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Benvenuto su “Scalaenne – NOTE SPARSE” che ha per tema treni e ferrovie, specie italiane, e la loro modellazione in Scala N.

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Modifiche recenti a post preesistenti:

I post su questo blog sono “vivi”, nel senso che vengono costantemente aggiornati qualora ci siano novità di qualche tipo relative ad argomenti già pubblicati. Qui vengono elencate le principali modifiche apportate ad articoli pre-esistenti nell’ultimo periodo:

Aggiornamenti meno recenti sono listati qui

Pubblicato il 14 gennaio 2017

La necessità di aumentare la capacità delle automotrici è presente sin dalle origini: già le ALb.25 avevano dei rimorchi leggeri che potevano essere trainati in pianura, e varie serie ebbero le loro rimorchiate (es. LDn 32, Ln 55, Ln 880, Ln 990, e persino la Ln 60 per il Binato Breda).

Quando nel 1954 FIAT  Sezione Materiale Ferroviario progettatò le nuove ALn.668 serie 1400,  quasi contestualmente (1955) le FS ordinarono delle rimorchiate atte ad essere loro associate: le Ln.68, caratterizzate dalla loro leggerezza: peso a vuoto di sole 20 tonnellate. Il disegno della carrozza richiama chiaramente l’aspetto delle ALn.668.1400, con le porte pneumatiche e il “dente” inferiore in corripondenza delle stesse.

Offrivano 68 posti a sedere, cosicchè la denominazione di origine fu Ln 68.1401-1404.

L’arredamento interno, come per le automotrici ALn 668.1400, il più spartano di tutte le serie che seguirono, era caratterizzato da bagagliere trasversali poste sopra i sedili, che contribuivano rendere poco luminoso l’ambiente rischiarato da lampade a incandescenza. I sedili avevano imbottiture di gommapiume, ed erano privi dei poggiatesta: erano sormontati da una semplice paretina para-aria.

Interni delle 664: le strutture sono quelle di origine, i rivestimenti sono stati rifatti. Foto da dal forum trenoincasa.forumfree.it

Interni delle 664: le strutture sono quelle di origine, i rivestimenti sono stati rifatti. Foto da dal forum trenoincasa.forumfree.it

Avevano una semplice intercomunicazione di servizio sulle testate che era sprovvista di mantici.

Erano in origine in livrea castano-isabella e, consegnati nel ’57, furono affidati al DL di Bologna Centrale per la valutazione iniziale.

ALn668 1400+Ln68 prototipo castano-isabella

ALn668 1400+Ln68 prototipo castano-isabella

In mancanza di foto, per rendere l’idea della livrea mostriamo l’immagine di un modello della ALn. 668.

La livrea Castano-Isabella applicata ad una ALn.668 nell'interpretazione di Vitrains in H0.

La livrea Castano-Isabella applicata ad una ALn.668 nell’interpretazione di Vitrains in H0.

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Pubblicato il 7 gennaio 2017

Abbiamo visto recentemente come, a partire dal 2006, Trenitalia abbia introdotto una nuova classe di servizio basata su materiale ordinario “veloce” (200 Km/h) a complemento della rete ad Alta Velocità. I rotabili erano quelli derivati dal Progetto IC 901,  che trasformava una serie di vetture preesistente omogeneizzandole in tre tipi (prima, seconda e speciale) che andavano a formare convogli da 9 vetture in composizione bloccata (due seconde, una speciale e sei prime).  Il servizio, inizialmente commercializzato nel 2006 con il nome di EuroCity Italia (con la corrispondente livrea ECI), alla fine dello stesso anno era divenuto EuroStar City Italia (con la corrispondente livrea ESCI).

Un felice intuizione aveva poi (ri)introdotto il nome di “Frecce”, che già avevano lunga una storia nelle tradizione FS. In passato c’erano state una pletora di Frecce, da quella Adriatica all’Aurelia, per arrivare a quelle della Versilia e del Vesuvio. Dunque l’associazione Freccia = Treno veloce è parte della cultura ferroviaria italiana – ma non solo: in Francia la Fleche d’Or, col corrispondente inglese Golden Arrow, la russa Кра́сная стрела́ (krasnaja-strela: Freccia rossa), il Rheinpfleil tedesco (Freccia del Reno)…

La metafora venne felicemente riesumata nel 2008, quando, associata con un altro simbolo della velocità, quel Rosso che fin dall’edizione del Premio Automobilistico Gordon Bennett del 19oo era il colore nazionale italiano delle  auto da corsa, diede origine al “Frecciarossa“, nome complementare del servizio EuroStar AV. L’associazione fu così azzeccata da diventare quattro anni dopo (Dicembre 2011) il nome ufficiale del servizio, e per estensione il nome popolare degli ETR 500. Perciò nel 2010 si seguì la stessa traccia, inventando un analogo nome complementare per accompagnare il servizio EuroStar City Italia, e fu “Frecciabianca”. Anche questo, nel Dicembre 2011, divenne il nome ufficiale del servizio, rimpiazzando la vecchia dicitura ed inaugurando una nuova livrea, immediatamente riconoscibile. Serviva anche a far diventare più “digeribile” l’eliminazione dei Frecciarossa dalla periferia per concentrarli sulle linee ad alta velocità, dove potevano svolgere appieno la loro missione.

Dunque dopo un lustro di servizio, la EuroStar City Italia (ESCI) andò in pensione, e le E.414 vennero riverniciate nella nuova livrea.

E.414 FB - Foto © Antonio Mancinelli da fotoferrove.info

E.414 FB – Foto © Antonio Mancinelli da fotoferrove.info

E.414.130 FB - Foto © Vincenzo Russo da fotoferrove.info

E.414.130 FB – Foto © Vincenzo Russo da fotoferrove.info

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Pubblicato il 28 dicembre 2016

Dopo aver trattato le locomotive a vapore realizzate da Gigi Voltan, in questa seconda puntata dedicata alle sue realizzazioni ci occupiamo dei diesel.

Iniziamo con la storia del primo modello costruito perchè è curiosa, ripercorre l’avvicinamento di Gigi alla N, e si intreccia con l’evoluzione di AlMaModels, e successivamente Assoenne ed NParty. Si tratta del modello che nel 2002 vinse la sezione B2 – materiale trainante del premio Muzio di ASN: la D.341 FIAT prima serie.

La D.341 di Luigi Voltan vincitrice di una sezione del Premio Muzio 2002

La D.341 di Luigi Voltan vincitrice di una sezione del Premio Muzio 2002

A inizio millennio Gigi era uno H0-ista, ma aveva un amico dedito alla scala 1:160. Quest’ultimo era piuttosto sconfortato per la difficoltà di reperire modelli italiani in N, e Gigi decise di dargli una mano trasformando una D.341 Rivarossi di seconda serie in una inedita prima serie. L’amico ne fu felice, ma dopo poco ricadde nella depressione da “non c’è nulla di italiano in scala N”, e decise di farla finita. No, non si tolse la vita! Passò alla scala maggiore…
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Pubblicato il 22 dicembre 2016

buon-natale

Sotto l’albero, un piccolo regalo: l’Atlante delle Ferrovie dismesse donato da FS-Italia/RFI, Scaricabile dal sito fsitaliane.it.

Auguri a tutti. Buone feste!