anticipato nella puntata precedente, dimostra il risultato:

Vediamo ora di capire come questo sia stato ottenuto.

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Pubblicato il 23 gennaio 2021

Nel 2015, parlando del Model Expo di Verona, scrivemmo:  “sul modulare ASN transitavano convogli davvero pregevoli: la ROLA e il THELLO di Maurizio Chivella, che ci pare stia seriamente studiando da Maestro Modellista.

Siamo stati facili profeti: a sei anni di distanza l’apprendista si è laureato: Maurizio da Trieste è stato nominato Maestro Modellista: se non sbagliamo i conti è il quinto della diNastia, dopo Marco Carugati, Giorgio Donzello, Mario Malinverno e Carlo Mercuri, e tra questi il terzo ad avere le iniziali M e C (in vario ordine).

La sua splendida “carriera” è ampiamente documentata sul forum ASN, in modo però piuttosto dispersivo, tra una thread e l’altra. La ripercorriamo allora qui per sommi capi, cercando di ricapitolare le varie tappe senza pretesa di esaustività. I link portano alla thread in cui i modelli sono presentati, o a nostri post nei quali il suo lavoro era menzionato.

La prima cosa di cui abbiamo trovato notizia è la realizzazione del 216 in lastrina di Marco Camatarri, del 2010.

216 (Lastrina di Camatarri) realizzato da Maurizio Chivella

Già si nota l’estrema pulizia del lavoro e la finezza delle decals: caratteristiche che ritroveremo negli altri lavori di Maurizio. Ricordiamo che siamo in scala N, e questo “aggeggino” misura circa 3 cm sul lato più lungo!

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Pubblicato il 16 gennaio 2021

Abbiamo in passato discusso dei ponti trasbordatori, ed anche di quelli girevoli (Dreh-schiebebühne), rappresentati da un modello Minitrix in scala N.

La Dreh-schiebebühne di Minitrix

Il modello Minitrix è predisposto per l’analogico e per il digitale Selectrix (la primissima versione di digitale ferromodellistico prodotta da Doehler e Haas e licenziata da Trix negli anni ’80), ma non per altri tipi di digitale. La documentazione disponibile, che abbiamo discusso in una nota tempo fa, non ne descrive la parte elettrica ed elettronica: ad esempio non è noto quali siano i pin. Una vecchia discussione su 1zu160 ne propone una conversione al digitale, ma la “ricetta “proposta richiede di intervenire fisicamente sulla piattaforma, saldando e dissaldando componenti, ed intervenendo meccanicamente in modo invasivo e irreversibile.

A noi interessava poterla controllare (se possibile senza apportarvi modifiche, o almeno non modifiche irreversibili) tramite un microcontroller digitale, come Arduino, o l’ESP32 che ad esso preferiamo. Ci siamo quindi messi a studiarla. Alla fine è stato meno difficile di quanto pensavamo, e siamo dunque in grado di realizzarne un meccanismo di controllo alternativo, e per chi volesse, anche la digitalizzarne la parte “ferroviaria” senza intervenire sulla piattaforma stessa (o quasi). Anzi, alla fine la versione digitale sarà, come vedremo, persino più semplice di quella analogica.

Per far venire un po’ di appetito, ecco un video dimostra il risultato, con la piattaforma controllata da un telefonino.

Iniziamo ora a spiegare passo passo tutto quel che serve. La prima fase è la comprensione del funzionamento della piattaforma, e l’identificazione degli input. La successiva sarà la movimentazione delle piattaforma, e l’ultima la movimentazioni dei rotabili (analogici e digitali) su di essa.

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Pubblicato il 9 gennaio 2021

Tra le locomotive “antiche” pervenute nel parco FS spesso si ricordano i “Mastodonti dei Giovi“, dei quali abbiamo parlato anche noi. Quelle famose motrici non sono però le più anziane: il titolo dovrebbe infatti spettare alla 1033 del 1851. Immatricolata nel gruppo 103, aveva quattro compagne, più o meno coetanee, che erano le sole sopravvissute di un gruppo più corposo. Provenivano dalla Rete Mediterranea, ma la loro storia inizia nelle SFSP (Strade Ferrate dello Stato Piemontese).

Queste locomotive, di costruzione britannica (Sharp and Stewart, di Manchester), erano atte alla trazione di treni veloci. Raggiungevano la per l’epoca ragguardevole velocità di 80 km/h, grazie alla loro potenza di 300 CV. Erano caratterizzate da carro esterno alle ruote e cilindri interni a distribuzione Stephenson. Il tender a tre assi trasportava 7 t di acqua e 3 t di carbone. Come le motrici dell’epoca, non aveva cabina coperta.

La Sharp in versione di origine

L’unica ruota motrice, centrale, aveva diametro di 1980 mm, mentre le due portanti, anteriore e posteriore, avevano diametri di 1373 e 1240 mm. Il rodiggio era 1A1, come anche quello delle altre due classi di motrici che esamineremo: si tratta dunque di “eredi” della Bayard.

L’interasse posteriore era di 2360 mm, quello anteriore di 2132 mm. La lunghezza della motrice era di 8098 mm. Il tender aveva lunghezza di 5983 mm,  con ruote di 1086 mm con l’interasse 1829 mm.

La lunghezza complessiva era di 14211 mm, e la massa (in epoca FS, dopo i rimaneggiamenti che menzioneremo) di 27 t.

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Ricordando Domenico.

Pubblicato il 2 gennaio 2021.

Il 2020 se ne è andato, e tutti speriamo che il suo successore, del quale abbiamo conosciuto la prima giornata, sia migliore. Auguri a tutti.

Vogliamo qui ricordare una persona che nel 2020 ci ha lasciato: Domenico. Era un medico, ed e morto di Covid, caduto sul campo, il 28 aprile dopo un mese e mezzo di ospedalizzazione.

Domenico era nato nell’ottobre 1954 a Forenza, in Lucania (PZ), ma aveva studiato a Milano (liceo classico Carducci, poi laurea in medicina e chirurgia nel 1980, specializzazione in endocrinologia a Modena, e poi in statistica ed epidemiologia ancora a Milano). Aveva svolto numerose attività di ricerca e di consulenza per numerose istituzioni milanesi. Aveva inoltre avviato e gestito alcune attività imprenditoriali nell’ambito dell’assistenza e dell’ospedalizzazione a domicilio (co-fondatore di Medicasa Spa, poi entrata nel gruppo Air Liquide, e amministratore di Continuum Srl).

Lo conoscevamo solo indirettamente, tramite il forum ASN: era infatti un appassionato di trenini – come lui diceva, “sempre e comunque in scala N”. Ne apprezzavamo gli interventi pacati.

Ecco, ci sembrava giusto rivolgere a lui il primo pensiero in questo anno appena iniziato, ricordando lui, e chi come lui ha sacrificato la sua vita facendo il suo mestiere, che era quello di curare gli altri.

Mi raccomando: quando potrete, vaccinatevi. Fatelo per voi, fatelo soprattutto per gli altri, fatelo anche per ricordare chi, come Domenico, da un vaccino sarebbe stato salvato, e sarebbe oggi ancora qui a parlare di treni e trenini assieme a noi.

Pubblicato il 28 dicembre 2020

Dedicato alla memoria di Pietro, nel giorno che sarebbe stato il suo 96º compleanno. Nel dopoguerra, quante volte é transitato in treno sull’incrocio di Postal di primo mattino, al ritorno dalle notti passate a Merano a suonare con la sua orchestra!

Questa volta ci occupiamo ad una brevissima, ma a suo modo interessante, ferrovia altoatesina: la Lana-Postal, o più precisamente Lana Postal – Lana di sopra (Lokalbahn Lana Burgstall-Oberlana).

Elettromotrice passeggeri della Lokalbahn Lana Burgstall-Oberlana, dalla brochure “Einsteigen bitte” di Albert Innerhofer.

Il dettaglio per cui è abbastanza nota è la presenza di un piuttosto insolito incrocio a 90º con la ferrovia Bolzano Merano presso la stazione di Postal. Tra l’altro, dato che si incrociavano due ferrovie elettrificate a tensioni diverse, la linea area aveva, in corrispondenza dell’incrocio, un particolare sezionamento.

L’incrocio di Lana-Postal, mentre transita una E.626. SI noti l’incrocio delle due linee aeree. Foto Arnold Siegrist da drehscheibe-online.de

Lana è un piccolo paese adagiato nel lato ovest della Val d’Adige, all’imbocco della Val d’Ultimo (Ultental), nella qual scorre il Valsura (Faschauerbach) e dal quale parte la strada che, tramite il passo delle Palade, porta nella trentina val di Non. La ferrovia Bolzano-Merano corre invece a est dell’Adige sul lato orografico sinistro, a circa 4 km di distanza. Era stata inaugurata nel 1881, ed era stata gestita dalla Bozen–Meraner Bahn (BMB) fino al 1906 per poi passare alla kkStB (Kaiserlich-königliche österreichische Staatsbahnen).

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Buon Natale 2020

Pubblicato il 19 dicembre 2020

Buon Natale!

 

 

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