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Pubblicato il 12 maggio 2018

Non è un caso che il blog di Paolo Farina, scartamento9mm.wordpress.com, abbia come banner una bella Gr.746.

Il banner del Blog di Paolo Farina

La sua collezione di locomotive a vapore italiane in scala N è probabilmente la più originale e ricca che vi sia. Come mai? Per una ragione semplice: da anni costruisce da sé, solo per proprio uso personale, modelli nella piccola scala.

Costruttori di vaporiere in scala 1:160 ne abbiamo incontrati vari in queste “note sparse”: abbiamo parlato delle  locomotive autocostruite da Giovanni Muzio negli anni ’70 e ’80, della collezione di Paolo Angioy, che ha tutte quelle prodotte dal compianto Cantarella (e che è integrata da alcune locomotive costruite da Salvatore Spinelli), per arrivare alle macchine a vapore di Gigi Voltan. Abbiamo accennato alla Gr.690 costruita da Donzello, parlato diffusamente della Gr.682 di Salvatore Spinelli e tentato di elencare tutto ciò che a vapore (italiano) è stato commercializzato in N.

Eppure la collezione di Paolo Farina (forse dovremmo dire “la sua opera”) spicca per ricchezza e originalità, toccando modelli non considerati altrove.
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Pubblicato il 5 maggio 2018

L’appellativo “Coccodrillo” non è usato solo per le notissime Be-Ce 6/8 IIeIII famose soprattutto per il loro pluridecennale esercizio sulla ferrovia del Gottardo, ma è esteso a varie motrici ad avancorpi, prevalentemente operanti nell’arco alpino: Svizzera, Austria e Germania. In particolare sia applica anche ad alcune motrici a scartamento ridotto, che costituiscono il tema odierno. Tra queste, il Coccodrillo Retico (Ge 6/6) e quello del Bernina (Ge 4/4), ma non solo.

Ge 6/6 sul Landwasser – Foto © -Herbert Graf-www.modelrailroad.ch.vu da http://www.bahnbilder.de

Ge 4/4 a Brusio. Foto © matthias da http://forum.hunsrueckquerbahn.de/

Oggi esaminiamo quello retico, ed iniziamo con una immagine che lo mette fianco a fianco con il Coccodrillo del Gottardo.

RhB Ge 6/6 402 a fianco del Ce 6/8 II 13254 nella Verkehrshaus der Schweiz a Lucerna – Foto © Ralf Gunkel da bahnbilder.de

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Pubblicato il 28 aprile 2018, ultima modifica 2 maggio

Abbiamo visto come la classificazione dei gruppi di locomotive FS cercasse di convogliare alcune informazioni, tra cui indubitabilmente la principale, presente nel vapore e nelle macchine elettriche ed endotermiche, sia legata al rodiggio o almeno al numero di assi motori. Informazioni ausiliare riguardano la tipologia  (nel vapore lotoconder o macchine a tender separato), il numero di motori (elettriche), il tipo di uso (diesel), la sequenza temporale di produzione. Talvolta (nei diesel) è anche presente una indicazione del costruttore del motore.

Nell’approcciare la classificazione di auto- ed elettromotrici la prospettiva fu completamente diversa, focalizzando prevalentemente sul numero di posti disponibili per i passeggeri, complementato da un indicazione della tipologia di motore, da indicazione del produttore e da altre caratteristiche che vedremo in dettaglio. Quando poi si passa agli elettrotreni (e autotreni) il panorama cambia di nuovo.

Marcatura della ALe 540 a 54 posti

Ci arriviamo: un passo alla volta.

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Scala Zeta Italiana

Pubblicato il 21 aprile 2018

Questo blog è nato, alcuni anni fa, dalla curiosità di vedere cosa la scala N potesse offrire ai ferromodellisti interessati alle Ferrovie della Penisola. Strada facendo l’interesse si è spostato più sulla storia delle ferrovie italiane, pur tenendo sempre ben d’occhio il modellismo in scala N. Quello che davvero non ci saremmo aspettati, è di arrivare un giorno a raccontare cosa c’è di italiano in scala Z: e invece il momento è giunto.

FS E.424 in scala Z accanto al “grande” fratello in scala N – Foto e modello di Gianfranco Visentin

Non è un caso che iniziamo con un E.424: fu la motrice il cui modello diede origine alla scala N italiana, dunque ci pare un buon inizio anche per un discorso sulla Z. Ma quanto è ricca la scala Z italiana? Davvero non poco, per chi abbia voglia di giocare a costruirsi i modelli. Lo scopriremo nel corso di questa nota.
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Pubblicato il 14 aprile 2018

Recentemente il parco FS si è arricchito di una nuova motrice monocabina: la E.401. Ora inizia a essere facile, almeno in alcune zone d’Italia, di incontrare tali macchine. A noi, recentemente, è capitato di vederne ben tre nello spazio di poche ore, tra Napoli Centrale e Roma Termini.

FS E.401.026 Foto © Vincenzo Russo da Ferrovie.info

La storia delle monocabine italiane risale a fine anni ’80, con la consegna delle E.453/454 che non ebbero gran fortuna, ma aprirono la strada alle più diffuse motrici FS di sempre: le E.464. Abbiamo già avuto modo di dire che le ragioni nella scelta non furono tecniche, ma economico-sindacali: l’agente unico è ammesso, da contratto, solo se la cabina di guida è raggiungibile dal capotreno. Questa è pertanto la ragione principale della trasformazione delle E.402A bicabina in E.401 monocabina.

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Pubblicato il 7 aprile 2018

Negli articoli precedenti di questa serie abbiamo discusso dei Coccodrilli Svizzeri a scartamento normale, individuandone tre categorie: Gottardo, Seetal, Rangier. Qui ci occupiamo dei loro modelli in scala N.


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Flixtrain e Locomore

Pubblicato il 31 marzo 2018

Flixbus nasce nel 2013 come startup dall’idea di tre giovani imprenditori bavaresi (André Schwämmlein, Jochen Engert e Daniel Krauss), è oggi leader europeo del trasporto tramite bus, ed ha annunciato l’espansione al mercato USA. Dopo l’enorme successo che ha profondamente rivoluzionato il trasporto europeo su gomma di passeggeri a lunga distanza, la compagnia ha annunciato il suo ingresso nel mondo ferroviario, per ora solo in Germania, ma in futuro chissà…

Viaggio inaugurale del Flixtrain, 23 marzo 2018 – Foto © Jens Rohde da https://bahnblogstelle.net

Vediamo come si è giunti a questo punto.
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Pubblicato il 24 marzo 2108

L’attribuzione ad un rotabile di una sigla identificativa del tipo è una questione complessa. Ce ne siamo resi conto parlando della classificazione delle locomotive a vapore FS. Si vorrebbe che la sigla potesse convogliare più informazioni possibili sul tipo. Ad esempio la scelta tradizionale Svizzera (ora non più in uso) era semplice e razionale: La prima lettera classificava la velocità, la seconda il tipo di trazione, seguiva poi la specifica degli assi motori e totali, e chiudeva con un progressivo storico che distingueva motrici diverse ma con identiche caratteristiche fin lì identificate: abbiamo visto ad esempio di recente i casi delle varie Ce 6/8.

SBB De 6/6, Ce 6/8 III ed Eb 2/4  – foto © smily12 da https://smily12.wordpress.com/alte-loks/

Anche la razionalità elvetica però giungeva a compromessi: ad esempio la prima lettera poteva essere G ad indicare non la velocità ma lo scartamento ridotto, e poteva essere seguita da una seconda (H) che specificava la presenza di cremagliera, come in GHe.

In Francia, la nomenclatura dei locomotori esordisce con la specifica del rodiggio (2D2, BB, CC ecc.).

SNCF D2D 5544 – Foto da http://www.railpictures.net – © Jean Marc Frybourg

In Germania, dopo il 1968, la prima cifra identifica il tipo di trazione: 0 per il vapore, 1 elettrico, 2 Diesel, 3 diesel a bassa potenza (da manovra), 4 automotrice elettrica ecc. Quindi la BR 103 è ovviamente un locomotore elettrico, e la BR 425 una elettromotrice.

DB BR 103, foto © Patrick Schadowski da railpictures.net

Non sempre è facile però raggiungere e mantenere coerenza e completezza, anche perchè la scelta della classificazione dovrebbe sopravvivere per almeno un secolo, nonostante le innovazioni tecnologiche che ne permeano il periodo. Ad esempio, la regola che “battezzò” le E.626 come tali a fine anni ’20 dovrebbe essere responsabile anche per la classificazione delle motrici costruite oggi.

In questa nota vediamo quali siano le “regole” in Italia per i vari tipi di (auto)motrici. Qui passeremo in rassegna i locomotori elettrici trifase, i successivi a corrente continua e policorrente, ed i locomotori diesel. In una prossima occasione discuteremo i vari tipi di automotrice.

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Verona 2018

Pubblicato il 18 marzo 2018

Quest’anno per me niente Verona, dunque un report basato sul sentito dire – e quindi suscettibile di errori e omissioni. Segnalazioni integrative e correttive sono come sempre più che benvenute! Devo in apertura ringraziare Gianfranco Visentin per avermi prontamente inviato varie foto che mi hanno permesso di corredare questa nota.

Iniziamo passando in rassegna i produttori “storici”: Locomodels, Fratix e Pirata.

La prima grande novità riguarda Locomodels. Lorenzo Colli diceva che alla stragrande maggioranza dei suoi clienti del digitale non importava molto: per questo la sua produzione era rigorosamente analogica. Evidentemente ora le cose sono cambiate, e a catalogo LoCo sono apparse un gran numero di macchine digitali o digitalizzabili. I modelli sono stati “aggiornati” con l’inserimento di un circuito stampato che presenta la “slot” per l’inserimento di un decoder standard, e sono ottenibili anche con decoder  già presente.

LoCo da oggi è anche Digitale!

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Pubblicato il 10 marzo 2018

“Per evitare il trasbordo delle merci nelle stazioni fra veicoli ferroviari e mezzi stradali e realizzare il cosiddetto servizio ‘da porta a porta’, funziona, in numerosi scali della Rete, il servizio di presa e consegna a domicilio dei carri ferroviari. Esso viene espletato con appositi carrelli stradali che sono in grado di portare i veicoli in questione dalle stazioni ai magazzini degli utenti, e viceversa.”

Così recitava “I nostri carri per le vostre merci”, pubblicazione FS in edizione del 1972.

Tra Milano e Limbiate, data imprecisata., probabilmente negli anni ’80. Dettaglio da una foto © Marco Moerland da Flickr

In quegli anni l’uso del servizio era piuttosto frequente, e non era affatto raro veder passare un carro merci per strada. Oggi il servizio esiste ancora, ma è stato in buona parte vanificato in parte dall’avvento dei container, e in parte dalla soppressione della miriade di piccoli scali che caratterizzavano la rete ferroviaria (sostanzialmente ogni stazione aveva il suo, si veda anche la nota sui treni raccoglitori e distributori).

Caricamento di un carro nello scalo merci di una stazione

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