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Archive for the ‘Stampa 3D’ Category

Pubblicato il 7 settembre 2019

Tra le prime camminate in montagna che ricordo, ci sono le escursioni a Passo Pecol, partendo dalla Val San Nicolò, laterale della val di Fassa. Si passava per il Lagusel, bellissimo laghetto nel quale un vecchio tronco caduto segnava una lunga linea nera sul fondo verde, e si giungeva poi al passo, vicino al quale c’erano i tumuli di un vecchio cimitero di guerra.

Il Lagusel - Foto AT © Peer da www.trentino.com

Il Lagusel – Foto AT © Peer da http://www.trentino.com

Nei pressi trovammo spezzoni di filo spinato arrugginito, e un frammento di una granata, evidentemente sfuggiti ai recuperanti del primo dopoguerra. Già, quel meraviglioso paradiso alpestre era stato l’inferno per dei giovani ragazzi di cent’anni fa.

Fu proprio la tragedia di quella guerra a portare tra i monti, nelle valli secondarie, la ferrovia. Fu così per la Val di Fiemme, ed anche per la Val Gardena.

Ferrovia della Val di Fiemme (Fleimstalbahn)

Ma andiamo con ordine.
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Pubblicato il 21 aprile 2018

Questo blog è nato, alcuni anni fa, dalla curiosità di vedere cosa la scala N potesse offrire ai ferromodellisti interessati alle Ferrovie della Penisola. Strada facendo l’interesse si è spostato più sulla storia delle ferrovie italiane, pur tenendo sempre ben d’occhio il modellismo in scala N. Quello che davvero non ci saremmo aspettati, è di arrivare un giorno a raccontare cosa c’è di italiano in scala Z: e invece il momento è giunto.

FS E.424 in scala Z accanto al “grande” fratello in scala N – Foto e modello di Gianfranco Visentin

Non è un caso che iniziamo con un E.424: fu la motrice il cui modello diede origine alla scala N italiana, dunque ci pare un buon inizio anche per un discorso sulla Z. Ma quanto è ricca la scala Z italiana? Davvero non poco, per chi abbia voglia di giocare a costruirsi i modelli. Lo scopriremo nel corso di questa nota.
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Pubblicato il 4 novembre 2017

In una delle prime note pubblicate su questo blog nel lontano 2009 citammo l’iniziativa di ASN  che organizzava “seminari” sul “come si fa a…” in ambito modellistico, e l’opera di Giorgio Donzello che aveva raccolto sul suo nel sito rotaie.it  la documentazione sui “Master” organizzati dalla ASN tra il 2002 e il 2006 in occasione dell’evento “Giornate Fiorentine”. Vi erano link anche ad altre risorse utili a chi volesse avvicinarsi al ferromodellismo.

I Master erano terminati con la fine delle “Giornate Fiorentine” che coincise con la trasformazione della Leopolda (che come sappiamo, da allora ha avuto la ribalta della cronaca per altre ragioni).

Torniamo ora sull’argomento, perché da qualche anno ASN ha ripreso la meritoria tradizione in occasione delle principali fiere di settore: lo Hobby Model di Novegro e di Verona. Ora si chiamano “Clinics & Workshops“. Chi frequenta ASN sa che sul sito sono archiviati i materiali relativi a tali eventi. Il formato è quello della copia, in pdf, delle slides di PowerPoint usate dai relatori. Interessante, ma parziale.

Ne riparliamo ora per segnalare che a Novegro 2017 c’é stata un importante discontinuità. Non ci sono più le slides, ma i video caricati su youtube! Quindi ora anche chi non era presente, o alla fiera era troppo occupato a fare altro, può godere appieno delle interessantissime presentazioni.

Riportiamo i link ai video anche qui, suddividendoli in sezioni tematiche, per aiutare a dare diffusione a questa meritoria iniziativa. Buona visione!

 

Tecniche modellistiche di base

“Una montagna di polistirolo” a cura di Antonio Rampini – ASN

“Costruiamoci il binario” a cura di Antonio Rampini – ASN

“Lavorare il Forex” a cura di Max Icardi – Ich Models

“Costruiamo i ponti in Forex” a cura di Max Icardi – Ich Models

“La saldatura” a cura di Giorgio Di Modica – FIMF

 

Ferromodelismo digitale

“DCC: scegliere la giusta centrale” a cura di Nuccio Ranieri – DCC World

 

Le nuove tecnologie

“Laser cutter” a cura di Danilo Verderi – Nscalecars

“Fermodellisti e Marker” a cura di Antonello Lato – FIMF

 

Esempi di ferromodellismo

“Il diorama in una scatola” a cura di Andrea Sottile – FIMF

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Pubblicato il 14 ottobre 2017

Seguendo la tumultuosa storia delle Littorine FIAT degli anni ’30 siamo passati dai primi  prototipi e la loro evoluzione alle prime macchine telecomandabili. Abbiamo visto quelle a scartamento ridotto in Sardegna, Sicilia e nelle colonie africane, ed anche quelle a scartamento largo destinate all’estero. Oggi ripercorriamo la storia di quelle a completa aderenza, ovvero con tutti gli assi motori: in termini automobilistici le chiameremmo delle “8×8”.

Si trattava di mezzi FS destinati ad una linea molto particolare: la calabrese Paola-Cosenza. Erano le ALn 56 c.a., che furono seguite nel dopoguerra delle ALn 64 c.a.

Una ALn 56 c.a. seguita da una ALn 64 c.a. scende da San Fili – Immagine tratta da marklinfan (originale © Udo Geum da: Mondo Ferroviario 55)

Ma procediamo con ordine.

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Pubblicato il 9 settembre 2017

Nel 1937 FIAT riprese il progetto 026 del precedente anno (quello della Littorina ALn 56 di cui abbiamo parlato in un’altra nota) e lo rielaborò adattandolo allo scartamento ridotto per generare le automotrici omonime per Società Siciliana di Lavori pubblici esercente la “Ferrovia Circumetnea” (FCE). Fossero state FS, probabilmente avrebbero assunto la sigla di RALn 56, invece le automotrici del progetto FIAT 030 non fecero nella sigla alcuna menzione al fatto che lo scartamento non fosse quello standard, ma ridotto a 950 mm, e furono denominate FCE AL 56.

Due FCE AL 56 davanti al deposito appena entrate in servizio. Foto Centro Storico FIAT

Le rare foto d’epoca sono in bianco e nero, ma la livrea d’origine era assai vivace: rosso amaranto e crema. In anni successivi adotto il “colore delle ferrovie”: castano e isabella, con fascione rosso frontale.

Coppia di AL56, Foto da http://www.forum-duegieditrice.com/

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Pubblicato il 2 settembre 2017, ultima modifica 29 settembre 2017

Di scartamento ridotto avevamo parlato molti anni fa in una delle prime note di questo blog. Riprendiamo l’argomento per discutere dei casi in cui scartamento normale e ridotto convivono, condividendo una delle rotaie come ad esempio avviene a nord di Trento dove la Ferrovia Elettrica Trento Malè a scartamento metrico ed il raccordo industriale a scartamento standard per la fabbrica della Whirpool (ora purtroppo chiusa) percorrono assieme una lunga tratta. (Anche di questa avevamo già scritto rievocando un viaggio circolare tra i capoluoghi della regione più a nord d’Italia passando per il passo della Mendola).

Il raccordo di Gardolo, con i binari a scartamento metrico della Trento-Malè e la terza rotaia per lo scartamento standard.

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Pubblicato il 15 luglio 2017

Da bambino, la 940 era la mia locomotiva preferita. Era facilmente distinguibile da tutte le altre: era senza tender, ma era assai più grande di tutte le locotender da manovra: dunque formava una sorta di categoria a parte.

FS Gr.940 a Sulmona, foto ©MDS da Trainzitaliafoto.com

FS Gr.940 a Sulmona, foto ©MDS da Trainzitaliafoto.com

940.008, Foto © Daniele Neroni da leferrovie.it

940.008, Foto © Daniele Neroni da leferrovie.it

La sua linea era molto elegante, con le due ampie casse d’acqua laterali la cui inclinazione della parte anteriore conferiva grazia ed equilibrio al disegno complessivo. La ricordiamo oggi in questo articolo nel quale raccontiamo la storia di questa splendida macchina.
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Pubblicato il 10 giugno 2017

Abbiamo recentemente discusso delle littorine a scartamento largo (URSS, Spagna e Brasile). Passiamo questa volta a quelle a scartamento ridotto: ve ne furono in Sardegna, Sicilia, e incidentalmente qualcosina finì anche in Trentino (ma ricordiamo che anche quelle coloniali erano a scartamento di 950 mm). Qui ci occupiamo di quelle sarde.

Il 1935 fu un anno assai prolifico in casa FIAT. Per le FS furono eseguiti i progetti 010 e 015 corrispondenti alle ALb 56 e ALn 40, e lo 016 che riguardava l’ATR 100, compagno endotermico del ben più famoso e fortunato  elettrotreno ETR 200. Vennero inoltre costruite le prime littorine Eritree: prog. 011 e 025A corrispondenti alle A 60 e A 62. Sempre dello stesso anno sono i primi due progetti a scartamento largo: 023 (littorina russa) e 024 (Ferrovia del Norte Espana). Tra i tanti progetti, uno (il prog.19) ebbe per oggetto una ferrovia concessa: le Ferrovie Meridionali Sarde (FMS). Introdusse una innovazione estetica: il muso completamente ridisegnato, che si sarebbe poi ritrovato nelle coeve littorine spagnole ed in alcuni altri progetti degli anni successivi: le littorine brasiliane ed altre sarde (FCS), entrambe del 1937.

Ferrovie Meridionali Sarde

Le automotrici prodotte per FMS erano quattro, e furono denominate ALn 201-204. Forse la produzione fu influenzata, o decisa, dal fatto che FIAT aveva in programma di entrare nel capitale sociale di FMS, cosa che avvenne nel 1936.

Manifesto pubblicitario FIAT della “Littorina del Sulcis”

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Pubblicato il 3 giugno 2017, ultima modifica 6 giugno 2017

“Pendolino” è un nome noto a tutti i trenofili italiani: è un importante tassello della lunga storia italiana dell’alta velocità. Non tutti però ne conoscono i suoi albori, che ebbero origine con gli esperimenti fatti da FIAT facendo percorrere al suo prototipo Y 0160 oltre cinquantamila chilometri. Raccontiamo qui come andò.

FIAT Y 0160 in una corsa di prova – Foto FIAT

L’idea alla base del Pendolino era di non creare linee speciali, ma di innalzare la velocità su quelle (spesso tortuose) esistenti. Semplificando un po’, diciamo che tecnicamente non sarebbe stato impossibile far viaggiare i treni a velocità maggiore su certi percorsi ma… il problema era di evitare il mal di mare ai passeggeri! L’idea fu di inclinare la cassa dei rotabili più di quanto già non facesse l’assetto delle rotaie in curva, cosicché la forza centrifuga fosse almeno in parte “scaricata” sulla verticale del corpo dei passeggeri, diminuendo l’effetto laterale sui labirinti degli stessi, e quindi riducendo quel disagio che provoca il “mal di mare” e il “mal d’auto”.
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Pubblicato il 5 novembre 2016, ultimo aggiornamento 11 maggio 2017

La seconda generazione di “Littorine”, dopo le ALn 56 e 556, era costituita dalle ALn 772, più veloci e confortevoli delle progenitrici e divenute loro sostitute nei servizi di maggior prestigio: Direttissimo e Rapido. Erano state ideate negli anni immediatamente precedenti la guerra, ed erano entrate in servizio a partire dal 1937, ma le consegne erano proseguite fino al 1957, per un totale di oltre 300 esemplari realizzati in diverse serie da OM e Fiat. A metà anni ’50 si sentiva però il bisogno di modernizzare il servizio, sostituendo, almeno nei servizi di punta, le 772 con macchine nuove, Nacque così il progetto delle ALn 773: concepite per servizi a medio e lungo raggio, ed in grado di offrire una buon confortevolezza (oggi forse diremmo “travel experience“) al passeggero.

Coppia di ALn 773 in Val d'Orcia. Foto tratta da http://www.lifegate.it/

Coppia di ALn 773 in Val d’Orcia. Foto tratta da http://www.lifegate.it/

Progettazione e realizzazione furono affidati a OM, che aveva costruito i 2/3 delle 772. Vennero ordinati due prototipi, in sostituzione di due delle 772 ancora da consegnare: la prima (la 3501) fu collaudata da sola a Treviso a partire dal 1956, e venne poi accoppiata con la gemella 3502, con intercalato un rimorchio progettato ad hoc: Ln 664.3500.

ALn 773.3501 in una foto OM appena uscita di fabbrica, in livrea originale. Si possono notare la posizione della tromba, e la palpebra superiore che caratteizzava questo prototipo, e che scomparve a partine dalla 3502. Foto tratta da photorail.com

ALn 773.3501 in una foto OM appena uscita di fabbrica, in livrea originale. Si possono notare la posizione della tromba, e l’assenza del faro centrale e la palpebra superiore che caratterizzava questo prototipo, e che scomparve a partire dalla 3502. Anche i finestrini frontali, sulle porte dell’intercomunicante, sono più piccoli che nella versione definitiva. Foto tratta da photorail.com

ALn.773.3501 prototipo. Si nota la palpebra superiore. Foto © Masino Coll., Fabio Marzorati da photorail.com

ALn.773.3501 prototipo. Si nota la palpebra superiore. Foto © Masino Coll., Fabio Marzorati da photorail.com

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