| ultimo aggiornamento: 16 gennaio 2010 |
Volentieri ospito il progetto di Paolo Angioy per un bellissimo plastico che intende realizzare. Lo scenario è molto interessante, dettagliato e realistico. Auguri per la messa in opera!
STUDIO PER UN PLASTICO IN SCALA “N” di stile italiano
PROGETTO TESTUALE DELLA RIDUZIONE MODELLISTICA DELLE FERROVIE DELLA SPEZIA NEL 1974 CON ANNESSA (EVENTUALE) RIPRODUZIONE DI UN TRATTO DELLA FERROVIA PONTREMOLESE
1.- PREMESSA
a.- Il mio interesse per le ferrovie e per il modellismo nasce con il primo trenino Rivarossi del 1955 ed evolve, in HO, fino ai tracciati con treni indipendenti ed automatismi comandati dai treni del 1969. Poi la Marina Militare, per otto lustri. Continuo a documentarmi ed a studiare. Nel ’74 e nel ’75, coi primi incarichi alla Spezia, mi capita di comandare alcune volte dei treni militari, carichi di munizioni o missili, dal molo Pagliari alla polveriera di Vallegrande ed al comprensorio di San Bartolomeo e viceversa (!!). Nel 1986 mi converto alla scale enne e comincio a collezionare in modo compulsivo solo materiale italiano od italianizzabile d’epoca, incluso materiale d’armamento ed ogni genere di accessori, fino ai circa 600 modelli di rotabili di oggi.
b.- Infine, diventato V.I.P. (cioè Vecchio In Pensione), apprendo di poter disporre per la bisogna di due locali ubicati a Roma, particolarmente idonei, dal 2010. Si tratta di un vano di circa 6,5×4,8mt e del retrostante ambiente di 5,5×2,8 (da rilevare esattamente appena disponibili).
c.- Ho scelto La Spezia in quanto la densità di impianti ferroviari FS, della Marina Militare ed industriali o privati è particolare. Al vero, in poco più di tre chilometri della linea Roma-Genova ci sono tre stazioni (Centrale, Valdellora e Migliarina), con la sottostante Stazione Marittima (collegata a Migliarina con un salto di montone(!)) e le due “stazioni” militari, dell’Arsenale e di Valdilocchi, Bivio Pagliari. Scelgo il 1974 che mi consente di far circolare le ultime vaporiere insieme con una serie di motrici elettriche e di elettrotreni, diesel ed automotrici ….
d.- Ho deciso di prendermi alcune libertà modellistiche. La linea aerea di contatto, che ho valutato di mettere in opera –insieme al segnalamento- a tracciati ultimati e collaudati, sarà limitata alla linea Roma-Genova ed alle stazioni principali. Quindi la Pontremolese e la Stazione Marittima saranno a trazione termica. Il binario della passeggiata Morin (collegamento tra Arsenale e Binario di San Bartolomeo), dismesso ben prima del 1974 (1969), sarà rappresentato. Il deposito locomotive solo elettriche e diesel di Miglarina, con relativa Squadra Rialzo, sarà dotato anche di piattaforma girevole e rimessa circolare per motrici a vapore, a suo tempo ubicati a la Spezia Centrale.
e.- Vorrei un impianto digitale controllato dal PC, tranne eventualmente le ferrovie militari e parte dei raccordi portuali dove la dimensione delle motrici (piccole vaporiere, Kof, Badoni) paiono non consentire l’installazione di decoder (ma consentono le manovre manuali…).
2.- TRACCIATI
a.- Roma-Genova, a doppio binario (in realtà falso doppio binario con cappi di ritorno), corre in rilevato a 8cm dal piano del mare su due pareti e parte di una terza dell’ambiente più ampio. Da Nordest (sinistra) abbiamo: uscita dei due binari della linea dalle gallerie Biassa e Biassa seconda, (collegate alla stazione fantasma ed al cappio di ritorno), bivio per la linea dell’Arsenale (che scende su sede propria alla quota inferiore), e ingresso in stazione su un viadotto;
- Stazione di La Spezia Centrale, con 5 binari di transito e sosta banchinati (al vero 7) –modulo se possibile 160cm- e 5 lunghi binari tronchi (testate ad est) con asta di manovra e piazzale (sul lato ovest del piazzale nord), con 4 binari tronchi per la sosta di materiale speciale (treno soccorso 1° classe, treno ospedale MMI, matisa e materiale da manutenzione. Inoltre due tronchini banchinati per automotrici destinate alla linea Pontremolese, piazzale est, due per motrici di servizio e tre per i carri destinati all’Arsenale. All’uscita est della stazione la linea impegna la galleria dei Cappuccini;

La Spezia Centrale, da Google Maps
- Stazione di La Spezia Valdellora, all’uscita della galleria dei Cappuccini, ha due binari di transito con due raddoppi entrambi a nord, a cui si raccordano cinque lunghi tronchini di sosta e deposito carrozze (testate ad ovest); dal raccordo dei raddoppi, verso sudest è ubicato lo scalo e deposito merci per piccole partite (al vero qui ubicato fino agli anni 80) con tre brevi tronchini e relativa asta di manovra; i due raddoppi proseguono ad est divenendo binari di collegamento con lo scalo di Migliarina. All’uscita di stazione il bivio per la raffineria IP di Valdellora con tre tronchini di servizio per carri botte destinati all’omonima raffineria sul piazzale nord. Non svolge servizio passeggeri;

La Spezia Valdellora, da Google Maps
- Stazione di La Spezia Migliarina, con due binari di raddoppio banchinati per il servizio passeggeri (solo locale) lato sud, ed i due binari di corsa. Ai due binari da Valdellora (che poi si congiungono per proseguire per la Stazione Marittima) è connesso il fascio smistamento di cinque binari, con due tronchini per le macchine di manovra. Ad ovest del fascio smistamento il deposito locomotive con la piattaforma girevole completa di rimesse motrici (vapore, diesel ed elettriche) fosse visita e scorie, rifornimenti ecc., nonchè la squadra rialzo e due rimesse per elettrotreni. Poco ad ovest della stazione, la coppia proveniente da Valdellora si congiunge in un solo binario che scende in quota e sottopassa la linea di corsa a salto di montone per dirigere verso la Stazione Marittima. Dal binario della stazione marittima si distacca verso nord una diramazione che prosegue verso est per poi ricongiungersi al binario sinistro della linea.

La Spezia Migliarina, da Google Maps
- poco dopo la stazione la linea impegna una galleria che, attraversato il muro, conduce al locale adiacente dove si trova il cappio di ritorno con una stazione fantasma – in realtà in piena vista- di dodici binari. Nello stesso locale, il cappio di ritorno e l’analoga stazione fantasma dell’altra estremità delle linea che, lasciata a sinistra (verso Ovest) la stazione di La Spezia Centrale ed il bivio Arsenale, impegna le due gallerie parallele Biassa e Biassa seconda, scendendo a livello 0 e, passando sotto il lato corto dell’impianto, giunge al foro nel muro per accedere al locale adiacente.
b.- Ferrovie del Golfo (tutte a livello 0) sono la ferrovia dell’Arsenale, la Stazione Marittima, i fasci del molo Garibaldi, della calata Malaspina e della banchina Paita, il binario di San Bartolomeo con il bivio Pagliari ed i raccordi militari ed industriali. Poiché la realizzazione di questo settore sarà successiva a quella della linea tirrenica, l’attuale descrizione sarà solo di larga massima.
- Ferrovia dell’Arsenale: la diramazione che scende dal Bivio Arsenale in prossimità di La Spezia Centrale raggiunge in sede propria la zona di Marola a livello del mare ed entra da ovest nello Stabilimento, percorrendo tutto il perimetro dello stesso, con due brevi raddoppi, fino a raggiungere la Porta ferrovia sul lato est. Quindi, impegnando un ponte girevole sul torrente Sprugola, raggiunge la Passeggiata Morin che attraversa (con un raddoppio) per poi ricongiungersi al Binario di San Bartolomeo all’altezza dei tronchini della stazione marittima.
All’interno dell’Arsenale a suo tempo c’erano ben 54 deviatoi e 14 piccole piattaforme girevoli per l’acceso dei singoli carri nelle officine. La riduzione modellistica, oltre ai due citati raddoppi per precedenze ed incroci prevede la stazione con una lunga asta di manovra, 4 tronchini per sosta carri e due per ricovero motrici, un binario per il parcheggio di un treno armato, alcuni tronchini di servizio.

- La Spezia Marittima ha (aveva all’epoca) un fascio smistamento di cinque più tre binari alle spalle della Banchina Malaspina che impiega come asta di manovra il binario di San Bartolomeo da un lato e i tronchini del fascio di quattro binari alle spalle della banchina Paita dall’altro. Le banchine hanno due binari tronchi ciascuna, la Banchina Garibaldi due per lato. La Banchina Giovanbattista Paita ha altri quattro binari tronchi, due per il servizio dei silos Ferruzzi e due per il servizio frigorifero. Anche il Molo Fornelli e il terminal Messina sono serviti da un paio di binari tronchi ciascuno.

- Il Molo Pagliari del servizio munizioni MMI ha tre binari tronchi che proseguono, dopo essersi congiunti, attraversando a 90° il binario di San Bartolomeo e l’omonimo viale, e dirigendo lungo la via Valdilocchi verso i raccordi dell’OTO Melara, della Centrale ENEL e della polveriera di Vallegrande (con cambio di scartamento e trazione, oggi scomparso ma a suo tempo intreressante, nel 74 c’era ancora la locomotiva a scartamento ridotto ad accumulo di vapore, ma accantonata). Presso il raccordo (bivio Pagliari) vi è un impianto di stazione MMI con raddoppio e 3 binari tronchi e il raccordo tra il binario di San Bartolomeo e la ferrovia di Valdilocchi.
c.- Linea Pontremolese, a binario unico e non elettrificato. NON viene riprodotta, ma se ne tiene conto per il materiale rotabile e l’esercizio. [Sarebbe in linea di principio possibile riprodurre, lungo il lato maggiore del locale più piccolo (di fronte alle stazioni fantasma della linea tirrenica), un tratto di piena linea tra le stazioni secondarie di Filattiera a Sud e Villafranca Bagnone a Nord. La prima stazione ha un semplice raddoppio e due tronchini per lo scalo merci, la seconda due raddoppi e due tronchini. Alle due estremità della linea, due ingressi in galleria nasconderebbero i cappi di ritorno ciascuno con un fascio fantasma di tre o quattro binari. Una lunga bretella potrebbe collegare una delle stazioni fantasma della tratta di Pontremolese con una di quelle della linea tirrenica, per consentire lo scambio di materiale rotabile tra i due plastici], Comunque il sistema delle stazioni fantasma consente di simulare il traffico da La Spezia a Parma e viceversa.
d.- prevedo di utilizzare materiale d’armamento Fleishmann Profi (di cui possiedo consistenti quantità, inclusi numerosi deviatoi di tutti i tipi e la piattaforma girevole)per la linea principale, le stazioni, i raccordi, mentre per le ferrovie militari e portuali sarà d’uopo impiegare materiale d’armamento senza massicciata, con raggi di curvatura minori e deviatoi a 24° e incroci a 90° ove necessario. E’ in corso la progettazione di dettaglio con l’ausilio di Wintrack, che peraltro potrà concludersi solo dopo aver acquisito i locali ed averne rilevato esattamente le dimensioni.
Penso ad un’ambientazione estiva per il plastico principale [ed eventualmente invernale innevata per la Pontremolese].
3.- MATERIALE ROTABILE
Senza riprodurre in questa sede il corposo inventario del materiale rotabile della mia collezione, ricordo:
- Mezzi di trazione, circa 110, delle più svariate provenienze (Lima, Rivarossi, Tibidabo, Cestaro, Riviermodel, ACAR, Armo, Euromodell FP, Arnold, Fleischmann, Lo.Co., Danifer, Naldini, Graham Farish, Minitrix, Atlas, ROCO, Hobbytrain ed altre, senza contare le statiche Del Prado). Occorrerà verificare quali siano da dotare di decoder, quali da lasciare analogiche o addirittura statiche, quali da migliorare o adattare (pantografi, decals ed altro).
- Vapore: circa 30 modelli di cui oltre 20 da trazione (Gr677, 675, 422, 473, 460, 737, 690, 691, 740) e 10 locotender da manovra e da esercizio MMI (tra cui svariate 835, una 899 e due 897). Si tratta per lo più produzione industriale di macchine tedesche, austriache, inglesi e americane che hanno circolato sui binari italiani come preda bellica o come aiuto alleato dopo la II GM;
- Elettrica: circa 30 modelli, tra motrici articolate (636, 645, 646, una 656 poco fuori epoca, nelle varie livree) e non (400, 424, 626, 428, 444, oltre a 2 macchine speciali);
- Diesel: oltre venti macchine, per lo più D345 e D341, due V100 e due V200 ex DB (raccordi industriali e portuali privati), alcune diesel da manovra FS e non (tra cui 2 Kof , una D 214 e una Truman) ed una Matisa motorizzata.
- Elettrotreni ed automotrici: circa una quindicina. ETR200, ETR250, Ale601 e 603, Ale840, “varesine” il TEE “Gottardo” policorrente in sei elementi, “Littorine” (Aln880, 772 ed altro) ed Aln663 e 668 e simili
- Carrozze e bagagliai, circa 200, con oltre 40 bagagliai e postali inclusi due carri riscaldo, ed una diecina di carrozze speciali. Dominano il parco, per quasi i due terzi, purtroppo, le vecchie carrozze RIV Rivarossi in tutte le livree e varianti, inclusi WL e WR, e le famigerate 20000/1921 “corte” di Tibidabo/ACAR. Una diecina di CIWL d’epoca, svariate Corbellini e Centoporte e alcune bellissime 33000 e 1957. Qualche epoca I-II a terrazzini per i treni passeggeri militari;
- Carri, circa 300 sia di epoca III che di epoca IV (circa 100 a carrelli), con una quindicina di bisarche, oltre 30 tramogge, oltre 50 pianali a carrelli, 20 carri L a carrelli, 30 carri frigoriferi, altrettanti carri F moderni, 40 carri botte dei vari tipi, un centinaio di carri corti F, L e P, 20 carri P lunghi telonati, una ventina di carri speciali e altrettanti MMI. Una parte esigua del parco carri è dotata di ganci non standard.
4.- ESERCIZIO
Sulla Roma –Genova all’epoca circolavano giornalmente due coppie di rapidi, 8 coppie di espressi, 8 coppie di diretti e dodici coppie di locali. Da e verso Parma, una coppia di espressi, una di diretti ed dieci coppie di locali. L’elevato numero di locali al vero si spiega col fatto che tra Aulla e Deiva Marina le FS svolgono un vero e proprio servizio urbano con 14 fermate e stazioni. Per il traffico merci, otto coppie di intermodali pesanti e dieci di merci generici, due coppie sulla pontrmolese da e verso Parma. Il traffico straordinario ricorrente prevede tre treni passeggeri speciali, il treno merci raccoglitore verso Parma e le composizioni merci in partenza od in arrivo da Migliarina. Il quadro si completa con le tradotte da Migliarina alla Stazione marittima, le quattro coppie giornaliere di treni passeggeri militari (i treni operai ed impiegati di buona memoria, con loco tender a tre assi e tre carrozze in legno a terrazzini). Le tradotte militari, il traffico portuale e le attività di smistamento potranno essere definite solo a progetto ultimato. Per ogni coppia di treni al vero si prevede una sola composizione sull’impianto, ad esclusione dei rapidi, del raccoglitore omnibus e dei treni speciali e di quelli militari, per i quali ne basta una.
- Passeggeri della linea principale elettrificata:
- 4 rapidi (ETR 250 in 4 elementi, E.444+5 carrozze UIC-X RIV carenate rosso fegato, E.444+4 carrozze per treni bandiera ed E.444 con 5 EUROFIMA arancio),
- 4 Direttissimi (espressi: tre con E.646, materiale UIC-X RIV grigio, bagagliaio, 7 carrozze e WL o WR ed uno con E.428 III serie od E.646 i serie, bagagliaio, 8 carrozze 20000 e WL d’epoca),
- 4 diretti (ETR 200, Ale603, e424 con 5 carrozze 33000, E.636 con 5 carrozze tipo 1937),
- 6 accelerati (locali: Ale840, Ale632 “varesine”, due e400 con carro postale e 4 carrozze “cento porte”, E.424 con 4 carrozze a piano ribassato, E.424 con 5 carrozze corbellini, eventualmente Ale601).
- Materiale passeggeri occasionale/straordinario:
- TEE policorrente in 6 elementi;
- treno storico CWIL con Gr691 e 7-8 carrozze CIWL;
- treno azzurro, con E.646, bagagliaio e 7 carrozze tutte in livrea blu e azzurro;
- Composizioni merci della linea principale:
- 4 pesanti (intermodali, uno con E.645 ed 8/9 bisarche, uno con E.645 ed 8/9 Poz con containers, uno con E.645 e 16 carri interfrigo, uno con E.428 III serie e 20 carri botte.
- 5 medi con E.626/E.428 I serie e composizioni di 10 carri tramoggia a carrelli, 10 carri a sponde alte a carrelli con carico di carbone, e tre di quindici carri corti misti.
- Composizioni passeggeri della linea secondaria non elettrificata:
- un espresso (D.345, carrozza riscaldo/postale a carrelli, 5 carrozze 33000),
- un diretto (D.345 o Gr677, carro riscaldo [sostituito con un postale con la trazione vapore], 4 carrozze corbellini),
- 5 locali (Aln880, Aln772, due Aln663, Aln668),
- Composizioni merci della linea secondaria:
- due merci misti, con Gr737 e 7-8 carri corti
- il merci raccoglitore con una Loco tender Gr897 con bagagliaio e cinque carri.
- Composizioni varie:
- treno militare operai/impiegati, loco tender a 2/3 assi e tre carrozze a terrazzini;
- treno armato, con motrice diesel pesante, carrozza serventi, carro cannone antinave da 305, 3 carri munizioni e carro scudo con armi A/A, colorazione mimetica
- treno soccorso di 1 classe, D.342, carro botte, 2 carri soccorso, carro scudo, carro gru pesante, carro saldature, carro officina, carrozza soccorso
- treno ospedale, D.342, carro acqua, bagagliaio medicinali, 4 carrozze cento porte ricovero, una carrozza corta sala chirurgica
- tradotta OTO Melara, V100 con 9 carri a carrelli trasporto M113 e Carri Leopard e una carrozza corta scorta
- due tradotte MMI con trazione termica e 5/6 carri speciali con materiale arsenalizio o bellico
- treno controllo linea aerea (elettromotrice speciale e carrozza controllo e misure elettriche)
- treno pulizia binari, con motrice speciale con spazzole e due carri , pulente e detergente
- treno collaudo con E.656, carrozza dinamometrica e motrice di emergenza (D.345)
- (tradotte portuali da definire. Materiale statico nel deposito locomotive e su tronchini vari.)
5.- CONSIDERAZIONI
a.- In attesa dei progetti Wintrack sono disponibili i primi schemi grafici delle stazioni, porto [il grafico va ruotato di 130° verso destra, cioè con la banchina Paita a Nord] ed Arsenale, nonchè gli schemi a blocchi del plastico. Chi non conosca La Spezia e dintorni può andare su Google Maps (satellite) e cercare La Spezia Centrale. Seguendo la linea tirrenica verso destra fino al salto di montone troverà quanto descritto (esclusa la raffineria IP, smantellata ma di cui si legge il sedime a nord della linea tra Valdellora e Migliarina). La piattaforma girevole al vero era a Centrale, lato est (si legge ancora un muro curvo, traccia delle rimesse locomotive). Il salto di montone e il collegamento per La Spezia Marittima sono come descritti, mentre le ferrovie portuali sono molto più sviluppate oggi. Il raccordo verso l’arsenale, ad ovest della stazione centrale, è scomparso e trasformato in pista ciclabile, il cui tracciato è evidenziato in rosa.
b.- Le strutture del plastico sono da definire. Penserei il livello del mare a 140 cm dal pavimento, per agevolare gli interventi dal di sotto, un minimo di modularità (non si sa mai… ) ed ampie e comode aperture di visita (per cui, ad esempio, il tessuto urbano della città sarà in gran parte rimuovibile). Per gli sfondi impiegherei fotografie reali, per le colline, tutte terrazzate al vero, polistirolo da 10mm che agevolerebbe la realizzazione. Intendo realizzare in una prima fase la linea Roma – Genova con le tre stazioni e le stazioni fantasma, ma senza segnaletica, l.a. e deposito locomotive. Dopo un adeguato periodo di prova dell’impianto, fino all’esercizio controllato dal pc, completerei l’impianto con il deposito, il segnalamento, la linea di contatto, gli edifici, gli accessori ed il paesaggio dalla linea ai fondali. Poi, con le idee chiare, passerei alla realizzazione dei circuiti a livello del mare (partendo dai bivi delle linee di collegamento, già predisposti), e dopo il relativo collaudo, a ultimare il paesaggio.
c.- mi rendo conto che si tratta di un progetto ambizioso (e costoso, e lungo) che rasenta la follia. Pertanto ogni suggerimento, aiuto e collaborazione o partecipazione sarà graditissimo. In particolare ho delle sensibili carenze per quanto concerne digitalizzazione e informatizzazione, ed ho bisogno d’aiuto anche nel campo della modifica dei modelli e della realizzazione del paesaggio. Se del caso sono pronto a condividere l’idea (e i locali e la realizzazione e l’esercizio) con qualche appassionato di buona volontà, anche facendone un’attività di gruppo.
Ad Ardea, Dicembre 2009
Paolo Angioy.