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Posts Tagged ‘Rivarossi’

Pubblicato il 1 aprile 2017, ultima modifica 26 aprile 2017

Thellō è una società ferroviaria operante treni passeggeri tra la Francia e l’Italia.

Convoglio Thello. Foto © Baptiste G. da flickr

La storia

Fu creata il 5 febbraio 2010 da Trenitalia e la francese Transdev, ciascuna con il 50% di capitale. Transedv, che all’epoca era era il quarto operatore gestore di trasporto pubblico in Europa, gestisce reti sia su ferro sia su gomma ed è presente in 9 Paesi: Francia, Paesi Bassi, Regno Unito, Australia, Italia, Germania, Canada, Portogallo e Spagna. È una filiale della Caisse des dépôts et consignations dello stato francese. L’iniziativa era probabilmente parte di schermaglie tra l’ex monopolista italiano ed il (di fatto) monopolista francese. Le due compagnie gestivano in comune un servizio transfrontaliero (Artesia), ma all’entrata di SNCF sul mercato italiano (era divenuta partner di NTV, di cui possedeva il 20%) Trenitalia aveva risposto impedendo di fatto il transito dei TGV sulla linea ad alta velocità Torino-Milano, e stabilendo la partership con Transdev, mettendo la parola fine sull’esperienza Artesia (ne abbiamo parlato altrove).

Il Palatino Artesia trainato da una BB 36300 - Foto © Michel Ledieu da marklinfan.com

Il Palatino Artesia trainato da una BB 36300 – Foto © Michel Ledieu da marklinfan.com

Nel marzo 2011 Transdev e Veolia Transport fondarono una nuova società Veolia Transdev detenuta in quote paritarie da Veolia Environment e dalla Caisse des dépôts et consignations. Il nuovo colosso divenne così il primo operatore mondiale gestore di trasporto pubblico. La joint venture tra Trenitalia e Trnsdev venne ribattezzata Trenitalia-Veolia Transdev (TVT), e a fine anno iniziò l’esercizio effettivo, dando il nome Thellō ai convogli.

Logo thellō

Logo thellō

I primi treni Thellō nacquero dunque in sostituzione di quelli Artesia, con servizio notturno Paris /Gare de Lyon – Venezia/Santa Lucia inaugurato l’11 dicembre 2011.

Treno notte Thello nel 2013 - Foto © Damien Thomas da flickr

Treno notte Thello nel 2013 – Foto © Damien Thomas da flickr

Le fermate intermedie (Dijon-Ville, Milano-Centrale, Brescia, Verona, Vicenza, Padova e Venezia-Mestre) non erano autorizzate ad effettuare traffico nazionale, ma solo internazionale (cioè da una stazione francese a una italiana e viceversa).
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Pubblicato il 25 febbraio 2017

Chissà se chi decise l’elegante livrea dellaE.444 Prototipo nel 1964, si ispirò al mitico “Treno Azzurro”? Certo, i toni di colore sono diversi, ma l’eleganza è la stessa.

E.444 prototipo al museo di Pietrarsa - Foto da wikipedia, originale da photorail.com

E.444 prototipo al museo di Pietrarsa – Foto da wikipedia, originale da photorail.com

Al posto del (mai ufficialmente codificato) Celeste vi è il “Grigio Perla”, anche se quasi chiunque sia chiamato a definire quel colore parlerebbe di una qualche tonalità di azzurro. Il blu intenso è “Blu Orientale”, e l’eleganza si riflette anche nei nomi dei colori, quasi poetici.

Fatto sta che si inaugurò allora una tradizione cromatica che sarebbe durata un trentennio circa e, per quanto in merito di gusti non vi siano verità assolute, per noi resta il periodo cromaticamente più interessante nella storia delle FS. Il vestito delle motrici si sposava perfettamente con i colori del TEE.

TEE con una E.444 baffoblu dal photobucket.com di Pierangelo Marchese

TEE con una E.444 baffoblu dal photobucket.com di Pierangelo Marchese

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Pubblicato il 21 gennaio 2017

Tra gli ultimi modelli annunciati da Rivarossi in scala N vi fu la serie delle D.341 in versione da cantiere. Furono presentati nel catalogo novità del 1993, quando apparvero due pagine con ben sei diverse versioni della D.341 seconda serie.

D.341 da cantiere, Catalogo Novità Rivarossi 1993 pag.23

D.341 da cantiere, Catalogo Novità Rivarossi 1993 pag.23

D.341 da cantiere, Catalogo Novità Rivarossi 1993 pag.22

D.341 da cantiere, Catalogo Novità Rivarossi 1993 pag.22

Fu un irrefrenabile impulso di fantasia? Niente affatto, come documenteremo in questa nota, nella quale prendiamo spunto da questo episodio per ricordare il destino delle D.341 dopo la loro dismissione da parte delle FS. Iniziamo con un bellissimo scatto di Marcello La Penna che mostra le quattro macchine della “Salvatore Esposito” sullo stesso binario nel 1992.

Parata di D341 da cantiere ad Avellino nel 1991 - Foto © Marcello La Penna da flickr

Parata di D341 da cantiere ad Avellino nel 1991 – Foto © Marcello La Penna da flickr

Si tratta delle ex 1021 (gialla/blu), 1025 (grigio/arancio), 1027 (blu/bianco) e 1060 (bianco/arancio) re-immatricolate rispettivamente T.7226, T.7227, T7.278 e T.7241. Curioso come il profilo mostrato a catalogo coincida esattamente con quello esibito da questa foto, quasi fosse stata proprio questa l’ispirazione di Rivarossi! Delle quattro, solo la gialla è orientata con le quattro grate in alto sul lato sinistro, proprio come a catalogo…

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Pubblicato il 28 dicembre 2016

Dopo aver trattato le locomotive a vapore realizzate da Gigi Voltan, in questa seconda puntata dedicata alle sue realizzazioni ci occupiamo dei diesel.

Iniziamo con la storia del primo modello costruito perchè è curiosa, ripercorre l’avvicinamento di Gigi alla N, e si intreccia con l’evoluzione di AlMaModels, e successivamente Assoenne ed NParty. Si tratta del modello che nel 2002 vinse la sezione B2 – materiale trainante del premio Muzio di ASN: la D.341 FIAT prima serie.

La D.341 di Luigi Voltan vincitrice di una sezione del Premio Muzio 2002

La D.341 di Luigi Voltan vincitrice di una sezione del Premio Muzio 2002

A inizio millennio Gigi era uno H0-ista, ma aveva un amico dedito alla scala 1:160. Quest’ultimo era piuttosto sconfortato per la difficoltà di reperire modelli italiani in N, e Gigi decise di dargli una mano trasformando una D.341 Rivarossi di seconda serie in una inedita prima serie. L’amico ne fu felice, ma dopo poco ricadde nella depressione da “non c’è nulla di italiano in scala N”, e decise di farla finita. No, non si tolse la vita! Passò alla scala maggiore…
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